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Full text of "Memorie della Accademia delle Scienze di Torino"

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MEMORIE 

DELLA REALE ACCADEMIA 

DELLE SCIEHTZE 

DI TORINO 



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MEMORIE 

OK....A 

REALE ACCADEMIA 

DELLE SCIENZE 

DI TORINO 



SERIE SECONDA 

Tomo IV. 



TORINO 
DALLA STAMPERIA REALE 

MDCCCXLII. 



• i- 



vJjAl HIS 



INDICE 



xix 



XLI 

LIII 
LVII 



Jirflenco degli Accademici Nazionali e Stranieri . . . . pag . V n 
Mutazioni accadute nel Corpo Accademico dopo la pubblicazione 

del precedente Volume 

Doni fatli alia Reale Accademia delle Scienze di Torino dal i.° di 

settembre 1841 al 3i di maggio 18^2 „ 

CLASSE DI SCIENZE FISICDE E MATEMATICHE 

Notizia Storica dei lavori delta Classe delle Scienze Fisiche e Mate- 
matiche nel corso dell'anno 1841; scritta daU' Accademico Pro- 
fessore Giuseppe Gene , Segretario aggiunto di essa Classe » 

Programme de la Classe des Sciences Physiques et Mathematiques : 
Prix fonde's par M. le Comte Pillet-Will „ 

Question de physique propose'e par la meme Classe ....,, 

Discours sur la vie et les ouvrages du Chevalier Georges Bidoke 
prononce a l'Academie Royale des Sciences de Turin dans la 
seance du 1 2 decembre 1 84 1 ; par le Professeur L. F. Menabre a » n, 

MonograBa degli Echinidi fossili del Piemonte; del Doltore Eugenio 

SlSMONDA 

Osservazioni Geologiche sulle Alpi Marittime e sugli Appeilnini 

Liguri; del Professore Angelo Sismonda „ 53 

Synopsis Algarum in mari Adriatico hucusque collectarum, cui ac- 
cedunt Monographia Siphonearum nee non generalcs de Algarum 
vita et structura discmisitiones ; auctore Doclore I. Zanardimo a 

Sopra la Gastonia Palmata di W. Roxburg, proposta qual tipo di 
un nuovo genere nella famiglia deUe Araliacee; Memoria del 
Professore Roberto De Visum 

Ricerche sopra una polvere depositala da una neve di color rosso 
caduta nelle vallate di Vegezzo, Mandamento di Santa Maria 



ioo 



VI 



Maggiore, Prefettura di Domodossola; del Professorc Giuseppe 

Lavh " pag. 2 6 7 

Algologiac mans Ligustici Specimen; auctore Prof. I. De Notaius .» 2 7 3 
Del gaz idrogeno antimoniato, antimoniuro d'idrogeno; dci Far- 

macisti Angelo Abbene e Pietro Antonio Borsarei.li . . „ 3x 7 
Sur la torsion des fils me'tallkpies et sur l'elastieite des ressorts 

en helices ; par Ch. Ign. Giulio „ 3 2t) 

Appendice alia Monografla degli Echinidi fossili del Piemonte; del 

Dottore Eugcnio Sismonda „ 335 



VII 

ELENGO 

DEGLI ACCADEMICI NAZIOKALI E STRAMERI 

AL XX D! GIUGNO MDCCCXLII. 



ACCADEMICI NAZIONALI. 



Presidente 

Saluzzo, Conte Alessandro, Grande di Corona, Ministro di Stato, 
Luogotenente Generate, Cavaliere deU'Ordine Supremo della Santissima 
Nuaziata, Cavaliere di Gran Croce decorate del Gran Cordone deU'Ordine 
de'Ss. Maurizio e Lazzaro, Commendatore deU'Ordine Imperiale di 
Leopoldo d'Austria, Vice-Presidente della Regia Deputazione sovra gli 
studii di Storia patria. 

Vice- Presidente 

Plana, Giovanni, Regio Astronomo, Professore d'Analisi nella Regia 
Universita, Direttore Generate degli studii nella Regia Accademia MUitare, 
Commendatore deU'Ordine de'Ss. Maurizio e Lazzaro, Cavaliere e Con- 
s.gl.ere deU'Ordine Civile di Savoia , Cavaliere della Corona Ferrea 
d'Austria. 

Tesoriere 

Peyron, Abate Amedeo, Teologo CoUegiato, Professore di Lingue 
Oriental! nella Regia Universita, Membro della Regia Deputazione sovra 
gh studii di Storia patria, Cavaliere deU'Ordine de'Ss. Maurizio e Laz- 
zaro, Cavaliere e Consigliere deU'Ordine Civile di Savoia. 



CLASSE DI SCIENZE FISICHE E MATEMATICHE 



Oircttorc 

W 

Scgretario 

Carena, Giacinto, Professore di Filosofia , Cavaliere e Consiglierc 
doll' Ordine Civile di Savoia. 

Scgretario Aggiunto 

C.im:, Dottore G iuseppe , Professore di Zoologia e Direttore del Museo 
Zoologico della Regia Universila , uno dei XL della Societa Italiana 
delle Scienze residente in Modena, Mcmbro della Rcale Societa Agraria 
di Torino, Cavaliere dell' Ordine de'Ss. Maurizio e Lazzaro, e dell'Ordine 
Civile di Savoia. 

Accademici residenti 

Michelotti, Ignazio , Ispettore generate nel Corpo Reale degli 
Ingegneri Civili c delle Minierc , Intendente generate , Direttore dei 
Regii canali, uno dei XL della Societa Italiana delle Scienze residente 
in .Modena, Membro della Reale Societa Agraria di Torino, del Con- 
gresso pennanente d'acque e strade, e del Regio Consiglio degli Edili, 
Decurione della Citta di Torino, Cavaliere dell' Ordine de'Ss. Maurizio 
e Lazzaro. 

Plana , Giovanni , predetto. 

Carena , Giacinto , predetto. 

Cisa di Gresy , Cavaliere Toinaso, Professore eraerito di Mecca- 
nica nella Regia Universila, Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio 
e Lazzaro. 



IV 

Bei.mncem , Dottorc Carlo Francesco, Medico di Cortc, Membro e 
Consigliere del Collegio di Medicina , Medico Onlinario dell' Ospedale 
Maggiore dell' Ordine Equcslre dc' Ss. Maurizio e Lazzaro , Cavalierc 
dell' Ordine Civile di Savoia. 

Avocaduo di Quarecna , Conte Ainedeo , Mastro Uditore nella Regia 
Camera dc' Conti, Professore emerilo di Fisica Sublime nella Regia 
Universita, uno dei XL della Societa Italiana delle Scienze residente in 
Modena, Membro della Commissione Supcriore di Slatistica, Cavaliere 
dell' Ordine de' Ss. Maurizio e Lazzaro, e dell' Ordine Civile di Savoia. 

Coli.a, Luigi , Avvocato Collegiato, Membro della Reale Societa 
A"raria di Torino. 

Moris, Doltore Giuseppe Giacinto, Professore di Materia Medica e di 
fiotanica nella Regia Universita, Consigliere nel Magistrato del Proto- 
medicato, Direttore del Rcgio Orto Bolanico, Membro della R. Societa 
Agraria di Torino, Cavaliere dell' Ordine de'Ss. Maurizio e Lazzaro, 
Cavaliere e Consigliere dell' Ordine Civile di Savoia. 

Lavini , Giuseppe, Dottore in Filosofia, Professore Slraordinario di 
Chimica Medica e Farmaceutica nella Regia Universita, Membro Straor- 
dinario del Consiglio Superioi-e Militare di Sanila per la parte Chimieo- 
Farmaceutica , Membro della Reale Societa Agraria di Torino. 

Cantu , Dottore Gian Lorenzo , Professore di Chimica generate 
nella Regia Universita, Consigliere nel Magistrato del Protorr.edicalo, 
Membro del Consiglio delle Miniere, Membro della Reale Societa Agraria 
di Torino. 

Gene, Giuseppe, predetto. 

Botto, Giuseppe Domenico, Professore di Fisica nella Regia Uni- 
versita di Torino. 

Sismonda, Angelo, Professore di Mineralogia e Direttore del Musco 
Mineralogico della Regia Universita di Torino , Membro del Consiglio 
delle Miniere, Cavaliere dell' Ordine de' Ss. Maurizio c Lazzaro, e 
dell' Ordine Civile di Savoia. 

Martini , Lorenzo , Professore di Medicina Legale nella R. Univer- 
sita, Consigliere nel Magistrato del Protomedicato, Membro della Giunta 
di Statistica per la provincia di Torino , e della R. Commissione di Re- 
visione dei libri e delle slampe, Direttore Generale delle Vaccinazioni, 
Cavalierc dell' Ordine de' Ss. Maurizio e Lazzaro. 

Menabrea, Luigi Fedcrigo, Capitano nel Corpo Reale del Genio 
Seiue II. Tom. IV. i 



Militare, Dottore Collegiato ili MaUunatica, Professore di Mcccaniea ap- 
pluala nella Scuola speciale d'applicazionc della Regia Accadeniia Militare. 

('.in. in, Carlo Ignazio, Professore di Meccanica e Consiglieve della 
Classe di Bfatemadca nel Collegio di Scienze e Lettere della Regia Uni- 
versita di Torino , Mcmbro della Commissione Superiore di Statistica. 

Kiberi, Alessandro , Professore di Operazioni Chirurgiclie Bella Regia 
Universita, Cavalier.' dell' Ordine de' Ss. Maurizio e Lazzaro , e dell Or- 
dine Civile di Savoia. 

Accademici nazionali non residenU in Torino 

Borgnis, G. A., Ingegnere Civile, Professore di Meccanica, a Pavia. 

Bouvard, Alessio , Cavaliere della Legion d' Onore e dell' Ordine 
Belgico di Leopoldo I.°, Membro delL' Istituto di Francia e dell' Uflicio 
delle Longitudini , a Parigi. 

Bertoi.om , Antonio , Gavaliere dell' Ordine Civile di Savoia , Pro- 
fessore di Botanica , a Bologna. 

Ferrero della Marmora, Conle Alberto, Maggior Generate, Ispel- 
tore delle Minierc di Sardegna, Membro della Commissione Superiore 
di Statistica, Cavaliere dell' Ordine de'Ss. Maurizio e Lazzaro, del Real 
Ordine Militare di Savoia, Cavaliere e Consigliere Onorario dell' Ordine 
Civile di Savoia , Comandante della Regia Scuola di Marineria, in Cenova. 

Mariamm, Stefano, Professore di Fisica e di Matetnatica applicala 
nella Ducale Universita di Modena , Cavaliere dell' Ordine Civile di 
Savoia. 

De Notaris, Giuseppe, Dottore in Medicina, Professore di Botanica 
aella Regia Universita di Genova. 

Magistrini, Giambatista, Professore di Calcolo Sublime nella Ponli- 
ficia Universita di Bologna, Cavaliere dell' Ordine Civile di Savoia. 

Pareto , Marchesc Lorenzo , a Genova. 

Spinola , Marchese Massimiliano , a Genova. 

P.m.i.iet , Monsignor Alessio , Cavaliere di Cran Croce decoralo del 
tli an Cordonc dell' Ordine de'Ss. Maurizio e Lazzaro, Arcivescovo di 
Sriamberi. 

.Mossotti , Ottaviano Fabrizio . Professore di Fisica e di Meccanica 
Celeste aell'I. R. Universita di Pisa. 



XI 

CLASSE DI SCIENZE MORALI, STORICHE E FILOLOGICHE 



Direttore 

Saum d' Igliano , Cavaliere Lodovico, Consigliere di Legazioue , 
Commissario Generale de' Confini , Metnbro della Regia Deputazione 
sovra gli studii di Storia patria, Cavaliere dell'Ordine de'Ss. Maurizio e 
Lazzaro, e dell'Ordine Civile di Savoia. 

Segretario 

Gazzera, Abate Costanzo, Professore di Filosofia, Membro e Segretario 
della Regia Deputazione sovra gli studii di Storia patria, e della Giunta 
d'Antichita e Belle Arti, Assistente alia Biblioteca della Regia Universita, 
Cavaliere dell' Ordine de' Ss. Maurizio e Lazzaro , e dell' Ordine Civile 
di Savoia. 

Accademici residenti 

Saluzzo, Cavaliere Cesare, Luogotenentc Generale, Grande Scudiere, 
Governatore delle LL. AA. RR. i Duchi di Savoia e di Genova , Ca- 
valiere dell' Ordine Supremo della Santissima Nunziata, Cavaliere di 
Gran Croce decorato del Gran Cordone dell' Ordine de'Ss. Maurizio e 
Lazzaro, Cavaliere dell' Ordine Civile di Savoia, Cavaliere di Gran 
Croce dell" Ordine Reale di S. Stefano d'Ungheria, Ispettore della Regia 
Accademia Militare, Presidente della Re^ia Deputazione sovra gli studii 
di Storia patria, Membro della Giunta d'Antichita e Belle Arti, e del 
Consiglio delle Arti, Segretario-Perpetuo-Direttore della Reale Acca- 
demia Albertina delle Belle Arti , Decurione della Citta di Torino. 

Carena , Giacinto, predetto. 

Peyron , Amedeo , predetto. 

Cordero de' Conti di San Quintino, Cavaliere Giulio, Membro della 
Reale Societa Agraria di Torino. 



Ml 

Gw./.f.ra . Cnslanzo , predetto. 

Mw\o, Barooe e Presidente Giuseppe, Reggente diToganel Supremo 
Consiglio di Sardegna, Commendatore dell'Ordine Militare de'Ss. Maurizio 
e Lazzaro, Cavaliere c Consigliere dell'Ordine Civile di Savoia, Vice- 
Presidente della Commissione Superiore di Statistics, Mcmbro della 
Regis Deputazione sovra gli studii di Storia patria, e della Giunla 
■I Viiticliiia e Belle Arti. 

Sui.i d'Igliamo, Lodovieo, pvedelio. 

Sclopis hi S.u.i uano, Conle Federigo, Senatore nel Ileal Senato di 
Piemonte . Membro della llegia Deputazione sovra gli sliulii di Storia 
patria, Cavaliere dell'Ordine de'Ss. Maurizio e Lazzaro, dell' Ordine 
Civile di Savoia, e dell'Ordine del Merilo sotto il tilolo di S. Giuseppe 
ill Toscana. 

Bmi'O, Conte Ccsarc , Colonnello ne'Regii Esercili , Memliro della 
Regia Deputazione sovra gli studii di Storia patria, Cavaliere dell'Ordine 
Civile di Savoia. 

Cihraiuo, Nobile Giovanni Luigi, Collaterale nella Regia Camera 
de' Conli , Soslituito del Procuralorc Generale di S. M. , Membro 
e Segretario della Regia Deputazione sovra gli studii di Storia patria, 
Membro della Giunta d' Antichita e Belle Arti , Cavaliere dell' Ordine 
de'Ss. Maurizio e Lazzaro, dell' Ordine Civile di Savoia, dell' Ordine 
del Merito sotto il titolo di S. Giuseppe di Toscana, e dell'Ordine 
Belgico di Leopoldo. 

Sai.i z/.o, Alessaiidro , predetlo. 

I.xvv. l'.lippo, Maslro Udilore nella Regia Camera de'Conti, Membro 
del Consiglio delle Miniere, Cavaliere dell'Ordine de'Ss. Maurizio e 
Lazzaro. 

Uaiidi m VzSME, Cavaliere Carlo , Membro della Regia Deputazione 
SOVra gli studii di Storia patria. 

Rf.btolotti, Davide, Cavaliere dell' Ordine Civile di Savoia, fregiato 
deU'lmperiale Medaglia d'nro di prima classe del Merito Civile d'Austria. 

PboMis, DotnenieO Casimiro , Riblioteeario di S. M. , Meml.ro della 

ia Deputazione sovra gli studii di Storia patria, e della Regia Com- 
missione di Revisione de'libri e stampe, Cavaliere dell'Ordine <W Ss. 
Maurizio e Lazzaro. 

Pititti tu liniii.iii , Conic Carlo HafiOne , Consigliere di Stalo 
Ordinario, Commendatore dell'Ordine de'Ss. Maurizio e Lazzaro, Cavaliere 
dell'Ordine Civile di Savoia. 



xnr 



Provana del Sabbione, Cavaliere L. G., Membro della Regia Depu- 
lazione sovra gli studii di Storia patria. 

Rrcorrr, Ercole, Luogotencnte nel Corpo Reale del Genio Mililaie, 
Membro della Regia Deputazione sovra gli studii di Storia patria. 

Eardi, Avvocalo Giovanni, Intendente di Prima Classe , Ammini- 
Stratore in secondo inlcrinale delle Regie Zecclie, Direttore del carcere 
centrale d'Alessandria, Membro della Commissione Superiore di Statistica 
Cavaliere dell' Online 6V Ss. Maurizio e Lazzaro. 

Bon-Compacni, Cavaliere Carlo, Sostituilo Avvocalo Generale di S. M. 
presso il Senato di Pieuionte, Membro della Commissione Superiore di 
Statistica. 



.lecademici nazionctli non residenli in Tori 



i no 



De Maistre, Come Saverio , Generale negli Eserciti dell' Imperatore 
di tutte le Russie, Cavaliere dell'Ordine Civile di Savoia, Socio onorario 
della Reale Accademia delle Belle Arti di Torino, a Pietroburqo. 

Ferrero della Marmora, Alberto, pj-edcllo. 

Spotorko, D. Giambattisla, Bibliotecario e Professore di Eloqueuza 
lal.na nella Regia Universila , Cavaliere dell'Ordine de Santi Maurizio 
e Lazzaro , Segretario della Regia Deputazione sovra gli studii di Storia 
patria, a Genova. 

Canina, Luigi, Architello, Cavaliere dell'Ordine Civile di Savoia 
Aeeademico di merito residente della Pontificia Accademia di S. Luca ' 
Socio ordinario della Pontificia Accademia di Archeologia, a Roma. 

Tadini, S. Em. il Cardinale D. Placido Maria, Carmelitano, Cava- 
liere di Gran Croce decorato del Gran Cordone dell' Online de'Ss. Mau- 
rizio e Lazzaro, Arcivescovo di Genova. 

Varese, Carlo, Dottore in Medicina , Cavaliere dell'Ordine Civile 
di Savoia , a Voghera. 

GopW, Al.ate Antonio, Membro della Pontificia Accademia di Ar- 
cheologia , a Iiuma. 

Charvaz, Monsignor Andrea, Cavaliere di Gnu, Croce decorato del 
Gran Cordone dell'Ordine de'Ss. Maurizio e Lazzaro, Vescovo di Piherolo, 



\1V 

ACCADEMICI STRANIERI. 



CLASSE DI SCIENZE FISICI1E E MATEMATICIIE 

Arago, Domenico Francesco Giovanni, Ufliziale della Legion d'Onore, 
Membro e Segretario dell'Istituto di Francia per le Scienze Fisiche e 
Matematiche , Membro dell' Uflizio delle Longitudini , a Parigi. 

Berzelio , J. Jacob, Ufliziale della Legion d'Onore, Professore di 
Chimica , a Stoccolma. 

Sayi , Gaetano, Cavaliere dell'Ordine del Merito sotto il titolo di 
San Giuseppe , Professore di Botanica , a Pisa. 

Di Humboldt, Barone Alessandro, Ufliziale della Legion d'Onore, 
Membro dell'Istiiuto di Francia e della Reale Accaderaia delle Scienze 
di Berlino. 

Gauss, Consigliere Carlo Federigo, Direttore della Specola Astro- 
noinica c Professore nell' Universita di Goitinga. 

Vehtdsou, Cavaliere Giuseppe, Professore cmerito nella Pontificia 
Universita di Bologna , Presidente del Consiglio degli Ispettori d'Acque 
e Stratlc, a Roma. 

Gay-Lussac, Luigi Giuseppe, Pari di Francia, Ufliziale della Legion 
d'Onore, Membro dell' Islituto , a Parigi. 

Elie di Beaumont , Giambatista Armando Lodovico Leonzio, Inge- 
gncre in Capo delle Miniere, Membro dell 1 Isliluto, Professore di Storia 
N.iiiualc uel Collegio di Francia, Cavaliere della Legion d'Onore, a 
Pariei. 

I'i'rotay di Bi.aisvili.e , Arrigo Maria , Professore d'Anatomia com- 
paratiTa uel Museo di Sloria Naturale, Membro dell' Istituto di Francia, 
Cavaliere della Legion d'Onore , a Parigi. 

Hkbschbl, Giovanni, Astioiiomo , Membro della Society Reale di 
Londra. 



CLASSIC DI SC1EXZE MORALI, STORICIIE E FJLOLOGICHE 

Deperet, Prol'essore cmcrito , a Parigi. 

De Gerando, Barone Maria Giuseppe , Grande Ufliziale della Legion 
d'Onore , Membro dell' Istituto di Francia, a Parigi. 

Mai , S. Ein. il Cardinale Angelo , Membro della Sacra Congrega- 
r.ione degli allari ccclesiastici straordinarii , a Roma. 

Buugiere di Barante, Baronc Amabilc Guglielmo Prospcro, Ufliziale 
della Legion d'Onore, Membro dell' Istituto , Pari, e Ambasciatore di 
Francia presso S. M. l'lmperatore di tutle le Russie, a Parigi. 

Manzom , Conle Alessandro, Accademico della Crusca, Cavaliere 
della Legion d' Onore di Francia , a Milano. 

Savignv , F. C, Ministro della giuslizia, gia Professore nclla Regia 
Universila e Membro della Reale Aecademia delle Scienze di Berlino. 

Letronne, Giovanni Antonio, Membro dell' Istituto di Francia e della 
Legion d' Onore, Conservatoire della R. Biblioteca, a Parigi. 

Borghesi , Conte Bartoloineo , a Roma. 

Simonde de Sismondi, Gian Carlo Leonardo, Cavaliere della Legion 
d' Onore , Socio corrispondcnlc dell' Istituto di Francia, a Ginevra. 

Di Hamhier-Purcstam. , Barone Giuseppe, a Vienna d' Austria. 



XVI 

MUTAZIONI 



accadute net Corpo Accademico dopo la pubblicazione 
del prccedentc Volume, 



MORTE Dl ACCADEMICI RESIDENT! 

il 2 tli scltcuibre 1 84 1 » il Tcologo Giovanni Antonio Arri, Meinbro 
della Classe ilellc Scienze Morali, Storiche e Filologiche. 

11 1 8 dicembre 1841 » il Professore Cavaliere Francesco Rossi, 
Dircttore della Classe delle Scienze Fisiclie e Matematiche , e J ice- 
Presitlcn/c delVAcoademia. 

II 4 l 'i aprile r 84a > il Professore Cavaliere Vittorio Michei.otti , 
Direttore tlella Classe dellc Scienze Fisiclie c Matematiche. 

MORTE DI ACCADEMICI STRAATERI 

II () ili settembre 1 84 1 > il Professore Cavaliere Agostino Piramo 
De Candoli.e , Accademico Stranicro per la Classe delle Scienze Fisiclie 
e Matematiche. 



NOMINE 

Uossotti, Oltaviano Fabrizio , Professore di Fisica e di Meccanica 
Celeste nell'I. It. Universita di Pisa, nominato il i4 di novembre 1 84 ' 
ad Accademico Nazionale non residente per la Classe delle Scienze Fi- 
siche e Matematiche. 

Hersi hki. , Giovanni, Aslronomo, Membro della Societa Reale di 
Londra , nominato il 28 delld Stesso mese e anno ad Accademico Stra- 
nicro jici' la stessa Classe. 



\vn 



Dj IIammer-Purcstal.., Bavoiie Giuseppe, a Vienna, nominate il 
mcdesimo g.orno ad Accademico Straniero per la Classe delle Scienze 
Morah, Storiche e Filologiche. 

Bon-Compagni, Cavaliere Carlo, Sostituito Avvorato Generale presso 
-I Senate di Piemonte , Meml.ro della Coinmissione Snpertore di Stati- 
st™, oommato il 9 dicembre .84, ad Accademico NazUmale residente 
per la Classe delle Scienze Morali , Storiche e Filologiehe. 

Charvaz, Monsignor Andrea, Vescovo di Pinerolo , nominate il me- 
desnno g.orno ad Accademico nazhnah non residente per | a ste s S a 
Classe. 

Rider. , Cavaliere Alessandro , Professore di Operarioni Chirurgiche 
nella Regia Universita di Torino, nominate, il 2 3 di gennaio 1842 ad 
Accademico Nazionale residente per la Classe delle Scienze Fisiche e 
Matematiche. 



ELEZIONE DI IFFIZIALI 

II Cavaliere Lodovico Sa.ju e confermato il 2 5 di novembre 1841 
nella carica triennale di Direltore della Classe delle Scienze Morali , 
Storiche e Filologiche. 

II Professore Commendatore Giovanni Plana viene eletto, nella tor- 
nata a Classi unite del ,6 di gennaio 1842, alia carica triennale di 
Vice-Presidente delV Accademia , vacante per la morte del Cav. Rossi 
avvenuta il 18 dicembre i84i. 

II Professore Cavaliere Vittorio Michelotti fa eletto il 2 3 gennaio 
1842 alia carica triennale di Direttore della Classe delle Scienze Fisiche 
e Matematiche , rimasta vacante per la morte del predetto Cavaliere 
Rossi. 



Ser IE II. Tom. IV. 



XIX 



DONI 



ALLA REALE ACCADEMIA DELLE SCIENZE 



D I TORIJiO 



DU 1." Dl SETTEMBRE 1841 AL 31 Dl MAGGIO 1842. 



La Reale Galleria di Toi'ino, illustrata da Roberto cl Azeglio, dedicata 
a S. M. il Re Carlo Alberto. Fasc." 22-23. Torino, Fontana, 1 84 1-4 2 j» 
in fol. fig. 

Famiglic celebri Ilaliane, di Pompeo Litta. Duchi di Savoia. Parte n* 
Milano , Ferrario , 1 84 1 , in fol. fig. 

Nuovo trattato di ferratura per comodo de' veterinari , maniscalchi, 
cavallerizzi , e proprietari di cavalli , compilato dal Dott. Luigi N. Pa- 
lellani. Milano, Pirotta , i834, i vol., 8.° fig. 

Delle principali razze di cavalli e pecore in Ungheria ; cenni del 
Dott. Luigi Patellani. Milano, Pirotta, 1837, 1 vol., 8." 

Due righe sopra un cervello ossificato in un animale sano ; memoria 
letta alia Riunione de' Scienziati in Torino dal Dott. Luigi Patellani. 
Milano, Ronchetli e Ferreri , 184 1, 8.° 

Risultato delle osservazioni patologico-terapeutiehe sopra il cholera 
epidemico, raccolte nell' ospitale n.° 5 in Vienna dal Prof. Wisgrill 
Giovanni; liberamcnte tradotto e commentato dal Dott. Luigi N. Patel- 
lani. Pavia , Fusi e Comp. a , i835 , 8.° 

Traite de la separation des patrimonies , consideree specialemeut a 
l'e'gard des irameubles ; par M. Blondeau. Paris, Cosson , 1840, 1 
vol. . 8.° 



S. H. 11. Hi 
CARLO AI.BF.KTO 



Paiilum 



Blo>deau 



i> >vmv; m Memoire sin- les institutions politicoes, administralivcs, militaires et 

legislatives des Colonies knglaises dans les differentes parties du globe ; 
par M. le V." de Santarem. Premiere, partie. Paris , 1840, 8.° 

Analyse du Journal tie la navigation de la floltc cpiii est allee a la 
terre du Bre'sil en i53o-i53a, par Pedro Lopes dc Sousa , publico pour 
la premiere fbis ;i Lisbonne par M. De Varnhaghen ; par M. le \ .'* 
de Santarem. Paris, i84o, 8." 

Memoire sor les connaissances scicntili<pies de D. Jean de Castro , 
precede d'un rapport sur la nouvcllc edition de sa biographic , par 
Freire d'Andrade, publiee en 1 835 par P Academic R. des Sciences de 
Lisbonne; par M. le Vicomte de Santarem. ( Exlr. du Bulletin de la 
Sociiti de Geographic) , 8.° 

De I'introduction des procedes relatifs a la fabrication des etoffes de 
soie dans la peninsulc Ilispankpie sous la domination des Arabes ; recher- 
cbes preceiltis d 1111 examen sur la question de savoir si ces procedes y 
etaienl on non connus avant le IX. C siecle de notre ere; par M. le 
Vicomte de Santarem. Paris, i838, 8." 
St* Inn muu Lmlleliu de la Soriele Induslrielle dAneers el du Departement de 

Maine et Loire. 12.' auneo. N.° r-6. Angers, Cosnier el Lachese , 1 8^ J , 
«•'. fig. 
Hobbhi Uccherches sur la rubefaotion des eaux et leur oxygenation par les 

animalcules et les algues : par Augustc et Charles iMorren. Bruxelles , 
Hayez, 184 1 , I vol., 4-"> fig. 
mo Fisica de'eorpi ponderabili , ossia Trattato della eost.ituzione generale 

ill- corpi; del Cavaliere Aincdco Avogadro. Tom. Ill c TV. Torino, 
Staiuperia Rcalc , 1 840-1 84 1 , 2 grossi vol., 8.", fig. 
110m Paleontologie Francaise. Description zoologiquc et geologique dc tous 

les animaux mollnsques et rayormes fossiles de France; par Aleide 
l)'Orbigii\. De la livraison a3. c a la 3f). c ■ — Terrains jurassiques. Li- 
vraison 1.' Paris, Cosson , 1841-1843, 8." 

Opera del Marohese \ntonio Mazzarosa. Tomo I. Lucca, Giusti, 184 1 • 
1 x nl . 1 2." 
'. DegK ultimi progressi della Geografia , sunto letlo pel Conte Cava- 

liere Jacopo Graeberg da Hemso i di 18 e 29 sellembre. 1840 , nella 
■ezione di (icologia, Mineralogia e (ieografia della 1.' riunione degli 
Scieniiftti llaliani Knula in Torino. Milano, Bernardoni , 1841 , 8." 



Delia Eletlrotipia , mernoric di Francesco '/.aiitcdcsrhi. \eixzia, An- 
tonelli, 1 84 1 , 4-% con 5 tavole clettroti|>iclic. 

Nuovi processi operatorii e piu riflessioni istoriche sulla circolazionc 
del sangue; del Professore Luigi Gitladini. Firenzc , Slamperia Pezzati , 
i8/ t i , 8.", fig. 

Documents historiqucs inedils , tires des collections manuscrites de 
la Bibliotheque Royale , ct des Archives ou des Bibliotheques des De- 
parleiuents ; publies par M. Champollion Figeac. Tome I. rr Paris, Didot, 
1 84 1, i vol. 5 4." 

Charles latines, francaises , et en langue romane meridionals, pu- 
bliees pour I'Ecole Royale des Chartes, et pour faire suite a la Collec- 
tion des chartes et manuscrits snr Papyrus. 4- e et 5. 1 " fascicule. Paris , 
Didot , 1 84 1 , fol. 

Osscrvazioni sulle larve , ninfe ed abitudini della Scolia flavifrons, 
lette in Pisa alia sezione di Zoologia della prima Riunione degli Scien- 
ziati Italiani il 4 ottobre i83g, e continuazione di esse nell'estate del 
1840; di Carlo Passerini. Pisa, Nistri, 1840, 4°> fig- 

Osservazioni sopra due insetti nocivi : il Lytta i<erticalis , che nel 
1839 danneggio a Volterra le piante di palate (Solatium tuberosum), 
e l' Apate sexdentata , che a Casalgrande in Lombardia fece seccare i 
vamoscelli del gelso delle Filippine (Mortis multicaulis J , lette in Pisa 
il 1 4 ottobre i83g alia sezione d'Agronomia della i." Riunione degli 
Scienziati Italiani; dal Dott. Carlo Passerini. Firenze, Tipogr. Galileiana, 
1 34o , 8." 

Sull'elettricita che per feltrazione si sviluppa nel mcrcurio; memoria 
di Antonio Perego. Milano , tipi de'Classici Italiani, 1841 , 8.° 

Meteorologia ( Estr. dalla Gazzetta Prwinciak di Brescia, N.° 36, 
1841 )• Brescia , Tip. della Minerva , 8." 

Al rinomatissiino signor Dolt. L. Agassiz , Epistola sommaria conte- 
nente nuovi schiarimenti del Dotl. F. O. Scortegagna , inloruo all' It- 
liolilo esistente nclla pubblica Biblioleca di Yicenza. Padova, coi tipi del 
Scminario , 1841 , 8." 

Natuurhundige Vcrhanddingen van de Hollandsche Maatschappij der 
Wetenschappen te Haarlem. Tweede verzameling. I.' Deel. Haarlem, 
1841, 1 vol., 4.°, fig. 

Extrait du Programme de la Societe Hollandaise des Sciences a 1 1 a 1 - 
tern , pour 1'annee 1 84 1 , ■/, fogl. 



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Societa' 

delle scienzi 

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In' H\nni 



sw p /.-I! [Aanibale) 



Apcrcu Bar la nature et les proprietes medicinalcs des eaux mine'rales 
ile Challes en Savoie ; par le Docteur Domenget. Chambery , Puthod , 
184 1, S.' 

Rapport fait a la Societe d'encouragemcnt pour l'industrie nationale, 
par M. Bussy, au nom du Comite des Arts Chimiques , sur l'indigo 
eotxait da Polygonum tinctorium , par M. Bebert , a Chambery. Paris, 
Bouchard-IIuzard , 1841 , '/, ^°S'- 

Mcmoires de la Societe des Antiquaires de Normandie. 2.' Serie. 
r. rr volume. Annecs 183;, i838 et i83g. Caen, Hardel , 1840, i vol., 

Annuaire des cinq De'parlcnients de l'ancienne Normandie, publie 
pat I* Association Normandc. Septiemc annee. Caen, Le Roy, 1840 , 
1 vol. , 8.° 

Seances generates tenues en i84o par la Societe Francaise pour la 
conservation des monuments liistoriques. Caen , Hardel, 1841 , 1 vol., 

Relazione a S. M. sulla situazione degli Istituti di Carita e di Bene- 
ficenza dopo l'Editto del 24 dicembre i836. Torino, Stamperia Reale , 
1 84 1 , 1 vol. , 4. 

Rapport sur les fouillcs d'anliquites qui ont ete faites a Aix dans 
les premiers mois de i84i ; In a la Seance du 20 juin de la Commis- 
sion il 'Archeologie d'Aix ; par M. Rouard. Aix, Nicot et Aubin , 1 84 1 , 

J • fi" 
-i- I "»• 

Biografia del Colonncllo Caccianino , scrilta dal Cav. Camillo \ acani. 
Milano , Bianclu , t84i , 8.° 

Storia della Lettcratura in Danimarca e in Svezia , di S. Marmier ; 
traduzione del Cav. Filippo De' Bardi. Firenze, Piatti, 1841 , 2 vol., 8° 

Cenni intomo alia formazione della Carta topografica degli Stati di 
S. M. il Re di Sardegna in Terraferma ; opera del R. Corpo di Statd 
Maggiore Generate. Torino, Fonlana, 1 84 » > 1 vol., 4-° 

Carta degli Stati di Sua Maesta Sarda in Terraferma ; opera del 
Heal Corpo di Stato Maggiore Generate, incisa e pubblicala l'anno 1 8-1 1 . 



1 foglio. 



Qnadro d'unionc della Carta degli Stati di S. M. Sarda in Terra- 



ferma alia scala di 



a5o.ooo 



. 'L di foglio. 



Lcs Alpes historiques; par Leon Me'nabrea. Premiere etude: Mont- 

melian et les Alpes. Chambery , Puthotl, 1 84 • , ' vol., 8." 

Cenni Statistic! sopra il Rirovero di mendicila di Torino nell anno 
1 84 1 , raccolti d'ordine della Dirczionc pcrmanente daH'Amministratorp 
Segrctario , Dottore De Rolandis. Torino, Fontana, i84i , 8.° 

Storia della Monarchia di Savoia ; di Luigi Cibrario. Tomo 2." 
Torino, Fontana, 1 8 4 1 > 1 vol., 8.° 

Memoire sur les signes employes par les ancicns Egyptiens a la no- 
lation des divisions du temps dans leurs trois syslemes d'ecriture; par 
M. Champollion lc jeunc. Paris, Imprimerie Royale , 1S41, 1 vol., 4-° 

Memoire snr le travail du fourneau a revcrbere a double sole; par 
M. Replat. Paris, 1841, 8.°, fig. 

Transactions of the American Philosophical Society , held at Phila- 
delphia , for promoting useful knowledge. New series. Vol. VII. Part. III. 
Philadelphia, 1 84 1 , 4-°> fig- 
Proceedings of the American Philosophical Society, vol. II. N.° 17 
and 18. Philadelphia, 1841 , 8." 

Atti dell' Accademia delle Scienze di Siena detta de' Fisiocritici. 
Tom. X. Parte prima: Scienze Fisiche. Siena, Porri , 1841, 1 vol., 4-° 

Sulla conducibilita del vetro per relettricila, osservazioni del Dottor 
E. Basevi. Pisa, Nistri , 1841, 8." 

Sulla necessita della istituzione delle scuole speciali di mineralogia e 
mineralurgia in Italia ; Memoria letta alia sezione di Mineralogia nella 
terztt Riunione degli Scienziati Italiani da Vincenzo Barelli. Firenze, coi 
lipi della Galileiana , 1841 , 8.° 

Delia origine , progressi e stato del Museo d'anatomia fisiologica e 
palologira umano-comparata dell' I. R. Universita di Pisa, all'epoca del 
|)iimo Congresso degli Scienziati Italiani l'anno i83g; Storia del Dott. 
Filippo Civinini. Pisa, i84i, 8.° 

Elogio di Leonardo da Vinci, letto alia presenza delle LL. AA. II. 
e RR. il Granduca e la Granduchessa di Toscana in un trattcnimento 
lellerario offerto il di 18 settembre 1841 , dagli Alunni delle Scuole 
Pie agli uomini celebri per la scienza riunili in Firenze. Firenze , 
184 1 , 8.° 

Continuazione delle osservazioni nell'anno 1841 sulle larve di Scolia 
/lavifrnns , lette in Firenze il 23 settembre 1 84 1 alia sezione di Zoologia 



Min>bbea (Leone) 



De Rolandis 



(ilBRtRIO 



^.H^MPOLLIO^- 

^'IGE^^. 



RErL\T 



Son. Filosofi<:». 
American* 
di Filadelfia 



Accademia 

DE' Fisiocritici 

di Sicntt 

Basem 



Barelli 



Ciwnim 



Gatteschi 



Passerini 



(111 u-i/.o Congresso degli Scienziati Italiani da Carlo Passerini. Firenze, 
IV/./.ali, iS' ( i , .\:\ fig. 

Nolizie sulla moll ijilicaziom- in Firenze ncgli anni 1837, 1 838 , i83o 
iltlluict-llo Americano Paroaria cucullata , eliiamato volgarmente Car- 
dinal- , lotto in Pisa alia se/.imie di Zoologia della i. a riuniono degli 
S.ienziati Italiani, il 7 ollobro 1889, da Carlo Passerini. Firenze, Pez- 
zali , 18 j 1 , fol. , (ig. 

Cast* I'.sereita/.ioni Aeeadcmiclie degli Vspiranti Naturalisti diretti dal Dottor 

(). C. Costa, esposte in adnnanza speeiale il di 2 giugno 1839. Napoli, 
Azzolino e Conipagno, i83g, 8.°, fig. 

Fseivitazioni Aeeadeiniolie degli Aspiranli Naturalisti, ovvero raccolta 
di Memorie dell'Accademia di tal nome, fondaia e diretta dal Dottore 
(). G. Costa. Vol. II. Parte I. Napoli, Azzolino e Conipagno, 1840, 8.°, 
eon allanle di sei lavole. 

Discorso pronunziato nella solenne e pubbliea adnnanza dellAccade- 
mia dedi Aspiranli Naturalisti dal Fondalore e Direltore della medesima, 
il to gennaio 1841 nella Chiesa di S. Monaca in S. Giovanni a Carbo- 
nara. Napoli, Azzolino c Conipagno, i84i , 8." 

N AM us Giornale per servire ai progressi della Patologia e della Terapeutica. 

Paso.' | a-45. Yenczia , Andreola, 1841 , 8.° 

N,r. C r. Nuove osservazioni anatomiche sul sistema eutanco e snllo scheletro 

del Prottostego ; del Dott. Gio. Domenico Nardo. Padova , Sicea , 

1840 , 4-' 

Annotazioni medico-pratiche sull' ntilita dell aeido ossalieo nolle in- 
liainmazioni della bocca , delle fauei , e del tubo gastro-enlerico , del 
Dott. Gio. Domenico Nardo. Yenezia, 1841, 8." 

Prospetto analitico delle diflerenti condizioni elie possono ingenerare 
fenonioni di niutata relazione fra i Ire apparati vitali, cioe gastrieo, 
generativo ed enccfalico, ece. ; del Dott. Gio. Domenico Nardo. '/* fogl. 

Nuovo mode di rendere inaggiorniente utili i bagni di mare, e piu 
iliieaoo luso interno dell'aoqua marina , speeialinente nelle malattie scro- 
folose. ' : fogl. , 8.° 
it knnuaire madnetiqne el meteorologique du Corps des lngeuieurs des 

mines do Russic, ou Honied d observations magnetiques et meteorolo- 
giqoes fades dans I etendiie do IKmpire de Ilussic , et publiees par 
ordre de S, M. k'Emperenr Nicolas I., sous les auspices de AJ. le Comte 



XXV 



Cancrine, par A. T. Kupfer. Amices 1838-18.39. Saint-Pe'icrsljourg, 1S40- 
1841 , 2 vol., 4." 

Bulletin de la Societe Impe'riale ties Naturalist es de Moscou. Annee 
i84o. N." i-4, et annee 1841. N.° 1 , 8." 

Delia coltura sociale, e del contribuire delle cognizioni naturali alia 
medesima , mediante 1' insegnamento della storia naturale generate. Di- 
scorsi e Proposte. Pavia, Bizzoni , 1 84 1 ■> 8.° 

Flora Italica, sislens plantas in Italia et in instills circumstanlibus 
sponte nascentes , auctore Docl. Antonio Berlolonio. Vol. IV. LSononiar, 
typis Richardi Masii , i83g, 1 vol., 8." 

Notizie sulle isole Linosa, Lampione e Lampedusa, e descrizione di 
una nuova specie di Stapelia die trovasi in (piesta ultima ; del Cav. D. 
Giovanni Gussone. Napoli , i832 , ^.", fig. 

Prospelto clinico dell' Ospcdale Maggiore dell' Ordine Mauriziano nel 
bienuio 1 839-1840, per Carlo Francesco Bellingeri. Torino, Cassone e 
Marzorati, i84i, 1 vol., 8.° 

Elementi di filosofia naturale, o considerazioni sulle verita primitive 
fondamentali della chimica , dell' ottica , della meceanica , e intorno ai 
principii apodittici della matematica; del Dottor Agatino Longo. Napoli, 
1841, 1 vol. , 8.° 

Storia ecclesiastica di Sardegna; dell'Avvocato Pietro Martini. Vol. 2." 
dispensa 3.% vol. 3.° dispense i. a 2." e 3. a Cagliari, Stamperia Reale , 
1 84 1- 1 842, 8." 

Congresso scientifico di Lione, e materie trattate nella sezione di 
Medicina. Relazione del Dott. Bernardino Bertini. Torino , Cassone e 
Marzorati, 1841 , 8.° 

Catalog! librorum manuscriptoruin , qui in bibliotheeis Galliae, Hel- 
vetiae, Belgii, Brilanniae M. , Hispaniae , Lusitaniae asservantur , nunc 
primum editi a D. Gustavo Haenel. Lipsiae, i83o, 1 vol., 4-" 

Memoires et documents publi.es par la Societe d'llistoire et d'Ar- 
che'ologie de Gcne>e. Tom. I.' 1 Geneve, 184 1 , 1 vol., 8." 

Della economia politica del medio evo ; del Cav. L. Cibrario. 2. da 
edizione. Vol. I. Torino, Fontana , 1841 , n. 1 ' 

The Journal of the Royal Asiatic Society of Great Britain and Ireland. 
N olume the sixth. London, 1841 , r vol., 8." 

Transactions of the Geological Society of London. 2.' 1 Scries. Vol. V[. 
Part the first. London, 1841 , 4- "7 "g- 

Sep.ie II. Tom. IV. 4 



Societa' Impebiai.e 

mi Natobausti 

ili Mosca 

Brugnatelli 



Bebtomim 



Gussone 



BellinGEKI 



Longo 



Martini 



Bertim 



Haenel 



Societa' di Sjobix 

e d'Ajlchbologi \ 

di GineiTu 

Cibrario 



RealeSoc.Asutii v 
di Lunitra 



Soc. Geologica 

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K.iwll \*» 



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nfl.l.l S( II M i 



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l.r.HEo 









Tavole cronologiche c sincrone della Stbria Fiorentina; compilate da 
Ufredo Reumont Firenze, Pietro Vieusseixx editore, tipografia Galile- 
iana , iS j i . i vol. , 4-" 

Philosophical Transactions of the Royal Society of London. For the 
year iS.ji. Part. 1-11. London , 1 84 1 , vol. 4-") fig. 

Proceedings of the R. Society of London. N.° 4f)"5o , 1 8/( 1 , 8.° 

additional note on the contraction of voluntary muscle in the living 
body ; by William Bowman. (From the Philusoph. Transactions. Part J. 
for 1 84 ' )- London, 1841, 4-"> %• 

Mcinoiic. di Malcinatica e di Fisica della Sociela Italiana delle Scien/.e 
residenlc in Modena. Toino XXI I. Parte Fisica. Modena, dai lipi della 
R. D. Camera , 1841, 4. , fig. 

Elogio slorico del Conte Giovanni Paradisi, scritto da Antonio Lom- 
bards ( Estr. dal Tom. XXII delle Mcmorie della Societa Italiana delle 
Sciense residente in Modena), 4-° 

Traite pratique sur les maladies des organes genito-urinaires ; par le 
Doeteur Civialc Troisicmc et derniere partie: maladies du corps de la 
iressie. Paris, Renouard, 1842, 1 vol., 8." 

Iscri/.ione latina pei funerali di Margarita dall'Aglio, vedova Bodoni. 
Parma, i84', '/» f°s'i°- 

Exposition des principes de rlie'torique contcnus dans le Gorgias de 
Platou , ct dans les dialogues sur leloquencc de Feueion; par Antoine- 
Gaspard Bellin. Lyon, Deleuze, 1 84 1 > 8." 

Essai dune monographic des organes de la respiration de IWdre 
des Grustaces isopodes ; par MM." Duvernoy ct Lercboullet. Paris , 
1840, 8.", fig. 

Descriptions ct figures des cereales europe'enncs, tclles que Ofge, 
Seigle, Ble, Xiviera, Phalaris, Avoiue, Riz, Millet, Mais etc.; par N. C. 
Seringe. 2. dc (Edition , i."' ; livraison. Lyon, Barret, 184 1 > 4-°> %• 

Le petit agriculteur, ou Traite ehimentaire d' agriculture , par N. G. 
Seringe. Lyon, 1 S4 1 , 1 vol., 18.° 

l)is fonctions ct des maladies nervcuscs dans leurs rapports avec 
I'rducation sociale ct privee , morale et physique etc. ; par le Doeteur 
Cerise. Paris, Foamier, 1842, t vol., 8.° 

Sur la presence de liode dans les eaux d'Aix en Savoie , en reponse 
j M. Savoyc ; par Joseph Bonjean. Lyon, Deleuze, 1 84 1 j 8." 



xxvn 



MiMiioircs de la Societe Royale Acade'miquc ile Savoic. Tom. X.' 
(lliambery, Pulliod , 1 84 1 » i vol., 8.°, fig. 

Programme do suiet de prix propose par la Societe Royale cles An- 
tiquaires de France , pour l'anncc 1842, '/« f°g'-> 8." 

De la Creation. Essai sur I'origine ct la progression des etres; par 
M. Boucher de Perthes. Abbeville, Boulanger, i838-i84 x , 5 vol., 12.° 

Allocu/.ione simposiea agli Accadcmici d'Alba, nel giorno xv novein- 
bre MPCCCXLi ; del Marchese Felice di San Tomniaso , Preside di qiiel- 
I'Accademia. Alba, Chiantore e Sansoldi, 8.° 

De laudibus Caroli Alberti, Sardiniae Regis, Oratio habita in Regio 
Taurincnsi Athcnaeo prid. 11011. novcnibrcs an. mdcccxlI, a Thoma Val- 
laurio. Taurini, typis Chirii et Minae, 1841 , 8." 

Description liislorique , tlieorique et pratique de l'opktalmie puru- 
lente observce de i835 a i83g dans l'hopifal militaire de Saint-Pe'ters- 
bourg; par Pierre Florio. Paris, Guiraudet et Jouaust , 1841, 1 vol., 
8.", fig. 

Trattato di Architettura civile e niilitarc, di Francesco di Giorgio 
Martini , Architetto Senesc del secolo XV, ora per la prima volta pub- 
blicato per enra del Cavaliere Cesare Saluzzo, con dissertazioni e note 
per servire alia storia militare Italiana. Torino, Chirio e Mina , 1841, 
2 vol. , 4-"j con Atlante , fol. 

Storia di Mose Corenese; versione italiana, illustrata dai Monaci 
Armeni Mechitaristi , ritoccata quanto alio stile, da N. Tommaseo. Ve- 
uezia, Tipogr. Armena di S. Lazzaro , 1841 , 1 vol., 8.° 

Corso di Chimica generale; del Padre Oltavio Ferrario. Tomo V. 
Milano, Pirola , 1841 , 8.° 

Proposla di una utile applicazione dellAreostatica. Livorno , 1 84 1 > 
'/, di fogl., 8.° 

Comple rendu des travaux de l'Acadeniie Royale des Sciences, Belles- 
Lettres et Arts de Lyon, pendant Tanne'e 1840; lu dans la Seance pu- 
bliquc du a5 jniu 1841, par M. J. Soulacroix. Lyon, Boitel, 184 1 , 8.° 

Notice historiquc sur la vie ct les outrages de M. Daunou , par M. 
le Baron Walckenaer. Lue a la Seance publique de l'Acadeiiiie Royale 
des Inscriptions et Belles- Lettres de llnstitut Royal de France, du 3i 
juillet 1841 , 4. 

Abhandlungen der Koenigliclien Akademie der Wissenschaftcn zu 
Berlin. Aus dem Jahre i83a. Dritter und Vierter Theils. Ueber die 



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di Am'oiVi 

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Fekrmiio 



MODIGLIAM 



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Waeckenieh 



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DELLE SCIENZF. 

di Bcrtino 



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Kavvi'Sprache anf der [use! lava, aebst cincr Einleiiung iiber die Ver- 
schiedenheit tits menschlichen Sprachbaues und ihren Einfluss auf die 
otistige Entwickelung des Menschengeschlechts von Wilhehn von Hum- 
boldt. Zveiter und Dritter Bands. Berlin, i838-i83g, 2 vol., 4-" 

Vbhandluugen der Koniglichen Akademie der Wissenschaften 7.11 
Berlin, Las dem Iahre i838. Berlin, 1839, 1 vol., 4"; fig- 

Bericht iiber die zur Bekanntmacbnng geeigneten Verhandlungen der 
KdnigL IVeuss. Akademie der Wissenschaften zu Berlin, im Monal Iuli 
i83g nnil 29 lunius 1840, 8." 

Preisfrage der plrysikaliscb-mathematischen Klasse der Koniglich- 
Preussischen Uudemie der Wissenschaften fiir das lain- 1842 und 
,844, 8.' 

Am)1 ,hm Due appendici al seeondo volume delle opere di Giacinto Andriani 

iotitolato : Dubbii apposti allc grandi eta geologiche, ecc. Napoli , Tra- 
mater, 1 84 1 , 8." 

lurcM.i The ninth Bridgewater Treatise. A fragment by Charles Babbage. 

Second edition. London. Clav, i838, 1 vol., 8.° 

Cbevkai La vie de Saint Pierre II, Archeveque de Tarentaise; par M. l'Abbe 

Chevray. Baume , Simon, 1841 , 1 vol., 8." 

Vuxbio Interrogazioni proposte da Lorenzo Valerio a chi frit end e visilare le 

manifatture. Torino , 1841 , 8." 
LtDom Fables de J. C. F. Laclouccllc. Seconde edition, revue et auginentee. 

Paris, Bruneau , 1842, 1 vol., 8.° 
k\rt De amphihiorum hepate, liene ac pancreate , observationes zooto- 

mieae. Dissertatio inauguralis ipiani pro gradu doctorali medicinae, chi- 
rurgiac . et artis obstetriciae , in literarum Universitate Alberto-Ludn- 
viciana oblinendo scripserunt J. Brotz et C. A. Wagenmann. Friburgi 
Brisgoiorum , Wagner, i838 , 4") fig- 

Sacra natalitia Principis augustissimi el potentisshni Leopoldi, Magni 
Badarum Ducis, Rectoris Academiae Alberto-Ludovicianae magnificen- 
li^sniii . in ante diem 1 1 calendas septembres pie et sollemniter cele- 
branda indicil D. Frid. Sigism. Leuckart. Insunt de zoophytis coralliis, 
ei specialist] de genere Fungia observationes zoologicae. Friburgi Brisi- 
gavornm . (iroos, x84i, 4-°? fig- 

Zoologische Bruchstiicke ; von Friedricfa Sigismund Leuckart. Slutt- 
garl . 18 J 1 . \. . Gg. 

I ntersuchungen iiber <las Zwischenkieferbein des Menschen in seiner 



WIN 



normalen and abnormen Metamorphose, etc. von Friedr. Sigism. Leuckart. 
Stuttgart, i8/|0, 4-°> %• 

Untersuchungeu aber die lusseren kicmen der Embrvoncm von 
Rochen und Hayen etc. von D. Friedrich Sigismund Leuckart. Stutt- 
gart , 1 836 , 8.°, fig. 

Sur mi Thermo-Baroinetrc portatif, apneumatique , avec curseur 
iconique , instrument qui dispense ile tenir compte de la temperature 
du nicreure dans les observations barometriques, et qui est eniineinreent 
portatif; par M. J. Porro ( Extr. du Tom. XYI1I des Annates des 
mines). Paris, 8.° 

Bulletin dc la Sociele Imperiale des Naturalistes de Moscou. Annee 
i84i, N.° 2. Moscou, Semen, 1841, 8.°, fig. 

Novi Commentarii Academiae Scienliarum Instituti Bonouicnsis. Tomus 
quartus. Bononiae, 1840, 4-°j> fig- 

Opere edite ed inedite del Professore Luigi Galvani, raccolte e pub- 
blicate per cura dell'Accademia delle Scienze dell' Islituto di Bologna. 
Bologna , Emidio dall'Olmo, 1 84 1 > i vol., 4-°> fig- 
Specimen Bryologiae Romanae; auctore Elisabetha Fiorini-Mazzanti. 
Romae , Puccinelli , 184 1 , 1 vol., 8." 

Carta corografica fisica degli Stati Sardi in terraferma , dedicata 
a S. S. R. M. Carlo Alberto dal Capitano G. Luigi De Bartolomeis. 
Torino , i84' , 1 fogl. 

Monete dei Reali di Savoia, edite ed illustrate da Domenico Proinis, 
Bibliolecario e Conservatore del medagliere di S. M. Torino , Cliirio e 
Mina , 1 84 1 , 2 vol. , 4-% fig- 

Programma quaestionura ab Instituti Regii Belgici Classe tertia pro- 
positarum in conventu publico habito Amstelodami die \vi Mi deeeinbris 
anni 1 S4 T • 7* fog'-? 4" 

Recbercb.es sur les Dendrophores et sur les corporations romaines 
en general , pour servir a ['explication d'un bas-relief trouve a Bor- 
drauv ; par J. Rabanis. Bordeaux, Faye , i84' ? 8.", fig. 

Hisloire physique, politique el naturelle de file de Cuba; par M. 
Ramon de la Sagra. Foraminifcirs , par Alcide d Orbigny. Paris, i83q, 
1 vol., 8.°, avec Atlas, fob 

Discorso sopra alcnni Stabilimenti e miglioramenti agrarii , lello ila 
A. Coppi neirAceademia Tiborina il a5 novembre 184 « - Roma, Sal- 
v'nicci , 1842 , 8." 



Porro 



SoniETA' IMPERIU.E 
DEI NaTLRALISTI 

di Mbsca 

ISTITETO 

di Bologna 



Fjgrim-Mazzvnti 



De BARTOLOMr^ 



Pbomis 



IsTITLTO 

di Amsterdam 



Michel 
( Francisque ) 



D' Ordit.m 



Coppi 



\\\ 
Dioldo Inni di S. Ambrogio, raccolti , Irailolli cd illustrali da Giuseppe 

Berta . con an discorso preliminare intorno alia poesia Cristiana. Milano, 
Borroni e Sootti, i8.|i, i vol., 8." 

Descrizione dcgli Scudi posseduti dal Banchiere Ambrogio Uboldo. 
Milano, Brambilla e Compagnia, i83q, in-fol. , fig. 

Descruione dcgli Klmi posseduti da Ambrogio Uboldo. Milano, Crespi, 
iS.j i . in-fol. , fig. 
vn.i > I'rjtriii > Dispositio systematica conchyliarutn terrestrium et fluviatilium quae 

adservantur in collectione (Valium Ant. et Jo. Bapt. "S ilia. Mediolani, 
Borroni et Scotti , i84« , 8." 
De Si im Kitah Wafayal \l \iyan. Vies des homines illustres de l'lslamisme, 

rn arabe . par Ibn Khallikau; publie'cs par le Baron j\lac Guckin de 
Slano. Tom. I. Parties II et V. Paris, Didot, t838-i84o, 2 cahiers, 4-° 
rvr.t m-oi.i Sulla Botanica in Italia e sulla necessita di formare un erbario ge- 

aerale in Firenze . discorso diretto ai Botanici radunati nel terzo Con- 
gresso italiano da Filippo Parlatore. Parigi , De Lacombe , 184 1, 8." 
Borri Relation dun voyage dans l'Yemen , cnlrepris en 1837 pour le 

Museum d hisloire naturelle de Paris , par Paul-Einile Botla. Paris , 
Dondey-Dupre , 1 84 1 , 8." 
Wmi k i\,. Mcmnire sur unc nouvclle et trcs-avantageuse construction des 

i-liemins en fer; par le Chev. de Wiebcking. Munich, 1842, 4-" 

Proposition pour un Congres scientificrue compose dlngenieurs et 
\1cl1ileetes europeens, cscjuissee par le Chev. de Wiebeking. Munich, 
Wild , 1841 , 8.° 

Tableau relalif a la longueur et aux de'penses des canaux les plus 
remarqaables en France; par le Chev. de Wiebeking. Munich, 1842, 
7, fogl. , in-fol. 
■ v utwu Gelehrte Anzeieen, herausgegeben von Milclicdcrn der K. Bayerischen 

Akademie der Wissenschaften. Bands 6-1 1. Miinchen, 1 838- 1840, 4-" 

Ahhaudluugcii der inalhcmalisch-pliysikalischcn Classe der Koniglieh 
Bayerischen Akademie der Wissenschaften. Band III. Part. I. Miinchen, 
■ 8.',o, 4.°, fig. 

U>handlungen der philosophisch-philolog. Classe der K. Bayerischen 

Akademie der Wissenschaften. Band II. Part. II-III, Band. III. Part. I. 

Munchen , i83o , e 1840, /\.°, fig- 

Gbiohm Sulla dottrina del Profcssore Giacomini intorno all' azione iposteniz- 

/autc enterica dei purganti drastici ; discorso diretto alia sczione Medica 



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del terzo Congresso Italiano tlal Cavaliere Lorenzo Ghiglini. Genova , 
Ferrando, 1 8 4 a , 8.° 

Sulla cancrena contagiosa o nosocomialc, con alcnni cenni sopra una Rihkm 

risipola contagiosa; del Dottore Alessandro Riberi. Torino, Bianco, i83o, 
i vol. , 8.° 

Dei seni c dclle fislolc in genere , e delle principal] malattie delle 
vie lagrimali , colic operazioni ehc le ragguardano ; di Alessandro Riberi. 
Vol. I. Torino, Tipogr. Reale , i83a, 8.° 

Elementi di tcrapeutica opcraliva ragguardanti allc aroputazioni , rc- 
secazioni degli ossi e trapanazioni, per nso della scnola; del Professore 
Alessandro Riberi. Torino, Stamperia Reale, i833, i vol., 8.° 

Trallato di Blefarottalmo-terapia operativa ; del Dottore Alessandro 
Riberi. Torino, Favale , i836, i vol. , 8.° 

Orchiectomia ; valore comparativo delle sue varie pratiche ; alciine 
inodificazioni alia nuova pratica; osservazioni di lilotrissia ; del Cavaliere 
Prof. Alessandro Riberi. Torino , Cassone , Marzorati c Vercellotti, i838, 
i vol. , 8.° 

Osservazioni medieo-chirurgiclie ; del Cav. Prof. Alessandro Riberi. 
Torino , Fonlana , i vol. , 8.° 

Caso di rino-gcno-cheiloplastica , eon alcnni cenni storico-pratici in- 
torno all'autoplastica , ed all'autoplaslia; del Cav. Prof. Alessandro Riberi. 
Torino , Fontana , i vol. , 8.° 

Osservazioni clnrurgiche ; del Prof. Cav. Alessandro Riberi. Torino, 
Fontana, 1 84 1 > i vol. , 8.° 

Modificazioni all'operazione del fimosi; sinizesi impeifetta con pseudo- 
calaratta , guarita col taglio dell' iride ; una modificazione alia cheilo- 
|>lastia; del Cav. Prof. Alessandro Riberi. Torino, Cassone e Marzorati , 
1842, 8.° 

Synopsis methodica animalium invertcbralorum Pedeniontii fossilium; Sismokda [Eogenio] 
auctore Eugenio Sismonda. Augustae Taurinorum, typis Regiis, 1842, 8.° 

De 1' application de la ventilation force'e au\ Magnaneries , par M. n'Ar.rrr 

D'Arcet. Paris, Bouchard-Hazard, 1841, 8.°, fig. 

Note sur l'cmjdoi continu et regulier de la Gelatine , pendant onze 
annees, dans le regime alimentaire de I'Hopital Saint-Louis; suivie <!c 
quelcpies ant res documents relatifs a la meine question; parM. D'Arcet 8." 

Note sur la construction et l'emploi des silos dans le nord de la 
France, par M. D'Arcet. (Extr. des Annates de V Agriculture Francaise), 8." 



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Historique de la fabrication des Tam-Tama et desGymbales en France; 
par M. D'Arcet ( Extr. da Recueil de la Societe Poly-technique N." t\o, 
i&tO * 8.' 

Descrinone dell'antico Tuscnlo; dclTArchitetto Cav. Luigi Carina. 
Roma . CaninBj i84> i • vol., fol. , fig. 

II progresso italiano nella scienza del Drilto ; discorso deH'Awocato 
Leonardo Porta. 8.° 

Regolamento per la Societa Medico-Cbirurgica di Torino, approvata 
da S. M. in odienza del 5 febbraio 1842. Torino, Cassone c Marzorali, 
1S.J3 , 8." 

Cenni sul progetto delia strada ferrata Ligure-Piemontese. 8.", con 
una carta. 

Scoperta. Scintilla elettrica ottenuta ilal caffe e da altri semi ; lettera 
del Doll. Ferdinando Elice ; pnbblicata da C. Dentone. Genova , 1842, 
' . di fogl. , 8." 

Sulla sapienza dell' Orienle ; saggi morali di Girolamo Matlirolo. 
Milauo , Giuditta Pouiardi-Pogliani , 1 84 1 > ' vol., 8." 

Qnadro politico d'antica isloria; del Dottore in lcgge Gristoi'oro Negri. 
Milauo, Bernardoni, 1842, 8." 

Umuaire de la Societe Pliilotechnitrue. Tom. 5."'", annee 1842. Paris, 
Bruneau , 1842 , 16. 

Eliseo . storico Armeno del V secolo ; versione del Prete Giuseppe 
GappeHetti. Yenezia , Alvisopoli , 1840, 1 vol., 8." 

Mose Corenese , storico Armeno del V secolo ; versione del Prete 
Giuseppe Cappelletti. Yenezia, Autonelli , 1841, Fasc. i-5, 8." 

Dceouvertes dans la Troade. Dissertations sur les monuments de la 
plains de Troic ct la position de celte ville , etc. Extr. des Mereoires 
de A. F. Mauduil. Paris, Ditlot , i84o , 1 vol., 4-" 

Essai sur les glaciers et sur les terrains erratiques ilu bassin du 
Khoue ; par Jean dc Charpentier. Lausanne, Ducloux , 1841 , 1 vol , 
8.", fig. 

Geschichte tier Ilehane, das ist tier Mongolen in Persien; von Haminer- 
PurgstalL Erster Band. Darmstadt, Leske, 1842, 1 vol., 8.° 

Handscbriften ( strabisclic , Persische, Tiirkiscfte) Hammcr-PurgstaU's. 
U1.11. (.mil, I. [84o, 1 vol.. 8." 

Plantae novae vel minus notae, opuscuKs diversis olim descriptae , 



XXXIII 

gencribus cruibusdam spcciebuscpie nous adiectis , itcrum recognitae ; 
auciore Philippe Parlatorc. Parisiis , Gidc , 1842, 8." 

Observations made at I he magnetic observatories of Toronto in Canada, 
Trevandrum in the east Indies, and St. Helena, during a remarkable 
magnetic disturbance on the 2 5 th. and 26 th. of September 1 84 1 . 
London, Richard and Taylor, 18 ji , 8.", fig. 

Elettricita ottenuta da paracrine sostanze , lettera del sig. Dottore 
Perdinando Elice, pnbblwata da Costantmo Dentone. Geneva i84a 
7, di fogl., 8." 

Saggi di natural! esperienze fatte nell'Accademia del Cimento. Terza 
cdi/ione Fiorenlina, preccduta da notizic stonche dell'Accademia stessa, 
<■ seguitata da aleune aggiunte , del Cav. Vincenzo Antinori. Firenze ,' 
Tipografia Galileiana, 1841 , 1 vol., 4.", fig. 

Resume des observations sur la incteorologie , sur 1c magneiisme , 
sue les temperatures de la terra , sur la floraison des planter, etc' 
kites a rObservaloire Royal de Bruxelles en 1840, par A. Quetelel! 
(Kvtr. du Tom. XIV. des Mem. dc I'Jcademie Royah de Bruxelles). 
Bruxelles, 1841 , 4." 

Memoires conronnes par 1' Academic Roy ale des Sciences et Belles- 
Lettres dc Bruxelles. Tom. XIV. 3 .'°" partie, Tom. XV. ,.■""• partie. 
Bnivellrs , Hayez, 184 1 , 2 vol., 4." fig. 

No.neaux Memoires de 1 : Academic Royale des Sciences ct Belles- 
Lettres de Bruxelles. Torn. XIII-XIV. Bruxelles, Hayez, 1841, 2 vol., 4.", fig. 

Raccolta di Omelie , Nojaficazioni e Lcttere Pastorali di S. E. Rev."" 
il Cardinale Placido Maria Tadini , Arcivescovo di Geneva. Val IT. 
Genova , Tipogr. Arcivescovile , 1841 , 8." 

I'clla autorita giudiciaria ; di Fcderigo Sclopis. Torino, Foulana , 
18 j:' , 1 vol. , 12." 

Dcscrizione e disegni del palazzo dei Magistrati Suprcmi di Torino, 
precednta da aleuni cenni gtorici ; dclt' Arciitetto Idraulico e Civile 
[gnazio Michcla. Tipogr. Chirio e Mina , 1841 , , vol., in-fol. fig. 

Memoria sullVigine e sullo sviluppo del progetlo di condurre acqua 
potabile daJ Conlinente a Veneaa ; dell' Architctto Idraulico e Civile 
1 gnazio Michcla. Presentata coi rclativi disegni, e letta in compendio 
alia sezione di Fisica e Matemalica del tcrzo Congresso degli Scier.ziati 
Italian! a Firenze il 2 3 settcmbre .84'. Torino, Zecchi e Bona, ,842, 
1 vol., 4.°, (ig. 

Seme If. Tom. IV. 



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UELLE Sr.IENZE 

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di Brussvllc-. 



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Memorie ill fisica sperimentale 3 scritte dopo il i836 da Stefano Ma- 
rianini. Anno quarto, iS/jo. Modena , R. Tipografia Camcrale , 184 1 , 
i toL , 8." 

Description des tombeaux de Bel- Air, pies Chescaux sur Lausanne, 
par Frederic Crayon. Lausanne, Ducloux, 18/11, 4"> fig- 

Canne Tuico , eon imita/.ione in versi italiani di Feliee Romani; 
anaaggio offerto da Romnaldo Tecco a S. A. R. Viltorio Einanuele, Duca 
di Savoia, Principe Ereditario di Sardegna, ecc. nella faustissima occor- 
renza ilelle sue auspicatissimc nozze con S. A. I. e R. Maria Adelaide 
Arciduchessa d'Ausliia. Torino, litografia Doyen, 1842, fol. 

BuUettino delTAccademia degli Aspiranti naturalisti. Anno prime. 
N\* i.°, a.° e 3.° Napoli , Azzolino e Comp., 1842, 8.° 

Sulla vita di Guala Bicchieri , patrizio Vercellese , Prete Cardinale 
ili S. Martino ai Monti; cenni storici del Teologo Gioanni Lampugnani. 
Vercelli, Ibertis , 1842, 1 vol., 8.° 

Nelle nozze di Sua Altezza Reale il Principe Ereditario Vittorio Ema- 
nucle, Duca di Savoia , con sua Altezza Imperials e Reale la Serenis- 
sima Arciduchessa d' Austria Maria Adelaide. La Gcogi'aCa patria; stanze 
di Davide Bertolotti. Torino, Stamperia Sociale degli Artisti Tipografici, 
1842, 8.° 

Mandemcnt de l'lllustrissime et Reve'rendissime Evecpie de Pignerol, 
prescrivant des prieres pour le mariage de S. A. R. Monseigneur le 
Due de Savoic, et pour Imposition du Saint Suaire. Turin, Fontana, 
1842, 4. 

Per le Reali nozze in Torino l'aprile del 1842 ; versi di Giovanni 
Rosini. Torino, Fontana, 1842 , fol. 

Ai Reali Sposi, Omaggio della Citla di Torino. 1842. Ode di Silvio 
Pellico. Torino, Botta, 1842, 8.° 

Torino csultante; Carme di Felice Romani, nelle faustissime nozze 
di S. A. R. Vittorio Einanuele, Duca di Savoia, con S. A. I. e R. Maria 
Adelaide, Arciduchessa d' Austria. Torino. Botta, 1842, 8.° 

Nouveau catalogue des principales apparitions d'etoiles filantes, par 
A. Quetclet. (Extr. du Tom. XV des Mcmoires de t AcaiUmie Rqyale 
tie Bruxelles), \.°, fig. 

Annuaire de l'Observatoire Royal de Bruxelles, par A. Quetelet. 
1842. 9.' annee. Bruxelles, Ilaycz, 1841, 16. 

\11nuaire de TAcademie Royale des Sciences et Belles-Lettres de 
Bruxelles. 8.' annee. Bruxelles, Hayez , 1842, 16.° 



Tableaux analytiques des mineraux et des roches, par A. H. Dumont. dimo:\t 

BruxelleSj llayez , i83g, 4-° 

Memoire sur les terrains iriasiquc cl jurassiquc de la province do 
Luxembourg , par A. II. Diunont. ( Exlr. du Tom. XV des Mcmoires 
de V Academic liajule de Bruxelles ), 4-° 

Rapports sur les travaux dc la carle geologiquc de la Belgique , 
pendant les anuees 1 838 , i83g, i84o cl 1841; par A. II. Dumont. 
( Exlr. des Tomes V. VI. VII et VIII des Bulletins de V Academic Rojale 
de Bruxelles), 8.°, avee cartes. 

Specimen historico-iuridicum inaugurate, de origine iuris municipalis Vesmi 

Frisici , quo pro gradu docloratus, summisquc in iure romano et ho- 
dierno honoribus ac privilcgiis in Academia Rheno-Traiectina conse- 
quendis publico ac solenni examini submittit Johannes Hcnricus Beucker 
Andreae. Traiecti ad Rhenum. Typogr. Bosch, 1840, i vol., 8." 

Annali di fisica, chimica e matematiche, col Bollettino dell'industria, lliiacoii 

meccanica e chimica; diretti dallTngegnere Alessandro Maiocchi (Proemio]. 
Milano , Guglieluiini e Redaelli, 8.° 

Rapporto delta Commissione incaricata di far conoscere lo slato ma- 
nifatturiero della citta di Torino, alia sezione di Agricoltura e Tecno- 
logia della 2. Ja Riunione degli Scienziati Ilaliani nel seltembre i84o, 
del Prof. Maiocchi. Milano, Tipogr. de'Classici Italiani , 184 1 , 8." 

Nuovo Eletlroscopio o struinento per riconoscere le due elettricita 
nei corpi , del Prof. G. Aless." Maiocchi. Milano, 1 84 • » 8." 

Nuovo Igrometro, memoria del Prof. G. Alessandro Maiocchi. Milano, 
.84. , 8.°, fig. 

Sull'azione chimica del calorico, sperienze di G. A. Maiocchi. Milano, 
i84i , 8.° 

Sur l'heureux mariage de S. A. R. le Prince Here'ditaire Victor- Cabeb* 

Emmanuel, Due de Savoie , avec S. A. I. et R. l'Archiduchesse Marie 
Adelaide, celebre au Chateau Royal de Stupinis pres de Turin le n 
avril 1842 ; par le Chev. Louis Durante. Hommage des habitans de la 
ville de Nice , agree par S. A. R. Turin, Pignetti c Carena, 1S42, 4° 

Corpus Iuris Romani. Codex Theodosianus , ex manuscriptis Coili- Bicdi di Vesmk 
cibus et veteribus editionibus, auctior et emendatior, opera et studio 
Caroli Baudi a Vesme. Fasc. I. s Lib. .-{• Angustae Taurinoium, Canfari, 
1 838 . 4." 

Accroisscment de la collection geographique de la Bibliolhique s Bebthelot 



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Royale cu 1 8 /J i . ( Extr. du Bulletin <le la Societe de Geographic de 
Paris, ddcembre i8/|t), 8." 

Appendieo al miglioramcnto scrico. I terzaruoli a tre mute cd i tre- 
voltini , COO una letters Bufla coltiva/.ione ilt'i Slugelli termli a domicilio, 
a menadro. oil alia spicciolala; ml una retlifieazione suirallcvamcnto e 
i.i-lio dei gclsi; del Dott. Carlo Ormca. Torino, Speirani, e Compagnia, 
iS/ (J , B.° 

II DcjCiine dansant ilalo ilalla signora GonteSSB di Suchlelen in Napoli 
il (3 gennaio 1S42. Sciolti di Felice Vicino da Torino. Napoli, Nobile, 
1842, 8." 

llisloire dc la concpiele dc la Loiubardie par Charlemagne, et <lcs 
causes mi out transforme , dans la Haute-Jtalie, la domination franchise 
en domination gerinaniquc, sous Olhon-le-Grand; par T. de Partouneaux. 
Paris, Pronx et Comp. , iS.ja, a vol. , 8." 

Ragguaglio delle Prose e degli Aui dell'Accadeinia Tibcrina nell'anno 
1841 , lelto nella generale adunanza del 27 dicembre da Francesco Fabi 
Montani. Roma, Tipografia della Minerva, 184?, 8." 

Cimodocea ai laogbi Santi , saggio d'una versione de' Martiri di Cha- 
teaubriand. Torino, Favalc , 1 84 2 , 1 vol. , 8.° pice. 

lllustrazioni sull'animale della Iautina e sulle diverse sue specie, del 
Socio ordinario Achille Costa, letta nella tornala del i.° gennaio 1 84 f - 
Fstr. dalle Esercitazioni accademiche degli Aspiranti Naturalist!, Vol. II. 
Part. II). Napoli, 1841 , 8." 

Nuovo metodo per scuoprire il ferro nelle accpie minerali, anclu in 
ipiantila minime; Memoria di Giuseppe Giulj. ( Estr. da] Toino VI dei 
Nuovi Annali delle Sc. Nat. di Bologna), 8.° 

The Transactions , and the Proceedings of the London Electrical So- 
ciety, from 1837 to 1840. London, 1 8 4 1 , 1 vol., 4.°, fig. 

Proceedings of the London Electrical Society, Session 1841-1842. 
Part. I. II. and IV. London, 184 1- 184 a, 8.° 

Proposition dune nouvelle nomenclature sur la science des radiations 
• .ilorifupies, par M. Melloni. (Tire de la Bibliotli. nniverselle de Qmkve 
1841), 8." 

Nota sulla colorazione di alcuni umori e membrane dell'occhio ; e 
sulle conscguenze che ne derivano nella percezione de 1 colori ; di Mace- 
donio Melloni. (Estr. dal Rendiconto della R. Accad. delle Scienze di 
Napoli N° 3, marzo ed aprile 1842 ), 4° 



X\\\ II 



Memoria sopra una colorazionc parlicolare che niauii'eslano i eorpi 
rispetlo allc radiazioni cliimielic : sullc attenenze di quest a miova colo- 
razioue colla termocrosi e colla colorazione propriamcnte iletla, eccV; di 
Macedonia- Melloui. Napoli , Tipogr. Flautiua , 1842, 8." 

Notes historiques , biographiques , archeologiques et litte'raires con- Gmppo 

cernant lcs premiers sieclcs clire'liens ; par J. G. II. Greppo. Lym , 
Perisse , 1841, 1 vol. , 8.° 

Economic politique du inoyen-iige , par le Chev. Cibrario , traduite Fhuuso 

de l'italien et augmcnlee de notes et d'eclaircissements considerables, par 
Humbert Ferrapd. Premiere partie. Paris, 1842, 8.° 

Cenni biografici di Carlo Fea. Roma, Ajani , i836 , 1 fogl., 4." CoPH 

Capracoro, eolonia fondala da S. Adriano I, discorso di A. Coppi , 
letto nell'Accademia Archeologica ncl di 3 niaggio i838. Roma, Salviucci, 
1 838, 8." 

Discorso sullagricoltura di Sicilia , letto da A. Coppi nell'Accademia 
Tiberina il di 10 aprile 1837. Edizione 2. a con appendice. Roma , Sal- 
viucci, 1839 , 8." 

Memoria sulla fondazione e sullo stato attuale dell' Accademia Tibe- 
rina , letta da A. Coppi neU'adunanza del 17 giugno i83g. Roma, Sal- 
viucci, 1840 , 8.° 

Discorso sull'agricoltura dell'Agro romano , letto da A. Coppi nell'Ac- 
cademia Tiberina il di 17 luglio 1837. Ediz.' 2. da Roma, Monaldi , 
1 84 1, 8." 

Discorso sulle servitu e sulla libera proprieta dei fondi in Italia , 
letto da A. Coppi nell'Accademia Tiberina il di ; 3 gennaio 1 840. Ediz. c 
2.** con appendice. Roma, Salviucci, 1842, 8." 

Discorso sopra alcuni stabilimenti e miglioramenli agrari, letto da 
A. Coppi nell'Accademia Tiberina il di i5 novembre 1 84 1 - Roma, Sal- 
viucci , 1842, 8.° 

Osservazione sopra un articolo delle memorie del Principe della Pace. 
( Estr. dalla Pragmalogia cattolica N° 82 e 83 ), 8.° 

CronograGa del Logudoro, dal 1294 al 184 1, preceduta ilalla descri- Airenis 

zione degli antichi dipartimenti dello stesso Regno, in continuazione delle 
Notizie storico-statisliche de' Giudicati Sardi; compilazione di V. Angius. 
( Estratta dal Dizionario Geogrqfico-Storico , ecc. de Regii Stati). To- 
rino, Cassone e Marzorati, 1842, 1 vol., 8.° 



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di BrusseUes 

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Socibta'Geolocica 



A Cmibif.r 



Programme des questions proposees pour le concours fie 1 843 , par 

I \cademie Royale ties Sciences et Belles-Lettres dc Bruxclles. i fogl., 4-° 

Bulletlino dellc Scienze Mediche dclla Sociela Medico-Chirurgica di 
Bologna. 1 fascicoli di luglio a dicembre i84i , e qiiello di gennaio 
iS/,3, 8." 

Annali dclle Scienze del Regno Lombardo-\ enelo. Toino XI, qua- 
derni 3-5. Vicenza , 1S4 1 , 4-" 

\nnales de la Societe Royale d'Horticulture de Paris. Livraisons 
165-170.' Paris, 184 c- 1842, 8.° 

Comptes rendas liebdomadaires des Seances de l'Acadcmie des Sciences 
de l'lnstitut de France; par MM. les Secretaires perpetuels. Tome XIII, 
Y g-a6; Tom. XIV, N.° 1-21. Paris, 1841-1842, 4.° 

Bulletin de la Sociele de Geographic Deuxicmc Seric. Tome XVI." 
Paris, 1841 , 1 vol., 8." 

Annates des Mines, ou recueil de Me'moires sur lexploitation des 
Mines , et sur les sciences et les arts cpii s'y rapportent , rediges par 
les Ingenieurs des Mines. Tomes XIX et XX , Livraisons I-IV. Paris , 
1 841 , 6." 

Bulletin des Seances de 1" Academic Royale des Sciences de Bruxelles. 
Tome VIII. N.° 6-12; Tome IX. N.° 1. Bruxelles , 184 1- 1842, 8." 

Bulletin de la Sociele Gcologicpie de France. Tome XII, feuilles 1 2-3 1 ; 
Tome XIII, feuilles 1-10. Paris, 1841-1842, 8.° 

Le Propagaleur de l'industrie de la soie en France. Journal meu- 
suel etc. redige par une Societe de cullivateurs , d'educateurs et de 
iilateurs des Depart, du midi de la France. Direcleur M. Amans Carrier. 
Cahiers 37-46.' Rhodez , 1841-1843, 8.° 



SCIENZE 



FISICHE E MATEMA TICHE 



NOTIZIA STORICA 

dei lavori dclla Classe delle Scienze Fisiche e Malcnialiche 
nel corso dell' anno 1 84-1 ? scritta dall '/Jccademico Prn/cssorc 
Giuseppe Gen£, Segrelario aggiuntn di essa Classe. (") 



10 gennaio. 

x\ssislc a quesla adunanza il Conte Petitti, Membro della Classe delle 
Scienze Morali, Storiche e Filologiche. 

GV impoi'tanti lavori ehe il Cav. Carbonazzi , Ispellore del Corpo 
Reale del Genio Civile, fu incaricato di dirigere per lo stabilimenlo di 
un sistema generate di strade in Sardegna, e gli studi die dovette fere 
piu tardi , sia per avvalorare i suoi giudizii su alcuni progelti di strade 
ferrate , sia per getlare le basi di un sistema di eanalizzazionc in Pie- 
monte , e per paragonare i vantaggi relativi d' una strada fcrrata e di 
an canale navigabile fra Alessandria e il Mediterraneo , lo indussero a 
prendere in attentissimo esame i principii d'arte e le consideiazioni di 
economia politica che devono presiedere alio stabilimento delie vie di 
comunicazione, e a ricereare la soluzione di niolte fra le grandi qui- 
stioni che sorsero a' di nostri su i vantaggi e su gl' inconvenient i delta 
diverse sorta di vie e di motori. I principii, che guidarono il Cavaliere 
Carbonazzi nelle sue ricerche , e i risultati ai quali trovossi condotto 
sono argomento di una molto estesa memoria che voile sotlomcttere al 
giudizio dell'Accademia , e sulla quale il Professore Giulio , deputato 



(*) Quesla ISotizia siorica c scritta colle stcsse uormc c!ic si sono indicate e seguile iu i[ucl]."' 
che sta a capo del Vol. I. di quesla Serie II. 

Serie II. Tom. IV. 6 



II II 

col Cav. Avogadro e col C.onte Fetitti , fa in questa adunanza un rap- 
porto assai particolareggiato. Lc conclusion] sono, che dcllo scriito del 
Cav. Carbonazzi abbiasi a fare onorc\ole nicnzionc nclla prcsentc No- 
lizia storica , e rhc L'Accademia , nel ringraziarlo di si itnportante co- 
municazione , al)bia a tcsliiicargli 1' alia slinia che fa degli sludi e dei 
lavori , ai quali COD lanto zelo egli si consacra pel miglioramento delle 
strade e per lo stabilunento di un sistema di navigazione artificiale negli 
Stali del He. 

21 gennaio. 

11 Segretario aggiunto legge la Monognifia degli Echinidi fossili del 
Piemonte , del Dottore Eugenio Sismorda , applicato al Museo Mineralo- 
gico, sulla quale e stalo fatto ncll'ndunanza del giorno 20 dirembre 184° 
lavorevole rapporto da apposita Commissione. 

E Stampata in questo Volume, alia pag. 1. 

7 marzo. 

11 sig. Girolauio Ferrari , Cliimico-Farmaeista in \ igevano , in un 
breve scritto presentato all'Accademia , della quale e Socio corrispon- 
dente , noliflea d'aver egli proposle e messe in pratica, prima di molli 
Fisici slranieri , diverse applicazioni usuali e tccniclie del mclodo ima- 
ginato da Davy per preservare dall' ossiilazione i metalli piu ossidabili 
oil elctiro-positivi , niediante il contatto d'altri metalli nieno ossidabili , 
epperoio elettro-negativi relativaniente ai primi ; applicazioni , a cui si 
e data nmlta eslensione in questi ultimi tempi , sotto il uome di galva- 
nizzazione. 

Una Giunta , eomposta del Cav. Avogadro e del IYof. Lamm, quegli 
relatore , e d'avviso clie, senza entrare nella discussione dei diritti di 
priorita , che possono compctere al sig. Ferrari in si fallo argomento , 
si debba della sua comunicazione far cenno nella parte storica dei '\ 0- 
1 111 1 1 1 dell' Aecademia , come tendente a far conosccrc la parte onorevole 
che al nostra paese puo appartencre nella coltura dellc scienze e uelle 
uiili loro applicazioni. 

11 Cav. Prof. Angelo Sismonda comincia la lettura di una sua Mc- 
nioria iutitolata Osservazioni gcologichc snlle Alpi marittime e sugli 
dppennini liguri. 



marzo. 



Leggonsi in questa adunanza : 

i.° Un Regio Brevclto , del 12 marzo del corrente anno, accom- 
pagnato da leltera del Priino Segretario di S. M. pel Gran Magistero 
della Sacra Rcligionc cd Ordine Militarc de r Ss. Maurizio c Lazzaro, col 
quale S. M. degnasi di cstendcrc agli Aecademici Cavalieri di quesl'Ordiiie 
I'onorevole prerogativa della ammissione a Corte. 

■j." Una lettcra, del 5 marzo, con la quale il Conle Luigi Leardi, 
di Casale , cugino cd erode del fu Conle Carlo Vidua , significa airEcc. mo 
Presidente la sua determinazione di oirerire in dono a S. M. per ['Ac- 
cidentia delle Scienze, i libri del Conte Carlo Vidua predctto, clie non 
furono compresi nella serie gia donata all'Accademia stessa da S. E. il 
Conte Pio Vidua. 

3.° Una lettera , del giorno i3 marzo, con la quale il Primo Se- 
gretario di S. M. pel Gran Magistero della Sacra Reli^ione ed Online 
de' Ss. Manrizio e Lazzaro informa rEcc. mo Presidcnlc , clie la M. S. 
ha accettato l'omaggio, fattole dal Conte Leardi, dei libri c manoscrilti 
del fu Conte Cailo Vidua ; che in segno di Sovrano gradimento lo ha 
dcroralo della croce di Cavaliere dell' Ordine Mauriziano; che ha idfine 
ordinato che quella prcziosa collezione divenga proprfeta dell'Accademia 
delle Scienze. 

11 Cav. Carena , a nome di una Giunta , composla del Cav. \ ittorio 
Michelotti , di lui , del Cav. Bei.lingeri , del Cav. Moris, e dei Pro- 
fessori Lavim , Cantu e Botto , legge un Progetto di Regolamento ge- 
uriale, chicslo all'Accademia dal Primo Segretario di Stalo per gli allari 
dell' Inlerno , circa le condizioni e cautele , con le quali si possa per- 
mettere l'esercizio delle arti e manifatlure piu o meno ineomode <> dan- 
nose alia pubblica salute. 

L'Avvocato Coi.la, deputato col Cav. Car era c col Prof. Lamm , fa 
relazione intorno a una doinanda di privilegio pi'escnlala al Regio Go- 
verno dal signor De Mones d'Ei.bouitz , per la introduzionc e vendita 
nei Regii Stati di un nuovo strnmenlo musicale chiamato Melophone. 

II Cav. Prof. Angelo Sismonda ripiglia c tormina la leltura , inco- 
minciala nella preeedentc adunanza, delle sue Osser\'t/:io?ii geologidic 
sulle Alpi mariUime e sugli Appennini liguri. 

Sono stampate in questo Volume a pag. 53. 



18 aprilc. 

Si leggono da altrettante Giunte i pareri sulle seguenti scritiure, 
stale presentate allWccademia : 

Analisi di un'acqua minerals jerruginosa , delta la Fontana rossa , 
presso Cfiieri ; del Cliimico-Farmacista sig. Vinccnzo Grisebi (commis- 
sarii il Cav. Vittorio Michf.lotti e il Prof. Lavini , qucsli rclalore ). 

Dcllamaro delta Santonica marina ( Artheimsia coerulescens ) , e 
delta presenxa in essa dell' lodio ; del signer Giovanni Richim (coiii- 
niissarii il Cav. Amiuadbo c il Prof. Lavini , quegli rclalore ). 

Synopsis Algarum in mari AdviaVco hucusque col led arum , cui ac- 
ceduni Mottographia Siphonearum , nee non generates de Algarum vita 
rt structttra disquisitiones j del Dolt. Giovanni Zanabdini , di Venezia 
( commissarii l'Avvocalo Colla c il Cav. Moris , questi rclalore ). 

Memoires sur les affections nerveuses ; del Dott Gibabd d'Auxerm. 
f eomuiissarii i Cavalieri Bellikgeri c Moris , quegli rclalore ). 

La Classc , approvando le proposizioni dclle rispcttivc Giunle , dcli- 
bera die dclle scritture dei signori Griseri e Righini si faccia onorevolc 
nii'iizione in cjnesta Notizia slorica , c clic il lavoro monografico del 
Dott. Zanabiuni sia letto in una dclle prossimc adananzc per esscre stan:- 
jiaii> oei N olumi Accadcinici. 

Quanto alia Memoria del sig. Girard d'Auxerre , i Commissarii fanno 
osservare clic 1'argomcnlo in cssa trallato spetta inlcramcnte alia Me- 
ilicina pratica , scienza non compresa Ira quelle, di cui l'Accademia si 
accupa per isliluzione. Propongono quindi, e la Classe approva, die la 
suddetla Memoria debbasi cousidcrarc come una semplice comunica- 
zioue , e clic nel ringraziarue 1'Aulorc abbiano i Scgretarii a fargli sen* 
tire il motive, per cui l'Accademia non ne fa uso ulteriore. 

II Prof. Lavini comunica alia Classc, in anticipazione di nsaggior la- 
»oro e air oggetlo di prendei data, i risultali princi])ali e sommarii 
dclfaiialisi da lui falla della soslanza coloranlc dclla neve rossa, cadula 
il i- li-bbrain del corrente anno nella vallc di A egczzo , mandamenlo 
di Saul a Maria Maggiore , provincia delf Ossola. 

II Car. Moris legge la Memoria algologica del sig. Zakardim , sulla 
quale In recafo favorcvolc giudizio da lui e dalT Aw. Coi.la nella pre* 
cedente adunanza. 

E stampata in qucslo Volume albi pag. io5. 



\I \ 

Gli stessi Accademici , I'Avv. Coi.i.a relalore , faimo rapport o intorno 
a una memoria sulla Gastonia palmata , Roxburg, del Doltore Roberto 
De Visum , Profcssore di Botanica nell' I. R. Universita di Padova e 
cnrrispondentc dcll'Accadcmia. Dopo di the , in confonnila della (im- 
posts dei Commissarii , questa Memoria vien letla ed approvata per hi 
Stampa. 

Trovasi a pag. 35^. 

II Cav. Bei.t.ikceiu eomincia la lettura di una sua raccolta di osscr- 
vazioni Sulla proporzione dei sessi nolle nascile di varii geticri di mam- 
miferi e di uccclli. 

23 maggio. 

11 Cav. Bellingeri conlinua la lettura , cominciala nclla precedente 
adiinanza. 

II PxT>f. Lavini , tornando airargoinento gia da lui toccato nell'adu- 
nauza del 18 aprile, le^gc nna Memoria intitolata : Ricerche sopra una 
polverc deposilata da una neve di color rosso caduta nolle vallate di 
P'egezzo. 

E stampata a pag. 267. 

II Cav. Moms legge un lavoro del Dott. Giuseppe De Notaris, Pro- 
fcssore di Botanica a Genova e Menibro nazionale nnn residente del- 
1 Acrademia , intitolato Algologiac maris Ligustui specimen. 
Vedasi a pag. 273. 

G giugno. 

II Cav. Bei.mvgeri continua la lettura delle sue Osseivazioni mlla 
proporzione dei sessi nelle nascile di varii genori di niammiferi c di 
uccclli. 

20 giugno. 

II Cav. \ ittorio Michelotti, deputalo col Prof. Lamm, fa relatione 
intorno a una Memoria nianoscrilla dci signori Abbene e Borsarei.i.i . 
Chimici in Torino, intitolata Del gaz idrogeno antimoniato, antirtioniuno 
iT idrogeno. 

II Cav. Bellingeri ripiglia e tcrmina la lettura delle sue OsservazioHi 



XLVI 

nulla proporzione dei sessi nelle nascite di vari generi di mammiferi e 
di uccelli. 

11 Prof. Botto leggc , per modo di comunieazionc e ad oggclto di 
^render data , un suo lavoro intilolato Experiences sitr les rapports 
entre faction electrolilique et (induction electromagnetique , suivies de 
considerations sur t application de I ' electromagnclisme a la mecanique. 

II Segretario aggiunlo leggc la Notizia slorica dei lavori della Classe 
nel corso deH'amio 1840. 

E premessa al Volume III. di quesla Serie. 

U Cav. Bei.i.ingkiu consegna ai Segretarii un piego sigillato da con- 
servarsi nell'Arehivio accademico , ehe egli dicliiara essere la Memoria 
da lui comineiata a leggere nell' adunanza del 2 maggio e terminata in 
quesla. Rimette inollre ai Segretarii la segucute Nota , che egli chiede 
cd otliene dalla Classe , che sia inscrila nella presente Notizia storica : 

« Nelle adunanze dei 2 e 23 maggio , e dei 6 e 20 giugno il Dott. 
Bellingeri lesse una Memoria intilolata: Raccolta di osservazioni sulla 
proporzione dei sessi nelle nascite di alcuni generi di mammiferi e di 
uccelli. Esse si rderiscono a 3 /| r) 4 mdividni di diversi generi e specie 
di mammiferi, e a 1081 individui di generi e specie diverse di uccelli. 

II risultato principale di tali osservazioni e , che nelle nascite dei 
mammiferi erbivori , quali appunto i generi Montone , Capra , Bue , 
Cavallo, Porehelli d' India, Conigli e Cervi , vi fu coslanteinentc un 
predominio assoluto di masehi , ma pcro con proporzioni diverse, escluso 
pero il Cervo comune ed il Daino; nelle nascite delle quali specie \i 
fu un ragguardevole predominio di feminine ; locche dalf Autore e at- 
Iribuito alia poligamia per parte dei masehi, ed alia venere Iroppo fre- 
quent e e broppo ripetuta in breve tempo. 

Per lo contrario nelle nascite dei mammiferi carnivori, quali il 
Gatto comune e la \ olpe , vi fu un ragguardevole predominio di fem- 
inine. Similmenle nelle nascite del Cinjdiiale e della Scrofa vi fu an 

o 

predominio di feminine; ed an tale predominio in quanto alia Scrofa 
viene dal Bei.lingeiu attribuito alia poligamia dei masehi. 

Quanto alle nascite dcgli uccelli addusse estese osservazioni special- 
mente sulle nascite della Rondine , e del Passcro reale. Da queste viene 
;i risultare che nelle nascite delle Rondhli , the accailono in lutto il de- 
(im.so dell anno , si ha un predominio di masehi: invece nelle nascite 
dei Passeri , che occorrono in tulto il decorso dell' anno , si ha un 



XI. VII 



ragguardevole predominio di feminine , locehe e attriburto clall' Anion* 
prineipalmente alia chcostanza , clie il maggior nuincro di tali nidialc 
vciinc preso nclla citla : per verita nolle nascite della Passe ra mattugia 
vi fn per lo contrario un ragguardevole predominio di maschi. 

Nolle nascite di due gencri di nccelli rapaei, quali il Gheppio o I'Assiolo, 
vi fn una quasi ginsta proporzione dei sessi. 

Nolle nascite di niolli altri gencri di nccelli, sebbene il loro niuncro 
sia g'carso , il Beu.inueri osscrvo in tnlli un predominio di maschi ». 

11 luglio. 

11 Contc Pii.let-Wii.i. , di Ciambcry , corrispondcnte dell'Accademia, 
con lettera scrilla da Parigi li 3o giugno p. p. , incite a disposizione 
deirAccadomia la sonrma di L. 10,000 per csscre da essa distribuita in 
quattro preniii di L. 2,5oo cadauno, in seguilo a un concorso da tc- 
norsi apcrto per tre anni , alia migliore introduzione alio studio dclla 
Chimica , alia migliore introduzione alio studio della Fisica , alia migliore 
introduzione alio studio dell'Astronomia , e alia migliore introduzione 
alio studio della Meccanica. 

S. El il Presidcnte commetlc l'esamc di qucsta proposta a una 
Giiuita composta del Comniendatore Plana, dei Cavalicri ^ iltorio Mi- 
cnr.i.oT'i 1 cd Avogadro, del Prof. Giulio, e dei Segrelarii della Classe. 

II (lav. Vittorio Michei.otti legge la Memoria dei signori Abbene e 
Borsarelli Sul gnz idrogeno antimoniato, antimoniuro d' idrogeno. 
E slampala in qucsto '\ olumc a pag. 3i"j. 

11 Prof. Giulio legge un suo lavoro Stir la torsion des Jils nie'tnl- 
liques ct sur V e'lasticite des ressorts en helices. 
Vedasi a pag. 329. 

8 agosto. 

CIriunque ponga mente alle Opere botaniche che videro la luce in 
Italia s'aeeorgera di lcggicri come non sia mai stata penuria di intcllclti . 
i quali abbiano conlribuilo all'avanzamento della Flora della Penisola. 
Non v' ha provincia dalle Alpi all' Etna che non vanti la sua Flora par- 
ticolare , e gran cosa non restcrebbe al compimcnlo dclla Flora gene- 
rale , so non fosse che la maggior parte degli Anton, addclti alio studio 



M.sm 

delle piante fancrogame , non operarono a pro clella Crittogamia quel 
Unto clit; eiB neoessario per recarc ad ugual misura di studio e di il- 
lustrazionc queste due classi di pianle. Per la qual eosa fu scmpre , e 
specialments in quesli ultimi anni , dcsiderio grandissimo ehe sorgessero 
Naturalist! a ricmpirc codeslo vuolo , e I'Accademia nostra, solleeita di 
promovere ogni maniera di buoni studii, porgevane eflicace incitaniento 
con lo stabilire un premio di L. 600 da darsi all'autore dclla migliore 
Monografia d'una tribu di Criltogamc ilaliane, e specialmcnte di Afdle. 

Usciva addi 21 aprile. i83g il Program ma che ne annunziava la pro- 
posta ai Botaniri , e prima del giorno 3o giugno p. p., tcrmine fissato 
per la rhiusura del eoncorso , venivano alia Segreteria accademiea ras- 
seguati due lavori manoserilti , il i.° intitolato Monographia Ljcoper- 
ilineorum , coUcpigrafe Nature duce et magistral il 2. Monographic 
\ostochincarum ilalicarum , addito Specimine de Rivulariis , coH'cpigrafe 
Dens aulcm ita est artifex niagnus in magnis , nt minor non sit in 
pan/is, 

Una Giiuila , alia quale fu dall' Ecc."" 1 Presidente eominesso l'esanie 
dc^li anzidetti lavori , e che si compone dell 1 Aw. Coi.i.a , dei Segretarii 
ilella Classc e del Cav. Moms rclatore , legge in questa adunanza il suo 
pajrere, e li diehiara non paragonabili Ira loro, perche di diverso ar- 
i;omento , ma ambidue eccellenti nel loro genere, e lanlo cccellenli da 
mei'iiaie a ciaseuno dei loro Autori il premio annunziato nel Programma. 
La Classe , beta d 1 aver provocato , invece di un solo , due egregi la- 
\ori , che riempiono altretlanle lacnne nella sei'ie delle Critlogame Afille 
il 1 Italia, aderisce in via d'onorevole eccezione alia proposta dclla Giunla, 
cioe al raddoppiamenlo del premio , assegna quindi a ciascun Autore la 
somma di L. 600 , ordina la slampa dei due lavori coronati nei Volumi 
delle sue Mcmorie (1), e poscia procede all 1 apertura dei biglietti si- 
i^illati die li aecompagnano. Auloi'e dclla 1* Monografia trovasi essere 
II Doltore Carlo Vittadihi , di Milano ; della 2.' il Profcssore Giuseppe 
Men kg him , di Padova, i cui nomi gia cari all 1 Italia per la pubblica- 
zione di lodatissime Opere botanichc , non faranno che andar vieppiii 
onorali per questa nuova palma da loro si nobilmente conscguita. 

La Giunta incaricata di rifcrire intorno alia proposta del Conle 



(I) Saranno stamptfti ael Volutin- V deila Serie presente. 



xi.rt 

Pii.i.ei-Wii.i. (vcdi il cenno sull'adunaDza preccdente ) cspone per l'or- 
gano del Professore Giui.io, il suo parcre. Essa propone chc si ringrazii 
il Conte Pillet-Will pel vivo interesse con cui cerca di giovarc al pro- 
gresso delle scienze , chc formano l'oggetto degli studii dell'Accademia , 
e per la splendida prova che ne da consacrando la somraa di L. 10,000 
alia fondazionc di premii dcstinali ad opere che avranno per iscopo l'a- 
vanzauienlo e la propagazione delle cognizioni chiiniche , fisiche, astro- 
nomiche c meccaniche ; chc gli si annunzii chc l'Accademia accelta con 
riconoscenza il deposilo dclla indicata somma , c che si incarica volcn- 
tieri della pubblicazione del Programnsa di concorso, e del giudizio dei 
lavori che le saranno inviali (1). 

14 novembie. 

L' Ecc."'° Prcsidenle annunzia con parole di profondo cordoglio la 
perdita fatta dall'Accadcmia del Socio nazionale residente Ab. Gianan- 
tonio Arri, Membro della Classc delle Scienze Filologiche, Storiche e 
Morali , e del Cav. Prof. Auguslo Piraino De Candoi.le , Socio straniero 
per la Classe delle Scienze Fisiche e Matematichc , morto il primo in 
Torino il giorno 2 di seltembre p. p. , il sccondo in Ginevra a' di 9 
dello stesso mesc. 

Dopo questi annunzii leggesi dai Scgretarii una lellcra dal Prof. Al- 
fonso De Candolle indirilta airEcc."'" P residente, colla fpiale gli signi- 
fica che il eclebre suo Genilore gli lascio morendo Tordine di far inci- 
dere il suo ritrallo c di mandarne copia aU'iW-cadeinia di Torino , alia 
epiale apparlennc fin dall'anno i8of> come Socio eovrispondente , <* dal- 
l'anno 181 3 come Socio straniero. 

21 noveiubre. 

I! Prof. G11.1. 10, deputato col Cav. Avogadro, la relazionc iniorno 
.1 una domanda di privilcgio sporta al Got era dal signor Bcniamino 
I'm per la introdn/.ione nci Regii Stati di una ruoia idraulica « 
reazione. 



(1) II Programma Bttddeita c stampalo al feguilo della prescnle >'olizia storira. 

Serie II. Tom. IV. 



« L'ab'uoiulanz.i ilellc acque correnti , sono parole dei Commissarii, 
e la freijuenza tlclle cadule possono far giudicare, men die allrovc, ur- 
gent! fra noi que' miglioramenti de 1 moiori idraulici che procurario 
risparmio di (brza motrice; ma non tutte le nostre provincie abbon- 
dano di acque correnti ; e la convenienza di sostituir talvolla un solo 
motore piu possente a parecehi inotori piu deboli , il bisogno di am- 
pliare una oflicina esislenle, o di sluhilirnc allre in luoglii, per parti- 
colari circostanze , reputati favorevoli luttoche vi searseggino le acque , 
e simili altre cagioni, possono far si che il perfezionamento de' motori 
idraulici abbia luttavia una influenza da non trascurarsi , sui progressi 
dell* indiislria ue' Regii Stall. 

Mono usate finora di quel che merilano souo prcsso di noi le ruotc 
a reazione , le quail utilmcnle si soslituiscono ad allri inotori, ognicpial- 
volta , con piccola copia dacqua e grande caduta , si vuole , in ispazio 
ristretto, produrrc on molo molto celere: a dillbndere in questi dominii 
la cognizione e l'uso di queste ruote potrebbe contribuire la concessione 
del privilegio implorato dal signor Beniamino Rov, per 1' introduzionc 
di un motore di qucslo gencre, pel quale i signori Whitei.aw e Stirrat 
otlennero non ha guari in Inghilterra un brevetto d 1 invenzione. 

La ruota di Wiiitelaw e Stirrat (Whitelaw and Stirrat Water-mill), 
lia somiglianza grandissima con quella che venne , gia sono molti anni, 
immaginata da Manoury d'Hkctot: ma tuttavia con piu di un divario. 
La nuova ruota non e come l'antica sorrctta da un pivolo, incomodo 
perche sempre sommcrso , e nocevole al libero afllusso dell'acqua : e 
diilerente nclle due macchine la curvalura delle braccia del volante per 
le quali corre l'acqua motrice : differente 1' ampiezza e la disposizione 
delle luci onde ne sgorga l'acqua medesima : differente il niodo delta 
commessura del canale alimentalore e del volante , il quale , secondo il 
consiglio di Navier , e rinchiuso in un tamburo cilindrico per scemare 
I'effelto della resistenza dell'aria , e porta due regolatori aj'orza centri- 
jiiga ingegnosamente disposti per manlenere il moto della macchina fra 
certi determinati limiti di velocita. 

Ma cpieste differenze sono elleno tali e si importanti , che la ruota 
che si vuole introdurre abbia a dirsene di nuova invenzione ? 

La soppressione del pivolo, c l'aggiunla de' regolatori , ci paiono veri 
perfezionamenti : meno importante , per avvenlura , si giudichera la 
nuova forma data alle braccia del volante , ne si vorra ammelterc col 



sig. Roy, che per questo cangiamento abbia 1'efTelto delta macchina a 
crescere del quaranta all'oltanta per centinaio della forza motrice; ed 
un tal dubbio sari ben permesso , poiche Navier , la cui autorita in 
siflatto argomcnto ha si gran peso , gia stimava che la ruota del sig. 
D'Hectot potesse dare un elfetlo equivalcnte agli ottanta centesimi 
<lella forza molrice : e la medesima stinia veniva pure ammessa dal sig. 
Poncei.et. 

La velocita dell'acqua , che e quasi nulla nel volante dell' anlica 
ruota, c all' incontro assai grande in quella del sig. Roy: si sceraa cosl 
il peso cd il prezzo della macchina : ma , oltrecche questa diminuzion 
di peso e poco favorevole alia rcgolarila del movimento , e pur da os- 
servare che si fara maggior perdita di forza, pcrche. l'acqua giungera 
con velocita maggiore al centro del volante, dove essa istantaneamente 
passa dalla direzion verticale alia direzione orizzontale : e che per ce- 
lere che sia la rotazion della macchina , l'acqua , all' istante in cui essa 
ne sgorga , riterra , a scapito deU'eDTelto utile , lanto maggiore velocita , 
quanto piu rapidamente avra essa percorse le braccia del volante. 

Queste considerazioni condurrebbero a riprovarc alcune delle modi- 
ficazioni fatte alia ruota del D'Hectot : ma la spericnza , giudice su- 
premo in fatto di applicazioni alle arti, pare favorevole in complesso al 
nuovo 'motore, il cui uso rapidamente si spande nella Grande Brettamia, 
mentre, nel corso di molti anni , la macchina del D'Hectot noil avea 
ricevuto che uno assai scarso numero di applicazioni. 

Senza tener dietro al confronto che il sig. Roy fa della nuova ruota, 
con altri motori idraulici e specialmente con la ruota a turbine del 
sig. Fourneyhon , e senza approvare tutte le conseguenze ch'egli crede 
poter trarre da questo confronto , si dee tuttavia riconoscere che le ruotc 
a reazione in genere, e quella in particolare di cui ora stiamo ragio- 
nando , possono essere ulilmente impiegate in molti casi che abbiamo 
spccificali in principio di questa relazione: s'arroge , che qualora la sua 
domanda venga accolta favorevolmente , il sig. Roy intende stabilire 
negli Stati di S. M. una officina per la costruzione di questa e daltre 
macchine di recente invenzione , il quale stabilimento potra giovare a 
spandere nella classe degli operai utili cognizioni , e ad imprimere un 
nuovo e benefico impulso all' uidustria nazionale. 

Per questi motivi e nostro parere che possa concedersi al sig. Eeniamino 



I. It 

Roy il privilegio ch'egli implore, imponeudogli lc condizioni e le reslri- 

rioni seguenti, cioe : 

i.° Che qucsto privilegio s' intends conccdiilo alia sola ruota di 
Wuitki.wv e Stirrat , quale Irovasi spccificala nolle carte prodotle dal 
postulante : e rhe la costruzione , la vendita o fuso d'ogni altra ruota 
a reazione inventata o da inventare, e specialmentc di quelle di M.\- 
HOURi d'IIectot , rimangano libori come per lo passato. 

a." Che, conforme alle disposizioni delta legge sui privilegii, abbia 
il signor Roy a deporre alia Sogrcteiia dcll'Accademia una niemoria eon 
disegni , in eui trovinsi descritte , con tutti i miinili loro partieolari , 
le parti che formano il carallere dislintivo della macchiua privilcgiala, 
e specialmente il modo di sospensione del volante , della sua unione col 
canale aliment at ore , e la forma delle sue braccia ». 

II Segretario aggiunto , depulato col Cav. Careina , legge due distinti 
rapporti intorno alle scguenti Memorie : 

i.' Appendice alia Monografia degli Echinidifossili del Piemonte ; 
del Doltore Eugenio Sismonda , applicato al Museo mineralogico (i). 

2.' Considerazioni sulla emissionc di un Jluido color ante per parte 
dei molluschi , e sulla causa produttrice della simmetrica ed uniforme 
sua distribuzione sulla superficic delle conchiglie ; del Marchese Fran- 
cesco Baldassini, di Pesaro, corrispondente dellAccademia. 

12 dicembre. 

11 Prof. Cantvi , deputalo col Cav. Vitlorio Michelotti , legge il 
parere su una domanda di privilegio fatta al Governo dal signer Giam- 
batista Sartorio , dimorante a Tolone , per la introduzione nei Regii 
Stati di un nuovo metodo di fabbricare il sapone. 

11 Prof. Capilano Mf.nabrea fa lettura di un suo serilto, intilolato 
Discours sur la vie et les ouvrages du C/iev. Georges Bidoxe. 
E stampato al scguito della presente Notizia slorica. 



(I) Qucsta Appendice , slata lctla alia Classe nell'adnnanza <lol 9 pennaio 184'J , e stampata 
Del presente Volume alia pag 385 



ACADEM1E ROYAIE DES SCIENCES 

8M I I lti\ 



CLJSSE DES SCIEXCES PHYSIQUES El M.tTHEMATlQUES 



PKIX FOXDES PAH M. LE COMTE P1LLET - WILL 



ASSOCIE COIIRF.SI'ONDANT DE L'ACADEMIE 



PROGRAMME 



lTloiisieuv le Comic Pillet-Will vieiit de mettre a disposition de I Aca- 
demic une sorame de dix mille francs, en la consacrant a la formation 
de quatre prix a decerncr par elle aux auteurs de nouveaux ouvrages 
propres a repandre le gout des connaissances positives, ct a sqrvir 
dintroduction a l'etude de la Physique , de la Chimie, He la Mecaiiique 
et de rAstronomic. 

En acceptant cette honorable mission, rAcademie croit devoir indi- 
quer en peu de mots l'esprit dans leqiiel, conformement aux vues <lu 
Fondateur , devront etre conc.us lcs ouvrages sur lesquels elle aura a 
prononeer. 

Faire connaitre la science pour la faire aimer; exposer son veritable 
objet et ses princinales conquetes , pour en mettre en evidence toute 



1.1V 



la grandeur ; montrer la route qu'elle a su se frayer , pour engager les 
lecteurs a y entrer et a la parcourir toute enliere; tracer l'histoire de 
ses progres et de ses egaremens, pour eu devoiler les causes et les con- 
sequences ; indiqucr les obstacles qui arretenl ou cpii ralentissent sa 
inarchc , pour exciter a les franchir; n'en dissiuiuler ni les diflieulles ni 
les lacunes ; rcndre sensibles, par des exemples convcnablement cboisis et 
developpcs , I'esprit el la puissance de ses methodes ; ne rien oniettre 
qui puisse intcrroniprc la clialne de ses deductions ; ne point attirer 
['attention sur des objets secondaircs , en la detonrnant des points les 
plus saillants; supprimer ce qui ne pourrait etre expose que d'unc ma- 
niere inexaete ou trop incomplete; employer toujours lc langagc rigou- 
reus de la science ; etre concis sans obscurite, noble sans enflure, simple 
sans bassesse, telle est la tache, aussi difficile qii'honorable, que devront 
s'imposer les auteurs qui aspircront a oblenir le suffrage de l'Academie. 
lis trouvcront, dans les prefaces des memoires et des autres ouvrages 
de Lagrange , des modules parfaits d'exposition et de style. 

Un prix de deux mille cinq-cent francs est mis au concours pour 
rhacun des ouvrages suivants, savoir : 

i.° Pour une Introduction a l'etude de la Physique; 
2.° Pour une Introduction a l'etude de la Chimie ; 
3." Pour une Introduction a l'etude de la Mecanique ; 
4-° Pour une Introduction a l'etude de l'Astronomie. 

Chacpie ouvrage devra constiluer une exposition rapide des principes, 
de l'histoire , des ■verites les plus imporlanles et des principales applica- 
tions de la science qui en formera fobjet , mise , autant que possible, 
a la porlee des lecteurs qui ne possedent que les connaissances elemen- 
taires <pic comprend ordinairemcnt l'enseignement ties colleges. 

Pour la Physique et la Chiinie, l'Academie n'exigera pas que tonics 
les parties qui forment aujourd'hui le domaine de ccs deux sciences 
soient exposees avec la meme etendue. Les concurrens pourront donner 
]>lus de devcloppement a celles qui leur parailront plus importantes , 
ou plus susceptibles d'etre presentees dune maniere conforme au but du 
concours. 

L'Academie verrait avec plaisir que, dans rinlroduction a l'etude de 
la Mecanique, on insistat avec quelque etendue sur la partie experi- 
mentale de la science, pour en deduire les principes, dont on develop- 
peia ensuite les consequences au moyen de r Analyse et de la Geometric. 



LV 



Enfin, <lans ITnlroductio.i a 1'c'tude de l'Astronomie, les concurrens 
devront s attache- surtout a 1'c.position des phenomenes celestes et des 
melhodes d observation, en n'cmpn.ntant a la Mecanique celeste que 
les cons.derat.ons et les resultats les plus simples et les plus susceptible 
detre presentes sous une forme elementaire. 

Les ouvrages destines au concours devront etre inedits , et ecrits 
hs.blemcnt en langue italienne on f.ancaisc Les auteurs ny mettront 
pourt leurs noms , mais seulement une epigraphe ou devise, qui sera 
repetee sur un billet cachete , renfermant leur no.n et leur adresse 
Si ouvrage n'est pas couronne , le billet ne sera pas ouvert el sera 
brule. 

Les savants de tons les pays sont admis a concourir , excepte les 
Membres rcsidants de 1' Academic 

Les manuscrits devront etre remis, cachetes et francs de port au 
Secretary de l'Academie Royale des Sciences de Turin, avant le , « 
ju.llet 1846. 

Apres avoir prononce son jugement lAcademie prendra, daccord 
avec les auteurs, les dispositions convenables pour repression des ou- 
vrages couronnes , Monsieur le Comte P ILLET -W,l L avant bien voulu 
mettre aussi a la disposition de l'Academie les fonds necessaires a cet 
objet. 

Turin, le 8 mai 1842. 



LE PRESIDENT 

COMTE ALEXANDRE DE SAUCES 



Le Secretaire 

CHEV. IIYACIiMTHE CAREXA. 



ACADEMIE ROYAIE DES SCIENCES 
de ttrin 



CLASSE DES SCIENCES PHYSIQUES ET MATIIEMATIQVis 



QUESTION DE PHYSIQUE. 

La Classedes Sciences Physiques el Mathematiques cle I'Academie Royale 
des Sciences de Turin par son Programme du »i avril ,83c, avail pro 
|>ose pour sujet d'un prix, qu'elle devait decerner apres le 3, dewajbre 
1 84 1 , la question suivante de physique: 

Determiner experimentalement la chaleur specif que du plus grand 
nombre possible de gaz permanens, soil simples, soil composes. On de- 
sue que Von determine separement, au moins pour quelqucs substances 
gazeuses, la chaleur specific sous pression constante ei sous volume 
constant, a/in de verifier la relation admise par Di-long entre les deua- 
sortes de chaleurs specifies des gaz rapportes au meme volume, et 
qui consistent en ce que leur difference serait une quanlite constante 
pour tous les gaz. 

Le terme en etant e'ehu , sans qu'aucun memoire relalif ■> cette 
queslion a,t ete presente au concours , la Classe, comaincue de Im- 
portance que la eonnaissance des chaleurs specifiqucs des corns ™,x 
presente pour la science , et surtout pour la theorie atomiqne , et avant 
egard a la difficult des recherches requises pour satisfaire a sa demande 
n jnge convenable de prolonger le terme du concurs iusquau 3, ,!,- 
cerabre i843. 

Dans ce but, la Classe, se rapportant a ce qu-'elle a (lit dans son 
premier programme, rappeUe que les substances greases simples dont 
on a p,scp,',ci determine la chaleur specifique , se reduisen. a den, 
Serie [I. Tom. IV. 



l.\ HI 

outre loxigenc avcc lecjuel on doit les comparer, savoir l'azolc ct l'hy- 
drogene, ct que c'esl par rapport ;> cux seulement qu'on a ve'rifie par 
experience la lot de l'egalite ilc la chaleur specifique des gaz simples 
a volume egal; que les gaz composes, auxquels on a c'lcndu les ex- 
periences de ce genre , soot aussi en fort petit nombre , et ne com- 
prennent enlre leurs composants, outre les trois substances deja observees 
a l'elat gazeux , et dont il a etc parle ci-dessus, qu'unc autre substance 
seulement, le carbone , qu'en consequence les resultats qui y sont 
relatifs ne peuvent etre regardes comiiie suffisants pour elablir avcc 
certitude la loi de la chaleur specifique des atomes composes, ni pour 
en de'duire cellcs des autres substances simples conside're'es a l'etat ga- 
zeux. II est indispensable d'apres cela pour 1'avanccment de la theorie 
<pic la determination des chaleurs spe'eifiques des gaz simples com- 
poses soit etendue au plus grand nombre possible de ces corps, et 
qu'on y comprenne, par cxemple , pour les gaz de substances simples, 
le chlore , et pour les gaz composes, le gaz acide sulfureux, le gaz hy- 
ilrogene sulfure ou acide hydrosulfuricpie, l'hydrogene phosphore, l'hy- 
drogene arsenic , le gaz ammoniaquc , les gaz aeides hydrocldorique et 
hydrioilupie, le gaz fluosilicique etc. 

La Classe declare , au reste , qu'elle n'exige pas qu'on epuise le sujet 
de la question dans loule son etendue, meme relativement aux gaz per- 
manens, auxquels elle en borne lajiplication. Elle desirerait seulement 
qu'on coinprit dans les experiences un nombre un peu considerable de 
<es gaz , afin qu'on put en tirer des inductions bien fonde'es. Les me- 
moires devront trailer principalement la partie experimenlale , qui seule 
pent servir de base aux speculations theoriqucs , auxquelles on vou- 
drait ensuite se livrer, sans cependant qu'on cntendc cxclure par la 
les reflexions que suggercraient immedialcment les resultats memes ties 
i\|K : riences. 

Quant aux procedes a employer pour la determination des chaleurs 
specifiques des gaz , la Classe les laisse , comme il a etc dit dans son 
premier programme, au choix des concurrens ; elle doit ncammoins 
repeter iei les observations suivantes. Entre les diflerenles melhodes em- 
ployees jusqu'ici , cedes dc Berard et De f.a Roche , au moyen de la 
communication de la chaleur entre les gaz ct l'eau , ne donnent imme- 
dialeinenl que letir ehaleui spec ifiquc sous prcssion conslantc. Par d'autres 
procedes on oblienl la chaleur sjiecifique a volume constant, e'est-a-dire 



telle qii'oii I'observerait si on ne permettait pas an gaz de se dilaier par 
la chaleur. La me'thode des vihraiions sonores, clout Dclony; a fait usage, 
nionlre settlement le rapport enlre ces deux espcrcs de cHaleur speci- 
fique, ct ce n'est qu'indirectcment, et par un raisoniiement d'aillcurs 
trcs-probable , que Dulong en a deduit que la quaritHe absolue dc ra- 
lor'upie, qui forme la difference de ces deux chalcurs spcciliqucs, est la 
meme pour tons les gaz, et que l'ele\ation de temperature , produite 
par la compression dans les differens gaz, ne pent differer dun qaz. a 
I'autre qu'en raison dc l'inegalite de leur chaleur specifique a volume 
Constant ; ce qui lui a pcrmis dc couclure dc scs experiences la 
uicsure de chacunc d'elles, comme etant lieefc Tune a I'autre par one 
relation connuc. Ce meme principe , applique aux rcsultats des expe- 
riences sur la chalcur specifique a pression conslanle , nous conduit aussi 
a celle qui lui repond a volume constant, et re'eiproqucment. II serait 
cependant a dc'sirer , conformement aux lermes de 1'enonre de la ques- 
tion , que la vcritc dc ce principe fill demontree plus dircctement par 
la determination dc la chalcur specifique dc Tune et de I'autre espeec , 
Star un certain nombre de substances gazeuses, on bien par des fexi e- 
rienccs du genre de celles faites d'abord par Clement et Desormes, et 
ensuitc par Gay-Lcssac et Welter sur Fair almosphe'rique, et qui con- 
sistent a mesurer sa force elastique au moment meme de sa conden- 
sation ou dilatation subitc , causee par l'introduction ou par l'cxpulsion 
d'unc portion d'air dans un recipient ou il ait etc d'abord rarefie ou 
condense. Clement et Desormes avaicnt deji fait une experience de 
ce genre sur l'acide carboniqne, dont il serait facile de montrer I'ac- 
cord approche avec le principe dont il s'agit; e'est un motif de plus 
de tacher de le confirmcr sur quclqucs antics gaz, et avec toutc I'eiac- 
titude dont ces experiences sont susceptiblcs. On peut rcmarquer au 
reste que ce principe etant une fois etabli, les experiences sur les- 
quelles on a propose de le confirmer, etendues aux differens gaz dont 
la chaleur specifique ne soit pas encore connuc d'ailleurs, formeraient 
elles-memes une des melhodes, et pent el re la plus facile, pour la de- 
terminer , puisqu'on en deduirait imme'diatement la chaleur specifique 
a volume constant , et successivement celle a pression constantc , qui y 
est liee par le meme principe. 

A la suite de ces observations sur la nature dc la question proposee, 
laClasse fait remarqucr qu'apres la publication dc son premier programme 



quclques travaux imporlans onl ele fails sur lcs chaleurs specifiques 
ilis corps , et qii'un prix a ete meme propose sur cette matiere par 
I kcademifi Royale des Sciences de lTustilul de France ; mais la plupart 
des travaux qui onl ele publics et le sujct memc de ce concours regar- 
denl les corps solides et liquides, qui nc sont pas compris dans la 
question presente , ct quant aux fluides aerifonnes ils n'oflrent que la 
confirmation des resultats de Dui.onc relalifs a quclques-uns d'eux , en 
sorle que le sujet de la recherche , dont on renouvelle ici la proposition, 
reste encore dans toute son integrite. 

l^es inemoires destines au concours dcvront etre inedits , ct ecrits 
lisihlemeul en langue latine , italienne ou francaise. Les aulcurs nc rnet- 
troni point leurs noms a leurs ouvragcs, niais seulemcnt une epigraphe 
ou devise , crui sera repetee sur un billet cachete , venfermavit leur noni 
et leur adresse. Si le memoire n'est pas couronne, le billet ne sera pas 
ouvert cl sera bride. 

Toute personne est admise a concourir , excepte les Membres re'si- 
i/nnts de l'Academic. 

Les manuscrits devront etre remis, eachetes et francs de port, au 
Secretariat de l'Academie Royale des Sciences de Turin , le 3 1 decembre 
1 8/(3 , au plus tard : ce terme est de rigueur. 

Le prix sera une medaille dor de la valeur de iaoo francs. 
Turin, le a5 mai i84 1 • 



LE PRESIDENT 

COMTE AlEMNDRE DE SAUCES 



Le Secretaire 

CIIEV. HYACINTIIE CARENA. 



DISCOURS 

SUB 

L A VIE E T EES I) M I! \ (. I >v 

DU CHEVALIER 

GEORGES BIDONE 

pronom c ,i /' 4cacUmie floi/ale tics Sciences de Turin dans In seance ilu /? derembrc 184 1 

PAR 

LOUS FREDERIC MEMBREA 

CAPITAENE DU GENIE Mill 1 Ml'.l 

Messieurs : 



Je viens consacrer quelques pages a la memoire dun hommc qui prit 
une part iinportante aux travaux de cette Academic, et dont la perte sera, 
pendant long-tems, vivement sentie par ceux cpii ont pu admirer en lui la 
profondeur de la science, unie aux plus rigides vertus; je veux parler de 
M. Georges Bidone , dont la inort a laisse' parmi nous un vide diflieile 
a remplir. Mon intention n'est point d'entrer dans l'examen critit(ue et 
delaille de ses ecrits. Cependant , ne voulant pas me borner a une simple 
nomenclature', je dirai quels ont ete Tobjet et le but de ses travaux ; ct 
i-ninme une vie pure et laborieusc doit servir elle meme d'enseigneincnt, 
jc rappellerai les principales circonstances de celle de M. Bidone. Si 
loulefois, dans une telle enlreprise, je reste au dessous de ma tdche , 
le de'sir que j'ai eu de rendre un dernier lioinmage a un Savant digue 
de tous nos regrets, me fcra pardonner les imperfections que pent avoir 
ee discours. 



M. le Professeur Georges BinoNE, issu d'unc famille honorable, naquit 
le 19 Janvier 1781 dans le bourg do Casal-Nocelo, province ile Torlonc. 
Apivs avoir passe son enfanee sous le loit palernel 011 il pnisa, dans 
I'exemple de ses parents, les inspirations vertueuses qui le guiderent pen- 
dant toute sa vie, il vini, a Turin, faire ses premiers eludes dans le 
College iles PPs de S. Philippe. L'on put des lors observer en lui ce 
caractere grave et meditatif qui le distingna dune maniere si remar- 
quahle. Sa pic'ie, son eloignement pour les plaisirs niondains devaieui le 
conduire a preferer L'etat ecclesiasticnie; ce fut celui auquel il se de'dia 
d'abord. Mais la revolution francaise, qui avail franclii les Alpes, vint 
I'enlever a sa retraite; ainsi oblige ile renoncer a la carriere de son 
choi* , il se livra des lors, avee ardeur, a lYludc des sciences mathe'ma- 
li([iies, dans lesquelles son noin devait acque'rir de la celebrite. Son me- 
rile le fit admeltre eoinme Eleve dans le College des Provinces, cette 
grande el noble institution que les e've'nemcns # d'alors respectcrent , el 
qui, en e'tablissant des rapports habitucls entre les diverses branches des 
connaissanccs liumaines, fit e'clore tant d'hommes e'minents et utiles a 
leur patrie. La, le jeuue Bidone se monlra bientot digne de ses Maitrcs, 
et il n'avait pas encore pris le grade d'Inge'nieur hydraulique a l'Uni- 
VBrsite de Turin (1), qu'il fut appele a remplir les fonctions de Repe- 
titeur dans ce meme College des Provinces , ou nagueres il n'e'tait que 
simple Eleve. La reputation du jeune Ge'onietrc grandit rapidement ; 
aussi notre Aeadeinie ne tarda pas a fassocicr a ses travaux (2), et elle 
vit e'clore cclte seric de recherches importanles qui out, des aujourd'hui, 
leur place marquee dans l'histoire de la science. 

Quoique les principaux me'moires de M. Bidone se trouvent consigne's 
dans notre recueil acade'mique , permcttez-moi, Messieurs, de les exposer 
dans leur ensemble. En les envisageaut ainsi d'une maniere ge'ne'rale, 
il sera plus facile de juger de leur importance, et de de'couvrir la pense'e 
|)hilosophique qui y dominait. Je parlerai d'abord de ses travaux sur 
l'analyse malliematique, fun de ses premiers objets d'e'tudes, et je com- 
mencerai par citer un me'moire intitule: Methode pour reconnattre le 
nombre de solutions quadmet une equation transcendante ii une settle 



(1) Le 10 fevricr 1803. 

^3) II ful nouimc Mi-mbre resident dc l'Academic des Sciences de Turin le 1G juin 1805 



inconnue (i). Cette mcthode consiste a partager ['equation donnee en 
dens auli'cs plus simples epic la proposee, puis a determiner , [iar le 
inoycn dc constructions graphiques, les points d'intersections tics dcu\ 
courhes representees par chacune de ces dernieres equations. Lc resultat 
ainsi obtenu fait connaitre les solutions cherchees. On peut rcmarquer 
que cetle melhode a quelque analogic avec celle qui a ete indiquee 
postericurement, pour ccrtaincs equations, par M. Legendre dans son ap- 
pendice a la theorie des uoinhrcs. Dans on autre memoire (2) M. Bidone 
abordait une question sur laquelle deux grands Gconietres, Euler et 
Mascheroni , ne paraissaient pas d'accord: il s'agissait de determiner le 
vrai sens suivant lequcl devait etre inlerprele le resultat donne par I'ana- 
lyse, pour la valeur que prend la fonction proposee par certains auteurs 
comme un nouvel algorithnie, sous le nom iVhj-per-logaril/tme ou de logo- 
logarithme (3), quand les liinites de l'integrale qui repre'scnte cetle fonc- 
tion, sont zero et une quantite plus grande true 1' unite. M. Bidone, sans 
resoudre entitlement la difficulte, a rappele sur ellc rattention des Savons; 
elle n'a d'ailleurs pu etre eclaircie que lorsque M. Poisson eut fait voir 
comment le principe tie ['integration, tel qu'on l'entend, cesse d'etre ap- 
plicable, si, dans l'intervalle des limites, la fonction soumise au signe 
integral passe par l'infini, ainsi que cela a lieu dans le cas qui faisait 
l'objet tie la discussion. 

Jusqu'ici M. Bidone n'avait fait que preluder au grand ouvrage, qui 
devait etablir sa reputation comme Geometre; j'entends parler du me- 
moire publie par lui, en 1812, sur les integrates definies(4): comme les 
questions, qui y sont traitees, ne sont gueres de nature a etre exposees 
avec le secours du langage ordinaire, je suis contraint de me bonier a 
un simple apercu. 

L'importante theorie des integrates definies, de laquelle depend la solu- 
tion d'une foule de problemes qui se raltaclient au* diverses branches 
de la philosophic naturelle, avait ete traitee pour la premiere fois, avec 
un merveillcnx ensemble, par Euler dans le iv. mc volume de son calcul 



j' Memoircs do 1' Academic dp Turin lorn. XVI. 

(2) Mcmoircs de I'Acadcmic dc Turin tnm. XVI. 

(3) Voycz Lacrou traile de calcul dilT. cl integral torn. 3, pag. 5SG. 
(1) Mcmoires dc l'Acadcuiie dc Turin toui. XX. 



integral. Depuis cettc epoque, les plus grands Gcometres n'ont eessr de 
perfectionner l'ocuvrc de leur devancier, et d'ajouler dc nouvelles richesses 
an tresor qu'il avail, pour ainsi dire, rc'vele. Parmi les comment atcurs 
d'Eut-ER, Mascheroni, de poetc devenu Ge'omclre, se fit remarquer paV la 
grandeur des vues et roriginalite des mc'lliodes qu'il deploya dans mi ou- 
vragc intitule Ailnotationes ad Ctdculum integvalem Eulerii (i). (le i'ut 
le guide que prit M. Bidone dans ses recherches. Comme lui il arrive a 
la determination des principales intcgrales defmics, eii devteloppahi les 
fonctions suivant ties series eonvcrgentes. Tantot e'esl en comparant deux 
de'veloppemcns differens d'une meine integrate qu'il en obtient ['expres- 
sion sous forme finie; tantot, apres avoir inte'gre partiellemcnt chacun 
des terroes de la seVie qtii reprcsente l'integrale, il taehc d'exprimer celle- 
ei par les algoritluues eonnus. Cette nicthode, dans certains eas, pent pa- 
raitre laborieuse et moins elegante que plusicurs autres, parmi lesqnclles 
il Suffira de titer line des plus feeondes, celle qui consisle a dill'eren- 
tier la fonetiou soumise au signe integral, par rapport a une conslante 
litterale, pour ramener le probleme au cas d'une equation dillerentiellc 
integrable. Malgre rela, on ne pent refuser aux methodes de M. Bidone 
lavanlage d'une plus grande generalite ; elles derivent d'ailleurs d'une 
maniere plus dirccte et immediate des principes fondamentaux de l'ana- 
lyse infinitesimalo qui, en definitive, repose sur la consideration des 
series. 

Ici se presenta a M. Bidone une grave difficulte, analogue a celle qui 
avait cte lobjet du me'moire cite precedeminent: il s'agissait de deter- 
miner la veritable valeur d'une integrate lorsqne la fonction place'e 
sous le signe dc l'integration devient infinie eritre les limitcs jiropo- 
se'es. En suivant les principes de l'Auteur, on obtient, dans ce cas, 
un re'sullat compose de deux parties, l'une reelle et l'autre imaginaire. 
Cette derniere devrait etre rejette'e, comme ne pouvant point i'aire partie 
d'une somme dont tons les ele'mens sont reels; il ne resterait ainsi (pic 
la partie reelle. Mais la difliculte n'etait point par cela meme e'claircie; 
aussi , contrairement a cettc opinion, M. Poisson, dans un memoire in- 
sere dans le i8. mc cahier du Journal de 1'ecole polyteclmique, a-t-il clierche 
a etablir que la valeur des integrates, dans le cas enonee, doit se pre- 



i Pari« 1790 



I. .XV 

senter sous forme imaginaire. II se fonde en cela sax un priucipe deja 
cmis par Lagrange, dans le Calcul des fonctions, et qui ronsiste en ce 
qu'il y a ties cas ou une integrale ne peut plus el re conside'ree comine 
la somme d'clemens infiniment petits; circonstanrc qui se rencontre 
lorsqnc. la function souniisc a ("integration passe par I'infini dans I'inter- 
valle des limiles. Alors il ne doil. plus etrc ctonnant si I'analyse donne 
griirralrmcut un rcsultat imaginaire qui indique une impossibility dans 
la question proposce. Enfin M. Cauchy cxaminant celte difticulte sous 
un nomean point tie vue (i), fit voir que, lorsque, dans les liinites don- 
uecs, la quantile soumisc au signe integral passe par 1'infnii, le nombre 
des valeurs de l'integrale est inde'termine ; mais qu'il y a neanmoins une 
rertaine valeur qu'il nomine principale , laquelle sc (rouvc precise'menl 
ilie celle indique'e par M. Bidone. Je dois encore noler que M. Bidone 
fit voir comment les principes poses par Mascheroni etaient vrais, quoiquc 
Laplace, se fondant sur une simple erreur dc calcul (2), en eut conteste 
l'exactitude. Enfin 1'e'tendue de son memoire , le nombre et la varietc 
des questions qui y sont trailecs, les formules nouvelles dont I'analyse 
s'y trouve enrichie, placent cet ouvrage au nombre des plus remarquables 
e'erits sur cette matiere. 

Plusieurs anne'es apres la publication du memoire que je viens de 
mentionner, M. Bidone fit quelqucs reclierches sur les transcendantes 
elliptiques (3) L'on sait comment ces transcendantes peuvent etrc toutes 
ramenees a trois cspeces principales. Pour en facililer l'usage, Legendre 
avait deja construct des tables numeriques analogues a cclles usitees pour 
les fonctions logarithmiques et eirculaires; mais M. Bidone observa que 
ce n'est pas toujours la valeur nuinerique d'une integrale que Ton de- 
mande, car bien souvent l'on a besoin de son expression litirralc. Tl 
se proposa done d'obtenir les expressions litle'rales des diverses transcen- 
dantes elliptiques au moyen de formidcs proprcs a en donner les valeurs 
avec l'appro\imation comportee par les tables logaritluuiques; ce a quoi 
il arrive en dcveloppant les fonctions proposees suivant des series tres- 
convergentes , dont la nature est telle que, lorsqu'on en connait les deux 



(1) Voycz le xix. mo caliier du Journal de l'Ecolc Pol) technique. 

(2) xv.nie cahicr ibidem. 

(3) Mem. dc I'Acad. de Turin torn, xxill el xxiv. 

Seiue II. Tom. IV. 



premiers term.es, les autres s'en dcduiscnt par dc simples operations al- 
gebriques. Quoique la nature niemc ilc ces fonclions conduise a des re- 
snltats quelque pen compliques, ceux-oi pourront neanmoins etre utiles 
dans plus d'une circonslancc. 

lei, je crois, se terminent les travaux analytiques tie M. Bidone. 
Nous le soivrons maintenant dans one autre carriere ou il a laisse les 
plus honorables souvenirs, celle cle la physique et plus spe'cialement de 
I'hydraulique. Les premiers ouvrages, par lcsqucls il commenca a sc faire 
connaitre, sout deux opuscules inse'res dans le i8. mo volume des Mcinoires 
de I'Acade'mie de Turin: I'un deux a pour objet une nouvelle espece tie 
boussole propre a mesurer lintensitc magnetique d'une aiguille aimantee. 
Entr'autres observations inlercssantes, il ve'rifia lui-meme, avec cet instru- 
ment , la loi etablie par Coulomb sur l'aetion magnetique, et reconnut 
quelle suit la raison inverse tin quaere des distances. Le second nieuioire 
eontient quelques experiences sur la chaleur du soleil compare'e a celle 
de L'atmosphere mesuree a l'ombre dans diverscs saisons de l'anne'e. 

Un ouvrage plus considerable reclame maintenant notre attention , e'est 
la the'orie des ricocliets formes sur la surface de l'eau par les picrres et 
les boulets qui y sont lances obliqucmcnt. Pour rendre raison de ce phe- 
nomene, M. Bidone atlmet, d'apres les experiences du Medecin Petit, 
que charpie corps est entoure dune le'gere couche atmosplie'rique qui 
lui est adhe'rente, et qu'une pareille couche existe a la surface dc l'eau. 
Si dun autre cote Ion eonsidere le mobile se mouvant dans latmosphere, 
la partis de lair qui lui est ante'rieure est compi-imee, tandis tpie la 
poslerieure se pre'eipite dans le vide qui tend a se former derriere le 
corps en mouvemeut. Or, quand le mobile vient rencontrer la surface 
dun liquide, il arrive que les deux couches d'air, qui leur sont adhe- 
icntes, se presscnt l'une contre 1' autre, tandis tpie I'air tpii suit ce mo- 
bile dans sa marche, se pre'eipite dans le crcux que celui-ci tend a former 
dans l'eau et s'y comprime eu vertu de sa vitcssc actpiise. Mais, lorsque 
lair se dilate de nouveau, il lance le mobile, hors du liquide, par la 
force de son ressort, et produit ainsi le ricochet. Quant au rejaillisse- 
ment et aux bouillonnemens qui out lieu, lorsqu'on laisse tomber verti- 
calement dans l'eau un corps solide ou une veiue liquide, ils s'explique- 
raient par rcifet de lair que le corps cntraine avec lui et qui , en se 
dc^ageant , emporte les molecules fluides place'es sur son passage. Tel est 
le fond de la the'orie due a M. Bidone et dont le germe existe dans un 



memoire de Spai.i.anzam intitule De lupuhbus ub aqua resQientibus (i). 
D'Axembekt, Muschenbroek, Biusson et d'aiitres Physiciens attribueut le 
pheaomene du ricochet ;\ l'inertie et a I'e'lasticite' dc lean, tandis que 
M. Bidone lie dent aucun compte de cette derniere propriete a laquelle 
il n'attribue pas assez d'importance. II est vrai qua cette e'poque Ion 
ne posscdail point les experiences d'OE&STBD, de Perkins, et celles plus 
reinarquablcs encore de MM. Colladon et Sturm (a). Malgre cela, sans 
etre aussi exclusif que M. Bidone, on pourra reconnaitre que la cause 
du ricochet admise par lui est une ile celles qui doivent inlluer sur la 
production ilu phenomene; pour le rcjaillisscuiciit surlout, L' explication 
dounee semble se rapprocher davantage de la verite. 

Jusqu'a present nous avons vu M. Bidone sexercant tour-a-lour sni- 
des sujets de physique et d' analyse, et, quoique jeune encore, recueillir 
des lauriers auxquels il nest donne qn'a 1 age plus miir d'aspircr. Sa 
noininalion definitive a la chaire d'hydraulique clans l'Universile cle 
Turin (3), vinl donner une direction plus determinee a ses etudes, 
qui eurent des lors pour principal objet, le perfectionuement de 1 hy- 
drauliquc. Mais comme avant de faire des theories , il faut etablir des 
fails, il s'appliqua plus particulierement a leKperimentation, dans le but 
de remplir quelques-uucs des nombreuses lacunes qui existent encore 
dans cette branche si iinportante de la physique. C est ainsi qu'en tracant 
de nouveaux sillons dans les domaincs non encore explores de la science, 
M. Bidone associait son noin a ceux des Guglielmini, des Borda , des 
Venturi, et de tant d'autres dont s'honore lTtalie. 

Les circonstances vinrent egaleraent favoriser ses travaux; il trouva 
dans 1' elablissement d'hydraulique de la Parella, fonde par la munificence 
du Roi Charles Emanuel, sous la direction du savant F. D. Michelotti, 
les moyens necessaires pour ses recherches, et, dans le debut de sa nou- 
velle carriere, il fut seconde par l'appui que pretait aux sciences un 
homme eminent, qui occupa le premier rang dans cette enceinte, le 
Comte Prospero Balbo, alors Ministre de l'lutericur et President de 
TUniversite. 



(1) Modenc, 1761. 

(2) Mcni. do l'lnslilut-Savants elrangcrs torn. \. 

(3) Le 20 Janvier 1815. II avail etc auparavant Professeur des Pages du Prince Borybcsc 
en 1808, el regissait depuis qnelqae temps la chain d'hydraulique. 



I.W 111 

Lcs premieres questions d'hydiaiilique evperimentalequ'eludiaM.BiDONE, 
furent celles de la propagation du reinous ct des ondes; il leur con- 
sacra deal niciuoires (i). L 'importance des fails qu'il y examine, 
1 art avec lecjuel il a su les lier enlr'euK par des formulas aualyliques, 
et la eomparaison qu'il etablit cnlre les re'sullats qu'il obtient et les 
theories eonnues, placenl res reehcrehes an nombre de celles qui ho- 
uoreul le plus leur Auteur. Je vais tacher den faire conuaitre les points 
prinoipaux. 

Lorsqu'au fond dun canal on place mi barrage qui iutercepte une 
parlie de la section par ou s'ecoule 1c liquidc, il s'opere, en amont de 
ce barrage, une surelevalion du fluide qui s etend jusqu'a une ccrtaine 
distance. Avant M. Bidone, lcs donne'es qu'on posse'dait sur l'e'tendue des 
reinous elaicnl loin d'etre completes, mais ses experiences firent disparaitre 
bicn des incertitudes a cet egard. Elles se rapporlent specialenient aux eaux 
rapides qui ne produisent pas d'atterrissemens; cettc distinction est essen- 
lielle, car, dans les cas contraires, le remous est loin d'etre le meme. II observa 
que letendue du reinous e'lail toujours moindre que la distance a laquelle 
I liorizonlale, tire'e du soinmet du regonflement, va rencontrer la surface 
du courant; que letendue du remous, pour un meme barrage, diminuait 
a mesurc que la hauteur de la section et la vitesse moyenne du courant. 
augmentaient : quand au point de rencontre de la surface de ce dernier 
et du remous, il est marque par un brusque ressaut, dont la hauteur 
a toujours ete comprise entre 3 fois et 17 fois celle due a la vitesse 
du courant. 

Dans une autre serie d'experiences , il examina les remous qui soul 
loruie's ea interceptant en enlier le cours du canal au moyen d'une 
vanne. Quand ce canal est horizontal, l'eau appuye'e contre le barrage, 
apres s'etre e'levee a une certaine hauteur, rcstc immobile, tandis que 
lean aflluenle se re'pand a la surface du courant avec une vitesse uni- 
forme, de telle sorte que Ton croirait voir deux courans distincts de 
directions contraires, celui du canal et celui du remous. Un autre Brdre 
de |>ln : nomenes se presente lorsqu'on intercepte momentanement le cou- 
rant; alors il se produit une lame qui se propage en sens conlraire de 



I] Mi in Ac I Acad, dc Turin loin ixv et 111 



ee dernier, mais dont lc mouvemcnl progressif nest d'ailleurs quapparent, 
car cette lame est forinee par les Ban aillucutcs, qui suspendciit moment 
tanuinent leur mouvement horizontal pour selever vcrticalemcnt. Dans 
les canaux horizontaux ces barrcs Be propagent Indcfiuimt-ut, en diminuant 
neanmoins toujours de hauteur a mesure qu' idles s elcignent. Dans les 
canaux incline's, au contraire, clles ne peuvent s'etendre au-dela dune 
certaine limite ou elles finissent par disparailre enticrement. La diminu- 
tion continucllc de hauteur, tie longueur et tie vitesse que Ion rcmarque 
dans une lame isolee, provient de ce tpie celle-ci pert! continucllemeut, 
par l'ecoulement qui sc fait en aval, une quantite d eau plus grande 
tpie cellc epic lui apportc le courant par son extremite damont. Les 
principes, d'aprcs h-squcls M. Bidone expliquc lesphe'nomenes qui \ieimenl 
d'etre rapportiis, dependent de la theorie du ehoc et de celle de lecoule- 
meut des fluides: la tpiestion se re'duit a evprimcr la hauteur du regonfle- 
liu'tii et la vitesse de propagation, pour an instant donne, en fonction 
des elemens du canal et du courant qui y est content!, II est ainsi con 
doit a ctablir que la vitesse de propagation dune lame augmente mc 
la profondeur du courant. L'on peut par ce moyen e.vpliqucr le pheno- 
mene observe avec beaucoup de soin par M. Bidone, celui des ondes 
successives: quand deux remous sont formes, a peu de distance Tun tie 
lautre, par ties interruptions iiistanlane'es du courant , on remarque tpie 
le second remous a plus de vitesse epie le premier, et qu'apres l'avoir at- 
leint il le depasse et frnit par disparaitre. Un phenomene analogue a lieu, 
Inrsqu on produit plusieurs regonflemens successifs. MJ Bidone etend ses 
considerations aux canaux dont le fond est incline, et a ceux dont les 
bords sont garnis de bantpieltes; il e'tablit des coroliaires imporlans sur 
la slabilite des corps flottants, tpii se trouvent dans un canal a section 
variable, lorsqnun remous y est produit; il donne la raison des j Ik - 
nomenes qui ont lieu sur les rivages de la mer par la succession con- 
tinue des vagues, qui y forment des regonflemens permanens; enlin il 
exptique le phenomene connu sous le nom de Mascaret. Celui qui a 
lieu a l'embouchure de la Riviere des Amazones, ou il a e'te observe 
par M. de la Condamine, lui ofiVait une occasion interessanle d'appliquer 
les formules elablies precedcmmenl. La, le flux tie la mer produit one 
barre qui s'eleve de quatre a cinq metres an dessus du courant nalvml. 
et les lames qu'elle cause se propagent jusqu'a une distance de pits de 
deux cent lieues dans les lerres, avec une vitesse quelque fois si puissanlt , 



qn'elles renversent tout eo qui so trouvc sur lour passage. M.De Bremontier 
avail de'jii donne* sm- ce phenomene uno theorie dilTe'rentc de colic de 
M. Bidone; mats olio a ele coinballuo par MINI, do Prony el Ampere 
dans lo rapport qui on fut fait a 1'Institut do France, ct par M. Poisson 
dans sa Tlie'oiie dos ondos. C'est pour salisfairc a un de'sir exprime 
par ce dernier Savant epic M. Bidone onlropril, sur lo mouvement 
dos ondos, los experiences qui so lient a colics dont il vicnt d'etre 
question. 

Newton, Lapt.ace, Lagrange avaient successivcmcnl traile la the'orie 
de la propagation dos ondos, lorsquc M. Poisson (i) lit paraitre sur ce 
sujel tin niemoire dos plus remarquables. Apres avoir signalti plusicurs 
fails qui avaient echappe a scs devanoiers, il expose successivemont los 
lois du mouvement des ondes a vitosse uniforme el acceleree, et celles 
du mouvement dos ondos dans le sens vertical. Les rcsullals dc son admi- 
rable analyse se trouvaionl d 'accord avee les experiences faitcs prece'- 
demment par M. Biot, et avec les observations dc M. Bremontier sur la 
transmission de l'ebranlement ondulaloire a de grandes profondcurs. Mais 
sur plusicurs points la theorie avail precede V experience ; il fallait un 
obserrateur pour la confirmor: ce ful M. Bidone qui assuma cette taclie. 
II examine spe'cialement les ondes a mouvement accelere et leur transmis- 
sion dans le sens vertical; il cut occasion de reconnaitre plus d'uiie 
fois les ondes dentclees, et obscrva entr'autres un fait singulicr: e'est 
que les ondes produites par dos discpics angulaires, mis momentane'ment 
en contact avec la surface de l'eau, ont une Ggure inverse de celle de 
ces memos disques, e'est-a-dire quo los angles correspondent a des cotes, 
et vicevei'sa. En general Unites sos experiences so Irouvent exactcmont 
representees par los formules de M. Poisson, et s'U est glorieux pour 
une theorie aussi delicate d' avoir pour ainsi dire devine la nature, d 
n'est pas moins honorable pour l'expenmentateur d'avoir su apporter 
une precision si remarquable dans des observations d'une telle difliculte. 
C'est du reste un hommage que M. Poisson s'est empresse de rendrc 
a M. Bidone dans une note publico comme supplement au memoire que 
nous avons cite (2). M. Bidone cut egalement la satisfaction de voir les 



;l) Him. de I'lnstilut AcaJ. Jcs Sciences I81G. 
(i) Mem dc 1'lnslilul , se'aacc du 7 juillet 1S28. 



I.\M 

lois qu'il avail clablies sur 1' extension el la hauteur des rcinous, rclrou- 
ve'es theoiiquemcnt, an moyen de considerations entieremenl differentes 
des siennes propres, d'une part, par .M- B£uhgkb ilans son essai sur 
la solution numdrique de quelques problimes relatifs <iu mouoemeiit ties 
eaux courantes ( Paris, i838 ), et de l' autre, par M. Pohcelet ilans 
ses lecons dc mecanique donnees a l'ecole dc Mil/, pendant l'hiver dc 1828. 
M. Bidone s'occupa beaucoup dc la forme et de La contraction des 
veincs fluides, ct donna sue ret obi el plusieurs meinoires consignee soit 
dans les volumes de I Academic des Sciences de Turin, soil dans les 
actes de la Societc [talienne. A ce genre de recherches viennent se rai- 
tacher des experiences faiies sur la depense des deversoirs, et sur I'ac- 
celcration el la courburc qu'ils occasionnent a la surface du couiant (1). 
Lorsqu'on pral'upic, a fleur d'eau, unc ouverlurc dans un reservoir, il 
s'elablil pres de cct orifice, unc depression (jui nail d'une acceleration 
de vitesse dont on est oblige de lenir comple dans lc calcul dc la de- 
pense. C'est pour ccla epie, dans les formules usuelles, Ion subslilue ge- 
neralemcnt a la hauteur qui a lieu dans la section du deversoir, la dif- 
ference ile niveau enlrc lc bord inferieur de celui-ci ct la surface su- 
perieure du liquide prise en un point oil sa depression nc soit pas encore 
devenuc appreciable. Mais une telle difference nest pas toujours aise'e 
a mesurer directemeot; de sorlc qu'U est utile dc trouver le rapport qui 
pent existcr cntrc la depression du liquide ct sa hauteur dans la section 
du deversoir; meme il est necessaire de dislinguer deux cas, celui ou 
les dimensions de l'orifice sont ires-petites, et consequemment negligeables 
par rapport a celles du reservoir, et celui oil dies cesscnt de l'etre. 
M. Bidone etablit d'abord cxperimentalement (pie , dans les deux cas 
enonce's, on peut mctlre dans la formulc ordinaire dc la depense, pour 
hauteur d'eau, celle qui s'clablirait au dessus du bord inferieur de l'ori- 
fice dans un tube vertical, ayanl unc branche recourbee horizontalemcnt 
en amont. II arrive ensuite a cetle consequence importante, c'est qu'en 
employant cette hauteur ainsi mesuree, le coefficient de contraction est 
a-peu-pres constant. Enfin lorsquc la section du deversoir est celle meme 
du canal, il trouve un rapport constant cntrc la hauteur il'caii sur l'ori- 
fice et celle du canal prise en amont. An moyen des lois qu'il etablit, 



{ 1) Mc : iD AcaJ. Ue Turia toiu. KXT11I, 



on pent nisoudre un problcme important pour la pratique, celui de de- 
terminer la hasten a laqticllc s'clevcra, dans un canal horizontal et a 
seotion redangulairc , la surface du eouranl en anion t du deversoir, et 
de liver la pmfondcur effective de l'eau sur le barrage mcme, lorsque 
I Ycoulemrnl sera devenu |)erinauent. Les observations de M. Bidone 
coincident d'ailletirs assez bicn avee celles de MM. Poncelet ct Lesbros (i), 
surloul eu ee qui concerne la forme que proud la nappe d'cau nu sorlir 
du reservoir, forme qui est eelle dune parabole. Si quelqucs fois la con- 
eordanee nest pas aussi parfaite, il faut l'atlribuer a ee epic les cireons- 
tancea dans lesqucllcs on npcrait n'etaient pas idenliques. C'est du reste 
une rcmarque qn'il ne faut jamais perdre de vue lorsque Ton compare 
les experiences dc divers autenrs; Ion ne sanrait egalement trop se garder 
de toute preoccupation tlieorique, quand il s'agit de juger des experiences 
qui concernent des mouvemens aussi compliques que ceux des fluides. 
Dans un memoire intitule Experiences sur divers cas de la contraction 
de fa veine Jltiide et remarques sur la maniere d' avoir egard h la con- 
traction dans le calcul de la depense des orifices (2), M. Bidone se pro- 
pose d'examiner plusieurs cas de la contraction de la veine, pour lesquels 
ee qu'on est convenu d'appeler le coefficient de correction, n'etait pas 
encore bien determine. Jusqu'a cette epoque les experiences sur les ef- 
fets de la contraction complete de la veine dans les orifices en minces 
parois, ne donnaient pas des resullats cntierement concordants. On avait 
deja etabli dune maniere assez precise que le coefficient etait a-peu-pres 
le meme pour les oriflces quarres et circulaires, pourvu que leurs di- 
mensions fussent tres-petites relativement a celles du vase et a la charge 
d'eau. Mais, lorsque, d'un orifice quarre, on passait a un orifice rectan- 
gulaire a coles inegaux, la grandeur de la correction etait encore incer- 
taine. M. Hac.hette avait conclu de scs propres experiences (3) que la 
forme des orifices en mince paroi n'influe pas d'une maniere sensible 
sur la depense; il reconnaissait neanmoins Taction des angles rentrans sur 
la quanlitc de contraction. Dautres experiences paraissaient prouver 



(1) Experiences liydrnutiqnes sur recoulement de l'eau. Acad. R. des Sciences de Paris, Mem. 
des Savants elran^ers 1829. 

(2) Mem Acad, de Turin torn. xsmi. 

Anojles de Physique el de Chiiuie torn, in, 181C. 



I. Will 

lo contrairc. M. Bidonf. reprenanl cellr queslion avcc une plus grande 
clciidiic, ohliut, entire cerlaiues limiles, des resultats analogues a ceux 
de M. Haciiette, ct remarqna avcc Eytf.i.wei:* (i) que le coefficient de 
la depense augmcntait avec la charge d'eau. Depuis lors lcs observations 
do M. Bidone snr l'influcnce <lcs orifices onl tile confinne'es, en certains 
points, j>ar les belles experiences que MINI. Poncei.et et Lesbros ont cnlre- 
jnises a Mete (2) sur line si grande echellc. En coinparanl les dille'rents 
resultats oblrnus jusqu'a eux, ces deux Savans onl pu enfin preciser l'in- 
fluence de la forme de l'orifice sur la defense, et etablir que le coef- 
[icient de correction depend cssentielleinent de la hauteur de l'orifice et 
nullementde sa largeur horizontale, ces dimensions etant d'ailleurs loujonrs 
tres-peliles relativement a celles du reservoir. 

La variation qu'e'prouvc le coefficient de contraction, lorsqii'on detruit 
eellc-ci sur an ou plusieurs cotes de l'orifice, a probablement ele etudiee 
avec soin pour la premiere fois par M. Bido>.e (3). Quoique Dubvat et 
le P. Barlolomco Ferrari s'en fussent de'ja occupes, Ventvjroi.i jugeait 
la queslion encore indeterminee (4); d'autres, comme Tadini (5), sans ap- 
prover leur opinion sur aucun fait positif, pensaient qu'il fallait diminuer 
le coefficient de contraction proporlionncllement a la portion sur laquelle 
cellc-ci est detruite. Mais cette regie n'est nullement confirmee par les 
observations de M. Bidone qui eurent specialement lieu sur des orifices 
rectangulaires. II reprit ses recherches a plusieurs epotpies, comme on 
peut le voir par son memoire inse're dans le rccueil de la Societe Italienne 
intitule Esperienze suite contrazioni parziali delte -vene d\icqua (6); il pa- 
rait nieme qu'il se proposait de leur donner une plus grande extension en 
considerant dilferenles formes d'orifice; mais le temps ne le lui permit 
point. Cepcndant le peu qu'il nous a laisse a cet egard est extremement 
precieux, et, jusqu'a de nouvelles experiences, on peut employer avec 
avantage la forinule empirique qu'il a donnee , en se fondant neanmoins 



(1) Mem. Acad, do Berlin annces 1814-15 

(2) Ouvrage cite. 

(3) Mem. Acad, do Turin lorn, xxyh 

(4) Elcmcnli di Mcccanica d'Idraulica loin 11, n.° 359. 

(5) Del moyimento e della misura delle acque corrcnti. Milano. 181G. 
(li) Tom. **, fascic. 1 c 2 mal. pag. 536. 

Serie IT. Tom. IV. 10 



LX3.IT 

sui ilc bonnes observations (i), pour les orifices dont le contour es I en 
partie muni d'armnres qui alterent TefFet ile la contraction, 

M. Biookb ayant remarque* <(uc le coefficient de la de'pense varie fort 
peu |ioui' les pelits orifices perce's on mince paroi , quelle que soil leur 
forme, crut pouvoir de'montrer (2) (|ue, dans ce cas, l'aire de la section 
contracted est cofistamment lcs deux tiers de celle de L'orifice, et cela 
independaminent de la vitesse d'econlenicnt. Quelques mesures directes 
(irises par BossoT lui suggererenl cette pensee; il developpa sa theorie 
en s appuyant sur on resultat d'anaLyse obtenu par M. Yenturoi-i dans 
1'examen d'un cas special de lMcoolement des Quides. Ce cas est celui 
ilu mouvemenl d nn liqnide pesant, place dans nn vase ayant la forme 
d'un c6ne tronque dispose vcrtiealemcni, d'ou le fluidc s'echapperait par 
la plus petite base qui servirait d'orifice (3). Observant cnsuiie que la 
depense est moiudre que celle qne suppose la reduction de l'orifice 
d'eeoulemenl aux deux tiers de sa section, il en concha quil y a une 
perle de vitesse due au froliemenl et a Taction moleculaire, lYui-circ 
M. Bidone a-l-il admis avec trop de confiaucc les observations de Bossut, 
auxquelles il rattacbait sa theorie; aussi M. Poncelet l'a-t-il conlestee, 
non sans quelques motifs fondes; de sorle quil ne faut la conside'rer que 
comme une metliode propre a retrouver la valeur moyenne du coefficient 
ile contraction, aiusi que cela a e'te tente par quekpics Aulcurs, enlr'aulres 
par M. Navier dans ses Lecons de Me'canique appliquee (4). 

Continuant ses recherches sur la contraction de la veine fluidc , 
M. Bidone (5) s'occupa spe'cialemenl de l'ecoulement qui a lieu par un 
orifice, exterieuremcnl ou interieurement, arme d'un tube additionnel. Ce 
dernier cas avait deja etc traite par Borda (6), dans la theorie duquel 
M. Bidone introduit quelques modifications ayant pour objet d'en rap- 
procher les resultats de ceux de L'experieneej qui ne concordaieut pas en- 



(1) nechi'rnhcs Oicnriiiucs cl cincriincnlalr-s sur les contraction* parlielles. Mem. Acad de 
Turin lom. XL. 

(2) Mem. Ar-ad. de Turin lorn, xxxiv. 

(3) Ricerchc Geomelrichc ed Idromctriclie fatte nella scuola degTIngegneri Poutilicii d'acquc 
<■ rtmU I'anno 1821. Milano, 1825. 

(4) Tom. ii, pag. 37. 

. M.Hi AvCld. de Turin torn. XL. 

8 Ma de I'Acad. It do Pari., I7GC 



t.wv 
lieremeui. Dans ce but, il ticnt compte de l'epaisscur du Lube, circons- 
lance negligee par Borda. Quoiqu'il en soiide ['exactitude tie eclte nouvelle 
theoric, ['observation confirme asscz bleu les formules qu'on en dediiit. 
Le memoirc, qui fail 1 objet de I'exainen actual, eontient en outre one 
foule d'autres rcclierches inte'ressanles: ainsi M. Bjdone determine l'cpais- 
snir du tube a parlir de laquelle l'ecoulcmenl de lean se fait a gueule- 
be'e, el apres scire livre a quelcpies considerations sur La maniere d'in- 
trodulre le coefficient tie la contraction dans les formules d'ecoulement, 
il finil par faire observer que, dans certains cas, il faut corrigcr ;i la fois 
la section tie la veine, et la vitesse d'ecoulement, landis que d'autres fois 
il n'y a qu'une tie ces quantilcs qui doive etre modilie'e. Cetle remarque, 
qui semble me'riter d'etre prise en consideration, peul etre propre a ex- 
pliquer certaines anomalies que presentent les formules tpii servenl a cal- 
culer recoulemenl des liquides par des tubes additionncls. C est ici, que 
viennenl se placer quelques-unes ties recherches que j'ai deja eu locca- 
sion de citer au sujet des contraclions partiellcs. 

Pendant qu'il sc livrait a des etudes sur les theories tie l'liydraulique 
M. Bidone cut occasion d'inse'rer dans le recueil tie la Societe Ilalienne (i) 
quelques remarqucs sous le litre dc Rijlessioni sul moto permanente del- 
lacqua ne canali orizzontali. Lorsqu'on considere le mouvement perma- 
nent de l'eau dans un canal horizontal a section conslanle, quelle que soil 
la maniere dout le fluide se de'gage a l'evtremite tie ce canal, on observe 
geue'ralemenl, qu'a une cerlaine distance en amonl, la surface tie l'eau 
est sensiblement horizontale el parallele au fond; que ti un autre cote, 
le fluide se meut tant sur le fond tin canal qu'a sa surface et sur les 
parois lale'rales, et qu'enfin les molecules de l'eau suivent dans leur mouve- 
ment des lignes horizontales et paralleles a l'a\c du couranl. D'apres ces 
donnees, on voil que la theorie ordinaire dc lcioulemenl des liquides 
conlenus dans des vases pcut s'appliquer au cas actuel; de sorle tpie, 
tpiand la nalure de l'orifice par ou s'ecbappe le liquide sera connue , 
Ion pourra determiner les relations que la hauteur el la vitesse movctme 
tie lean dans le canal out avec la forme dc eel orifice. L'examen dc 
cetle ipiestiou, qui parait bien simple, tlonnc lieu aux ingeuieux de'veloppe- 



(1) Tom. xix , parte automatic*. 



I.WVI 

ini'iis qui forment l'objel <lu memoire que je vicns tie ciler. M. Bidone 
etadie diverses formes d'oriliecs, et elablit pour chacun d'eux les rela- 
tions limit nous \euons dc parler. II s'applique dans chaque cas a dc- 
tcrmiut t lee conditions dti maximum de la vitessc moyenne dans le cou- 
rant ilcau. II se propose ineme une recherche plus generate, qui est de 
conaaitre qucllcs doivent elre les formes de la section du canal et la na- 
ture de lorilicc, pour que la vilesse moyeune et la porlee du courant 
soient des fonelions dclerminces de la hauteur d'eatl, 

lies considerations <pii sont applicahlcs aux canaux a fond horizontal, 
cessent da lelre a ceux qui sont inclines. Alors, devant lenir comple de 
la resistance que le frollemcnt oppose an mouvetnent, on trouve que la 
vitesse moyenne et la hauleur d'eau sont independantes des circonstances 
de l'e'eoulement qui a lieu a 1 cxlreinile du canal. Bien de questions in- 
icn'ssanles se presciilent a cc sujet; M. Bidone en a traite quelques-unes, 
ctitr aulres celle de la forme a donncr a la section du canal pour que 
la vitesse moyenne resle toujours conslante, quelle que soil la hauteur 
d'eau. Dans ce memoire M. Bidone montre quel parti Ion pcut tirer des 
equations du mouvemenl lineaire des liquides pour la solution d'un grand 
uouibre de problemes imporlans. Les developpemens analytiques y sont 
exposes avec elegance et simplicile; seuleinent, dans les applications des 
formules auxquclles ils conduisent, il ne faut pas oublicr qu'on doit les 
limiler aux cas ou cetlc theorie du mouvement lineaire peut-etre sen- 
siblement consideree comme exaclc. 

Les experiences failcs par M. Bidone sur la forme et la direction des 
veines el des courans d'eau lances par diverses ouverturcs (i), doivent 
elre complees au nombre de ses recherches les plus curieuses. Avant lui 
ce sujet avait etc a peine ellleure, et Ton ne connaissail gueres, a cet 
egard, que les experiences rapporlees par Ye.ntit.i dans son memoire sur 
la communication lalc : rale du mouvement, et celles de M. IIachette pre- 
sentees cu i8i5 et 1816 a TAcademie des Sciences de Paris. 11 faut 
neanmoins encore ciler Leonardo da Vinci, cet homme doue dune in- 
telligence gigantesquc, qui agrandit le cercle de toutes les connaissances 
luunaines, et qui, precurseur de la gloire que le xvi siecle a jete sur 



[1] Mem Acad, dc Turin torn. XXXIY. 



LXX\ II 

l'ltalic, sut allier le genie des beaux arts a celni des sciences evactes (i). 
On a, sous son noin, an haile remarquable tlu movement el tie la mc- 
sure tic l'cau (2) , public tlejmis pen , aprcs un oubli dc plus de trois 
siecles. La, on retrouve tics observations c\tremeiiient |irt : cicuses sur les 
ondes, les tourbillons, la forme et la direction tics courans eontenus dans 
les canaux, et enfin des explications tie ces plienoinenes, appuyees sur 
des principes exacts tic mecanique. M. Bidone a repris l'examen dc ces 
tlernicrcs tpiestions; il a tiludie, sur un grand noinbrc de cas, la figure 
tpie prend la veine scion la forme dc l'orifice, ainsi que les alterations 
subics par sa direction a cause du de'faut de symetrie dans ces memes 
orifices. Ses observations sur le choc el la reflexion des courans d'eau 
contre les partus tlu canal qui les conlient, les croisemens apparents 
qu'e'prouvent les fdons lorsque l'eau est amende dans le canal par diverses 
ouvcrlures, prescntcnl un ires-grand intcret. Quoique dans son me'moire 
51. Bidone s'appliquc plus specialemcut a decrire les apparences generates 
des diUcrculus vcines liquides, il a cherche neanmoins a expliquer the'o- 
riqucment le phenomene connu sous le nom d'inversion de la veine. 
Lorsqu'une veine s'echappe avec une grande vitesse dun orifice perce 
en mince paroi, on peut remarqucr qu'a une cerlaine distance, la section 
du jet d'eau prcsenle des saillans tlans les parties qui correspondent aux 
portions rcntrantes tie l'orifice , et viceversa. En poursuivant cet examen , 
on verra que, successivement, la veine se redresse de nouveau pour se 
renverscr encore, en perdant toujours davantage sa forme primitive. Ces 
inversions et redressemens consecutifs sont se'pares par des sections plus 
contracte'es que les autres, et que M. Bidone nomme Nceuds pour les 
ilistinguer de celles plus dilalees qu'il appelle Centres. Pour se rendre 
raison de la formation du premier ventre et du premier noeud, qui n'est 
autre chose que ce qu'on nomme genera lement la section contraclee , la 
consideration des filets plus on moius obliques qui s'echappent de l'ori- 
fice suflit. Mais pour les autres 51. Bidone pense qu'on nc pent les e\- 
pliquer sans avoir recours, ainsi qu'il le fait, a la consideration de l'at- 



(1) Voyei lc cliapilrc que M. l.miu a consacre a Leonardo da \' 1 x ■ 1 dans son histoire des ma- 
Ihjmatiqaefl en Italie. 

(S) Trallato del molo c della misura deU'acqua. Bologna, 18*8, nrlla raccolla degli Aulori snl 
raoto dell'acqilA, lorn. x. 



1.WVIII 

lion inoleeulaire ct de la resistance tic l'air. Toute celte theorie acquerrail 
peut-etre plus de clarle si. sans remonter hop loin au\ causes primitives, 
Ton mettait au nombrc lies circonstances qui produisent le phenomene, 
la coinbiuaison de la prcssion almosphcrique avce 1c fait connu dc la 
communication latcrale du momeinenl. De eelte manicre il faudtait ad- 
mettre que les filets iluides situes an centre de la veine posscdcnl une 
plus grande vilcsse que les filets cxlcrieurs; alors il arrivora que la prcs- 
sion y e'tant moindre que celle de I'atmosphere qui s'cxercc sur ces der- 
niers, ceux-ci, en parlie a cause de cctte difference de pression, seronl 
ramenes vers l'axe duquel ils tendaient a s'e'carlcr en vertu de la direc- 
tion qu'ils prenncnt a leur sortie de la section conlraclee de la veine. 

Les derniers travaus de M. Bidone furent consacre's a des rcchcrches 
sur la percussion des veines fluides (r). La theorie de la resistance des 
fluides, <pi est encore une des moins approfondies de la physicpie, a suc- 
. essivement occupe les Geomelres et les experimentaleurs. En premiere 
ligne parait Newton, qui considerant le choc dune veine contre une plaque, 
ct supposant (jue le fluide perd enticrement sa vilesse normale a cette 
plaque, trouve que l'inlensite du choc csl exprimee par le poids d'une 
colonne de liquide ayant pour base la section de la veine et une hauteur 
double de cellc a laquelle est due la vilesse perdue. Mais on voit de prime 
abord que lhypolhese admise est loin de correspondre aux effeis nalurels; 
aussi n'y a-t-il rien d'elonnant si les formules qu'on en deduit n'expriment 
point inimedialement les experiences dans leur ensemble. Cependanl 
.cite theorie, toute imparfaile qii'elle est, conduisit a etablir un fail im- 
portant; e'est (pie linlensile du choc, loutes choses egales d'ailleurs, suit 
assez gene'ralcmeut la loi du quarre de la vilesse. Pour cctte raison la 
formule de Newton, modiliee par des coefliciens deduils dc 1' experience, 
a pu eti-e employee a representer le choc des fluides, et meme leur re- 
sistance lorsqu'ils sent indelinis, quoiqu'alors la loi ne soil plus aussi 
manifesto. 

Daniel Beknoi'ilm, voulanl appuycr sur un principc moins empirique 
la theorie de la percussion des veines fluides (2), considere celles-ci 
fomrae composees dune infinite' de filets formant, un a un, un canal courbe. 



(1 Hem. Acail tic Turin turn. XL. 

(1) Cumruiulaires ilc S Pclerabourg, lom VIII, 1736. 



T.WIV 

Chaque molecule so meat, le long de ces lilets, arec une vitesse variable 
qui depend de la nature du corns sounds au choc ilu fluide. La pression 
totale sapportee par ce corps sc composers ainsi de la somme dcs actions 
pari idles dues a la force centrifuge (Ion I csl aiiiine'e cliaquc molecule. 
Si de ce principe Ton deduit La valeur de cette pression, on trouve qu'elle 
depend de la deviation eprouvcc par ces divers filets ct des vitesses qu'onl 
les mole'cules a cliacuue dcs deux extremites des eanaux formes par eux. 
Mais la formule, a laquelle conduit cellc theorie, contienl deux functions 
qu'elle suppose connues ct que jusqu'a present Ton ne saurail determiner 
a priori: ce sont precise'ment celles qui expriment la deviation dcs filets 
fluides ct le rapport dcs vitesses extremes dans cbacun d'eux. Cetie in- 
determination lit penser a D. Bernoiii.m lui-meme que sa theorie ctait 
pin applicable; bien plus, les experiences que Kraft entreprit pour la 
verifier parnrenl la detruire entderemexrt (Test pourqnoi dAi.EMBERT crut 
devoir chcrclicr dans d'autres princip.es I'explication du phenomene en 
question. Cependant Eui.er doutant de I'exactitude des experiences de 
Kraft, doule que M. Bidone confircna par les siennes propres, n'hesita 
point a reprendre la theorie de Bernouilli dans les notes qifil ajouta a 
la nouvelle edition dcs principes darlillerie de Robins (i). Lacrance semble 
l'avoir ignore'e lorsqu'il puhlia, sur la percussion des fluides (2), son me- 
moire oil il domic des fornudes, que Ton deduit de celles cI'Eulfr, en 
supposant la vitcsse conslante dans loule l'extcnsion de chaque filet fluide. 
Enfin cellc theorie de Bernouilli ne parait etre nouvellement sortie de 
1'oubli que lorsque M. Navier, pnbliant ses commenlaires sur 1'architeclure 
hydraulique de Belidor, en fit la base d'une explication remarquable des 
phenomenes que prescnlc la resistance des fluides. Cependant, depuis Kraft, 
aucune experience n'avait ete faite dans le but de la verifier direclcmcnt; 
e'est dans cette intention que M. Bidone entreprit les siennes <pii out eu 
poor objet l'examcn de la percussion lant directe qu'obliquc des veines 
fluides. La discussion qu'il fait de ces experiences donne un uouveau 
poids a la theorie d'EuLER. Mais il rcconnait lui-meme qu ellc est incom- 
plete, et qu'elle pent bien indiquer la marche generate du phenomene, sans 
ne'anmoins fournir le moven de determiner I'influence qu'exercent dun 



(I) Traduction franchise , Dijon, 1783. Proposition I ilu chap II, rciuarquc 3. 
." Miseell Tauriu. annves 1781 ct 83 I." narlie. 



I \\\ 

i,'il( ; , l;i forme el la vilosse de la veine, et de l'autrc la forme et la po- 
sition ilu corps licurle. Quant aux experiences fakes jusqu'a ce jour, ellcs 
ue donnent en general que la valeur mojenne de Paction des lilels fluides 
il'il:iite de la prcssion produile par leur ensemble. T/'mdetcrminalion sur- 
tont augmeate lorsqn'il s'agil de lluides iiulcfmis, ear alors il s'ajoute une 
nouvelle ditlieulte, qui est de emulative lc nonibre de fdels sur lesquels 
s'exeree 1'intliienee du corps qui y csl plonge. Aussi, en elendant au cas 
aetuel la fornmle d'EuLER, M. Bidone n'a voulu sans doute y reconnaitre 
que la forme generate de 1' expression de la resistance, sans rien pveciser 
sur la nature des fonctions indetcrminees qu'elle coutienl. En lui laissanl 
relic generalite, on pent elablir quelque rapprochement avec la formule 
donnee reccinmrnt par \l. Poncei.et dans son introduction a la meca- 
nique industrielle. Cetle formule est deduite de considerations fort inge- 
nieuses par lesquelles 1'Auteur ramene le probleme de la resistance des 
tluides indelinis a celui de leur ecoulement a Iravers des orifices anmi- 
laires. Si dun autre cote, a propos de la sphere, M. Bidone parait ne- 
gliger rinfluence de la partie posterienre du corps plonge sur la resistance, 
e'est, probablement, parcequc les experiences de Borda semblaicnl elablir 
que la resistance de la sphere entiere ne differait pas de cellc du simple 
h( ; misphere, toulcs choses egales d'ailleurs. Quoiqu'il en soit, en reportant 
noire attention sur la parlie experimenlale de ses recherches, nous re- 
connaitrons qu'elles sont de nalime a jeler beaucoup de lumiere sur la 
theorie de la percussion des veines fluides; les expe'riences surtout qui se 
rapportent au choc d'une veine conlre une plaque munie de rebord me- 
rilent d'etre remarque'es. Elles servent a confirmer les faits de'ji premiere- 
ment etablis par Morosi a cct egard, dans son memoire intitule Di un 
nuovo fenomeno osservato nelturto delVacqua (i). L'effet produil par la 
premiere impulsion de la veine a ete, de la part de M. Bidone, l'objcl 
d'un examen spe'eial; il a toujours trouvi- qu'il elait plus considerable 
que celui de la percussion permanente de cetle meme veine; de sorte 
que cet efiel est comparable a celui du choc d'un corps de masse finie. 
Cettc consideration peut servir a rendre raison de Taction destructive 
des vagues sur les obslacles contre lesquels ellcs viennent se briser. 
Je ne dois pas oublier de mentionner les observalions de M. Bidone 



(I) Mom. di>H"l. R Islilulo del Regno Louib. Von. vol I, anni 1813-13 



i \\\r 

relatives u ['influence qu'exerce sur la forme de la trajecloire de'crile par 
an corps pesant, La perte de poids qu'eprouve cc dernier lorsqu'il se 
meat dans un milieu resistant Dans certains cas it peut arriver que Sam- 
plitude du jet soil plus grande que ceile qui aurail lieu dans le \ i < 1 ■ ■ : 
ce qui se conooil, ear, si la densile du mobile elait e'gale u eelle du 
milieu, le mobile, suppose syme'lriquc par rapport a I 'axe du inomemcnl, 
decrirail one ligoe droite. 

En citant encore un petit opuscule sur les machines en mouve- 
menl (i) ou Ton trome la solution dun grand nomine d'interessanis 
problemes, qui peuvcut servir d' utile exercice, j'aurai, jc erois, a- 
peu-pres c'puise la serie des ouvrages publics par M. Bidone. Dans la 
rapide csquisse qui vient den elre faitc, Ton a pu voir a quel rang, 
comme analyste, il s'est place des le debut de sa carriere. Si nous 
le suivons mainlenanl dans ses nombrcuses reelierehes experimentalo . 
nous y trouvcrons uue conscicncieuse exactitude, a laquclle ajoulenl un 
nonveau prix la finesse el la profondeur des observations. Ce qui merit? 
surtout d'etre remarque, e'est Part avec lequel il sait lier enlr'cux, par 
d' elegantes formules, les fails qui resullent de ses experiences. De telles 
recherches devroul servir de bases auv saines theories de la science. Mais, 
jusqu'a present, on est loin de pouvoir encore les e'lablir dans leur en- 
semble, et si quelquefois, dans ses tentalives a cet cgard, M. BinoNE 
se moiilrc moius precis qua P ordinaire, cela tient a la nature menu 
des questions qu'il trailait. 11 n'ignorait pas que, dans l'impossibilile 
actuelle de de'meler toutes les actions si complique'es qui out lieu dans 
le mouvement des fluides, les theories que Ton en donne ne soul, pour 
la plupart, que des moyens simples, mais peu rigoureux, de decouvrtr 
les premiers tcrmes des formules qui representenl les lois de ces monies 
mouvemeus. 

J'ai parcouru jusqu'ici les e'erits que nous a laisse M. Bidoke; mais 
ce n'est pas la que sc bornenl ses travaux; il en est d'autres aussi pre- 
cicux , quoique moins eclalanls, ou se monlrc, non ]>lus I'homme qui 
aspire a la celebrile, mais le savant modeste dont 1' unique but est d'etre 
utile a ses conciloyens. 

Vous vous souvenez, Messieurs, de la conliance avec laquclle e'taienl 



(I) Osscrvanoni sullc macchine in molo. Torino, 1830. 

Serie II. Tom IV. 11 



IAWII 



acoueiUis Les rapports uue M. Biooite veuait vous soumciirc snr des 
questions de science et d'indostrie. D'autres fois, einpresse de vous sc- 
conder dans vos doctes rechercbes, i! se joignaii a quclqu'un de ses 
CoHigues pour concourir a quelqu'uiile travail'. •■ est ainsi que, de con- 
cert avec noire Savant Secretaire, k Chevalier Carena, il cnireprend le 
iriveUement barometricnifi de la liguc comprise entre Turin et la incr (i). 
.Ii' pourrais citer d'autres travaux de ce genre, mats jc men abstiens; 
il esl temps de parlcr de ee qu il a (ail connne Profcsscur, el des ser- 
vices mi en eette qualite il a rendu a son Pays. 

Appele a la chaire d'hydraulique en iS 1 5, epoque oil una nouvel ordre 
de elioses sueei : danl au vasle Empire qui venait de s'ccrouler, il fallail 
eoordonner loules les institutions aux besoins de la Patrie renaissanlc , 
ML liiDONE voulut , lui aussi, prendre part a cetlc noble taehe. Dc con- 
cert avec ses Collegues, il ne ccssa des lors de Iravailler a l'organisation 
de la faeullc de Malhemaliqucs de rUniversite de Turin. Ainsi de nou- 
\ idles eludes furent creees, de nouveaux lauriers furent ofierts a 1' am- 
bition des jeunes eleves (2), et Ton vit s'elever une ecole renduc digne 
de la Patrie de Lagrange par les savans mailrcs qui, des son origine, 
I'ont illusiree. 

L enseigneinenl ful loeuvre essentielle a laquelle M. Bidone consacra 
9a \ie. i'iein de bienvcillance poor ses eleves, il savail neanmoins leur 
inspirer le respect par la gravite de son niainticn. Mais la sevcrite du 
I'rol'esseur disparaissail dans les rapports plus inlimes, et sa bonte se 
montrait surlout alors que ehaque anncc le rappelait, avec ses eleves, a 
I etablisseincni de la Parella, pour y rcpeler les experiences d'hydraulique 
qui eompleteul le cours universilairc. La, loin des runicurs de la ^' ille, 
suns ees arbres louffus, au milieu d'une nature rianle, melant les souve- 
nirs du passe au\ enseignemens du present, il expliquait les principes 
de, la Philosophic nalurelle, el monlrail leurs applications aux arts utiles 
D'autres fois, en lui, Ton aurail cru voir an de ces Philosophes de l'anli- 
quite s'animant au milieu de ses jeunes Disciples, et leur dictant ees 
dei'nieres lecons, ces dernicrs preeeptes de sagesse qui devaient guider 
leurs premiers pas clans ce lourbillon du monde 011, le coeur plein d'espe'- 



(1) Mem. Arad Ho Tnrin torn. XXTTf. 

(2) La chaire de Georaetrie descriptive fut riilaMic en 1824 el coufiee a M. Bidone. L'agyre 
el ■" ful institaee poor la faiullti di's sciences el letlres. 



I.WM1I 

ranees, Us gtaienl avides de s'elaucer. Lorsqu'api'es avoir retopU les de- 
voirs ili- sa charge, M. Hidone se lrou\ait rendu a lui-meme, il se plai- 
saii dans Les charmrs de la retiaiie at la pre'feraii a fag'tiai'inn tie la 
vie <!<• societe dent il avail appris a eonnaitre Irs \i('issitu(lrs. Sa position 
I'avail ciilrainr a so livrcr pciidanl qiicl(|uc leiups h lies iravauv h\drau- 

liques d'evpertise, dout on sait toute ^importance dans noire Pays. II ne 
tarda pas dans cette Qouvelle carriere a arqiicrir tuns haute renommcc 
de sagesse et d'integriie; raais de telle* occupations dcrnbaicnt des ins- 
tans a ses eludes; aussi n'lics'ila-l-il point a sacrilicr les avanlages d'uur 
profession devenuc hit ralive, pour se consaerer a ties Iravauv; purc-tnenl 
scientifiques. 

Simple ct modesle en ses drsirs, il aima la seienee pour cllc-meme, 
el nc la fit jamais servir a poursuivre des reves d ambition ct de ri- 
ehesse. Aussi, dedaignant cc qui elait vanite, nc Ic vil-on point aspirer 
a d'autres litres qua ceu\ destines au savoir. Plusieurs Socic'tes savantes 
s'empressercnt de hii ouvrir leur sein (i): son uoin fut inserit au nomine 
des quarante tie 1'llluslrc Sociele Italicnne; enfin, en lui de'cernanl la 
decoration dc 1'Ordre du merile civil (2), le Souvcrain lemo'.gnail ipie 
la loyaule et la science dc l'lllnslrc Professeur ctaient appreciees. 

Ouoique se derobanl au monde, souvcnl on l'eiilcvait a ses occupa- 
tions solitaires pour reclamer l'appui de ses lumieres dans les discussions 
les phis graves. L'on sait quelle part imporlante il cut a la redaction 
des nouvelles lois qui regissent la possession ties raux, biis juslement 
ailmirecs el que Ton distingue parmi cedes tpii torment le Code dont 
nous sommes rcdevables a la sagesse de Dotre Roi CHARLES ALBERT. 

La vie dc M. Biuo>e n'offre du reste aucun de ccs fails singuliers 
que Ton ainie , qurlques fois , a trouvcr jeles a travers 1' existence ties 
homines illuslres. La Constance el la scverile de ses gouts qui ne furent 
point temperes par les douceurs du manage, ne laissercnt point apcrec- 
voir, cliez lui, de transition aux dillerenles epoques de la vie; le com- 
merce de quclques hommes de bien lui suflisail, il fut fidcle a ses af- 
fections, el le phis grand cloge que l'on puisse fairc de son coeur, e'est 
rpi'il cut des amis sinceres, des amis qui lui restent iiu'me au deja 



I II fal nomme' membre, en 1811, dc la Societe d' Agriculture do Turin en 1H2C de la R. Aiud. 
do Modvue . tn 1828 de cclle de Falcone etc. etc. 
,-2) l.» 38 Janvier ISM. 



(Iii tombeau. <^)u;\iii a la nature de son talent, il se distsnguait par le 
calme « It- la pensee et par one grande force de reflexion; aussi la raison 
qu'U apportait dans tons sea discours, donnait sonveni a ses paroles un 
oaractere de sentences; on aimait a les recueillir a cause de leur jus- 
tesse, et c est ainsi ([ue Ton cite encore de lui relic pensee: qu'une science 
ne devient reellenicni grande el mile que lorsqu'elle pent se re'duire a 
etre exposee eiementairement. 

M. Bmoin promettait encore bien d'utiles travaux, lorsquc se deve- 
loppa eliez lui , avec line iulcnsile alarmante, la maladie tpii nous 
I enleva , el donl il portait les germcs depuis de longues annees. II 
supporta ses soufirances avec la resignation dun clirctien. Scnlant sa 
fin approcher , il ne chercha plus que dans cette Religion qui, dans 
son cocur, avait lonjours etc si pure et si sincere, des soulagernens a 
ses maiu et le courage necessaire pour contempler la mart sans eHVoi. 
L amitie qui veillait sur lui, ne put des lors penelrcr jusqu'a son lit 
de douleur. Peut-elre dans ees momens solemuels ou lame s'apprete a 
quitter sa mortelle dc'pouillc, sentail-il le bcsoiu de Wiser les derniers 
liens qui powvaient encore L'attacher a la lerre, pour n'avoir plus qu'une 
seule pensee, celle du Createur. II expira, le 25 aout i83g, dans les sen- 
limens dune cdiliante piete', n'ayant pas encore, alteinl lage de 5q ans. 

Ainsi Unit la carriers de eel liommc que Ion pent a juste titre de- 
corer du nom de sage; en donnanl l'exemple de 1' amour de la science 
uui an culle de la vertu, il laisse un nom que citera toujours avec or- 
gueil le Pays qui l'a vu naitre. Comme Savant, ses travaux le placent au 
nombre de ces liommes illustrcs, donl le brillanl cortege forme la gloire 
de celle Italic si feconde en nobles intelligences. Comme Plnlosophe, il 
merita loute l'eslime de ses Conciloyens. Peut-elre, Messieurs, ai-je, dans 
ce discours, depasse les bornes d'une simple notice; mais vous compren- 
drez comment j'ai pu me laisser entrainer; il metait permis, a moi , 
qui fus l'eleve de celui dont nous deplorons la perte, de jeler quelques 
fleurs sur sa lombc, et vous, qu'une amitie plus inlime liait avec lui, 
vous ne regretlerez pas ces momens consacres a son souvenir. 



MONOGRAFIA 

DEGLI ECHINIDI FOSSILI DEL PIEMONTE 



PROPOSTA DAL DOTTOBE 



E IJ G E IV I O SISMOIVDA 



APPLICATO AL MUSBO UIKEIIALOG1CO 



Vidi ego quod fucrat quondam solidissima tcllus 
Esse frctum. Vidi factas ex acquore terras 
Et procul a Pclago conchae jacucre marinae. 

Otid. Met. lib. i5. 



Leila nell'atlunanza dclli 21 gennajo 1841. 



J; ra i inoiti csser't antidiluviani organici, le cui spoglie fossili riflettono 
maggior luce sulla geologia , a mio avviso liannosi ad annoverarc gli 
Echinidi e come tjticlli che di assai antica data si conservarono tra 
mezzo a varie rivoluzioni geologiche , e come quelli che nella serie 
de'varii terreni lengono limiti precisissimi, e come quelli che sono forse 
piu faeili a riconoscersi che non i Molluschi. Infatti rinvengonsi gli 
Echinidi in tutti i sedimenti, a principiare dal Liasse sino ai Subappentiiui, 
da per se soli bastando a determinarne le rispcttive eta geologiche; e 
per verita si e colla scoria de'soli Echinidi, che il sig. Gratei.oup (i) 
pote prccisare l'eta dei terreni calcari nel bacino deWJdour nei dintorni 



(i) Mtmoirc dc Giio-zoologic sur les Our>ins fossiles ( Echinulet ) etc par M. Op. at run p. 

Serie II. Tom. IV. a 



2 MONOGRAFIA DECI.I ECHINIDI FOSSILI DEL PIEMONTE 

Ji Dax, c che il sig. Agassiz (i) riconobbe quella dei terreni della 
Svizzcra. 

Gli Echinidi al pari dei Molluschi. a seconda ile'loro generi, delle 
loro specie , nella serie ilei diversi gruppi sedimenlosi hanno limiti 
fissi, sicche non havvi quasi formazionc geologica (dal Liasse al nuovo 
Plioreno ) , che carat terizzata non sia dalle sue proprie ed esclusive 
specie. Al proposito osserva il signor Agassiz, che Y Hcmicidaris cre- 
nularis ( Cidarites crennlaris Goldfuss ) e fossile carattcristico dell' 
Oxford: YAnanchitcs ovata Lamk. della formazione cretacea: YHolaster 
COmplanatUS fossile distintivo certissinio pel lerreno ncocomiuno (2). 
Ancorche le poche mie cognizioni in Geologia non mi permettano di 
tenere sicuro discorso su tale materia, nulla meno, ad imitazionc del 
sig. Agassiz, qual fossile caratteristico del terreno mioceno della collina 
di Torino citero il mio Scliizaster Agussizii. 

Ma , come prosegue ad osservare il sig. Agassiz , non solamenle le 
specie, che anche i generi sono piu o meno esclusivi a certe formazioni ; 
cosi il genere Disaster trovasi pressoche unicamente nei terreni giu- 
rassici ; i generi Acrocidaris , Acrosalenia, Hjbocljpus sono assoluta- 
mentc proprii ai terreni suddetti , mentre nei medesimi non trovasi mai 
alcun genere della famiglia delli Spatanghi , apparlenendo YAnanchites , 
il Galcritcs etc. alia formazionc ci-etacea, ed i veri Spatanghi a questa 
ed ai deposit! terziarii ad im tempo. 

Se al sinqui dctto aggiugniamo che li Echinidi, almeno quanto ai 
generi , sono di molto piu facile ricognizione che non i Molluschi , 
inoltre che essendo il loro guscio come uno schelelro partecipante alia 
vita dell'animale , rifletlera mai sempre con maggiore esattezza i carat- 
teri fisio-anatomici della specie cni attiene , chiaramente apparira e la 
imnortanza dello studio di questi esseri, e la prefereuza che meritano 
sugli altri testacei. Malgrado per6 Tevidente vantaggio , che torna alia 
Geologia dallo studio delle spoglie fossili degli animali in discorso, non 
e tuttavia che in questi ultimi tempi, che i Naturalisti ne seppero trar 
partito ; e si e alle dottc fatiche del sig. Agassiz spccialmenle , the la 
scienza va debitrice delle piu saldc induzioni geologiche tratle dalli 
avanzi fossili di questi animali , non che d'un naturalissimo quadro di 

(1) Nouveaux memoircs <lc la Sociclc Hclvctiquc des sciences naturclles. Ncuchatel , i83g. 

(2) Questo scdiruento intcnucdio ai lerrcni giurassico supcriorc , e crctaceo inferiore trovasi 
corrupooderc al terreno d'origioe Qurio-maritlima duto wahtiano dagli Inglcsi. 



DEL DOTTORE E. SISMONDA 3 

classificazione di qucst'ordine d'Echinodermi , comprcn Jente si i fossili 
che i viventi, edistribuenteli con saggio metodo in famiglie, gencri, ecc. 
richiamandoli a queU'ancllo della catena zoologica dall'ordine naturale 
loro assegnato. 

Gli anlichi scrittori di cose naturali andarono spesso crrati e tra 
loro discordi quando vollero fissare qualche classe , ordine , o fa- 
n.iglia, soito cui s'avessero a collocare li Echinidi: scorrendone bre- 
vemente la storia, vediamo infatti che a cominciarc da Plimo, esso 
punto non dttbita di poterli raunare sotto la famiglia dei Crustacei , c 
con questi pure li inisero Jonston , Rcmphius , c inolti altri. Rondelet 
li comprese nella classe dei ZooGti; Aristotile pare il primo , che 
abbiali considerati insierae ai Testacei ; ma non lardarono a seguirne 
l'esempio Belonio, Aldrovandi, Sloane, Klein, Federico Mcller. Col 
nomc di Vermi echinodertni crco Bruguieres un nuovo ordine, cui do- 
vevano costituire li Echinidi, e li Stelleridi; fu poscia questa classifi- 
cazione eziandio adottata dal Lamarck. Linneo dell' inliera famiglia delli 
Echinidi formo un solo genere (Echinus), e questo fece entrare nella 
cbsse de' ZooGti, ove furono conscrvati da Clvier , avuto riguardo alia 
loro struttura anatomica, ed alia forma raggiala (1); abbenche pero 
Cuvier abbia creduto di poter naturalmente porre li Echinidi Ira i 
Zoofiti, li riferi nullameno ad una famiglia particolarc (Echinoclurmcs 
pedicclles). Finalmente i moderni naturalisti , che s'occuparono special- 
mente dello studio di cpaesti animali, come Agassiz , Gratelovp, Des- 
moulins ecc. sono tutti d'un comune avviso nel form are degli Echinidi 
una famiglia distinta (Echinidi) faciente parte della classe dei Radiarii, 
considerata nei limiti dai moderni Zoologi prefissi. 

La classificazione generica delli Echinidi prescnta tanle forme, quanti 
presso a poco sono li Autori , che ne trattarono ; volendo render ra- 
gione della diversita e moltiplicita di tali metodi , pare a me di ritro- 
varla in cio, che non tutti gli Autori diedero egual valore ai medesimi 
caratteri distintivi , gli uni considerando come costanti quei caratteri, 
che altri rqjutavano accidental*! , gli uni tirando illazione dalla somma 



(1) Giova qui notarc , che questi csscri non hanno il carattcrc che a tanli animali fece 
dare il nome di Radiarj , quale sarebbe i raggi pari , simili , e disposti tutti attorno un solo 
ccutro , poiche osserviamo tanto nc' Spatangbi c Clipca^tri , quanto nei Cidariti questi raggi se- 
guirc una doppia direzione , e costituire un.t Bimmetria bilutcralc. 



MONOGRAFIA DF.CLI ECUIKIDI FOSSILI DEL PIEMONTE 

delle dillerenze d'organizzazionc, altri calcolandone soltanto quella , che 
eredevano piu cssenziale. Ad ogni modo i caratteri, chc sommariamcnle 
oil isolalatm-ntc sludiali fornirono base ai tanli metoili ili classificazionc, 
possono ridursi ai scgucnti: forma totalc del guscio, rispettiva posizione 
dcll'ano c delta boeca, presenza od assenza dei denti, numero degli 
ovarii, c dei fori od ovidotti, nalura degli aculci e dei tubercoli , 
disposi/ione , grado d' estensione e numero degli ambulacri, raodo di 
coinbinazione delle piastre costitiicnti il guscio. 

Sul modo di coinbinazione delle piastre, e di dislribuzione degli 
ambulacri fondo Agassiz il suo inelodo di classifieazione (i). Le ricerche 
fade da si autorevole personaggio sulla fisiologia, e sull'anatomia degli 
animali in discorso furono si esalte, scrupolosc , severe, che tutte le 
iuduzioni dcrivatene lasciano travedere non solo la profondita della dot- 
trina , ma eziandio quella sublimits di raziocinio tutta propria di una 
mentc consumata nel ineditare. Del meiodo del sig. Agassiz daro un 
breve sunto, e penhe si e quello da me adoltato e scrupolosamentc 
scguito (2) nella distribuzione e descrizione delli Echinidi fossili del 
Piemonle , oggelto di questa Monografia, e perche credo far cosa grata 
alii Sludiosi di Storia Naturale presentando loro questo mctodo da me 
modificalo a norma delle varie aggiunte ed emendazioni che lo slesso 
si". Trofessorc Agassiz dopo la pubblicazionc del suo Prodrome (Tune 
Monographic des Radiaircs ou Echinodcrmes etc. annunzio in diversi 
altri suoi scritli , e di alcune mie particolari osservazioni. 

Previa l'enumcrazione dei caratteri generali delli Echinidi , divide 
il sig. Agassiz quesi'ordinc di Eclnnodermi in tie famiglie : Spatanghi , 
Clipeastri, Cidariti. 



Caratteri generali delli Echinidi. 

Guscio, od inviluppo solido di figura presso a poco sferoidea, com- 
poslo di molte piastre tra loro riunite, ed all'infuori coperte di punte, 



(1) Prodrome (Tunc Monographic des Radiaires , ou Echinodcrmes par Louis Acassiz. Ncuchatcl. 
(a) Quantiiuquc il mctodo dal sig. Aoassiz proposto sia ccrlamentc il piii completo , non pot* 
lutljiia soddufve ad ogni mia bisogna , sicchi' gli dovelli far l'addizionc d'un nuovo gencrc. 



DEI. D0TT011E E. SISMONDA 5 

od aculei mobili: ano c bocca distinti, cioe collocati a qualche dis.anza 
1 uno dall altra. 

Caratleri dislintwi ddle tre famiglie. 

SPATANGIII. 

Li Spatangl.i hanno il corpo piu o meno allungato e gibboso ; la 
loro bocca provvcdula di mascelle trovasi sempre situata verso l'eslremita 
anter.ore; l'ano all' inconlro rinviensi verso l'estremita posteriore tal- 
volta sulla superfine superiore del disco, talvolla sull' inferiore. II loro 
nmluppo testaceo e sottile, coperto di moltissimi piccoli tubercoli tra 
mezzo a, quali se ne scorgono de'piu grossi qua e la sparsi, e tal'fiata 
perforat. come quelli dei Cidariti. Le punte sono setolose, soventemente 
compresse, e d inegual grandezza. L'ambulacro anteriore od imparl e 
ordinanatoente meno sviluppato degli altri; tutti insieme formano essi 
uuorno alia bocca certi solchi, i cui fori sono piu ampj, e danno escita 
a da tentacob ramificati a guisa di quelli delle OloUtric. Tra le piastre 
a for, deferent!, od ovhlotli, quattro sollanto sono 1c ben distinte. 

CLIPEASTRI. 

Fra I, Spatanghi e i Cidariti occupano il luogo medio i Clipeastri. 
I oro corpo e generalmente di figura piu circolare, che non quello 
dell, Spatangh.. La bocea e centrale , o quasi centrale ; l'ano vedes, 
pm o meno ravvicinato alia periferia , aprendosi ora alia superficie su- 
periore, ora all' inferiore del disco. 

CIDARITI. 

II caratlcrc piu apparente de' Cidariti s i e la forma sferoidea del- 
1 mvduppo; questo pom aculei di due specie: altri maggiori poggiano 
su gross, tubercoli , altri piu piceoli fanno corona alia base dei primi 
ovvero ncoprono gli ambulacri. La bocca e centrale, posta alia superficie' 
■ nfenore del disco; l'ano e diametralmente opposto alia bocca /situato 
cioe alia so.nm.ta del guscio , ove apresi in mezzo alle piccole piastre 



G MONOGRAFIA DEGLI ECHINIDI FOSSILI DEI, PIEMONTE 

che l'attorniano, dirimpetto, e talvolta assai presso l'arca interambula- 
crale postcriore. 

Nutnero e caratteri dei gencri di ciascuna j'amiglia. 

PRIMA FAM1GLIA 

SPATANGIII. 

I generi riunili solto questa famiglia dal sig. Agassiz sono undici: 
Dysastcr Ac. — Holaster Ac. — Ananchytcs Lam. et De-Blainv. — 
Toxaster Ag. — Hemipncustes Ac. — Micraster Ag. — Schizaster Ag. 
— Spatangus Klein et Gray. — Amphidetus Ac. — Brissus Klein et 
Gray. — Brissopsis Ag. 

DYSASTER Ag. (Colljrites Des-Moul. Ananchites et Spatangus Auct.J 
Contorno ovale, ambulacri semplici, convergenti li anteriori in un 
pun to piu o mono distante dal punto di riunione degli ambulacri po- 
steriori (Specie fossili del Giura , o della creta). 

HOLASTER Ac. (Spatangus knct.) Disco cuoriforme, ambulacri sem- 
plici , convergenti uniformenoente verso il vertice ( Specie tutte fossili 
del Giura , del terreno neocomiano o della creta). 

ANANCIIYTES Lam. (sensu strictiore Ag. Prod. Echin.) Disco affalto 
ovale , scnza solco lungo l'ambulacro anteriore , corpo elevato , ambu- 
lacri semplicissimi , convergenti verso la sommita , bocca trasversale , 
ano oblungo (Specie tutte fossili della creta ). 

TOXASTER Ag. Perimetro cuoriforme, ambulacro impari semplice , i 
pari arcati e convergenti verso il vertice , fori dispari , gli estcriori 
piu lunghi (Specie fossili della creta). 

HEMIPNEUSTES Ag. ( Spatangus Auct.J Corpo elevato, conico , tli 
periferia cordata; ambulacro impari semplice; i pari formati da due 
sorta di pori, gli esteriori piu marcati, edallungati, gli interni piccoli, 
e rotondi (Se ne conosce una sola specie fossile della creta). 



DEL DOTTOIIE E. SISMONDA 

MICRASTER Ac. fQm6mgu, Auct. Brissoidcs Klein, Amygdala el 
Ovum V P„ ELS .; Pcrimctro cuoriforme ; porzionc dorsale degli ambu- 
lacn molto sv.luppala , e quasi slellala ; ambulacro imparl Bemplice ■ 
J-on nuniti per altrettanti solchi ; an o sulla faccia posterior (Specie 
iossili della creta). v ' 

SCrilZASTER Ac. (Echmocardmm V. Phels. et Gr. Spatangus De-Bl. 
Sect.o B) D.sco cuoriforme , molto elevato all' indietro ; solco bocco- 
domk hingo e profondissimo: qoattro altri solchi alia sommita dor- 
sale profoudi e stretti, ove sono intanati li ambulacri pari ( Alcnne 
spec.e fossiU dei terreni terziarj , altre della creta, altre viventi). 

SPATANGUS Klein (sensu strictiore Ac. Prod. Echin.) Disco cuori- 
iorme, solco bocco-dorsale grande, e assai profondo. Ambulacro imparl 
scnphce; . quattro pari petaloidei trovansi sulla faccia dorsale, formati 
da dopp.a sene di fori duplicati, e ravvicinandosi alia sommita, e verso 
la base del disco presentano la figura d'una stella. Li aculei sono di 
<lue sorta ; altr, piccoli e corti assai; altri piu lunghi ma in numero 
ra.nore, fim , sol.ilissimi (Specie fossili della creta e dei terreni ter- 
ziarj, nou che moke viventi). 

AMPHIDETUS Ac. (Echinocardium V. Phels. et Gr. Spatangus De-Bl 
Sect.o A.) Disco cuoriforme; solco bocco-dorsale molto profondo entro 
cu. g.ace l'ainbulacro imparl, che viene formato da piccolissimi pori 
e si prolunga tra gli ambulacri anterior! ; le serie dei doppj fori costi- 
tuent. 1, quattro ambulacri pari verso l'npicc del disco vegans! allon- 
tanate l'una dall'altra , e vanno poi a foggia di stella ravvicinandosi 
verso la perifena; le punte sono rimarchevoli , le ma«giori veg«onsi 
arcuate, ed all'cstremita vestono la forma di una spatob; le altre °sono 
piccole, brevissime (Se ne conosce una sola specie fossile della creta 
e due viventi). 

BRISSUS Klein et Gray ( Echinobrissus Brevn. Nuccs V P HE1 
Spatangus De-Blainv. Sectio D.) Manca il solco bocco-dorsale; 1' am- 
bulacro impar, e appena visibile; i quattro ambulacri pari sono de- 
press, c formano alia sommita del guscio quasi una croce circoscritta 
da una I.nea sinuosa ; niun tubercolo , niuna punta (Specie tutte 
viventi). r 



8 MONOGRAFIA DEGU ECH1NIDI FOSSILI DEI. P1EMONTE 

BRISSOPSIS Ac. Corpo cuoriforme, amLulacri supcriormenle depressi; 
1'inipari semplicc, i pari disposti cpiasi a Stella; disco ambulacrale cir- 
roiulalo da una zona. Dillerisce dal genere Amphidetus per non avcre 
li ambulacri piu dilatati al vertice (Specie fossili della crela). 



SECOPiDA FAM1GMA. 



CLIPEASTRI. 



Yenlicinquc sono i generi dal sig. Acassiz annovcrati sotto questa 
famiglia , cui io ne aggiungo iino finora sconosciuto : Clypeus Kl. — 
YuchoHtes Lam. — Cassidulus Lam. — Catopygus Ac. — Pygorhyncus 
Ac. — Echinotampas Gn. — Conoclypus Ac. — Amblypygus Ag. — 
Pygurus Ac. — Lagana De-Bl. — Fibularia Lam. — Echinarfiachnius 
Lesre et Gr. — Scutclla Lam. — Hcliophora Ac. — Amphiope Ag. — 
Encope Ac. — Clypcaster Lam. — Hyboclybus Ac. — Galcrilcs Lam. 
— Caratomus Ag. — Pyrina Des-Moul. — Globator Ag. — Nucleopygus 
Ac. — Viscoidea Kl. et Gn. — Pygastev Ac. — Anastcr milii. 

CLYPEUS Klein. [Echinoclypeus De-Bl. Echinosinus V. Phels. Ga- 
lerites Lam. Nucleolites Defr.) Disco circolare piu o vneno coinpresso; 
ambulacri convergenti verso la sommita , e verso la periferia del disco, 
rappresentanli una Stella. Bocca centrale, stellata , ano superiore, mar- 
ginal (Specie tutle fossili del Giura, della creta , dei lerreni terziarj)? 

NUCLEOLITES Lam. (Echinobryssus Breyn, Clypcus Phil.) Disco 
allungato, ovalare, anteriormcnle tondeggiante, posteriormeute troncato ; 
ambulacri piu marcati, piu apparent! alia sommita, clie non alia periferia; 
ano superiore , bocca pressoche centrale , pentagonale ( Specie tutte 
fossili del Giura, della creta ; o dei terrcni terziarj). 

CASSIDULUS Lam. (Nucleoliles Auct. ) Disco ovale, ambulacri pe- 
taloidei ; ano tra la sommita, e il marginc posteriore (Specie tutte fossili 
della creta e dei terreni terziarj). 

CATOPYGUS Ac. (Nucleolites Auct.) Disco ovale, rigonfio ; ambu- 



DEL DOTTORE E. SISMONDA (j 

lacri slellati , uniformcuientc convcrgcuti verso la sommita ; ano poste- 
riorc , bocca a cinque angoli , quasi mediana (Specie tulle fossili del 
Giura, della creta, e dei tcrreni tcrziarj ). 

PYGORHYNCUS Ac. (Nucleotites Aucl.) Corpo allungato, anteriormente 
olluso , Ironcato, poslcriormente piu ampio, ma Icrininanle quasi in 
un becco. Faccia inferiore concava ; bocca quasi mediana, trasversale, 
auo posteriore (Specie fossili dci terreni neocomiano, crelacco e ter- 
/.iario ). 

ECHINOLAMPAS Gr. (Echinanthus Leske, Cljpeaster el Galen/<\ 
Lam.) Disco ovale o circolare ; ambulacri piu larghi al vcrtice , ove 
form ano una Stella, i cui raggi pajono loccarsi Tun l'altro, reslringen- 
ilosi poi verso la pcriferia. Bocca trasversale, iinpressa, quasi mediana; 
ano inferiore, trasverso (Specie fossili delle formazioni giurassica, ci - e- 
lai-ea, e terziaria. Una sola vivente). 

CONOCLYPUS Ag. (Echinolampas Gr. Des-Moul. Cljpeaster L,\m. 
Goldf.) Perimclro subroiondo; supcrficie inferiore piana; bocca mediana, 
stellata, marginata; ano lougitudinalc, soltomarginalc; guseio alto, quasi 
conico , rotondato al vertice ; ambulacri piani, larghi, co'pori riuniti 
per via d'un solco ( Specie fossili della creta}. 

AMBLYPYGUS Ac Disco subrotondo od ovalarc; corpo schiacciato; 
bocca trasversale, impressa ; ano grandissimo, lougitudinalc, inferiore; 
ambulacri a fori riuniti (Specie fossili della creta). 

PYGURUS Ac. Corpo anteriormente Ironcato, poslcriormente pro- 
lungato in un becco; bocca pressoche centrale , stellata, marginata; ano 
sottomarginale; ambulacri petaloidei, co'pori riuniti (Specie fossili dci 
tcrreni giurassico, neocomiano, e cretaceo). 

LAG ANA De-Bl. (Scidella Lam. Des-Moul.) Perimetro circolare, od 
allungato, quasi pentagonale; corpo compresso; bocca irrcgolarc, quasi 
pentagonale , dentata ; ano tra il margine posteriore c la bocca; am- 
bulacri petaloidei , aperti verso la periferia del guseio ; fori riuniti 
(Specie fossili della creta, dei tcrreni lerziarj, ed alcune viventi). 
Serie II. Tom. IV. b 



10 M0N0CRAF1A DEGLI ECHINIDI FOSSILI DEL PIEMONTE 

FIBULARIA Lam. (Echinocjamus Leske et Gr. Echinoneus Goldf. ) 
Guscio sferoidalc , talvolta compresso ; perimetro subovale; ambulacri 
petaloidei; pori ora congiunti, ora distinti; bocca subpentagonale; ano 
tra questa e '1 margine posteriore (Specie allre fossili della crcla, c dei 
lerreni terziarj, allre vivenli). 

ECHINARHACHNIUS Leske ct Gr. (Jraohnoides Kl. Echinodiscus 
et Lagana De-Bl. Scutella Lam.) Disco circolare, o subangolare, intero ; 
corpo schiacciato assai, margine sottile; bocca a cinque angoli, con denti : 
ano affutto marginale; ambulacri petaloidei, larglii, aperti, pori riuniti 
(Una specie fossile dei terreni terziarj, e molte viventi ). 

SCUTELLA Lam. (Sensu strictiore Ac Prod. Eclun.) Perimetro cir- 
colare, intero, trasversalmente troncato al di dietro; corpo appiatlito 
assai; bocca centrale , pentagonale , con denti; ano inferiore, vicino 
al margine; ambulacri petaloidei, larglii, chiusi; fori congiunti (Specie 
altre fossili dei terreni terziarj, altrc viventi). 

HELIOPHORA Ac Periferia circolare ; corpo compresso molto; aree 
ambulacrali e anambulacrali lateral! perforate , o screpolate ; margine 
posteriore dentato, o con delle digitazioni; bocca pentagonale, dentata; 
ano inferiore, approssimato alia bocca; ambulacri petaloidei, fori riuniti 
(Specie fossili, e vivenli). 

AMPIIIOPE Ac (Scutella Auct.) Perimetro circolare, o subpentagoualc; 
corpo molto compresso; un foro rolondo al punto di convergenza delli 
ambulacri pari posteriori; bocca dentata, a cinque angoli; ano inferiore 
vicioo al margine; ambulacri peialiformi, pori riuniti (Specie fossili dei 
lerreni terziarj). 

EXCOPE Ac (Scutella Auct.) Perimetro subpentagonale, o circolare, 
od allungato ; corpo molto appiattito, all'apice delli ambulacri crepac- 
ciato o bucherato ; un'apertura nell'area anambulacrale posteriore; bocca 
pentagonale, dentata; ano inferiore, vicino alia bocca; ambulacri peta- 
lifbrmi, j)ori riuniti (Specie fossili, e viventi). 

CLYPEASTER Auct. (Ac sensu strictiore) Disco subpentagonale, 



DEL DOTTOHE E. SISMONDA j t 

allungato sul dinanzi, troncato posteriormente, corpo piuttosto elevato, 
internamcnte diviso in varj comparlimenti per mezzo d'alcuiii pilastrini, 
o setti verticali; bocca centralc, impressa; ano piccolo, sottomarginale; 
ambulacri larghi ; pori riuniti ; aree ambulacrali tumide ( Specie fossili 
dei terreni terziarj , e molte viventi ). 

HYBOCLYPUS Ac. Perimetro cuoriformc; corpo anteriormente ele- 
vato, carenato; ambulacri semplici, divcrgenti presso la periferia, pori 
semplici; ano superiore, posto in un solco impresso nell'area anambu- 
lacralc impart (Specie fossili del Giura). 

GALERITES Lam. ( Sensu strictiore Ac. Prod. Echm. ) Disco subro- 
tondo o pcntagonale, posteriormente piil stretto ; superficie inferiore 
piana; ano posteriore, sottomarginale ; ambulacri semplici, verso la 
periferia divergenti, pori liberi (Specie fossili della creta , e del ter- 
reno neocomiano). 

CARATOMUS Ac. Disco oblungo, anteriormente rotondo, posterior- 
mente rostrato; ano posteriore sottomarginale; ambulacri semplici, di- 
vergenti alia periferia, pori non congiunti ; bocca pcntagonale (Specie 
fossili della creta). 

PYRINA Des-Moul. Corpo allungato; ambulacri semplici, diver«enti 
alia periferia, pori non congiunti; ano posteriore, sopramarginale, 
oblungo, senza alcun solco; bocca a cincjue angoli (Specie fossili della 
formazione cretacea). 

GLOBATOR Ac Forma subemisferica ; ambulacri semplici, divergenti 
verso il margine ; pori non riuniti ; ano posteriore , oblungo , sopra- 
marginale ; bocca pentagonale ( Specie fossili della creta). 

NUCLEOPYGUS Ac. Corpo allungato, tondeggiante sul dinanzi , 
troncato posteriormente, non carenato; ambulacri semplici, divergenti 
verso la circonferenza , pori distinti ; ano situato superiormente in un 
solco impresso nell'area anambulacrale impari ; bocca a cinque angoli 
( Specie fossili della creta ). 



13 MONOGRAFIA DECLI ECH1NIDI FOSSIL1 DEL PIEMONTE 

DISCOIDEA Klein et Gray. (Galerites Lam.) Perimetro circolare ; 
bocca centrale, rolonda, col marginc frastaglialo; ano grande, oblungo, 
inferiore; lubcrcoli disposti in serie regolari (Specie fossili del Giura , 
del terrcno ncocomiano, della crcta ). 

P\GASTER Ac. Perimetro subangolai-e, o rotoiulo; corpo compresso; 
tubercoli in serie regolari; bocca inferiore, grande, circolare, con dieci 
incisioni frastaglianti il termine dclle aree ambulacrali cd anambula- 
crali; ano grandissimo , superiore, longitudiuale , senza solco (Specie 
fossili del Giura , e della creta). 

ANASTER milii. Corpo schiaceiato , perimetro irregolannente ovale, 
cioe piu largo posterioruicnte ; niun ambulacro visibile; bocca inferiore, 
centrale ; ano sottoniarginale ( Ne conosco una sola specie fossile nel 
terreno teraiario mediano della collina di Torino). 

TEHZA 1'AMIGLIA. 

GIDARITI. 

Comprende questa famiglia venlun gencri: Diadema Gray. — Hc- 
micidaris Ac — Acrocidaris Ac. — Echinopsis Ac — Acvosalenia 
Ac. — Tetragramma Ac. — Pediiia Ac — Cidaris Lam. — Cjphu- 
soma Ac — Astropjrga Gray. — Salenia Gray. — Goniopjgus Ac ■ — 
Pel tastes Ac — Goniopliorus Ac — Acropeltis Ac — Echinometra 
Breyn. — Arbacia Gray. — Echinus Linn. — Caelopleurus Ac — 
Codiopsis Ac — Gljpticus Ac 

DIADEMA Gray ( sensu Strict! ore Ac ) Disco circolare , o subpen- 
lagonale ; aree ambulacrali grand! ; pori semplici ; bocca con dieci in- 
cisioni ; disco ovariale piccolo , composto di dieci piastre ; tubercoli 
bucherati, guscio sotlile, aculei a punta di lesina (Specie fossili del 
Giura, del terreno neocomiano , della creta, e molte viventi ). 

HEMICTDARIS Ac ( Cidarites Auct. ) Corpo elcvato, raramentc de- 
prcsso. Aree ambulacrali strette , fornite di alcuni tubercoli sulla 



DEI. nOTTOHF. E. SISMONDA 1 3 

supcrflcic inferiorc. Tubercoli tlellc arec intrambulacrali grandissimi , 
perforati , e tagliuzzati ; bocca grande con dieci incisioni ; puntc mag- 
giori faltc a forma di clava , e longilu(iiiialincnlc striate ( Specie fossili 
del Giura , del tcrrcno neocoiniano , e della creta ). 

ACROCIDARIS Ag. Gontorno circolare ; disco ovariale prominente , 
piastre ovariali pari portanli nil gran tubercolo ; aree ambulacrali ara- 
pie , pori semplici ; tubercoli grossi , pcrtugiati , tagliuzzati ; bocca 
grande, con dieci incisioni; inviluppo spesso ; aculei a foggia di ba- 
stone , striati longitudinalmenle ( Specie fossili del Giura ). 

ECHINOPSIS Ac. Contorno circolare; corpo alto, quasi sferico; arec 
ambulacrali larglic , pori semplici; tubercoli buclierati, non tagliuzzati; 
bocca piccolissima; disco ovariale piccolo, anulare (Specie fossili della 
creta ). 

ACROSALENIA Ac. Corpo compresso; aree ambulacrali strette, con 
tubercoli piccoli ; tubercoli delle aree intrambulacrali piii grossi, per- 
forati , tagliuzzati ; disco ovariale grandissimo , cinque piastre ovariali , 
e cinque intraovariali, una Undecima sopra-anale anteriore , o poste- 
riorc ; bocca grande (Specie fossili della formazione giurassica). 

TETRAGRAMMA Ac Perimetro circolare ; tubercoli delle aree anam- 
lmlacrali disposti in quattro serie, bdehcrati, e tagliuzzati; aree ambula- 
crali larghe , fori semplici ; bocca piccola , con dieci incisioni ( Specie 
fossili della creta ). 

PEDINA Ag. Contorno circolare; guscio depresso , sottile; aree am- 
hulacrali grandi , pori disposti per paja terni ; bocca piccola, circolare, 
con dieci incisioni (Specie fossili del Giura). 

CIDARIS Lam. ( sensu strictiore Ag. Echin. Suiss.) Guscio depresso, 
crasso; aree ambulacrali strettissime, con tubercoli piccolissimi ; pori 
riuniti per uti solcliello trasversalc; tubercoli delle aree anambulacrali 
grandissimi , pertogiati , tagliuzzati ; bocca rolomla , armata di cinque 
robustissimi denti ; punte grosse fatle a guisa di clava , o di bastoue , 
col peduncolo nudo ( Specie fossili del Giura , della creta , del pc- 
riodo terziario, ed altre viventi). 



1 4 M0N0CRAF1A DEGI.I F.CHINIDI FOSSIL1 nF.r. PIEMONTE 

CYPIIOSOMA Ac. Corpo sehiacciato ; arce ambulacrali lurghe , pori 
semplici , disposti per seric a zig-zag ; tubercoli lagliuzzati non perfo- 
rati ; bocca circolare (Specie fossili della creta). 

ASTROPYG A Gray ( Cidarites Lam. ) Guscio depresso ; ambulacri 
larghi , ed uniformemente convergcnti verso la sommita ; piastre degli 
ovidolti lunghissime ; molte file vertical! di punte sulle aree anambula- 
irali ( Specie viventi ). 

SALENIA Gray ( Sensu strictiore Ac Monogr. (VEchin. viv. etfoss.) 
Guscio spesso; aree ambulacrali strette , fori semplici ; tubercoli tagliuz- 
zati , non perforata; disco ovariale grandissimo, cinque piastre ovariali , 
e cinque intra-ovariali; una undecima sopra-anale anteriore o posteriore; 
bocca piccola ( Specie fossili della formazione cretacea ). 

GONIOPYGUS Ac. Inviluppo spesso ; tubercoli imperforati , non 
lagliuzziiti; disco ovariale grande , stellato ; cinque piastre ovariali, 
ciuque intraovariali , nessuna sopra-anale; bocca grandissima (Specie 
fossili del terreno neocomiano, e della creta). 

PELTASTES Ac. Aree ambulacrali strette , pori semplici ; disco 
ovariale pentagonale, piastre ovariali prominentia abbraccianti le intra- 
ovariali; piastra sopra-anale antericre ; bocca piccolissima; tubercoli ta- 
gliuzzati , ma non bucherati ( Specie fossili della creta ). 

GONIOPIIORUS Ag. Corpo elevato, crasso; aree ambulacrali stret- 
tissime , fori semplici ; disco ovariale pentagonale , a margini retti ; 
piastre iutra-ovariali prominenti , formanti degli angoli ; piastra sopra- 
anale anteriore; tubercoli tagliuzzati, non bucherati; bocca picciolissima 
( Specie fossili della creta). 

ACROPELTIS Ag. Aree ambulacrali larghe , fori semplici ; disco 
ovariale prominentc ; piastre ovariali pari fornitc d'un gran tubercolo ; 
tubercoli ambulacrali ed anambulacrali grandi, non bucherati; bocca am- 
pia (Specie fossili del Giura). 

ECIIINOMETRA Breyn, V. Phels. etGR. (Echinus Auct.) Guscio ovale 



DEL UOTTORE E. SISMONDA ,g 

in senso trasversale ed obliquo all'asse longitudinale ; tubercoli non per- 
forata acule. fusiform!, acuti, semplici; bocca rotonda , con dieci in- 
cisioni (Specie fossili della mollassa, ed altre viventi). 

ARBACIA Gray (Echinus Auct. ) Guscio aho, quasi sferico; aree 
ambulacral, larghe, pori semplici ; lubercoli piccoli , disposti in moltc 
ser.c, non perlugiati, non tagliuzzati (Specie fossili del Giura, del 
terreno neocomiano, della creta, dei terreni terziarj, ed alcune viventi). 

ECHINUS L, NN . (Sensu strictiore Ag.) Corpo elevato o compresso; 
aree ambulacrali piuttosto grand! ; fori disposti per paja terni ; tubercol. 
ue perforat,, ne tagliuzzati; bocca grande con dieci incision! (Specie 
fossil, del Giura, del terreno neocomiano, della creta, dei terreni 
terziarj, ed mi gran numcro di viventi). 

CAELOPLEURUS Ac. Corpo schiacciato; aree intra-ambulacrali senza 
tubercol, ; aree ambulacrali con tubercoli imperforati ; pori semplici 
( Specie fossili dei terreni terziarj ). 

CODIOPSIS Ag. Perimetro pentagonale ; corpo alio nudo Sulla su- 
perf.ee supenore, provvisto di piccoli tubercoli imperforati sull'inferiore 
(Specie fossili della creta). 

GLYPTICUS Ag. Guscio schiacciato, spesso, pori semplici; tubercoli 
delle aree intra-ambulacrali scolpiti, irregolari , imperforati, non ta- 
gliuzzati; bocca grande, con dieci incisioni (Specie fossili del Giura) (i). 



JO D,ra ta.uno, che ,o non ho, tracciacdo ques to quadro siootlico, nc abbracciati tut.i i ge- 

n «« ,„ o crcat, da Ao iSS ,z, nc con5ervato scffiprc p,^ „., 

-to c „cl SUO Catal Sj rs, Ec lXp . EMnod . foss . *„. Neocom _ ^ 

SS^iSST passat -° 80tto silcnzio ' generi Podophora > ^ ocW ' a -■ -«"- 

™, 6 , dC .^ dar,tl ' COmc nt anc ° >«»«•«> che il sallodato anto.c si pro,,o„c di ul.crionnente 
-«£ .1 g cn„, Mi-A-t, .na s icc 0m c le da mc UoioU suddLsLi non J " 
cbc „„.c,c uvo„ tl , crCl ,o che a lor difotto non avra ad incrcsccre al Gcoiogo , per cui .peri" 
— I fatto ouoMo . TOro , ...ando vegga tutti annoverati i generi foj , 1 2 i oc i 

o Ico^T' Pm V ' C,mi d ' a " r ° Dde gh angU9ti ,imiti PreG ' si ' " U «'° ~ ri, '° -•-t.rd.cono 
Uo ,„ rio cbc non ne tocca dirct.an.cnte ,„ scopo . Quanlo poi .„.„„„„ „. dlslribu2ione 

Don n all ntana, notevobu.ntc da quelle d'Ac.ss.z , che pel genere Dyscster; c qui pa rmi ch 

^rc Sla collocarsi di rrcf ™ - s " spataush " ^° L io tL < 



iG MONOGRAFIA DECLI ECH1NIDI FOSSILI DLL PIEMONTE 

Prima di far passo alia desrrizionc speciale dclli Ecliinicli fossili del 
Piemontc , premeUiaino alcune osservazioni sulle divisioni stabililc dal 
sig. Ai.assiz in quest'ordine di Radiarj. Quanlunque esaminali sollanto 
i caratteri piit generali paja natarale il dividerc tutti 11 Ecbinidi in lie 
sole famiglie , nullanicno una lale divisionc resta certamenle Iroppo 
liinitata , dovcndosi cost nulla stessa famiglia fare enlrare cerli generi, 
fhe per uu'essenziale differenza d'organizzazione vanno separati. Per 
verila qucgli Ecbinidi compresi sotlo il genere Cidarites Lam. non troppo 
naturalmente possono in una sola famiglia star riuniti ai veri Echini. 
Omeltendo i caratteri Gsici , clie per noi non avrebbero il massimo 
peso traltandosi di stabilire una divisione qualunque, non avvcrliremo 
die un solo falto fisiologico-analomico , riconosciuto da quanli s'occu- 
parono aell'anatomia dclli Echinodermi proprio unicamenle ai Cidariti 
di Lam. Qucsti esseri sortirono dalla Datura un'organizzazione alquanto 
piii perfctta , per cui godono d'un movinienlo degli aculei o spine assai 
robusto, e retlo da polcnze non connuii agli allri Ecbinidi ; infatli sono 
essi forniti di inolli fascelti muscolari , clie atlraversano 1' intera spes- 
sezza del guscio , passano pei tubercoli perforati , c giungono diretta- 
mciile ad inserirsi alia base articolare dclle spine; questi muscoletli 
contraggonsi a volonla dcll'animale, c danno al medesiino la proprieta 
di locomozione in grado assai euiincnte ; a lale officio ccrtamente con- 
corre pure la membrana cslerna , clie tappezza e raccbiude 1' intiero 
guscio , formando a ciascun aculeo una specie di legamento anulare ; 
ma qucsta nicmbrana contraltile , clie e l'unico organo allivo clie raella 
in movimento le punte in tutti gli altri Ecbinidi , nei Cidariti non fa 
che coadjuvarc alia delta funzione , siccbe in qucsti puo benissimo re- 
stare inerte la membrana esterna , senza che percio abbia a cessare il 
movimento dclle spine. 

Ora se a questo fatto, che pare a noi molto importanle siccome 
quello che ci fa ravvisarc ne' Cidariti di Lam. un grado d'organizzazione 
piu avanzata, piu perfclla , noi aggiugniamo la dilTtrenza nella forn.a 
dei tubercoli, e degli ambulacri, clie passa tra i Cidariti di Lam., e 
i veri Echini, crediamo d'avcre una somma di caratteri sufliciente per 
ragionevolmcnte propone una separazionc di qucsti da quclli. Malgrado 
pcio qnesta nostra proposizionc , tioi scguitiamo per ora il metodo del 
sig. Agassiz. 



DEL DOTTOUE E. SISM03DA 1 7 

Gen. SCIIIZASTER Ag. 

( ' Echinocardium V. Phgls. et Gn. — Spatangus De-Bl. Sect. B.J. 

Nclla moltiplicita dei generi slabiliti dal sig. Agassiz non e sempre 
facile ili fissarc a prima giunta fattenzione su quei carattcri, chc d|r 
slinguono gli uni dagli allri , tanto piu quaudo tratlisi di detcrminare 
specie fossili. Questa diflicolta potrebbe forsc in certi casi far acctir 
sare l'Autore d' aver di Iroppo aumenlati i generi nell' ordine degli 
Echinidi; tuttavia , oltrecche i dati differenziali non mancano mai , 
talc ampliazione di generi si rcse indispensabile perchu lo sludio 
delli Echinidi divenissc ausiliario alia Gcologia. Cos! al semplice nalu- 
ralista parra insignificante la diilercnza , che v' ba tra i generi Pedina 
c Cjplujsoma , consistente solo nelfavere il primo i tubercoli perforati, 
e l'altro no; ma una tale distinzione j-esta pel Geologo interessante, 
avvcrlendolo che le specie del genere Pedina trovansi soltanto nella 
formazione giurassica, incnire quelle del genere Cyphosoma appartengouo 
esclusivamentc ai terreni crctacei superiori. 

Collo scopo di fissarc piti positive induzioni dalla presenza delli 
Echinidi fossili, ed in seguilo forse a piu accurate indagini , dovelte il 
signor Agassiz modificare quanto avea detto nel suo Prodrome d'une 
Monograpliie des Ech'uiodermes relativamente alia giacitura delli Echinidi 
in rapporto coi diversi terreni. 

Cos! il genere Micraster, riconosciuto non esistere nei lerreni ter- 
ziarj (1), dovette cedere al genere Schizaster tutte lc specie di tale for- 
mazione ; sifTalta , ed altre separazioni , che sotto l'aspetto geologico 
noi riconosciamo naturalissime , ci ohbligano pero a muover qualche 
dubbio sulla precisione della diagnosi de'generi suddelli. Che infatti le 
specie d'un genere qualunque sieno limilate ad una sola formazione ., 



(1) Lc genre Micraster, tel que je 1'ai ctabli dans mon Prodrome , n'exute point dans 1<a 
terrains antcricurs a la craie ; on n'en connait pas non plus dans les terrains tcrtiaircs, ni dan* 
l'cpoquc m tucllc , les quclqucs cspeecs mentionne'es sous cette rulkriquc dans mon Prodrome ayanl 
du passer dans le genre Schittisler. La plupart des Min aster appai lieiiiunt a I'Aage supericiir de 
la craie; qiielques-uns sculciucnt au grcs vert. — Acassiz Descript. des J£ckinod.Jo*s.de la Suisse. 

Si:r,iF. II. Tom. IV. c 



I 8 M0NOGIUF1A DEGL1 ECI11N1D1 FOSS1LI DEI. PIEMONTE 

ad un solo terreno, e cosa gia conosciuta per rispctto ad allri animali, 
c non ne dubiliamo per It Echinidi ; ma die si possa libernmcnte far 
passarc delle specie da un gencre alTallro senza supporre non ben li- 
mitati i confini di quest! , e cosa assurda. Quindi noi slimiamo indispen- 
sabile di fissare almeno nei caratteri diagnoslici Stabibti dal sig. Agassi/, 
per il gencre in discorso, cpicllo o quclli che avranno ad aversi essen- 
zialmenlc distintm , e dalla cui sola prcsenza abbiasi ad indurre la 
dctcrmiuuzione delle specie ; cost facendo previcnsi ogni sorla di con- 
fusione, ed evitasi di crearc, come altrimenli non potrcbbesi far a meno, 
nuovi generi intermediarj a' Scliizasli'i e Mierastri per quelle specie d'un 
abilo misto , clie poste cioe ai confini delle suddivisioni suaccennate, 
olfrono simullaneainente i caratteri distintivi, comunque modificati, dcl- 
I'un gencre e dell'altro. Nulla adunque loglicndo dalla diagnosi dal 
sig. Ac asm/, proposla pel suo gencre Schizaster , solo avverliamo csscrsi 
da noi considerali quali caratteri essenzialissiini la zona liscia circoscri- 
wntc lo spazio occupato dalla Stella ambulacrale , non che la maggior 
projondiia ed ampiezia del solce anteriore paragonato alle lactate dclli 
ambulacri pari, isolati, o tuld e due insiemc; tulti li altri dali consi- 
derammo come coindicanti , ove esistevano , ma dalla loro mancanza , 
od altcrazione non credemmo meno naturale la melodica distribuzione 
delle specie. Cos! circoscrivendo gli Schizastri , polemmo naturalmente 
in questo gruppo far entrare lo Schizaster Gratelaupii, lo Schizaster Gcjiei, 
lo Schizaster ovatus , e lo Schizaster intermedins da noi descrilti, specie 
tutte , che per vestire un abito, complessWamente studiato , piuttoslo 
singolare , ci avrebbero astretti a far nuove ed apposite suddivisioni 
nella famiglia de' Spatanghi. 



SCHIZASTER CANALIFERUS Ag. 

Schizaster subovalo-cordatus , postice gibbus ; ambulacris quinis , qua- 
drijariam porosis , profundis sulcis impressis , poris extends e/lipticis; 
margine obtuso ; supcrficie externa granulis exasperata. 



SniiTOi Leske apuil Klein, tab. 27. fig. A. — Rumph. Mus. tab. 14. fig i. 

— Eucycl. pi. i5G. fig. 3. — Scilla dc Corp. mar. Cab. 25. fig. 2. 
Euwci hACVBOSOi Linn Gnil. Syst. natnr. p. 3196. — Borson. Culal. Raisonn. p Gyi. 



DEL DOTTOHE E. SISMOSDA 1 9 

Sp*r*»cis ciNALiFEi>cs Dralongch. Encycl. Method, t. a. p. 688. — Blainv. Man. d'Actin, 
p. 'J03. — Lara. Anim. sans vert. p. 327. n." 11. — Allioni Oryct. pag. 17. n.° 1. 
— Desmoid. 1." In 11 - p. 386. 

Mi< nAviLH cahalifkrus Ag. Prod. il'uiiL- Monogr. 

SciIIZASTBIt i . .\i il i 1.1 Ag. 1. C. t. I. f. 1-6. 

Qucsta si e una delle specie , die il sig. Agassiz fecc passare dal 
genere Micraster al genere Schizaster , di cui ora forma , direi quasi , 
il tipo , e trovasi con molta precisione figurata nella prima tavola 
del suo Prodrome d'une Monographic etc. Sogliono gli Autori far con- 
fnsione tra lo Spatangus canaliferus Lam. (Schizaster canaliferus Ag. ) 
e 1' Echinus lacunosus Linn.; col sig. Agassiz noi li crediamo specie di- 
verse; avvei'liamo per altro trovarsi alcuni individui fossili della specie 
in discorso, i quali per essere stati compressi presentansi piu orbicolari, 
e non molto s'allontanano dalla forma deiVEchinus lacunosus Linn. Gmei.. 

Lo Schizaster canaliferus Ac. presentasi alquanlo allungato, ovalare, 
cuoriforme. La porzione posterioi'e del dorso elevasi gibbosa , restando 
cosi la superficie superiore tagliala a piano inclinato dall' indictro al- 
I'avanti; sulla delta superficie scorgonsi scavati cinque solchi, clie danno 
ricetto agli ambulacri; di questi e massimo l'anteriore impari, mediocri 
ed arcati quclli del pajo anteriore, brevi e retti i posteriori. Tutli poi souo 
formalt da due serie di fori duplicali, gli eslcriori ellittici, trasversali; la 
superficie infei'iore, convessa verso la linea mediana, lascia vedere an- 
teriorinente a poca distanza dal margine l'a|>erlura della bocca, ossia un 
foro ovale , collocato trasversalmente , avente il suo labbro inferiore. 
II margine, clie e la parte periferica dell' iutero guscio, e rotondato e 
molto spesso ; posteriormente si dilata in una superficie meno convessa, 
quadrilunga cogli angoli aculi in direzione dell'asse verticale ; all'angolo 
superiore di quesla superficie vedesi aprirsi l'ano per via d'un foro 
ovato , con direzione verticale. Un' infinita di piccoli tubercoletti tra 
loro confluenlissimi, un po'piu grossi in prossimita della bocca, ricoprouo 
l'esterna faccia di cpiesti gusci, ad eccezione delle aree ambulacrali , e 
di quel leggerissimo solco, clie circoscrive lo spazio occupato dalli 
ambulacri. 

Tra i uiolli individui, clie possiedo di c[uesta specie, alcuni presi iso- 
latamcnle potrebbcro benissimo rapprescntare lo Schizaster Goldfussii Ac. 
ed altre specie da Agassiz riputate nuove ; osservali pero complessiva- 
uieute, a mioavviso, altro piu non presentano che una serie d'individui 



ao M0N0GRAF1A DEGLI EC1IINID1 F0SS1M DEI. PIEMONTE 

da particolari circostanzc inodificati , ma essenzialmentc identici , come 
quclli chc dalla specie lipo non s'allontanano chc o per essere piu 
schiacciati, o per ollrire im inarginc piu sottile, uu dorso meno gibboso , 
od altro accidente. 

Abita l'Oceano Indiano, e i man d'Europa c d'Amcrica (Lam.). 

Fossile nel terrene- terziario superiore dell'Asligiana, frequcntemente 
sotto forma di semplice modulo nell'arena giallastra calcareo-argillosa: 
eolla sostanza testacea alio stato spatoso nel tcrreno terziario mediano 
della eollina di Torino; in Sardegna a Santa Rcparata , in Corsica a 
San Bonifacio (i). Nei terreni tcrziarj di Perpignano , Malta. ( Marcei. 
de-Serres , Desmouliws). 

SCHIZASTER EURYNOTUS Ac. 

Scluzaster ovato-cordatus , gibbus , dorso cai-iiiato ; ambukicris quinis, 
paribus angustatis , prqfunde impressis, antico palulo, magis excavato, 
simplici. 

Questa specie, seppure puo natui-almente considcrarsi come tale, e 
non piuttosto siccome una semplice varieta dello Scluzaster ccmaliferus 
Ag. non divcrsifica da quest' ultimo tranne cbe pel dorso carenato, e 
l'ambulacro impari molto dilatato alia sua origine, ove le sponde del 
solco bocco-dorsale, entro cui sta imprcsso, veggonsi rimarchevolmentc 
elevate. 

iAntero-posterioi'e o,o43. 
Trasversale o,o36. 
Verticale o,o33. 

Abita Fossile nel terrcno terziario mediano, o miocenico della 

eollina di Torino. 



(i) Qui compio al dolec officio di rendcre pubbliche grazic at signor Cavalierc Generate 
Della-Maiuioha, il quale ajuto il mio studio sulli Ecbinidi , trasmcttendomene varie specie da 
lui rjccoltc in Sardccna. 



DEL DOTTOKF, E. SISMONKA 7 1 

SCHIZASTER AGASSIZII milii. 

Tab. I. fig. i-3. 

Schizaster subhemisphericus , postice aliquantisper elatus , vcrticalitcr 
rctusus; ambitu obcordato , vcrtice cenirali , margine acuto , basi 
plano-convexa , sulco antico lato , ambnlacris visibilibus quaternis, 
in prqfundis , rectis, clavatis lacunis impressis , ore infra, ano supra 
mar gin em opposite locatis. 

Questa miova specie oifre qualchc analogia di forma collo Spatttngus 
Bucklandii Goldfuss ( Micraster BueklandU Agassiz ). Ne va per altro 
distinta, per essere gli arabulacri nello Spatango citalo meno profondi, piu 
ampj , pro])orzionatamente piu brevi, e il taglio dorso-marginale obliquo. 
Borson nel Catalogo della Raccolta mineralogica del INIusco di Torino 
la riferl all' Echinus lacunosus Ll\. (Schizaster lacunosus Ac). Basta 
per convincersi della dillercuza di por mente alia direzioue degli am- 
bulacri , alia forma del solco bocco-dorsale , all'acutezza del margine , 
al modo con cui sla rccisa la porzione dorsale. Lo Scluzastro die 
stiam descrivendo ha convesso il dorso, alcun poco gibboso postcrior- 
incnte; nel cenlro od apice uniforraemenle convergouo gli ambulacri, 
quasi ad angolo retlo; questi sono ricevuti in altretlanli solchi molto 
piu aperti e meno profondi clie nella specie precedence , ed hanno 
origine da due scrie di doppi pori , di cui li esterni sono oblunghi, 
gli interni rotondi. II solco bocco-dorsale, da principio superficial assai, 
fassi molto profondo in corrispondenza del margine , sicche tagliandolo 
per giugnere all'apertura della bocca, da al guscio tutta la figura di on 
more. La superficie inferiore un po'convessa nel mezzo va appianandosi 
verso il lembo, e lascia anteriormente ove termina il solco impari ve- 
dcre l'apertura della bocca col suo labbro inferiore. 

II margine e acuto, sottile, e finisce posteriormente in due tu- 
l>ercoli ; immediatamente al di sopra di quesli bavvi una superficie 
regolarmcnte triangolare , corrispondente al taglio verticale della por- 
zione anale, posta colla base in basso, l'apicc in alto, ed alquanlo 
rientrantc nel mezzo a guisa d'ombelico ; alia meta superiore di questa 



22 MONOGRAFIA DEGI.I ECHINIDI FOSSILI DEI. PIEMONTE 

superficie schiudesi l'ano per mezzo di un foro rotoiulo , cosicche tro- 
vasi sopra margioaie. In vari individui di questa specie da noi esaminati, 
ci fit senipre ditlicile di vedere i tubcrcoli corrispondenti alle spine; i 
pochi veduti per mezzo di buona lenlc ci parvero di figura fungiforme. 

iAnlcro-posteriore o,o35. 
Trasversale o,o38. 
Verticale 0,022. 

Abita Fossiie nel terreno terziario mediano della collina di 

Torino. 

SCIHZASTER GENEI mihi. 

Tab. I. fig. 4~5- 

Schizaster subhemispherico-compressus , postice arena tim obtri meatus , 
ambitu orbiculari-corrfato , mdrgihe acutissimo , basi longitudinaliter 
fomicata ; ambulacris quints, anteriori impart bifariam, ceteris qua- 
drifariam porosis , profiuulioribus sulci's impressis ; candle antico an 
gusto, extimo ; ano marginali, ore labiato. 

II Borson nel Calalogo della Raccolta mineralogica del Museo di 
Torino , rapporlo con un punto dubilativo questa specie all' Echinus 
lacunosus Gmelin; per conoscerne la differenza basta badare alia quasi 
perfelta cguaglianza delli ambulacri pari , alia poca loro profondilii , 
alia figura rotonda de' pori ainbulacrali, ecc. 

Relativamcnte a'suoi diametri longitudinale e trasversale, il corpo di 
«|uesto Schizastro e soltilissimo , e presenta un margine acuto assai , il 
quale va pero rigonfiaudosi posteriormenle, facendo alquanto gibbosa 
la porzione dorsale postcriore ; su d'essa scorgesi una faccia concava , 
tagliata a mezza luna, in cui e situata l'apertura dell'ano. Gli ambulacri, 
in numoro di cinque, sono scolpili in altrettanti solchi di mediocre pro- 
fondita, c formano una croce sulla superficie superiore co'raggi obliqui 
nel verso del diametro longitudinale; i quattro pari, costituili ciaseuno 



DEL DOTTOnn E. SISMONDA 3 3 

da doppia seric di fori duplici, e rotondi , hanno 1' istessa dhnensione- 
antcnorc od imparl non ha pit. chc due seric di fori scmplici tra' 
loro .nolto p.u distant!, e prolunga.i dal verlice del guscio, ove uni- 
lormemente convcrgono tutli, sino nll'apertura della bocca , tagliando 
cos, .1 margme nella parte anteriore, e rendendo il guscio quasi cuori- 
lorn.c. La pagina mferiore , longiludinalmente convessa, travedesi lutta 
punlcggiata, lascandovi supporrc una fitla granulazione tnbcrcolare 
chedovca vcslire la soslanza testacea coprente questo modulo. In avanti 
e al d.sotto del lembo evvi un foro ovale trasversale, cioe la bocca' 
presso questa termina il solco , die da ricetto all'ambulacro impari. 

!Antero-posteriore o,o38. 
Trasversale / 
Verticale ,oi5. 

, Abita Fossile rar ° nell'argilla indurata della collina di Torino 

nei dintorni di Peceto. 

Dedico qucsta specie al chiar.™ Profcssore Cavaliere Gene, zrato 
a. gent.1. modi e dotti suggerimenti, con cui favon questo mio lavoro. 

SCIIIZASTER BORSONn mihi. 

Tab. I. fig. 8-ia. 

Schlatter postice gibbus, resectus, antice subdepressus ; canali lata 
pro/undo, ambitu obovato subocUigono , vertice eoceavato pme cen- 
tral* margin* acuta ; lacunis ambulacrorum lateralium clavatis 
projundcs, ae qi udibus ; poris intermedin sidcis mire conjunct. 

Presentasi il corpo di questo Schizastro schiacciato dall' indietro al- 

aTant, con cnque eminenze sulla superficie dorsale originate dall'in- 

lossa.nenlo centrale delli ambulacri , ossia del.e lacune, che li tengono 

""p.es S ,;postenormente.scorsesi obliquamente monco dall'alio al basso 

".ostrando una faccetta ovalare , concava nel mezzo, al cui estremo' 

c luale. Qu. 1 ano e precsamente sopramarginale , giacche la feccia 
della p «.ouc reca, su cui c collocato, non fa parte del margine. Gli 



^4 MONOGRAFIA DECLI ECH1NIDI FOSSILI DEL PIEMONTE 

ambulacri in nuuicro di cinque \engouo formati da due ordiiii di doppi 
fori, singolarmente riunili per allrctlante lineette trasversali; imiforme- 
mente convcrgono in un piuito non assolutamente'centrale, ma alquauto 
posteriore, laseiaudo nel silo di coinune convergenza una forle dtqires- 
sione. I posteriori sono d'una l'mea pin brevi dclli anleriori pari , nio- 
dellali poi tulti ncll' istessa guisa; 1' impari , quantuncpie d'assai piu 
lungo die non i laterali, non percorre tutto il canale bocco-doisale, 
ma terinina in vicinanza della scissura mar^inale antcriore. 

Obliqui sono gli angoli , die formano gli ambnlacri pari sulla linea 
longitudinale ; il perimeti-o oltangolare-ovato ; il margine piuttosto acuto; 
la superficie inferiorc, piana sui lati , rialzasi sulla linea mediana dal- 
1' indietro all'avanli fino all'a[>ertura della bocca , cui forma il labbio 
infer i ore. 

Da tutte le congeneri di leggieri distinguesi tpiesla bcllissima specie 
per il singolarissimo intreccio , chc li fori ambulaerali formano eolle 
linee trasversali , non clie per la natura medesima di queste linee, dif- 
fercnte non solo da quella di qualsiasi allra specie, ma diversa ancora 
iicllistesso individuo qui descritlo secondoche si esamina neH'ambulacro 
auteriore, ovvero nelli ambulacri pari ; sifiatla moriilicazione di forma 
e di giacitura delle linee per rispetto ai pori, non si facile a spiegarsi 
eon parole, potrassi riconoscere dalla fig. 11-12, tav. I. ove apposila- 
mente con dimensioni maggiori del nalurale sono rappresentati li am- 
bulacri dcllo Schizaster Jinrsoniij la figura n.° 1 1 e il 1 itralto dell'am- 
bulacro auteriore, od impari , l'altra n.° 12 dei laterali, c pari. 

Lunghezza o.<>3 1. 

Largliezza 0,027. 

Altezza 0,01 (3. 

Abita Fossile raro nella sabbia mamosa di Casliglione nel- 

l'Astigiana. 

Al Fondatore del Musco mincralogico di Torino , di cui da poclii 
anni le scienze naturali lamenlano uella sua perdila quella dun fclicis- 
simo loro interprete, vo' dire al Profcssorc Stefano Boiisok, inlilolo questa 
specie. 



DEL DOTT0RE E. SISMONDA I I 

SCHIZASTER GRATELOUPII mihi. 

Tab. II. 6g. i -a. 

Schizaster pseudo-orbicularis , eleganter Jbrnicatus ; postice elatus , vix 
caesus ; sulco antico extimo , margine crdsso; ambidacris qiunis , 
quadrifariam porosis; paribus sulcis profilndioribus reCeptis ; ano 
supramargincdi. 

ii riraarchevole questo Schizastro per la sua forma bellamentc 
tondeggiante ed emisferica; la superficic snperiore pare divisa in dieci 
compartimenti, corrispondenti alle aree ambnlacrali e anambulacrali, da 
altrettante costole oltuse, die vanno scomparendo verso il margine del 
guscio. Gli ambulacri pari sono ricevuli in quatlro profonde lacune, 
e vengono formati da due ordini di doppj fori legati insieme per 
alirettante linee trasversali. I posteriori piu brevi delli anteriori for- 
nmno sull' asse longitudinale un angolo piu acuto che non questi. 
Lambulacro impart, similmente costituito da due serie di fori duplicatt 
tra loro, pero alquanto piu distanti, giace nel canale bocco-dorsale, ea- 
nale ampio, ma poco alto. Cosa non sempre ben visibile ne' fossili , e 
in quests specie marcatissima quella linea canaliforme liscia e seevra 
di tubercoli, che circoscrive lo spazio degli ambulacri, e caratterizza 
le specie del genere Schizaster. Tubercoletti confluentissimi , piccoli , 
schiacciati, ombelicati coprono tutta la faccia esterna. II margine e ro- 
tondato, spesso; posteriormente sovra questo scorgesi rapertura dell'ano, 
ossia un foro ovato , allungato , verlicale. Non posso fur parola dell.i 
superficic inferiore , ne tampoco darne la figura', essendo l'unico indi- 
viduo , che posseggo, di cattivissima conservazione in codesta parte. 

Lunghezza 0,072. 

Larghezza 0,076. 

Altezza °>°47- 

Abila Fossile raro nella collina di Torino. 

Dedico qucsta specie al chiar."' signor Dottore Grateloup, allc cui 
dotte fatichc va debitrice la Geologia d'un ottiino lavoro sulli Echinidi 
fossili dclle vicinanze di Dax. 

Serie II. Tom. IV. d 



36 MONOGRAFIA DEGLI ECHINID1 FOSSILI DEL PIEMONTE 

SCHIZASTER INTERMEDIUS mihi. 

Tab. II. fig. 4. 

Schizaster subcordatus , postice gibbosulus ; atnbidacris visibilibus qua- 
temis, paullulum impressis ; poris sulco cotijunctisj ano supra-mar- 
ginali , margine attenuato. 

II tiinore di troppo confondere anziche chiarire la scienza coll'ad- 
dizione di nuovi generi ai molti gia proposti dal sig. Agassiz, mi obbligo 
a considerar questa ed altre specie siccome veri Schizastri , badando 
piuttosto al complesso, die non all' individuality de'caratteri distintivi. 
Cib posto non rechera piu meraviglia se sotto questo genere vedransi 
da me comprese delle specie , che forse potrebbero molivare nuove 
divisioni nella famiglia degli Spatanghi , siccome quelle che poste quasi ai 
confnii de' generi Schizaster e Micraster Ag. offrono simultaneamente 
ed in particolai- modo modificati i caratteri dell'un genere e dell'altro. 
Lo Schizaster intermedius , ad esempio , ha gli ambulacri come i Mi- 
crastri , ed il solco bocco-dorsale relativamente alle quattro lacunette , 
che dan ricetto a quelli , cosi profondamcnle scavato da autorizzarci a 
cosi classiflcarlo. Disco orbicolare-allungalo , leggermente cuoriforme , 
dorso schiacciato un po' gibboso posteriormenle , ambulacri anteriori 
alcun poco piii lunghi de' posteriori ; ano sopra-marginale , ovalare , 
verticale , piastre costituenti di forma esagona , margine sottile , base 
piano-convessa. 

[ Longitudinale 0,020. 

Diametri •; 

/ Trasversale 0,018. 

Abita Fossile in un'argilla indurata terziaria mediana della 

collina di Torino , ove trovansi altrcsi de' Nautili. 



UEL DOTT0HE E. S1SM0NDA 2- 

SCHIZASTER OVATUS mihi. 

Tub. II. Og. 3. 

Schizaster fornicatus , ambitii ovato, margine eras so , rotundato, integro; 
amlnUacris quinis , posticis brcvissimis , anlicis paribus sub-arcuatis , 
lacwiis receptis , ambulacro imparl simplici; canale antico vix niar- 
gine m atlingente , poris sitlco conjunctis. 

E comune carattere di tutti li Spatanghi la figura cuoriforme del 
disco procacciata dal taglio del margine , che fa il solco anteriore per 
arrivare all'apertura della bocca ; lo Schizaster ovatus offre l'unico eseinpio 
di aberrazione da questo tipo ; il suo canale anteriore non arriva neppure 
al margine. La forma degli ambulacri, e ,piu ancora l'apparentissima 
zona liscia , che li circoscrive , mi fornirono il piu sicuro criterio per 
cosi classificarlo. I suoi caratteri veramente distintivi possonsi ridurre 
a tre: massima brevita degli ambulacri posteriori, figura ovata e non 
cuoriforme del disco , rotonditi e spessore del margine. Non possiamo 
far parola sulla posizione e figura clell'ano pel cattivo stato di conser- 
vazione, in cui trovasi l'esemplare che descriviamo, nella sua porzione 
posteriore. 

Trasversale o,o3o. 



Diametri 

\ Verticale 0,0 16. 

Abita Fossile a Castel-nuovo d'Asti , in un'argilla indurata 

terziaria superiore. 



Gen. SPATANGUS Agass. (non Auct.). 

Se porrem mente ai limiti, che i meno recenti Naluralisti assegna- 
rono alia famiglia degli Spatanghi, vedremo che i moderni quasi non 
li oltrepassarono che per quanto il volevano le nuove specie viventi e 
fossili di fresco scoperle ; non cosi va la cosa per rispetto al genere 
Spatangus considerato secondo i varj autori; dill'atti la maggior parte di 



ntf UOHOG&AFIA DE6L1 EI.IU.NIDI FOSSIU DEL P1EMONTE 

essi sotto i generi Ananchites c Spatangus abbracciando tutte le specie 
della fainiylia dclli Spalanghi , necessariamcnle rendevano il genere 
Spatangus ricco d'un inimenso numero di specie; al contrario il signor 
Agassiz avendo colli stcssi matcriali crcati i generi Holaster, Hemipncustes, 
Schizaster, Micraster, Brissus, Amphidetus, Spatangus, etc., dovciie 
senza dubbio d'assai ilimiuuire i- limiti die al genere in discorso as- 
seguavano gli altri autori. Cosi mentre il sig. Desmoilins gli ascrive 
piu di sessantu specie , il sig. Agassiz piu nou ve ne annovera che 
pocliissimc , e queste ritrovansi alia loro volta a cominciare dall'cpoca 
creUcea fino aH'atluale. Avverle il sullodato Agassiz passar molta ana- 
logia tra le specie di Spalanglii dei terreni terziarj e quelle lultora 
vivenli ; nc niega perb l'idcnlita; io credo che talune sieno verameute 
identiche , trovinsi cioe e fossili nei terreni terziarj e vivenli ncll'O- 
ccano, come ad esempio sarebbe lo Spatangus purpureus Lamarck. 

Cio asscrendo non inlcndo di sostencre tra le specie oggidi vi- 
venti e quelle fossili della formazionc terziaria (a qualsiasi genere esse 
appartcngano) una identita per cosi dire matematica, assoluta, che 
queslo sarebbe voler contraddire aU'evidenza ; ma solo ammclto una 
identita zoologica, cioe fondata sui caratteri esscnziabnenle distintivi di 
ciascuna specie , e che pub concepirsi d' accordo con quelle leggieri 
modilicazioni, che la diversita delle condizioni i-elative all'epoca terziaria 
ponno aver cagionatc negli animali di qucU'ela che poterono soprawi- 
vervi; una talc rassomiglianza tra le specie tuttora vive e le antidilu- 
viane venne dimoslrala dal principe de' JNaturalisli per terreni anche 
piu antichi de' terziarj ; ma piu distinla, piu numcrosa d' esempj si e 
quest'analogia nella formazioue sopracrclacea , anzi ne' suoi terreni piu 
modern! ; siccome ne' avverle colle seguenti parole: « Les changemens 
>i entre les cspeces zoologiqucs sont d'autant moindres que les couches 
» sont plus nouvellcs, et qu'elles se rapprochent davantage des temps 
» hisloriques ou de 1'epoquc aetuelle (Cuvieu) ». 

Con quanto abbiamo esposlo vanno d' accordo le osservazioni del 
sig. Deshayes sui testacei fossili del Crag, che il sig. Lyell avea sotto- 
posti al suo esame, siccome di persona, il cui giudizio poteva aversi 
quanto rclto, altretlanto autorevole; ebbene, riconobbe il sig. Deshayes 
che di 1 1 1 specie , 4^ erano veramente identiche alle attuabnente 
vivenli. 

Cousidcrato ora il genere Spatangus tal quale lo limita il signor 



DEL BOn'ORE E. SJSMO.NDA 3t) 

Agassiz, il suo carattere essenzialmente dislintivo si e la forma pcta- 
loidcu dcgli ainlmlacri ; a questo aggiugni pero la dtflerenza nella figura 
de'fori ambulacrali a seconda clic quesli cosliluiscono o la serie eslcrna , 
o la scrie interna, essendo quclli allungaii , questi rotondi, e si gli 
uni clie gli allri riunili da un solco profoudetto. Inoltre di due sorta 
sono i tubercoli clie coprono la supcrficie dorsale , cioe altri grossi , 
peiforati, prominenti , i quali lunilansi alia faccia dorsale delle arec 
intcrambulacrali; allri piu piccoli, piu numerosi , che si lranimischiano 
a quelli, cd estendonsi eziandio alia pagina inferiore. 

SPATANGUS PURPUREUS Lam. 

Spatangus forrdcatus , postice recisus ; sulco anlico la to , patulo, parum 
pj^ofimdo , ambitu cordato , marginc crasso , basl convexa ab ano 
ad os ; ambulacris quinis , lanceolatis , plants , tubercuUs majoribus 
flexuoso-seriatis. 

Ecbincs pcupprecs Linn. Gmcl. Syst. nat. p. 3197. — Mull. Zool. Dan. tab. 6j Prod. 

p. 236. n.° 285o. 
SpATA.sr.cs puRpt'QKCs Leske apud Klein, p. 235. tab. 43. fig- 3-5 el tab. 45. fig. 5. — 

Encyclop. pi. 157. fig. 1-4- — Argenv. Conch, pi. a5. fig. 3. Pas-de-poulain. — 

Scilla de Corp. inarin. tab. 11. n.° 1. fig. 1. 
Ecainos lacchosus Pennant. Brit. Zool. t. 4- P' "9. pi. 35. fig. 76. — Deslongch. 

Encycl. Method, t. 2. p. 686. — Blainv. Man. d'Actin. p. *os. pi. i4- fig. '-3. 

— Allioni Oryctog. Pcdemont. pag. 18. n.° 2. — Lamarck Anim. sans vert. t. a. 

p. 324. n." 3. — Desmonl. Echin. p. 388. 
Spataingcs MEftnnoBALis Risso Eur. me'rid. t. 5. p. 280. 
Spatanuus Desmarbstii MiiDster. Goldf. 1. c. p. i53- pi. 47- 6g. 4- a ~ c - — Agassiz 1. c. 

Delle molte figure , clie da' varj Autori abbiamo di questa specie , 
nessuna rappresenta fedelmente l'originale ; quella che vedcsi nelle ta- 
vole dell' Enciclopedia (i) pecca per ofirire un numero straordinario 
di tubercoli dorsali senza veruna distinzione di maggiori e minori , e 
]>erclie rafligura Papertura dell'ano lungi dal sito naturale; migliore e 
quella di Scilla (2), abbenche neppur essa abbia a dirsi esattissima. 
Tutti i caratteri della specie in discorso sono scrupolosamente delineati 



(0 Pi. 157. fig. 1. 

(a) Tab. II. u.o 1. fig. 1. 



3o MONOGRAEIA DEGLI ECHIMDI FOSSII.I DEL PIEMONTE 

nella Ggura che ci da Goi.dfi'.ss (i) solto il notnc ili SpatangUS Desma- 
rcstii MOnster. Senza farmi di cio giudice, dubilo forte che qucslc due 
specie sieno identiche. 

Quantuiujue forma to da due seric di pori soltanto scmplici , e tut- 
tavia cvidentissimo 1'ambulacro anteriore od impari; quindi lo SpatangUS 
purpureas non pu6 venir compreso, siccome fece il Lamarck n ell' opera 
gia citata, nel novero delle specie a solo qualtro amhulacri. 

Pel solilo questo Spatango e grosso assai , alcun poco schiaeciato; 
la superficie superiore falta regolarmcnle a volla e alquanlo gibbosa 
posteriormente; il verticc trovasi ccntrale, e segna il punto di con\er- 
genza dcgli ambulacri ; quest) pari , formati ciascuno da due serie di 
doppj fori, di cui qiie'dclla serie esterna veggonsi piu allungali trasver- 
salmente, Uanno una Cgura petaloidea, e sono superficial!, piani, non 
impress!, circoscritti da un leggier solchetto; 1' impari od anteriore 
giace nel gran solco bocco-doisale, c piu non consta che di due ordini 
di fori semplici, tra loro distanti. II detto solco cresce d'ampiezza e di 
profondita in ragione diretta della sua vicinanza al margine , cosicche 
comparte a tutto il disco la forma d'un cuore. Di due sorta sono i 
tubercoli, altii grossi, altri piccoli, tutti lenticolari; i maggiori veggonsi 
solameutc sul dorso, sono rari, perforati nel mezzo, e disposti a zig-zag. 
I piccoli occupano alia rinfusa porzione della superficie superiore , e 
tutta f inferiore, aumentando alcun poco di diametro nei dinlorni della 
bocca. L'ano viene rappresentato da un foro ovale trasversalmente di- 
retto, ed e in questa, come in tutte lc specie dei veri Spatanghi, col- 
locato sulla faccia posteriore. La bocca e grande , trasversale, ovalare, 
bilabiala , sprovvista di denti e situata presso il margine anteriore. 

Abita l'Oceano Europeo, il mare del Nord, il Mediterraneo. Fossile 
nei terreni terziarj della Sicilia , di Saint-Paul-trois-chateaux (Lam.), 
dellAstigiana , e secondo Allioni della collina di Torino presso al Pino 
in un'argilla bianca. 



(i) PI. 4 7 . 6g. 4. a-c. 



DEL DOTTORE E, SISMONDA 3 1 

SPATANGUS CHITONOSUS mihi. 

Tab. I. fig. 6-7. 

Spatangus fornicato-compressus , posticc obtruncatus , vix gibbus ; um- 
bilu cordato-hexagoivo , margine acutiusculo , basi plano-convexa; 
vertice ccntrali, ambulacvis quadrifariam porosis, baud impressis, 
anticis brevioribus ; tubercidis maximis, totum dorsum obsidentibus , 
arcuatim dispositis ; sulco antico lato; ore et ano ad margmem op- 
positis. 

Credetti a prima giunta poter considcrorc questa specie come identica 
alio Spatangus Hoffinanni Goldf. Infatti hanno comuni i caratteri 
generaM , non che la forma dcgli ambulacri , che ne in queslo ne in 
quello possono veramenle chiamarsi petaliformi. Perb dopo un piu ri- 
goroso esame m'accorsi che il numcro c la disposizione dei tubcrcoli 
maggiori, e il particolar modo di coml)inazione dclle piastre toglievano 
ogni dubbio d'idenlila tra quesli due Spatanghi. 

La superficie dorsale regolarmente convessa con una leggiera de- 
pressione al centro lascia vedere in tutta la sua estensione le su- 
ture delle piastre dorsali tra di loro , lu quali piastre pajono sovrap- 
poste nel loro margine inferiore le une alle altre dall'alto al basso, 
emulaudo cosl la tessitura d'una corazza, dalla cui somiglianza trassi 
il nome. Gli ambulacri coiwergono uniformemente verso il vertice, 
sono piani, superficiali, ma non assolutamente al livello delle aree 
anambulacrali ; gli anteriori pari sono di poco piu brevi dei poste- 
riori e form ano sull' asse longitudinale un angolo aculo piu aperlo, 
che questi; tutti poi restano forma ti da due serie di fori doppj riunili 
da altrettante linee trasversali. 11 canale anteriore cresce tli profondita 
e d'ampiczza a misura clie s'avvicina al perimetro, cosicche procura al 
guscio la figura di un cuore. 11 carattere piu distintivo di queslo Spa- 
tango consiste nci tubercoli maggiori; essi trovansi piu bnmerosi die 
in qualsiasi altra specie conosciuta di Spatanghi, sono ampj, schiacciati, 
pcrforati nel mezzo, od occupano tutta la superficie superiorc dal ver- 
tice al lembo, distribuendosi in modo da coronare elegantemente il mar- 
giaie superiore di ciascheduua piaslra dorsale : per conoscerne la vera 



3 a MONOGRAFIA DECI.I ECHINIDI FOSSIU DEI. PIEMONTE 

forma e disposizionc , non chc il modo di addossamenlo dclle piastre. 
vedasi la fig. 7, tav. I, ove con dimcnsioni espressamcnte piu grandi 
del naturale ci6 \iene chiaramente dimostrato. Al dissotto dei suaccennati 
tubcrcoli grossi veggonsene dei piu piccoli, non piu perforati, circoscritti 
da una leggiera impressionc circolare, estendentisi fino alia pagina in- 
feriorc, onre crescono un pochettino di dianietro. Questa cosa pero noi 
non osservammo che su porzionc dun lato , essendo l'unico individuo, 
che di epic sin specie abbiamo , fortcmente per la sua faccia inferiorc 
aderentc alia valva d'una conchiglia ; il margine e piuttosio acuto, e 
lascia posteriormentc vederc l'orifizio dell'ano. 

I Longitudinale o,o3q. 

Diametri < 

( Trasversale o,o3y. 

Abita Fossile raro nel terreno terziario mediano della collina 

di Torino. 

Gen. EGHINOLAMPAS Gray. 
(Echinanthus Leske. — Clyijeaster et Galerites Lam.J. 

Abbenche il signor Gray creando il genere Echinolampas l'abbia 
accompagnato d'una diagnosi assai chiara, nullameno ebbe a soffrirc 
le piu opposte vicende , ora venendo arricchilo di molte specie gia ap- 
partcnenli ad altri generi , ora di troppo rautilato od anche affatto 
dimenticalo , sierome dal Goldfuss. Vero e , die il passaggio dei Cli- 
pcastri e dei Galerili alii Echinolampi fassi per gradi cosi poco sensi- 
bili , che il Naluralista anche il piu esperto dovru usar fatica per isc'o- 
prire in eerie specie il tipo del genere , che ci occupa ; ci6 pero non 
daru mat ragione ad cscluderlo, lauto piu che se rispctlo a certe specie 
ricsce difficile la classiGcazione , e poi facilissima riguardo ad allre. Per 
provare quanto naturale si fosse la dislinzione di questo gruppo d'Echi- 
nidi [Echinolampas) uopo non era, che di convenevolmenle limitare 
i varii generi, cui solevansi rifcrire le specie ora coslituenti la sezione 
Ec/iinnlampas ; cosi fece Agassiz, il quale con questo metodo non solo 
giunsc al propostosi primo scopo, di conservare cioe il genere in di- 
scorso, ma vide iuoltre che fra le mollissime specie da' varii autovi 



DEL DOTTORE E. SISMONDA 

compresevi , quali dovcvansi rapportare ad altri gruppi della fainiglia 
de' Clipeastii gia conosciuti, quali presentavauo delle pa^ticolarita tali 
da poler costituirc il tipo d'allri nnovi generi, siccome Pjgurus , Co- 
iiorlypus , Ppgorfynchus. 

Gli Eeliinolampi adunque, gia Clipeastii o Galeriti sccoudo Lamarck, 
non lianno piu, nel senso del sig. Agassiz, i limiti clie loro a\<a 
stabiliti il sig. Gray, giacchc sono qucsti uicdrsimi, die fornirono base 
ai Ire nuovi generi suddetti ; quindi giova qui accennarc quali cai attcri 
loro assegni Agassiz: « Eehinidi di figura ovale, piu o meno allungata: 
i) borca siluala al centro dclla superfine inferiore , e trasversalinenle 
» protratla; aperlura dell'ano transversale, sotlomargiriale , in prossimita 
» del niarginc posteriorc; ainbulacri composli da due serie di ilop|)j pori 
» unili per altrcttanli solehelti; i pori della serie esterna sono diltu i . 
» quc'deU'intenui rotoudi ; le arce ambulacra)! sono strctle, e lalvolla 
» rigonfie sulla superCcie superiore ; la pagina inferiore non pi esenta 
» die una fossa niediaua , in cui vedesi 1' apertura della bocca; eli 
» ovidotti trovansi alia soramita del disco, e formano, come nelliiitiera 
» fatniglia de' Clipeastii , mi bottoncino centrale, circondato da cinque 
n piastre ovariali, e cinque intraovariali ; il guscio ofl'resi alia faccia 
» esterna uniforniemente ricoperto da un gran numero di tubercoli lutli 
» coronali da una apparentissima depressione circolare ». 

Non gran fatto diversamente vengono caratterizzati gli Eeliinolampi 
dal sig. Desmoui.ins; De-Blainvii.le per6 ne da una dhgnosi alquanto 
differente. 

ECI1INOLAMPAS AFFINIS Ac. 

Eckinolampas fornicatus , antice deprcssiusculus • ambitu ovato-orbiculari, 
basi longitudinaliter concaw; ambulacris munis, angustis, extimis , 
suhpctaloideis , ano transverso, submarginali. 

Agassii. ProJr. I. c. p. 187. — Desmoul. Echinid. p. l\\. 

ClTPEASTEH 41HMS Guldf. PltlT'f. p. l34. pi. $3. Gg. 6. 

Avcndo avuto occasione di esaminare diversi iudividui di qucsla 

specie , villi passare tra i medesimi qualclie differenza nella configuia- 

zione , essendo altri piu schiacciati dall'allo al basso , piu ovali oil al- 

lungati, e coU'ano talinciilc sporgente da vincerne quasi i Pygurus , altri 

Sf.iue II. Tom. IV. e 



34 MONOCIUFU DHGLI ECHINIDI FOSSILI DEL PIEMONTE 

invecc cssendo pressoclie emisfcrici, a perimetro subrotondo. Omcttcndo 
peril queste accidental! modilicazioni , in generate YEchinolampas ajjinis 
fassi riconoscere pei caratteri seguenti : corpo quasi emisferico , cioe 
superfine dorsale fatta a volta , e superficie inferiore piana verso il 
margine, incavata nel mezzo; margine crasso, tondeggiante , mi po' com- 
presso sul ilavanti , irregolarmentc circolarc-ovato ; cincrue ambulacri , 
(brmati da due ordiui di fori doppj tra loro riuniti per via di altret- 
tante linee parallelamente impresse , convcrgono uniformemcnle verso 
un punto delta superficie supcriore, clie non e centrale, ma di cpalclie 
tinea avanzato anteriormentc. De' fori costitucnti gli ambulacri, gli este- 
riori sono trasvcrsalmente allungati , gli interni pcrfettamenle rolondi. 
La porzionc piu centrale degli ambulacri vedesi alquanto convessa , 
quasi pctaloidea; verso il margine at contrario gli ambulacri piu non 
vengono tracciati che da una leggerissima depressione canaliforme , la 
(juale oltrepassando la pcriferia del guscio protendesi fino all'apertura 
delta bocca; questa poi e ovalare col suo maggior diametro in direzione 
trasversale ; 1' istessa figura e direzione osservasi nell'apertura dell'ano, 
collocata posleriormenle e sotto il margine. I tubercoli rassoroigliano a 
quelli di lutti i Clipeastri gia menzionati. 

Abila Fossile nel terreno terziario mediano della collina 

delta di Supcrga a Torino , nel Brabante , a Bordeaux , Dax , ecc. 

ECI1INOLAMPAS S1MILIS Ac. 

Tab. II. Gg. 5-;. 

Echinolampas siibhemispliaerico-comprcssus, ambitu ovbiculari-oblungo, 
ambulacris angustis , cotwexis, excentricis , poris sulco conjunctis , 
ImsL longitudinaliter excavata , ano submarginali , transversa. 

II fossile , clie io qui iulendo descrivere paragonato col vero Echi- 
nolampas similis di Agassiz, mostrasi colla superficie inferiore molto 
piu profondamente scavata nel senso dell'asse longitudinale ; essendovi 
pero ne'earatteri piu esscnziali pcrfelta identita , credo accidenlale la 
summentovala differenza. 

Dalla precedentemenle descritta va distinla questa specie per avere 
il dorso mcuo convesso , e il perimetro ovale-allungato. 



DEL DOTTOHE E. SISM0NDA J J 

Longitudinale o ; o56- 

Diametri { Trasvcrsale o,o5o. 

Verticale 0,024. 

Abita Fossile nel terreno terziario mediano della collina di 

Torino, eel a Grignon (Ag. ). 

ECHINOLAMPAS STUDEIU Ac. 

Echinolampas subhemisphaerico-compressus, ambitu orbiculari-ovato , mar- 
gine acuto , bast subconcava ; ambulacris e vertice excentrico ad os 
radiatim extensis; ore centrali, ano submarginali; tubcrculis aculeorum 
miliar ibus , crebris, circulo impresso cine lis. 



Agassiz Descript. des Echio. foss. dc la Suisse p. 58. tab. 9. Gg. 4-6. — Mcui. de la 
Soc. d'liist. nat. de Neuchatcl vol. 3. 



Questo esemplare, quantunque riferito all' Echinolampas Studeri Ag. 
ha pero le aree ambulacrali alcun poco piu strettc; un tal carattere lo 
avvicinerebbe molto al Cljrpeaster hemisphaericus Lam., ma il pessimo 
stalo di conservazione, in cui trovasi l'unico individuo, che prendiarao 
a descrivere , appena ci lascia certi sul genere , senza permctterci di 
stabilire un rigoroso paragone per determinare assolutameiile a quale 
delle due summentovate specie deggiasi di preferenza rapportare. 

Intanlo se e veramente V Echinolampas Studeri Ac, cui rassomii;li;i 
in tutto tranne la minore estensione delle aree ambulacrali , desso uon 
f'u sinora ritrovato clie fossile nei terreni cretacei della Jungfrau ; se 
poi e identico al Cljpeaster hemisphaericus Lam. (Echinolampas hemi- 
sphaericus Agass. ) osservero clie trovasi c vivente sulla costa occidentale 
dell' Africa, e fossile nel terreno terziario di Bordeaux, Dax, Saint-Paul- 
trois-chateaux, Italia, Montpcllier etc. II corpo di questo Echinolampa 
e semigloboso; dal vertice, che non trovasi ccntrale , ma piuttosto 
avanzato anteriormente , partono cinque ambulacri , che uniformemente 
vanno a convergere sulla superficie inferiorc all'apertura della bocca ; 
Essi sono formati da due serie di dopj>i fori tra loro riunili per mezzo 
di altrettante liuee oblique parallele; i fori estemi sono oblunghi, gli 



36 MONOUR.VMA 1H.GI.I EC.II1.N1DI FOSSli.I DEL P1E.MONTE 

interni rotondi. La superficie iufcriore va inscnsibilmente facendosi con- 
cava dal margine al ccnlro , ove ticne scavata la bocca, allungata nel 
^ erso del diametro trasversale ; I'ano e sottomarginale, poslcriore, ovalare- 
trasverso. Su lutta la faccia esterna veggonsi confusamente sorgerc d'in 
mezzo ail ajirettante fossette circolari mille tubercoletti migliarj, chc 
nnii oltrepassano in altezza il IWello della sostanza tcstacca. 

Abita ..... Fossile nel tcrrcno terziario superiore di Castelnuovo 
nell'Astigiana. 

Qucsta specie vennc per la prima volja scopcrla presso di noi ilal 
sig. Luigi Bei.lardi, cui la Paleonlologia gia va debitrice di alcuni in- 
teressaiili lavori; a lui, ed aUAvvocato Giovanni Michelotti , chc al- 
I'uopo mi furono cortesi di libri relativi a qucsto lavoro , rendo qui 
pubbliche grazic. 

Gen. CLYPEASTER Lam. 

(Echinanthus Breyn, et Gray. — Echinorhodum ct Echinodiscus. 
V. Phels. — Lagana Gn. B11-B1..J. 

1 limili , cnlro cui il sig. Agassiz con'sidera il genere Clypeastcr 
lion sono p'm quelli , clie gli avca asscgnaln il Lamarck. Infatti molle 
specie gia facienli parte dei Clipcaslri, furono da Agassiz e da altri re- 
centi naturalisli Iraslocate nei generi Echinolampas , ScuteUa, Lagarut. 
Non essendo qui il luogo di far vedere come i diversi Autori, De-Blai.\- 
vn. i. e, Desmoueins ecc. , abbiano alia loro volta cercato di fissare i ca- 
ratteri veramente diagnostic! di questo genere, non riproduiremo che 
il modo , con cui lo caratterizza Agassiz: « Guscio ovalare o quasi 
» pentagonale, alto, spesso, inlernamente diviso per altrettante colonne 
» verticali in diversi compartimenti ; ano inferiore , marginale ; ambu- 
» lacri rappresentanti una Stella co'raggi rotondati ». 

Galcolando ben bene uno ad uno i suaccenuali carattcri, puousi, cosa 
non tunto facile prima d'ora, distinguere i Clipcaslri dalle Scutelle. Fin- 
tantoche i Naturalisti separavano questi due generi in vista della sola 
diversita nella spessezza del margine, malagevole, azzardata talvolta, im- 
possible tal altra restava una simile distinzione ; riscontrandosi infatti 
delle specie, per ros'i dire, intern. ediarie, non avenli cioe tin margine 



DEf. DOTTOnE E. SISMONDA 3^ 

acutissimo per appartenerc allc Scutelle (sccorulo Lamarck) c ne anco 
abbastanza rotondato e spesso per csscrc riferilo ai Clipcaslri, fanno esse 
subito conoscere rinsufticienza del earallerc distintivo tralto solamente 
ilall'esame dello spessore del margine per naturalinentc separare le Scu- 
tfelle dai Clipeastri. 

CLYPEASTER ROSACEUS Lam. 

Clypeaster ovato-clliplicus , pentagorius, dvrso corwexus; margine poste- 
riori retuso; pagina inferiori piano- concava , ambulacris amplissimis , 
■vertice convergentibus ; margine exili; ore centrali; ano submarginali. 

Ecuikl's nosACECs Linn, p. 3i86. 

Echikaktiius iii'.mr. Leskc ap. Klein, p. i85. tab. 17. fig. a. , et tab. 18. fig. b. — 

Encycl. pi. 148. fig. 5-6. — Scba. Mus. 3. tab. XI. fig. 2-3. — Knorr. Delic. 

tab. D. i. fig. 12. 

EcUISOHHODCM V. Pbcl. p. 38. 11.° 4' 

Clypeaster rosaceils Dcslongcb. Encycl. t. i. p. 199. — Lamarck. Anira. sans vert. 
p. 289. n.° 1. — Blainv. Diet. sc. natur. t. 9. p. 448- c ^ Man- d'Actiu. p. 21C. - — 
Agassiz. Prodr. Echin. I. c. p. 187. — Desmoulins. Ecbin. p. 212. 

La stipcrficie dorsale fatla a volta vedesi sormontata da cinque emi- 
nenze ovalari , tondeggianti , uniformemente convergent! alia soimnilu, 
piultosto larghe, ossiano lc aree ainbulacrali; in un individuo della col- 
lina di Torino ho veduto queste eminenze poco pronunciate , ovvero 
le aree anambulacrali anch'esse gibbose , rialzate in modo a trovarsi tulte 
presso a poco al medesimo livello , e divise le une dalle altre per un 
semplice solco, clie formava il letto a due seric di doppj fori riunili da 
linectle trasversali, costituenti H ambulacri. La Stella, che sulla super- 
Gcie dorsale formano li ambulacri colle aree entrostanli, ha precisamcnle 
Taspctto d'un Gore a cinque larghi petali aperto. 

I tubcrcoletti, che ricoprono si la superiore, che l'inferiorc super- 
ficie, sono confluentissimi e scorgonsi persino sullo spazio coniprcso tra 
quelle liiieeltc trasversali- oblique, che legano i fori auibulacrali; veggonsi 
tut li circoscritti da una infossalura circolare. II margine e sottilissimo 
quasi come nellc Scutelle; il suo perimetro traccia un piano penlagonale, 
coll'angolo impari anteriormentc. La superGcie inferiore piana pei due 
terzi esteriori, concava verso il centro , viene per cosi dire divisa in 
cinque compartimenli per mezzo di altrettanti solchi, che partendo dai 



38 MONOCRAFIA DECL1 ECHINIDI FOSSII.I DEL PIEMONTE 

cinque angoli marginali vanno a convcrgere verso il ccnlro, ovc Irovasi 
scavata una fossa pentagonale , die e 1' apertura della bocca. L'ano 
e costituito ila un piccolo foro rotondo a margine rientrante, situalo in- 
feriormente a poche linee di distanza dal margine posteriore. Due variela 
di questa specie veggonsi citate dal Lamarck. Alia seconda di quelle 
corrisponde il Clypeaster Bangianus , nomhiato, descritto, e parlicolar- 
mente studiato dal sig. Desmoulins. 

Abita rOceano Indiano, e Americano. Fossile non frequcnte nei 
terrcni subappennini dell' Astigiana , e nel terreno terziario mediano 
della collina di Torino. 

CLYPEASTER ALTUS Lam. 

Clypeaster peiiuigonus , poslice reeisits ; vertice conoideo, elato, campa- 
nulato; ambulacris qirinis , qiutdrifariam porosis , apice eowergentibus, 
longis ; margine brevi, crasso; ore pentagono , ano subrotundo. 

Echinus altos Gmel. p. 3187. 

EcBtKANTHUS altus Leskc ap. Klein p. 189. tab. 53. fig. 4- — Encycl. pi. 146. fig. 1-2. 

Echihites campanulatos Schlotlh. Min. Tasch. i833. VII. 5o ; Pctref 1. 323. — Scilla. 

Corp. marin. tab. 9. fig. i-a. — Knorr. Petrtif. suppl. tab. IX. d. fig. 1. 
Clypeaster altus Deslongcb. Encycl. t. 2. p. 199. — Dcfrancc. Diet, scienc. natur. 

t. 9. p. 449- — Blainv. Man. d'Actin. p. 216. — Lamarck. Anim. sans vert. p. 290. 

n.° a. — ■ Cuvier. Regnc animal, p. 236. — Grateloup. Mem. Ours. foss. p. 1 1 . — 

Agassiz. Prodr. 1. c. p. 187. — Desmoulins. Echin. p. 21G. — D'Arcbiac. Mem. 

Soc. Geol. 11. p. 192. 
Clipeasteii ouasdiflorus Bronn. Letbaea Geogn. p. go3. tab. 3G. fig. 9. a-0, 

Benche questa specie noa sia per anco conosciuta alio stato vi- 
\ente, e comune nelle Collezioni per trovarsi frcquentemente fossile. 
A questa molto vicino per la forma si e il Clypeaster turritus Ac. A mio 
avviso l'unico carattere difTerenziale consiste nell'avcre il Clypeaster alius 
gli ambulacri molto piu lunghi ed acuti, e'l vertice mono elevalo, ehe non 
il turritus. La superficie superiore o dorsale elevasi insensibilmente dal 
margine al centro a foggia di campanello, presenlando all'apice il punlo di 
comune convergenza de'einque ambulacri ; questi come nel Clypeaster rosa- 
ceus rassomigliano ad un fiore a cinque petali ; nella specie in discorso 
sono jiero molto piu lunghi, piu elevati, piu convessi , meno ampj ; i 
pori che li tracciano sono doppj, e ordiuati in due serie. I tubercoli 



DEL DOTTOItE E. SIS.MONDA 3 Q 

DCcap.no indistintamcnte tutta la faccia esterna del guscio, compajono 
piu gross, alia supcrncie inferiore che alia dorsale , e come nclla specie 
precedentemente descritla alzansi d'in mezzo ad altrettante fossette cir- 
colari. II margine c alto, spesso, pcntagonale; la superficie i.,fcriore 
scorges, solcata da cittque scanalaturc, che aventi origine dai cinque 
angol, c.rconfercnziali vanno a terminal in una fossa profonda cen- 
trale, penlagonale, in fondo a cui apresi la bocca; lano e posterior 
sottomarginale, piccolo, rotondo. 

Abita Fossi,e nel terreno mioceno della collina di Torino 

e .n Corsica, Malta, Provenza , Allemagna (Lamk.) Reggio, Calabria,' 
Montpelhcr, Dax (Grateloup). 

CLYPEASTER CRASSICOSTATUS Ac. 

Tab. III. fig. ,_J. 

Clypeaster pentagon*, antice productus , poslice retusus ; dorse subcam. 
panulato, margine crasso , pagina inferiori plano-concava , quinquies 
sulcata, ano rotundo, submarginali , ore quinquangnlari; ambulacrh 
quints; areis ambulacralibus valde prominmtibus. 

Lunico carattere, che possa vcramentc aversi qual distintivo di questa 
bella spece dal Clypeaster alius si e la forma degli ambulacri, e il -ado 
dl clevaz.one dorsale; infatti e identica la figura del disco, la forma 
de, tubercoh, e la forma e la posizione dell'ano e della bocca, mentre 
nel Clypeaster crassicostatus vedesi meno elevato il dorso, meno conico 
e pn\ pronunciati, pin r ig 0n fi , piu ro tondali gli ambnlacri. Anche il 
Clypeaster crassus Ac. vedesi a questo molto analogo, andandone distinto 
pe soli ambulacri piu appiattiti ; non possiamo peril imputare al si«uor 
Agassiz la separazione di questa specie, essendo comune avviso^ei 
(.eolog, essere pin noeivo alia scienza il riunire sotto una sola specie 
mdmdai anche menomamente diflerenti, che non il distinguerli in specie 
d.verse; s, e infatti da simili distinzioni slabilite conscienziosamente su 
vere, ancorche poco marcate modiflcazioni di strutlura, che il Geolo-o 
resta avvcrtito delle variazioni sofferte dagli esseri organic! in ciascun 
penodo geolog.co, che e quanto dire del graduate mularsi delie condi- 
zion. termo-telluriche a seconda delle diverse rivoluzioni , cui ando 
soggctto questo noslro globo. 



4<> M0N0CRAFIA DEGLI ECHINIDI FOSSII.I DEL PIEMONTE 

ILongitudinalc 0,10. -+- o,oo4- 
Trasversale 0,09. 
Verticale 0,03.-4-0,007. 

Abita Fossile Bella collina di Torino, ove riscontrasene 

altresi una varieta rimarchevole per cssere proporzionatamente meno 
ancora ili qucsta elcvata sul dorso , nicnlrc al contrario di niolto l'a- 
vansa in lunghezza e larghezza. Eccone le dimensioni: 

f Longitudinale 0,1 5. 

Diamctri 1 Trasversale 0,12. 



Verticale 0,04. 

CLYPEASTER AMBIGENUS De-Blaint. 

Clypeaster subovato-pentagonus , dorso coiwexiusculus ; ambulacris quint's 
ovalo-oblongis , pulvuuttis , quadrifariam porosis ; pagitia injeriori quin- 
quesulcata , plano-concava ; niargine. exili ; ano rotundo , submargi- 
nali; ore centrali. 

Ecbiiunthus m Mii.is Leskc ap, Klein, p. 188. tab. 19. Cg. c-J. — Encycl. pi. 146. 

fig. 3-4. — Seba. Mus. 3. tab. i5. lig. i3-i.',. 
Scutblla AMQ1CBNA Lalllk. t. 3. p. 2S6. n.° 17. 
Cltpp.asteh mucins Blainv. Diet. sc. nat. t. 48. pag. 299. — Man. d'Actin. p. 216. 

— Dcsmoul. Echinid. p. 214. — Agassiz. Prodr. Echin. p. 20. Mem. Soc. Neueh. 

p. 18,. 

La specie cite prendo a descrivcre, si e una di quelle, in cui vedesi 
meglio la grande relazione, che havvi tra i due generi Clypeastcr e Scutella. 
Fortemente compressa dall'alto al basso presenta un margine soltilissimo, 
caraltere che indusse Lamarck a considcrarla siccome una Scutella. 
Ooncava d'allrondc alia stipcrlicie inferiore , giusta il sig. Desmoulins , 
11011 puo in alcuna manicra far parte alle Scutelle. Tulli gli Aulori che 
trattarono degli Echinidi veggonsi bens! d'accordo nello stabilire, che le 
Scutelle a dhTerenza dc' Clipeastri debbano avere il corpo fortemente 
schiacciato, il margine soltilissimo, c la circonfereuza piu o meno cir- 
colare ; ma io credo che di massima imporlanza sia d'aggiugnere col 



DEL DOTTOUE E. SISMONDA .\ I 

sig. Desmoulins a questi un altro caraltere , clie cioe le Scutclle hanno 
la superficie inferiore piana, mentre i CHpeastri L' hanno concava. Infatli 
abbiamo dei Clipeaslii di perimetro piu o meno rotondo , di corpo 
schiacciato, appiattito, c quindi a margine sottile, sicche non badando 
alia loro piu o men grande concavita della pagina inferiore, di leggieri, 
come gii avvertii , si confondercbbero colle Scutclle. 

II Cly/ieastcr amlrigcnus , se non si osserva attentamentc , pare un 
giovine individuo del Cljpeastcr rosaceus ; Borson infatti nel Catalogo 
giu citato l'cbbe a confondere con questultimo. Non pertanto sono evi- 
dent! lc dilfercnze chc passano bra le suddelte specie , consistent! di 
preferenza nella spessezza del corpo , nel grado d'elevazione degli am- 
bulacri , e nella figura del perimetro. II corpo mostrasi assai schiacciato, 
leggcrmente convesso sul dorso, al cui ccnlro convcrgono cinque am- 
bulacri di figura ovalo-allungata , quasi piani o pochissimo sporgcnti , 
petaliformi, formati ciascuno da due serie di doppj fori corrispondenlisi 
e tra loro collegati per allrettanle linee tiasversali paralelle. La super- 
ficie inferiore va insensibilmente facendosi concava dal margine al centro, 
ove come nelle specie teste descritle, convcrgono cinque solchi scorrenli 
precisamente in direzione della linea mediana corrispondeute alle aree 
ambulacrali della pagina dorsale. La bocca e centrale, irrcgolarinenle 
pentagonale ; I'ano sottomarginale, rotondo, posto in molta prossimila 
del margine posteriore. II lembo e sottile , e traccia sul piano un pe- 
rimetro pentagonale , colli angoli per6 molto aperti , o rotondati. I 
tubcrcoli sono conform! a quelli del Clypeaster alius, e del rosaceus. 

Degne di particolar menzione sono due varieta della specie in discorso, 
fossili nel colle Torinese , le quali offrono una singolare modilicazione 
nella figura del disco; l'una e talmente allungata da presentare 0,070 
di lunghezza su 0,049 tu hwghezza; l'altra quasi regolarmente ovale , cioe 
pochissimo recisa posteriormente, meno sporgente sul dinnnzi, c colli 
angoli laterali ottusissimi. 

Abita Fossile nel terreno mioceno della collina di Torino. 



Serie II. Tom. IV. 



4a MONOGRAFIA DEC LI ECHIMD1 FOSSILI EEL P1F.M0NTE 

CLYPEASTER BEAUMONTII mihi. 

Tab. in. r.g. 4-5. 

Clypeaster uttenuatus, ambitu quinquangulari , postice coarctato , reciso, 
angulis productis; ambuJacris ovato-acutis , subconvexis, poris sulco 
conjunctis ; supcrficie inj'era plano-concava , quinqtieradutta , ano sub- 
fharginaU, rotundo, ore ccntrali, pentagono, transversim oblongo. 

Ravviso in questa specie un abito mislo, e tale chc forse potrebbe 
fornire il tipo di an nuovo gencre inlermediario a quello, cui la rap- 
portiamo, ed ai generi Scutella o Lagana. Se infatli l'cslrema solligliezza 
del corpo, e la poea elevazione degli ambulacri mentreche la allontanano 
dai Clipeastri le attribuiscono qualchc analogia colle Sculelle o colle 
Laganc, il disco pentagonale , la faccia inferiore concava, e la vicinanza 
dell'aoo al margine, ne la distinguono essenzialmentc. Non e adimque 
die in soguito a rigoroso esame della pluralita de'caratleri , che non 
dubitai di farla entrare ne'Clipeaslri , co'quali piu che con qnalsiasi 
altro gencre conosciuto , put) naturalmente collocarsi, malgrado che le 
suddette particolarila di configurazione facciano si, che non ne riempia 
appuntino la diagnosi. 

I caratteri spcciGci del Clypeaster Beaumontii consistono nel relativo 
grado di soltigliezza del corpo, nella figura del perimetro, e nella ra- 
gione in cui il diainelro trasversale sta al longitudinale; distinguesi in- 
fatti da tutte le specie congeneri per essere oltrcmodo appiattito sul 
ilorso, e per avcre il margine sottilissimo, di figura pentagonale pres- 
soclie regolare , colli angoli pero molto sporgenti , posteriormente 
contratto, prevalendo l'asse trasversale sul longitudinale; gli ambulacri 
sotio appena convessi, pctaliformi ; la superficie inferiore concava nel 
mezzo, ove convergono cinque scanalalure corrispondenti a cinque an- 
goli. ed ove apresi la bocca per mezzo d'un foro pentagonale , alquanto 
allmigato trasversalmente; l'ano e rotondo, piccolo, prossimo al margine; 
i tubercoli rappresenlano in figura quelli delle specie precedentemente 
descritte. 

Longitudinale 0,062. 

Dinmetri \ Trasversale o,oG3. 

Verticaie 0,01 4- 



DEL DOTTOHE E. SISMONDA $ 

Abita Fossile nel terreno terziario mediano della collina 

di Torino. 

Al sig. Eme di Beaumont, Professorc di Storia Nalurale e Membro 
dell' Iiistiluto di Parigi, dcdico qucsta specie siccome ammiratore del suo 
fccondissimo ingcgno, e seguace di quella dotlrina , che impresse colla 
verita nuova faccia alle geologiehe discipline. 

Gen. ANASTER mihi. 

Questo genere c fondato sulla mancanza di ambulacri. Infalti per 
tjuanlo attentainente io abbia esaniinali li individui che vi rifcrisco, 
non mai venncmi fatto di vederne neppur confusamente alcana traccia, 
sicche dovetti persuadermi che essi non poteano in rerun modo con- 
fondcrsi cogli altri Clipeastroidi. 

Mancando gli ambulacri , siam cerli che questi aniraali allorche go- 
devano della vita, mancavano eziandio di quei tubi membranosi , con- 
trattilissimi, che escono dai fori ambulacrali; siffatta aberrazione non 
rechera pert) meraviglia, qualora ad un tempo si badi alia grande di- 
versita d'organizzazionc , che gia vediamo distinguere le tre famiglie 
tlegli Echinidi, alia poca influenza, che sulla economia viva di quest'or- 
dine di Radiarj pajono esercitare i suddelti tubi membranosi e alia man- 
canza d'un organo ben piu essenziale alia vita, l'ano, mancanza gia 
riconosciuta dal Goldfuss in quelle specie su cui stabili il nuovo suo 
genere Glenotrcmites. 

Avuto riguardo alia rispeltiva posizione dell'ano c della bocca , ed 
alia forma generale del corpo, il genere Anastev va annoveralo nella 
famiglia de' Clipeastri ; quanlo per6 al posto naturale , che nella serie 
dei generi debba occupare , non e possibile precisarlo , giacche non 
avendo li ambulacri , resta privo d'un . essenziale carattcre di paragone ; 
quindi io lo considerai come 1' ultimo dei generi dei Clipeastri, ancorche 
forsc piu naturalmente dovrebbesi risguardarc siccome l'ultimo dell'or- 
dine delli Echinidi. 

Oltre 1'assenza degli ambulacri, caralterizzano ancora questo genere 
la forma schiacciala del disco, il pciiiuetro irregolarmente ovale, cioe 
piu largo posteriormente , la bocca suborbicolare, inferiore, ecu/rale, lam* 
sottomarginale. 



■j i MOSOCRAl'IA DLCLI LCII1NIDI FOSS1LI DEL P1E.MOKTE 

ANASTER STUDERI mihi. 

Tob. II. fig. 8-9. 

Anaster parvtdus , ovato-acutus , postice latior; (torso compresso, vix 
fornicato, ambulacris nullis ; pagina inferiori paulisper incavata, ore 
centrafi, subrotundo, «no subtndrginaii, tratisversim oblongo; tuber- 
cutis vix visibilibuSj miliaribus, circulo impresso circumdatis. 

Dedico questa specie al cliiariss. sig. r Sttjder, Professore di Storia 
Naturale a Bcrna. 

Tipo del nuovo generc Anaster, essa prescntasi con un insieme 
di caratteri affatlo singolari; il corpo e piccolissimo, e compresso, di 
ligura ovale pin prolralto sul dinanzi, piu ampio posleriormente ; la 
superficie dorsale appena convessa e assolutamente priva di ambulacri ; 
il inargiuc e tondeggiante, assai spesso in proporzione della piccolezza 
del corpo. 

Nel mezzo alia supei'Gcie inferiore piano-concava apresi la bocca 
con un foro ampio, subrotondo; l'ano e piccolo, aperto posteriormente 
in prossimita del marginc, ovale, col suo ir.aggior diametro dirello tra- 
svcrsalmcnte; qua c la su tulla la faccia cslerna veggonsi dei tuberco- 
letti siniili a piccoli grani elevali d'in mezzo ad altrettantc fossette eir+ 
colari. 

Antero-poslerioi-e o,oo5. 



Diametri , 

Trasversale o,oo3. 

Abita Fossile nel terreno sopracrctaceo mediano della collina 

<li Torino. 



Gen. CIDARIS Lam. et Auct. 

Nci brevi cenni, die supeiionncnte lio fatto sulla storia delli Echinidi, 
ho avverlilo chc quantunquc qucsti animali venisscro compresi nella 
rlasse de' Railiarj , non avevano perd il carallcre , die merito il nome 



DEL nOTTORE V. SIS.UOSHA .'[.") 

agli uiiiniali suddetti, cioc tuttc le loro parti disposte conic lanli faggi 
attorno un ccntro coiminc. Qucsla vcrila facilmcnle riconoscibilc negli 
Spalanglii , c nci Clipcaslri , ovc per la rispeltiva posizionc di'llano c 
•lclla bocca , c per la forma allungala del corpo rcsla marcatissiina la 
simmelria bilaterale , ancorcne piu difficile a constatarsi , non e pero 
nieno csprcssa nclla famiglia de'Cidariti. Qucsli esscii prcsenlano, se- 
condoche saggiamcnlc osscrva il sig. Acas.siz, un asse antcro-poslcricrc , 
Del cui unico verso lasciansi naturalmente dividere in due parti sim- 
metriche ; stante la forma globosa, c la centrale posizione si (lell'ano 
die della bocca, questo asse non puossi fissare nc'Cidariti , clie osser- 
vando la direzione delle piastre cosi dette oviducali. Vedesi infatli chc 
alia sominita del disco de'Cidariti, ncl punlo cioc ove convcrgotio le 
varie serie di piastre coslituenli il guscio , trovansi altre piastre diffe- 
renti di forma , dette oviducali, ed intraoviducali; le piu grandi di 
qucstc, ordinariamcnle in numero di cinque, manlengono una disposi- 
zione allernanle colic serie ambulacrali, cioe le due prime pari trovansi 
sui luli dell'ambulacro ahtcriore imparl, le altre due pari occupano lo 
spazio tra il paja anlcriorc, c il paja posteriore dcgli ambulacri, l'ultima 
iinpari, quando csislc, riempira lo spazio tra li ambnlacri posteriori, e 
segnera la porzione anale, o posteriore del guscio. Si puo adunquc 
eonchiudcrc che l'ambulacro anteriorc od imparl e nei Cidariti come 
ncgli Spatanghi, c nei Clipeastri scnipre dianielralmente oppos'to alia 
piastra oviducale impari, clie e quanto dire opposto all'apertura dell'uno; 
aggiugnendo ora che la piastra oviducale impari e di leggieri ricono- 
scibilc per essere alquanlo piu larga delle compagne, si awa cosi uu 
punto Gsso e certo per tracciare anche nei Cidariti quella linca , nei 
cui verso vedesi disposta la siinmetria bilaterale. 

Per quanto rigorosc sieno state le mie ricerche nell'Astigiuua c nclla 
eollina di Torino , non mai vennemi fatto di ritrovare un guscio ili 
Cidarite , o alineno una piastra isolata, mentre ne scopersi le punte 
od aculei di diverse specie (i). Facendo cio osservare al dislintissimo 



;i) 11 signor Duttorc Tommaso Antonio Catcllo , Professorc di Storia Naturalc nell' Uni- 
vrrsila di Padova, cd a cui gia .mdi. mi dcbilori di molti , c tutti intcrcssuntissinii lavori geo- 
logici , in un suo rcccntc acritto intitolalo : Osservazioni geognostico • zoologiche sopra due 
scritli ecc. ecc. vorrcbhe pcrsuadcrci , conic gia procuro diniostrare nclla descrizione di un 
acnlco di Cidarile puliblicata ncl scslu buuestre del Giornak Parese pn I' anno 1823 , che 



46 MONOGIUFIA DEGL1 ECHINIDI FOSSII.I DEL PIEMONTE 

Gcologo sig. Stidf.r, ebbi l'onorc d' iutendcre dal mcdesimo, che tal 
cosa dipcndcva forse da chc la composizionc o la natura dclle piastre 
era meno resistcnte chc li aculei alle forze disorganizzanti del terreno, 
ia cui questi rinvengonsi sepolli. Rcsterebbe ora a sapersi qual sia il 
principio, che rende cost solidi li aculei. 

CIDA RITES JNOBILIS Muhster. 

Tab. HI. fig. 6-7. 

Odarites . . . aculeis muricatis, anguloso-coinpressis , vel cylindraceis , 
longitudinaliter tenuissime striatis. 

Leskc ap. Klein. Echinod. tab. 5-i. fig. 8. acul. fragm. — Goldf. Pctref. p. 117. pi. 3c,. 

fig. 4. — Lain. Anim. sans vcrtcb. t. 3. p. 386. n,° 4- — Agass. Prod. 1. c. — 

Desnioul. Echinid. 1. c. 
Cidamtes iMPEnULis Catullo Saggio di Zool. foss. ' 

Alle molte varieta di aculei , clie pel Cidarites nobilis gia vediamo 
liguratc nella citata opera del Goldfuss aggiungo queste, trovate fossili, 
il n.° 7 nel terreno snbnppennino dell'Astigiana (pliocenico) e '1 n.° 6 



niun nmUgsio si puo trarre dallo studiu di questi corpi (aculei) quando lion sono accompagnali 
dal guscio. Non possiamo in alcun niodo adcrirc alia sentenza di si benemerito Autorc, perche 
la praam dcgli aculei prova la gia easterns de' gusci; perche i soli aculei rcttanicnte studiati 
e paragonali cou quclli dc° Urieni , ovc potcronsi conscrvarc i rispcttivi gusci , sono pel Gcologo 
lanto interessanti quanto qualsiasi altra spoglia organica; perche inline anrlic quclli stesii aculei, di 
cui non conobbesi mai , strettanienlc p.irlando, il rtspettivo guscio in alcnna formazione, in alcun 
terreno , bastano tultavia da per se soli a foinire al Gcologo quegli stcssi luini, cllc potrebbe ri- 
<av.ire daH'csanic di un Cidaritc iuticro; iufalli tuUavoltachc il Naturalists avra riscontrati in rc- 
gioni diverse 1c medesinie pnnte di questi esscri , accompagnate o no dai rispcttivi gusci , potra 
sempre ragioncvolmcntc gia Bospettare I' idciitita di que' terreni , cosa clic potra constatare roc- 
diantc 1' inspezionc e il paragon* di altii fossili , e che potra poi anche stabilirc in rnodo assoluto 
dietro la sola scorta d. Hi aculei in discorso , qualora sieno cssi isolati. Sc il Botanico-gcologo 
ticne in gran conto 1' impressionc d'una foglia , ancorchc non acconipagnala dal suo tronco , dal 
suo fusto , perche- non dovra il Zoo-gcologo fare cgual calcolo , e profondo studio di questi 
aculei, cbe alia pcilinc sono pur cssi irrccusabili Itstimonj dellc rivoluzioui soll'crte da quelle lo- 
. ilita, nc' cui scdimenti trovansi sepolli , c che per appartenere ad una Famiglia d'animali tutlora 
wi.utc, c la cui iisiolngia fu dai modcrni naturalist] meBsa in chiara luce, ponno in uiodo al- 
ineno gcucrale palcsarci le coudiziuni termo-gcogralichc di que' puuti , in cui rinvengonsi solln- 
rati, all'epoca certameutc rL-motijsiuia , cui quests riflessione ascendc 



DEL DOTT0HE E.' SISMOKDA /„ 

nel terziario medio (miocenico) della collina di Torino, le quail po- 
trebbero forse speltare a qualche specie tuttora incognita, ma die per 
la mancanza del guscio son costretto a considerare come semplici variela 
fli quelle , con cui conservano maggior somiglianza. 

C1DARITES BLUMENBACHII Master. 

Tab. III. fig. ii. 

Gdarites . . . aculeis majoribus subcylindvaceis granuloso-vel muricato- 
costatis. 

Goldf. Pctrcf. p. i,,. p l. 3 9 . fig 3 h . g ? 

ClDABITES FLOMGEMMA Phill. Gcol. York. p. ,37. pl. ,,,. fi „ 

Cidams elokgata Rocracr. Verstcin. d. Oolith. 

Cidams Blumehbacbh, et C. flobioemma Agass. Prodr. 1. c. 

Fossile col suo guscio nel Liasse Lyme Regs ( Inghillerra) , nel 
terrene g.urass.co d, Besanzone , Svizzera , Baviera : le sole punte nei 
sedimenti terziarj superior! dell'Astigiana. 

CIDARITES MARGINATA Goldfuss. 

Tab. III. 6g. 8. 

Gdarites . . . aculeis brevibus , cjlindraceis , muricato-costatis , apice 
truncato. r 

Goldf. Pctrcf. p. ,,8. pl. 39. 6g. j. c-c ? 

Echinus cidams Tar. b. Linn. Gmcl. p. 3, ,5. 

C.dams nmiiii rar. Lcske n.o , 9 . p . ,33. p ,. 4 , fig ^ 

c, °z tt p ; rkinson ; 0rg - Remains - l 3 - pi - •• *■ ••■ - **»*■ **«. ** « 

u. 1a. ng. 2-3. _ t,ani.,anim. sans vert. t. 3. p. 38? n ° - — A,,., n a 
I. c. - Dcsmoul. Echinid. p. 33o. ' ** ' Prodr 



Fossile della formazione giurassica di Baviera, cretacea di Rouen, 
Oxford, Sussex, terziaria mediana della collina di Torino. 



48 MONOGRAFIA DEGLI ECII1NIDI FOSSILI DEL PIEMONTE 

CIDARITES PUSTULIFERA Ac. 
Tub. HI. Sg. 9. 

CiJarites . . . aculeis cjli/idraceis, elongatis; tuberculis confuse dispositis 
exasperatis. . 

Agass. Mem. soc. Hclvct. torn. 4- — Catal. syst. cctyp. Echin. loss. Mus. Neocom. 

cent. X. n.° 17. 
An var. aculcor. cij. nobilis Minister ? 

Fossile ncl terreno giurassico di Besanzone (Ac.) e nel terziario 
meiliano del colic Torincse. 

CIDARITES VESICULOSA Goldfuss. 

Tab. III. fig. 10. 

Cidarites . . . aculeis elongatis , Jusiforinibus , subcostalis , apice peijbratis. 

Goldf. Petref. p. 120. pi. 4°- fig- 3. — Lcske ap. Klein, tab. 3a. fig. L. M. — Parkins. 
Org. Rem. in. pi. 4. — Transact. Geol series IX# vol. n. tab. l\i. Gg. 16? — 
Agass. Prod. Echin, 1. c. — Desmoid. Echinid. I. c. — Bronn. Lethaea p. 607. 
tab. r -'<j. fig. 16. 

Fossile ncl terreno cretaceo della Turrena , Westfalia, Svizzera 
(Neuchatel), Russia, c nella collina di Torino. 

Gen. ECHINUS Linn, et Auct. 

Intcndevasi ai tempi di Linneo sotto il nome di Echinus tulta la 
numcrosissima e svariata scric di animali invcrtcbrali , cite ora divisa in 
varie famiglic , e parccchi generi cosliluisce l'intiera classe dclli Echi- 
nidi; tal riunionc utile pel solo verso di far couoscerc la naturale re- 
lazione di tutti li Ech'midi tra loro , fu rigettata da Klein, e poscia da 
Leske, sicche piu tardi queslo vocabolo piu. nou servi clie a distinguerc 
li Ecliinidi di forma globosa, e coll'ano verticalc, ossia gli Echinometri 



DEL DOTTORE E. SlSMONDA 49 

del sig. Breyn. — Lamarck consideraiulo la differcnza nclla forma de' lu- 
bercoli oU'crta dalle varie specie degli Echi/iometri del sig. Breyn , le 
divise in Cidariti, e veri Echini. Agassiz ammise il generc Echinometra 
di Breyn e riconosciulo da V. Phelsum e Gray, ma non \i fece en- 
trai'e che le specie (Echini de' varj Autori) avenli il guscio ovale col 
maggior diametro in direzione trasversale ed obliqua all'asse longitu- 
dinale. Dagli Echini considcrati nel senso del sig. Lamarck trasse Gray 
il genere Arbacia^ cosi mutilato queslo genere venne Cnalmcnte limitato 
dal sig. Agassiz a comprendere quegli Echinidi di Ggura piu o meno 
globosa cogli amhulacri couiposti da tanti segmenti d'arco formati da 
parecchie paja di poi'i, c convergenti uniformemente verso la sommita, 
col disco circolare o sul>angolare, regolarissimo. 

ECHINUS LINEATUS Goldfuss. 

Ecliinus hemisphaerico-depressus , subassulcttus , verrucis mammitlaribus , 
arearu.ni minorum bifariis, majorum quadrif'ariis , versus basim dupli- 
catis , circulo granulorum cinctis. 

Lamarck. Anini. sans Tcit. t. S. p. 3?r. n.° 37. — GoJdf. Pctrcf. p. i?t\. pi. 4". fig. >i- 
Ecuwos traeiTis Aguss. I'rodr. 1. c. — Desmoul. Eclnii. p. aga. 

Si e questa Tunica specie di Echino conosciuta nell' Asligiana , e 
Irovasi essa pure raramente. Non cosi difficile si e il rinvenirne li aculei, 
che di quando in quando m'avvenne di scoprire nella caviti delle grandi 
conchiglie. 

Distinguesi pel corpo emisferico alqnanto appiattito ; il suo perimetro 
non e assolutamente circolare, ma leggiermente pentagonale, con angoli 
cioe apertissimi corrispondenti alle aree ambulacrali. Gli ambulacri dal- 
l'apice del guscio camminano retti lino aU'apertura della bocca, allar- 
gandosi alquanto verso il margine. Sono essi costituiti da doppj fori 
rotondi , disposti longitudinalmente a zig-zag tre copie in tre copie; la 
faccia esterna vedesi tutta coperta di tubercoli mammillari, quali grossi, 
quali piu piccoli ; i piu grossi si distribuiscono in due file sulle aree 
ambulacrali, ed in quattro sulle anambulacrali; i piu piccoli compajono 
solamente a qualche distanza dal vertice, veggonsi seminati alia rinfusa, 
e senza ordine ; si questi poi che i primi sono alia loro base coronati 
Sebie II. Tom. IV. g 



5<J MONOCRAFIA DEGLI ECH1NIDI FOSSILI DEL PIEMONTE 

da un circolo di granulazioni non piu acuminate e senza capezzolo. 
La superflcic inferiore fassi concava nel mezzo , ove tiene scavata 
un'ampia aperture subrotonda , ossia la bocca, sul cui margine interno 
veggonsi tuttora ailerenti alcune parti clell'apparecchio masticatore. 

Cercando di vuotare il guscio dalla sabbia, che il riempiva, vi trovai 
diverse punle simili a quelle dell' Echinus esciilevtus Linn, c che io 
credo proprie della specie in discorso ; ora V Echinus lineatus Goldf. 
sarebbe forse una varieta dell' Echinus esculcntus Linn.? Nientc di piu 
facile: infatti concordano nella forma dei lubercoli, nella disposizione 
di questi e de'fori ambulacrali, non che nella natura degli aculei. 

Abita Fossile raro nelle sabbie subappennine dell'Astigiana , 

e nel terreno calcareo-giurassico della Svizzera, e Baviera (Goldf.). 



CONCLUSIONE 

Quantunque abbia in questo scritto premesso, che siccome degli 
altri fossili, cosi degli Echinidi ciascuna formazione in particolare avea 
li suoi generi o le sue specie proprie e caratteristiche, non intesi pero, 
cosi dicendo, dare una sentenza assoluta, che cioe non possano fossili 
idcntici essere comuni a terreni non coelanei ; cib sarebbe un volere 
assurdamente por limiti alia natura , e contraddire ai fatti medesimi , 
su cui e fondata tale nostra proposizione , quando venga interpretala 
in modo generale. In senso piu assoluto potrebbesi intendere che cia- 
scun periodo geologico abbia avuta un'organizzazione sua propria per 
rispetlo a quelli animali, che occupano i primi posti nella serie zoo- 
logica; essendo per mille osservazioni provato, che le varie rivoluzioni , 
cui ando soggetto il nostro globo , nella disU'uzione da esse operata 
delle razze, tennero una via, che trovasi in ragione direlta della com- 
plicazione di struttura loro; ma quando portiamo lc nostre osservazioni 
su animali di piu semplice organizzazione , siam coslretti a modiGcare 
le nostre idee , e ammettere oltre alle specie particolari e caratteristi- 
che , altre specie , che poterono attravcrsare varie epoche geologiche, 
siccome ce lo attestano i diversi sedimenti, enlro cui ne troviamo se- 
polte le spoglie. Applicando quesl'asseizione agli Echinidi del Piemonte 
( di cui su venticinque specie quattordici appartengono alia collina di 



DEL DOTTOP.E E. SISMONDA 5 1 

Torino, o tcrreno miocenico, selte all'Asligiana, o terrcno pliocenico , 
e quattro comuni all'uno e all'altro) vedtamo laluni lion rinvenirsi die 
da iioi , ovvero se anchc allrove , ne' soli terreni terziarj ; altri invecc 
trovarsi ad uu tempo e qui e nellc formazioni o giurassica, o cretacea, 
come in Svizzera, Baviera, Wurtemberga, Inghillcrra, Nizza, Oxford ecc. ; 
altri infinc vivcre tultora ne'mari Iudiano , Americano ecc. Cercando 
ora di spiegare il perche alcuni di questi esseri abbiano \issuto durante 
il corso d'una sola eta geologica , altri abbiano potuto atlraversare di- 
verse epoche, ed altri infine conoscansi oggidi vivenli nelle sole regioni 
calde, menlre i loro identici si trovano fossili nelle regioni temperate, 
faro il seguenle ragionamento. Scorrendo la storia del noslro globo 
sianio avverlili da un' infinita di fatti inconteslabili, che a seconda delle 
varie cla geologiche notabilmenle mutarono le condizioni terino-geogi-afiche 
del nostro pianeta; quesle condizioni, di grandissima influenza su la vita 
de'eorpi organ ici, mentre favorivano lo sviluppo e la prosperita di nuove 
categorie organizzate, rendevansi micidiali per altre preesistenti, giacche 
e a tutti noto , che ogni classe d'animali o vegetali abbisogna di condi- 
zioni particolari per vivere e riprodursi; quindi ci spieghiamo come in 
generale a diversa formazione corrisponda un'organizzazione di nalura 
difFerente. 

Per rapporto poi a quelli avanzi di specie identiche , che troviam 
fossili in terreni d'eta anche diversa, dobbiamo stabilire che circostanze 
particolari fisico-geografiche poterono benissimo parzialmente mantenere 
in vita quelli animali gia per se slessi cosi semplici da non esigere 
condizioni tanto difficili a riempiersi. Se infine potevano aU'epoca della 
formazione sopracretacea vivere nel Piemonte li Echinidi, che ora abi- 
tano la zona calda, dobbiam dire che ben diversa dove a in allora essere 
la temperatura di questa parte di continente. Senza entrare nella qne- 
slione se un tale cangiamento sia l'efietto d'un deviamento dell'asse po- 
lare dalla sua prima direzione, siccome la vorrebbe Neree Boubee, 
ovvero del raffreddamento superficiale della terra secondo altri, o, forse 
piu probabilmente, di questo e dell'elevazione delle montagnc di solle- 
vamento, e degli stessi continenti, checche ne dica Laplace, che cioe 
la temperatura della terra e di pochissimo diminuita da ire mila anni 
in qua , dacche cioe si cominciarono simili osservazioni ( cosa che non 
proverebbe altro se non che dopo l'esistenza dell'uomo le forze della 
natura sonosi equilibrate), crediamo di aver aggiunte nuove osservazioni 



5a M0N0C1UFIA DEGLI ECHINIDI FOSSILI ECC. 

in conferma di quanto unanimnmente si stabilisce dai moderni Geologi, 
che cioe ciascun periodo geologico ebbe un'organizzazione sua propria ; 
che di uiolto si e abbassata la temperatura (i) del noslro piancta, e che 
il Piemonte, anzi l'inliero Continente, fu gia il letto dun vasto Oceano. 



(i) Sift'alta diminuzionc di temperatura , clic sta in ragionc invcrsa collcta dcllc formazioni gco- 
logiche, e che portd seco tin cangiamento nella densita dell'atinosfera, oltre allu tante altrc prove, 
con cui mettcsi fuor di dobbio, appoggiasi cziandio sulla picciolczza dcllc forme nellc classi organichc 
tuttavia csistcnti relativamcntc a quelle dcirantico mondo , sapendosi di ccrto dipendcre il maggiorc 
minore svtluppo de'eorpi organizzati per la maggior parte dalla piu o meno clcvata temperatura , 
come si puu anche presentenicute vederc calcolando solo in qual proporzionc crescano ad escmpio 
i grossi albcri dai poli aH'cquatore. Per conviuccrsi di tal vcrila basta por mente alle smisurate 
duiuusioni AcWEtefantc meridionale, del Mastodonte , dei Leoni, dcllc Tigri , dcgli Orsi , c dci 
Cinghiali fossili paragonandoli ai viventi d'oggidi ( per lc specie ancora csistcnti ). Piu prodigioso 
ancora mostrasi lo sviluppo nci rcttili che incontransi scpolti nc' tcrrcni giurassici; colossali infatti 
c mostruosi sono 1' Iuiosauro , il Plesiosauro, e il Mcgalosauro : qucst'ultimo lungo piu di scttanta 
piedi ci rapprcscnta una Luccrtola grossa nientc meno d'una Balcna. I vegetali anch'essi seguitano 
I' istcssa legge; quelle famiglie che vissero durante la formazionc sccondaria, lasciano vedcrc una 
forza di vegctazione molto superiore a quella , di cui godono lc istesse famiglie per anco viventi ; 
cosi i Licopodi ed altrc piante attualmentc crbacee alzaronsi all'cpoca menzionata in alberi con- 
•idcrcvoli. 



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53 

OSSERVAZIONI GEOLOGICHE 

SILLE ALPI MARITTIME E SIGL1 APENNINI LIGCKI 



ANGELO S1SMONDA 



rlOClSIORE Dl II J I E C U O C I I 



Letta nell'adunanza delli 28 marzo Hill. 



X geografi separano gli Apennini dalle Alpi , separazione ezianclio 
consigliata da certe consideiazioni geologiche. Coll'apparizione de'primi 
fini un ordine di cose, e ne succedette un altro caratterizzato princi- 
palmente dalla novita degli esseri organizzati, come si scorge dalle re- 
liquic di essi sepolti negli strati di quelle remotissime epoche, il quale 
periodo ebbe termine coU'avvenimento del sistema sardo-corso. Ma per 
quanto differiscano le due accennate catene di monti circa alia loro 
rispetlrva eta, pun to non divcrsificano nella composizione, avendo tutte 
e due la corteccia formata dei medesimi terreni. 

Passando dalle Alpi marittime negli Apennini e qucsti seguitando 
fino a Sarzana si vede un continuo avvicendarsi degli stessi terreni. I 
meno antichi occupano a volta a volta tratti poco estesi, ma bastanti 
ad accertarci deU'esislenza cola del mare prima chc succedesse il sol- 
levamento dei due sistemi alpini. 



54 OSSERVAZIONI GEOLOG1CHE Sl'LLE ALPI MAKITTIME 

Le formazioni maggiormcnlc antiche dclla terziaria si continuano 
dall'una all'altra delle due catcnc senza intcrruzionc. La giurassica ncgli 
Appcnniui liguri ritiene i mcdcsimi caratteri, clie noi gia le ass.cgnammu 
nel nostro scritto sui terreni stratiflcali delle Alpi (i); \i e formula 
dalle stesse roccie scdiincntosc, c le piu inferiori, come ncllc Alpi , 
corrispondono al liassc. I fossili nel calcare poco alterato dclla Spczia 
fanno cliiara testimonianza di cjuanto qui diciamo intonio all'cpoca dei 
terreni appenninici, e contraddicono l'opinionc di coloro, che inclinano 
a credere in questa catena, come allrcsi nelle Alpi, terreni sedimentosi 
anteiiori al liasse, i quali seppure esistouo, come dicemmo in vari dei 
noslri scrilti , non si distingnono dai primitivi, o come alcuni prescn- 
temente prcferiscono cliiamarli, dai crislallini. 

Qucste generality ritraggono l'opporluna dimostrazione dalle cose 
che imprendo a narrare, a cui do principio con quanto mi avvenne 
di notarc nclla valle della Corsaglia. Questa prendc origine tra' monli 
il cui pendio dalla parte di mczzogiorno si prolunga nel Tanaro. Sorgono 
sul culmine di essi porfldi e barilina in filoni racchiudenti i solfuri 
rosso e giallo d'ai-senico. I terreni stralificati rolti , sposlali ed anche 
sconvolti palcsano abbastanza urli e movimenti del suolo posteriori alia 
loro deposizione, la quale vuol essere considerata per molto posteriore 
all'apparizione del porfido rosso , come altrovc procureremo di di- 
mostrare. 

Lo sbocco poi della valle e tra colline del periodo terziario medio 
(mioceno) alle cui falde sta il villaggio di S. Michele. I loro mater iali 
consistono in arenarie assai svariate e pella grossezza degli ingredienti 
e per la quantita di materia ai-gillosa; e si ravvisa tra essi un certo 
ordine di distribuzione, da cui si l'ileva che or tranquille ed or burra- 
scose stavano le acque nelle quali si separarono, o forse convien meglio 
il dire , che cola li recarono. Tutti questi strati risiedono con un' in- 
clinazione al N. a5° O. sopra roccie di piu remota eta. Sono calcarei 
e scisti , i quali alia lor volta coprono roccie cristalline coi caratteri 
delle primitive. Lungo la via che mette nel vallone di Roburentello 
escono dall'arenaria terziaria alcune testate di calcare anlico , le quali 
sembrano abbassate verso TO. i5° S. Questa medesima roccia con pari 



(i) V. Mcmorie delta Reale Accademia delle Scienzc Vol. III. Serie II. 



DEI. PROFESSORE A. SISMO.NDA 55 

giacitura si presents all'osservatore all'cntrata della valle delia Cor 
sagha; ma qu.vi essa volta il dorso al N. 3o" O. e fa coll'orizzonte un 
angolo di 35". Al dissotto vi sta uno scisto quarzoso, ossia un quarzite 
bianco lattato, con nocciolini vitrei, attraversato da sottili striscie di 
lalco verde , frammischiato ad altro con aspctto madrepcrlaceo 

Nelle colline terziarie dei contorni della Torre appariscono con 
qualchc frequenza testate di calcare e di scisti giurassici con incostante 
.nchnaz.one. Questi nltimi sono verdi, alqnanto dolci al tatto tra 
Sfogha e sfoglia di essi vi stanno stralicelli di quarzo granoso; sosLza 
che v, » prolunga eziandio in vene, ma con aspetto e struttura vetrosa 
Le medes.me roccie leggermente modificate nella struttura, ovvero nella 
tinta formano le prime prominenze piu verso levante. Cessano poi a P - 
pena fatt, alcum passi lungo il viottolo tendente a Montaldo nella valle 
di Roburentelio, e ne comparisce una superGcialmente alterata colli 
spaccatura del quarzite, che presso alia Torre sta associato col calcare' 
We d.llensce pero essenzialmente per eerie piccole e scarse laminette 
lucent! di felspato sparse con grande irregolariti. La presenza di questa 
sostanza stabibsce un' identiti, solto altri rapporti curiosissima , tra la 
nostra rocc.a e certe altre che si alzano in mezzo al terreno terziario 
med.o su certo spazio i cui punti estremi sono presso a poco i P ogei 
e le Morere nella valle del Tanaro. Quivi pero la roceia abbonda ma - 
giormente di felspato in lamine anche piu grandi. Si e forse per la 
ncchezza di questo ingrediente che questa specie di gneiss si risolve 
naturalmente in kaolino , mcnlrcche nella valle di Roburentelio l'alte 
raz.one sembra limitata al solo talco , che vi sta in cambio del mica 
donde proviene la sua disaggregazione e la tinta di ruggine. Taluni 
torse prefenrebbero collocare lo gneiss di Roburentelio colle roccie se- 
d.mentose metamorfosate. Anche noi fummo un momento dubbiosi a 
questo r.guardo, ma poi considerando com' esso si trovi sulla direzione 
de terreno pnmitivo ben caratterizzato di quelle contrade , e veden- 
dolo con istrat.ficazione discordante dai calcari e dai scisti che l'attor- 
niano, po,che inclina al N. 20 » O. di 60° ci siamo decisi a chiamarlo 
prim,t,vo, onde far conoscere che non apparliene alia formazionc giu- 
rasstca, g.acche noi pure siamo d'avviso , che molti dei terreni creduti 
tal, e nelle Alpi forse piu che altrove, siano sedimenti metamorfosati. 
Questa sorta di gneiss occupa nella valle di Roburentelio uno spazio 
mtrett.ss^o, ed e collocato in mezzo a calcare di tinta e di strut- 



56 OSSERVAZIONI GEOLOGK.UD SULLE ALPI MAIUTT1ME ECC. 

lura svariate , csscndo la prima piu. o meno scnra , la scconda piu o 
meno cristallina. L' inclinazione si manliene al S. giramlo a luogo a 
luogo all' O. di quantila diverse , non passando pero i 20°. Vi stanno 
frapposti scisli argillosi niodificali , e sopra di lulto giace una varieti 
di quarzite abbassata verso lo stcsso pun to dell'orizzonte. Fin oltre 
Montaldo conscrvasi una tale succcssione di roccie. Raggiungcndo poi 
la valle della Corsaglia ogni cosa assume un nuovo aspetto. Le roccie 
rambiano aflatto di natura , tultavia senza un grande sforzo d'immagi- 
nnzione si concepisce, che la slessa causa nc lia cagionato lo scorn - 
piglio , e ne lia reso gli ingredienti atti a combinarsi vicendevolmente, 
e ne risultarono roccie cosl somiglianti alle primitive, che ogni giu- 
di/.io contrario non puo a meno di comparire azzardato od ipotetico. 
Di tal falla sono quelle dei monti alquanlo sopra Montaldo nella valle 
della Corsaglia. Si presenta dapprima una roccia talcosa verde , inch- 
Data S. a5° E. , la quale si trova ben tosto plena zeppa di grani e 
granalli di qnarzo vitreo incoloro , con altri leggermente rossi ; cosa 
<lie la rende somigliante ai porfidi, e con questa qualiti di l'occie fa- 
cihncutc si confonderebbe, se non avverlisse del contrario la sua stra- 
tificazione , la quale inclina al S. 20 O. Estendendo maggioruieute lc 
indag'mi resta distrutta ogni sorta di dubbio che per awentura ancora 
sussislesse a qucsto riguardo, poiche si rinviene ch' essa fa parte di 
giossi ed estesissimi banchi di poddinga composta di varie maniere di 
« iolloli idcntici alle roccie dei terreni antichi di quei monti. II pas- 
saggio deU'anagenite , tale essendo la roccia coi granelli quarzosi di cui 
abl)iamo tenuto discorso , alia poddinga, avviene gradatamente senza 
cainbiamenlo nella giacitura. La prima sembra per altro maggiormente 
alterala, ma cio dipende forse esclusivamenle daU'originaria costituzione 
dei sedimenti, essendo naturalissimo e conforme ai principii della scienza 
che un dcposito essenzialmente terroso col mezzo dell' ignea fusione si 
muti in un prodotto o in prodotti, che invano si cercherebbe otlenere 
da un mescuglio di ciotloli e ghiaja, come si deve ammeltere fossero 
in origine quelle poddinghe. Tultavia giova avvertire che la parte su- 
scellibile di alterarsi provo altresi nelle poddinghe una particolare me- 
lamorfosi , come scorgesi nel cemento di esse : reazioni , che si fanno 
sempre piu chiare e distinte esplorando quelle giogaje , ove le roccie 
subirono in grado niente minore le mutazioni c gli sconvolgimenli os- 
servaliili ne' monti delle piu scoscese e recondite parti dclle Alpi. 



DEL PKOFESSORE A. SISMONDA 5*7 

La poddinga fuiisce piu denlro la valle contro monti di calcare bigio 
cristallino , ne' quali stcndesi una naturale e lunga grolta chiamala Tana 
di Bolsen famosa per racconti supersliziosi. Accostnndosi al villaggio 
della Vergine di Coisaglia sufccde un repcntino carnbiamenlo nelli 
roccie, che vuol esscre parlicolarmeute avvertito. Sorge un gneiss be- 
nissimo carattcrizzato. Sludiando le x'occie nelle Alpi mi couvinsi 
lalnienlc della vciita dclle metamorfosi, e di altre loro alterazioni , 
che oramai tutte le roccie cristalline mi sembrano semplici sedi- 
ineuti cambiali ; cio nulla meno non so decidermi a credere tale la 
roccia di cui e ora questione. La compongono straticelli sotlili di quarzo 
jalino ; il fclspalo vi si trova come negli gneiss piu perfelli; il mica vi 
manca alFatto; in suo luogo havvi il talco verdiccio; la strultura sua e 
scistosa. Verso le Fontane , piccolo villaggio piu presso Torigine della 
valle , le roccie ritengono ancora gli stessi ingredienti, ma l'aspetto 
loro e ben differente , per causa del quarzo jalino sparso\i per entro 
a guisa di gocciole , ossia in ciottolini con aspetto vitreo. Con un ac- 
curato esame si viene a riconoscere , che non diHerisce essenzialmente 
dalla roccia da noi ammessa tra le primitive nei monti presso Montaldo; 
anzi se qualche dubbio ci restava circa alia sua eta , questo secondo 
fatto lo scioglie, poiche la roccia poco sopra del luogo indicato si risolve 
in uno gneiss dei meglio caratterizzati , il quale ha sotto di se la stessa 
roccia con nocciolini quarzosi , che la rendono simile alle anageniti. 
Una tale alternanza si e forse la piu conchiudente prova che offrire 
si possa onde dimostrare , che sono semplici varieta del terreno ri- 
feribile alia porzione della corteccia terrestre appellata primitiva. Sca- 
vossi anticamente in questa roccia un fdone di galena argentifera. Esso 
segue quasi l'andamento degli strati, i quali si prolungano al N. i5° E. 
Un vero anagenite quarz:oso copre questo nostro gneiss. II loro vicen- 
devole contatto e pero impedito dull' interposizione di straticelli di 
talco verdiccio racchiudente laminette di felspato opaliuo. L'anagenitc 
corrisponde ne' suoi caratleri a quella de' monti ollrc Ormea nella 
vallc del Tanaro, anzi io penso che nell'uno e nell'allro luogo compa- 
risca lo stesso strato. Dopo mczz' ora di cammiuo sopra le Fontane 
I'anagenite vien nascosta da calcare bigio sporco con islruttura cristal- 
lina. Per iscorgeme l'inclinazione occorre recarsi a una piccola distanza 
di la, ove si fa vie meglio distinta e chiara verso il N. 25° E., come 
nelle roccie ad esso sottostanti. Ncl vallone la presso, detto della 
Sehie II. Tom. IV. h 



58 OSSERTAZIONI GEOLOG1CHE SULLE ALPI MAIUTTIME ECC. 

Grillera, il cnlcare riposa sopra talco fissile, bruno scuro, diviso in 
straticelli dall'interposizionc di sottilissinie faldelline di sostanza bian- 
chiccia discernibile colla sola lente. L' impossibility d'isolarla impcdi di 
fame I'esperimento col cannello; stando peio a quei \aghi caratteri 
riconoscibili colla semplicc ispezione oculare, appare un mescuglio di 
granellini di (juarzo e di felspato. Una tale composizione conviene alle 
roccie del terrcno pritnitivo, ma appunto perche si tratla d'una roccia 
non bisogna troppo facilmente lasciarsi illuderc dalla scmplice appa- 
reosa, e ne anche dalla composizione, potendo i sedimenti di qualsiasi 
epoca geologica acquisturc qnei tali caratteri stali crcduti per ben lungo 
tempo eschtsivi a certe qualitu di lerreni. La nostra roccia ne oflre 
un esempio, poiche quantunque contenga gli stessi principii di cui si 
compongono i lerreni antichi, essa tuttavia si riferisce ai sedimenti 
giurassici ; ed il suo pi'escnte stato e un semplice efietto di metamorfosi. 
Cio e fatto palese dalla sua giacitura , la quale non diversifica da quella 
delle varie maniere di scisli, che in altri siti della valle sono frapposti, 
ovvero giacciono sopra o sotto il calcare. II non essere questi nclla 
stessa guisa cambiati non vale a modificare menomamente le noslre 
conclusioni, potendo provenire dall'originaria composizione dei sedi- 
menti, ovvero da qualclie particolare circostanza dipendente forse dalla 
roccia con cui lo scisto talcoso sta in contatto immediato , la quale si 
e l'ofite del Brongniart con tutte le qualita e i caratteri suoi distintivi. 
La tinta e verde oscura; la struttura sensibilmente foglieltata; raccbiude 
cristalli irregolari di felspato bianco lattato. La parte verde fonde col 
cannello come il petroselce amfibolico, ossia in velro nero. Quest' o- 
fite si prolunga tra quelle giogaje fin presso Ormea, associato costan- 
teinente alfanzidetto scisto alterato. 

Dobliiamo qui far notare, che il calcare in quelle regioni trovasi 
sovente coperto dalle poddinghe. Nel luogo di cui parliamo n'e sepa- 
rato mediante scisti argillosi modiGcati quasi verticali diretli E. i5° 
S. O. 1 5° N. Tra questi e le roccie quarzose superiori giace una qua- 
lita di poddinga formata di ciottoli rappresentanti le roccie di quei 
contorni non escluso il porfido rosso: ma il cemento, invece d'essere 
quarzoso, come e pel solilo nelle poddinghe di quella contrada, si e 
calcare. 

Alia Sella della Raschera e sorto un petroselce rosso fatto porfi- 
roideo non gia da' cristalli parallepipedi di felspato, ma bensi da granelli 



DEL PROFESSORE A. SISMONDA 5g 

di quarzo vitreo. L altraversato da molliplici vene di questa sostaoza 
con aspelto grasso, le quali seuza mutare dirczione pcnetrano e si esten- 
dono nelle poddinglie sopraslanti. Gli svariati cambiamcnti delle roccie 
sedimetitose non sono di ccrlo cagionali dal porfido quarzifero, poiche 
questo preesisleva alia loro formazioae siccomc svelano i cioltoli e i 
ciottolini clie ne raccliiudouo. Non maneano tuttavia cola roccie alia 
spiegazione di tanti curiosi e straordinarii fenomcni. Entra nell'ossatmu 
di quc'monti Tolite , e corrono per cssi filoni di barite solfata sacca- 
roide con arnioni dei due solfuri darsenico e quanto grasso; alle Fon- 
tane alzasi an filone di galena; sollo Montaldo, e in mezzo alia pod- 
dinga quarzosa, si fece strada uu potentc Clone di ferro perossidato (i). 
Tulte queste roccie sono meno auticlic del porfido rosso. L'oute fa testi- 
monianza degli sconvolgiinenti pireneo-appenninici. I filoni barilici non 
ascendono ad epoca piu rcniola delle Alpi orientali, come sono quelli 
de'monti presso il Lago Maggiore, e attorno Crevacuore nel Biellese (2) 
ecc. ; gli altri due, quelli cioe di galena e di ferro, sono delle rivoluzioni 
avvenule bra le due accennate. In qucsti porfidi e in questi filoni si 
scorge poi la conferma od una prova in favore di quanto scrisse il 
Beaumont sulle linee parlicolari e perfettamente paralelle dei solleva- 
uienti contemporanei, quando si considerano insieme con quanto si 
osserva a questo riguardo nelle citate australi contrade del Piemonte. 
Noi attribuiamo qui all' ofite ed ai filoni baritici e metallici gli 
sconvolgimenti e le modificazioni delle roccie sedimentose. Per accer- 
tarsi cli' essi ne furono la precipua cagione , od almeno ch' essi rap- 
presentano il centro ove risiedevano i fon.iti di tanta azione, basta 
esaminare la disposizioue delle roccie metamorfosate. I loro strati, con- 
siderati dal canto della positura gli uni rispetto agli altri, sono distribuiti 
a foggia di tanti circoli il cui centro e occupato dalla roccia di solle- 
vamento. Le maggiori alterazioni appariscono appunto negli strati piu 
centrali. Tal cosa e patentissima nelle poddinghe e negli scisti dei 
monti tra le valli della Corsaglia e del Tanaro. Nel vallone della Ra- 
schera ove sono gli scisti, come abbiamo teste notato, diflicilmente 



(1) V. Memorie della R. Accademia dcltc Scicoze VoL HI. Scrie II: Osservazioni tui Urreni 
stratificati delle Alpi. 

(a) V. Mcmoric della R. Accademla delle Scienze Vol. II. Serie II: Onervazioni per ttrvire 
alia Jormazionc della carta geologica , ecc. 



6o OSSERVAZIONI GEOLOG1CHE SULLE Al.PI MARITTIME ECC. 

distinguibili dalle consuetc roccie del terreno primitivo, un tale cam- 
biamento non c invcrisimile sia stato cagionato dall'oiite con cui sta in 
contatio, e cio e tanto piu probabilc in quanto che lo stesso strato 
scistoso in altri punti, ove manca tale roccia, c bensi ancora modifi- 
cato , ma in modo ditlerente a far supporrc meno intensa la forza 
dell agente, qualuncjuc esso sia stato. Fatli analoghi ai narrati presenlansi 
a luogo a luogo ne' monti presso le Yiozcnne acquapendenli nclla valle 
del Tanaro, dove in altri tempi agirono poi anchc i filoui baritici, 
di cui in que' conlorni sono visibili pareccliic testate. 

La poddinga in contatto del porfulo quarzifcro e assai piu alterata 
de lie roccie ad essa superiori. Cercando minulamcnte da che cosa cio 
abbia potato pro venire, altro non seppi cola trovare per la inter- 
pretazione del fenomeno, se non quelle ccrte vene di quarzo or ora 
meuzionate , le quali , come dissi , passano dal porfido nella pod- 
dinga; ed e appunto dove cessano che le roccie mi parvero meno al- 
teratc. Attiibuire ell'elli cosi grandi a cause apparentcmente cosi lievi 
potrebbe a laluni sembrare idea lanto improbabile, quanto quella di 
ripetere un grande iucendio da scarsa materia combustibile ; eppure 
chi vuol sapere da quali fenomeni sieno state accompagnate quelle 
vene quarzose , le quali foi-se non sono anch' esse che il minimo 
risultamento d' una causa grandissima ? Del resto poi e inncgabile 
che abbiano esercitato un' azione, perche il porfido attorno attorno di 
cambiossi come avessc subito un' incompleta fusione. La qual cosa 
dimostra vie mnggiormente, che il quarzo di quelle vene fu schizzato 
dalle profondita tcrrestri lungo le fenditure operatesi nelle roccie ir- 

Mtc, in forza degli urti riccvuti dalla materia che per esse cercava 
>i una libera via. 

Sul modo poi con cui siasi opcrata la metamorfosi si hanno molle 
murgnose opinioni , e ben altrc se ne potrebbero ancora immaginarc. 
11 calorico, lelettiico , e le cmanazioni gassose vi ebbero sicuramente 
gram parte talvolta separatamente, e talvolla unitamente , ma quando 
si vimlc appi-ofondire i mislcri della natura , non bastano cognizioni 
cosi generali, occorre discendere ne'parlicolari; ora una questione non 
ancora stata dilucidala , e che pure riuscirebbe di gran vantaggio il 
sapernc o conoscerne alcuna cosa , si e se la metamorfosi richieda 
la fluidita isnea dei sedimenti. Conoscendo la corteccia terrestre e in- 

;abile die in certi luoyhi i sedimenti sieno stati fusi ; ma questa con- 



DEL PROFESSOHE A. SJSMONDA bl 

dizionc non vuo'si troppo gcneralizzare , tt& supporre indispensabile al 
compimento del fenomcuo, vedcndosi tullodi nolle offichie e nelle fah- 
briche mescugli tanto di tcrre , quanto di mctalli, questi cambiare di 
Struttura e di qualita , quclli acquistare aspclto e caratteri singolari, ed 
i loro principii ordinarsi e conlrarre particolari combinazioni senza la 
fusione , ma soltanto coll'esposizione ad una elevatissima temperatura. 
Nolle varie qualita di stoviglic e fine e grossolane le combinazioni han 
luogo senza la fusione dellc argille. L'acciaio cainbia struttura e acquista 
durezza con un subitanoo rall'reddamento dopo un seinplice infuocamento 
al rosso di ciriegia. L'arngonitc portata ad una temperatura non basle- 
vole a svolgcrne l'acido carbonico porde la sua natural durezza, strut- 
tura e trasparenza. II vctro tenuto ad una elevata temperatura prova 
alterazioni e cambiamcnti dipendenti dalla durata deU'esperimento, e 
dall' indole de' materiali che lo compongouo , od alia solita composizione 
aggiunti. Con deboli ma protratte correnli eleltriche il Becquerel de- 
termine, composizioni, opero scomposizioni, oltenne cristalli ; insomma 
queslo agentc nelle sue mani produsse fononioni che da ognuno si sa- 
rebbero giudicati impossibili. Questi esempi di mctamorfosi, a cui molti 
altri si potrcbbero aggiungere , dimostrano che non richicdcsi sempre 
la fusione, perche una sostanza acquisti una nuova struttura, o perche 
un altro ordinamento accada tra i suoi componenti , ma spesso basta per 
questi e tanti altri fenomeni il scmplice arroventamento, od un qualche 
cambiamento delle ordinarie condizioni opportune alia esistenza dei corpi. 
Quanto alia temperatura fu cssa cagionata dalle roccie di sollevamento 
che provcnivano dalle profondita terrestri, ove secondo le osservazioni 
ed il calcolo tutto e fuso. Vi voile ccrtamente uno spazio di tempo 
assai lungo perche il calorico sequilibrasse per istrati che ne sono 
tattivi conduttori , e queslo e forse uno dei motivi che ha mag- 
giormente influilo alia detcrminazione dei cambiamenti avvenuti alle 
roccie, che si giudicherebbero risultainenti d'una compiuta liquefazione. 
Non pretendo tuttavia d'escludere dalle cose possibili la fusione anche 
dei sedimenti. Nelle Alpi vi sono molti fatti non altrimcnti spiegabili, 
se non ammettendo un ignco rammollimento delle roccie, ciocche ab- 
biamo avuto occasionc di acccnnarc in altrc memorie; ma questo fcno- 
meno in confronto del ]>rimo, secondo me, e rarissimo, laonde si puo 
stabilire in tesi generate , che la metamorfosi nelle roccie delle Alpi 
fu determinata da una reazione intestina tra i loro ingredient! suscitata 



6a OSSERVAZIONI GEOLOGICHE SULLE ALPI MAMTTIME ECC. 

e sostenuta da una temperature, alimentata dalle roccie di sollevamento 
senza che pero abhiano subila la fusione. 

Sul ciglione dei monti atlorno la Sella della Raschera liavvi il passe 
per cui si discendc nella vulle del Tanaro detlo Colle delCslsile. Ivi 
cessauo le poddinghe e le roccie quarzose, le quali inclinano al S. O. 
e viene un calcare bigio evidentemente ad esse superiore, c colla mc 
desima inclinazione. II pendio dalla parte della valle del Tanaro e for 
malo dalle stesse roccie ordinate nella medesima guisa. Discendeudo alle 
Viozennc comparisce un nuovo calcare separato dai quarziti mediante 
una specie d'arcnaiia contenente straticelli di sostanza talcosa con rughe 
nel verso dell" inclinazione della roccia stessa e del sottostanle calcare, 
la quale e al N. 20" 0. Alcune testate di imo psammite scuro si pre- 
sentano circa a mezza via per arrivare alle "Viozenne abbassatc al S. 
3o° O. I suoi componenti sono in istato di massima divisione , e nel- 
l'aspetto sembra assai piu agli scisti argillosi del basse in Tarantasia , 
clie ai soliti psammiti. 

Quautiinquc nei luoghi fin qui indicati la distinzionc dei varii ler- 
reni riesca difficile per causa del grande disordinamento e della altera- 
zione delle roccie, cio non pertanto io penso, che vi esistano gli stessi 
terreni di cui sono forma ti i monti della Tarantasia. Le roccie in ge- 
nerale sono in ambe le contrade le medesime; e nei luoghi ovc re- 
stano traccie della naturale primitiva soprapposizione esse si succedono 
come iu Tarantasia. Comprendo la meschinita di queste ragioni per 
provare un punto essenzialissimo della scienza , quale si e quello del- 
l'epoca di questi terreni , ma nel nostro caso dobbiamo ricorrere e 
servirci di questi mezzi a cui non si farebbe nemmeno attenzione, o 
che almeno per ben poco si valuterebbero , quando non mancassc a quei 
terreni ogni sorta di spoglie organiche. Dcscrivendo le roccie accen- 
nammo sul terreno primitivo arenaria e scisti metamorfosali con istrati 
di calcare cristallino : poscia un banco di calcare coperto a sua volta 
da poddinghe e quarziti; ora aggiungiamo che tutte queste roccie sog- 
giacciono a un banco di calcare bigio scuro cristallino attraversato da 
numerose rilegature spatiche, il quale corona le vette dei monti frap- 
posti alle due valli della Corsaglia e del Tanaro. Queste stesse roccie 
e col medesimo ordine di giacitura costituiscono i monti della Ta- 
rantasia, e in generate tutta la catena delle nostre Alpi, dove i ter- 
reni sedimentosi antichi abbiamo detto tanto in qucsto come in altro 



DEL PROFESSORE A. SISMONDA 63 

scritto (i), corrispondere al liasse, e successivamente agli altri terreni 
della formazione oolilica fino al Portlandiuno che n'e il mene antico 

Non sono pochi i luoghi di quelle regioni ove le roccie stiano con 
Stratificaz.one discordante, cosa che svela ravvenimento di parecchie 
umtaz.on. nella figura del suolo nel meutre ch'esse si deponevano. Un 
tal fatto g.ustifica con qualche evidenza la nostra divisione de' terreni 
g.acche per l'ordinario la discordanza si osserva sokanto tra forma- 
lin o tra terreni d'epoca divcrsa. Nella formazione giurassica delle 
nostre Alp, , fossdi essendo esclusivi ad alcuni terreni, mi valsi as- 
saiss.mo della giacitura loro per distinguerli gli uni dagli altri e mi 
accerta, poi della bonta del metodo, studiando le conlrade a noi vicine 
dove per avventura essi racchiudono spoglie animali, che ne constatano 
1 eta relat.va. Presso le Viozenne il psammite discorda dal calcare so- 
prapposicm, ,1 quale a sua volta tro,asi poi discordante colle poddin-he 
Sopra questo v.llaggio tenendo il viottolo di Carlino la prima di queste 
rocc.e segue la stratificazionc di un'altra a lei sottoposta con struttur , 
e compos.z.one simile a cerli gneiss primitivi , la quale tien luozo e 
cornsponde aUe arenarie liassiche inferior! agli scisti argillosi e psam- 
m,t., che a Petit-cceur, al passo della Maddalena in Tarantasia ten-no 
impng.on.ti ammoniti , belemniti, ecc; ci6 almeno si e guidati ad 
ammettcre quando si conosce in modo assai particolarizzato la strultura 
e a composizione delle Alpi, provenendo le diirerenze mineralo,iche 
delle rocde dall' indole primitiva dei sedimenti, e dalla natura delle 
metamorfosi. Questa sorta di gneiss somiglia alia roccia del Colle di 
Cliardonet, che descrive il Bea.mo.t ( a ), il q uale anche maraviglian- 
dos, che una roccia felspatica-talcosa altemi con sedimenti poco alterati 
tuttav.a non la separo da questi essendosi accertato che non si poteva 
annoverare come indipendente da quelle fra cui sla rinserrala. La nostra 
e sostosa doviziosissima di talco verde sporco, contiene quarzo e qualche 
Jjoco d. felspato. Neiraspetto pare simile alio gneiss di Montaldo e delle 
Fontane nella valle della Corsaglia , ma bene esplorata e specialmente 
col confronto s, rilevano essenzialissime diiferenze. Del resto la simili- 






(0 V. Memorie della R. Accademia delle Seienze Vol III Se,!, II n • 

(a) V. Annalcs dc« Scieucei Naturcllcs Tom. XV 



f>4 OSSERVAZIONI GEOI.OGICHE SULLE Al.PI MAIUTTIME ECC. 

tiulinc di due roccie, tuttoehe grande, non e mai ragione sufliciente 
perclie si abbiano a tenere ilella stess'epoca, principalmcnte ora chc si 
acccrtarono lc mctamorfosi. Inclina al N. 0. ed e in contatto col 
psammitc nero, il quale verso la cima dei monti, e principalmcnte 
presso il Colic di Carlitio si vede nascosto da grossi strati di calcare 
abbassali all'O. i5° N. , le quali roccie attorno il villaggio Carlino si 
volgono con on' inclinazionc di 65° al S. 10" O. 

Tia le Viozenne e Carlino havvi un profondo vallone dctlo Sarinc , 
laglialo nel combaciatnento del calcare colla poddinga. Ivi questa inclina 
all' O. 20° S. e va cosi a nascondersi sotto il calcare abbassalo S. 3o° 0. 
come nieglio e con maggior precisione si distingue presso la Sella dclla 
Briga e sotto l'alto piano dclla Ciusetta. Concorrono a vicenda ad ac- 
crescere l'importanza scientiGca della poddinga la sua natura ed il suo 
stalo. Tra i suoi ciottoli numerosi sono i quarzosi. Ilavvcne degli inco- 
lori e dci leggermente rosei. La grossez/.a e variabilissima. Ve ne esi- 
stono non piu voluminosi d'un ordinario piscllo, e progrcssivamente si ar- 
riva a quelli die hanno una mole di due pollici circa nel verso del maggior 
diametro. Molti sono di porfido rosso, e questi angolati. II cemento che 
lega tutli questi rnateriali e i rololati e i semplicemente frantumati 
consiste in un mescuglio quarzo-talcoso. La roccia mostra d'avere sub'ito 
l'azionc del calorico, ritenendo l'aspetto della jritta che si prepara nelle 
oflicine cuocendo mescugli particolari di varie terre onde prepararli a 
ricevere ulteriori operazioni. 

Le roccie fin qui nominate si prolungano sino al mare. Percorrendo 
la parte superiore della valle del Tanaro s' incontrano conseguenlemente 
ad una ad una coll'ordine da noi indicato di soprapposizione a luogo 
a luogo raetamorfosate e variamente alterale. Ne' monti un'ora circa 
prima d'Ormea i ciottoli della poddinga quarzosa sembrauo aver sublto 
un rammollimento iguco. Oltrepassato queslo paese essa contiene mag- 
gior copia di sostanza felspatica e di quarzo roseo in piccoli grani , 
legati da materia talcosa verde. Alia Torre delle Bardie sopra Garesio 
cade in disfacimenlo j>ella naturale decomposizione del cemento. Prima 
d'Ormea vi sono scisti talcosi fclspatici , clic chiunque riferirebbe alia 
categoria delle roccie primitive, qualora avesse un'altra giacilura , e 
qualora non si trovasse presso 1'ofitc. 11 collocamento di questa roccia 
( ollc giurassiclie potra parere inverisimile, ma facilmenlc se ne acquista 
la persuasione , studiando le varie mutazioni dello stcsso strato tutt'al 



DEL PROFESS0HE A. SISMONDA 65 

lungo fella sua estensione , e sopraltutto paragonando la roccia meta- 
morfosala con quelle che si e d'accordo di considerare come primitive. 
Nclla stessa valle del Tanaro tra la Pievelta e Garessio i monli sono com- 
posti di uno gneiss, ch'io melto nel terreno primilivo, sebbene sia meno 
ricco di felspato d'uno scisto che trovasi nel luogo dclle Basse sopra 
Garessio, ch'io considero giurassico perche risiede in mezzo a calcare 
crislallino evidentemente di tal epoca, senza ncssun probabile iudizio 
che vi sia stato injettato dal centro della terra. 

AH'estremita dell'alto piano della Ciusetta hawi il passo the melte 
nel vallone di Rio-freddo , le cui acque entrano nella Roja presso Tcnda , 
ed <": (iancheggiato dal Monte Pei-digal la cui cima e fbrmata di un cal- 
care cotnpntto bigio-scuro attraversato da numerosissime rilegaturc della 
stessa sosianza spatica. E diviso in falde incl'mate al S. 10° E. Siilatto 
calcare si estende da vetta in vetta della giogaja discendentc a Mentone 
inarino, coprendo dalla parte di ponenle la formazione giurassica , e 
nascondendosi dal lato di levante sotto il terreno cretaceo superiore. 
Questa lunga striscia , che si prolunga pii o meno regolarmente dal- 
l'uno all'allro dei due nominati punti appartiene alia porzione inferiore 
della formazione cretacea , siccome provano i suoi fossili , che in quel 
sito consistono quasi esclusivamente in Nummuliti distinguibilissimi, 
tuttoche impaslali nel calcare , pella forma , pclla tinta rosea , e per 
resistere mcglio all'azione distruttiva degli agenti atmosferici. 

II terreno cretaceo inferiore in parecchi luoghi lungo la linea in- 
dicata e coperto dalla parte superiore della medesiiua formazione. Questo 
accade alle falde del Monte Perdigal, e proscgue nel \allone di Rio-freddo, 
riferendo ad essa l'arenaria e i calcari di cui e \eslito il dorso di quei 
monti. II calcare e divisibile in due varieta per rispetto alle qualila 
mineralogichc. II superiore e compatto, bigio scuro, da odore argilloso 
fiatandovi sopra , ed ha l'aspetto panato anche nella frattura fatta di 
fresco. Gli strati inclinano al S. 30° O. e si compongono di lanti stra- 
ticclli avviluppati , terminati pero da superficie sviluppabili. Codesto 
calcare particolarizzato dagli accennali caratteri ne copre un secondo 
egualmentc compatto, ma di tinta cenerina, con aspetto meno terroso 
e con frattura lucente e scheggiosa. Dove questi calcari sono profonda- 
mente fessi, ovvero dove le acque li rosero, come aWsllpe di Seneca, 
si vedono riposare sopra una vera arenaria quarzosa bigio-chiara, la 
quale appena appena potrebbe dirsi sensibiluicntc alterata. 11 suo cemento 
Sehie II. Tom. IV. i 



66 OSSERVAZIONI GEOI.OGICHE SULLE ALPI MAIUTTIME ECC. 

e calcare, sostanza die vi forma insicme con quarzo bianco lattato ri- 
legature e vene spatiehe. Avvolge ciottoli di varia grandczza di cal- 
care ncro e compatto , nc'quali non seppi scoprire ncssuna Iraccia di 
corpo organizzato; liiitavia non so dccidcrini a crederli giurassici pella 
grandc somiglianza che rilengono col calcare cretacco infer lore, non 
essendo d'allroude impossible clie nelle mie ricerchc mi fossi im- 
battuto in uno di essi con fossili caralteristici, se maggior tempo 
avessi potato consecravc a qnesto generc d'esplorazione. Dal montc 
Pcrdigal quesle stesse roccie senza mulazionc ncirordine di soprap- 
posizione continuano al Colic di Tcndu , c forinano a quel monte un 
manlello assai meno prolralto dalla parte di Limone, clie sul dorso 
Acquapendente nella valle della Roja, arrivando da qucsta parte quasi alia 
base del moute , coprendone cosi il calcare nuinmnlitico , il quale si 
mostra qua c la attraverso di esso a foggia d'isolctte. Nelle roccie che 
qui rapporlo alia ere la superiors non rinvenni fossili di sorta , men- 
tri'ilic nelle viciuc cop trade, presso Lnpiga, lungo la riviera, ecc. , 
abbondano principalmcnte varie qualita di Fuchi. Ma la loro soprap- 
posizione e natura mi forzano ad abbracciare quest'opinione intorno al- 
leta, a prefcrenza di quella che vorrebbe si mettessero colla parte in- 
feriore della formazione , giacche percorrendo la riviera di Ponente , 
come anclie quella di Levante, dove i monti non sono quasi d'altro for- 
mali fuoriche di arenaria e di calcare della crela superiore, si trovera 
mai sempre la prima di quesle roccie inferiore alia seconda come nella 
valle di Rio-freddo. L'identita di composizione, di slrulUira e di gia- 
citura nelle roccie di qucste localita sono per me tanti argomeiiti perchc 
si abbiano a considerare della sless' epoca, quanlunque in quelle di 
Rlo-jrcddo fin ora non siansi Irovati fossili. D'allronde formano monti 
insieme uniti, cosicche presentano la contimiazione di una sola e stessa 
giogaja, ed il non avere io riuvenuli Fuchi in quclli circoslanti al Colle 
di Tcndu, non e una ragione per stabilire che vi manchino; forse ecu 
piu prolungale e mioutc ricerchc si verra a scoprire cio, ch'io passando 
non potei vedere. 

L'arenaria giace sopra uno psammite bigio sporco, pieno di pagliuzze 
micacee , il qu.de a Andevfci, dove meglio che altrove e visibile , in- 
clina al N. 20° E. lvi havvi un calcare scistoso scuro, ch'esce di sotto 
lo psammite. Avviene eziandio nelle due Riviere d'Oriente e d'Occidente 
d' incontrarc laholla alcuni slrali di calcare inl'eriormcnle all'arenaria; 



DEL PnOFI-SSOIU-. A. SISMO>DA g(J 

ma a Andcvfd la soprapposizione delle roccie e tlessa secontlo lordine 
cronologico, oppure provienc da pa.ticolari picgature e rovesciamen.i 
.1.-1. strat,/ Non potrei troppo accertarlo, osservandosi in que'monti e 
I'uno e l'altro fatlo , p. incipalmcnte poco prima d'entrare dalla valle 
di Rio-JredJo Delia vallc dcila Roja , ove gli strati sono in mohe e 
d.verse gu.se piegati e contorti. Quivi il fenomeno si distingue facil- 
irfente essendo le pieghe e le curve molto serrate, ma piu verso I'ori- 
gn.e del vallone dove sono pi* ampic e piu aperte, sicche collo sguardo 
non s. d.scernono ad un tempo i due rami, riesce maegiormente 
difficile l'accorgersene, e -pcrcl.e non passi inosservato fa d'uopo por- 
gere mente ai frequent! camhiamenti nell' inclinazione de«li strati- 
dillatli alia Pia inclinano al S. E. di K c poi successivamente abl 
bassano al N. 2 o° 0. al S. E. ece. L'incertezza sulla vera positura 
del calca.e di Andcrfei non oseura per niente quella del caleare. 
scsloso accumulato in istrali tutti piegati su se stessi ne'monti alio 
sbocco della valle di Rio-freddo , essendo esso evidentemente inferiore 
alia formazione cretacea. Si lega alle roccie giurassiche , che nella 
valle della Roja sono in generale smanlellate dai deposit! posteriori 
II villaggio di Tenda situato in essa valle e attorniato da monli di 
caleare giurassico. Rimontando oppure discendendo lungo il torrente 
che la percorre, s' incontrano a volta a volta le roccie stesse della valle 
del Tanaro. II caleare con carattcri mineralogici svarialissimi inclina 
ne' monti presso Tenda ed al ponte detto de' Quattordiei archi, all' E. 
3o° N. tra 4o« e 55". Ora e nero scuro, ora bigio sporco internamente, 
e giallo di ruggine con maccl.ie ed una numerosissima quantita di pic- 
coli punti scuri all'eslerno. Con esso altcrnano varie n.anicre di scisti 
argillo-calcarei piu o meno micacei , ma pochissimo alterati , come lo 
sono quasi niente i calcari. Tra gli scisti ve ne sono dei cenerini e 
dei violacei con difTerenza nell' intensiti della tinta. Uno strato di questo 
colore e attraversato da rilegaiure di piccoli cristalli calcari , nelle qnali 
vi sono numerosi ventricini carichi d' ingemmamenti della stessa so- 
stanza. Quest' alternativa di roccie copre da a.nbe le parti della Roja 
un'arenaria bianca piuttosto compatta, vivamente sciulillante colla per- 
cussione dell'acciarino , la quale contiene alcuni rari granelliui rosei , 
e sebbene sia in istrati spostati e sconvolti , si viene tutlavia a cono- 
scere, mediante numerose esplorazioni, che inclina al S. 40° 0. Ad essa 
ne succede poi un'altra bigio-sporca, alquanto argillosa, racchiudente 



68 OSSERVAZ10NI GE0L0GICT1E SULLE ALP1 MAIUTTIME ECC. 

alcnne poclie squammelte di mica di tale tcnerezza da sfariuarsi , se 
vmga percossa coll'acciarino. 

Tutte queste roccie corrispondono al liasse, cssendo inferior! alle 
poddinghe poste i\AY Oxford- Clay , delle quali polcnli banchi s' incon- 
trano alio shocco della vallc di Rio-secco. Di qui qucsla roccia di disfa- 
rinieiito (dotrito) gira dielro i nionli acquapcndenli nella Roja, e com- 
parisoe di nuovo in essa presso lo stabilimento della scga ad acqua, an- 
il ando da Tenda al Colic di queslo stcsso nome. Ivi e congiunta con 
arenaria modilicata c tanto l'una qnanto l'altra inclinano all' E. 3o° N. 
Sopra al luogo indicato la poddinga giace sopra ad un parlicolare scisto 
talcoso non ail'atto scevro di felspato, cd inclinato al N. E. La prcsenza 
del felspato lo reude simile alio' gneiss; in quanlo all'eta poi io porto 
opinione die si abbia a classificare colle roccie primitive, sia per la grande 
soiniglianza che ne tiene , sia pcrche si trova sulla linea dei grandi 
massi od eLssoidi di tal terreno, sia inline perclie non vidi cola nessun 
litlo da farla credere un sedimento metamorfosato, essendo i calcari, 
le arenarie , ecc. appena alterate. Si scorge ne' monti dell' una e del- 

I 'altra parte della valle , e segue a trovarsi scOperta lunghesso la valle 
fin presso ad una cappella posla quasi alia base del monte su cui e 
ajjerto il passo del Colle di Tenda. Ivi ricomparisce il calcare, dap- 
prima nero e scistoso , poscia in banchi bigio , o bianco sporco e la- 
mellare. Si l'uno chc l'altro inclinano all'E. ao N., e vanno a nascon- 
dersi sotto il terreno crctaceo superiore cola rappresentato da arenaria 
alternante con scisti bruni , c da calcare scistoso, le quali roccie dap- 
principio si presentano con positura quasi verticale colla direzione 
S. 35° E. N. 35° O. Quindi acquistano maggiore pendenza , ma verso 
lo stcsso punto dell'orizzonte E. 35° N. 

II calcare nero sopra il piccolo villaggio di Tenda , il quale 7 come 
gh'i dissi , fa parte del terreno oolitico inferiore, impasta certi corpic- 
ciuoli bruni, ma spatici , che rilengono tutta l'apparenza degli Entroclu 
racchiusi negli scisti di Petit-Cocur nella Tarantasia, ecc. Se tali la- 
minette sono vcramente porzioni d' Entrochi , come io penso , avendo 
tntte un forellino centrale , U giudizio sull' eta della roccia resta in 
qualche modo giustificato. I medesimi corpicciuoli lucenti e spatici sono 
imprigionati nel calcare nero compatto de' monti presso il villaggio 
Fontana , dove soggiace alia poddinga con un' inclinazione S. 20° E. 

II Bcckland riferi alia formazione carbonosa questo calcare, e La 



DEI. PROFESSOHE A. SISMONDA f)Q 

poddinga vcnne da questo cclcbrc Geologo considcrata corrispondere 
all'arenaria rossa (i). Ma pare eh'abbia solaraente tcnuto conto dci ca- 
hatteri mineralogici di cjucste roecie. E ditlatti facilmentc si c indotti in 
errorc quando uno si fernai a questa sola sorta di relaaioni , poiche il 
calcare somiglia fisicamenlc in tulto c per tutto a qnello del terreno 
carbonoso d'lnghil terra, c la poddinga sia pe'suoi cioltoli, sia per allri 
caratteri non diilerisce gran fat to dalle roecie di detrito (conglomerati) 
proprie al terreno dell'arenaria rossa; ma investigandone la giacitura 
ne'noslri xnonti , e i rapporli loro coi conglomerati e coi calcari di 
altre regioui delle Alpi, subito si eomprende, che malgrado tutle lc 
somiglianze mineralogiclie con quelle dei tcrreni d' Inghilterra , esse 
rappresentano tullavia formazioni di ben diversa epoca, 

Entrando nella ^allc di Rio-secco (della Briga) la soprapposizioue 
della poddinga al suddetto calcare si presenta in modo distintissimo , 
anzi quivi meglio che altrove luvigo quella valle un tal fatto si palesa 
chiaro. Essa alterna con varie qnalita di scisti argillosi appena appena 
induriti. Spesso ne comparisce uno violaceo con vene quarzose iticli- 
nato come la poddinga all'E. 3o° N. di 45°. La poddinga e formata di 
ciottoli piultosto grossi di quarzo, e pezzi di porfido rosso e di scisti. 
Vi hanuo tra essa strati darenaria grossolana molto quarzosa e com- 
palta. Questa serie di roecie poco prima d'entrare alia Briga e coperta 
dal calcare corrispondente a quello esistente colla stessa giacitura nel 
monte alio falde del CoUe di Tenda. II calcare , or superiors e or 
inferiore alia poddinga , e sempre lo slesso da noi dichiarato il cor- 
rispondente del terreno oolitico inferiore , e le apparenti mutazioni 
nel giacimento provengono dalla maniera di essere degli strati , i 
quali stamio piegati a foggia di U, motivo per cui il conglomerate 
resta vestito, ossia compreso tra il terreno ad esso infei'iore, laonde 
e ben uaturale, che su certi punti comparisca colla posizione che gli 
conviene secondo Tordine cronologico di quelle roecie , e che su altri 
invece ne ritenga una non piu in relazione colla sua eta, ma anor- 



(i) II Marchese Parcto stampu Del Bulletin de la Societe Gcologiqu* de France Vol. III. pag. 188 
una nuta mollo particolarizzata bu questi monti , nclla quale , come il Buckland, rapporta i con- 
glomerati quarzosi al terreno tli-ll'arenaria rossa , soggiungendo che proljabilmcnte spetlano al 
hettpcr. 



70 0SSERVAZI0NI CEOF.OCICHE SUI.t.E ALPI MAIUTTI5IE ECC. 

male, procacciatagli dall'azione meccamca dei sollcvanienti, come quando 
coprc la poddinga , la quale e nieno antica , e rappresenta come in 
molte parti delle Alpi , Y Oxford-clay . 

Le curvature dcgli strati si fan no ognora piii evidenti e dislinlo 
discendcndo la valle , la quale essendo tagliata alquanto obliqua- 
menle all'asse di esse, che pare diretto N. 3o° 0. S. 3o° E. , lascia 
tratto tratto vcdere le medesime roccie incliuate in verso opposto. La 
poddinga altcrna con un'arenaria grossolana. A luogo a luogo vi sono 
scisti argillosi verdi e violacei sporcln. Nel luogo detto il Fuchetto dif- 
feriscono dai racchiusi tra la poddinga, e s'accoslano in cambio agli 
scisti inferior! a questa stessa roccia prcsso Tenda. La loro inclinazioue 
vuol essere esaniinala nclle singole sfoglic , onde non confondere le 
commessure del clivaggio disceiulenti all' E. 3o° S. di 45", colla vera 
stratificazione die peude al N. 20° E. , la quale inclinazioue diventa 
piu distinta poco tratto sotto codeslo luogo. 

Prima cfentrare nel villaggio Fontana si siorge nuovamente il con- 
glomcralo. Ell ivi si schiarisce meglio la sua positura siqieriore agli 
scisti verdi e violacei, clie consideriamo appartenere al liasse. Fuori del 
paese cessano le accennate roccie , ed in loro vece presentasi un calcare 
compatto nero , e pieno di squammelte perforate nel centro indicanti 
Emrochi. La sua positura si e la stessa di quella del gran banco di questa 
natura, clie trovasi presso Tenda posto Ira la poddinga e gli scisti, e corri- 
sponde al calcare di Villet in Tarantasia, ossia, - come si disse piu sopi'a, alia 
grande oolite. Molli prcferiscono di comprenderlo col liasse; intorno a cio 
\ i saranno mai sempre dei dubbi finche non si scopra maggior numero 
di fossili , e in miglior stato di eonservazione dei fin ora trovati : e 
se lo separai dal liasse vi ftii obbligato dalla sua grande analogia col- 
l'oolite inferiors delle vicine contrade, e da quest'altro falto di somma 
importanza , specialmcnte quando e quesiione di terreni sprovveduti o 
poveri di fossili , ch'csso in molli luoghi copre con istralificazione di- 
scordante le roccie ammesse nel liasse. Conosco per6 auch'io, che 
non bastano questi carattcri per annientare tutli i dubbi, ina non 
e men vero , che la somma dei fatti ne consiglia la separazione. 
Ne'monti di Fontana questo calcare cambia sovente d' inclinazione : ora 
e verso il S. 20 E., ora al N. 20 O., ed ora verso punti a questi due 
intermediarii, cosa che vie maggiormente dimostra quel tanto da noi 
riferito sulla inarcatura degli strati in quelle contrade. 



DEL PnOFESSOnF. A. SISMOMDA 7 I 

Non havvi alcuna notevolc variazione nei terrcni fino alia salita 
della Gliiandola, ove ncl calcare giurassico e tagliata una profonila gola 
Otturata da ccrto grossolano dclrilo con cemenlo terroso di tinta me- 
scolala rossa c gialla. Alia cima di essa, e presso il passo detto di Jirois, 
sonovi pareechi slrali di gesso saccaroide, bianco di neve, abbassati al 
S. 25° E. JNon forma 1111 tcrreno parlicolarc come e facile il convincer- 
sene csplorando un poco attenlainenle la strut tura di quelle giogaje. 
Esso provienc dalla metamorfosi del calcare scisloso compatto bigio- 
cencrino , di cui si vedono nuinerosi slrali nel loro slato naturale 
poco sotto il colic. Su quelle allezze esisle poi il terreno crelaceo in- 
feriore, e le roccie, gia distinle pe' loro carallcri da lulle le alire, con- 
tengono ancora nuuierosi fossili di lal tempo. Esse inclinano all'E. 3o° 
N. di 55°. Consistono in calcari c calcari-silicei , insieme alternanti , 
divisibili in parecchie, varieta sccondo la proporzione della materia sel- 
ciosa, la tints della roccia, e la grossczza delle parlicelle silicee , le 
quali talvolta hanno una tal mole, e sono cosi copiose da fare della roccia 
una vera arenaria. In questa allernativa di strati signoreggiano i mtm- 
muliti cretacei. II calcare alquanto selcioso ne abbonda a preferenza 
delle altrc roccie , anzi talvolta n' e cosi dovizioso da non dislinguersi 
la sostanza clie li unisce. La stratificazione prova frequenti cambiamenti , 
ed e tutta curvata, e piegata a foggia di U, ora coll'apertura rivolta in 
alto, ed ora verso il centro della terra, oppure inarcata perpendicolar' 
inente al verso dell' inclinazione. 

Verso le falde della discesa dalla parte di Sospello ricompariscono 
le roccie giurassichc , c la prima ad avvertire il cambiamento del ter- 
ieno si e un calcare melamorfosato in gesso, precisamente identico a 
(juello della parte opposta di quel monle. Questa medesima soslanza 
abbonda ancora nel monle a mezz'ora da Sospello , ove havvi il passo 
detto di Brauss. La sua giacitura in mezzo al calcare scisloso quivi com- 
parisce maggiormentc d is tinta , anzi verso la vetta del monte si scorge 
ncttamente laltcrnariza di queste due roccie, con una dolce inclinazione 
all'E. i5° N. II gesso si direbbe vcrticale, ma cib si deve forse all'au- 
mento ineguale di mole acquis tata coll' idratarsi. In queste diverse lo- 
calita il gesso e associalo a carniolo, tutlo poroso e bucherato , come 
avviene quando l!ui>li aeriformi attraversano soslanze vicine a con- 
solidarsi. Le roccie giurassiche presso il passo di Brauss sono coperte 
dal terreno cretaoco inl'eriore , il quale quivi non ritiene miglior ordi- 



173 OSSERVAZIONI GE0I.0C-ICIIE SU1.LE ALPI NARITTIME ECC. 

namcnto nella slratificazione tli quanto nc possegga al passo di Brauss. 
Gli strati cambiano ad ogni momenta d' inclinazionc , c sebhene non 
sieno sctnprc discernibili le loro curvature, tuttavia restano accettale 
dalle frequenti lnutazioni nella pendenza. II calcare e di due qualita , 
I'una piii dell'altra argillosa , ed inelinano ora al S. i5° E. e ora ;.l 
S. i5° O. Rncchiudono pariniente nunimuliti , e nella varieta silicea vi 
stauno arnioui di selee piromaco. ^WS>8F"il basso del monle oltre i 
rmniDiuliti vi sono tcrcbratulc c pettini , e sotto di qucsli strati vien 
fuora a luogo a luogo un calcare eompatto privo di fossili, somigliante 
al giurassico cite s' incontra dalla parte ili Sospello. 

II terreno itmnnutliiivo sotto il passo di Brains soggiacc n una specie 
di monle formato di calcare bigio, piuttosto dovizioso di sostanza argil- 
losa cogli strati inclinati all' E. i5° N. II suo aspelto non che la sua 
natuia e la sua giacitura avvertono l'osscrvatorc, che eodeslo calcare 
puo tar parte di un terreno ditl'erentc dal sottostante. Onde accertarmene 
cercai in esso sj>oglie animali, e voile la fortune che m' imbatlessi m 
tino strata pieno-zeppo di frantumi del Belemnites mucronatus , e del 
(Jatillus Cuvicrii, conchiglie caratteristiche del terreno cretaceo supe- 
riore. A queslo dunque si devono ascrivere quegli strati , ne'quali quasi 
per roaggior conferma trovansi altresl arnioni di selce piromaco, sostanza 
solita ad aocompagnare questa sorta di terreno , sebbene non gli sia 
esclusiva, esislendo pur anche in altri maggiormente antichi, e noi stessi 
abbiamo teste avvertilo rinvenirsi nella creta inferiore di quelle con- 
trade. La sua soprapposizione al calcare nummulitico si distingue assai 
bene percorrendo il ciglione di quelle giogaje; ma volendo evitare 
cosi grave fatica si ponga mente , facendo la discesa per arrivare al 
villaggio Lascarena, a certi strati in isfacimento , composti di granellini 
verdi con Echini , Tri^nnic , Terebralule , ecc. , insomma con \arii 
fossili proprii della creta inferiore , eiocche e pur anche palesato dall' in- 
dole dclla roccia stessa , es9fndo pe'suoi caratteri riferibile alia glauconia 
del Brongjjiart ; detti strati escono evidentemente di sotto al calcare 
argilloso , che abbiam detto appartenere alia creta superiore. 

La glauconia alterna con un calcare scuro sensibilniente saccaroicle 
pieno di granellini verdi , e sotto vi sta un calcare eompatto bigio- 
scuro , il quale a piccola distanza di la si eleva in un monte diviso in 
banchi piuttosto grossi abbassati all' E. 20 N. Queslo calcare diversi- 
fica troppo dalle roccie cretacee della coutrada, perche si possa nem- 



dei. PRorrssoiiE .'.. sismoniia -'; 

mono sosjicUare , die ne sia coniempni-anco: si giudirlicrcbhc ili pre- 
I'l'icn/.ii giuiassico; lultavia considcrando 1' insieme dei falli e assai piu 
prohahile , die co'rrisponda alia forinazionc , o terreno die si voglia 
diiamarc , posto tra il cretaceo inferiorc eel il giuiassico superiore 
apueUato neucKiiiitiiio , il quale corrisponde al wealdiano dcgli inglesi. 
Maiicando di fossili, ossia non essendosene fin' ora trovati , qualimque 
sia il giudizio die si emetla a qucsto riguardo, non puo esserc considerate 
i lir conic una mera opinione. Quel pezzo di monte e un raino della 
catena die atlornia il territorio ili Nizza , e su cui la slessa cilia e 
fondala. II dorso di essa rimanc qua e la vestito di lerreni di varia eta. 
La citata propngine, die si avanza verso le falde del monte del colic <li 
Brauss non e gran fatlo ne estcsa, tie grossa , ccsicche si Iraversa in 
pocliissimo tempo; dove cessa , cosa elie arcade, presso Toelto, s'entia 
di nuovo in mezzo a piccoli monti o colliue composle del Calca're argil - 
loso, i cui strati ora sottili, ora grossi sono pero sempre ondulati , e 
lalvolla perfino attorligliati e avvolli su se stessi. Alia Scarena hav\ i 
una piccola interruzione cagionata dall' inlerposizione d'arcnaria allernanlc 
con un conglomerate dclla creta inferiore come allcslano i suoi fossili. 
It inclinazione di qncste roccie e di 70" al S. 20° O. Toslo passatc, si 
antra in quelle colliue di calcare argilloso della creta superiore, le quali 
continuano fin nitre Drnppo , ed al loro cessare succede il calcare com- 
j)atto di linta bigia sudicia or chiara cd or scura, die ho gia ri- 
cordato , e della quale ora gioveni dir qualdie cosa di piu j ar- 
ticolarizzalo , onde tracciare la prima via die dovra col tempo con- 
durre a conoscerne I'cta. Immensamcnte giovevoli a qucsto fine sono le 
relazioni ch'esso puo avere coi terreni delle contradc presentemente meglio 
cognitc dal canto della coslituzione gcologica ; noi perlanto dian.o qui 
un breve cenno comparative) con quel poco da noi Stato osservalo 
nolle Alpi della Savoia. 

II terreno tiuniniielitico descrilto non si puo scparare dal cretaci :q 
di Briangormet ( Basse Alpi ) , di Pillars rife Lans ( Iscra ) , e si Itga 
eziandio ad una porzione delle roccie dei monti dc l<i Grande Chartreuse, 
tie la Perte du Rhone, die Thonne, de la montagne d&s Fils, <lu Mont 
du Chat, etc., etc. In tultc codeste localita riposa , come nc lucglii da 
noi qui sopra indicati , sopra un calcare coinpallo bigi o , d quale ;i 
slctte per molto tempo in dubbio , se n^li strati inferior) della forma- 
zioni cretacea , ovvero ai raeno anliclii dclloolitica si ayesse a riumrc 
Serie II. Tom. IV. k 



■J4 OSSERVAZ.OXI GEOLOCIfllE SULLE AI.PI MAniTTIME EI.C. 

I snoi fossili e certc sue csclusivc particolarita distinguendolo dalle roccic 
dcll'ima e deH'altra di queste ilue formazioni , se ne creo una nuovn 
col nome di Xeocomiana , die pclla sua posizione si trova precisamcnte 
corrispondere al terrcno d'acqua dolce e marina di Tt'culd in Ingliil- 
terra. Quasi dappcrtutto ovc la forinazione cretacea esisle un poco svi- 
luppata s' incontra questo tcrreno. Ad esso si riferisce il caleare bigio 
cliiaro della Proveuza, del monte T'cntoux, dei dipartimenti de la Drome 
o dell'Isera. In Savoia si trova sulle due rive del lago di Bouvget; sul 
dorso volto a levante della catena del monte Chambotte posto a mez- 
zanotte della citta di Aix. Esiste cziandio nei monti fiancheggianti la 
spoiula dirilla dell'Isera Ira Monlemeliano e Grenoble. Non e mio as- 
sunlo di qui diseulcre se sia cosa naturale lo smcmbrare dalla creta 
inl'eriorc cpieslo tcrreno; ma poiche qucsta nuova divisione e quasi 
dalla pluralita dei Geologi acccttata , la segno aneh' io , e gli i"i- 
ferisco il caleare compatlo sudicio dei monti circostanti a Nizza , 
giacohe esso sopraggiace agli ultimi deposit! della forinazione ooli- 
tica , e, quel clic e piii , discorda da essi nella stratificazione. Dif- 
ferisce poi anche essenzialmente nei caratteri mineralogici , i quali , 
quantunque non se nc abbia a fare gran conto in geologia , in 
ccrte circostanze pero sono di aiuto e meritano qualche atlenzione, 
oude ajipigliarsi piu ad uno che ad un allro consiglio, come cjui 
appunlo io penso siane il caso. II suo posto sarebbe colla creta in- 
feriore, e certo adolierci qnesto modo di classificazione, se non si 
fosse slabilila la nuova divisione del terreno ncocomiano , dalla quale non 
vedo ragione per scpararlo. II limitc superiore di questo tcrreno neo- 
comiano nei contorni di Nizza a mc pare si abbia ad assegnare imme- 
diatamentc sotto l'arenaria verde, cioe sotto agli strati cola ricchissimi di 
gusci della Grifea columba. Presso Villafranca racchiude arnioni di selce 
piromaca , ed e in istrati verticali diretti E. i5° N. O. i5° S. , ina in 
generale essi sono in varia guisa curvati, motivo per cni compariscono 
su diversi punti eon istratificazione in verso contrario. Al Faro di Vil- 
lafranca , a Beaulieu , a Mandrnga si vede ancora lo stesso caleare ; 
in questo ultimo luogo pero e alquanto disgrcgato superficialmente , 
iosa dovuta alTazione degli agenti atmosfcrici facilitata forse dalla so- 
prabbondanza relativa di soslanza argillosa. A Drappo inclina al S. 25° 
0. di •jo" , e con quesla posizione va a nascondcrsi a poca distanza di 
la sotto la creta superiore, la quale si estendc fin oltrc Telia, ove com- 



DEI. PROFESSORE A. SISMONDA TJ 

parisce di bel nuovo il calcarc neocomiano , die proscgue piu verso il 
Nord e va a raggiungere i ten-eni giurassici dei monti del passo di Brois : 
e lion e tra le cose improbabili , clie una porzionc del calcarc in queste 
localita spctti eziandio a tale tcrreno , sebbene da noi per mancanza di 
caratteri positivi siasi lasciato coH'oolitico. Appnrlienc altrcsi ad esso il 
calcare inferiore alia creta lungo alia strada di Aspromonle nella piccola 
valle delta Sereno , e cpiello visibilc verso Forigine della valle Haret, di 
dove si eleva per formarc la vetta del monte Calvario. A Cimella presso 
S. Rosalia gassi solforici lo metamorfosarono in gesso, da cui traygono 
utile parlito gli abitanti di (pie'paesi. 

A ponenle di Nizza il calcare e coperto per uno spazio di qualclie 
considerazione dal terreno terziario superiore (subappennino) e da altri. 
Non cosi a levantc di questa Citta, ove spesso rimane scoperto allatto 
d'ogni altro postcriore sedimento. Cos! avviene lungo la salita di Villa- 
franca, dove giace inclinato al N. 20 O. Colla stcssa positura apparisce 
nei monti superiormente ad Eza. Qucsto paese e esso slesso fabbricato sul 
calcare neocomiano , ma la strada clie vi mette capo e lagliata per 
certo tralto nel terreno cretaceo inferiore, i cui strati sono a foggia 
di U. II calcare neocomiano chc viene in seguito, presso la Turbia, e 
di bel nuovo nascosto dalla creta inferiore, la quale si estende nella 
vicina gola, le cui acque vanno ad arricchire il Paglione. Ivi e su qualche 
punto dolomizzato, come avviene sotto il Castello di Nizza. Questi due 
terreni si mostrano a vicenda fin presso S. Marco , piccolo villaggio 
oltre Mentone ; e verso il Nord arrivano contro la formazione giurassica, 
come si e avvertito. L' inclinazione cambia a luogo a luogo : cosi a Men- 
tone volge al N. i5° E. Nella valle della Turbia e nei mouti di quei 
contorni si rivolge or all'uno e or all'altio dei punti dell'orizzonte. 

Prima d' intraprendere la descrizione dei monti lungo la riviera di 
ponente , non e inutile cosa il trattenersi sui terreni dei contorni di 
Nizza superiori al neocomiano. Noi abbiamo accennata piu volte la creta 
inferiore. Ora siffatto terreno rappresenlato da parecchie qualita di cal- 
care e d'arenaria vcrde contiene qua e la fossili. Ne diamo qui la lisla, 
amnche ognuno possa da se veriGcare e riconoscere se biasimo od ap- 
provazione meriti la nostra classificazione. 



1$ 



OSSERVAZIOKI GEOLOGICHE SULLE AI.PI MAIUTTIME FCC 



Badiarii. 



ii Master subgtobostts Aga>. 
— sandoz Alas. 
. — granulosa* Agas. ■ Raycl preSso Mont6-CaIvo, 



Galerites castanea Aoas. Monte-Calvo. 
Discnidea cylindrica Agas 



Molluschi. 



Jerebratula depressa Sow. 

— biplieaUi Sow. 

— perovalis Sow. 

— globata Sow. 

— intermedia Sow. 

— mantclliana Sow 

Griphaea cnlumba Sow. Villa FrftBCB. 

— columba varietas (Exogyva minima di 

Archiac ' 
Pecten qttinqitecnstatus Sow, S. Ospizio. 

— Boissy d'Arcbiac. 

Cucullaea escuiplari indHerminabili. 

Trigonia esfemplari indctcrminabili del 

colic di Brauss verso Lascarena. 
Xnlua striata ? Suw. sotto Moritc-Calvo. 
Cirrus depresstts Sow. 
Turritella conoidea? Sow. 

— modulo iadctcrmiuabilc. 



Rostellaria marginata Sow. 

Xummulites laevigatas Lam. d«l colli 1 di Brauss 

— lenticularis ? Bcaulieu prcsso Villafranca 

— variolarius ( Lenticulites Lam.) Venli- 

miglia. 
Xatitilus simplex Sow. MoMc-grosso. 
Jmmotiites varians Sow. 

— laevigatas Sow. allefalde di Montc-dK 

— planulatus Sow. id. 

— denlatus Sow. id 

— interruptus? Sow. id. 

— noca species ? id. 
Hamites maximus Sow. id. 

— rotundus Sow. id. 
Belemnites mucronatus Sow, negli strati supe- 
rior! all'arrnaria vcrde. 

Catillus Cui'icrii Bkong. id. 



Tl tcrreno crelacco inferiore, variabilissimo d'aspetto e di natura come 
allrove si e notato, occupa un'estensione piuttosto considercvole tutto 
alTintorno della Citta. Comincia sotlo la Trinita, si eslende verso Pelia , 
e quasi senza interruzionc si prolunga fino al mare tra Capo d'Aglio ed 
Ezb. I monti circostanti al golfo di Beaulifetf ne sono veslili. Nclla piccola 
v.illo Puiyot ascende fin presso la vetta del monle Calvo. Tvi solto l'arenaria 
vcrde si vedono qua e la venir fuori stratieclli di ferro idrato oolitiro, 
i quali penso doversi piuttosto comprendere nella parte superiore del 
terreno neocomiano , anziche uel cretaceo da cui sono copcrli. Nod 
racchiude fossil i , od almcno non \e ne seppi scoprire ; e sc tuttaMa 
avauzo un'opinione riguardo alia sua eta, ci6 faccio colla scorta di 
quanta osservai altrove circa le roccie di quest c due formazioni. Verso 
Levenzo parecchie striscie di terreno crelacco inferiore risiedono disperse 



DEI. PROFCSSOKE A. SISHONDA *ft 

sul terrcno ncocomiano. La stessa cosa accade nelle vicinanze di Rocca 
Sparviera c nei monti vieini a Uiclle. 

A quelle contrade agginnge inter esse a inlercsse il tcrreno terziario , 
il quale or giace sulla creta inferiore , oil or sul calcare neocomiano. 
Percorrendo la piccola valle Scram s'incontrano l'un dopo l'altro quesli 
due modi ili giacimcnlo del tcrreno terziario. Prcsso lo sbocco della \alle 
risiede immediatarnente su strati cretacei, i quali vanno \ia Via assotti- 
gliandosi verso la sua origine, ed infine ccssano, ed il tcrreno terziario si 
, trova sul ncocomiano. Contiene fossili; non ne rinveuni dcll'epoca media; 
spettano tutti alia superiore, ossia alia subappennina. Sono sepolti nel- 
1'argilla uzzurroguola t nclla sabbia e in sorta di poddinghc, le quali roccie 
stratificate risiedorio le une per rispetto alle altre nel scgnente ordine: 
Inferiormente I'argilla azzurrognola , superiormente la sabbia framezzata 
da' banclii della poddinga, ossia del conglomerate ricco di ciottoli dell'a- 
rcnaria cretacea snperiore. Gli strati sono alquanto sposlati , e ncl val- 
loncino della Mantica, ove s'dTatto tcrreno copre una superficie piuttosto 
eslesa , inelinano dolcemente verso il S. 35° E. Forma graziose colli- 
nctte clie soprastanno alia Trinita. Altre sono addossale ai monti presso 
S. Rosalia , ove il calcare neocomiano e cambiato in gesso. Ma dove 
sillatto terreno terziario si estende su grande spazio , si e sulla sinistra 
sponda del Varo. Comincia presso a poco sulla linea di Levenzo e di- 
scende al mare formaudo colline cd ollurando i seni lungliesso quelle 
giogaje. Strati di quest'epoca rieinpiono una vaslissima gola net tcr- 
reno neocomiano dc' monti di Roccabruna, dove dalla parte ili Mentone 
quesli due tcrrcni, il terziario ed il ncocomiano, sono separati dalla 
creta inferiore carattenzzata da fossili. Ivi il tcrreno terziario e consi- 
derevolmenlc spostato, abbassando di 05° all' 0. 3o° N. La parte infe- 
riore non si compone d'argilla azzurrognola come nei dintorni di Nizzu, 
ma bensi di uu calcare con istruttura grossolana , in allcrnanza con una 
specie di breccia della medesima Datura. Non vi notai fossili i uteri , 
ma da numerosi franlumi potei conoscere, che sono le slesse specie del 
terreno dei contorni di Nizza, laondc resta prorata la loro contem- 
poraneity. Oltrepassato Roccabruna quesla sorta di strati e dj piu facile 
spec'ificaziooe cd iaclina all' O. 3o° S. ili [5°. 



OSSERVAZIONi CEOLOGICIIK SULXE AI.PI MAIUTTIMF. ECC. 

Fossili dclle collinc tcrziaric prcsso la Trinita 
e di altri luoghi nci con tor ni di Nizzq (i). 



Tellina complanata Liire. - Broc. 
Lucina radula Lamh. 
Lucina jamaicensis Lame. 
P't'nus revoluta Bonblli. 
Area anliquata Broc. 
Pectunculus violticescens Lamk. 
Kucula costulata Bonelli. 
Corbula gikba (Tellina) Oliv. Broc. 
Pecten pusio L\mb. 

— pleuronectes Lihn. - Broc. 
Oilraea ednlis Linn. 
Katiea monilij'era Lamb. 
Ventalium elephanlinum Broc. 
Pettipes buccineus (Valuta) Broc. 
Trochus magus Lins. - Broc 



Trochus strigosus Gmel. 
Turritelta acutangula Lisn. - Gmel. 
Cerithium vulgatum Bruc. 

— granulinum Bokel. 
Plturotoma dimidiata ( Murex ) Broc. 

— conligua Broc. 
Fusus harpula Broc. 
Colunibella semicatidata Bonel. 
Buccinuin clalliratum Lamb. 

— serralum Broc. 

— semisiriatum Broc 

— costulatum Broc. 
Mitra cancellata Bonelli. 
Turbinolia davits Lamb. 



II terreno neocomiano, passalo Roccabruna, discende dai monti su- 
periori a guisa d'una striscia ed arriva fino al Capo S. Martino. La 
strada e tagliata perpendicolarmente ad esso , e poscia passa su strati 
eretacei inferiori caratterizzati dalla glauconia co' suoi fossili distintivi. 
Vi giace sopra un calcare pressoche compatto , bigio scuro , inclinato 
al N. i 5° E. , il epiale dall'aspetto si giudicherebbe della parte supe- 
riore di quella formazione. Tutto all' intomo di Mentone resta coperto 
da banchi di sabbia e di ghiaja tramezzati da strati di varia grossezza 
d'argilla azzurrognola abbassati all' O. 25° S. di 70% i quali si riferi- 
scono, siccome testificano alcuni fossili e siccome palesa la loro natura, 
all'epoca terziaria superiore ; dalla parte di Levante sono limitati dal 
solilo calcare neocomiano , sul dorso orientale del quale stanno due 
qualita di terreno. Una inferiore inclinata al N. 25° E. e composta di 
una serie di strati di calcare argilloso tra cui risiede un grosso banco 
di calcare scuro , pieno-zeppo di nummuliti, sorta di fossili che dinotano 



(1) Nrlla Penisola di S. Ospizio il terreno vegctale coprc un deposito stratificato di argilla rossa 
sporca con ciottoli e di sabbia bigia , nel quale il sig. Risso rinvenne numcrosissimc spoglie di 
Molluscbi tuttora ?ivcnti in quel mare, e pare cue s'ubbia a distingucrc dal terreno terziaria 
V. Journal des mines Tom. 3t\. pag. 81. Second sc'mestre i8i3. 



DEI. PROFESSuRE A. SISMONDA "O 

nhbaslanza chiaro , clic la roccia apparticnc alia creta inferiorc. Supe- 
riormcnte poi havvi un calcare grossolano e terroso simile al teste ci- 
tato di Roccabruna eon fossili Euoappenntni (terziarii supcriori). Ne 
pixsi alcune mostre ricehe bensi di concliiglie, ina cosi fraiitumalc che 
e impossible venire a capo ili riconoscernc le specie. 

II sig. Broncniart parla d' un terreno azzurrognolo calcare-argilloso 
che eoprc il fondo di una slretta valle nci contend di Mcntone (i). 
Egli vi cita frantumi di concliiglie e di madrepore , ed una numcrosa 
quantita di grossi numniuUti convessi da ambe le parti. Con molta cir- 
cospezione egli dice essere inclinato a crederlo dclla parte inferiore 
della formazione tcrziaria ( eoccno ). Non ho visitata quella localita, ma 
al mio debolc giudizio il terreno mimmulitico di cui parla il signor 
Brongniart parmi , tlalla descrizione che ne da, sia lo slesso che si 
incontra nel giro dclla grandc strada prima d'arrivare al Tillaggio di 
S. Marco venendovi da Nizza, il quale secondo me, ben lungi d'essere 
terziario inferiore, appartiene indubitatamente alia creta vertle; e cio 
nou solo si scorge dalla natura de' fossili, ma viene altresi palcsato 
dalla posizione degli strati, e dalla perfetta identila mineralogica colle 
roccie, che coronano i eiglioni delle giogaje sopra JNizza. II calcare 
grossolano e aigilloso con frantumi di concliiglie univalvi e bivalvi 
e molti zoofiti, tra quali la Turbinolia duodecim-costata Goldfuss , 
una varieta di questa , una Nucula , ecc. , nou allerna col nummuli- 
tico , ma lo copre , e vi sta sopra con istratiGcazione sensibilmenie 
discordanle. Cio e quanto noi osservammo in quelle localita inlorno 
a cpiesti due calcari , il mimmulitico ed il zoofitico. Quest'ultimo non 
varia ne' suoi essenziali caratteri dal calcare di Roccabruna , di Men- 
tone , ecc, e come essi, noi siamo d'avviso che spelti al terreno 
subappennino, il quale rappresenta da noi, secomlo l' avviso del signor 
Broxgniart , la formazione marina superiore al gesso dei contorni di 
Parigi. II calcare grossolano argilloso tiene cola il posto della solita ar- 
gilla azzurra , ed infalli esso soggiace a strati di sabbia frammisti a 
banchi di ghiaja, i quali neU'Astigiana ed altrove in Italia sono costan- 
temente soprapposti all'argilla. 

Alle fahle dei inonti circostanli a Ventimiglia il terreno subappennino 



r V. Description des environs Jc Paris, edition en 8.° du iS34- 



So 0SSERVAZI0N1 CEOLOCICIIE S! l.t-E Al.l'i UARITTIME ECC. 

e aeeumnlalo sn piultosto spaziosa eslensionc. Consiste in lelli alttr- 
nanti di varie maiiicre di sabbia, gliiaja , ciottoli , cd infcriorinciile a 
tulto sta 1'argilla azzurra. Incl'mano all'E. 2U' J N. di 3b°. II Forle »!i 
quel pacse e i'abbricato su qucsto terrcno, e la Roja, chc sbocca ml 
mare la presso, vi scorrc in mezzo per lungo Iralto. E separate dal 
calcare suo conlcinporaneo presso S. Marco da sabbia psainniitica e 
gliiaja della creta superiore disposle in lelli pressoche verlicali eolla 
direzioue S. 20° E. N. 20 O. Dalla parte d'orientc finiscc alia Bordi- 
ghera conlro banelii d'arcuaria parimente delta creta superiore, di quando 
in quando l'ramez/.ali da slralierlii di calcare argilloso bigio, soslanza 
che vi si trova eztaudio in vene spatiche in iralice. L'inclinazioiie 
cambia a luogo a luogo , bene spesso pert) si ripcte al ]\. 3o° 0. e al 
PJ. 3o" E. Un' ora circa di caiiiniino dopo la Bordighera quesle roerie 
eessano , o meglio si nascondono sotlo un ealrarc argilloso , cenerino , 
fogliaceo e in istrati iiulinali all'E. i5" S. In esso cominciano a tro- 
\arsi \arie specie di Fucld, e quesle piaule dellanlico inondo, che 11011 
seppi scorgerc ncirarenaria a lui soltoslaute , non veggonsi ncppuie in 
quella che con esso calcare allcrna, e che a non grande tlisiauza vi o 
sopra acciuuulata in grossi banelii abbassali di 55° verso 1' E. 1 5" N. 

Accoslaudosi a S. Rctno s'inconlra aneora un'allernal'na d'arenaria 
ps.inimiiiea e di calcare argilloso inclinato pert) all'E. i5 n S. di 70°. I 
Fiu In non sono piu. confmali nel solo calcare , ma csislono anclie 
neUari naiia. Toco oltre qucsto paesc verso orienle , il calcare diviene 
mollo argilloso, e cade naluraluienle in isfacimenlo nella guisa stcs-a 
che avviene al suo conleinporaneo dei monti o colline al Nord di Drapj <> 
presso JNizza. Anclie quesla circostanza vuol csscre notata, e sc ne de\c 
tener conlo, giovando in qualclie modo a vie maggiormenle t'imostrare 
1' ideulila, che noi supponianio anzi ammclliaino tra quesii tcrreni. L'incli- 
nazioiie di quelle roccie e all' 0. 3o° N. Alia Ycrgine d'Arva sono coperte 
da up considerevole deposilo, diviso in lclti, gli uni agli allri soprapposti, 
di ciottoli, massi rololati , e sabbie piu o uieno grosse , e piu o nieno 
giallognole, ch'io penso doversi ascrivere all'epoca terziaria superior*', 
avendovi rinvnuili lranlumi di spoglie animali aneora riconoscihili dei 
terreni di quel tempo. II dorso dc' monti lungo il tratto di slrada che 
da S. Rcmo inctle a S. Stefano e vcslilo di bcllissimi e ricchissimi oli- 
veti cliiusi intoruo inlorno o da siepi o da varie maniere di niuri, die ne 
vietano l'eutrata. Non e pert) presuinibile che le roccie solto il terreuo 



DEL PROFF.SSORE A. SISMOKfJ.Y 8 1 

vegclalc cambino nc di Datura ne cli eta , poiehe molto prima d'arri- 
varc a Porto-Maurizio ricompariscono gli stessi calcari, solamcnle che 
per essi serpeggiano numerose vcne della slcssa sostanza spatica, Te 
quali fanno chiara tcstimonianza dei moyimeuti a volta a volta provati da 
quel suolo, del ehe si rilrae eziandio positiva cerlezza dallo spesso cam- 
])iameuto d'inclinazione dcgli strali, c dalla loro configurazione oudulala, 
nou poteudo mi lal disordine essere provcnuto da altra causa, fuoriche 
da violculi urli dal basso in alto concomitanti una furte prcssionc, die si 
puo supporrc fosse in que' remolissimi tempi esercitata da terreni ora 
spariti , ma piii probabilmente c eon piu lilosofn a ragione daile acquc 
del profondo Oceano di eui questi terreni eranb il fondo. Cotali con- 
torsioui degli strati cretacei sono costanti tutt'al lungo di quella ri- 
viera , e quantuuque non siano dapperlutto discernibili le varie foggie 
di curve a loro impresse , per rollure o per aluc cause , nullamciio 
sono avvertite dai frequenti caiubiamcnli d' inclinazione , la quale 
tratto tratto ritorna nel medcsimo verso, essendo gli strati currati a 
guisa di un S orizzontalc. Qua e la quella catena ha il dorso coperlo 
di deposit! terziarii supcriori. Uno di qualche esLensione risiede sul 
pcudio de' nionli al JNord di Oneglia , nel quale havvi del lignite stalo 
dapprincipio creduto lilanlrace, lo ehe invoglio alcuni ad intrapreodere 
lavori di ricerca , che poscia abbandonarono s.a pella povcrla degli 
slrali , sia poi anchc pella catliva qualita del conibustibile. Binveuui 
tra quegli strati alcuni pett'mi particolari al terrcno lerziario superiore. 
Come si disse, varii sono i luoghi lungo la riviera di Poncule, ove il 
terrcno terziario uasconde roccie con specie diverse di Fuclii. Convici.e 
per6 avvertire , che non ritiene sempre gli stessi caralleri, ma che in 
certi luoghi cambia d'aspetto, di natura , e varia perfino nelle specie 
organichc , a segno da comparire uu terreno tutto diverso dal solito 
subappcnniuo. Non e formato d'argilla azzurra sottoposta a banchi sab- 
biosi , e invece nn sedimeuto sabbio-argilloso , rosso di mattone ecu 
pezzi di calcare giurassico e cretaceo. Ora riempie le depressioni nel 
calcare cretaceo , ora adcrisce sempliccnente ai pendii dclle roccie , 
e le copre come fosse un soltilissimo strato , o meglio ancora vi sta 
attaccato a guisa di spalmatura. Cos! si osserva sul dorso delle roccie 
giurassichc , alle cui falde havvi il villaggio di Borghetto, c su quelle 
presso Finale. Depositi di maggior cons'uh razione riempiono le depres- 
sioni nelle roccie cretacee ad Alassio , e certuui dei monti prima e 
Seiue II. Tom. IV. l 



ossr.RVAzio.M r.ioLccu he sulle alpi baf.it time ecc. 

dopo Laigueglia. Ma dove e aecumulato in maggior copia e su maggior 
spazio si e presSQ Alhcnga. Dalle vicinanzc di questa citla si cslende a 
Ceriale, e s'inoltra poi per lungo trallo nelle valli discendcnli da quei 
monti. QuestO terrene, in qnanlo alia sua Datura, s'avvicina al ccmento 
delle breccie osscc lungo il Mediterraneo. No ritiene la medesima tints, 
al panto da non dislingucrsi dul terriccio della breccia ossca, die sotto 
il caslello di Isizza ollura una vasia c profunda spaccatura del calcare 
neocomiano, come non si dislingue dalle breccie ossee dei contorni di 
Pisa, dell' isola di Sardegna, ecc. ecc. Racckiude ben anche spoglie 
animali, ma non gia d'esseri marini come il lerreno subappenuino. Sono 
Elici e Ciclustomi in (jriello slato da alcuni Naturalisti appcllato subfossile. 
Laondc sono indotlo a credere d'acqua dolce quesle porzioni di terreno, 
ed in quauto all'eta le considero del tempo stesso delle breccie ossee, die 
ir.olti congetturano posteriori al lerreno lerziario superiorc, e che io 
invece ritcugo sieno gli nltimi deposit! di questo periodo, non essendomi 
giaiumai avveduto di segni auuunzianli una cospicua ralaslrole tra il terreno 
teniario e le breccie ossee , essendo il terreno alluviale secoudo me 
intimamente collegatto coll 1 ultimo dei terreni terziarii, vale a dire 
fbrmossi quando qucsto emerse dalle acque. Tra i cicloslomi rico- 
nobbi Yelegans del Brongniart, e le elici si riferiscono per la maggior 
parte alia specie nominata dal Bonelli vermicular ia, la quale pockis- 
simo difierisee daW Helix vermicuhitn di Lamarck, Draparnaud, ecc, 
tnttora vivente. Prcsso Varazzi hannovi sediment! terziarii superior! con 
caratteri mineralogici affatto diversi dagli assegnati ai qui sopra indicati 
deposit!. Sono formati di un calcare grossolano tutto poroso e cavernoso, 
pieno-zeppo di pcllini e frantumi di numerosi altri fossili. Gli strati 
piuttosto grossi inclinano sensibilmente verso levante. Lo stesso calcare 
si ritrova poi anche sul Monte Crava-Zoppa , ed in tutte e due questc 
localita si scava e si trasporta a Genova, ove s' impiega nella costruzione 
delle fabbricke. 

■\ icino a Ceriale i monti cambiano d'aspetlo e di struttura, e produ- 
cono qucU'eiretto eke ognuno prova, senza eke sappia renderscne ragione, 
(juando si trova in mezzo alle Alpi. Ivi non trattasi piu del terreno 
crelaceo, ma bensi del giurassico rappresentato dalle roccie stesse dei 
monti nelle valli del Tanaro , della Corsaglia, del Pesio , di Verme- 
nega , ecc. ecc, essendo tulle queste valli lagliatc nc'medesimi strati 



DEL PROFESSORE A. SISMONJIA 83 

che arrivano al mare passando a Ceriale. L'orditura non e piu quclla 
<lei monli eretacci. Gli strali corrono bensi abbassandosi ora verso un 
punto c ora verso un altro dell'orizzonte , ma non prescntano mai le 
pieghe regolari e le varie maniere d' inarcalura di quest'ullimo tciTeno. 
La roccia che presso Ceriale sta in contatto coll'arenaria rossa di niat- 
tone del terreno subappennino', o forse di quello detto quaternario, 
secondo che all'uno od aU'altro di qucsti due periodi si rifcriscono le 
brcccie ossee , si e una qualila particolare d'arenaria , pressoche com- 
patta, tan to sono fini i suoi grani, bigia scura, divisa in faldelline merce 
soslanza talcosa , ed e abbassata al N. io° E. Essa soggiace ad un cal- 
care vcrlicale che si protrae nel verso dell' E. 20 S. O. 20° N. cogli 
strati leggermentc piegati perpendicolarmente alia linea di direzione. 
Codeste due roccie stanno addossate a'monti di terreno primitivo, dalle 
cui cime discende dalla parte del Nord la Bormida, e verso mezzogiorno 
il torrentello Isala, che sbocca nel mare alia Pietra. Nel suo corso stra- 
scina al basso ciottoli delle roccie su cui passa. Molti sono del terreno 
priinilivo , e tra questi molti sc ne trovano cogli angoli ajipena appena 
smussati , a far credere che provengono soltanto dal n:onliccllo di tal 
terreno, che sorge da mezzo il calcare poco sopra il villaggio, ove il 
nominato torrentello si bipartisce. II monte detto Ci'ava-Zoppa, frapposto 
alia Pietra e Finale, e formato di calcare compallo dellcpoca giurassica, 
diviso in istrati variamente linti ed inclinati al S. io° E. La Galleria 
ultimamente aperta alle falde di quel monte passa per siffatto calcare, 
sul quale s'appoggia poi uno scisto talcoso verdiccio, the ognuno gindi- 
cherebbe primitivo, se uua ben distinta alternanza col calcare che si 
riconosce seguendo la strada, non dimostrasse essere dclla stess'epoca. 
A Borgo Finale e attravei-sato da parecchi filoni di dolomia cristallina, 
bigia scura , i quali datano dall'ultima rivoluzione terreslre , poiche pro- 
lungansi nel verso percorso dal sollevamento delle Alpi orientali, ch< ne 
furono la causa efficiente. D'altronde, come fanno palese le cose fin qui 
narrate, quelle contrade sono tormentatissimc , e non deve rccar n<- 
raviglia di scorgervi indizii riuniti degli ultimi sollevamenti con cui i! 
globo noslro acquisto l'apparente sua quietc, coir.e meglio si vedra nel 
scguito di questa meinoria. 

L'altcrnativa di calcare e di scisto talcoso verdognolo finisce a mela 
strada circa da Borgo Finale a Varigotti. II calcare che \ i succedc in questo 
j^aese inclina al N. 25° O. ; ed e copeilo da breccia calcare , la quale 



8.'( OSSERVAZIONI CEOLOCICHE SULLE AI.PI MAIUTTWE ECC 

racehiude parecchi strati d'arcnaria talcosa verdiccia, die si vetle gradata- 
mente convcrlirsi in poddinga simile a quella delle Alpi marittime, con cui 
lia pur commit' il giariinento, lor die. approva vie maggiormente la nostra 
opiuione sull' ideutila dei terrcni nelle Alpi e ncgli Apennini; cosa 
che apparira meglio, quando sari questione dei terrcni del Gc-lfo della 
Spczia ove trovansi fossili , i quali lolgono quella nube che fin ora 
ollusco un talc importante argonicnto. La Galleria di Capo-Noli atlra- 
versa due qualiti di calcare. Una bruua , c I'altra rosea sporca, incli- 
nale al S. i5" E. II calcare cessa poco prima di Noli , ed e separalo 
da uno scisto talco-quarzoso priinitivo mcdiante un'arcnaria di colore 
catre-latle sporco, inclinala N. 3o" O. Lo scisto priinitivo a mio avviso 
appai-ticne agli stessi slrati, ch'cscono ne'monli sopra Finale e sopra la 
Pietra ; ivi pero racchiude un filone di ferro oligisto slalo coltivato con 
non troppo huon succcsso in pr'mcipio di qucsto secolo. II torrenle 
presso Sjiotorno serve di nalurale limite tra csso ed il calcare giurassico 
inclinato al S. i5° O., il quale al Capo di Bergcggi mostrasi in istrati 
sottili variairente curvati. Appena vollato quel Capo rinclinazione di- 
venta N. 20* O., e sopra al calcare sta la solita poddinga giurasstca 
modificata, tanto comune e frequente nelle Alpi. Prima di giungere al 
villaggio di Bergcggi si trascorre ancora lungo falde di monti composli di 
scisto talcoso priinitivo inclinato, come le roccie a lui superiori , ora in 
uno ed ora in un altro verso , permodoche restano evidenti i success 
sivi sposlamcnti accaduti in que' monti. La serpentina e l'eufotide, due 
roccie alibondantissime in quella catena, si vorrebbero la causa cfficicnte 
delsollevamento Pireneo-Apennino. II Marchese Pareto, celebre Geologo, 
che fece uno studio accuratissimo di quelle giogaje, fa notarc a qucsto 
proposito (1), che ralineamenlo di qneste due roccie, ossia il loro 
maggior asse , sta nella direzione del grande sollevatr.ento delle Alpi 
occidentali. La direzione generale dei terreni stralificati in quelle con- 
trade conviene pur cssa meglio con questo sistema , che col Pireneo- 
Apennino , giacche e le roccie di sollevamento , e la direzione degli 
strati corrono quasi perpendicolarmente ill ciglione della catena, vale a 
dire dal N. N. E. al S. S. , mentrcche essa si prolunga nel verso del- 
I'O. N. O. E. S. E. II sig. Beaumont nella sua risposta alle ingegnose 



' ' ' Tom. I pag 37S. I'jris i83o. 



DEI. pnOFEKKOllE A. S1SMONDA 85 

e giuslc osscrvazioni del dotlo Geologo Genovcse (j), fa osservare che 
il rilcvamento dcgli Apennini non avvenne in una sola volla , ma e 
il risullainento dei vaiii sollcvaincnli accaduti dopo i sedimcnli dclla 
formazione crclacea , opinione die ha per se le migliori prove, come 
appunto sono i frequcnli camhiamenti nella direzione dclle roccic , i 
dislocanicnli dei terreni posteriori alia creta che qua e la risiedono 
sul dorso di quelle giogaje, come spno i tcrziarii , ed inline i numerosi 
Blond da roccie, che con varia manicra di direzione attravcrsano quel 
monii. 

Le inie osservazioni favoriscono quest a man i era di vedei-e, gui- 
dandotni a considcrarc di due distinte epoche l'eufotide e la serpentina, 
sebbene in que' monti sieno riunite, come provenissero d'un solo e 
niedesimo sollevamcnto. Ma quando si porta sul loro giacimento tutta 
I'altenzione , si scorge chiaramentc esscre la serpentina meno antica 
dell'eufolide , essendo questa dalla prima penetrata , tagliata ed altra- 
versata. Laonde volendo apportare a qucsto difficile ed intricate ar- 
gomento tutta la luce, di cui pub essere capace, bisogna dividere i fatti 
e considerarli a parte a parte. La direzione della catena e bensi cpiella 
assegnala dal Beaumont al sistema Pireneo-Apennino, nella qual epoca 
bisogna convenire abbia dessa ricevuto il primo e principale rilevamento; 
ma in seguito ebbe a provare parecchi parziali dislocamenti , e difFatli 
se ne hanno del sistema del Monte-Viso , ch'io ritengo sieno stali pro- 
dotti daU'cufotide; ne esistono moltissimi nel verso N. S. che e la 
direzione del sistema Corso-Sardo , che attribuisco all' apparizione 
della serpentina, ed inOne vi sono numerose dislocazioni e molti filoni 
dei due sistemi delle Alpi , che complicano maggiormenle i fatti in 
quella catena , e ne rendono la sua struttura curiosa ed interessante, 
perche su piccolo spazio si vedono segni chiari di rivoluzioni c di fe- 
nomeni , che mente umana arriva appena appena a ideare. II perche 
poi riferisca la serpentina al sistema Corso-Sardo , e non all'Alpino 
occidentale , si e che l'asse dc'suoi monti in quella contrada e perfetta- 
raente nella direzione di quel sistema di sollevamento, e per quest'altra 
ragione di non minor importanza , che di essa come allies! d'eufotide 
sono ciottoli e massi nei terreni tcrziarii , e specialmente in quello 



(i) V. BulU-lin dc la Socictc Gcologiquc do France. Tom. I. pag. 64- 



S6 05SEHVAZI0NI GEOLOCICUE Sl'LLE ALPI MAMTTIMF. El C. 

ilella serie media anteriore all'alzamento de'monti de'due sistemi alpini, 
nel poiuillimo de'quali suolsi convenire uscissc la serpentina delle Alpi 
nostro. AU'oecasione tli questi avvenimenti la serpentina negli Apennini 
fu considcrcvolmente smossa , e di miovo spinta in alto insieme colle 
altre roccie, senza pero rammollirsi e nemincno infuocarsi, avendo tut- 
tora fessure e scrcpolature nel verso degli accennati ultimi sistemi , 
le quali 11011 csislerebbero se la roccia avesse ricevuto un qualunque 
siasi stato dilluidila; noti fu, come dissi, nemmeno arroventata, perche 
il tcrreno terziario medio, che la veste intorno iutorno in molti luoghi, 
ma piu parli.olarinente a Spigno nclla valle della Bormida, a Ovada, eec, 
ne prese tulte le sue esteriori irregolarita , come vi si fosse sopra ar- 
tifiiialmente modellalo , senza che percio sia in un modo qualunque 
alterato. Ora ben altri fatti si avrebbero , se la serpentina in quelle 
conlrade non nvesse prcesistito ai terreni terziarii, oppure se dopo il 
loro deposito per qualsiasi causa essa fosse divenuta molle ovvero sem- 
plicemente infuocata. 

Al Capo di Ilcrgeggi lo scisto primitivo attornia un monte composto 
di varie qualita d'eufotide indistintamente mescolatc Havvi la fclspalica, 
lofiolitica e la talcosa. Questa e nera e , come le altre due , conticne 
arnioncini di quarzo jalino grasso. I moiili di la di Varazze sono for- 
ni a ti di terreno primitivo, le cui roccie cambiano sovente di natura , 
come altresi d' inclinazione. A Savona e ne'suoi contorni consistc quasi 
cselusivamente in una qualita di gneiss dovizioso di mica bruno , clie 
rende la roccia quasi nera. Una varieta di essa coir pone la propaginc, 
ove s'apri la Galleria per cui da Savona si raggiunge la grande strada 
di Geuova. Alia Villa detta T-'ullorui vien fuora da queste roccie pri- 
mitive un granilo coi singoli suoi ingredient! ben distinti, il quale este- 
riormente riticne la tinta di ruggine e cade in isfacimento per la sola 
azionc degli ageuti atmosferici. Codcste roccie sono inferiori alle varie 
maniere di scisli quarzo-micacei eziandio primitivi, dai quali passato 
Albissola si eleva l'eufotide con dialaggio bigio. Alia base di questi monti 
prima e dopo Savona si alzano collinctte d'argilla azzurra subappeniiina, 
ossia terziaria superiore. La parte meno antica di qucsto tcrrcno, la 
quale in generate consistc in varie qualita di sabbia, vi manca affatto. 
Su varii punti 1' argilla si scava pella fabbricazione delle stoviglie. 
Megli scavi altorno il luogo detlo le Fornaci , e attoruo Albissola ma- 
rina rinvenni i scguenli fossili: f-'emis rugosa ]3roc. Area djrdima Bnoc. 



DBL PROFESSORF. A. SISMONDA «S- 

1'cctcii Hmosus Boneli.i. Pecten pkuronectea Bnoc. Ostraca dubia Linn. 
Dcntalium elephantinum Bonei.. Natiea millepunctata Lamk. Pedipes Inu- 
olneus (I I'luta) Bnoc. Pleurottttna dtmidiata (Mwrex) Bnoc. BuOcinum 
serratem Broc. Conus antedihamnut Bnoc. Scliizastvr odnafifertu Agas. 
Questo tcrreuo dalla parle d' Albissola copre strati della serie media, 
i qnali tra Cave e Varazzc sono accumulali con ragguardcvole ineli- 
uazione in una specie di collina tagliata a pcrpcndicolo copra il mare. 
Si com pone ili sabbia e gliiaja slralilicatc insieme con ciottoli c massi 
di serpentina , ddifotide , di granito , di diaspri , di calcare , insomma 
di tutte le roccie di quelle region). La sabbia e la gliiaja sono mimizzoli 
e grancllini di quesle stesse sostanze. Un considerevole deposito di 
qticst'epoca e quello di Cadibona alcuue ore di cammino sopra Savona(i). 
Giace sul terreno primitive , ed e attorniato da monli delta medesima 
epoca. La seienza trae da questo deposito preziose ed importanti indu- 
zioni sulla geografia e sulle vicende di quei remotissimi tempi; la societu 
ne ricava poi un grandulile pel prezioso combustibile cbe racchiude. 
E un lignite nero , lucenle ed alquanto bituminoso , i cui strati sono 
piu e piu volte replicali , e tra l'uno e 1'allro vi sta un'arenaria varia- 
bilissima pella quantita d'argilla e di sostanza micacea. Inferiormente 
alterna con cnngloincrati di vario gencre , nella guisa slessa del deposito 
su'o contemporaneo nella valle del Tanaro tra Bagnasco e Ceva. Qnivi 
come a Cadibona rinvenni fossili vegetali e animali. Di qnesti havvene 
dei lerrestri come l'Anlracoterio di Cuvier , e dei fluviatili appartcnenli 
a) generc Limneus, ma de'quali nou riuscii a distinguere le specie per causa 
del cattivo stato degli esemplari. Nell'uno e nell'altro luogo la molassa 
riliene inipronte di foglie. Sono pero ir.aggiormente abbondanli e fre- 
quent! a Bagnasco , ed il maggior numero proviene da piante tlico- 
tiledoni (2). La molassa alternante con sabbia e ghiaja copre a luogo 
a luogo il dorso de'monli da cui discendono i due torrenli Riobasco c 
Sansobia. Tra altri fossili rinvenni nella regione della Chiappa una 



(1) Una particolarizzata descrizione di questo deposito i- st.ita pubblicata dal sij. Harcbese Panto. 
II »ig. BcrtranJ-Gislin ne paila in una nota insciita ncl Bulletin de la Socitle Geologique de Fiance 
Tom. 6, pag. iSa; e convenjono chc sia del perioda trrziario medio. 

(a) Tra le altre impronte ne trovai una di f. Ice stata gindicata dal sig. Adolfo Brongniart una 
specie tuci\j, la quale verra descritta ntlla Flora fossile, the sta stampando questo distinlissiiuo 
Dotanico 



88 OSSERVAZIOM GEOLOGIf.lIE Sl'I.LK AI.PI MAR ITT HIE ECC. 

specie dei due geueri Murcx e Natiea , die credo fin ora ignotc. 
Sotto it basso de'Zow, che mette a Sasscllo raccliiude alcuni slrati 
di cattiva lignite secca e pirilosa. A Stella S. Giovanni altornia la serpen- 
tina senza la benche minima alterazione, mcnlreche le roccie maggior- 
mente anticlie della velta di que'monli, ove esce parimente la serpentina, 
subirono essenziali metamorfosi. Giace dove sul terreno primitivo , e 
dove pare ne sia scpnrato da strati di calcare giurassico , il quale da 
Ellera arriva poi verso la cima del Montcnollc scoperlo , ed in qualche 
punlo cambiato in gesso, die si scava nci contorni della Parrocchia di 
S. Bartolomeo, dove per la prima volla si o conslalata in quelle regioni 
tale sostanza. 

I mouti liopo Yarazzc sono per breve tralto format! di scisti e altre 
roccie primitive, sidle quali riposa il conglomerate terziario medio delle 
colline a poncnle del paese , le quali roccie vanno a finire contro una 
eufolide doviziosa di sostanza serpenlinosa , di cui si polrebbe creare 
una nuova varieta, diilcrendo in modo particolare dalle fin qui descritte. 
La serpentina dotata di tutti i suoi caratteri dislintivi s' incontra verso 
Cogoleto, e pu6 dirsi che ne coslituisca i monli fin oltrepassato Rezina. 
lissa pert) non e sempre pura; raccliiude, e talvolla in qualche abbon- 
danza , il dialaggio metalloide bronzato. Non bisogna poi altendersi die 
essa componga semplicemente i monti sovrastanti a que'pacsi , jioiclie 
si estende assaissimo verso il Nord , ed arriva nicnle meno che fin 
presso Jlollare nella Valle dell'Orba, e tra lcvaute e ponenle occupa 
tutto 1'csleso spazio die separa Sassello da ISIassone. Alle falde de'monti 
sovrastanti a Cogoleto vi sta un calcare della creta superiore , che si 
cuoce e si trasporta in Genova somminislrando un cemento di piultosto 
buona qualita. Trobabilmcnte questo calcare non risiede immediatamente 
sulla serpentina; tal cosa s'arguisce da certi scisti micacci primitivi, che 
s' incoutrano sulla serpentina a levante di Cogoleto, i quali mi parvero 
incliuare di 55" all'E. 25° S. Su questa sorta di j-occic giace l'argilla 
azznrra con fossili dellepoca snbappennina , che dal culmine della salita 
delta Leone discende e veste le falde de'monli circostanti ad Arenzauo. 
Lo spazio frapposto a questo paese e Voltri , e occupato da monli di 
certi scisti , i quali non ditl'criscono gran fallo da quelli de' terreni giu- 
rassici; nullameno sono d'avviso, ch'apparlcngano alia formazione cre- 
tacea , dovendosi quel loro stato alia metamorfosi provata merce 1'azione 
della serpentina, con cui sono in contatlo, cd a luogo a luogo lie sono 



DEL PROFESSORE A. SISMOXDA 8q 

hen anche attraversati, ed cziandio pcnctrati. Contribuirono forse a si- 
mili cambiamcnti i filoui, usciti a varie epoche per quelle giogaje, di 
sienite, di protogina, come sopra Savona, di quarzo, come nella valle 
del Corsento lc cui acque, riunite a quelle della Piota, anicchiscono 
1'Orba (i). 

Nuove giogaje di serpentina si elevano tra Voltri e Pra , e si esten- 
dono fino a poehe ore di distanza sopra Voltaggio , correndo cosl pa- 
rallelamente a quelle da Cogoleto a Mollare. Alcuni grossissimi massi 
spimtano dal terreno terziario medio a Carossio sotto Volta"«io , del 
quale sono formate tutte le colli ne di quei dintorni, il cui pendio volto 
amczzanottee coperlo dalla formazione subapennina, che da quella parte 
si estende su tutto lo spazio tra Alice nella valle della Bormida, e 
Serravalle di Sorivia. Di qui si proirae a Tortona riempiendo di gra- 
ziose collinette una specie di scmicircolo attorniato da colline piu alte 
di terreno terziario medio. Queste s'avanzano molto verso levante , ed 
in piu luoghi vi sorgono isolette di calcare cretaceo superiore caratte- 
rizzato da Fuchi. Vi esce parimente la serpentina, senza che il terreno 
palesi la benche minima alterazione chimica, la qual cosa fa ahhastanza 
conoscere, siccome ahhiamo gia detto, essere dessa anteriore a qiiesta 
sorta di sedimenti , e se posteriormente fu smossa, come noi pensiamo 
per le ragioni gia addotte, la sua azione su essi sedimenti fu sempli- 
cemente meccanica. Su altri punti di quelle giogaje, sempre sul dorso 
Acquapendenle verso mezzanotte, stanno i terreni cretaceo e alluviale. 
IMi limito a questo solo cenno , avendo intenzione di darne in altra 
Memoria la desci-izione particolarizzata. 

II terreno cretaceo de'monti, che uniscono Pra alia cilta di Genova, 
e alquanto disordinato e altcrato, specialmenle sopra a Cornigliano ove 
abbondano le roccie serpentinose. Chiamo roccie serpentinose uu ainal- 
gama di serpentina e d'eufotide , talvolta scura , talvolta verde-chiara , 
e talvolta rossiccia con vene oblique di calcare spatico; insomma una 
roccia nata dalla reazione della serpentina coll'eufotide preesistente. 
A questa categoria spetta la serpentina dello scoglio di S. Andrea , su 
cui sla un calcare cretaceo, fragile, in istrati curvati con grosse ri- 



(i) Qucsti torrcnti nel loro corso passano sopra un'alluvione aurifcra. V. Rohilant Vol. i dcllc 
Memorie della Rcale Accadcmia delle Scienzc di Torino ; e Chabrol Statistitjue du Deparument 
'le Montenolte Vol. i. pag. 63. 

Seme II. Tom. IV. M 



QO OSSERVAZIOX1 CEOLOCICHE SULLE ALP1 MARITTIME K ( . 

legature spaticlie , inclihati all' E. a5° N. Inoltrandosi nulla valle di 
Ceravegna si scoprono meglio luite le varieta accennate clclla roccia 
serpen tinosa: quivi anzi c quests e l'eufolide compaiooo poi anche separate, 
«■ coi loro soliti caralleri. Gli sovrastano scisli argillosi nietaniorfosati 
nella dirc/ione M. IV. J".. S. S. O. , ai quali succede un ealcare crislallino, 
speSSO doloniilico eon mi' inclinazione assai coslante verso 1' E. 25° S. 
Quelle dolomite presents alcune particolarita favorevolissime alia teoria 
della ilolonuz/.a/.ione lal quale venne dal De-Bucii concepits. Lo stesso 
Strato ealcare non e dappertutto convertito in dolomia, e questa non 
lo e semprc alio stesso grade , vale a dire varia a sito a sito nella 
quanlila di carbonato magnesiaco , come fiuo ad un certo punto an- 
uunziano la sua struttura, la piu o meno grande allitudine a sciogliersi 
negli acid), ed infine il suo asjietlo. Cosa del resto stata dimoslrata 
dal sig. Gif.yvard in un suo bellissiino lavoro analilico sulle dolomie 
delle Alpi (i). Questi accidenti trovano facile spiegazione nella teoria 
del Geologo Piussiano , menlre restano ostili all' opinione di coloro, 
ehe pretendono tutte le dolomiti essere una semplice modiGcazione 
del ealcare magnesiaco scdimculoso; opinione ehe noi solo amineltiamo 
per le doloiniti slratificate in mezzo a calcari od alira roccia sedimen- 
tosa unicamciite cambists nella struttura. Vi sono pur anche varii lembi 
di argilla subapennina, alcuni de' quali iliscendono fin presso la Polce- 
vcra. In tempi remoti occupava uno spazio estesissimo, posciache se ne 
trovano tultora deposili sparsi, die ragionevolmente si puo dire fossero 
unili in un solo strato. Essa si estende sotto il suolo della cilta di 
Genova ; e tutte le volte, ehe si ebbero a praticare scavi fin sotto 
I alluvione s' incontro e spesso con fossili. Si troys eziandio ne' colli 
alia sinistra del Bisagno, ed e in quelle regioni eh' io rinvenni alcune 
spoglie animali. 

II terreno terzisrio medio dopo Celle ricompariscc soltanto a Porto 
Fino, dove si eleva quasi a perpendicolo sopra il mare. E eomposto 
nella gnisa stessa di quello di Celle , cioe di ciottoli , ghiaja e sabbia 
liisiribuiti in istrati tra loro alternant!. La sua posizione c la 'sua cotn- 
|iosizione fanuo credere ehe fosse riunito al deposilo di Celle, eosicche 
riempiva la semiluna ora occupats dalle acque del mare. 



i \ CulK-iiii dr l.i Socitif Gtulogique Jc France Tom. XII. [>ag. .\'ii. 



ML PnoiI.SSOIlE A. SISMONDA q , 

Nessuna essenziale particolarita ,ni si present nella catena lunehesw 
3 mare da Genova a Gavi. II calcare alternate con scisti argulosi in 
.Strut. aUpanto slbgati e incurvali sovcn.e con vcne spatiche oblique 
8 la sola cosa cue v'abbia sapu.o discernere. A Gavi il suo lo prescnla 
<>" altro aspetto ed unaltra natu.a. Rinnovansi scisti argillosi e la slcssa 
arenana di Mentone e delta Porflighera , le quali roccie costituiscono 
la parte inferior* del terueno cretapeo superiore. Gli scisti argUlosi di- 
v.dons. facUmente in sottili rfqgfle chiamatt lavagrie, norae tratto dal 
paese sul cm terr.torio si scavano. Presso Gavi inclinano al S. O di 4o° 
e sono framczzati da an calcare scistoso bigio doviziosissimo di mica! 
L arenana sottoposta alle roccie scistose s'incontra solan.ente nei monti 
d. Sestr.. E bigia, gialliccia , aspersa di granellini di cp.arzo vitreo in- 
coloro, e di lucentissime squamette di mica. In alcuni strati esislono 
corpiccittpli allungati neri di sostanza carbonosa, che somigliano alio 
stipite, i quali sono il risullamcnto d'un'altcrazione particolare di vegetalj 
Gli strati giacciono inclinati all'E. 3o°N., e ritengono, come sWerti 
tante s.ngolari positure, che resta cola palesissiraa la rinnovazione dei 
solleva.nenti. Alle falde del monte Bracco gli scisti hanno varie tinte 
ed una positura vcrticale colla direzionc N. 20° O. S. 20 ° E. Con essi 
alterna l'arenaria , e dopo una salita di mezz'ora per quel monte 
queste roccie inclinano al N. O. di 65°. Frequenti sono i cambia- 
menti nclla giacitura delle roccie, ma un tale disordine, pin che 
altrove in quelle giogaje, si ripcte nel monte Bracco, e nelle propa- 
gini che da esso si dipartono , forse perche cola s'incontrarono alcune 
bnee di sollevamento indicate dalla serpentina e dall'eufotide, che escono 
in due o tre posli verso la vetta del monte , e nelle sue diramazioni. 
Queste due roccie talvolta sono separate e distinte, tal altra invece sono 
mescolate e confuse nella guisa stessa, che si e notato per quelle presso 
Genova. II calcare in loro contalto e considerevolmente alterato nella 
struttura e nclla composiswne. Contiene magnesia, e spesso anche rac- 
chiude (amine e specie d'arnioncini di serpentina. Gli scisti sono pur 
essi cambiati dalloriginario loro stalo. Le roccie di sollevamento li 
metan.orfosarono in una particolar roccia; ma si questi che quell., 
r.acqu.stano i loro soliti caratteri e l'ordinario loro stalo fuori del 
contatto e ad una certa distanza dalla serpentina e daU'eufotide. Dalla 
parte di mczzogiorno arrivano al mare, e dal lato di levante cessano 
di mostrarsi presso Borghetto , verso mezzanolte attraversano gli Stall 



Q2 OSSEHVAZIOM CEOLOGICHE SULLE ALPI MAIUTTIME ECC. 

Sardi e pcnetrano ben innanzi nel Parmigiano, formando tosi una serie 
di monti ordinati lungo una linea, che si trova essere paraldla a quella 
icnuta dalla stessa roccia nella valle della Trebbia, e che seguono pure 
le serpentine a ponente di Genova. 

A Malterauo compariscono le tre roccie predominant! della creta supe- 
riore, cioe a dire l'ardesia o seisto argilloso, il calcare fogliaceo e micaceo., 
e l'arenaria. Quest'ultiina forma quasi da se sola i monti oltrepassato 
Borghetto coll'iiiclinazionc al S. 20° E., e va a finire contro un calcare, 
il quale quanto all'cta non corrisponde ne alia creta verde, ossia infe- 
riore , ne al calcare neocomiano , i quali due terrcni sono cosi bene 
earatlerizzati nci contorni di Nizza. A poca dislanza di Riccb alcune 
testate di un tale calcare vengono fuora dal terreno cretaceo coperto 
di considerevole alluvione antica , nella quale sono rappresentate tuttc 
le roccie di que' nionti. Ma presso S. Benedetto mancano questi due 
depositi , cd il calcare ad essi sottoposto prosegue denudato nelle due 
calone, che corrono una a destra I'altra a sinistra del golfo della Spezia: 
In quella a ponente si avanza dalla parte di mezzanotte fin oltre 
Pignone , ove si perde sotto il terreno cretaceo , il quale ne copre 
eziandio i clue pendii guardanti l'uno a levante , l'altro a ponente. 
Quella propagine calcare si alza dunque in mezzo al terreno cre- 
taceo superiore, composto dalla parte del Mediterraneo ossia di ponente 
i!i varic qualita d'arenaria , di scisti argillosi e di scisti calcari in istrati 
verlicali , tutli sconvolti ed allraversati da numerose fessure otturate di 
materia calcare spalica e quarzosa cristallina. A Capo Mcsco queste 
roccie sono rotte c disgiunte da serpentina e da eufotide , che dipar- 
tonsi dai monti circostanti al golfo di Levanto. Ai Cappuccini presso 
Montcrosso ricompariscono le roccie cretacee , e continuano fin quasi 
sotto il forte della Castellana. Nei banchi d'arenaria nr.aggiormente quar- 
zosa, cola scavata pei varii usi di costruzione, stanno impronte di Fuchi. 
Inferiormente a tutte queste manicre di roccie havvi una qualita di 
scisti bruni screziati , i quali fanno pure parte del sistema cretaceo. 

Prima di dire a quali dei terrcni giurassici appartengano corri- 
spondano i calcari e altre roccie della Spezia , stimo fame precederc 
la descrizione , lavoro gia stato falto dal sig. Labeche (i) con molta a< - 



(1) V. il Tom. 1 pag a3 dcgli Atti della Societi Gcolosica di Franciaj cd il raanualc di Geo- 



DEL PBOBESSOBE A. SISMONDA ()3 

curatezza , ma ill cui giova , per maggior inlelligenza dell'argomcnto , 
il dime qui alcana cosa. 

II calcare dall'isola del Tinctlo prosegue in quelle diTinoedi Pal- 
mafia, c quindi tlcntro terra arrive al di la ancora di Pignone, formando 
cosi una serie di inonti, Ic cui punte pin elevate chiamansi Corcgna , 
Santa Crocc , Parodi , Bergamo , ecc. Generalmeute e ncro o bigio- 
s':uro. Alcuni sirati sono scrcziati e n.acchiali di giallo-rossiccio. Quesla 
variela , detta Marino Portore , si scava , ed e pcrfettamente identica 
nl uiarmo itei ditilorui del ponte di Nava nella valle del Tanaro. Alia 
Spezia altcrna con varie maniere di scisti argillosi, e calcarei compalli 
bigio-scuri , in ccrtuni de'quali si trovano avanzi d'animali antichi , 
confusi insiemc con piriti di ferro. La stratifieazione e tutt'altro che 
nctta e regolare ; si presenta anzi in modo disordinato, e bene spesso 
gli strati sono piegati e inarcali su se stessi , come fra gli altri luoghi 
s'osserva alia cava detta delle Grazie , ove gli strati con molle pieghe 
descrivono tin semicircolo coli'apertura volta all' insu , mentre altrove 
guarda il centro della terra. Per causa appnnto di tpiesli disordini resta 
difiicilissimo il distinguervi i sistemi de' sollevamenti colla sola scorta 
della stratifieazione. Guida per6 lino a un certo punto a questo genere 
di ricerche la direzione generale dclle giogaje. Si distendono presso a 
poco nel verso del meridiano magnelico , donde puossi arguirc , che 
tra le altrc cause occoi - se al dislocamento di quegli strati, una ne sia 
avvenuta, la quale aLbia agito nella direzione del sistema delle Alpi oc- 
cidental!. Le cime dci moati Corrcgna, Santa Croce, Parodi, ecc. trac- 
ciano appunto la linea assegnata dal Beaumont a questa rivoluzione. Gli 
strati ancor essi ritengono tratlo tralto la pendenza che cagionerebbe 
una forza sollevante correndo dall'uno all'altro polo, con un certo an- 
golo obliquo all'Equatore. Cib non e costante, laonde quanto dico non 
vuole essere preso in senso stretto e rigoroso, giacche un tale solleva- 
mento irovo cola il suolo gia dislocato e montuoso , cd i suoi e iPe 1 1 i 
furono poscia ancora modificati dalla dolomia , la quale attra\ersa 
lutta la catena formando le cime de'monti Corregna , Santa Croce, Pa- 
rodi , Bergamo ecc. , e la divide cosi in due parti fino a Pignone, 



logia dcllo stcsso Autorc tradotto in Fr;inccsc d.il si^. Brocliynt j>ai;. 4°4 delKcdizione di Parigi 
putblicata nfl i833. 



i)j OSSERVAZIONI GF.OLOGir.nn SfLI.K Ar.ri MAIUTTIUF. ECC. 

rome da se sola I'avcsse alzata. Slando unicamcntc alia linca su cui 
corre si giudicherebbe dell'epoca del sistema Corso-Sardo oppure delle 
Alpi occidental! , ma le moltc rolturc , e oltre cio l'ambiguiia della 
stratificaziooe , e lc numcrosc sue inodilicazioni nel verso delle Alpi 
oriental*! mi l'an credere ehe a questo sollevamento , e non agli ante- 
riori abbiesi ad alliilmirc quella dolomia, tanlo piu che le osscrvazioni 
provan o generalmeate csscre tal epoca stata la piu favorcvole alia for- 
mazione della dolomite. II non convenirsi poi perfettamenlc colla dire- 
zione delle roccie di questo sistema , juio essere eflelto dell'avere le 
cinanazioni magnesiache scguite alcunc fessure dei sisten.i antcriori , 
ciocche aocadette assai di feeipicnte, essendo tutlo naturale , che una 
materia spin la con qualsiasi forza seguB una via gia apcrta, o ne riapra 
una chiusa, a preferenza di tracciarsene una nuova. Con cio non pre- 
tendo d'escludere le cmanazioni di vapori inagnesiaci nel sollevamento 
delle Alpi occidentali che camhiarono in dolomite il calcare che li ac- 
colse , come neppure tolgo dalle cose in allora accadute l'apparizione 
della dolomite bella e formata , poiche di questi fatti ve ne hanno 
moltissimi nelle Alpi , c specialmenle nelle vicinanze della serpentina. 
Havvi eziandio della dolomia ne' monti sulla costa orientalc del golfo; 
si trova vicino a Bercola lungo la strada che da Lerici melte a Sarzana ; 
si trova a Amelia , ed in parecchi altri luoghi cogli stessi caratteri 
che la distinguono ne' monti della parte occidentale. Quando e pura non 
ha colore , ma piu sovente e cenerina sporca , e lalvolta debolmcnte 
rosea. La strultura e granosa ; al tatto alquanlo aspra. II dorso dei 
monti tra Lerici e Capo-Corvo e coperto da un grosso banco di cal- 
care compalto bigio. Da quest' ultimo luogo avanzaudo dove la Macra 
va a sboccare nel mare, si osservano ad una ad una le roccie di lutta 
la catena , essendo la loro linea anliclinale quasi nel verso del suo pro- 
limgamento. Al calcare di Capo-Corvo ne succede un altro colle stesse 
qualita , tramezzato pero da scisli con rilegature spatiche. A queste 
roccie inclinale a ponenle ne seguitano altre colla medesima giacitura 
e della slessa indole , ma piu o meno scistose o fogliacee, e lalvolta 
piuttosto abbondanti di mica. Viene inline una poddinga quarzosa in 
grossi banchi , solto i quali havvi un'arenaria percorsa da vene di ferro 
oligisto. Alia Battcria di Santa Croce le roccie cambiano di natura , 
sonovi varie manierc di calcare con istrutlura or cristallina granosa, ed 
or cristallina lamcllare , or puro ed or picno di mica. Vi sono inter- 



DEI. P&DFESSQRE A. SUMOKDA 1)5 

poste roccie verdi compailc , eil alcune viarieta d'urcnaria oiicacea, e 
al ilissolto di esse esisle mi calcaxe crislallino eil uu'arenaiia micacei 
cogli strati inarcati verso il cenlro della terra , i quail cessano alio 
sbocco nella Macra del torrente die vien giii ilai raonli sopra Amelia. 
Quesle roccie crislalliue e le poddinghe inaiicano uella catena lungo la 
costa occidentale del golfo. 

II ealcare e le altrc roccie di quesle ilue catene di moDti, appar- 
tengdno indttbUatehaente alia formazione giurassica, ma il dubbio e piut- 
losto sc sieno lutte tlel liasse , la cui esislenza e fatta certa nierce i 
fossili scoperti per la prima "volla dal sig. Guidoni, ovvero se oltre a 
questo esistano allri terreni di quella forn.azione. Su questo argomento 
ci porge troppo debole luce la soprapposizionc delle roccie per causa 
dei grandi scouvolgiiiieiiti , che ne sovverliiono quasi compiutameate 
loi'diue cronologico; bisogna pertanto ricorrere ad allii mezzi onde 
arrivare a qualche probabile induzione. I fossili esistono sollanlo in 
una porzione tie' monli della costa occidenlale. Qualora tutte e due 
quelle catene fosscro formate dagli stessi strati , ossia se questi si 
conlinuassero dall'una all'allra solto le acque che riempiono il golfo, 
sembra ben nalurale, che i fossili dovrebbero uguabnente ritrovarsi 
nella catena all'oriente di esso , non essendovi ragione perche a si poca 
distanza , e senza che in un luogo le roccie sieno piu che nell' allro 
alterate e modilicate, abbiano ad esserne prive. Io pertanto penso, che 
gli strati di ealcare nero , e la poddinga della catena orientale sieno 
supcriori alle roccie fossilifere , ed al marmo nero screziato di giallo , 
detto Portore , dei inonti della parte opposta. La giaeitura delle roccie 
nelle due catene tuttoche confusissima si distingue nulla ineuo sinelinale 
rispetlo alia linea prolungata uella direzione della lunghezza del i;olfo. 
Una tale positura le puo essere stata procacciata da uno spostamento 
a guisa di salto (faille) come tcudono cola a farlo credere l'elcvazione 
diversa delle due catene , la discordanza , e la mancanza ili relativa 
corrispondenza negli strati. E quando non abbia errato neH'osservaie 
i fatli, la mia interpretazione che vi sia accaduto uno sdrucciolamento 
e rovesciamento degli strati, si trova tutt'affatto in armonia con essi, c 
ne avverrebbe che la poddinga sebbene appareotemeDtte inferiore al 
call .ne sarebbe tuttavia meno antica. INel qual caso \a distinta dalle 
jioddinghe del liasse di cui si parlo nella u.emoria intorno alia classifi- 



(-)<"! osservazio^i geolociciie sulle alpi mamttime ecc. 

cazionc dei terreni slralificati delle Alpi (i), e si trova corrispondere 

al icrrciio stato cousiderato analogo all' ' Oajbrtl-Cluy rapprcsentato nelle 

Alpi da una poddinga , la quale quando e modificata, si presenta come 

qucsta. 

Se i terreni superior! al liasse non vi si possono accertare , non 
cosi sta la cosa riguardo a questo, essendovi , siecome altrove dissi , 
spoglie ovganiche di quel tempo, insieme con altre dell'oolite inferiore. 
In inolte localita delle Alpi questi due terreni, l'oolite inferiore e il liasse, 
coi fossili loro proprii ne racchiudono di quelli delle eta anteriori. Cosi 
il liasse nella Tarantasia contiene piante giudicate dal Brongniart del 
litanlracc (Carbonosa). Anche alia Spezia havvi un mescuglio di fossili 
di queste due epoche. II Labeche registra alcuni ammoniti, che il Sowerby 
erede esclusivi al teireno carbonoso del Yorkeshire. Havvi dunque da 
questo lato perfetla identita tra il liasse della Spezia e quello delle 
Alpi, posciache in tutte e due le localita stanno unite spoglie di corji 
organici , che si ha opinione segnino epoche gcologiche difl'erenti. Ma 
al mio avviso 1' identita non si restringe a questi soli terreni , ma pro- 
segue fedelmente in quelli supcriori al liasse , poiche ammettendo che 
tale sia la posizione del calcare e della poddinga di Capo-Corvo, queste 
due roccie mancano d'ogni sorta di fossili , siecome ne sono eziandio 
sprovveduti i calcari e le poddinghe delle Alpi soprastanti al liasse , 
e da noi date per le corrispondenti dell' Oxfovd-Clay. 

Lasciando poi da parte ogni sorta di congettura crualunque ne sia 
il grado di probabilita , ed atlenendosi ai soli fatti, devesi conchiu- 
dere , che ne' monti altorno il golfo della Spezia esiste il liasse de- 
terminate dai fossili , coi quali pero se ne trovano del terreno che 
gli succede immediatamente , ossia della grande oolite ; la qual cosa 
inetle in evidenza che durante queste due epoche quelle conlrade re- 
stavano immerse nelle acque , essendo tra le cose iinprobabili , o per 
lo meno finora non bene dimostrate che molti degli animali dell'oolite 
vivessero gia nell'epoca liassica, oppure che gli animali di questo tenpo 
abbiano continuato a popolare il mare in cui si separo l'oolite inferiore. 

Insistei forse di soverchio su quanto si osserva alia Spezia, ma non 
e senza ragione. Io sono d'avviso che questi fatti abbiano a servire alia 



(i) V. Mcraoric della Reale Accadciuia dcllc Scicnzc Tom. 111. Scric II. 



DEL PHOFESSORE A. SISMCKD1 

dms.one dc'terreni inferior! alia creta da „,, capo all'altro degli Apen- 
»"», oss,a di tutta la cat,,.,, che si estende luagbesao la nostra Pc- 
msola , e pajonmi provarc che Ja formazione oolitica delic Alpi si 
cont.nua negli Apennini , e che nell' una e nell' .lira catena (per | e 
po«ioni comprese negli Stati Sardi ) il terreno sedimenloso piu andco 
tra , discermbili , ossia tra i 110n metamorfosati, si e il liasse ■ cose 
mite che riceverebbero maggior l„ ce ed evidenza , se di qucsti 'si fa- 
cesse un confronto con quanto di meglio avverato si conosce mile 
S.oga,e de paesi a noi vicini, come la Svizzera , la Francin , i contorni 
del lago di Cotno, ecc. ecc. 

II Museo di Torino possiede la numerosa collezione di fossil! della 
Spcz.a, che forme, il sig. Gu.dok, qU ando studiava que' monti. In essa 
v. sono tutu g|, ammomti nominati dal Sowerby e regislrali nel ma- 
nua c geologico del Labecbe ; di qucsli ometto di darne 1'elenco po- 
tendo ognuno consultare quest' in teressante opera. Comprendo sokaito 
nelta seguente lista i fossili non ancora indieati in quel terreno, mohi 
de quah 1, trovai io stesso quando fui a esaminare quelle comrade La 
loro determmazione e lavoro del Valenc.ennes Professore al Giardino 
delle p.ante, che l'intraprese per preghiera avutane dal Beaumont. 

rT h J7 kV r lC ' r ti ° ^ Ca,C " C ^ VI " et nClU Tara " tasia - P «* ind.ter.nin.bi.i. 
Jrochus. Simile a quelle- di Villet. 

Fusus > 

Alveoli di bdenmiti. Corpi cono-cilindrici con giunturc Irasvcrsali. 
Ammonites dorsalis Soivebb. 

I^jyrsr" de,,a divisio - c dei »**«> ; *•» » — *-* - >- 
trs 5et: uova dcl,a famisiis dd *^ -*^ *— - *>•*. »*** 

Ammonites. Specie nuova simile aU' Ammonites frontalis. 

Ammonites Murchisonii. Giovani individui. Comune nel liasse superiore 

Ammonites. Specie analoga M' Ammonites granella. 

Ammonites. Specie nuova colla forma e coll'ombelico dell^ fflmonl 7„ Hepressus , del.'oolite infe- 
norc; ma e pcro magg.ormcnte appialtito, colle coste alquanto elevate, e con maggior Domero 
di concamcra/.ioni. •"»tB'"' uuimio 

"iz::^::. 8ioTanc inJividuo dd ,iasse ^°- a — ^ *- ** « •*. 

t^^tJ?'"** Meri0 "' aDaIOg0 *^-*> **i -M l_ sup.riore. 
Ammonites simile a. Cadonensis Bu,»v lllE , „ e difleri.ee pcr6 per osscre piu grosso, e perche la 
superOcc, lU vecc d, essere striata tr.sversalmecte come ia auesta specie, c affaUo liscL 

Avendo accennato trovarsi attorno il lago di Como gli stessi terreni 
Seme II. T 0M . IV. 



98 OSSERVAZIONI GEOLOGICHE SULLE ALPI MARITTIME ECC. 

delle Alpi e dcgli Apennini , do qui la nola di alcuni Ammoniti del 
calcare argilloso rosso di que 1 monti ch' ebbi dalla gentilezza del sig. 
Man ATi (i). 

tmmonttes Turneri Zict. del liassc. 
Ammonites. Specie nuuv.i BDaloga .Al Ammonites heterophiUus del liassc 
Ammonites J'alcicosta. 

Onde vie maggiormente apparisca V identita degli accennati terreni 
con quclli dellc Alpi, rapporterb ancora una lista di alcuni fossili stati 
trovati al passo delta Maddalena che da comunicazione tra la Tarantasia 
e la Moriana ; e qui debbo rendere grazic al Cavaliere Despiine, Ispet- 
lore dellc Minicre ? il quale ebbe la compiacenza di farmeli conoscere. 
Essi esistono in istrati perfettamente identici e per natura e per gia- 
citura a quclli di Petit-Cocur , ove finora sonosi solamente rinvenuti 
cutrochi e belemniti troppo malconci per determinarne le specie. 
Questi stessi fossili al passo della Maddalena sono associati ad ammoniti. 
Gli uni e gli atari simihnente guasli, ma non pertanto si distingue che 
sono delle famiglie liassiche , e non delle crctacee. 

Ammonites falcifer Sowebb. per la forma dcll'ombelico, e somiglia z\V Ammonites malgrarius nelle 

strie. L' Ammonites malgrarius ha pcr6 lc coite piu larghe e piu alte del noslro , laonde pare 

preferibile la prima dclerminazione. 
Ammonites opalinus Sowebb. o forse Velegans dcllo stesso Autorc. 
Ammonites Walcotii. L'n solo frammento nel quale manca o per lo meno non e visibile la corona 

dorsalc di cui e dotaLi questa specie. Putrcbbe forse esserc una nuova specie del liassc. 
Ammonites consimile :il planorbis. 
Ammonites laeviusculus. 
Ammonites della divisionc dusWAmattheits ■, analoyo a\V Ammonites costatus Rhein, o a\V Ammonites 

nodosus Sowehby. 

1 monti fiancheggianti la strada , che dalla Spezia mette a Sarzana 
sono formati di roccie crctacee superiori. Sul principio di quella via 
s incontra un calcare argilloso, che verso la salita detta t\elY4cqua 7 



(t) lntorno al calcare del Lago di Coino havvi un'intcress;intissima nota del Cavalicrc di Collcgno 
utl Bulletin de la Societe Geotogique de France Tom. X. pag. a44- dove 1'Antore dimostra colla 
scorta di alcuni fossili, ch'esso apparticne alia formazionc giurassica e non alia carbonosa, come 
d.* alcuni si crcdr Ite. 1 fossili, cbc cila sono i scguenti, c furono studiati dal Profcssorc Balsamo- 
Oiv.lli, Ammonites radians, A. depressus , A. Murchisonii , A. ff'alcotii, A. discus, A. costatus, 
A. Davaei, A. sublevis , A. Duncani, A. Humphrejsianus , A. scxradiatus , Aptychus UtmeUosus, 
due belemniti , an n.mlilo e due ortoceratiti. 



DEI. PROFESSOR!-. A. SISMOM A , () 



s. d.sccrnc g.acere Bopra Btpati .1 ...j ill,, rossa alquanto indurita, e din, 
cosi, quas. convertita in diaspro, la quale a sua volla si vede riposare 
sopra l'arenaria crclacca , che i Tosrani chiamano macigno. Qucste 
roccic si estcndono fin presso Lerici , dove per rerto gpazio sono co- 
perte dall'alluvione , c da una specie di breccia con cemenlo calcare 
g.allognolo e poroso, della quale esistono pur anche deposit! ancora 
notcvoh verso la Batteria di San Bartolon.eo, di Santa Teresa, ecc. ecc. 
Siffatte roccie cretacee non dilleriscouo da quelle cl.e si elevano verti- 
t.calmente contro il calcare giurassico al Persico presso Narbona nella 
catena aH'occidente del "olfo. 

Le roccie cretacee, argillose, arenacec e calcari col loro Fucus 
intricate Brono. sono vestite Be' monli dominanti Sarzana da copioso 
terreno dell' epoca terziaria media. Esso si estende su ragguardevole 
spaz.o , e consiste in un'alternaliva d'argilla arenacea e micacea ( mo- 
lassa), d'argilla bigia dolce al tatto, e di altre screziale di vene ocracee, 
di scisti marnosi bigi, di un conglomerate con ciottoli di calcare com- 
patto bigio, di macigno, di diaspro, riunili da sostanza argillo calcare, 
ed infine di varia qualita d'arenaria. In mezzo alle argille risiedono varie 
maniere di lignite , la quale presso Caniparola e in istrati di certa tal 
quale grossezza , per cui se ne intraprese la scavazione. Questo e il 
solo corpo organieo , che finora siasi scoperto in quel deposito. Le 
piante sono irriconoscibili, ma non per questo pub restarvi dubbio 
sullepoca del terreno. Chi conosce i terreni terziarii del nostro paese, 
il medio ed il superiore (subapennino ) , vi scorge col primo una tale' 
analogia di composizione e di posizione , che e quasi impossibile che 
gh venga in menle possa esso riferirsi al secondo. II suo giacimento 
e alquanto disordinato ; dove lo vidi verticale colla direzione S. N. , 
dove alquanto inclinato a levante , e dove a ponente 3o° S. di 5o°; 
con quest'ultima positura vi sono banchi d'arenaria, ghiaja , molassa,' 
e ciottoli, oltrepassato il Convento de' Cappuccini, lungo il rivo Cal- 
candola. Quivi nell'arenaria sono sparsi cristallini trapezoidali di gesso 
ben finiti, e conservanti i loro angoli, cosicche non furono rotolati. 
Verso Castelnovo, e lungo il torrente Isolone s'incontra scoperto il ter- 
reno cretaceo, cosa che accade altresi nei contorni di Caniparola, ove 
x\ combustibile fossile ha la sua principal sede. Le roccie cretacee 
contmuano fin presso Carrara. La sono interrotte dalle Alpi Apuane 
composte di varic qualita di calcare , tra le quali havvi la cosi ricer- 



100 0SSEHVAZI0NI GEOI.OGICHE SULLE ALPI MARITTIME ECC. 

cata per l'arte statuaria. In quanto all' eta e perfetlamcnte iilenlico a 
qnello della Spezia ; le dillercnzc mineralogicbe poi , clie rendouo la 
variet.'i saoearoide e incolora di Carrara oosi preziosa , sono semplici 
elVetti dell'azione delle roccie Ji sollevamenlo , c di quelle altre cause 
die agii'ono nolle grandi rivoluzioni provate dal nosli'O globo. 



to\(Lisio\r 

Abhiamo fin qui narrati numerosi ed interessanti falti osservabili 
in due catene di inontagnc su cui presentcmente stanno rivolte le menti 
della maggior parte dc'Geologi perclie acoertano davvantaggio le cogni- 
zi o 11 i sulla forma ed estensione de'mari e dei conlinenti nei tempi a cui 
codesle cose si riferisoono ; perclie comprovano semprc piu i principii 
gia ammessi e stabilili , e perclie infine guidano alia soluzione de' piu 
importanti prolilemi della scienza geologica. 

Basta indagare il terreno giurassico e sludiarne le posizioni ondc 
persuadersi clie tulto il nostro paese fu il fondo del vastissimo oceano 
di quel tempo. Non abbiamo dati per assegname la profondita, ma 
certo qui da noi doveva essere grandissima manc.indo i terreni di spoglie 
aniinali , mentreche sc ne trovauo mollissime in altre contrade , ma di 
l'amiglie clie alliguano lungo lc spiiggie, ed in siti non gran falto pro- 
Condi. E lanlo piu cio pare essere vero , in quanto cbe quelle poche , 
cbe qua e la per avventura esistono corifinate in alcuni strati ed in certe 
pafticolari localita, sono di quegli esseri clie scielgono a dimora bassi 
lVnuli, golfi e lo sbocco dei fiumi; la qual circostanza dimoslra colla 
maggior possibile evidenza clie sorgevano Isole, e qucste per certo ab- 
bellite da una lussureggiante vegetazione, trovandosi insiemc colle spoglie 
animali numerose impronte di foglie, e talora fusti e Ironchi di piante 
or.i scomparse dalla faccia tcrrestre , e che piu non vi potrebbero vi- 
vere per la survenuta mutazione in ogni soria delle condizioni fisiche e 
teircstri e atmosferiche. 

Se il mare coprisse il nostro paese anteriormente al basse , questa 
si e una questione a cui non si puo con certezza ]>er ora rispondere, 
restando tuttora indefinito se le roccie crislalline su cui riposa quel terrero, 
tanto nolle Alpi (pianto ncgli Apcnnini Liguri, sieno primitive ovvero sed:- 



r>Er. professori: a. sismonda ioi 

luciiti inelamorfosati. Ma quelle chc possiaino assciire, si e, die du- 
rante 1' intero periodo giurassico esso aveva qui stanza, come lo atle- 
slano i lasciati teri'eni. E vcro flic alcuni scarseggiano di reliquie ani- 
mali , c che altri ne mancano alialto: ma tra gli ura e gli altri esiste 
una discordanza nclla stratificazione, che al Geologo non e mino signi- 
licativa delta presenza dcgli animali ; d'altronde proseguendo gli strati 
si giunge infine a trovarli coi loro fossdi dislintivi. 

Lo sconvolgiinento clic precedette l'epoca ncocomiana apporto l.en 
maggiori cambiainenli alia nostra terra, di quanli ne avessero operati 
quelii accadnti durante la forinazione giurassica , e basti il dire clic fu 
seguito da una quasi totale rinnovazione degli esseri organizzati , le cui 
spoglie giacciono nei depositi di quel tempo frapposli alle formazioni 
giurassica e cretacea. Qual fosse qui da noi l'estcnsione di quel mare 
non si potrebbe indicare , perche i falti che devono schiarirc una 
tal questione gcognostica non sono ancora abbastanza conosciuli. Ma egli 
e certo che bagnava le falde occidental'! de'monti esistenli in allora sullo 
spazio occupato presenlemente dalla catena alpina , avendole coperte 
de'suoi sedimenti. La configurazione lopografica di questa parte d' Italia 
non deve aver soffcrto grand] cambiamenli neU'euoca posteriore, vedendo 
noi il lerreno cretaceo inferiore seguire 1'andainento del neocomiano. II 
sollevamento delto del Monte-Viso con cui cesso di deporsi la creta 
verde diedc al Piemonte un nuovo aspetto. Ne fece tin vasto Oceano 
da cui sorgevano a luogo a lnogo isole con varia estensione e con varia 
altezza , popolalc d'animali e di vegelali , le cui spoglie insicme colle 
reliquie degli abitanti di quel mare hanno sepoltura nella creta superiore, 
che da noi si trova in ogni luogo. Gli Apennini ne sono vestili ; le Alpi 
qua e la coperte ; ncllc colline si mostra a guisa di isolotti attraverso 
sedimenti meno antichi di essa. 

Pare che il mare- siasi riliralo per tutto quel tempo the duro la 
formazione terziaria inferiore (eocena). Ma coll'apparizione della catena 
Sardo-Corsa divenne aticora il fondo di un Oceano che si estendeva per 
tulta la nostra Penisola , e in cui migliaja di specie d'ogni genci e e 
molto consimili alle present! vissero e si riprodusscro. Un tale stato di 
cose cesso col sollevamento delle Api occidentali, le quali ne recarono 
un nuovo, ed in quella calma si riprodusse di nuovo la vita, e com- 
parvero razze per la maggior parte identiche alle attuali. 

Tutti questi cataclismi furono accompagnati da roccic spinte dalle 



103 0SSERVA7.I0M GEOLOGICHE SU1-I.F. AF.PI UAR1TT1HE ZCC. 

profondita lerrestri. Ma in quale online esse comparvcro? II porfido 
delle Alpi marittime e anteriore ai terreni oolitiei , giacche le roccie 
ne contcngono ciotloli. La serpentina e I'eufotide ilegli Apeunini preesi- 
stevano di certo ai terreni terziarii, trovandoscnc in essi numernsissimi 
ciottoli e massi, e dove qucsti terreni stanno loro in eonlatto non palesanjo 
la menoaia allerazionc ne nclla struttura, ne Delia cotnposizione. Esse 
comparirono nei sollevamenti del Monte-Viso, e del Corso-Sardo. Non 
tutte pero le serpentine del Piemonte vogliono ammetlersi di quesl'ultima 
rivoluzione, giaeclie moltissime riferisconsi ai sollevamenti alpini, solle- 
vamenti die negli Apennini sono indicali da filoni di sienite, di proto- 
gina e di quarzo. 



DEL PROFESSORE A. SISMONDA , 3 

SPIEGAZIONE DELLE TAVOLE 



zia. 



TAVOLA PRIMA 

Carta Geologica dei contorni del golfo della Spezi 

T A VOL A SECOND A 

Figura prima. Monti all' Occidente del golfo della Spezia. 
Figura seconda. Monti all' Oriente del golfo della Spezia. 

F.gl'ra terza. Spaccato de'monti all' Occidente del golfo della Spezia. 
i. Calcare bigio alternante con scisti. 
?-■ Dolomia. 
3. Calcare bigio. 
4- Calcare e scisti fossiliferi. 

5. Scisti. 

6. Calcare screziato. 

7. Arenaria bruna. 

Figura quarta. Spaccato de' monti all' Oriente del golfo della Spezia. 

1. Calcare compatto bigio , e scisti con vene spatiche. 

2. Calcare scistoso bigio , alternante con scisti. 

3. Calcare compatto bigio. 

4- Scisti micacei variamente coloiati. 
5. Conglomerate con cemento quarzoso. 



Io4 OSSERVAZIONI GEOLOGICIIE SULLE ALPI MAMTTIME ECC. 

6. Scisto cloritico cou vene ili ferro micaceo. 

7. Scisti micacei bruni. 

8. Calcarc bruno e bianco. 

g. Calcare bianco granoso , e straticclli micacei. 

10. Grosso strato tli roccia cloritica compatta. 

11. Calcare granoso bianco. 
13. Roccia micacea bruna. 

1 3. Calcare micaceo, granoso, bianco. 
i4- Calcarc cristallino bruno, e scisti. 
1 5. Calcare cristallino c arenaria micacea in istraii curvati. 



/^GEOLOGICA 

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l.A MK/1A 



DELIA SPEZIA 



M. PisaimiO yi. Sagro 
.11, 5570-p O 

Uo M. lU'lla Tamhuva 

. D ^ •' 



M Altissimo 

-iflyiy/. 



M Caprione 



1 



I'apn- C'urvu 



.M.I'ixaju 



F.s.TKr.ts.v 



Or 



ipo Carvo 



I.KKM'l MAKAI.I \(.A TELAHO 



Ij i (nit-htoitr biritli-i t \oofih 

V Cntsnicfi t tif/u.r/n nuMCM CO" Cnruhtil'tr 

I ) lint rlsi imirirti fit (nrrurtt 

K Marmo <l> Forfovoure 



'L 



___ SI-'o( (<> <lrll;i Magra 



Jr<ntw. /»/. ftoye/i f C" 



(SUcaS. 9U; Oe&e Sc di Ow,.,-.. SEcuxtJi JcPWoab.e 55*. 



T. II. 



SPOXDA ()('( IDEXTALE DEI MOXTI DEL GOLFO DELLA SFEZIA 



Is TuK-tto 1 



Fi6. 1. 





If C astpU ana. 




I5 6g f, 


(' ilellt-l.i.'i/n' '. 




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M ib CorrepSna M. ill Faliiano 
C <li Campiglia 



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portovenkre 



i.sNunu VAJUGNANO f.iezzino kezzaxo cadimahe ~ marola " r"" \~,'„, ''" 

LA M ]:/. IA 



SPOXDA OlIIKXTAEE DEI MOXTI DEE GOLFO DELLA SPEZIA 



S edubx i\\ c )R\\ to l 



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Monh ili'l Pontremolese 



I.A SPEZIA 



i* 



& 5. 



Monti ib S Vencri 



CoHined'An'ohi 
e Vezzano 



Pizzo il Tivrllu 

MdhIi delFivizzanese * 1 



JLTisaiuno M Saifio 

5570.? ° 



M. ilcJla Tambura 



F. S.TKIltSA 



M Altissimo 



M Caprione 



Capo-Coirvc 



MAHAI.I N(i.\ TELAH.0 



I 1 Terrene ptwaMtCo 

j 1 3tina> Ammontfiftro 



Fiti.o 



GOLFO DELLA SPEZIA (ill. I 



a 3 * s o 



. S GOLFO BELLA. SPEZIA 



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Capo Corn 



lj Conckigi*. b. I-../.-. - Wfl/»i 

V. Ci-oshi.et ( ifchislo ""■"•■■■> «w Gonehtgltt 

D&i* A rwu V, (Vrora 

E 3htwd P»rh> 



. SLocco della Magr: 



'..„/„, 



./ z^. 



io5 

JOxVNMS ZVWRDIMI 

MED. AC CIIIR. DOCT. YEN. EX YEMiTIlS 

SYNOPSIS 

ALGARUM IN M A R I ADRIATICO 

IIUCUSQL'E COLLECTARUM 

CH ACCEDUNT 

MONOGRAPHIA SIPHONEARUM 

SEC KOIf 

GENERALES DE ALGARUM VITA ET STRUCTURA DISQUISITION KS 

COM TABCXIS AUCTOR1S MANU AD VIVUU DEPICTIS 



Exhib. die 2 maii 1«4I. 



PROLOGUS 



Jure meritoque conqueruntur philosophi, quod plerique naturam in 
lis tantum, quae pro raolis magnitudine sensus maxime feriunt, videant 
admiraudani , quum ipsi nullo , ut revera est discriminc rerum quam- 
cumque ampliludiuem exliibentium , in corpusculo quidem organis Tel 
minimis praedito opus cjusdem naturae detegant pereximium. Singula haeo 
quamvis infinite minima corpuscula non minus ac immensus Coelorum 
orbis altissima mysteria complectuntur, ita ut recle asscrtum merit 
non raodo aequiparandum , verum etiam Newtosio anteferendum qui 
Serie II. Tom. IV. o 



| G SYNOPSIS ALGARUM IN MARI ADRIATICO ETC. 

pcrcipere posset, atque ex omni parte aperire reconditas leges, quarum 
moderamine vitam cxigit illiul corpusculum , cui vulgus parva saepe 
saepius parvi pendens demissos oculos infigcre dcdignalur. Ex Physicis 
recentioribus fere omnes physiologiam animalem , splendidissima phy- 
siologiae vegetalis face , illustrandam tandem aliquando consenscrunt. 
Sub certa enim firmaquc lege nascilur , vivit , se regignit , ac moritur 
ens quodeumque organis insignitum , quorum pracstantium multiplices 
ac diversae proprietates refcruntur denique ad structuram magis mi- 
nusve implicitam , atque hiijus immcnsae catenae annuli adeo ordinata 
structurae nee Don respondentium functionum simpHJicatione connectun- 
tur , ut gradatim punctum extremum pcrtingant , quo basis prima, 
organum idest simplicissimum , atque ad vitam manifestandam prorsus 
necessarium constiluitur. Haec equidem ultima organica textura sum- 
mum includit arcanum , idcoque illud corpus quasi moleculare totis vi- 
ribus indagemus oportet , ut tot iuter mysteriorum latebras saltern 
aliquod , unde Sana argumentandi ratione profecto eruemus magni mo- 
menti corollaria , eluccscat. At , quum In postrcmi catenae annuli aquis 
iunalent , praeserlim marinis , ubi perspicue patet sensim decrescens 
simplificatio , clariusque enotescit punctum extremum , usquequo cum 
vegetalcs , turn animates texturae organicae progredi possint ; sub hoc 
idcirco adspectu cordi sit plulosopho in Algis potissimum inlendere 
ncrvos ; quoniam maximus scientiae de nobiliorum corporum constru- 
ilione profectus , perutilesque illationes cognitioni hominis ipsius, quo- 
liliet ente magis perfecti et implicali accommodatae, ex Algarum prae- 
cipne studio repeli possunt. Ecquaenam vere textura organica ad nostras 
indagines satius Algis conferet? Membranula tcnuissima , mollicula , et 
vitro pellucidior circumvestit instar vaginae intimam earum fabricam, 
ita ut oculus instrumentorum ope , quibus naturalis forma fit notabi- 
liler amplior , totam introspiciat compagem , atque , ut ita dicam , le- 
gendo quodammodo per nitidissimum vitrum , maxime abstrusa vitalis 
potentiae phaenomena discernat. Nemo igilur tantum opus arguat futi- 
lilatis ; quinimmo, praetermissis quoque argumentis ad vulgare artiuir, 
scientiarumque incrementum redundantibus , libera voce testamur, hu- 
jusinodi Stadium et nobilitatc, et gloria caeteris antecellere, dummodo 
scopus exoptalissimis investigalionibus respondeat ; alioquin enim per 
materialem solummodo ( uti usu plerumque venit ) earum notionem , 
fincui assequeremur prorsus inanem , multisque modis assimilandinn 



ATJCTORE J. ZANARD1MO 10" 

joculo pucruli , qui varia colorum pulchritudine illectus hue illuc avida 
manu captat pnpiliones , diligentcrque custodit. 

Cacterum , ut gcneralia priticipia statuamus , et ca quae utiliter 
ronseqnunlur enodemus, ncccsse est diu porscrutari, aequo animo exa- 
minare , atque in primis ex observationuin sunima rectas colligcrc il- 
latioues. Diutinae pcrscrutationi idoneus requiritur , ac lahoris patiens 
speculator, quemadmodum ipse serium examen instituens una cum in- 
strumentorum perfectione raajoris ingenii copia donetur oportct. Quod 
vero attinet ad facultatem recte deducendi , et consectaria perbene 
aptandi , e& unus contendat vir singulari perspicacitate , qui juxta 
acquisitas notiones tutum calcando iter , init , nescio quodam afllatu , 
penetralia naturae, ipsamque ex tenebris arripit veritatem. Id consulto 
dictum volumus , ne quis falso arbitrctur fore , ut nos in hac virium 
paupcrtate , et multae experientiae desiderio, metam omnibus praeter 
fidem diflicillimam , nobis autem imperviam tentare audeamus. A nobis 
igitur hie scriptis inandaturis pauca quidein , et post studiorum curri- 
culum ea mente susceptorum , quam superius declaravimus , heu! for- 
sitan fructu inania, a nobis , inquam, nimis ardua absit fiducia. Quum 
jam solidioris ponderis volumina in Germania, in Gallia , atque in 
Anglia non multis abhinc annis sint vulgata , ct hodiedum \ulgentur , 
patria perciti charitate dolemus , quod , tametsi praeelaros foveat re- 
rum naturalium scrutatorcs, nihilominns Italia fortasse tantum in hisce 
extrinsecus, obiterque pcrtractandis videatur circumscribi. Uni versa 
istiusmodi generis opera non habitudines , sed formas tantum respiciunt; 
quaraobrem, pene posthabita physiologia , in descriptionibus allluenter 
versantur (i). Ne igitur patiamur Italiam , ubi scientiae et artes auspi- 
catissima habuerunt incunabula, ubi omnigenae velut in nativa tellure 
pubescunt disciplinae , inuri nota, nequicquam querelis, vei*um assiduo 
labore expungenda : gravioribus cnim ignaviae contumeliis haud pcrpe- 
ram afliceremur , si commoditatein , quae ob situm et locorum condi- 
tioncm praesto nobis est, facilemque patefacit aditum ad observationes 
harum specierum sedulo , ac perseveranter perficiendas, ulterius aiUmc 
negligeremus. Hinc nos in eodem pariter temporum locorumque favore 



(i) Hie tamcu mcritis proscquiraur l.iu.lil.us Corti, SPALi.iii2ABi, Fobtaba, Cabbadobi, Amci elc. 
atque in primis Prof. Mcmbchim uobis focdere ct familiaritale conjuDctum , qui nupcr edidit scri- 
ptum , cui titulus : Cenni sulta organogra/ia e fisioU>gia dclle Alghe. i'adova i838. 



I (.8 SYNOPSIS ATXAIUM IN MAM ABMATIf FTC. 

conslituti , opcriqne manum admoturi, vcstram , quoUjuot Lcclores estis, 
henevolentiam exposcimus, ut impci-feclum ct primum liunc peculiarium 
nostrarum speculationum fruclutn lubenti animo excipiatis. At juvat 
interea anna pracoccupare atque clypeo munili dctorquere tela, quae 
severi nimis aeresque censores in nos jacere conarentur. Algologica 
bibliotheca constat , at plurimum , ex operihus admodum raris , pretio 
ini;enlibus ac paruin dilliisis : quibns diflioultatibus gravior insuper 
udjicitur, reperta scilicet majoris moment] nostraequc aetati ecu propria 
adscribenda contineri in numerosis periodicorum operum , opusculo- 
rumque editionibus, quae Unguis vartae intra angustos fines oircumva- 
g.mtur; unde viv laboriosa indnstiia cerliorcs fieri possimus de singulis 
progressibus apud exleras rcgiones nuperriine pervulgalis. Ineluctabilia 
lot inter incoinmoda , ac vero studiorum proccssui mnltifarie perniciosa, 
dubius anccpsquc baeret quivis speculator, eo quod suis novissime re- 
pertis diflidere cogatur. Rertun in hoc studiorum genere, quum ita sc 
u.odo liabcanl cognitioncs nostrae, hand minus operis pretium est con- 
firmare, qnam nova detcgerc : imo maximum esset universas de orga- 
nograplua , et pbysiologia invesligationes hucusque editas in unura re- 
digere, ut examine eritice instituto, iisdemque perscrutationibus rursus 
pervolutis , tandem uno volumine quidquid emolumenli caetera praese- 
feruni explicaretur, atque larvas aufcrendo , refellendoque errores , 
Veritas magis magisque corroborata in lucem prodiret. 

Opella nostra liisce igilur firmiter innixa in ires dividilur partes , 
quarum prior, veluti prolusio , gonerales quasdam ob oculos ponit con- 
sideraliones; altera nonnullas illustrationcs aptat uni ex tiibubus Al- 
narum majori charactorum evidentia dislinclae ; tertia denique enumi- 
ralioncm cxlubet omnium specicrum baclenus in Adriatico colloctarum, 
qnibus rccens detcctis , simul cum plurimis aliis algologica liistoria 
maris nostri ditescit. Nee tabulae quidem desunt coloribus oxpressae, 
ubi elegantia locum cedit Naturae ingenuitati. — Utinam nobis tem- 
pora , res, \iresquc faverenl! Turn operc utique meliori puHica pro- 
i,;ercrcmur suflragia. 
. 



AUCTORE J. ZANAnDINIO 109 

PARS I. 



GESERALES DE ALGARIM VITA ET STRICTURA DISQl'ISITIOKES. 



Veteres Naturalistac, eliamsi ass'uluo perquisivcrint , quidquid terra 
producat, et in sc mare recipiat, lanien a principio immensum naturae 
I iIji-ii 11 1 perlegerunt ducti ac decepti prima et simplici fronte, qua ipsa 
se praebet conspicienclam. Producliones quaecumque marinae molu ca- 
rdites, neque substantia aniinali satis conspicua pollentes, tlummodo 
iucremento ramos emillerent, formasque arl)oreas induerent, ad regnum 
vegetabile nccessario pertinebant. In Corallio ipso deseripta sunt stamina, 
gemmae, corollae, petala , atquc, uno verbo , sumrr.um magnificentiae 
decus , quod nobilioribus plantis evplicatur. Progressu tcmporis una cum 
scientiae progressu, distincliones nonnullae institutae fuerunt prout esi- 
stentia , vel defectus substantiac calcareae reperiebatur , qua plures in 
mari producliones praeditae sunt vel opertae. Ex hoc nihili habendo 
cliaractere, quippe qui jam ulrique regno organico communis, dinturnum 
tempus multiplices oppositaeque lites emanarunt, quarum historia , quo 
prolixior , eo magis faslidiosa , ad propositum nostrum irrita quoque 
foret. Algae, de quibus vage obiterque scrinoneni liabuerunt prisci scri- 
plores , nonnisi Vaucher et Lamouroux temporibus , seriam studiorum 
opcram promeruerunt. Ille enim primum, ut ila dicam, physiological um 
disquisitionum jccit fundamentum, hie vero ad nomenclaturam et Ta- 
xonomiam concinne instaurandam animum applicuit. Specialia et manca, 
quamvis coinmendatione digna, evaserunt utriusque tcntamina. Vauchir 
tamen nullos , summopere dolendum ! sectatores babuit in suis adeo 
vehemenli animo expetitis investigationibus , dum e contra Lamouroix 
vestigia secuti sunt Algologi fere omnes , qui plus minusve in sistematum 
succcssionc argumentis ejus adhaeserunt. Hinc factum est, ut pliysiologiae 
progressus eo pacto rclardali pigritiam et vilium Taxonomiae nccessario 
afferrent. Et re quidem vera auetores fere omnes, qui in Algis bucusque 



j i o SYNOPSIS ALGARUM IN MARI ADRIATICO ETC. 

sunt versati , per simplicem analogiam ad eas dirigendas coordinan- 
dasque pervenerunt. Longe majori peritia atquc notionum aflluentia e 
terrestribus vegetabilibus dcpromptarum , initum est consilium studia de 
his vcgetabilibus abunde acquisita accommodandi historiae Algarum, ita 
ut indagines mente praeoccupata usque absolverint , neque inausum 
aliquid voluerint , dummodo sententia , cui acritcr favebant , emineret. 
Ita Lanocroux couiprobare contendit quomodo truncus Laminariae di- 
giUiUie ex quatuor inter se maxime dislinctis stratis et prorsus analogis 
epidermidi, cortici, ligno', et medullae plantarum dicotyledonearum turn 
ob atom, turn ob ampliludinem sibimct propriam nee non constructionem, 
coustaret (i). Ilinc (ipsius verbis utar) juxta hujus repertus facem in 
maxima eorundem individuorum parte , rcperit characteres , quos ful- 
gidae plaularum phancrogamarum corollae sistunt, trunci, folia arborum, 
nee non textus berbaceus ; perinde ac si in aquas marinas prima regni 
vegetabilis rudimenta essent injecta, atque singulae illae partes, quae 
iu variis Algarum cohorlibus videntur passim sejunctae, mirabili concursu 
in unum idemque iudividuum confluant ad componenda Tegetabilia per- 
fection, quibus terrarum superficiem opertam exornatamque conspicimus. 
Hisce spectatis analogiis, quas Celebris auctor extare putavit inter ramos, 
folia, et flores plantarum terrestrium cum maritimis, Algas in quatuor 
niagnas familias divisit, universas species complectentes a Linnaeo in Fuci 
et Ulvae genera distinctas; duabus insuper adjectis familiis, idest Alcyo- 
nideis et Spongoideis veluti annulis, qui polypis Algas connecterent (2). 
Sed entia , de quibus loquimur, ab omnibus aliis vegetabilibus dif- 
ferunt pi-opriis legibus , idest formae , structurae , evolutionis , atque 
iuhabitationis characteribus ; ideoque valde dispar est comparatio, quae 
instilui vellet inter vegetabile Cotyledoneum et Algam. Quaelibet enim 
planta generatim dividitur in partes essentialiter distinctas propter pe- 
culiarem externam conformationem , quae cum speciali intimae structurae 
luodiGcatione conjungitur; structura vero diversis operationibus vitalibus 
aditum aperit entis organis praediti. Hae singulae paries, sive membra 
propria nominibus designata fuere, quibus organa primaria , vegetabile 
superioris ordinis componentia , indicantur. Sic distincta est radix , 



(1) Linoinoc.1 in Bullet. I'hiloin. '8og. n. xZ. 
(a) LiiiMLiioLx. Eisai uYs Tbaljssio[<li. i8i3. 



AUCTORE J. ZANARDINIO I I I 

truncus , frons , flos , fructus, semen elc. , organa hncc omnia ulterio- 
ribus subdivisionibus obuoxia , quippequae longe ac simplicia liabeantur, 
composita sunt, atque ad postrcmam quoque analysiu ob pa ilium se- 
parationem rcdacta, tainen novis subdivisionibus per anatomen peractis 
subjici possunt. Radix ex. gr. est ea vegetabilis pars , quae in terrain 
se cvolvit , aut sub umbra , vel saltern quadam proclrvitate tendit 
obscura versus, crasscscit ac in ramos abit fere eadem ratione sed 
lincit iuversa a trunco, qui ramos ad acra expandit; analyst anatomicae 
subjici tur, quae tcxtus signatos ac distinctos cnucleat ex organis ele- 
mentaribus eomposilos forma ac proportioue diversis ; haec radix tan- 
dem ad operaliones satis cognitas et procul dubio praestantissimas 
dcstinalur ; quarum praecipua est substantiarum nutriciarum absorptio, 
quae ad individui conservationem atque incrementum necessariae po- 
nuntur. Nunc ex liiscc quaenam est ea conditio anatomica , seu phy- 
siologica item ad Algae partem pertinens , quae eodem radicis nomine 
vellet nuncupari ? Nulla : etenim denominatio nonnisi simplici similitu- 
dini , caeterum vagae atqne inconstanti innititur ; nam si qua genera , 
ut Spliacclaria , Codium , Squamaria etc. appendicibus radicifoni.ibus 
praedila \ideantur , desunt omnino majori in numero Algarum ; quin- 
iiumo duin in plantis jihancrogamis generatim compertum est, radicis 
evolutioncm magnitudini ac perfectioni individui rcspondere, contrarium 
hac in familia contingere solet, quemadmodum videre est in Cjstosiris, 
Sargassis, et Fiicis , quae alioquin sunt Florae marinae genera maxima. 
Eadem analysis methodus ad alias partes, quas antea commemoravimus, 
conversa, nos ad easdem considerationes duceret, quas libenter praeler- 
mittimus , ut potius totis mentibus ad fruclificationis significationem 
tendamus , cui ad perfectiorum entium similitudinem non modo eamdem 
nomenclatui-am, verum etiam idem momentum , eamdemque vim pro 
systematicis distributionibus minus aple adscribere vellent. 

Reaumur omnium primus fi-uctum in Algis descripsit, et statim ac 
distinctae fuerunt capsulae et semina , libuit , totis viribus ad investi- 
gationem conscendcre organorum sexualium , quibus repraesentandae 
essent functiones promiscuitati sexuum inhaerentes in uno eodemque 
iudividuo , et, quum species aliqua filamentosis partibus sive propiiis, 
sive adventitiis polleret , id satis erat , ut babcretur veluti staminibus 
ac pistillis donata. Quamvis illusio hacc in posteruin verilati locum ces- 
sisset , nihil tamen apud recenlioics obslilit , quominus foecundationem 



I 1 1 SYNOPSIS AI.GARt'M IN MAUI ADIUATICO ETC. 

tuerentur ia Algis , et id quod pro \alidiore argumento hac in hypo- 
thesi proferunt sunt coiijugntaricni ( Vaucher ) filanienta , ubi se vcrani 
cO|iulaui vidcre arhilranlur. Oliscrvalioncs a el. Raspail nuperrime haer 
circa filanicnta inslitutac non niodo lianc liymcnaci rationcm confirmant, 
sed praccipuc c structura , quam interna lubi substantia ante copulam 
pracseferebat , ejus tbcoria spiro-vesicuhti-is extructa l'uit. "Vidit ille ma- 
teriem viriilein in singulis artictilis conelusam, niiio ordine dispositam, 
hoe est fills spiralibus opposita directione provenientibus conflatam, 
quae ita se invicem in variis punetis juxta numcrum intersecanlur , ut 
materies tabulam tatrwicuhtrhtm rliomboidaletn pracseferret , in cujus 
unoqitoqiie angulo sj)irarum inlcrsectione confecto, globulus conslanter 
residet. Jlac in organiea dispositionc ipse verum intuitus est actum foe- 
rundaulem vermnque ejusdem foccundationis effectual. Fila spiralia sexu 
distincta ab ipso ponuntur ; filum nempc masculum, qnod directione 
foeminae opposita progreditur lianc obviam habet , atqnc ex hoc oc- 
cursu contaetus quidain oritur , hinc copula et foecundatio , undc glo- 
bulus in variarum intcrsectionuin puncto adamussim situs procrealur. 
lianc subtilem hypothesin cunctis vegetabilium ordinibus accommodans, 
in globuli efformatione prirnxnn organi foliacei rudimentum agnoscit ; 
ideoquc ex nuincro et diversa inlersectionum , conlacluum et in spiris 
copulationum symmetria, totidem extricat theoremalibus variam foliorum 
dispositionem, altcrnam scilicet, spiralem , opposilam, Terticillarem etc., 
firmo axiomati innixus: « evolutionem esse omnino gcncralioni analo- 
» gam, quuni sit ulraque foeeundationis opus (i) ». Attamen hujus- 
modi globuli usquedum in cellulis matricalibus clausi maneant, nullum 
sive extensionis , sive evolulionis indicium praebent; eorumque inertiae 
ac torporis perseverantia quoadusque plantae matris partem efficiant , 
nullum sane solidum argumentum analogiae ad tempus accommodatae 
exhibere videtur , nt genesis foliorum organiea in vegetabilibus ordinis 
insignioris eo pacto cnodctur. Admissa quoque hypothesi de origine 
globuli , utpote quae effeclus sit copulae et foeeundationis inter duas 
spiras sexu distinclas, nil aliud in hoc globulo compcriri poterit, nisi 
priinum tolius plantae rudimentum , organum nempe multiplicationi 
inserviens, quod, nt primum de carcere in quo jacet conclusum exeat, 



(i) Raspail. Nouv. Sjst. dc Pbysiol. Vig<H. Biuxcllcs 1837. 



AUCTORE J. ZANARfclKIO ll3 

spccialiumque circumstanliurum favorcin sorlialnr , suarn palefacil \ir- 
tutcin vcgetalivam. Nunc inler oinnes auctores, qui liujusmoili Cunjcivam 
perserutati sunt , Mui.i.er prac omuibus , deinreps \ AucHtn, idemquc 
Raspail in proprictalc os ail os aduaovendi , ut ipsi ajunt s'abouclter , 
qua duo pollent lilamcnta propinqua pet exiguuin tubuni , qui augulo 
redo et parallclo prodit , consisltrc couieuduut ropubim, rs qua na- 
terics in altero articulorum couienta ad alteruua transit, symmetrica 
spirarmn globulnrumque dispositio resolvitur, cuivque muteiie , quae 
denuo coufluit , confundilur ; ex inde tola massa formam sphaeraJem 
sumit , quae tauquain plaiilae semen habetur cujus ope, scisso imo- 
lucro, quod ipsi pro ovaiio luit, species Line vel illiuc iterum exsurgit. 
Non una iiaque , setl duae foccundaliones fbreut , quarum prior inle- 
Ktina contiit libus splraruui sc\i\ , ut ponilur , dLssimiliuiu atque dislin- 
ctarum in singulos filamenti aiticulos , altera vero exlima conjunction! 
eorundem filamentorura adscribenda per exiguos tubos transversales , 
ex quibus alter, quaravis omnino et slructura et funclion.e similis, 
stigma plantarum phanerogamarum , alter autberam vel potius pollen 
organi masculini rcferre deberet. Ast baec duplex dqecundutio estne yere 
naluraris , oblinetne reapse, tanlumve in hominum mente resklet? Donee 
id neqnit, nee potcrit sufiicienter evioci, jure meritoque hanc postre- 
matn sententiain seclabimnr ; siquidem tali modo Natura in suis majo- 
ribus opcrationibus simplex ac. uniform is, magisterium valde implicatum 
compositumque cudere debuisset , ne borum entium infimorum inter 
inGrnos ex familia vegetabiliura , ullo absque exemplo in ipsis animan- 
tibus , procreatio collabefieret. Quaelibet in Naturae sludium obseivatio 
piiusquam ad firmum, inconcussuin nee non generale tbeorema pro- 
vebatur , inter caetera quae requiruntur , dubio procul constans ine- 
luctabilisque eminere debet ; id quod symmetricae globulorum et spi- 
larnm disposition! tribui nequit, quae ita potius in ejusmodi individuis 
tcmperatiu- , ut contacluum harum nee non intersectionum defectus , 
nullo modo illorum praesentiam excludat, qui quidem in omnibus fere 
Als;is rcperiuntur ac luculenter speciei propagalioni inseiviunt, quin 
inlluentia spirarum concurrat. Quod si anibigendum est de duplici foe- 
cundatione, dari ne unquam posset, quam plurimi auctores serio calanio 
descripserunt, copula externa?: nonne potius et haec ipsa inter illas col- 
locanda esset Algologiae fabellas aflluenles poeticis figuris, quae niuairuiu 
Serie II. Tom. IV. p 



I 1 4 SYNOPSIS AUGARl'.U IN MAR1 ABRIATICO ETC. 

« rccenii generum Salmacis, Lcdac , Tyndavidcac etc. instilutione pro- 
inanaruni? 

Vaucher ipsum intcnlis oculis novum hoc hymenis suavium intuen- 
tem fatcri dccuit illud , de quo agitur, phaenomenon a caeteris foecun- 
ilationibus nndlimodis discrepare , nee non a notionibus hac super re 
vulgo acquisitis valile abhorrere. Ilaec enitn individua ila coalescunt , 
ut umunquotlque in unam pariter funclioncm coniluat. Singula eandem 
formam sistunt : utriusque laterales exigui tubi plane , quoad structu- 
ram , conveniunt. Spirae et globuli adeo prorsus similes , ut a foecun- 
datore foecundatum nunqunui discerni poluerit. Hisce omnibus insuper 
adde , quod, licet idem lilimi per tolam, ut plurimum , longitudinem 
praebeat recipiatve viridem materiem , saepe tamen illam praebeat re- 
cipiatve quasi alternatim in arttculis. In vulgaribus denique foecunda- 
tionibus exploratum constanter hahemus, ex individuis alterum germen 
foecundandum fovere , dum altcruin materiem foecundantem elaborat ; 
id vero nullo pacto in his filis inter se omnino simillimis invenilur. 
Ei eo tempore , quo in ipsis animalibus oviparis foecundalio quaedam 
enotuit sine vera copula , mirum quidem ac inlempestivum est tercre 
vires ad earn reperiendam asscrendamque hac in familia individuorum 
ob varias affinitatis rationes similium animanlibus ordinis inferioris , in 
quibus ex plurimorum sententid nullum extat distinctutn oi'ganum foe- 
> unil.u is, nullnqite consequenter copula apparet. 

Quod attinct ad haec animantia jam conspicuis indubiisque motibus 
praedita , licet oculus vel summopere leote roboratus, nee vestigium 
quidem ncrvosae substantiae discernere epieat , tamen istiusmodi prae- 
sentiam admittamus oporlct; quinimmo hypothesin recentiores physiologi 
e.\ eo firmarunl, quod, ut ipsi arbilrantur inesse possit tenuis impcr- 
ceptaque pulpa per cpiaslibet animantis partes in molccularuin formam 
diffusa , quae ncrvosarum , perceptuque facilinm in superioribus ani- 
maliuin speciebus fibrarum satis fungeretur officio. Sin vero foeennda- 
tionis actus in quorundam elementorum, quae ad germinum evolulionem 
necessaria sunt, transmissione a mare ad foeminam reponatnr, nihil 
obstat , quoin inus in Algis , non secus ac in quibusdam inferioris or- 
dinis animanlibus, varia haec elementa eidem individuo eidemque cel- 
lulae universiin inhaereant ; ex quo infci'endum esset, quura subsequens 
vegetationis processus nihil sit aliud nisi continua inlimae substantiae 
e\lensio, divisio , ac subdivisio , unamquamque subdivisioncm delinere 



AUCTORE J. ZANARDINIO 1 I 5 

cellulae matcrnac proprietatem, videlicet iiidividui multiplicationem eadem 
virtute, quam imprcssit organica constructio, unde subdivisio ipsa ori- 
ginem ducit. Nemo unquam inter scrulatores phaenotnena in Confervis 
marinis iis similia detexit , quae aquae dulcis conjugatis proferunlur , 
singulae tamcn maris Conforvae uon unum , sod globulorum repro- 
ductorum millia et ainplius foveol. 

Foccuutlationis hypothcsi ila refutata , nunc quaeri a nobis posset 
quaenam de scopo mirabilis phaenomeui explanatio firmiter habenda; 
cur in aliqiul tantummodo specie obtineat, quaque de caussa; quaenam 
leges sint physicae aut vitales, quibus peculiare hoc mechanema regatur; 
et sic deinceps elllagitari quidquid ad rem enucleandam ad unguem 
conferret. 

Milii nounullas conjecturas parum (ideuli animo in medium aiferre 
cogitanti haud supervacaneum esset prae omnibus id pro certo arga,- 
mnnto statuendum ; nullum nimirum interesse discrimen inter micro- 
scopica et corpora oculo nudo perspicua ; ideoque iisdem observationibus 
eademque argumentandi ratione esse omnia perpendenda. Atque iu primis 
ob oculos habeatur, fila in aliquibus Conjugatarum speciebus (Mougeotia) 
se invicem admovere , ad cubitum flectere atque angulorum apici, nulla 1 
tamen intimae articulorum cavitatis communione , nulloque idcirco ma- 
teriel viridis ab altero in alteram articulum transitu , adhaerere. Id 
quod Vaucher item detexerat , maximi ponderis esse videtur, atqne 
recta foecundalionis hypothesin ferit; tunc enim clare comprobalur , 
conjunctionum fiuera minime eo contendere , tit materies arliculis in- 
clusa ex hoc in illud transeat individuum. Id potius evenit, quum e 
filis principibus tubi transversi producantur , qui , ut in Confervis ra- 
mosis accidit , a quadam cellulae matricalis inilatione, quae jam sin- 
gulorum ramorum principium est , originem ducunt. Haec vero Conju- 
gatarum sectio donanda est peculiari quadam mutua altractione , quae 
in pluribus ordinis inferioris Algis, perinde atque in Oscillariis , potis- 
simum liquet. Tantae attractions caussa laterales inflationes ad mutuum 
contactum impelluntur, atcpie dum se protrahentes vegetare pergunt , 
in adversas extremitates se alternis urgent. Ex conflictu, cui circulatio 
i ut i n in vim addit, factum est, ut illarum extremitatum parietes atte- 
nuentur , hinc lacerentur , unde ambos inter articulos ita communio 
exoriatur. Ut haec laceratio obtingat , conjiciendum est , aliam , quoad 
virtutem iinpellcntem, extremitatem aliam superare; ex quo in vahdiore 



ii6 svxorsis algamtu .is mabi adiuatico etc. 

tubo, dum laceratio Jit, liquid! occlusi eirculatio vcbementius qmodam- 
niotio iluitat: quod in caussa est, ut viridis substantia liiuc vel inde in 
;.rtieulos incut, symmetric© globulinac ordine perlurbalo, tjuae in unum , 
ob ullcrius vacuilatein, articulum condcusalur. Copula igilur el foecun- 
dalio, quam audores jaclilanl, mea seulenlia ail simplicetn aiinsiouuisin, 
sive pluriuiu individuoruin consociationcm lanlnin redigilur , cujus 
exempla in Algarum lamiliu minime desiderantur, veluli polissitmim. in 
Flabclhiiiae , Coilii , Hulinutlati etc. generibus comperluin hubemus, i't 
veluli infra ex anatomic:! horum aliorumquc generum anulysi patebit ; 
Of tnmen discrimiuis, quod, dum ne\us usque ab evoluliunis primoidiis 
in iis exorilur, praefinitamque sibi vindicul Ionium , tunc solum in il Lis 
(Corijiigatis) fiat, quiun individua ad maximum exlensionis gradual' per- 
veneriiit, atque ita eongregentur, ut simplex diiorum , trium, vel plu- 
rium individuoruin rete eH'oriiienl, sive eubiti ins tar inflexioiie, sive 
taiboruui laloraliiun ope; quo ullimo in casu ob physicorvitalium legnm 
imlnx.11111, viridis materies eouundem filoriuu multiplication! quocunique 
tempore inserviens, ex, boc in ilium: articulum abit. 

Ut vero illationes nostrae roajori robore.firmenlur, adjicicnda pauca 
putamus de cujusdam siagularis Algae evolulione, quae Mjdrodjciion 
liuneupata, ceu Conjugatae, aquas dulces ac pigras incolit. 

Hydrodyction , quemadmodum nomen sonat, sacculum praesefert 
parvis plagis ellbrmatum , et in textura sud prorsus piscatorio reti ad-- 
similandum. Unaquacque plaga ex tot articulis, quot lateribus , quae 
saepe saepius quinque vel sex numeranlUT, constat. Singulae plagae, 
quuvii ad maximum exlensionis graduin pervenerint, post quandam ni- 
inirutu vegctalionis pcriodum, ea sejunctioue resolvuntur, ut quicumque 
tubus ad plagae quodcumque latus attinens, solus atque imurmtabilis 
perduret, usquediun in minimis dimcnsionibus sacculum rursus giguat 
priori hand dissimilem, qui, materno tubo denique lacerato,. libere 
nalat , sensimque usque ad novam rcproduclionem crescit. Vaucher , 
qui primus peculiurem hanc evolutionis rationem in lucem protnlit , 
mirificum phaeuomenon in quadnm circuniinclusionis ( enibuitement ) 
conditione decernit, hac hypollicsi fretus : quemlibet principis sacculi 
ui/iuiii singula in mutud inclusions relia ad minimum coarclata fovcie, 
quae in annum secundum , tertium , quarlum , quinlum, el sic dein- 
ceps, egredi debcut , donee Naturae Auctoci buic cvolutioni, destructd 
specie, Gnem panece lubeat (t). 

(i, Vitcueli. Hist, de* Couf. d'eau duuee. Geneve iSo3. 



AUC1UAK J. ZANAnWNlO II"7 

Raspaii. ( antra suae sententiae iavcus , quam superius, quoad Con- 
jugatarutn fila coinraenioravinius, reproductions opus ad liunc modum 
cnadat. Asscvil ilic tubtim segregatum ab aliis, fructum parvis tubulis 
gravidum repraescntarc. Ex hisce duo obviam sibi concurrunt , iia ot 
per extremitates elcctrico-contraria vi imbutas se vicissini allrahant , ab 
hoc, ul ille aulumat oseulo repctenda est foccundalio, unde aUerutef, 
vel oterquc fortasse gemniulam gignit , quae in eodem contaitus punctto 
cum forma, struclura atque materna virtute prodit. Istiusmodi geinmula 
taki inodo exouta in novum tubulum transit ad foecundalioneiu dandam 
aceipiendamve peridoneuin, dummodo tubulus alius innatans sibi obvius 
occuuraL Ob occursum et hunc conlactum alia insuper copula, sen ge 1 - 
ueralio adimpletur , undc plaga tribus luteribus aperta exorilw. Quod 
si, inquit rile, novi hujusce occursus defectu, sive mutuae altvactionis 
ope, lubuius, qui postremus obvenit cum uno ex duobus primis talis 
catenae dementis copuletur, plaga quidem perficietur, sed tria tantum 
Litera sortietur ; sin contra novus tubnlus hue uitimi supervenicntis , 
illuc uuius ex duobus' primis ad confcactum suam oll'erat extreiiiiiatem , 
time plaga quatuor lateribus instruelur , et sic deineeps , usque ad 
liexagonnin formam, qua ordo ab hisce ncxibus deprowptus compleri 
videlur (i). 

Scrutator alter caeteroquin oculatissimus hano potius admitlit opi- 
nion-em: materiem uimirum viridem in quobbet tubo contentam , primum 
loiain continuam esse , seriusque in minimas sporulas annulares con- 
versam ita disponi, nt coarervalim intcrno- cjusdem tubi parieti spo~ 
rulae ipsae incumbant, atque, altera adversus alteram se urgente, formam 
angularcm. induant; deniquc saccuhnu caecum ellurment priori omnitio 
similem , qui , materno disrupto hivolucro , egreditur atque vegetans 
volumine augeri caeptat (2) 

Nunc dissonas, quoad organicam hnjus vegetabilis genesin, senlentias 
1106 gravi trutina pcrpendentes , ae in mentem illud tlieorenia , quod 
superius enunciavimus , revoeantes : de microscopicis scilicet cntibus, 
eaderu analyst, et ratiocinandi methodo judicandum esse, qua' de cor- 
poribus facile sub sensus cadentibus , judicatur, in praesens quidquid 
nobis videatur de illuslrationibus hactenus expositis declarabinius: 



(1) Raspail , 1. c. p. 90. 91. 

^?) MtKBGiutfr. Ceuoi ccc. 1. c. p. la. 



I 1 8 SYNOPSIS ALCAIU'M IN MARl ADR1AT1C0 ETC. 

Quum ilia circumiiwlusionis (en/boitement) theoria , veluti diflicilis ni- 
ininin incomprehensibilisque etiam alque ctiam refulata fuerit, ibi im- 
uioraii su|u'rvacaueum ducimus, et lubcutius Vaucher ex eo tantum 
meritis laudibus extoUimus, quod primus docuit , integrum individimm 
quolibet tubo progigiii. Quod vero novi systematis physiologiae vegelalis 
auctor clarissimus cxcogitavit, hypotliesi gratis asserla fulcilur; insuper 
adde, quod jdura ad speciei rcproduclioneui Icmpora tunc essent re- 
quirenda ; id quod sedulis obscrvationibus recta adversalur , quibus e 
contra luculcnter eruitur , novum sacculum intra tubum eodem tem- 
pore, nee nou per totam dimensionem aequabiliter formari. Nemo vidit, 
neque Raspail. ipse se vidisse testatur cum materie viridi organa in 
parvos tubulos et globulos, 5ive gemmulas e tubulis iiisis prodeuntes 
distincta ; quapropler ilia occursilms , copulis, generationibus evolutio- 
nibusque reduudans consectalio, praelerquamquod nullo argumento ab- 
solvatur, nimis implicata evaderet , ac proinde ab iiuiformi , quae in 
omnibus Naturae opcribus patefit simplicitate, recedere videretur. Quo- 
ticscuuique \ero uuiversiin sacculi plagae accurate discutianlur, videre 
est, singulas nequaquam certa regularique forma indui; inlerdum enim 
factum est, ut abquod plagae latus haud constanter uno tantum tubo, 
sed aliquando duobus se e fronte lineaque recta insidentibus conslituatur; 
et versa vice, quamvis tubi plagarum lalera componentes per suam ex- 
treraitatem ut plurimum terni et terni conglulinentur, non raro tamen 
in aliquo retis puncto ad angulum rectum crucis instar quaterni con- 
spiciuntur. Quae quum ita sint, quouam pacto Raspail argumentis acquie- 
scemus, ipsiusque tbeoriae, suffragabimur? 

Sporularum modiGcatio etiamsi veluti bypotlicsis probabilior, eo quod 
minus implicata, nobis pritno intuitu prae caetcris arrideret, nihilominus, 
ut reliquas praetermittamus considerationes , nullo unquam pacto per 
illam percipi posset quomodo rete eflingalur, quin plagarum parietes 
duplicem tubum praeseferrent ob mutuos sporularum annularium con- 
tactus , quos quidem adesse oporteret, ut exinde sacculus continuus nee 
non reticulatus emanaret. 

nine nos ad ultimam ac persimplicem formulam hoc phaenomenon 
redacturos suspicare decet: minimos globulos viridem materiem compo- 
nentes, quum intra maternum tubum se evolvere coeperinl , ita in 
unum conjungi , ut ipsi secus intimum tubi parietem pedetentim et 
aequabiliter se protrahentes rcte nullibi interruptum necessario ordiantur, 



Al'CTORE J. ZAXAIlDl^IO I it) 

quod etiamsi erebro plagis regnlaribus tcxatur , nihilominus line illuc 
ob ocxilos , quas ostentlimus anomalias ponit , ex eo evincendas , quod 
globulorum rcproductorum ordo primitivus haud semper, ut facile inferri 
potest, idenlicus ac symmetricus evadat. Quae ipsae anomaliae, dutn 
aliarum hypothesium vires infringunt, magis magisque sententiam nostram 
oonfirmare videntur. 

Verura foecundationis theoriae satis superque adversati sumiis; modo 
res , tempusque postulat , ut recte expendamus quaenam in istius fa- 
miliac fructificationis organis cutn il Its plantarura Cotyledonearnm col- 
latis, organographico-physiologicae rclationcs reperiantur. 

Si fructus , aut setnen in quibusvis vcl insignioribus vegetabilibus 
ad perbrevem hanc redigitur formulam: fructnm videlicet sistere raraum 
globuli instar condeusatum atque ad extremum anqditudinis volumen 
coaretaluni , eertum est, ut nonnullos silenlio practereamus actus in 
plantis nobilioribus bujus organi foi-rnationi praeeuntes , aliquam inter 
Algae atque inter cujuscumque vel insignioris vegetabilis fructum esse 
similitudinem, licet in sensu physiologico longe variis disciiminis ino- 
inentis uterque scateat. Tn inferiore enira horum vegetabilium classe 
mulliplicatio ad organum illud minimc exclusive circumscribitur, quin- 
i in in* > portio quaevis ad intimam individui substantiam referenda, quodvis 
illius quoque f'rustulnm speciem nuiltiplicare valet ; untie praestantis- 
sinms Naturae scopus mirum in mothim elucet, quae tota est in mortis 
dauinis per tolidem vitae vices rej.endcndis , nt species singulae eo 
pacto perpetuentur. Algae enim prae caeteris vegetabilibus jacturae ex- 
cidioque magis profecto obnoxiae, virlnte reproductionis summojiere 
gaudent , queinadinodum atiimalcula quaedam quaquaversus periculis 
implicita , foecunditale exuberare vidernus. 

Botanici fere omnes illius organi in vegetabilibus sublimioribus 
pretium jure meritoque aestimantes, atque ipsum veluti maximum po- 
lenliac vilalis elaboratuni habenles , in id diligentem subtilemque ana- 
lysin impenderunt, ut cbaraetcres detcgerent, quibns typi accedunl vel 
recedunt ; dehinc nova vocabula cunctas analogias aeque ac dilTerentias 
allabre exprimentia cuderunt, ut juxta mutuas aflinitates , quae inter 
varias lmjus adeo necessarii organi formas extant, typi singuli digere- 
retitur atque coordinarenlur. Provida divinac Mentis sapientia boc ovum 
vegetale, ne damno afliciatur, neque unqnani ipsius disseminatio sit t!e- 
fuiura , mulufornii involucro operuit, ut plurihus sibi infestis influxibus 



130 SYNOPSIS ALCARUM IN JUItl AMXATtCO ETC. 

obslarct. Modo enliu nutricia substantia circuintegitur co quod ab ali- 
quibus animanlibus voratum , facile trausferaliir atquc diffundatur; niodo 
ad 'ventorum luhitum rapiendum parvulis pluimdis coronatur; intcrdnm 
uiaribus trajieiendis levitate, nee non naobilitale sibi propria suppcdi- 
tatur; sc demun* raulliCiriis insrruitur subsidiis, quibus species ab ipso 
per cmbryonem expressa scrvari ac moltiplicari possit. Haec omnia 
racleraque innumera adiniiiicula , ad quorum iiormam in tolidem tnodos 
externa ip.sius organi forma configurator , vcluti polissimum metliodicae 
distributionisfundamentuHi charactcribus definiendis constituerunt Partes 
ipsae , ut ita dicam prcparatoriae, alque ad foecundalioncm maturita- 
temque nrdinalae , quae forma , numero , et symmetria valde dissident, 
novos insignesque cbaracteres praebuerunt Nullum vero ex his omnibus 
nccotnmodari potest organis Algarnni fructum sistentibus. Ex earum 
maxiino simplici atque homogenca struclura , simplex quoque ac uni- 
formis illius organi modificatio patet , atque singula praeterea formae 
discrimina in uno eodemcjue individuo dctcgi queunt, qnatenus ex puncti 
diversitate , ubi organum modificalioni obnoxium est, tota exoritur dif- 
ferentia. Haec pauea co)iiosius exerenda , satis tamen evincunt inanes 
couatus , quos Algologi hactenus impenderunt , ut characteribus e frn- 
otificatione prolatis , ordincs, tribus, genera et species dispescerentur. 
Quod si seriuo vegetabHia quoque terrestria attingeret, unius organi , 
licet potissimi , studium naturalibus aflinitatis relationibus deprehen- 
dendis impar evadit; quapropter opus est , ut complcxim omnia organa 
pernoscamus ; id enim tantummodo ad caussas extimos habitus coufigu- 
rantes manu ducit, qui veluli essentiales characters habentuv , licet a 
Natura saepe saepius mendacii rcdarguatilur. Quanti vero habenda sit 
haec Veritas non latuit profecto illos, qui totis viribus intimam caulis 
in vegetabilibus insignioribus fabricam consnltius sar.t perserutati. Sin 
autem experimentum, quoad plura ordinis supcrioris individua, ardnnm 
sit atque impervium, hand aegre maxima pelluciditate ct reliquis cir- 
cmnslantiis, quae hie praeeminent, complanatur; hinc potiusquam fructus, 
inlima praesertim structura filum Ariadnae porrigat , ut naturalcs inter 
varios typos aflinitates indigitentur. Nisi vero hisce compingatur, manca 
et inendosa palabitur Taxouomia , quae cognitionum quoad genesin , 
sive ■organoruni evolulionein adhucdum cxpetitarum, et quoad physiolo- 
gicas cnrunuleui iuvestigaliones expers nunquam reapse proficiet. Haec 
studiorum ratio una tantum conferret ad philosophicum systema juxta 



AUCTORE J. ZANAHDINIO 12 1 

Naturae leges , scu muluas cjusdem organicae lexturac relationes con- 
cinnandum. 

Uni versa lmjus familiac iiulividua ab origine simpliei cellula reprae- 
scntantur , quae aliquando per totam vilac periodum eandein sphaeralem 
ibrmain priinitivam servant ( ' Protococcoidcae). Saepius tamen cellula 
primigena ol> varus ulteriorcsquc claborationcs progrcssu temporis motu 
vitali pcractas , immutatioui multimodis subjicitur, sive per se tantum, 
sive usque ab initio consociata una simul cum pluribus cellulis distinctis, 
atque ita commixlis, ut , vegetalione pergente, ipsaruin nexus formani 
unam j)lus miuusve insigniorem ac compositam cdat. 

Haec cellula matcriem granulosam includit , quae assiinilandis de- 
mentis intns susceptione absorptis est pcridonca; hinc nulritioni iuservit; 
ac dcmuin species, sive materni involucri scissura , sive spontanea vcl 
fortuita cujuscumquc portiunculae divisioue , per materiem ipsain mul- 
tiplicatur. Granulosa seu nutricia haec substantia, pluribus noniinibus 
insignita , materici scilicet colorantis, amylaceae , sporaceae , globuli- 
naris etc. , primo in unum sub parvo voluminc punctum condensata , 
tanta virtute pollet, nt non solum per se extet, verum etiam congruaui 
vim habeat, licet cellula matricali obvolvatur, se protraliendi , dividendi 
atque adeo multiplicand! , ut primitiva involucri forma ob multipliccs 
intimae slructurae immutaliones variet. Quamquam nee in omnibus in- 
dividuis, neque in omni vegetulionis stadio conspici possit , saepe ta- 
men accidit, ut interior ilia substantia potiusquam organicam continuae 
extensionis ac subdivisions legem constanter servet, hinc illinc immo- 
retur, involucri matricalis nutritionem intermittat, in se propriam vir- 
tutem contrahat , unde clarius dislinctiusque turgescat , neque amplius 
influxu, quo antea pollebat, defungatur , quatenus saltern ipsius individui 
partem efliciat. 

Huic modificationi quaelibet individui pars obnoxia fieri potest , ex 
eo quod intima ilia substantia turn in axe, turn in ramis aeque distri- 
buta reperiatur; itemque membranula illam obvolvens, pariterque ma- 
teries colorans, qua substantia componitur , formas fortuitas inducre 
potest, atque adeo dissimiles , ut facies infinite multiplicetur , quae ta- 
men cireumstanliis parvi pendendis committenda est; ex punclo vide- 
licet individui eruendis , ubi potissimum ipsius substanliae vis activa 
tempcratur, ex vegetationis periodo, qua totum se habct individuum, ac 
denique ex ejusdem snbstantiae niagis minusvc conspicua turgescentia. 
Seiue II. Tom. IV. q 



123 SYNOPSIS ALCAIW'M IN MARI ADRIATICO ETC. 

Tot tantieme conatus ad crihrandas nullius pretii nulliusque praefi- 
nitionis fortuitas hasce circumstantias (ne pigeat iterum audire) pluri- 
morum speculatorum animos , positis lias super vagas inconslantesquc 
fbrmas systemalis fundamentis deflexere. Ipsi enim hujusmpdi form as 
vel univcrsim , vel partim, vel promiscue nacti sunt insitas pluribus 
gencrihus , quae apud alias sejuncta liabentur , ex quo factum est , ut 
methodicae distributiones liis cbaracteribus sinTultae, perennes pepererint 
ambiguitates dissensionesque ; untie liles pucrilem, ut ita dicam , lutlum 
imitantur , quo follis alternis ictibus hue illuc per acra pellilur, re- 
pellitm-que. 

Set! hie plura quoque efllagitaiula ; ulrum videlicet sanciri constanler 
possit , an sallein sit facilis sancitu illius singularis organi pracscntia in 
omnibus typis , quibus numerosa haec familia ordinatur? num e contra 
in systemate aliquaiulo descripta ea sit forma , quae porro in Datura 
desideratur? Et revera inaiulitinn ne sonat nonnullos pro fructu accepisse 
rem prorsus alienam , miniiuccjue ad fruclilicationem spectantcm? Post- 
habilis, quae frequenter occurrunt, exemplis, hoc nnum commemorabimus; 
fructus nimirum J'ulonlae intricatae Ac juxta cl. Prof. Costa Ncapoli- 
tanuni nihil aliud esse nisi animalcula microscopica, quae in dubiis conspi- 
cuisque motibus se tanquam veros polypos praebuerunt (i). Acardh ipse, 
quum genus Alysii describeret, testalur, ceu fructum inlerdum admisisse 
id quod novoruin tantummodo ramorum erat rudiinenlum (2). Hallucina- 
tiones hae omnes aliaeque turn obviae, turn frequentes assertum nostrum 
confirmaut: fructum videlicet in systemate, nequaquam in Natura reperiri 
posse. Caetenim , si in genere aliquo (Dasja ex. gr.) non una sed quin- 
que , sex, vel plures fruclificationis formae detectae, desci'iptacque fue- 
runt , in mullis contra (Digenea, Alysium, Caulerpa, etc.) nullum 
adhuc fructus vestigium deprehensum fuit ; ita ut ad haec et alia ge- 
nera in universali serie coordinanda, systematici , qui fructui tantum 
obsequuntur, ipsius formam, quam adhucdura abdit Natura, per poesin 
saepe commenti fuerint. 

Omnibus itaque normas magis planas , solidas immutabilesque de- 
s'ulerio prosecuturis , persuasum sit , relationes potius inter organa nu- 
tricia , et matricale involucrum insitas , nee non diversas illorum 



(1) Mr.Mi,niM. Cenni ccc. 1. c. pag. 16. 
(a) Acabdb. Sp. A)g. Vol. I. p. 4^3. 



AUCTORE J. ZANARDIN'IO I 2 3 

imnnitationes ex vcgetationis processu crucndas, quam fructum in Algis 
investigatum potissimum iri. Ita in quadain lyporum coliorte, ut exemplis 
utar, organa ilia libcre in liumorc nalant, quern matricalis cellula capit 
(Siplioneac), dura contra in aliis tenuissimo involucro a matricali di- 
stincto conclusa rcpcriunlur ( Conferveae , Ceramieae , ctc.J. Quum id 
poslremum , quod in lioium vegetabilium famihYi frcquenlius est con- 
tmgat , tunc varii et discriminati processus dimanant , qui per succes- 
sivum tenuissimi involucri incrcnicntum patefiunt. Et re quidem vera 
quoad vegelationis processum, duo attendcuda praecipue sunt: mem- 
brariula ilia materiem granulosain seu sporaceam complectcns modo ju- 
gulatur, scnulilur atque in duo, quum ad maximum pervenerit exten- 
sionis gradum , partitur ; modo e contrario haec divisio subsequenti 
exteusioni pracit. Primo (Confcrveae) cellula ultima adhuc indivisa lon- 
giludine caeteris praeeminet ; secundo vcro (Ceramieae) post divisioncm 
extensio perficitur; quapropler in Ceramieis postrema cellula eflb'rmala 
caeteris nunquam non minor est. Hac in ultima tribu divisio non modo 
transversim obtinet, neque idcirco simplex cellularum uno ordine ac 
vicissun supcrimpositarum dispositio constantcr occurrit; at saepe saepius 
verlicaliter etiam adimpletur, quod in caussa est, cur non una tantum, 
sed plures cellulae circa principis involucri diametrum disponantur. 
Hae cellulae modo inter se tam situ parallelo , quam pari longitudine 
symmetricae conspiciuntur; modo centrales tantummodo successive ex- 
tensionis ergo periphericis praecellunt ; modo singulae non aequabi- 
liler, sed ita oLlongantur , ut nullus reapse ordo parallelus extet, nul- 
laquc adsit articulatio, quae tunc falso tantum apparet, quum nimirum 
symmetrica dispositio fiat. 

Haec et alia, eo quod ex potentia vitali plane hauriantur , pluris 
procul dubio aestimanda , ac prae se immo vegetationis processum fe- 
rentia, characteres admodum illustres ex ipsis naturalibus legibus de- 
cerptos confirmant. Recensendum liic insuper est magni emolumenti 
pro systematum relationibus argumentuin : non unum semper individuum 
per se, sed plura simul usque a prhr.ordiis consociata vegetationis phases 
absolvcre , quae singula eundem typum constantcr servant, atque se 
invicem conncctuntur , vol adeo arete adhaerent, ut prima fronte con- 
tinuum textum formae praefinitae eflingant. Typus varialiin vegetans, 
multiplex massae individuorum nexus, atque aliae alicujus pretii distin- 
ctiones, peculiares notas praestant, quibus genericae horum vegetabilium 



124 SYNOPSIS ALGARL'M IN MARI ADIUATICO ETC. 

distrihutioncs pracfiniri possunt. Singulars hacc in multis speciebus 
ronsistcndi ratio snbtiliorem analysin profecto poslulat , quae , quum 
accurate insliluatur, novos rcpcrlus ultcriorcsque distinctiones haud 
dubic in luccin cderet. Ut vcro consideralioncs nostrac magis praxi 
eluecant , tabulam If. objicimus, ubi figuva I. JIaljrmeniam furcellatam 
fi. cariilagineam Ac. statu naturali sislit, en jus frons lota conlinua sive 
membranoso-cellulosa pcrperam hucusquc deseripta est. Ipsa cnim usque 
ab origine phiribus quidem constat individuis Ceramieis per quandam 
mucositatem ad inviccin conglulinatis, corpusque unum constituentibus, 
<juod formam pracfinitam suniit, atque vegetationis progressu regulares 
ramosilalcs cmiltit. Hacc individua , aut fila si mavis , laxe in cenlro 
contexta peripheriam versus slipanlur, adeo ut , si frons e fronte pro- 
spiciatur, textum cellulosum totum continuum aemuletur (fig. i« <t.J. 
Transversal! seclione (jig. i. b.) Gla dichotome ramosa patent, quorum 
unumquodque individuum dislinctum est. Massa inde dimanans haud 
inconsulto habeielur phiribus generis CuUUluininii individuis constitula, 
quae ita coaccrvantur atque conlcxunlur, ut quasi majoris implicationis 
fbrinam aflcctare vellent. Figura i. c. denique extremitatem filorum ma- 
gnopere amplificatam sislit (i). Halymenia Jlorcsia Ac ipsa, licet in- 
dividua diatnelro majori discriminentur , nobis tamen eandem obtulit 
slructuram , et hue quoque Gastrocarpeae omnes , Batrachospermeae , 
Chovdariae , Liagoreac , Sporochnuideae universae pertinere videntur, 
(piae Ceramiearum tribui forsitan essent inserendae, ubi subsectio con- 
datur hoc tantum manifesto charactere insignita : non unum scilicet , 
sed plura individua ab evolutionis initio simul consociata vegetare. 

Amplior ac practer opinionem uberior est Ceramiearum tribus, epiae 
juxta notioncs a nobis perceptas, maximum ex generibus hactenus de- 
signatis , numerum compleclitur. Post Duby elucubrationes (2) tribus 
haec limites jam ab Agardh designatos trajecit (3) , quos cognitionum 
organographico-physiologicarum progressus in dies magis magisque am- 



(1) Ex aniino gratulabundus ncmiucm latere volo suavissimum ac nobis araicissimum Profcssorcm 
HssBcaiBi Patavinum ad cadem atque hacc nostra repcrta pervenisse. Utriusquc studia , nobis in- 
icientibltf , codein tempore fortasse exarala luerunt , miliiqnc inopinatac ct maxifnae letiliae fuil , 
quod ex ipsius scriptis ineditis collcgcrim casdem , quoad hujus specici structuraro , recensitas 
Hie obscrvationes. Id etiam atque etiam robur addit repcrto ad rem nostram plurimi faciendo. 

(1) Dcbt. Mem. prem. ct second, sur lc groupc des dram. Geneve i832. 

(3) Aoirdk. Spec. All,'. V. U. Gryphiae. iS'28. 



AUCTOHE J. ZANAltnitUO I2J 

plifioabib Nemo tamen arbitretar, a nobis ob pcculiarcs istinsmodi ob- 
servations, excladi lexluram stricto scnsu cellulosam, quae quidcm in 
Ulvacearum tribu atque in aliis quoque ad proprios limites redaclis , 
nobis valde conspicua alquc distincta vicletur. Absit, quoniinus hoc ten- 
tamine universas innumerae hujus familiae formas habitutlinesque am- 
plccli cogitemus. Nos contra species tantum nostrates investigare cu- 
ramus ; qua de re , etsi opus , quoad mare Adriaticum perficeretur , 
nunquam tamen generalis atque integri systematis honorcm appetere 
posset. Longe adhuc a nobis tarn ardua meta distat , nequc unquam 
contingi potent , nisi gradalim ex plurimorum studiorum summa eo 
perducamur. Nunc vero unam , videlicet Siphonearura tribum elucu- 
brandam satius censcmus , nostrasque perscrutationes ad genera tantum 
in mare nostro detecla , quod jam fere omnia recipit, referemus, quum 
alioquin tota tribus typicarum form arum inopia prae caeteris bucusque 
laboret. 



ia6 SYNOPSIS ALGAIUJM IN MARI ADRIATICO ETC 

PARS II. 

M0N0GRAPIIIA SIPIIOXEARIM. 



OBSERVATIONES AC ILLUSTRATIONES 



AD SIPIIOXEARIM HIS 1 OKI AM FACIENTES. 



Jam siipcrius declaravimus maleriem colorantem , seu sporaceam in sin- 
gulari qnadam Algarum sectionc libere cellulae matricali innatare. Tola 
enini Siphonearuni tribus perbrevi hac formula exprimi posset addito 
insuper charactere : singulas niminim atque distinctas ejusdcm tribus 
formas haudquaquam variis intimae subslantiae immutationibus pro in- 
orementi progressu inhaerentibus, scd potius variis modificationibus ex 
eadem cellula matricali prodilis attribuendas esse , dum immutabilis ilia 
interior substantia perstat , quae nulla intimae in vegetante individuo 
structurae perturbatione , dividitur indesinenterque multiplicatur. 

Haec cellula magis minusve tenuis vel mollicula , semper tamen 
liyalina , decolor , sive anista , se tantura protrahendo , hoc est tubum 
indefinite longum modo simplicem , modo ramosum praesefercndo , suae 
interdum vitae periodum absolvit. Caetcrum , statim ac ramositates in- 
cipiant in originis puncto juguLntur, atque una cum majori in dies 
rami incremento , ita jugulatio coarctatur , ut, etianisi per quamlibet 
caussam mutuos contactus servantem ramus constanter adhacreat , ipsius 
tamen communio cum tubo primario , unde prodicrat , auferalur. Quae 
ei bac jugulalione exoritur ramositas eundem processum multifariis vi- 
ciljus pro distinctorum typorum varietate frequenter iterat. Non aliter 



AUCtoue j. /. v>.\aniMo , 3 _ 

ac in Ceramieis in hae quoque trilm frons bttd semper simplex' 
constat saepe sacpius ex compjurifaua individuis a germinationis initio 
Simul Ita «■,„>,„„, -Us, ut, pro vegctanlium lyporum discrimine , rnassa 
..Hie redundans ens qnadam forma implicate, plus minusve praelinita 
atque constanier repraeseotet. 

Interior substantia fere semper viridi colore saluratur, sporulaeque 
.Ham for.nanlcs adeo minusculac aliquando rtperiuntar , at nee ocnlus 
judwn perspieacissimus nonnisi uquidum homogeneum discernere queat 
Saepius autem crassiores cerauntur , prepemodum sphaerales atque illis 
sumlbmae, quae in tuborum Confervoideorum c«ll»lis eontinentnr Si 
id postremum occurrat , tunc sc ad praefinitum Sl ,i argument! tempos 
praebent peculiar! motu eonspieiendasj exiode Zoologi maximum inter 
basce species numerum animal, regno inscrendi ansam arripucre; quorum 
opuuo eo magis percrebuerat, quod reipsa adsint aliquando animalcula 
parasitica Jan. a Vauchek, Ukger, Wimmeb, aliisque secus mucosam in 
quibusdam fd.s Vaucheriaceis superficiem notata. Nisi quod hujusmodi 
comment, futilitatcm scite expunxit Meven in suis de ultroneo organi- 
carum molccularum motu observalionibus, quae nos luculenter decent 
omnium inferiorum plantarum scminula, veluti animahum inferiorum 
ovula per aliquod temporis spatium, positisque quibusdam eircumstantiis 
pollcre spontanco motu, qui tunc desinit , quum germen se evolvere 
caeptat (,). Minima granula ilia vice reapse funguntur organorum tam 
nutntioni inservientium, quam reproduction! ubi e malricali celluhi 
cgrediantur, quinimmo ex hae uibu ipsorum organorum progignens 
potentia clarius liquet nulla tamen praeeunte eorum conspicua striiJturae 
modificatione. Verum enim vero in aliquibus quoque siphonearum ge- 
nenbus descriptus est fructus, cujus forma ex eo tantum apparet, quod 
sporulae densius in lateralem quandam maternae cellulae inflationem 
coacerventur. Ipsa equidem forma a ramositate aborlum ita perpessa 
dumtaxat originem ducit, eo quod interior fortasse substantia baud am- 
plms pnstmum nutrilionis influxum agat; uncle fit, ut venturuni incre- 
mentum vel impediatur , vel inibi quiescat. Contra vero incrementum 
cito perficitur, dummodo ea conditio deficiat; quinimmo plures species 
se brevi protralumt, ac vitae mox peragunt cursum (a). 



(i) Mevem in R. Buowk's vermischtcn Schriften. Vol. IV. 

W I" regetabfli item acu, regno a D imali incremeutum r lus minute celcriter acqua proportion*, 



! 2 S SYNOPSIS ALGARUM IN MAM ADIUATICO ETC. 

Siplioneae cum dolces, turn aquas marinas incolunt, co tamcn di- 
scriininis , quod forinac simpliciores illic habitant, hie vcro nobiliorcs 
magkqne implieati typi repcriantur, quorum nonnulli, uti in quibusdam 
aliarum tribunal generibns videre est, calcarea crusta opcriuntur, unde 
aniinalitatis propugnatorcs novum indicium arripucrunt aflinitates scin- 
dendi , quae (dare patent statim ac crusta ilia plus minusve densa ex- 
teriorem tantunmiodo aliquarum specicrum superficievn obuubens , au- 
feralur. Nc singulas comnnniesquc raeleris tribul)iis enumcrcm proprie- 
lates , quas ad banc individuorum cobortcm referunt auclores, has duas 
nos commemorare juvat; primo hujusce tribus genera fere omnia exsic- 
oatione colorem saturate viridem , et nitentem praeseferre; secundo 
ejusdem tribus individua prae plurimis Algis exsiccatis vix aegre post 
aquae immeisioncin, priscas vitalis conditionis resumere foi-mas (i). 



pro varii scilicet organici textus densitate, proccdit. Quo magis cnim stipatus et ligncus truncus, 
co dillicilius in singulas fibras succus irrcpit, ac proinde calor vividior ad bujusmodi circulationcni 
lnnvcndain festinattdaniqae nquiritur. Hinc fit, ut valdc scro , sivc autumnali tempore prae aliis 
plantae aridac atquc siccac llonant. Quo magis contra hcrba simpliccm , mollcm cxilcmquc tex- 
turam sorliatur, maturius crescit et floret, ac manifestius vivum calorem siccitateinque fastidit. 
Quum Algae tali loco emineuter potiantur , incrcmenti summam rapiditatcm pandunt , atquc ma- 
jorcm ad hurnidam frigidatnque tcinpcriem ostendunt proclivitatrm , quoniam in maxima ipsarum 
structurac tcmritatc , poliusquam calor faveat , nutriciorurn huniorum circulation! nimis propcrando 
oflicit. Id pro arguinento babeatur , Algarum presertim tcnuiorum cvolutioni bibcrnum tempus aspi- 
rare. Dum terra equidem arescit ct squallct, nonnc maria venustissimis biscc plantis uudique cx- 
ornata pubescuut? 

(i) In Confcrvis quoque , veluli sibi pcculiare obscrvandum est: se exsiccatas in articolis alter- 
natim contrahere , ut fila , jam deposila cylindracea , crispam formara induant, quae licet aquae 
diu immergantur , taliter pcrstat. Non omnes itaque Algae priscas formas per istiusmodi submer- 
sioncm adipiscuntur ; ideoquc in dubiura revocanda est illorum opinio , qui eidem condition! fre- 
qucntiori acquiescentes , rcsurrcctionis potentiam inferioribus biscc individuis inessc putant, dum 
e contra pbaenomenon non idem semper, neque in universa familia constans , vagura tantum in- 
dicium pracscfert, quod crebro expericntiae rcfragatur. Expcrimentum siquidem omni cura, atque 
itcralo sunipsimus dc Oscillariae genere, quippc quod, juxta vulgarcm opinionem , individuis rc- 
surrcctionis virtutc donatis longe praeceUil , Bed inanitcr speculati sumus, nosquc cxpectatae rcsur- 
rcctionis spes fuit frustrata. Haud vcro inficiamlum est id sub ccrtis ac prorsus ncccssariis circum- 
stanliis fieri posse. Quid minim ? tunc enim res firmas pone scquitur naturae leges. Oscillariae 
tcircstrcs species sunt ephemerae , quae nimirum siccitatis juxta uliginisquc vicissitudines cito 
eranescont atquc itcrum cito apparent. Nobis itaque inferendum est , minimarum sporularum po- 
t. nt i im ritalem brerioa vel diutius torpere, quae tamen pracvalida cvadit , simul ac circumstantiae 
eonflaant ad evolutioncm vegetal innemquc excitandam. Vcrum in Naturalistac zothccula neque ha- 
betur , ncquc baberi potest effectus idem atquc in loco native Colligitc quidem magnam filorum 
inpiam, atquc ea studiosc sollerterquc in elemento adeo expetito curate. Ipsa aliquandiu vegetabunt, 
imo cliam reproductionis miiiumm opus pandent , ad ultimum vcro oseillationis motus, quo fru- 
untnr dclcrvcscet , ac prorsus ccssabit ; tubus interea , nbi disci intimam fabricam coitiponcntcs 



AUCTORE J. ZA3ARDINI0 , 2f) 

Maxirnac forct utili talis pcrscrutationes nostras collocare in peculiaribus 
infliixihus crucndis, quibus lux, tencbrac, bar, aqua etc. ad vcgetationcm 
conferunt; at in praesentiaru.n inaucs omalus prorsus evadercnt, qmim 
omnia , quae ad physiea.n organicam faciunt , elucubrari adhuc , atque 
ad unguem perfici ncqueant. 

E stationu.n divcrsitalc, quas in una eademque regione vari a genera 
praeponunt, in suspicionem venire licet quanli pro evolutione habenda 
s.t naturae atque profundi diiicrentia , ubi typi variatim germinant. Quod 
si species nonnullae in mari aequc atque in lacunis nostris passim re- 
periantur, nonnullae contra super limum, ac plures super saxa et sco- 
pulos tantu.n vegetant; quinimmo hujuscc tribus genus aliquod interdum 
Algis majoribus ceu Cjstoslris et Sargassis tantummodo insidet. 

Posleritati igitur mandaturis tantarum perscrutationum emolumentum, 
quas Cheniiae organicae profectus majori luce pcrfundet , sat modo 
nobis crit singulas inspiccre formas , atque species singulas ab evolu- 
tions initio usque ad incrementi plenitudinem sectari. Nos igitur, posila 
qualibct forma typied, ad cellulam primordialem prius contendemus, ac 
deinceps vitae phases pervolventcs, quo magis fieri potest , nos vege- 
talionis processum , ac variarum genesin formarum, quae ex hoc pro- 
ccssu in vegetantium typorum diversitate obtinentur, perquiremus. 

Quatuorderim enumerantur genera in Siphonearum tribu hucusque 
recensila (i), quorum octo , P'aucheria scilicet, Brjopsis , Valoniu , 



latent, lacerab.tur atque resolvetur ; tandem disci vel per se , vel per sporulas fictrices reprodu- 
ction.s v. insyn.ti , nudi stabunt inertcsquc, neque vel accuratissima opera rcviviscent ; sin vero 
d.utrus aqu.s immorabuntur, omnino rcsolventur, atque tandem evanescent. Id.aut.-m eveniat oportct 
quon.am , quum c nativo situ fila transducantur , iis omnibus turn notis , turn ignotis , quae ad 
rem faciunt orbabuntur, adeo ut irrcparabili corruerint jactura. 

(0 Hujusce tribus genera nuperrime ita collecta atque digests occurrunt : Botrydium Wiir. 
Vaucherxa DC. Bryopus Lmx. Alysium Ac. Coccoderma? Kosze. Valonia Ao. C.odium Stac 
FlabeUaria Lmx. Anadyomene Lmx. Acetabular Ln. Polyphysa L«. Vdotea Lmx. Bati- 
meda Lmx. AW„? Lmx. (Mewco. Cenni ecc. 1. c. p. 34.). Pro firmo tan.cn habcaruus fore, ut 
quaedam genera buc relata ex bac tribu in posterum forsan obliterentur, et quaedam alia post- 
quara eorum structura, et pbysiologia diligentius investigata atque distinct, furrit , addantur ibidem 
Qu.dqa.d vero ad Acetabulariae Lmx., S eu Oliviac B.nTot., et Vasydadii genera cxplananda at- 
talunua , mag,s adhuc animuro nostrum in iucerto tenet. Nun, forte et Caulerpac ipsac adeo nu- 
merosae ad eandem Siphonearum tribum amandandae forent? Descriptions ac I dmlae quail ,„, 
ctores nonnulli de earum struelura obtnlerunt , locun. suspicion! aperiunt, hpudquaquam vero 
nob.s removendac, eo quod mare nostrum istiusmodi specicbus prorsus carcat. Id saltern iUorum 
>tud,a cxacuat, qu.bus situs opportunkas, ubi bae species reperiuntur, inquisitiones expedite efficit 

Serie II. Tom. IV. 



J 3o SYNOPSIS ALGARUM IN MAM ADRIATICO ETC. 

Codiuin, Flabcllariii , Anadjomcnc , Acctabularia ct Halimcda ad marc 
Adriaticum speclaul. Hie, veluli juris noslri opcram impendcntes adji- 
ciendum pntamtts ct Dasvcladu genus usque adlme aliis tribubus incon- 
sulto adscriptum , dum contra eoilcm tempore in ambiguo vcrsamur, 
utrum Acctabulaviac sen Olivine genus , quod nostris observalionibus 
peculiare suppeditavit argumentum , inter Siplioncas sit locandum. 

Hac in Iribu item atque gencialini in cacteris Algarum speciebus , 
organum rcproducens "ad minimum ncque oculo nudo , ut plurimum, 
conspicuum granulum amylaceac substantias hie loci viridis in summa 
redigitur, quod vero tenuissima mcmbranula ccllulam matricalem com- 
poncnte, extrinsecus obtegitur. Ubi gcrminalio per nutriciam virtutcm, 
quam substantia amylacea in involucrum agit, inilium ducat, involucrum 
idem seu cellula matricalis intumescil, ac interea, sphacralc forma ali- 
quandiu servata, dividitur, subdividiturque interior amylacea substanlia, 
quae etiam atque ctiam libcre innatat humori a matricali cellula sensim 
sensimqne crassata absorplo. Nullum bactcnus discrimen individuum 
interest el individuum , quinimmo ab cvolulionis primordiis vesicula 
simplex omnes sistit lypicas formas , quae inter se tantuui vegetationis 
processu discrepant. 

Prae omnibus Siphoneis Adrialicis simpliciore vegetationis processu 
f'auchcrine profeclo gaudent. Et re quidem vera vesicula primigena 
diametro sensim sensimque majori, vitae phases tandem explet, ita se 
duntaxal prolrahcndo , ut indefinitae longitudinis simplicem tubum re- 
pracsentet. Non eadeni vero simplicitate individua semper gaudenl; saepe 
eniui hac iliac longis iutervallis ramosa conspiciuniur. Quo igilur facilius 
genesis struelurae magis implicilae deprehendatur, perquirenda in prim is 
est ill'ms ratnositatis origo, mule hujusce tribus ex charactcribus perin- 
signis nota cruatur. Quaevis ramositas hie loci ab inflalione secus aliquod 
circumferentiae punclum exoi ilur. Quum inibi nutricia organa adsint , 
novum conslituitur centrum vilale, unde inflalio materni tubi organicis 
legibus obscquens, sphaeralem formam ob ulleriorem extensionem, prin- 
cipis cellulac ad instar pedelcntim exuit. Usquedum vero cxtensio locum 
obtineat, novi rami basis prinium coarclatur, hinc jugulatur, ac postrcmo 
dissoluta vcl intima tuborum communicatione, ramus novum offert indi- 
viduum omni ex parte absolulum , quod tamen parielibus gigncntis 
haerens remanet. Extensionis processus aliquando vero substitit , atque 
inde lateralis appendix sphaeralem formam servans, peculiar! illi concedit 



AUCTOnE J. ZANARDINIO I 3 I 

iinmutalioni frnctus nomine praesignatac , cujus significalus adliucdum 
mancus claudicat. Si enim quidquid ex eo progignitur , poslquam se e 
materna plants scjungit conspiciamus , dupliei modo reproduclionem 
obtingcrc posse videmus. I lie enim tubi matcrni vel se tantum protrahendo 
vicissitudines imilaiur, vel potius scindilur , alque in tolidem tunc cel- 
lulis maternae similibus gcrminant granula inclusa. Primo loco, repro- 
ductio simplici dumlaxat vegetationis proccssui Iribnitur, novumque in- 
dividuum nihil aliud est, nisi ramus post e materna planlu avulsionem 
perfectus ; secundo e contra idem actidit evolulionis processus , qui 
substantiae sporaceae in singulis ccllulae malricalis parlibus inclusae 
proprius est, ila ut ramus eo pacto temperalus a toto individuo singil- 
latim universimque fructificalionis vice fungenle discerni nequcat. 

Ex rationibus , quibus cellula primigcna ramos emittendo d'rviditur, 
essentiales praesignesque dissimilium hac in tribu typorum notas infra 
rimari ac recensere conabimur. 

In Brjopsi ramositates brevibus intervallis ut plurimum recta op- 
positis exsurgunt, unde individui magis magisque increscentis pinnata 
forma praecipuam praebet notam, qua genus ab aliis distinguitur. Istius- 
modi forma quamvis typica, baud semper constans occurrit, quae contra 
nonnullis immutaiionibus, juxta vegetationis processum pro peculiaribus 
circumstantiis aberrantcm , aliquaiulo subjicitur. Ita aliquot individua 
interduin crcscunt simplicia parumve ramosa, atque dum res ita se ha- 
beat, facile fructificalionis, ut ita dicam, effigies reperiri potest prorsus 
generi F'aacheriae similis , proptcrea quod ramorum rudimenta ob nu- 
tricis influxus defectum, aborlum perpctiantur (i). Quum e contra plena 
vegetatio luxurictur, secundariae ipsae ramositates semel vel pluries 
cundem principis tubi se forma bipinnata , tripiunata etc. induentis 
iterant j)roccssum , atque plura individua quuin adinodum inter se 
proxima germinare possint, idcirco adspcclum caespitosum fere semper 
liuic generi parem sibi inducunt. Hae atque aliae hujuscemodi oinnino 
fortuitae circumstantiae innumeris varietatibus occasionem aperiunt. Itaque 
hiscc observationibus suffulli, si nos cnnclas , quas hucusque auctorrs 
desrripserunt species perpendere vellemus, maxima earum ]>ars, quippe 
quae eharacteribus ad unius ejusdemque typi historiam tantum spectan- 
tibus innituntur, in uiliilum fortasse redigeretnr. 

(i) Amicissimus Professor Mbnegqim iionuull.i cxcroplaria takm modiGcationcm sistenlia legil, 
inihiriuc briicvolc communicavit. 



1 32 SYNOPSIS At.CARUM IX MARI ADIUATICO ETC. 

In DasycIiuUi gencre , brcvissimis iuterposilis spatiolis, ex singulis 
ciivumferentiac principis tubi pum-lis , idest verticillalim prodeunt ra~ 
inositatcs. Turn vcro quivis ramus parum prolraliilur, alque ail tpioeXQ 
valdc oblusum quatuor novos rainos prorsus aequales explodit, qui eodom 
online primum tcrui, dein bini mulliplicanlur , ac veluti in priorihus 
ad apiccm obtusum apieulo instruuntur, quod ullimae ramositalis conameu 
usque ab origine abortuin ila perpessae forsan exprLmit (Cf. tab. HI. 
fig. i). 

Ad genus p'aloniae quod allinet, ramificationis processus magnoperc 
exuberat. Cellula primigena , quuui ad minimum extensionis Iraclum 
pcrveniat, quin se prolrahat amplius , undique atque inordinate novas 
proles continentcr diffundil, quae magis magisque numcrosae ila con- 
nectuntur , ut inde massa dcnsissimum globosumque caespitem reprae- 
scntet, cujus diametros, pro exteriore cellularum mulliplicatione inde- 
siuenter crassescit. 

Sin Anadjromaieos genus respk inrrms , ramositates mirum in modum 
ac symmetrice expediuntur. Cellula primigena fit oblongo-clavala, atque 
a latere per totum pcrimetrum sccus longitudinem, ramos mutuo con- 
nexos emiltit, quorum superiores, maternae celbdae ad instar, in longius 
provebuntur , eademque ratione multiplicantur , ita ut frequente vege- 
talivi processus ileratione , textus totus conlinuus eleganterque symme- 
tricus , boc est cuidam operi phrygio omnino simillimus , effingatur. 
Plura individua germinant plerumque usque ab initio arcle conjuncta, 
ideoque frons , incremenli processu ad flabcllum plus minusve patens 
explicatur (Cf. tab. III. fig. 2). 

Haec progerminans plurium individuorum societas in gencribus , quae 
infra sequunbur, magis magisque praefulgct, quorum ulique dispares 
formae a plurium entium ejusdem typi simul coacervalorum nexu de- 
pendent. Omnium geuerum basis fibroso-stuposa individuorum copiam 
plane demonslrat, quae simul evoluta ad collectivam forncam ex ipsorum 
ligamine implexuque redundautem contendnnt. 

Ita in Codii genere cellulae quamplures vegetant aggregalae, alque 
se prolrahendo , inque ramos abcundo , peripheriam versus quaedam 
edunt ramenta pyriformia, radiantia, adeoque inter se vincta, ut textiun 
aequale , extrinsecus nimirum conlinuo-utriculosum exinde componatur. 
Totius massae, hoc est individuorum aggregations successivum incre- 
mentum vel horizontaliter, vcl potius lined verticali cflicitur: si primum 



Aix/ror.i: j. iaiubsisiio 1 3 J 

eonliugat, frons in globosam formam dilatatur; si secundum, forma <y- 
liiulrica cxtruilur, quae sacpe per dicholomiam, niajoribus, minoribusvc 
iuteivallis, ramos aliquot cxpandit. 

Quoad Halimedae genus, ad periinctrum ramcnta plane prodeunt 
.sphaeralia; nisi quod niinis iuvicem coarclala, liunt angulosa , unde 
tcsluin cellulosum per cellulas regulares atque hexagonas cxtrinsecus 
eflingilur. Cellulaium primigeuaruin congeries ad latera magis magisque 
exphumtur, ac proinde Irons absoluta scutum plus minusve flabellalum, 
sed pu6illae tamen dimeusioiiis repracsentat. De'mceps ex scuto elforrnato 
fasciculus centraliuin aliquot celbdarum se in longius producens cjusdem 
marginem superiorein exsuperat , coquc pacto ipse cellulae extricatae 
cundcm redintegrant processum; hinc scuta per tenuem cellularuin ad 
scutum inferius spectantium fasciculum, catenata etiam atque ctiam 
multiplicantur. Inferius aulem interire potest, intcgro tamen supcriore, 
quod novum centrum vitale praesefert, ac nulla" progiguentis opera per 
se Miuiiiiio vigens novas quoque proles gerere valet (Cf. tab. IV. f. i.). 

In Flabelluviae genere, quemadmodum nomine explanatur , cellulae 
primuin fasciculatae protrahuntur , dein per ramositatcs juxta ordinem 
parallelum patentcs (labellalim e.vpanduntur. Ramositates vero superficiem 
frondium coinponenles hue illuc incondite ramcnta projiciunt mammil- 
lavia , adeoquc se invicem raagis magisque complanalo-eristatae conte- 
xuntur , ut textmn cellulosum, cellulis irregulariter angulosis , tandem 
elaborcnt. Zonae arcualae concentricae ad hoc genus atlingentes, inter- 
missiones cxprimunt , quibus texturae exterioris processus vegetalis af- 
ficitur, qui post centraliuin cellularum produclionem tantum progreditur. 
Ita cellulae in margine superiore sacpius liberae nudaeque conspiciunlur; 
unde frons superius plus minusve minutatim caesa apparet (Cf. tab. V. 
f. i.). Vegetationis processus aliqiuuido prorsns subsisiit, vel dumtaxat 
per unum aut plura puncla iterum pergit cursum, quod in caussa est, 
cur nova frons priori siiuilis , ad imarginem superiorein innata ilenuo 
progiguatur; ex quo cum praecedenti generc analogia magis magisque 
luculenter scatet. 

In OlU'iae genere cellula primigena lined verlicali tubulosa oblon- 
gatur, dum basis in duos tresve parvos surculos abiens , corporibus 
ubi crescit , magis magisque inhaeret. llacc usqucdum exteusio persol- 
vatur , interior substantia granulosa succcssivo augmento crassescit, ac 
in totitlem cellulas vcsiculosas maternae adamussim similes vcrtitur, quae 



l3'f SYNOPSIS AI.GAIVUM IS MAM ADIUATICO ETC. 

universim ad tuhi vertieem confluunt. Ccllularum ibidem series intra 
tubum se protrahendo germinant undique circum, simulque ordine pa- 
rallelo vinctae tandem discum radiatum confieiunt, cujus quilibet radius 
ex una ccllula constat, quae se cliam atqne eliam protcndens, maternum 
demuin scindit tubum , ac neccssario clavatam induit formam. Super 
subtcrquc discum duac sibi proximac aliarum ccllularum series ad \\\- 
teriorem extensionem eontciiuunt, atone ia matricali membrana inclusae, 
totidem parvos discos effbrmant fere ahortum perpessos , quorum inferior 
inajori iliamctro donatus duplici ordine ccllularum componitur; superior 
contra diametro minori, uuo tanlum ordine insignitur. In clavatis maximi 
disci tubis, qui prae caeteris sninmuin vcgetalionis gradum nsscquuntur, 
iutima quoquc substantia amylacea ultimam cvolutionis pertingit metam, 
undc granula intumescunt, atque in novas -vesiculas maternae similes se 
vertentia, c carcere statim ac membrana scindatur, exeunt scorsimque 
■vegetantia speciem iterum producunt. Princeps tubus post disci quidem 
constructionem , quum scilicet nutriciis organis , hoc est substantia gra- 
nulosa sive sporacea satis abunde polleat , se protendere pcrgit, hinc 
ad apicem eadem organica evolulio iterator. Quae quum ita se habeant, 
quemadmodum liaud vcro frequenter contingit, genesis hue in medium 
allata magis magisque profecto eluscit. (Cf. tab. V. fig. 3. a.). 

Frons indc exoriens fungulum terrcstrcm plane imitator, qui sym- 
metrica partium conslructione ad Agarici andvosacei similitudinem pro- 
xime accedit. Frons primum vircscens, progrcssu temporis albescit atque 
rigescit, ex eo quod crusta calcarea serius operiatur, quae tenerrimae 
liujusce plantae textum obumbrat. Calcareae substantiae praescntia, mira 
partium syrnmetria , atque inprimis organographico-physiologicarum no- 
tionum imperitia, magnas gravesque de hujusce Stirpis natura ambi- 
guitates dissensionesqnc pepererunt, non secus ac de Corallinis aliisque 
generibus agitalum fuit, quae imo plures Naturalistae praesertim Gallici 
adhucdum perperam regno inserunt animali. At de vegctante hujus ma- 
rinae productionis charactere ulterius dubitare nefas est. Nisi quod pro 
insigni organorum nutriciorum forma, eorumque intra cellulam mater- 
nam germinatione, charactercs eminent adeo essentiales, ut a Siphoneis 
Olivine genus secernatur, quod imo cum Hydrodyctiearum trihu quan- 
dam analogiam ex physiologicis rclationibus ostendit. Anne et Poljphysae 
genus cum aliis nonnullis inter Siphoneas hucusque recensitis , eandem 
exolutionis vegetationisque rationem praeseferrent , unde cum Olivia 



AUCTORE J. ZANARD1KIO 1 35 

totidem typos distinctae ac singularis tribus constituercnt? Nobis autcm 
i |i i H 11 1 typi i Hi Deque vivenlcs neque nalivam scdcni incoleotes, ulpote 
<jui mari nostro alicni , invesligari possint , haruDi animadversionum 
nioineDta pundcre impar oinnino foret , ac proinde caeteris Algologis 
quaesiti solulioncm commillendam satius arbitraraur. 

CONSPECTUS GENERUM 

JUXTA ILLUSTRATIONES PROXIME ALLATAS METHODICE EXPLANATIS 



SIPHONEAE 

Individua, vel fila si mavis, tubuloso-GIamentosa, solitaria, vel ag- 
gregato-implicata , et hinc frondem compositam constituentia. Organa 
inlima S]>oracca granulosa , nuda , libcre natantia. Cellula matricalis 
continua externe prolifera, seu ramoso-consti'icta. 

Genus I. VAUCHERIA DC. 

Fila solitaria plevumque decumbentia , longe tubulosa , hinc inde 
ramosa , ramis saepe dislantibus. Fructus: coniocystae homogeneae. 

Nomen in honorem oculatissimi Algologi Vaucherii, cl. Decakdolle 
inerito imposuit. 

Genus II. BRYOPSIS Lmx. 

Fila solitaria, erecta, ordinate ramosa, ramis, ramulisque plerumque 
pinnatis. Fructus: couiocystac homogeneae (ex B. Balbisiana). 

Nomen ob quandam cum Muscis similitudinem dedit cl. Lamouroux. 

Genus III. DASYCLADUS Ac. 

Fila solitaria , ordinate ramosa, ramis densissimis verticillalis. Fru- 
ctus 

Cfr. Tab. III. fig. I. 
Nomen densos ramulos deDolans cl. Acardh imposuit. 



1 36 SYNOPSIS ALCARUJI IN MAUI ADRIATICO ETC. 

Genus IV. VALONIA Ginn. 

Filn solitaria ramosissima, ramis rnimilisque homogeneis arctissime 

"lomeratis. Fructus 

Nomen ex vcrnaculo tie Jit eel. Ginnani. 

Genus V. ANADYOMENE Lmx. 

Fihi solitaria, vel pauca parallcle coalita a J latcra unJique ra- 
innsa, ramis ramulisque plane conglutinatis textum fronjis continuum 

roinponentibus. Fructus 

Cfr. Tab. III. fig. 2. 

Nomen ob pulehrituJincm ex cognomine Veneris marinae cl. La- 
mouroux atljecit. 

Genus VI. CODIUM Stack. Praef. 

Fila plurima aggregato-implicata et ramosa , ramulis incrassato- 
pyriformibus radian tibos superficiem fronJis componentibus. Fructus : 
coniocystae intra substantiam fronJis, scu aJ basim ramuloi'um insertae. 

Nomen ex forma globulosa ill. Stackous deprompsit. 

Genus VII. HALIMEDA Lmx. 

Fila plurima aggregato-implicata et ramosa, ramulis sive ramentis 
sphaericis angulatim coarctatis textum exteriorem fronJis constituentibus. 

Fructus 

Cfr. Tab. IV. fig. 1. 

JVonien ab una ex quinquaginta Nereiis nymphis cl. Lamourocx 
usurpavit. 

Genus VIII. FLABELLARIA Lmx. 

Fila plurima aggregato-implicata et ramosa, ramulis sive ramentis 
criskattB arctissime contexlis paginam fronJis exteriorem componpntibus. 

Fructus 

Cfr. Tab. V. fig. ,. 

Nomen ob formain flabcllatam a cl. Lamouroux inJitnm est. 



ALCTORE J. ZANARD1NI0 l?>~ 



APPENDIX I\« I !R1 V. 

IndWidua a vel fila si mavis, tubulosa, solitaria. Organa sporacea in 
vcsiculis libere natantibus inclusa. Vesiculae in ipsa cellula matricali 
germinantes. 

Genus IX. OLIVIA Bertol. 

Fila tubulosa solitaria et simplicia. Vesiculae intimae ad apicem 
fill germinante8 , evolulione discum horizontalem, radiatum constituentes. 
Cfr. Tab. V. fig. 3. 

Nomen in memoriain auctoris Zoologiae Adriaticae cl. Bertoi.om 
imposuit. 



Serif. II. Tom. IV. 



1 38 S7S0PSIS ALGARUM IN MARI ADRIATICO ETC. 

PARS III. 

SYNOPSIS ALGARIM 

IN MARI ADIUATICO HUCUSQUE COLLECTAROM. 



PRAELOQUIUM. 

Ut catenam sive seriem afilnitatum, quae varios hujusce familiae typos 
vinciunt ob oculos babcamus , oporteret in primis omnes regiones, 
omnia maria cpiotquot sunt nos quaquaversus perquisisse; sed cum scopum 
immetatae aquarum superficiei aequiparandum altingere nequeamus , 
maxime interest , quoad vires nostras, historiam Algologicam de unius 
saltern maris situ , quern nostrum praebe t locupetari. 

Si, e rationc diligcntius habita , specierum numerum gcneratim in 
liunc diem cognitarum rcspieiamus, ne decimam quidem partem atlingeie 
liquet caruiD , quae placidam ac pacatam vitam, remoiissiniis in oris 
dissilae baud dubie degere debent , quarum tenebras oculus Algologi 
lynceus nunquam adbuc disjecit. 

Sin vero de ipso mari Adriatico partite loquamur, liaec quoque ad- 
jicienda : perquisiliones ac stadia haclenus iinpensa intra spatiola tan- 
tutnmodo definiri, iia ut loca permulla magni profecto habenda neglecla 
fnei'int , atque in primis Istriae et Dalmatiae ora , quae, licet messis 
ditissima, tamen collectorem persollicitum adhuc inauent. 

In hujusmodi perquisitionibus unius hominis vires, tanlae operis moli 
haudquaquam suflirere possunt. Quod si socialis studiorum vicissiludo 
ut siugulae hisloriae naturalis paries convalescerent niagno usui fuil, 
vicissitudo haec ad sropum, quern adipisci conamur necessaria omnino 
videtur. Oporteret enim latissimum mare nostrum a tot Algologis, (piot 



ADCTonr j zw.vnmxio r*g 

essent partes irnicuiqne tradendae perlnstrari , ac tali pacto sunburn 
tot viribus aeque ilislrihiilum, histbria lioruin vegetabiliam intcgra tunc 
posset tilulo Algologiae Adriaticae men to honestari. 

Opellae in villous editae a ZAnnichelu (i), Donati (2), Grisf.i.- 
i.ini (3), Ginnani (j), Scopoli (5), Oi.ivi (6), Wulfen (7), atque Ri> 
chinger (8) hac super re mancae fiicriuit, quippe quae lantum jaciunt 
operis fundamenta quod ailhuc desideramus. 

Post lioruin Srriptorum conatus , nostrae Lacunae fama nobile cla- 
rissirni Martens (9), ct in primis insignia Agardii (10) desiderinm 
cxacuit , qui cura cnnsulto has regiones pelivisset, in suis opcribus de 
speciebus quarum multas bic legit, ac maximam partem ipse primus 
detexit mentionem fecit. Ilinc D. Nacc.ari Clodicnsis clarissimi Sueci 
Professoris vestigia pone secutus , species quae ad nos pertinent , in 
sumniam reclcgit in opella titulo nimis specioso insignilii (11). 

Jam ab anno i834 in quodam opusculo (12) in hanc rem nonnullas 
nniiiiatlversiones exaravi , epiae -veritati consonas esse ineorum ope stu- 
diorum in dies magis magisque deprehendi. Absit quod ego criticen dc 
auctore hoe benemerito majorem texam, sed quidquid addendum existimn, 



(I) Zannichelli. De Myriopbyllo pclagico aliaque marina plantula anonyma. Ven. 1714- 

Idem. Opuscula Botanica. Venctiis 1730. 
(a) Dohati. Delia Storia naturaie marina dt-H'Adriatico. Venezia. 1750. 

(3) Griseluni. Observations sur la Scolopendre marine Luisanlcctla Baillouviana. Venise. 1750. 
Idem. Osservazioni c scoperte fatte iutorno ad aleune produzioni vegetabili cd animali della 

Laguna di Venezia, Giornale d' Italia. Tomo II. Venezia. Novembrc 1765. 

(4) Ginnani. Opere postnmc. Venezia 1757. Toniuin primum in quo de Alibis Adrtaticts disserilitr 
interpretatus est cl. Prof. Beiitolom in doclissimo Opere cut titulus Amoenitales italicae. Bnnon. 
1819. 

(5) Scopoli. Flora Carnioliea. Vindobonae 1772. 

(6) Olivi. Zoologia Adriatica. Bassano. 179*2. 

Idem. Memoria sopra una nuova specie di Ulva delle Lagune Vcnete. Saggi df N'Acc.tdeinia 
di Padova. Tomo terzo. Padova 1794. 

(7) WdX'Fbw. Cryptogama aquatiea. Lipsiac. i8o3. 

(8) RccniNCER. Flora dei Lidi Veneti. Venezia. 1817. 

(9) Martens. Reisc naeh Vcnedig. Ulm. 1834. 

Idem, cum litteris in Naccari. Algologia Adriatica. 

(10) Agardii. Systema Algarum. Lundac. i8i4 

Idem. In Flora oder Botaniscbc Zeilung. n. 4°- 4 1, aa * l ^' i l- et seorsiui. 
Idem. Species Algarum. Vol. 11. Grypbiac 1838. 

(II) Naccari. Algologia Adriatica. Bologna 1828. 

(12) Za-jardinl Memoria sopra un'Alga ccc. Venezia i834- 



I -JO SYNOPSIS ALGARl'M IN MAUI ADKIATICO ETC. 

tantummodo scientiae atlhuc in incunabulis respicit progrcssum. Ut ma- 
joris poiuleris animadversiones praetermillam , qunm opclla Naccariana 
fere dacentas enumeret species, pro cevto habeamus , si scctio Dialo- 
macearuin ad regnum aniinale spcctanlium ainovcatnr (i), ncc non cpiae 
in aqud dulci creseunt, una simul fictitias (a) absiralicndo, sccernantur (3), 
species Algarum in mari nostro nostraque Lacura vix centum reperiri. 
Ast tantam egestatcm prorsus denegandam pulo , cum sit contra sta- 
tuendum thesauros pcrmultos in hoc mari latentcs vix esse hucusque 
delibalos. Species, quas ego ipse addidi, mcis conjecturis vim faciunt , 
et quamvis adeo non sint numerosae , ut penitus inopiam adimant , 
niliilomiims et novam enumcrationem locnplctant, et Algologiam Adria- 
ticam, opus valdc desideratum, magnopere juvant. 

Quas Naccari suae collection! ins ere re nequivit, cl. Agahdii in secundo 
volutnine opcris , cui Species Algernon (1828) tilulus, hasce descripsit , 
Cladostephum spongiosum; Sphacelariam scopavioidem |3 compositam , 
disticham; Hutchinsiam denudatam , spinulosam , i<aricgatam , lubricant, 
Lepadicolam J3 intricatam ; Griffitsuim irrcgultircm , nodulosam ; Tf'ran- 
geliam teneram , penicillautm ; Callitlutnmion variabile etc. Quapropter 
novissimos inventus hujusce auctoris haudquaquam rejiciens , dubius 
tamen liaereo, praesertim de nova generis Wrangeliae constitutionc, 
quod a genere Dasjae ab eodein auctore descripto nemo , ut milii vi- 
detur, distinguere potest. 

Verum cnimvero aequo animo iis attentis, quae d? fructificationis 
prelio gencratim exposui , atque item perpensis multiplicibus variisque 
fructus formis, quas in una eademque specie Ddby (4), et Crouan (5) 



(1) Achnantes scriala. Frusluliafaseiata, cuneata, parasitica. Diatoma cryslallinum , marinum. 
Fragilaria pectiaatis. Meloscira moniliformis. Schizonema pumilum, lenue , radialum. Micromega 
corniculafum, pallidum. Licmophora argentesctns. Homoecladia Marliana. Gomphoncmo paradoxum 
Alcyonidium diaphanum , defractum. 

(a) Conferva dichotoma. Callithamnion miniatum, Naccarianum. Hulchinsia divaricala, byssoides, 
Biasolettiana. liyliphlaca pumila. Polydes tenuissima. Halymenia tunaeformis. Zonaria Tourne- 
Jbrtiana , papillosa , Naccariana. Furccllaria fastigiata , etc. 

(3) Palmella bolryoides , globosa. Nostoc commune. Hii'ularia angulosa. ffygrocrocis atramenti. 
Balrachospermum moniliformc. Oscillatoria princeps , aulumnalis , australis , uncinata. Calothrix 
luleo-fusca. Lyngbya muralis. Zygnema cruciatum , quininum , deciminum , nitidum. Mougeotia 
genuftexa. I/ydrodictyon utriculatum. Conferva rivularis, capillaris , crispata , strepens. Clara 
vulgaris, hispida. Vaucheria dichotoma. 

(4) Dubv. Second Mcnioire sur le Groupe des CcramieVs. Geneve. iS3a. p. i3. 

(5) Caocis In Annalcs des Scienc. Nat. Tore. III. Paris. i835. p. 181. 



AUOTOHE J. BMtelUMHJO 1 4 ( 

perspicuc patefecerunt , ni fallor; fructus nota ah Aoaiidit, ut novum 
genus conderet iudita, est parvi prorsus ducenda. Character igilur es- 
scutialis , ut ipse testator foret frons diorgana , hoc est Glis primai iis 
celluloso-striatis , et rainulis tanlum arliculatis consiituta; quod idem 
ac in genere Dasyae sine ulla exceptione, quoad ipsura habituro, obser- 
vatur. In H'rimgelia tcnera Glum primarium ramulos sacpius verticillatos 
emillit, sed character specicm unam dislinguit. Hisce praemissis, Algam 
(cuius specimina propc Tergcstum et in Quaraero collecla in mco Her- 
bario extant), nee non aliam speciem pmicillaUim a releberrimo Algo- 
logo primum (Syst. Alg. p. 1 43) sub nomine Grifjhsiae descriplain , 
Tcrgesti quoque \isam ( in Fl. od bot. 1. c. p. 639), postremo , nesrio 
qua ca«ssa, mari Ian turn Mediterraneo adsignatain (Sp. Alg. V. II. p. i38) 
ego inter Dasjras enumerandas opinor. 

Ilaec \itiosa dividendi ratio non modo in hoc genere, de quo sermo 
est, locum oblinct, verum etiam in tota Algarum familia id frequenter 
occurrit , atque , donee fructificationis formae pro norma praecipua in 
systematica Algarum dispositione habeantur, necessario occurret. Ex hoc 
itaque umim enndemque typum (quod saepenumero dignosci contigit) 
in tolidem genera, quot sunt fructus casuales conditiones divisum, 
atque , ut ita dicam , discissum esse oporteret. 

Attamen prncmaturus sane conatus foret , si innixus basibus solidio- 
rilnis e Datura deproinptis , singulas Adriaticas species disponere ac de- 
scribere vellcm , quemadmodum in Siphoncarum tribu summalim per- 
tentavi. Mulluru adhuc restat laboris, ut metam exoplatissimain utrinque 
pcrlingamus, nee nos eo tendere decet , nisi studia in varias cohortes 
aflinitatis caussa distinctas , partite ac seorsim convertamus , ut ex hisce 
tandem fragraentis corpus integrum compingi possit. 

Nunc tantum id factum volui, quod enumeratio locupletior, magisque 
castigata, nee non ad tempus aecommodata tandem aliqnando in lucem 
prodeat species omnes complexa , quae hactenus detectae sunt turn in 
mari , turn in Lacuna nostra , inter quas nonnullae novae minusve co- 
gnitae prima vice deseribuntur. 

Hoc autem libere asserendum est, catalogum in majus tollere me 
potuisse , nisi cautus parcusquc fuerim in novis speciebus condendis; 
quapropler baud pauca specimina pro fuluro retinui , ne in dubiis 
scienlia speciebus fictitiis magis magisrjue conspurcetur. Quod si et de 
jiaucis allatis in crrorem aliquem labi milii contigit, documcr.ta. sive 
magislrorum monita etiam atque etiam exoplo. 



I .{a SYNOPSIS ALC.Ar.rM IB HAM ArmiATICIO ETC. 

Qnis, quacso, vcl e* Algologis principibus in htqascemodi errores 
non incidil? Nonne ipsins sludii status oliaoticus, diagnoseos iiilerdum 
mancae atque impcrfectae caligo, specierum arohelypa comparandi ditli 
cullas, icoiunn nt plurimum subsidii dcficientia, prae aliis halkuinaliones 
satis snpeifjuc defendunt ? 

Quamobrem ne ipso quoque nebulas, hoc est ambages huic studio 
inferam, novarum specierum icones, quantum fieri potest accuratas ad- 
dcre consilium duxi. 

Quod vero ad synonymiam attinet ne paginas infinita farragine sn- 
pervaeuo distendcrem , cam ad auctores tanluin , qui de patria Algologia 
disseruernnt contrahendo retnli, seriusqiie priusquam eandem ihi inse- 
rerem perpendi, ex quo non pauca vel exotica, vel ficlitia j vel eon- 
i'usa hie tandem eastigantur. 

Practerea egregios Biasoletto (i), atque Nardo (2) inter hujusce 
regionis collectores recensendi sunt, neque Kutzing ipse praetermit- 
tendus esset, nisi tantummodo Catalogum vagum, et indefinilum liar 
in re nuper edidisset (3). 

Meneghini tandem primus et ultimus mihi salutandns, ooulatis- 
simus nostri temporis Algologus Patavinus rarissimas quasdam Algas in 
Adriatico collectas benevole milii conimunicavit , 11 1 hanc novam enu- 
merationem redderem lociiplcliorem. Ne vero, quod alienum est, milii 
tribuam, nomen ejus ad ipsam speciem, quam suppeditavit , religiosis- 
sime apponam. 

Toties igilur gratias quam maxiuias agam, quoties amici sna> issin.i 
nomine has paginas me decuit exornare. 



(1) Biasoletto. Tjcbcr Codium in Adrialisclien Mecr in Isid. VI. VII. 1 834- P- ^5o. 
Idem, in Linuara. Tom. XI. 1837. p. 431. et 599. 

(3) Naudo. In Isid. VI. VII. 1834. p. 67c. 

(3) KUtziog. in Bot. Zcit. i836. Inteiligenzblftth n. 1. p. i3. Nulla diagnosi species lequentea 
uti Adriaticac enumerantur: Enactis marina. K. ex Chcrzo. Microcystis marina K. ex Zaule. 
Corynephora granulosa. K.. ex Spalnto. Chaciophora adrialica. K. ex Zaule. [iwularia hemisphaerica. 
et magna. K. ex Pola. ConJ'trva nilida. K. Teigesti. Conferva barchyarihra K. Veuetiis. Grijfusia 
Penna Pavonina. K. etc. 



AUCTORE J. ZANARDINIO 1 43 

NOSTOGHINEAE. 

Genus I. COCCOCIILORIS Ktz. 

Frons mucosa in qua globuli nidulantur , materie plerumcrue viridi 
farcti , in vesiculas globulis repletas tandem conversi. Menegh. MS. 

1. COCCOCIILORIS CRASSA. MeNEGH. 

Cfronde crassd, laevi, explanato-sinuosd vel rotundato-Jlabelliformi 
olivaccd , granidis globosis , vesiculis parvis subrotundis raris ad 
superficiem semper sitis , margine diaphano cinctis. Menegh. MS. 

I'ai mi Li a ckassa. Naccar. Algol. Adr. p. 12. 
Inter Algas ex Quaruero recens expiscalas copiose inveni. 

Frondes caespitoso-sinuosae vix unciam altae, et lineam erassae. 
Color viridis, exsiccatione olivaceus. Substantia gclatinosa, exsiccatae 
firma. Frons striata , striis arcuatis concentricis, ut in Padina Pavoniu, 
cujus habitum satis refert. Structura vero toto coelo diversa. 

RIVULARIEAE. 

Genus II. RIVULARIA Roth. 

Frons gelatinosa subglobosa, (ilamentis e communi basi prodeuntibus, 
radiantibus globulo insidentibus simplicibus cylindricis conlinuis intus 
annulatis appendicibus tenuissimis terminatis fareta. Color atro-virens. 
Duby Bot, Gall. cd. 3. pars 2. p. 961. 

1. RlVLLAlUA Bl'LLATA. BERKEL. 

R. fronde molli irregulari obscure acruginoso-viridi , lobis plus minusve 



1 j \ SYNOPSIS ALCAIU'M IN MAP.l ADrilATICO ETC. 

rotundatis obsessd ,flis adeo connexis ut ramosi apparcant. Berkeley 
(jlcan. of Brit. Alg. n.° i. p. 8. 

Habit, ad saxa Tergesli circa 5.;i'o/a ulii Meneghini ct ipse copiose lcgiinus. 

2. RiVCLABlA ihra. Fl. Dan. 

R. fronde globosd tdUdtdurd viridt, fills intra suBstantiam excentrice 
exetmtibus simplicibus rectis inferne coadunatis superne acwninatis 

Jissis , urticulis (sic) iiicortspicafs. 

I.i>ai.i nrRA. I.yngb. Tent. Ilydroph p. J<w. n 7. t;iT>. 6^. f c. cx'cT. syn. 

Ad Fotamogeton marinum Veueliis , ct ad Algas majoies Daluiatiac 
Meneghini; ad Cystosiram Jlopjiii Aucouac legit Martens (Herb. Menegii.) ipse 
copiose ad saxa in Portti Polac Istriac. 

5. Rivn.ARlA BlASOLETTIANA. MeNEGJT. 

It. frondibus plants orbicuktribus confluentibus nitidis atro-vh idibus , 
jilis longu/sihus Jlexuosis apice dichotdmis. Menegh. MS. c. icone. 

Ad iiud.iiii tcrram in ipso limile maris legit Istiiae Bixsoletto ( Herb. 
Meneghini). 

i. RlVCLAIUcA ATRA. Roth. 

R. fronde hemisphaericd durd, fills densissirnis, appositione ramosis. 
Ac. Syst. Alg. p. 24. 

Tergesli L tzzareiio vecchio bgil Meneghini, 

3. RlMLARIA FUCICOLA. * 

R. fronde subliemisphaericd parvuld compactd saturate viridi , filit 
simplicibus acwninatis. 

T..1.. VI. fig. a. 
Rivcl.uua FuoicoLA Zunard. in ISibl. ii;il loin. c/i. i83y. p ti^. 

\d Fucum vesiculosum var, Slierardi, Tergcsti circa Seri'ola speciem dctcxi. 

Fila diam. — lin. basi olivacea , superne viridia , tandem longe 
acuminata liyalina. Annuli laxc vaginali t!ian:etro 5-plo hreviores. 



AUCTORE J. ZANABDmiO 1 45 

0. RlVlLARIA CONTARENH. * 

R. fronde planiusculd levi orbiculatd minutissimd , aeruginosd , Jilis 
Jlexuosis longe altenuutis. 

Tab. VI. fig. i. 

RiVCLARIA C'MAULMI. Zj|1,-|mI. ill li 1 1 > 1 . it.ll. |.>|U. tjfi. iVSlJ. f. li\. 

Ad saxa arete aflivam dctexi ubi Hildenbrandia Nardi promiscue adhaeret. 

Fila diam. lin. pallide viridia , extremitatibus longe attenuatis 

spiraliter tortis. Annuli tliamelro dimidio breviores. 

Obs. Hanc speciem pro nova constitutam jure ac mcrito arnico dul- 
cissimo , Naturae scrutator! eximio Nic. CoNTAniru dieatam volui , ut- 
pote quae mihi se se praebuit super saxa ab ipso Venetiis e mari edueta. 

GHAETOPHOREAE. 



Genus III. CORYNEPHORA Ac. 

Frons gelatinosa subglobosa bullata , fills articulatis hie illic clavi- 
feris farcta. Ac Sjst. Alg. p. XIX. 

1. CORYNEPHORA FLACCIDA. Ag. 

C. hemisphaerica , dilute viridis , fdorum ramis fasciculatis , articulis 
diametro sesqui4ongioribus. Ac in Bot. Zeit. 1827. p. 63o. seorsim 
p. 6. 

Cohibefora flaccida. Naccar. Algol. Adr. p. 14. 
In Algis majoribus Tergesti rarius invenit Agardh. 

2. CORYNEPHORA L'MRELLATA. Ac 

C. hemisphaerica, olwaceo-fusca , Jilis biformibus iriferne simplicibus , 
articulis diametro duplo longioribus , superne umbellatim ramosis. 
Ac in Bot. Zeit. 1827. p. 63o. seorsim p. 6. 

Coi\uiefoba iiiinr.ELLATA Naccar. Algol. Adr. p. i5. 

Tergesti in Cystosira Hoppii Agardh. 

Seme II. Tom. IV. 1 



1 46 SYNOPSIS ALGARCM IN MAUI ADIUATICO ETC. 

LYNGBYEAE. 



Genus IV. CALOTIIRIX Ac. 



Fila inuco matricali destituta (aflixa), rigidiuscula stricta, tranquilla, 
tubo continuo intus annulate Ac. Sjst. Alg. p. XXIV. 

J. Calothiux pclvinata. Ag. 

C. fills erectls abbreviate dichotomls, lined -virescenti longitudinaliter 
percursls , In caespitem densum obscure viridem fasciculatis. Ac. 
Syst. Alg. p. 71. 

Caiotmce a cespcolio. Naccar. Algol. Adr. p. 18. 

Ad palos Venetiis circa Fusina sec. Agardh in Bot. Zeit. 1827. p. 634- 
seorsim p. 11. 

2. Calothrix semiplena. Ag. 

C. Jills lutco-viridibus Jlexuosis slmpliclbus erectis , obtusis , dlmldlo 
superiore vacuo hyallno in caespitem olivaceo-viridem fasciculatis. 
Ag. in Bot. Zeit. 1827. p. 634- seorsim p. 11. 

Calotrice semipieka. Naccar. Algol. Adr. p. 18. 
Tergesti ad saxa in ipso limite maris (Agardh et Meneghini ). 

3. Calothrix paninosa. Ag. 

C. fills aeruginosis slmpllcibus valde curvatis et Jlexuosis , in stratum 
nigrum expansion implicatis. Ag. in Bot. Zeit. 1827. pag. 635. 
seorsim p. 11. 

Caeotdice feetbata. Naccar. Algol. Adr. p. 18. 
Tergesti ad saxa in mari (Agardh). 



Al'CTORE }. ZANARD1NIO 1 47 

4. Calothrix stellulata. * 

C. fills brevissimls Jlexuosls in caespitem stellulalum fasclculatis. 

Tab. VI. fig. 3. 
Cacotiimx stellulata. Z.tnunl. in Bibl. ital. 1839. torn. yG. p. i35. 
Calothmx cosfehvicola ? Ag. Syst. Alg. p. 70. cxcl. syn. 

AJ Polysiphoniam opacam in fossa circumobeunte locum dictum Forte 
del Lido Venetiis. 

Fila laete viridia vix lineam longa, diam. — - — lin. flexuosa mucosa. 

140 

Annuli diametro 3-4plo breviores. 

5. Calothrix variegata. * 

G.Jills elongate rlgldls, crasslusculls laxe aggregate, exsiccatione 
variegate. 

Tab. vi. fig. 4. 

Calothrix vamecata Zanard. in Bibl. ital. i83g. torn. gG. p. i35. 
Ad Confcrvam Linum in fossis marinis Venetiis loco dicto Forte di S. Erasmo. 
Fila pollicaria erecta, diam. -^j lin. laxe caespitosa. Annuli dia- 
metro dimidio fere breviores. Exsiccatione Gla interdum hyalina colorem 
variantem praebent saepe coerulescentem, unde nomen specifieum de- 
prompsi. 

0. Calothrix aegagropila. Kutz. 

C./ilis olivaceo-virescentlbus obscuris , Jlexuosls ramosls, rarnis remo- 
tesimls in globum nigro-ollvaceum Implicate, striis transversallbus 
tenuis slmis . Kutzing. Decad. n. 7. 

In vallibus subsalsis circa Fusina (Contarini). 

7. Calothrix amrigua. Menegh. 

C Jills slmpllclbus diametro variis rigldiusculls In caespitem viridem 
natantem arete implicate , annulis approximate. Mf.negh. MS. c. 
icone. 

Ubi praeccdens (Co.\tai\i.ni). 



l4's synopsis algarum in mari abiuatico etc. |t " 

8. Calothiux lanata. Ac. 

C. Jilis virescentibus rigidiusculis erectis ramosis in caespitem atro- 
vii'idem fasciculate. Ac Syst. Alg. p. 72. 

Ad Ranunculum aquatiletn , cujus folia ex integro pulcherrirne obvestit; 
in aquis subsalsis circa Fusina legit Contarini. 

Genus V. LYNGBYA Ac. 

Fila muco matricali destituta (liberc natantia) flexilia, tranquilla , 
tubo continuo intus annulata. Ac Syst. Alg. p. XXV. 

1. Lyngbya crispa. Ac 

L. f lis aeruginosis crispis rigidiusculis , in caespitem obscure viridem 
implicate. Ac Syst. Alg. j>. 74. 

Likcbia chespa. Naccar. Algol. Adr. p. 18. 

In paludibus circa Fusina (Agardu). Ipse primo vere in canalibus urbis 
Venetiarum. 

2. Lyngbya contexta. Ac 

L. fills cinereo-viridibus flexuoso-curvate in stratum pannosum de- 
corticans nigrum complicate. Ac in Bot. Zeit. 1827. p. 635. 
seorsim p. it. 

Liv.m im-recchta. Naccar. Algol. Adr. p. 19. 

Tergesti ad saxa in mari (Agardii). Ipse Venetiis ad palos loco dicto 
Sacca delta Misericordia. 

7>. Lyncbya oliyacea. * 

L. fdis tenuissimis elongate in stratum medio ferrugineum , margine 
subnigrescentem dense implicate. 

Tab. VI. fig. 5. 
Ltsgbta omvacea. Zanard. in Bibl. Ital. 1839. torn. 96. p. i35. 

Ad saxa Tergesti in ipso limite maris. 

Fila sub microscopio olivacea cliarn. lin. , recta , simplicis- 

sima. Annuli brevissimi diametro 5-plo breviores. 



AUCTORE J. ZANARDIMO 1 49 

Genus VI. SGYTONEMA Ac. 

Fila continua coriacea nuda (non mucosa) intus sporangiis annuli- 
formibus vel polymorphis transversalibus parallelis farcta. Ac. Sjst. 
Alg. p. XXII. 

1. SCYTONEMA SOWERBYAISTM. Ac. 

S. caespite laxo ollvaceo-fusco, fdis reticuluto-ramosis, ramis divaricates. 
Ac Syst. Alg. p. 4'- 

Legit Biasoletto Tergesti ad navium carinas (Herb. Me.negh.). 

OSCILLARIEAE. 

Genus VII. OSCILLARIA Bosc. 

Fila muco communi matricali involuta, rigida, elastica, oscillantia, 
striis parallelis transversis secta. Oscillatoria Ac Syst. Alg. p. XXIV. 

1. OSCILLARIA SUBSALSA. * 

O. fills in stratum gelatinosum breviter radians virens intertextis. 

Oscillatoria sebsalsa. Ag. Syst. Alg. p. 66. 
Oscillatoria tenuis 3. marika. Mart. Rcise etc. p. 645. 
Oscillatoria semisalsa. Naccar. Algol. Adr. p. 17. 

Ad limum vulgatissima turn in Lacuna , turn in canalibus urbis Vene- 
tiarum. 

2. OSCILLARIA MeNEGIIIMANA. * 

0. fills tenuisslmis spirallter densissime tortis , extremitatibus acu- 
tiusculis , raro in funlculum binatis , lineolis inconsplculs , in strata 
compacta laevia implexls. 

Tab. III. fig. 3 
Oscillaria Mtsri-.iiiM.oi, Zananl. in Bibl. ital. iS3y. torn. 96. p. i35. 
Acstivo tempore copiose reperilur Venetiis in canali dicto del Palazzo 



l5o SYNOPSIS ALCAllUM IN MAM ADIUAT1C0 ETC. 

Jii-gio, ubi c fundo liiuoso saepc sc extollit hue illuc per strata innalans , quae 

pr'uno intuitu Ulvam latissimam mentiuntur. Aliis speciebus commixtam semper 

invent. 

Fila spiralia diam. 5-7- lin. , spiris densissimis, extrcmitatibus at- 
1 040 

tennatis in madam cochleae vivide se moventia, raro in funiculum bi- 

nata , oculorum obtutum ciliigienlia , stratum laeve plus minusve pro- 

tensam ellbrmantia. Disci omnino inconspicui. Color in statu vivo 

obscure viridis , exsiecationo aeruginosus. 

Obs. Al> O. lubyrinthiformi tliermarum Eugancarum , cui aflinis di- 
Stinguitur lilorum diametro, stratorurn conformalione nee non statione 
longe diverse. Huic forsan propius accedunt Spirulina tenuissima et 
L'mkii Kutzing, et S. oscillarioides Turpw. In maxima vero structurae 
tenuitate characteres dissimilcs scrutari perdiflieile est. Nulla , ut milii 
pa let , harum specierum in aqua marina inventa fuit , et spc suilultus 
nostram ab illis distingui, iconcm trado , ut nova species nomine insi- 
^niatur Algologi oculatissimi , qui de hoc genere multa perbene fecit 
ad physiologiam spectantia (Cf. Menegh. Consp. Alg. Eug. in Spongia. 
Comm. di Medic. 1837. IV. p. 3a3. et seq.). 

3. OSCILLARIA LIMOSA. * 

O. Jilis obscure aeruginosis rigidis vivide oscillantibus rectis (sic) in 
stratum gelatinosum longe radians atro-virens intei'textis. 

OsCIM.ATORIA LIMOSA. Ag. Sjst. Alg. p. 66. 

Praecedenti commixta. 

4. OSCHXARIA MORA. * 

O. Jilis griseo-lutescentibus rigidis rectis in stratum gelatinosum longe 
radians nigrum interlextis. 

OsCILLATORlA MORA. Ag. Syst. Alg. p. 63. 

Praecedentibus comtnixta. 

Genus VIII. MICROCOLEUS Desmaz. 

Filamenta tenuissima, tcnuissime lineolata, muco communi non in- 
voluta, apice libera, basi in vagina membranacea ex qua reptanler 



AUCTORE J. ZANARDINIO ,5, 

oscillanterque exeunt fascicular, demum dilatata, et in vaginas mutala. 
Dudy Bot. Gall. ed. i. vol. 2. p. 992. 

1. MlCROCOLEUS~"ciITOINOPI.ASTES. * 

M. fills viridibus hjalims minutissimis rigidis strictis in fascicules 
parallcliter conjun ctis. 

0»C1LLAT0R1A CBTOKOPLASTES. Ag. Syst. Alg. p. Gl. 

Tergesti in ipso limite maris legit Mf.neguini. 

CONFERVEAE. 



Genus IX. CONFERVA Linn. 

Filamenta simplicia aut ramosa cylindrica flexilia membranacea vi- 
trea articulata, articulis materia viridi rarius colorata farctis. Duby Bot. 
Gall. ed. 2. vol. 2. p. 980. 

i. Conferva Linum. Roth. 

C.flis simplicibus , fliformibus , rigidis, crispalis , laxe implicatis , 
exsiccatione variegatis , articulis diametro sublongioribus subturgidis 
punctatis. Ac Syst. Alg. p. 97. 

Conferva filiformis. Scop. Fl. Cam. II. p 406. n. i436. 

Conferva Lincm ct capillars. Wulf. Crypt, aq. p. 19. Rucl.. Fl. Ven. p. a;3. 3-4. 

Conferva Lincm. Mart. Reise etc. p. 645. 

Conferva Lino Naccar. Algol. Adr. p. 23. 

In Lacuna Vcneta praecipue in vallibus salsis copiose innalat. 

2. Conferva setacea. Ag. 

C Jffis simplicibus setaceis laxe implicatis rigidis , articulis diametro 
sesquilongioribus exsiccatione subaequalibus. Ac. Syst. Alg. p. 98. 

Conferva TOETrosA. Ruch. sec. Ag. 1. c. 
Conferva setacea. Naccar. Algol. Adr. p 24. 

In Vcneta Lacuna ( Riciiinceb ct Agabi.h). 



1 5a SYNOPSIS ALGARUM IN MAM ADRIATICO ETC. 

5. CONFERVA TJRBICA. * 

C. Jit is simpliciblts , infra setaceis , rigidiusculis , cacspitosis , contorto- 
fasciculatis , articulis obsoletis duunetro subaecjualibus. 

Tab. IV. fig a. 
Cojiferva orbica. Zanard. in Bibl. it. i83<). torn. 96. p. i35. 

Autuuino in canalibus urbis Venctiarum ad muros demcrsos. 

Fila rigidiuscnla flexuosa in caespitem dciisum obscure viridem fa- 
sciculate, hinc inde funiculi ad instar contorta, infra seta porcina crassa. 
Arliculi obsolcti diamctro subaequales. Exsiccalionc charlae paruin 
adliaeret. Color saturate viridis. 

A praecedeotibus , quibus afiinis distinguitur caespitum conforraa- 
lione , filorum crassilie minori, articulorum longitudine et colore. Fila 
exsiccalionc nee liyaliua nee variegala. 

4. Conferva riparia. Dillvv. 

C. filis capillaceis , longissimis , remotissime raniosis , ramis brevibus 
divaricatis , articulis duunetro duplo longioribus. Ac Syst. Alg. p. 10G. 

Confeuva r.iPARiA. Naccar. Algol. Adr. p. a4- 
In mari circa Brondolo Clodiac sec. Naccari. 

o. Conferva subdivisa. Roth. 

C. Jilis inaequalibus , setaceis , Jiiscescentibus , superne ramosis apice 
furcatis , ramis subulatis , patulis , geniculis inconspicuis , articulis 
diametro 5-plo longioribus subpellucidis includentibus granula cj- 
lindrica parallcla. Ac Syst. Alg. p. 107. 

Conferva subdivisa Ruch. Fl. Ven. p. 3^4- Mart. Reise etc. p. 645. 
Conferva suddivisa. Naccar. Algol. Adr. p. 24. 

In Veneta Lacuna circa 5. Sccondo ( Ruciunger). 

6. Conferva glomerata. Linn. 

C. Jilis ramosissi/nis , capillaceis, 7-amis altemis., ultimis fastigiatis , 
subsecundis , crcctis, articulis cjlindricis , diametro quadruplo lon- 
gioribus. Ac Syst. Alg. p. 107. 

Conferva glomerata. Wulf. Crypt, aq. p. 32. Ruch. Fl. Ven. p. 374. Mart. Reise etc. p. 645- 
Conferva acgomitolata. Naccar. Algol. Adr. p. lb. 

> . 

In fossis salsis Vcnetiis loco dicto Cliicsiola di Lido. 



AUCTORE J. ZA.VARDINIO j53 

7. CONFERVA FRACTA /3. MARINA. RoTII. 

C./ilis ramosissiinis, capillaceis, ramis divaricatis , seaaulis superimibus 
crebris, subrecurvis , urticulis diametro quadruple longioribus. \c. 
Syst. Alg. p. no. 

Cokfebva fbacta. Ruch. Fl. Vcn. p. 271. 
Cobferva fbagta li. mabiha. Mart. Rcisc etc. p. 645. 

CoKFEBVA BOTTA 8. MAKIKA. NiCCar. Algol. Adr. p. 2J. 

In Veneta Lacuna aeque ac in fossis salsis frequens. 

8. Conferva lanosa. Roth. 

C. fdis caespitosis, ranndis remotis elon gatis , articulis oblongo-omlibus 
diamctro triplo longioribus. Ac Syst. Alg. p. 112. 

Ad Rjtiphloeam tinctoriam parasitica in mari Adriatico sec. Mf.negium. 

9. Conferva crystalline. Roth. 

C. fills ramosissimis , capillaceis , ramis ramulisque subverticillatis , 
alternis, subdichotomis , articulis cjlindraceis diametro nctuplo lon- 
gioribus. Ac. Syst. Alg. p. ira. 

Cofcfebva pdba. Wulf. Crypt, aq. p. 20. 

CoBFEBVA CBYSTALLIriA y. TUBA Mart. Rcisc etc. p. 6^5. 

Cosfebva cbistailika. Naccar. Algol. AJr. p. 16. 

In Lacuna uec non in fossis salsis littoris Veneti. 

10. Conferva Ruchingeri. Ag. 

C. fills inferne firmioribus undique emittentibus ramos simplicittsculos 
flavescentes nitidissimos. Ac. Syst. Alg. p. 112. 

Conferva Rcchikgeriaha. Naccar. Algol. Adr. p. 16. 
Venetiis, prime- vere in Urbis canalibus. 

11. Conferva sericea. Huds. 

C.fdis ramosissimis , capillaceis, inferne dic/iotomis, medio tricbotomis , 
superne secunde ramosis , articulis diametro quintuple longioribus . 
ramulis rigidis. Ac. Syst. Alg. p. n3. 

Ad Algas majores in Istria circa Polatn. 
Serie II. Tom. IV. 



l54 SYNOPSIS ALGAR.UM IN MAUI ADRIATICO ETC." 

V2. Conferva heteronejia. Ac. 

C. Jilis ramosissimis infra sctaceis discoloribus Jirmioribus, rami's lactc 
viridibus capillaceis pectinatis nitidis, articulis diametro ^-plo lon- 
gioribus. Ac Syst. Alg. p. 114. 

Conferva eteronema. Naccar. Algol. Adr. p. 36. 

Venetiis ad littus in rejectamentis frequens. 

13. Conferva expansa. Mert. 

C. filis Jlaccidis, ramis remoliusailis altcrnis distichis oppositisque , ar- 
ticulis diametro sexies longioribus medio angustioribus , siccitatc 
aUernatim contractis. Ac. Syst. Alg. p. ii4- 

Conferva allargata. Naccar. Algol. Adr. p. 26. 
la mart et in Veneta Lacuna baud infrequens. 

1 1. Conferva refracta. Roth. 

C. Jilis ramosissimis capillaceis , ramis divaricatis subrecurvis creber- 
rimis , articulis diametro duplo longioribus. Ac. Syst. Alg. p. n4- 

Tergesti in fossis salsis circa Muggia hanc specietn legi. 

15. Conferva Ridolpihana. Ac. 

C. Jilis 2-3-chotomis ramosissimis attenuatis mucosis , articulis dia- 
tnctrum plurics superantibus hie illic in globos ellipticos inflatis. Ac 
iu Bot. Zeit. 1 827. p. 636. seorsim p. 12. 

Conferva Rldolphiaka. Naccar. Algol. Adr. p. V). 
Tergesti in mari (Agardii) Venetiis (Contarini). 

10. Conferva Neesiorum. Ac. 

C Jilis elongatis laxe ramosis , totis vestitis ramellis brcvissimis ramo- 
sissimis, articulis primariis diametro quadruplo longioribus. Ac in 
Bot. Zeit. 1827. p. 636. seorsim p. 12. 

Ciisfeiva Neesoriasa. Naccar. Algol. Adr. p. 27. 
Tergesti in mari (Agardu). 



AUCTORE J. ZANARDINIO I jj 

17. Conferva iupestius. Linx. 

C. Jills ramosissimis setaceis , exsiccalione nigropunetatis strictis vlr- 
gatis obtusis, ramis erectis , geniculis peilucidis , artlculis cyUndrich 
diametro triplo longioribus, exsiccalione allernatim constrictis. Ac. 
Syst. Alg. p. 1 17. 

Confeuva iuipbstms. Wulf. Crypt, ar]. p. a3. Rucli. Fl Veil. ]«. 371. Mart. Rcisc etc. ji. 6\5. 
Cokfekva fatta A catena. Naccar. Algol. Adr. p. 37. (iiuoad docript, iscl. syn.). 

AJ conchas in ipso limitc maris ; Vcnetiis in littore undis rejecta saepe 
occurrit. 

18. Conferva Echinus. Biasoi.. 

C. fills caplllarlbus intricalis e centro communi egressis , caespltcm 
globosum orbicularem semipollicarem constituentibus , ramosissimis ■ 
ramulis divaricatis , dichotomls , rigidiusculis , ultimis subsecundis i 
articuli clavulati , inferiores brevlores diametro fere duplo , supe- 
riores ad sexlnplum usque Ion giores , geniculis stria transverse pel- 
lucida natalls. Biasol. in litt. 

Substantia in exsiccatlone rigida , viride Jlavicaniia , sordida ; fila 
alternatlm compressa apice nitentia. Facie Echini saxatilis fere 
aequall. 

Occurrit Istria in portu Verudae ab undis ad littora dejecta sec. Busoletto. 
Ipse jam ab anno i834 plura specimina piscibus irretita circa Vcnetias legi. 

19. Conferva prolifera. Roth. 

C. fdis purpureofuscis dichotomls fastiglatls , i-amis erectis obtusis, 
artlculis diametro triplo longioribus. Ac Syst. Alg. p. no. 

Cokfeiua pkolifera. Wulf. Crypt, aq. p. 39. Mart. Reise etc. pag. 645. 

Cokfeiiva fatta a catena. Naccar. Algol. Adr. p. 37. (quoad syn. ex pane excl. descripl.J. 

Ad littora in rejectamentis , quandoque Algis majoribus affixa reperitur. 
Super Digeneatn copiose legi. 

Fila saepius trichotoma. Color fusco-olivaceus quam purpureo-fuscus. 

20. Conferva membranacea. Hoffm. 

C. fills ultra scUicels dichotomls mcmbranacels , rum is remotis , ramulis 
brevibus obtusis, artlculis cjllndrlcls , diametro fjuadruplu longio- 
ribus. Ac. Syst. Alg. p. 120. 

Vcnetiis in mari (sec. Herb. Menecuini). 



■ 50 SYNOPSIS ALGARTJM IN MARI ADRIATICO ETC. 

Obs. Genus monographice illustrandum. Ilisce enumeratis moneu- 
<lum, quod in mca colleclione plurcs species Adriaticae adhuc jacent 
indigestae , sed argumentum coronidi alio loco reserve 

Con/ova scruposu WpM. Crypt, aq. p. 17 videtur Zoophyton. Con- 
/. rvam dichotomam Naccar. Algol. Adr. p. 83. ad Stilophoram crinitam 
polius ainanda\i , «|uuin vera species Lour. Fl. p. 847 genere tamen 
Lncerta in stasuis Cochinckinae tantum crescat. 

U 

CERAMIEAE. 



Genus X. ECTOCARPUS Ac. 

Filamenta ramosissima tenuissima maxime flexilia olivaceo aut lu- 
tescenti-viridia articulaia , articulis diaphanis aut materia granulosa 
variabili farctis; conceplacula lateralis aut tcrminalia sessilia aut pedi- 
i-cllata sphaerica aut clongata. Duby Bot. Gall. ed. 2. vol. 2. p. 971. 

I. ECTOCAUPLS SIL1CULOSUS. LyNGB. 

E. rands erectis subulatis , articulis diametro sublongioribus , capsulis 
siliquaeformibus linear is ubulatis. Ac. Sp. Alg. II. p. Z7. 

Cehamkm confehvoides. Ruch. Fl. Ven. p. 267. Mart. Rcise etc. p. G4'. 
Ettocarpo siliqdoso. Naccar. Algol. Adr. p. [\o. 

Id Veueta Lacuna species vulgatissima. 

Statura palmaris et ultra. Fila tenuia , flaccida , ramosissima. Color 
viridi-fuscus , exsiccatione luteo-viridis. 

(3 atrovirens. Ag. forma major, mucosa, atroviridis , exsiccatione 
fere nitens. 

Ettocarpo siliqooso &■ vekde mebastro. Naccar. Algol. Adr. p. 4'- 
lisdem in locis satis frcquens. 

/ nebulosus Ac. iila omnium tenerrima gclalinosa; color pallide lu- 
tescens , exsiccatione pallide virescens. 

In Lacuna Veueta ad Chordam fistulosam frequenter. 



AUCTOHE J. ZANAItDlKlO l5^ 

"2. ECTOCARPUS MTORAMS. Ac 

E. ramulis patulis, subulalis, articulis diametro sublongloribus , capsulis 
sjibsphaericis. Ac. Sp. Alg. Vol. II. |>. 4°. 

In \ ■ ii I i Lacuna liaud infrcquens. 

A pracceilentc distinguitur forma fructus, colore fuscescente, ct in 
primis ramulis latcralibus fasciculalis iniplexis corymbosis. 

7). ECTOCARPUS COMPACTUS. Ac. 

E. caespite ferrugineo , fills dcusissime injwiiciilos implcxis, c funiculi) 
libcre elongatls, articulis d'uunetro duplo longioribux. Ac. Sp. Alg. 
Vol. II. p. 4i. 

Venetiis ad saxa in ipso limilc maris. 

A praecedentibus dillert liabitu cxsiccalione lanoso, colore ferrugineo, 
et fllis firmioribus. 

4. ECTOCARPUS LAETl'S. Ac 

E. fills virldlbus , ramis opposltls patentibus , articulis diametro dimidto 
breviorlbus , capsulis ad latus interim ramulorum. Ag. Sp. Alg. II. 
p. 46. 

Ettocarpo cajo. Naccar. Algol. Adr. p. 4 r ■ 

In Veneta Lacuna sec. Naccari. 

5. ECTOCARPUS S1MPLICIUSCULUS Ag. 

E. ramls parcis dlvaricatis , capsulis crebris latcralibus. Ag. Sp. Alg. II. 
p. 4 7 . 

Ettocakto semplicetto. Naccar. Algol. Adr. p. 4'- 

Ad Fucum var. Shcrardi in mari Adriatico prope Tergestum. (Acahuh 
et Mekeghini ). 

0. ECTOCARPUS MONOCARPUS. Ac. 

E. fills erectis , simplicissimis , minutissimls medio siugulam capsulam 
ferentlbus. Ag. Sp. Alg. II. p. 48. 

Ettocaepo mixtto. Naccar. Algol. Adr. p. 4>< 
Saxa denso vclainine obducens. Tergcsti legit Agardu. 



1J8 SYNOPSIS ALGARUM IN MARI ADRIATICO ETC. 

Genus XI. SPHACELARIA Lyngd. 

Filamcnla articulata rigida fuscesccnlia aut fusco-viridia disliche ra- 
mosa pinnata, articoli saepe fasciali, fructificatio biformis, haec discoidea 
scssilis ad periphaeriam pellucida; ilia tcrminalis ex apicibus ramoram 
incrassatis truncatis spliacclatis pnlvisculum lenuissimum includentibus 
constans. Duby Bot. Gall. ed. 2. Vol. 2. p. 964. 

1. Sphaceeama scopaiua. Lyngb. 

S. stupa radicali, ramis fastigiatis bipinnatis , pinnulis subulatis alternis 
adpressis. Ag. Sp. Alg. II. p. ig. 

Fuel's nl'Dis. Wulf. Crypt, aq. p. 57. 
Sphacelaria scoparia. Marl. Rcisc etc. p. fi4°- 
Sfacelarla scoparia. Naccar. Algol. Adr. p. \i. 

Ad couchas Algasque majorcs frequens. 

Statura palmaris. Color atro-viridis etsiccatione fuscescens. Substantia 
vigida. Habitus Confervae rupestri similis. 

|3 pennata. Ac. pinnulis patentibus. 

Tergesti ad littora iuter rejoclanea saepe occurrit. 

A specie diilert quod sit minor ac minus fastigiata, ramulis paten- 
tibus longioribus pectinatis. 

2. Sphacelaria scoparioides. Ag. 

S. stupa nulla, ramis alternatim bipinnatis , pinnulis alternis sparsis 
distantibus spiniformibus. Ag. Sp. Alg. II. p. 25. 

Varietateiu potius 8 compositam majorem Tergesti legit Agabdii. 

5. Spiiacelarja disticiia. Ag. 

S. stupa tenui radicali, ramis pinnatis , pinnis patentibus subulatis; 
alternis, una vel altera pinnula patente instructis. Ag. Sp. Alg. II. 
p. 26. 

Tergesti Agardu et ipse legi. 

Dillert a Sphacelaria scoparia quod minor est, stupa fere nulla, 
pinnis patentibus una vel altera bic illic instructis. 



AUCTORE J. ZANARDINIO , 5q 

4. Sphacelaria cirriiosa. Ac. 

S. stupa nulla, fills tmuibus continue strUitis , ramis alternis irregu- 
lariter et qbrupte pirmatis. Ac. Sp. Alg. II. p. 2 ~. 

CoNFERVA CIMIIIOSA. YVulf. Crypt, aq. p. 1„. 

SnucELAiiii pekkata. Mart. Roisc etc. pag. G40. 
Sfaceiama cinnosA. Naccar. Algol. Adr. p. / ( i. 

Ad Algas majores Tergcsti legi. 
Stutura semiuncialis. Color fuscus. Substantia rigidiuscula. 

f 3 aegagropila. Ac. filis in globum iroplesis. 
Ad Cjstosiras in Istria expiscatas legi. 
Stutura minor. Color pallide olivaceus. Fila capillo humano tenuiora. 

O. SPUACELARIA l'IMILA. Ac. 

S. stupa nulla, filis tmuibus, ramis alternis parcis Jlexuosis Ac Sp 
Alg. II. p. 3a. ' ' 

Sfaceiama picmea. Naccar. Algol. Adr. p. 42. 

Ad Haliserin in mari Adriatico prope' Tergesturn (Agardh). 

6. Sphacelaria cervicorms. Ac. 

S. stupa nulla , filis capillaribus , ramis alternis parcis diwiricato- 
adscendentlbus , articulis diamctro sesquilongioribus medio fascia/i- 
Ac. Sp. Alg. II. p. 33. 

Sfaceiama crnviconKE. Naccar. Algol. Adr. p. [ k i. 
Ad alias Algas in mari Adriatico Tergesti rarissime legit Acardh. 

Genus XII. CLADOSTEPHUS Lyngb. 

Fructus capsulae. Frons diorgana, filo primario solido totam percur- 
rente setis, vcrlicillatis, articulatis coriaceis. Ac. Sp. Alg. II. p. 9 . 

1. Cladostephis Myriopiiyllim. Ac. 

C. setis inciuvis furcatis acuiis. Ac. Sp. Alg. II. p. 10. 

Fico» funaium, Wulf. Crypt. a<p p. 41. tab. 1. 



I Go SYNOPSIS ALGAHUM IN MAUI ADIUATICO ETC. 

Conferva Myiuophvlllm. Rucli. Fl. Ven. p. 371. 

ClADOSTEPIUS YEIUiril.l ATIS Mart. RciSC CtC. p. 6\'|U. 

Cladostefo mikiofillo. Naccar. Algol. Ailr. p. 4 3 * 

Super conchas Algasque majores. Copiosc legi Tcrgesti ad littora acstu 
maris rejectum. 

Statura palmaris- Frons pluries dichotoma , crassitic seta porciini 
duplo et ultra crassior , basi inula , supeme obscssa ramulis brevibus 
verticillatis imbricatis. Color sordidc viridescciis. Substantia rigida co- 
riaces. 

2. Cladostepiii's spongiosis. Ac 

C. setts mewvis simplicities obtusis. Ac Sp. Alg. II. p. 12. 

Ficts HiKsiTcs. Wulf. Crj-pt. act. p. 67. excl. syn. Schmied. 
Cladostephls spongioses. Mart. Rcisc etc. p. 6\o. 

In mari Adriatico diversis in corporibus submarinis sec. Wulfen. 

Genus XIII. DIGENEA Ac. 

Frons (fdiformis) obtecta setis articulatis. Fructus 1 Ac Sjst. Jig. II. 
p. XXXIII. 

I. Uigenea simplex. Ac 

D. frotuL' cylindrica dichotoma, tota obtecta ramulis brcvissimis sim- 
plicibus densissimis aequalibus articulatis , articulis brcvissimis. 

Conferva simplex. Wulf. Crypt, aq. p. 17. 
Digenea simplex. Mart. Reise etc. p. 63'|. 
Digenea semplice. Naccar. Algol. Adr. p. 57. 

Tergesti super Algas majores Wouen primus omnium speciem detexit. 
Ipse quoque inter Algas c Portu Polae recens expiscatas copiosc reperi. 

Statura palmaris et ultra. Frons teres, crassitie pennae corvinac , 
tota obsessa ramulis densissimis unguicularibus setaceis. Color purpureus. 
Substantia dura cartilaginca ; ramulorum rigidissima. Chartac minime 
adhaeret. 



AUCTORE J. ZANARDINIO if)r 

Genus XIV. POLYSIPIIONIA Grev. 

Fila multivcnosa. Fructus duplex, capsulac scminihus clavatis, et 
stichiilia uniserialia. Ac Sp. Jig. If. p. 55. 

i. POLYSIPIIOMA NIGRESCE.NS. WALR. 

P. fills supeme sensim ramoslssimis virgatis, inferne nodulosls , ur- 
tlculls infirm et supremis diametro subaequalibus , mediis duplo 

longioribus. 

Mi romrau noaucnn. Ag. Sp. Alg. II. p. 69. 

HoTCBIxaiA violacea? Mart. Rcisc etc. p. 640. e» syn. Roth. 

In mari Adriatico Venetiis sec. specimen quod Contahim mini commu- 
nicavit. 

2. POLTSIPHONIA DECSTA. Spr. 

P. fills dichotomis caplllaribus ferrugineis , articulls exslccatione col- 
lapses , inferioribus diametro sexluplo longloribus. 

HUTCBINSIA DECSTA. Ag. Sp. Alg. II. p. j3. 

Conferva deusta. Wulf Crypt, aq. p. s5. 
Utchixsia marckiata. Naccar. Algol. Adr. p. 36. 

In mari Adriatico Tergesli ( Wulfen et Agardh ). 
5. POLYSIPIIOMA DEMDATA. MoNTAGNE. 

P. fdls dichotomis flexuosis nigro-fasclatis apice roscis , articulis 
diametro subaequalibus. 

HmrcniKsiA denedata. Ag. Sp. Alg. II. p. -3. 

Utchinsia DtvAnicAiA? Naccar. Algol. Adr. p. 35. excl. syn. 

In Veneta Lacuna satis frequens. 
1. POLYSIPIIOMA SPIMLOSA. GrEV. 

P.flis ramosissimis diffusa, spinis parvulis pateniibus sparsis, ar- 
ticulis diametro aequalibus. 

HCTCHINSIA SPIHUIOSA. Ag. Sp. Alg. II. p. ^5. 

Venetiis Rlciiinger legit sec. Agardii. 1. c. 

Serie II. Tom. IV. v 



I(i' SYNOPSIS ALGARUM IN MARI ADRIATICO ETC. 

S. Poi.YSIPHONlA ALLOCHBOA. DlBY. 

P. caespite basi nigro , apice roseo , fdis ramosissimis diffitsis peni- 
ciltatis , artlculls inferioribus quinquevenosis diametro, t\-plo lon- 
gioribus superioribus trivenosis tluplo longioribus. 
Horcanrau allochiioa. Ag. Sp. Alg. II. p. 70, 

HiTt:m>siA allocuroa. Mart. Rrise etc. p. G.'|0. 

I n mreu wolacea Naecar. Aljiol. Adr. p. 35. ex parte quoad syn. 

In Ycueta Lacuna. Tcrgcsti Agardh. 

G. Poi-YSIPIIONIA VABIEGATA. * 

P. Jilts Jastigiato-penicillatis crebcrrime dichotomis superne sanguineis 

articulis mediis diametro sesquilongioribus , geniculis obscuris. 

Hmcnssu vamxgata. Ag. Sp- Alg. II. p. 8r. 

Utliussia BiASOLETTiAr<A. Naecar. Algol. Adr. p. 3q. non Acahpii Sp. Alg. 

Ubiquc in Vcnela Lacuna omnium maxime vulgaris. 

(Z radicans Ac minor , inferne radicans , radicibus horizontalibus 
elongatis hyalinis continuis. 

Venetiis (Agaruh). 

7. POLYSIPIIOM.V ELO.NGATA. Spr. 

P. Jilts crebre dichotomis crassis attenuatis , ramulis elongatis setaceis, 
articulis diametro brevioribus reticulato-venosis. 

HlTCHIKSIA ELONCATA. Ag. Sp. Alg. II. p. 82. 

Ceramicm elongatcm. Ruch. Fl. Vcn. p. a65. 

UtcbhoI violacea. Naccar. Algol. Adr. p. 35. ex parte quoad syn. 

In Veneta Lacuna, saepius ad littus a refluxu relicta. 

j3 denudata Ac ramulis deperditis. 
Iisdera in Iocis. 

■/ prolifera Ac ramis novis nndique propullanlibus. 
Venetiis. 

o spinulosa Ac 

Tergesti lectam Agardiiio communicaverunt cl. Hildenbrand , et Comes 
de Sternderc. 



AucTonE j. zanahdinio i63 

: sanguinolenta. Ac. fills apice pciiicillatis, ramulis sanguineis. 
lisdcm in locis ubi species occurrit. 

8. POLTQIPHONIA RuCIIINGERI. * 

P. fills sanguineis crassis elongatis dichotomls , ramis virgatis , ra- 
mulis tenulssirnls , artlculis diamelro sublongioribus. 

HoTCBUau RucumcEBi. Ag. Sp. Alg. II. p. 86. 
Utcuinsia Rlchh<cei\iasa. Naccar. Algol. Adr. p. 38. 

Venetiis Rucm.NGER uiisit ad Agamdh. 

fijirmior. Ac. 
Clodiae lecta specimiaa ad Agardh misit Naccari. 

9. POLYSIIMIOMA SANGUINEA. '"' 

P. fills virgatis longlsslmls sanguineis inferno selaceis sensim tenuis - 
sinus, ramulis erectlusculls , articulis sesqullongloribus coccinels. 

Hi I. hiv .i\ SAKCCTNEA. Ag. Sp. Alg. II. p. 87. 

Utcuinsia sangcigha. Naccar. Algol. Adr. p. 38. 

Veneliis Rucmnger misit ad Agardh. Ipse ad littus inter quisqnilias e 
mari rejeclas invcni. 

10. POLYSIPIIOXIA AUACIINOIDEA. * 

P. fills virgatis longlsslmls Inferne capiUarlbus ferrugineo-lividls nigro- 

fasclatls superne arachnoldeis rosels , artlculis inferioribus diametrd 
subaequallbus superiorlbus triplo longiorlbus. 

Hl'TCHINSIA ARACHNOIDEA. Ag. Sp. Alg. II. p. 88. 

Utchinsia ahacnoidea. Naccar. Algol. Adr. p. 38. 

Venetiis Ruchinger misit ad Agardh. Ipse plurics speciem pulcherriroara 

lcgi in Vencta Lacuna. 

P purpurea. Ac. 
lisdem in locis (Agardh). 

11. POLYSIIMIOMA IJIIEVIAIITICULATA. * 

P. fills laxe dlchotomis purpurascentlbus , articulis diametro panim 
brevlorlbus , geniculls obscurls , capsulis scssilibns concoloribus. 

Hi I* mnsiA ii;u ivr ii'-i lata. Ag. Sp. Alg. II. p. 92. 



1 64 SYNOPSIS ALG ARUM IN MARI ADRIATIC*) ETC. 

Ceivamusi fastigiatim. Riicli. Fl. Vcn. p. 3G9. 

HnriiiNSiA fasticiata. Mart. Rrise etc. p. 640. 

1 rcmiTCU buemahticolata. Naccar. Algol. Adr. p. 35. 

Iii marl Adiiatico unde Ruchinger misit ad Agaroh. 

12. Polysipiioma LinnicA. * 

P. filis basi crassiusculis cito attenuatis roseis ramosissimis liibricis , 
articulis diametro aequalibus. 

HmXBflNU. lvbhica. Ag. Sp. Alg. II. p. o/|. 
In Lacuna Vencta haud infrequcns. 

13. POLYSIPIIOMA FRIT1CILOSA. Spr. 

P. filis rigidis dichoiomis virgatis obscssis ramuUs abbreviatis inferio- 
ribus muUifulis subincuivis , supcriovibus simplicibus spinaeformibus , 
articulis diametro dimidio brevioribus. 

HcTCIUNSIA Wl'LFEMl. Ag. Sp. Alg. II. J'. <)'> . 

Feces riu.Ticci.osrs. Wulf. Crypt, aq. p. !JG. 
Ccramiim Wii.ff.m. Ruclu Fl. Ven. p. 267. 
HncEmii YVm.feki. Mart. Rcise. etc. p. Gfjo. 
I'i'Iiimm fiuiticolosa. Naccar. AlgoL Adr. p. 36. 

Ad Algas majores copiosissime. 

|3 tenuior. Ac. tronde setacea , ramulis lateralibus 2-3-furcis. 
Iisdem ia locis. 

11. POLYSIPIIOMA SL'BILIFERA. * 

P. Jilis Jlexuosis obsessis ramulis spinaeformibus subulatis , articulis 
diametro aequalibus. 

Hftchiksia scbclifeda. Ag. Sp. Alg. II. p. 97. 
Utchiksia lesiniforme. Naccar. Algol. Adr. p. 38. 

In mart Adriatico Venetiis (Agardh). 
15. POLYSIPIIOMA PILOSA. * 

V. Jilis ramosis diffusis basi crassiusculis , pilis patentibus spinaeformibus 
sparsis saepe 2-3-Jascicutalis ad apicem solitariis , articulis diametro 
sitbaequalibus. 

Utciuksia pblosa. Naccar. Algol. Adr. p. 37. 

I rcnuuu pflosa. Naccar. Fl. Vcn. 6. p. G2. n. 1207. fig. a. 

In Lacuna Vcneta copiosissime. 



AI.'C.TORE ). ZANARDIMO ,(;-, 

10. POLYSIPIIOMA RAKIEBIANA. * 

V.fdis basi crassiuscuUs diaphams intiicalo-ramosissimis , ramentis 
aculeiformibus spinis acicularibus dehsusime obsessis, articuUs ob- 
solctis , cxsiccationc longitudme varia. 

HoTcuaoj Eunuu. Zanard. in Brera Anlol. mod. ,834. I. s ,orsim r . .0. c. iconc. 
In fossis marinis ncc non in Vcnela Lacuna. 

17. POLYSIPIIOMA OPACA. De ISot. 

P. fdis caespitosis erectis strictis, ramuUs patentibus subulatis vagis ; 
articuUs diametro brevioribus multistriatis. 

HuTCHINSIA OPACA. Ag. Sp. Alg. II. ]i. J,-. 

Utchibsia opaca. Naccar. Algol. Adr. p. 35. 

Venetiis Buciiinger. Ipse in fossis n arinis del Lido. Tergesti Agardh. 

/3 intricate. Ac. 
Tergesti Agariih copiose legit. 

18. POLYSIPIIOMA RAHULOSA. Spr. 

P. fdis subfastigiatis dichotomis obsessis ramulis tenuioribus abbreviatis 
vagc ramosis. 

HcTCHlrtsIA BAMILOSA. Ag, Sp. Alg. II. p. qS. 

Ficus fleiilis. Wulf. Crypt, aq. p. 60. 
Cehamum isflexum. Ruch. FI. Ven. p. 2G6. 
Utchibsia bamci-osa. Naccar. Algol. Adr. p. 3;. 

Venetiis Rucuinger. Ipse ad Algas rnajores ex Istria plurics inveni. 

Obs. Speciminulum miserum Hutchinsiae Bjssoidis Ac. Sp. Alg. II. 
p. 1 00. Istriae in conchis ab ipso auctore inventum hue referendum esse 
suspicor. 

19. POLYSIPIIOMA PENNATA /3 PIMILV. * 

P. fdis maxime intricatis semmnciam longis , capiUaribus , compressis 
plurics pinnatis, pinnis corjmbosis , pinmdis spmaeformibus. Filum 
primarium fzsciatum pinnae pinnulaeque articulatae ; articuUs dia- 
metro dimidio brevioribus , vel subaequalibus , striis nullis. 
Hmcaonu per.nata li pumila. Ag. Sp. Alg. II. p. io 3. 



l(V> SYNOPSIS ALGARUM IN MAUI ADIUATICO ETC. 

Rttipbeoea piiiiLi. Ag. in Bot. Zcit. 1827. p. 63g. scorsim p. i5. 
Ritiilea I'i'MiLA. Naccar. Algol. Adr. p. 4o- ex syn. Ag. 

Ad alias Algas in mari Adriatico Tcrgesti legit AciRDii , qui primuin 
specieni inter Rytiphlocas perpcram enumcravit. 

20. POLYSIPIIOMA SEGDNOA. * 

P. jilis radicantibus cuespitosis, ramis ramulisque divaricatis secundis , 
articulis opacis diametro duplo longioribus. 

Ill Ti I11NS1A SECCKDA. Ag. Sp. Alg. II. p. Io6. 

All Algas majores. 

/3 adunca. Ac. ramulis aduncis. 

Ad Padinam Pavoniam nee non ad alias Algas in Portu Polae expiscatas 
mihi occurrit. 



21. POLYSIPIIOMA BlASOLETTlANA. ""' 

P. Jilis dichotomis Jlexuosis capillaribus parum attenuates purpureis 
exsiccatione nigrescentibus , ramis supcrioribus subsecundis , arti- 
culis longitudine variis striis paucis notatis, geniculis inferioribns 
nodosis. 

Hstcbihsu BiAsm,F.TTUKA. Ag. Sp. Alg. II. p. 107. 
Tergesti mensc juuio (Auardii). 

22. PoLYSiPiio.M.v Lepadicoi.a. Spr. 

P. Jilis radicantibus , ramis remotiuscidis divaricatis, articulis diametro 
aequalibus. 

Hutchiksia Lepadicola. Ag. Sp. Alg. II. p. 107. 



3 intricate. Ac 



Varietatcm taotum , quae dilVert , quod magis sit irregularis intricala, 
articulis variis intcrdum diametro duplo longioribus, AgAhdh Tergesti in Chondria 
obtusa repentem legit. Ipse Venetiis in Valonia aegagropila, frequentius vero 
in Portu Polae inter Algas minores saxis afllxas. 



AUCTOHE J. ZANAflDINlO 1G7 

25. POLYSIPHO.NIA PII.YIWTA. SpR. 

P. JUo primario repente, ramus verticalibus, ramulis erectis , articulis 
diametro parum. longioribus. 

IliTclllKSU PCLVIKATA. Ag. S[>. Alg. II. p. IO9. 

L'tchiksia k cmfuglio. Naccur. Algol. Adr. i>. 38. 
In Vencta Lacuna. 

24. POLYSIPIIOMA BIGENS. * 

P. parvulafdis radicantibus intricatis ordinate ramosis obsessis ramulis 

crebris rcctis subulatis divaricatts , articulis diametro brevioribus. 

Hi'tchihsia uonta, Ag. Sp. Alg. II. p. m. 
Utchiksia aspiu. Naccar. Algol. Adr. p. 39. 

A<1 alias Algas perrcpens. 

Obs. Genus naluralissimum tamen illustratione ilignura , ut mono- 
graphice tandem iconibus accuratissimis describatur. CI. Agakdh 1. c. 
species hucusque dislinclas ad scxaginta sex cxtollit, sed admittendum 
est, pcrmultas hujuscc generis formas, veluti simplices mutationes , seu 
varictates, quibus una ac eadem species obnoxia est, tunc tantum fore 
cognitas, quum charactei*es, seu phrases specificae basibus solidioribus 
e natura de|)i*oinptis innitantur. Mea ipsa Poljsiphonia Banieriana (quo 
cximii Principis nomine scientia nostra decorata gaudet) nonnisi diversus 
status aliarum specierum videretur , ila ut meliori tempore nonnullas 
forsan species modo allatas et hactenus sejunctas fuerit complexa. Hoc 
vero ex tripode pro future 

Genus XV. DASYA Ac. 

Fructus duplex: Rcceptacula oblonga globulos discrelos margine 
hyalino continentia, et capsulae (pcdicellatae). Frons conlinua fila pe- 
nicillata, articulata cmiltens. Ac Sp. Jig. Jol. II. p. 117. 

I. Dasya Bailloi VIANA. '"" 

D. jronde laxe dichotoma. ramis elongatis simpliciusculis tods restitis 
penicillis filorum. 

DASVA El.F.C.ANS. Ag. Sp. Alg. II. p. 117. 

Haiu.cimaka scu Futus colore violacco pennaa minutissimas aemulans Griscl. Obscrr. sur 
la Srolop. mar. cl la Baillouv p. ji. tali Q. uptime. 



l68 SYNOPSIS AI.CARUM IN MARl ADRIATICO ETC. 

Ri! DOVUtA BLBOAV9. Mart. Rcisc etc. p. G'p. tab. VIII. 
Rom. si ma elegam-k. Nsocur. Algol. Atlr. p. G3. 

Bullootusa GmaBLLimi. NarJ. iii l.siJ. i834< p. 678. 
Veneliis conchis , fucis , Ispillia baud raro accrcsccns. 

Frons potius subalternatim ramosa , quam praecise diclioloma. S/a- 
tura pedalis et ultra , crassitic Gracilariae confervoidis. Triplici statu 
invenitnr: i." villosa ct stichidifera (primo vcre); 2.° \illosa et capsu- 
lifera (acstivo tempore); 3." capsulifera ct inula, seu villis omnino ca- 
rens (autuiimo). Color pulchrc ptirpurcus. Substantia gelalinosa valde 
lobrica ; exsiccatione chartae arete adhaeret. 

Obs. Species elegantissima a noslro Grisellini jam ab anno inSo 

1. c. ad umbUicum descripta , iconibusquc illustrala fuit. Adanson postea 
(Fam. des plant. 2. p. i3.) et Gmelin (Hist. Flic. p. i65.) sub nomine 
Fuel Bailloiwianae speciem Grisellini patefeccrunt. Mirum sane quod 
dehinc nee Agardhio, nee Martensio prioritas haec innolucrit , ita ut 
nova nomina, nulla habita in ventoris ratione, slatucrint. Tdndem amicus 
et collega cl. Nardo 1. c. nomen primum pro genere designando pro- 
positi!, quod ipse nunc pro specie tantuin, legitimitatis caussa jure ac 
merito servaiidum esse defendo. 

2. Uasy.v PCRICEA. Menegh. 

D. J'ronde decomposito-pinnata , rachide tereti, pinnis pinnulisque Jloc- 
coso-plumosis , fdis tenuissimis longissimis pluries per dicliotomias di- 
visis, articidatis , artiadis diametro ^-6-plo longioribus. Menegh. MS. 

Ad saxa profunde submcrsa in limite maris Clodiae legit Prof. Meneghini. 

3. Dasya plana. Ag. 

D. Jroride plana lincari parce ramosa , lateraliter emittenle ramellos 
abbreviates in pcnicillos fdorum tenuissimorum solulos. Ag. Sp. Alg. 
Vol. II. p. 118. 

1'. m mi urn. Naccar. Algol. Adr. p. 65. 

In mart ad Istriam praccipue in conchis crescens (Agardh). 



AUCT0RE J. ZAMARDINIO l(>t) 

i. Dasya spinella. Ac 

D. fronde laxc dichotomd , axillis rotundatis in/erne spimdas furcatas , 
superne pcnicillos fdovum emittente. Ag. Sj). Alg. Vol. II. p. 117. 

Dasia spuiulosa. Icon. Alg. Europ. n. 8. 
Roooneu.i mmu. Naccar. Algol. Adr. p. C5. 

Super conchas Tergcsti (Agahdii). 

5. Dasya Arbuscula. Ac. 

D. roams basi nudis superne vestitis ramettis confertis multifulis, arti- 
cidis diametro sesquilongioribus. Ac. Sp. Alg. Vol. II. p. 121. 

Ad Algas majores in Istria frecjuentissima. 

Statura pollicaris et minor. Color roseolus, exsiccatione ut plurimum 
pallescens. Substantia cartilaginca rigidiuscula. Habitu primo intuitu 
Callithamnion cruciatum satis refert. 

0. Dasya simpliciusclla. Ag. 

D. fdis continuis simpliciusculis obsessis ramulis pedicellalis I'ectis , 
erecto-patentibus articulaiis , articidis diametro duplo lojigioribus. 
Ag. Sp. Alg. Vol. II. p. 122. 

Sticocahpo occhidto. Naccar. Algol. Adr. p. 33. 
Tcrgesti (Agardh). 

7. Dasya KOtzi.ngiana. Biasol. 

D. Fdum primarium bipedale frondem formans carnosam cartilagineo- 
gelatinosam , Jistulosam ex fdis articulaiis lateraliler connatis com- 
positam ramosissimam , reams inferioribus subverticillatis tends , 
mediis oppositis, apicem versus alternis , axillis omnibus rotundatis. 
Tola fi'ons obsita fdis tcnerrimis simpliciter tubulosis , dichotomis , 
articulatis , articidis diametro 2-^-plo longioribus , lineam circitcr 
longis, basi raris , apice rubris , geniculis pellucidis. Fructus nu- 
merosi , fdis supradictis intermixti , lanceolati , pedicel/ati, cujyati 
e cellulis oblongis compositi , contincntibus granula propagatoria 
subtetragona , nigrofusca, parvula, pilorum coma pracdita. Biasol. 
in Linnaea, Torn. XI. 1837. p. 476- tab. 8. 9. 

Legit Arupeno in parti occidentali insulae S. Andreac in Istria Biasoletto. 

Obs. An Dasjrae Baillouvianac aflinis , aut melius eadem. 

Serie II. Tom. IV. x 



1 70 SYNOPSIS ALCARUM IN MARI ADRIATICO ETC. 

Genus XVI. WRANGELIA Ac. 

Frons diorgana , fills primariis cclluloso-striatis e geniculis emittentia 
ramellos pedicellatos capsuliferos. Capsulae limbo hyalino cinctae tripar- 
titae. Ag. Sp. Alg. II. p. i36. 

1. Wrangelia tenera. Ag. 

W. Jilis clottgatis ramosissimis Jlaccidis , articulis diamctro duplo lon- 
gioribus. Ag. Sp. Alg. II. p. 137. 

Tergcsti Agardh. Clodiac Meneghini. Ipse ex Quarnero semel atque iterum 
habui , ct ia Portu Polae Istriae copiose legi. 

Statura spithamaea et minor. Ramuli e quoque geniculo saepius \er- 
tieillatim egrctlientcs. Color in vivo status roscolus , exsiccatae lividus. 
Substantia gelatinosa lubrica. 

2. WRA>'GEtIA PEMCILLATA. Ag. 

W. filis ramosis fivmis, articulis diametro aequalibus. Ag. Sp. Alg. II. 
p. 1 38. 

Gbiffitsia PEBiciLLATA. Naccar. Algol. Adr. p. 34- ex. sjn. Ag. 
Ad Algas majores prope Tergestum (Agardh). 

Genus XVII. GRIFFITSIA Ag. 

Semina gelatinae involucratae immersa. Fila articulata. Ag. Sp. Alg. II. 
p. 1 26. 

1. GlUFFITSIA IRREGULARIS. Ag. 

G. Jilis irregulariter dichotomis setaceis axillis patentibus , articulis 
cjlindricis , longitudine variis. Ag. Sp. Alg. II. p. i3o. 

In mari Adriatico Agardii. Ipse ex Dalmatia nonnulla excmplaria recepi. 

Statura uncialis. Color roseus, exsiccatione in viritlem mutabilis. 
Substantia membranacea. Chartae adhacret. 



AUCTOIIE J. ZAXAItDlNIO ,-, 

1. GlUFFITSIA TENUIS. Ac. 

G. fdis superne dichotomis capillaribus axillis inferioribus patentis- 
simis,articidis diamctro triplo longiorlbus. Ac. Sp^ Alg. II. p. i3,. 

CoHFEnvi setacea Ruch. Fl. Vcn. p. 173. 
Guiifitsia teki'e. Naccar. Algol. Adr. |>. 3.',. 

In Lacuna Veneta ad Zosteram adhaerens. Saepius in littorc S. Erasmo 
aestu rejects mihi occurrit. 

Statura biuncialis. Color pnlchre roseus varicgalus. Substantia mem- 
branacea. Ckartae arete adhaeret. 

Obs. Genus Griflitsiac ah Agardh conditum characteres salis aeqnos 
minime praebet ut a CaUithamniis sejungatur. Cum vero fructiGcationis 
formae vagae vel maxime hulibundae magni non sint faciendae , ut alio 
loco divi, in Duby (Second. Mem. sur les Ce'ram. p. ao). sententiam 
ire nequeo , qui Ceramia quoque ad Callithamnia refert , propterea 
quod species Desi.onchampio dicata fructificatione gaudeat in CaUithamniis 
pluries observata. Structura seu intima fabrica in Algarum dispositione 
longe fructificationi praestat, quamobrem genera modo dicta nullo pacto 
coadunata ac simul permixta esse debent. Idcirco meo judicio Grrffitsia 
et Callithamnion unum forsan ipsumque genus, Ccramium vero a Cal- 
lithamniis probe (lis tine turn. 



Genus XVIII. CALLITHAMNION Lym 



iNGD. 



Fila tota articulata. Capsulae pericarpio hyalino , massa sporacea e 
centro tripartita. Genicula subpellucida. Ac. Sp. Jig. II. p. i56. 

i. Callitham.mo.\ Plumula. Ag. 

C. ramellis crebris oppositis recurvis sursum pectinato-pinnatis pinnis 
dichotomis. Ac. Sp. Alg. II. p. i5g. 

Callittamjiio Picnetta. Naccar. Algol. Adr. p. 33. 
Tcrgesti Agardii. Ipse ad oras maritimas circa Clodiam copiosc legi. 

Statura uncialis et minor. Ramulorum crassities capillo humano te- 
nuior. Color pulchre roseus. Substantia membranacea tenera. Chartae 
arcle adhaeret. 



1-2 SYNOPSIS ALGAKUM IN MAM ADRIATICO ETC. 

Species vage ramosa , maxime tamen regulariter pinnata, hide ele- 
gantissima. 

2. Galuthamnion cruciatcm. Ag. 

C. Jilis parce ramosis vestitis ramellis tetrastiche dispositis imbricalis 
abbrevialis longitudine aequalibus pinnulatis , versus apicem ramorum 
conglomerates, ardculis primariis diametro ?>-plo longioribus. Ac 
Sp. Alg. II. p. 161. 

Callitaunio ir*cnociATO. Naccar. Algol. Adr. p. 33. 
Iisdcm in locis ubi praeccdens. 

Statura fere uncialis. Color purpureus. Substantia rigidiuscula. 

Ramuli in filo primario tantum decussali, in secundariis oppositi 
quandoque secundi. Agardh I. c. fructum nunquam se vidisse fatetur; 
ego vero capsulas plurics vidi magnas copiosas , limbo liyalino cinctas 
ad ramuloruro genicula subsessiles, raro longe pedunculatas, pedunculo 
ipso articulato. Massa sporacea primum continua elliplica, dein trans- 
verse in conos binos apice obtuso per basim connexos divisa 3 serius 
tandem qnadripartita. 

5. Calutii.vmnion DUB1VJM. * 

C. Jilis parce ramosis, laxe vestitis ramulis tetrastiche dispositis , versus 
apicem ramorum conglomeratis , articulis primariis diametro ^-5-plo 
longioribus, capsulis minutissimis subsessilibus oblongis vel pjrifor- 
mibus. 

Super Poljsiphoniam elongatam inter rejectanea ad littus Clodiense semel 
legi. 

Praecedenti ailiae tamen diversum, distinguitur omnium partium te- 
nuitate etiamsi fila primaria, atque articuli sint longiores. Articuli mi- 
nime rosei ut in eo, immo hyalini ad genicula tantum linea coccinca 
circumscripti, qua de re (in statu saltim sicco ) variegati. Capsulae 
ininutissimae totae continuae , nunquam partitae , ncc limbo liyalino 
cinctae. Callithamnion Naccarianum Rudolph (in Naccar. Algol. Adr. 
p. 3a.) licet paucis notis adumbratum ac parum apte delincatum (PI. 
Ven. 6. p. 56. n. 1184. fig. 1.) hue vel superius tamen pertinere 



AUCTOKE J. ZANARDINIO ,-,3 

videtur; ulrum vero ejusdcm specie! ac haec nostra sit, an potius prae- 
cetlentis ex archetypi deficientia pro oerto affirmarc nequeo. Quam ob 
rem in clubiis C. dubium hoc nostrum apposite dixi. 

i. Calutiiammon vamabile. Ag. 

C.fdis vage ramosis intricatis subradicantibus , ramis secundaria op- 
poses abbreviatis , articulis diametro a-^-plo longioribus. Ac So 
Alg. II. p. ,63. ' ' 

In Gigartina acicidari rcpens Tergcsti (AoAunn). Ipse in Portu Polae 
Istnae in Algas putnilas soxis aflixas legi. 

9. Callitiiammo^ subverticillatum. * 

C. flu brevissimis rigidis puree vageque ramosis , subnodulosis , nodis 
e ramulis subternis verticillatis distantibus multifdis cjjbrmatis. 

Tab. VIII. fig. a. 
CitMTiiuurioii (DBVEHTiciLLATBii. Zanaid. iii Bibl. it. i83 9 . torn. 96. p. i36. 

Ad Algas majores ex Istria receus cxpiscatas semel legi. 

Caespes vix semiunciam alius. Fila capillaria vage ramosa articulata, 
articulis cylindricis diametro multoties longioribus. Ramuli oppositi di- 
stantes, saepe ternato-verticillati , brevissimi, incurvi et multifidi, 
interdum dichotomi. Color purpureus. Substantia membranacca rigi- 
diuscula. 

6. Callitiiamnion nodulosum. * 

C.fdis moniliformibus vage ramosis, ramulis oppositis quadri-tri-di- 
chotomis creberrimis minutissimis superne fdum primarium totum 
tcgentibus. 

Tab. VII. fig. 3. 
Cuxithamniox KODDLOSiM. Zanard. in Bibl. it. i83 9 . torn. 96. P . !3G. 

GaiFFlTSIA KODOLOSA ? Ag. Sp. Alg. II. p. i36. 

Griffitsia attesuata? Ag. in BoL Zeit. 1837. p. 63i. 
Griffitj.a assottiguata ? Naccar. Algol. Adr. p. 34. ex syn. Ag. 

Ad saxa demersa cum aliis Callidiamniis promiscue crescit prope Portum 
Glodiae, quandoque etiarn reperi ad Algas majores in Istria expiscatas. 

Fila caespitosa pollicaria vel parum ultra, crassiuscula , vage ramosa, 



J ^4 SYNOPSIS ALGARUM IN MARI ADRIAT1CO ETC. 

ramis ultiinis brevibus obtusiusculis, inferno noclulosa, seu moniliformia , 
noilulis e ramulis oppositis cflbrmatis. Hamuli prinram quadricholomi, 
iiule trichotomi , tandem dichotomi brcvissimi, tenuissimi snpernc im- 
bricati , hoc est fjlum primariam setaceum articulatum tolutn tegcntes. 
Arliculi inferiorcs iliamclro ilnjilo longiores, snperiores brevissimi. Fructus 
pyriformes inter ranuilos agglomerati. Color pins minusve vivide roseus, 
in exemplaribus Clodicnsibus vividissimus. Substantia membranacca, 
lubrica , mucosa. Chartac arctc adhaeret. 

Obs. GriJJitsia noclulosa. Agardh. 1. c. si hue pcrlinet ut videretur, 
perperam adumbrata. Ramulos oppositos quadri-tri-demum dichotomos 
non memorat auctor , ramulos polius dicit e verlicillo egredientes fur- 
cato- dichotomos , quod minimc cum uostro congruit. 

7. Callithammon coryjibosim. Ag. 

C. filis capillaribus ramosissimis , ramulis sunnnis corymbosis , bifidis , 
articulis diumetro t/uadruplo longioribus , capsulis brevissime pedun- 
culitis. Ag. Sp. Alg. II. p. i65. 

Ad Lotnentariam articulalam raro legi. 

Fila subsolilaria uncialia. Color amoenc roseus. Substantia membra- 
nacea tenerrima. Chartae arete adhaeret. Capsulae ad rainulos brevis- 
sime pedunculatae , purpureae, limbo pellucido cinctae ovatae. 

8. Callithammon seminudum. Ag. 

C. filis capillaribus ramosissimis , ramulis basi nudis , apice pinnatis , 
pinnulis patentibus. Ag. Sp. Alg. II. p. 167. 

Callittamkio mikiato. Naccar. Algol. An*r. p. 3r. ex syn. Ag. 
Callittamsio semikudo. Naccar. Algol. Adr. p. 32. 

Tergesti Agardh. Ipsae aliis speciebus commixtum Clodiae legi super saia 
vix subtnersa, aut iutcrdum dumcrsa. 

Statura sesquiuncialis. Color roseus, exsiccatione saturatior. Substantia 
membranacea. 

9. Callithamniox versicolor. Ag. 

C. /His basi setaccis et solidis apice arachnoideis ramosissimis, ramis 



AUCTOItE J. ZANAHDINIO 1^5 

primariis et sccundariis elongatis , apice corjmboso-fastigiatis , ar- 
ticulis diametro r/uadruplo longioribus. Ac. Sp. Alg. II. p. iro. 

CoHFEnvA FR0TICUI.OSA. Wnlf. Crypt, aq. p. aG. 
Cali.itmamwioh iruth ilosi m. Mart. IU-isr etc. p. G.'ifj. 
Ciui.itammo cAM.i. 'I Naccar. Algol. Adr. p. 3i. 

Species omnium vulgatissima ad oras maritimas Vcuetiis ac Tergesti. 

Statura biuncialis et ultra. Color roseus exsiccatione sacpe viridi- 
vel flavo-vaiiegatus. Substantia teucrrima. 

& furcation Ac. filis firmioribus, ramis lateralibus furcato-dichotomis 
axillis patentibus , articulis superioribus longioribus. 

Venetiis RuciiiNGEn (sec. Ac 1. c). 

10. CaLLITHAMNION TENUISSIMCM. * 

C. fronde initio setaced ramosissimd et dicJiotomd , ramis capillaribus , 
ramulis capillaccis multi/idis praeditis , scgmenlis diametro duplo vel 
quatuordecim longioribus. 

Ceramium TEHi'issiMiTM. Bonnem. Ess. sur lcs Hydr. loc. in Mem. du Mus. d'Hist. Nat. 
1828. torn. XVI. p. 49- S( I' n - I2 - 

Venetiis ad Algas majores praecipue in Dasja Baillouviana legi. 

Praecedente, cui maxime affine, distinguitur statura humiliori, otniiium 
partium tenuitale , colore pallide roseolo. Chartae arete adhaeret. 

11. Callitiiamision TETRAGONX'M. Ag. 

C. filis crinalibus virgatis , ramulis horizontal ibus basi attenuatis apice 
acutis , articulis infimis diametro brevioj'ibus , mediis triplo longio- 
ribus. Ac Sp. Alg. Vol. II. p. 176. 

Speciminulum miserum et unicura legi ad Algas majores in Istria. 

Species ob genicula contracta et fila ultra crirtalia moniliforniia 
statim dignoscenda. Color roseus fugacissimus. Substantia membranacea. 
Chartae adhaeret. 



1-g synopsis al.garum in mam adr.iatioo etc. 

12. Callitmammon Rothii. Lyngd. 

C. Jilis capillo tcnuioribus , ramis erectis sparsis rcmotiusculis , articulis 
diamctro duplo longioribus. Ac. SiVAlg. Vol. II. p. i85. 

Venetiis supra Trochum varium vulgo Caragolo tondo unica tantum vice 
legi. 

Fila vix i lineas longa, caespitosa. Color purpureus. Substantia mcm- 
branacea tamen rigidiuscula. Chartac laxe adhaeret. 

13. Calutiiamnion tiiuyoides. Ag. 

C. fdis Jlexuosis pluries pinnatis , articulis inferioribus diametro t\-plo 
longioribus , supcrioribus aequalibus. Ag. Sp. Alg. II. p. 172. 

Cali itammo ciphessiso. Naccar. Algol. Adr. p. 33. 

Tergesti (Agardii). 

1 1. C.U.UTIIAMINIO.N PEDICELLATUJI. Ac 

C. fdis crinalibus laxe ramosis , ramulis lateralibus abbreviatis furcatis, 
capsulis axillaiibus pjriformibus pedicellatis. Ac. Sp. Alg. II. p. i ^4* 

Exemplar unicuni parvulum inter Algas in Portu Polae cxpiscatas inveni. 

Habitus singularis. Exsiccalione succus collabitur in striam sangui- 
ueam longitudinalem tolum filum margine hyalinum percurrcnte. Etiarn 
l'ructus nulli alii speciei similis. (Cf. Ag. 1. c.) 

15. CaLL1THAMMO.\' MIMTTISSIMUM. * 

C. Jilis inconspicuis densissime aggregatis , parum vageque ramosis, 
ramis sparsis , ramulis distantibus , brevissimis apice capsuliferis , 
articulis diamctro parum longioribus. 

Tab. II. Gg. 3. 

Ad Cjstosiras e mari rejectas ut villum minutissimum caudicem dense 
investiens Tergesti detexi. 



Fila minutissima oculo nudo inconspicua vix semilineam longa, diam. 
i 

21 



lin. densissime aggregata, flexuosa, erecta, simpliciuscula vel parum 



AUCT0RE J. 7.ANAIIDINIO 1^7 

vagequc ramosa , saepius ramulis brevissimis distantibus instructa, ple- 
ruinque sccundis ct ex uno tantum articulo constitutis. Fila primaria 
nee non ramuli apice capsuliferi , capsulis elliplicis. Articuli diametro 
parum longiores. Color coccineus exsiccatione roseus. Substantia mem- 
branacea rigidiuscula. 

Species ob minutiem insignia ab omnibus hucusque detectis et de- 
scriptis distincta videtur. 

Genus XIX. CERAMIUM Roth. 

Capsulae pericarpio membraiiaceo , scniinibus numerosis angulatis. 
Genicula obscura elevata. Ac. Sp. Alg. II. p. 1 38. 

J. Ceramhm i:\-coxspicitm. """ 

C. Jilis simplicibus tcnuissimis apice rectis , articulis nudis roseis , 
genicidis cellulosis saturate pitrpureis. 
Tab. VIII. fig. i. 

Ceramigm incobspiccum. Zanard. in Bibl. ilal. 1839. tom 9G. p. i3G. 



Inter Poljsiphonias ad Algas niajores reptantes sub microscopic) obvinit. 

Fila nudo oculo fere inconspicua diam. — lin. brevissima extremi- 

90 

tatibus rectis acutiusculis. Articuli rosei inferne multoties diametro lon- 

giores ad apicem versus sensim sensimque decrescenles. Color ad geni- 

cnla cellulifera saturate purpureas. 

A Ceramio Ceramicola Ag. Sp. Alg. II. p. i55. baud dubie diversum. 

2. Ceramum diai'Hamm. Roth. 

C. Jilis dichotomis , membranaceis ex purpureo et hyalino variegatis , 
genicidis elewiiis. Ac. Sp. Alg. II. p. i5o. 

CoilALLUIDE CAP1LLACEA. CtC. Giunal). Op. p05t. I. p. 22. tab. 21. f. \!\. 

Conferva corallinoides. Scop. Fl. Cam. II. p. 4«7- rj. 1 4^8. excl. syn. 

CoNFERVA DIAPUAKA ct FA9TICIATA. Wulf. Crypt, aq. p. 2G. 28. 

Ceiiamicm DiApnAKCsi. Rucb. Fl. Vcn. p. 2G8. Mart. Rcisc etc. p. G' t o 
Ceramio diafano. Naccar. Algol. Adr. p. 29. 

Turn in mari , turn in Lacuna frequens ; species omnium vulgatissima. 

Suitura uncialis ct ultra. Crassities setacea. Color ex articulis liyalinis 
Seme II. Tom. IV. v 



1-8 SYNOPSIS ALGAIU'M in mari adiuatico etc. 

et geniculis purpurcis pulchrc \ariegalus. Substantia membranacca rigi- 

diuscula. Chartae vix adhaeret. 

Multis ludit formis a typica nonnisi tenuitate , habilu delicato, ct 
articulis plus niiiiusve longioribus, distinctis. 

3. Cebaiuidm ciliatvm. Duci.uz. 

C. Jilis dichotomis membrunaceo cartilagineis ex purpurco et livido 
variegatis, geniculis c'diatis. Ag. Sp. Alg. II. p. 1 53. 

Conferva oliata. YVulf. Crypt, nq. p. 37. Ruch. Fl. Vcn. p. i-/^. 

Ceramicm ciliatum. Mart Reise etc. p. (34 1. 

Ceramio pei-oso. Naccar. Algol. Adr. p. 3o. ex part, quoad syn. 

Super saxa Tergesti frequcutius legi. 

A praecedente cui simillima dislinguilur quod genicula emitlant un- 
dique , at ita dicam, aculcos subulatos, patemes, rigidos 2-3-articulalos 
hyalinos. Ramnli ultiini magis quam in praecedente forcipularum instar 
inutiio ad se invicem arcuatim conniventes. 

,3 proliferum. Ac. ramellis solitaviis propullantibus. 
Veuetiis (Rixuinger et Agardh) 

4. Ceramicm rubrlm. Ag. 

C. fdis dichotomis subcartilagineis , articulis ovatis opacis , geniculis 
contractis. Ag. Sp. Alg. II. p. i^Q>. 

Cojiferva kodosi. Scop. Fl. Cam. II. p. 4«7- n. i44°- 

Ceramicm vinoATCM. Ruch. Fl. Vcn. p. 2G8. Mart. Reise etc. p. 64o 

Ceramio rosso. Naccar. Algol. Adr. p. 3o. 

Vulgatissima in littore Veneto , ubi a refluxu saepe relicla invcuitur. 

Statura palmaris. Fila seta porcina duplo crassiora. Color saturate 
ruber. Substantia cartilaginea tenax. Chartae paruin vel non adhaeret. 

Ex innumeris bujus speciei formis in mari nostro ut varietates baec 
tautuin notandae videntur. 

/3 proliferum. Ac. majus geniculis subspinulosis. 

Ceramio rosso 6 prolifero. Naccar. Algol. Adr. p. 3-1. 
Cum priori. 



AUCTOUE J. ZANAHDIMO [-n 

7 secundatum Ac. proliferum, ramulis solitariis abbrevialis secundis 
\el vagis. 

Venetiis circa Clodiam loyi. 

3. Ckramiim filamentoscm. Duby. 

C. Jilis obsolete geniculars subcartilagineis aequalibus , ramellis hori- 
zontalibus piliformilms. Ac. Sj>. Alg. II. p. i/Ji. 

Focus filamektosus. Wulf. Crypt, aq. p. 64. 
Cehamium hihsdtdm. Ruch. Fl. Ven. p. 2G6. cxcl. syn. 
Utchibsia filamektosa. Naccar. Algol. Adr. p. 37. 

Ad oras maritimas satis frequens. 

Statura spithamaea. Fila hasi crassitie pennae passerinae, sparse 
ramosa , undique vestita ramulis piliformibus solitariis vel 2-3-aggregatis 
variae longitudinis i-3-l'meas longis. Color pallide rubens, cito marcescit, 
et hinc livido-pallidus vel viridescens. Substantia subcartilaginea. 

Species utplurimum sordibus albidis conspurcata valde ludit form is, 
quas inter praecipuae sequentes emvmerantur. 

/3 simplicipiliah Ac fills laxius ramosis, ramis simplicioribus , ra- 
mulis simplicibus evidentissime arliculatis , articulis hyalinis, geniculis 
opacis in modum Ceramii diaphani. 

Venetiis cum priori. 

7 repens Ac. filis varie curvatis et flexuosis , demissis ramulis hue 
illuc l'adicanlibus , ramulis paucioribus. 

In Veneta Lacuna ad Zosleram repens. 

Obs. Ex hac specie novum genus Spjridiae Harwey in Hooker Bri- 
tisb Fl. ed. IV. formavit, quod an recte, dubitamus. Etenim si varie- 
tates examinaveris , tantain similitudincm structurae fib primarii cum 
Ceramio rtibro, et ramulorum cum Ceramio diap/iatio videbis, ut immo 
non male diceres, duas species hujusce generis in unum idemque indi- 
viduum simul conjunetas adesse. Filum primarium speciei nostrae a 
Ceramio rubro ex eo tantum discrepat, quod cellulae externae arliculos 
eooperienles magis sint regulares, parallelae et elongatae. 



I So SYNOPSIS ALGARUM IN MARI ADRIATICO ETC. 

Genus XX. ALSIDIUM Ao. 

FrODS continua, rami sccundarii obsolete articulati. Fructus siliquae- 
formis cellnlosus, ccllulis rectangularibus globulum sporidiorum purpu- 
reum conlincntibus. Ac. in Bat. Zcil. 1827. p. 63g. seorsim p. i5. 

I. Al.SIDIlM CORAU.IMM. Ac. 

k.Jronde tereti filiformi ramosissimd , rdmulis ultimis brevissimis fusi- 

j'ormibus plus minusve densissime obsessii. 

Tub. VII. Cg. 1. 

Alsidio cohallino. Naccar. Algol. Adr. p. 4<>. 

Tergesti in saxis copiose. 

Basis late Crustacea. Frondes fasciculatae palmares ct ultra, tcrctes 
pennae passerinae crassitie , ramosissimae , ramis patulis distichis , ra- 
mulis ultimis, vol ramentis si mavis 1-2 lineas longis obsolete articu- 
latis fusiformibus multifidis plus minusve approximatis. Fructus, globuli 
ramentis hinc inde laxe immersi. Color rnbro-flavescens: marcescentis 
lutescens. Substantia cartilaginea, lenla; exsiccatae rigidiuscula. Habitus 
fere Lauvcnciae obtusac , structura vero omnino divcrsa. 

Ods. Vulgo sub nomine Corallina Venetiis in Officinis abunde as- 
servalam vidi; licet autem communissima parnm tamen nota. CI. Agardh 
1. c. primus omnium speciem descripsit novum genus constituens, dein- 
que iconem dedit , quae vero non optime quidem neque habitum , 
neque strurturam ezprimit (Cf. Ac. Icon. Alg. Europ. n. 1. tab. 9.), 
quapropter ipse tabulam magis accuralam hie tradere consilium duxi. 
Quoad structuram frons e duobus stratis componitur (Cf. tab. VII. fig. 1. a.): 
exteriori compaclo, opaco, duro, tamen tenui, e cellulis brevibus glo- 
bulosis colorantibus constituto; ititeriori laxiori, e ccllulis majoribus ob- 
longis pellucidis eodem online superpositis composito , ex quo frons 
praecipue in exlimis l'amulis nudo oculo articulala apparct. Genus cum 
Ceramieis consociandum mihi sane videtur , structura Ceramio rubro 
liaud dissimile, fructu Polysiplmnis. In Poljsiphonis autcm fructus duplex, 
in Alsidio globuli tantum in articulis ramulorum inde tumidorum in- 
nati e massa sporacea arctius coacervata compositi (Cf. tab. VII. fig. 1. b.), 



ai'Ctoue j. zanardimo ,g, 

quod Agardh SticbUium «-jus,.:odi fructum nppcllavit. Praeterca a,l apices 
nee non ad ranmlorum latere rorpuscula vidi (Cf. tab. VII. fig , /, ) 
omntno similia illis, quae Acardm in qnibusdam Potysiphonm memorat 
et ergana antherpideal! voeavit. Meo judicio l.aec forma in Ceramieis' 
satis frequens nil aliud quod ultimmn vel imperfectum vegetalionis co- 
natum sistit. 

Genus XXI. RYTIPIILOEA. Ac. 

Capsulae tubcrculiformes , seminibus subspliaericis. Frons purpurea 
exsiccalione nigrescens transversim striata. Ac. Sp. Jig, II. p. 5„. 

I. Rytiphloev TneroniA. Ac. 

n.frontle mbcartilaginea compresso-plana transversim rugidosa bipin- 
nata, pinnulis fructiferis incurvts. Ac. Sp. Alg. II. p. 5 2 . 

Fuco Fnuncuioso ecc. Ginnan. Op. post. ,. r . 2 3. et a.j. tab. aa. f. 5a . 
Ritiflea TisioniA. Naccar. Algol. Adr. p. 3g. 

In Adriatico vulgaris. Quacdam varictas humilior super Faloniam crcscit, 
et in ipsa Lacuna Veneta passim mihi occurrit. 

Frondes biuncialcs infra lineam latae. Color purpureus , quo aqua 
dulc.s, In qua servatur, tirigitur, exsiccalione nigrescens in violaceum 
levtter vergens. Substantia dura, subcoriacea. 

2. Rytiphloea I'imila * non Ac. nee alior. 

R./rojide subcartUaginea molli qompressa estriata ; creberrime pin- 
nulata, pinnulis recti's apice furcalis. 

Tab. II. Cg. 4. 
Super Madreporas nee non ad Algas majurcs Istnae raro occurrit. 

Frondes pumilac caespitoso-aggregalae compresso-planae vix unguem 
altae et semilineam latae, simpliciusculac aut vage ramosae et inlricalae, 
enerves ac eslriatac , simpliciter pinnulatae, pinnulis approximalis al- 
ternis vix semilineam longis , apice trumato-furcatis quandoque rursus 
atlenuato-furcnlatis. Fructus nondnm observatus. Color purpureus exsic- 
calione saepe nigrescens. Substantia subcarlilaginea mollis; exsiccatae 
ngidiuscula. Chartae non adhaeret. 



!& 3 SYNOPSIS ALCARt'M IN MARI ADIUAT1CO ETC. 

Rytiphloea punula. Ac (in Bot. Zeit. 1827. ji. 639. seorsim p. i5.) 
ab ipso auctore demum inter Polysiphonias recensita fuit. 

Genus XXII. DICTYOMENIA Giiev. 

Frons plana, obsolete costata vel encrvi, membranacea, reticulata, 
badia aut fusco-rubra. Fructus: 1. capsulae scmina subglobosa includentes; 
2. granula ternata in receptaculis foliaceis filiformibus. Grev. Alg. Brit. 
Sjrnops. p. L. 

1. DlCTYOMEMA VOLCBILIS. GrEV. 

T>. fronde subcostatd lineari spindlier tortd sparse ramosd dentatd , 
dentibus capsulifcris. 

Rhodomela volcbilis. Ag. Syst. Alg. p. 197. 

Epatica sfibale etc. Oilman. Op. post. 1. p. 2C. tab. 37. f. 61. 

Fuccs volcbilis. Wulf. Crypt, oq. p. 39. 

Rhodomela volcbilis. Mart. Reisc etc. p. G34- 

Rodomela volcbile. Naccar. Algol. Adr. p. 58. 

Submariuis spongiis , concliis lapidibusque accrcscere solct ; a piscatoribus 
inter pisccs irrctita , in foro piscatorio saepe occurrit. 

Statura usque spilliamaea. Color rubro-fuseus; exsiccatae ater. Sub- 
stantia membranacea, firma. 

Genus XXIII. RHODOMELA Ac. 

Frons filiformis , cylindracea vel coinpressa, ramosissima coriaceo- 
cartilaginea (ad apicem saepe involuta ). Fructus: i. capsulae seniina 
pyriformia includentes ; 2. granula ternata in receptaculis filiformibus. 
Grev. Alg. Brit. Sjnops. p. LI. 

1. Rhodomela plnastroides. Ag. 

R. J'ronde fdiformi aequali , ramentis simplicibus subseeundis cotijertis 
involutis. Ac. Syst. Alg. p. 200. 

Fcco fbdticoso ecc. Ginnan. Op. post. i. p. a.'i- tab. &a. f. 63. 
Rhodomela p^astboides. Mart. Reisc etc. p. G3.|. 
Rodomela pinastroide. Naccar. Algol. Adr. p. 58. 

Scopulis demersis adhacrct, et saepe ad littora rejecta obvenit. 



AUCTORE J. ZANARD1NIO 1 83 

Statura pabnaris et ultra. Color ruber; cxsiccalae nigerrimus. Sub- 
stantia cartilaginea, dura. 

2. IllIOnOMEI.A spi.nosa. Ac. 

R. fronde Jiliformi dicholomd attetmatd undique obsessd spinulis mul- 
ti/idis. Ac. Syst. Alg. p> 200. 

Rodomela spinosa. Naccar. Algol. Adr. p. 58. 

Venetiis legit Ruchincer, qui ad Agajidii specimina misit. Ex sicco novam 
speciera auctor igitur constituit , utrum vero rccte, an falso afilrmare nequco. 

Obs. Rhodomela subfusca Ac a cl. Martens (Reise etc. p. G34-) inter 
Algas Adriaticas cnumerata , in mari nostro nondum visa. Synonynion 
Fiici sctacci Wulf. (Crypt, aq. p. 5g.), seu Ceramii setacei. Ruch. 
C Fl. Ven. p. a65), quod hue citat auctor , aliatn speciem respicere milii 
videlur; quaenam vero sit, adhuc incertum. 

Genus XXIV. CORALLINA Linn. 

Frons cartilaginea cortice calcareo obducla , filiformis, teres aut 
comprcssa , strangulato-conslricta seu ramoso-prolifera , ramulis ultimis 
apicc saepe sphaeroideo-incrassalis in qnibus fructus continentur. 

1. GORALLIWA OFFICINALIS. LlNN. 

C fronde trichotomafastigiatajlabelliformi , propaginibus cuneiform ibus 
compressis transverse zonatis , ultimis apice capitatis. 

CohALLlKA PENNATA, KODOSA CCC. Gilltl.nl. Op. post. I. p. II. tab. 4> f- '3. 

Corallika officinalis. OHv. Zool. Adr. p. 278. Mart. Reise etc. Faun. Yen. Polyp, p. 53o. 
Corallika officinale. Naccar. Algol. Adr. p. 91. 
1 1 1 '.mi in 11 m Corallika. Nard. in Isid. 1S34. p. 674. 

Copiosissirne ia lapidibus subaqueis ad oras maritimas. In urbe ipsa Ve- 
netiarura passim occurrit , ut pluries vidi earn nimirura in canali principi ho- 
spitantem. 

Statura i-a pollicaris. Color variabilis albissimus, rubro-purpurascens 
vel virescens. Substantia interior cartilaginea, externc calcarea; exsic- 
catae fragilis. 



I S4 SYNOPSIS ALGARUM IN MARI ADIUATICO ETC. 

2. Coralij.\a vine; ATA. * 

G. fronde gracili virgatd ; ramis oppositis multifidis , ramulis capil- 
taribus cortfertis , propaginibus prima Us compressiuscuiis , ramorum 

cylindraceo-elongatis. 

Cohaluja yiucata. Z.tnard. in Bibl. it. 1839 loin. ;)<•. p. i3<3. 

AJ Algas majores crescit , qnaudoque ad Digeneam , quam ex integro 
obveslit. 

Frons setacea. Slalura semipollicaris. 

Utrum species nova, vel adlmodtim aegrc observata ct descripta sit 
allirmare non amlco. A praccedcule oninino distincla, novum nomen 
sub ronditione pronuntio. 

•>. Corau.ina RUBERS. Linn. 

C. frondc capillavi dichotomd fastigiatd , propaginibus cjflindraceis , 
superioribus clavatis , inter dum corniculatis. 

Corallina fistolosa ccc. Ginnan. Op. post. I. p. n. lab. 4- f- '3. 

Corallika rubehs. Oliv. Zool. Adr. p. 278. Mart. ReisL- etc. Faun. Ven. Polyp, p. 53 r. 

C."i;ii.i.im rossecgiante. Naccar. Algol. Adr. p. 93. 

Super Algas majores. 
Stcdura pollicaris et minor. 

4. CORALLINA VERRUCOSA. * 

C. fronde crassiusculd parum ramosd divaricato-dichotomd fastigiatd, 
propaginibus cjlindraceis elongatis verrucosis. 

Tab. VI. fig. G. 
Corallina verrucosa. Zanard. in Bibl. it. 1839. torn. 96. p. i36. 
Jama verrucosa ? Lamour. Hist, des Polyp, corall. flex. p. 270. PI. 9. f. 4- «• B. 

Ad Algas majores e mari rejectas Tergesti iterumque super Cjstosiras in 
Istria expiscalas detexi. 

Caespes vix unciam altus. Frons ultra setacea. Color et substantia 
ut in aliis speciebus praediclis. 

Obs. Ambigitur hucusque inter auctoros num ad regnum vegetabile 
\<l potius ad animale genus perlineat. Haec lis, licet pluribus obser- 
vationibus dissipata, novas illuslraliones tamen minimc i - espuit, ut verum 
tandem aliriuando ad liquidum cnucleatur. Tabula VI. fig. G. Corallinam 



ai'ctoue j. zANARDmo ,S;^ 

verrucosam exhibet, quam delineare coravi, nt Corallinarum febrica in- 
linia magis magisquc elucescat. E scclione horizontali (fig. G. b ) et 
vcrtirali (fig. c. d.) videre mihi contigit, ut in aliis omnibus speciebus, 
quoinodo frons, cortice calcarco denudata, e duobus stratis componatur: 
cenhali ncmpe e pluribus conslituto ccllulis pellucidis parallelis oblon- 
galis ; peripherico e ccllulis composite minoribus , colorantibus, inor- 
dinate dispositis non secus ac in Ceramiis , ca tan.cn differentia , quod 
in axe centrali non una tantum cellula nt in iis , scd plures omni ex 
parte a se invicem parallelae aequebiUter se oblongtnt. 

A uc tores in hoc gencre de zonis, articulis fructibusque sermoneni 
lanunt, scd ex meis obscrvationibus sequentia deduenntur: I." Friutns 
forma ex ramulorum inflatione cflingitur. Ramuli vero interdum crasse- 
scunt c.\ eo quod materies sporacea in ccllulis ccntralibus inclusa magis 
magisquc coacervata aliquando se proferat conspiciendam : 11.° Zonae 
seriern cellularum centralium eodem ordine superpositamm exprimunt, 
ut in genere Poljsiphoniue inspicilur et articulorum nomine distinguitur. 
III. Ailhuli vero hue ab auctoribus relati a significatione communi longe 
distant. In Corallinis cnim quoties novus ramus gignilur, totics ccllulae 
centrales ad apicem rami primarii obtusum brcvi tractu mulae , hoc 
est cellulis exterioribus viduatae se protrahunt , ita ut, novo ramo ab- 
soluto, basis ejusmodi ob strati extcrioris defectum, coangustata appareat. 
Idcirco frons magis recte strangulato-constricta, quam articulata dicatur, 
et ea quae articulos auctores vocant, potius propagines nuncupentur, 
quae cvlindraceae , planac , cuneatae etc. Cunt ac in variis speciebus 
describunlur , prout in suprema parte stirps ex uno vel pluribus punctis 
novas propagines emittit, deinque frons simplex aut plane vel decussatim 
dichotoraa , liichotoma etc. tali modo crescit. 

Hisce positis et sequentia eruuntur: I. charactercs quos Lamoiroix 
indidit ut varia genera conderet, inanes prorsus videntur ; et re quidem 
vera notae ab illo allatae, si species, non tamen genera disccrnere va- 
lent. Quapropter unura idemque genus, nisi mea me fallat opinio, 
Janiam et Corallinam complectitur: II." Corallinarum slructura Cevamio , 
Rytiphloeac, Alsidio etc. similis, a quibus vero Corullinae difierunt pro- 
pterea quod modo viviparo, ut ita dicam, extricant sc, quemadmodum in 
Halhneda inter Siphoneas quadam analogia similiter obscrvalur. Cam 
vero Halimeda ab aliis Siphoneis separari nequcat, ncc item sejungenilum 
puto genus Corallinae ab aliis Ccramieis. 

Seiue II. Tom IV. / 



lS(5 SYNOPSIS ALGAHUM IN MAIU ADHIATICO ETC. 

B ATRAC HOSPERMEAE. 

Genus XXV. MESOGLOIA. Ac. 

Frons gelatinosa flliformis cylindrica elongala ramosa , e filamentis 
I'ompactis minutissimis hyalinis articulatis dichotomis e Glamento quasi 
medullari radiantibus composita. Ducy Bot. Gall. cd. i. Fol. 3. p. 962. 

1. Ml milium COCCINEA. Ac. 

M. fronde subinonilijbrmi virgata coccinea filiformi , ramis sparsis ob- 
tusis patentibus. Ac Syst. Alg. p. 5i. 

Speciera pulcherrimam inveni inter Algas ex Quarnero recens expiscatas. 

Frons crassitie pennae passerinae. Stalura palmaris. Color coccineus 
in viridem transiens. Substantia mollis gelatinosa , exsiccatione chartae 
arete adhaeret. 

Obs. D. Crouan (in Ann. des Sc. Nat. i835. torn. III. p. 98.) ex hac 
specie genus Dudresnajac Bonnem. confirmavit , sed structura ibi verbis 
et icone expressa, meis annotalionibus baud bene respondet. Dum vcro 
nova stadia mihi presto esse debeant , ideo novis speciminibus vix e 
inari eductis egeo , ut alio loco demonstrationem absolutam exbibeam. 
Hie tantum monitum sufficiat. 

2. MESOGLOIA VERMICULAniS. Ac 

M. fronde filiformi luteofuscescente , sicca fusco-nigrescente subej- 
lindrica ramis divaricatis clongatis. Duby Bot. Gall. ed. 2. Vol. 2. 
p. 962. 

Ad Algas uiajores in [stria legi. 

Frons palmaris ct ultra crassiliem pennae passerinae ubique servans; 
vagc rainosa , ramis divaricatis apice obtusis. Substantia cartilaginco- 
gelatinosa, lubrica. Exsiccata diminuitur et cbarlae arete adhaeret. 



AUCT0RE J. ZA.VARDINIO tgn 

/3 coriacea Ac. fronde cylindricd solidd magis dilatata ramosissima, 
rarais clongalis subsparsis. 

Ex Dalmatia : legit Pappafava (sec. Herb. Meneghim). 

5. Mesogloia Bertolonii. Mor. ct De Not. 
M. fronde subsimplicissima farcta Jlagelliformi. 

CuonDimi? Nemamoic. Ag. Syst. Alg. p. 267. 

Clodiae in canalibus Meneguini. Ipse ad saxa circa Pellestrina. 

Frons crassitie pennae corvinae et ultra. Skitura varia. Color sa- 
turate ruber. Substantia mollis gelatinosa lubrica. 

LIAGOREAE. 



Genus XXVI. LIAGORA. Lmx. 

Frons (filiformis, subdichotoma, tuberculosa rigida), cxtus viscida, 
exsiccatione fragilis, viridi-albescens. Fructus in fills fruticulosis apices 
frondis investientibus Ac. Syst. Alg. p. XXXIII. 

1. LlAGORA VISCIDA. Ac. 

L. fronde subcjlindrica dichotoma, segmentis crebris fastigiatis, api- 
cibus obtusis. Ac Syst. Alg. p. 193. 

Tab. VII fig. a. 

Liagoka cekahoides. Mart. Reisc etc. Faun. Verj. Polyp, p. 53i. 
Liagora viscida. Naccar. Algol. Adr. p. 56. 

Super saxa in fundo maris. A sede sua avulsa Tergesti in littore circa 
Servola copiose mini occurrit. 

Frons palmaris, pennae corvinae crassitie. Color fuscescens , flavo- 
virens tandem albidus. Substantia viscida crusta calcarea obducta, et ita 
rigida subfragilis. Fades vera Lichenis ad Cenomjces rangiferinae /3 sjl- 
vaticae Ach. similitudinem proxime accedit. 

Obs. Ex eo quod stirps Substantia calcarea obtecta sit nonnulli auctores 



iSS SYNOPSIS ALCAEl'M ID MAUI ADIUAT1CO ETC. 

ad tegoum animate pertinerc autumant. Alii quum calcem in vcgcta- 
Lilibus quoque reperierint ad vegetabilia 'ul genus perfunctoric rctukrunt. 
Hi omnes vero ncgrc ac levilcr hujus slirpis compagincm cnuclearunt. 
Frons quamplurimis filis componUur simul contcxiis et mucositate quadam 
agglutinatis {()■ tab. I II. Jig. 2. a.). Haec fila e communi ccntro pro- 
deunt radiantia, ct peripheriam versus ramoso-quadrlcnotoma , saepius 
trieliotoma ac ilemum constantcr ilichotoina dense slipata sc proferunt 
conspicienda (Cf.Jig. 2. b. c). Genus Zoophytis aflinc pracdicavit Agardk 
1. c. sod a Sporochnis inter Algas non abler dislincluin quam calcis prae- 
senlia et filorum ramificationc ; gcrnnmlac ipsae veluli in iis hinc indc 
reperiuntur (Cf. fig. 2. a.), quae aftinitatem magis magisque confinnant. 
Hujus speciei colorem primum rubcsccnlem esse suspicor (Cf. fig. 2. a.), 
seuio virideseit (Cf. fig. 2. b. ), deinque albescil, quo in casu fila ma- 
terie sporacea carenl, ut ad plantae basim saepe videre contigit. Acardh, 
qui filorum cxtremilatcs in frondium apicibus patcntcs pro fructu com- 
mutavit, stirpcm ad Florideas perperam traxit. Quaenam vero sit con- 
fusio, quanta adhuc de Alga rum structural ignoranlia ac tandem hodierrii 
systematis laLes , ex hisce illustrationibus ipsis jam lucnlenter patet. 

SPOROCHNOIDEAE. 



Genus XXVII. SPOROCHNUS Ac. 

Frons filiformis, cylindracea vel compressa, cartilagineo-mcmbranacea. 
Fructus: fila clavaeformia , articulata , in verrucis sparsis aggregata et 
radiantia, vel in receptaculis clavalis conccntrica, fasciculis pennicillorum 
coronatis. Grev. Alg. Brit. Sjnops. p. XL. 

\. Sporociiisus rhizodes. Ag. 

S. fronds vage ramosa undique loruloso-rugosu. Ag. Syst. Alg. p. 260. 

Sporociikus rhizodes. Mart. Rcisc etc. p. G3o. cxcL syn. YVulf. 
Sporocno rizoide. Naccar. Algol. Adr. p. 77. cxcl. aya. Wulf. 

Ad Algas majores ex Istria receus expiscatas speciem inveui. 

Statura bipollicaris ct ultra. Color olivaceo-viridis. Substantia car- 
tilagineo-gtlatinosa lubrica. Exsiccatioue chartac arete adhacret. 



AVCTORE J. ZANARDIKIO 1 Q Q 

2. SPOROCIIM'S VERTICILLATCS. Ac. 

S./nmde vagc ramosa tercti obsessa ramcllis verticilluds subquaternis 
udcrstdus diametro duplo lungioribus. Ac. iu Bot. Zeit. ,82-! 
]>. G46. seorsiin p. 21. 

Sporocko vrrticillato. Naccar. Algol. Adr. p. 78. 
Tergcsli in alto mari (Agabdji). 
Mihi ignota. An lusus tantum specie! praedictae fortiter dubito. 

5. Sporociiinus adriaticis. Ac. 

S.fronde dichotoma, ramis obtusis basi aUenuatis undiquc torruloso- 
verrucosis. Ac. in Bot. Zeit. .827. p. 646. seorsim p. 2I . 

Cohferva onAcins. Wulf. Crypt, aq. p. 21. 
Sporocko adriatico. Naccar. Algol. Aclr. p. -8. 
Zobaria papulosa. Naccar. Algol. Adr. p. 8a. cxcl. syo. 

Ad Cystosiram ffoppii hyeme frequentius occurrit. 

Frons palmaris et ultra pcnnac passerinae crassitie. Color et cetera 
ut in praecedeulibus. 

Ods. Zonaria papulosa Naccar. 1. c. hue certe pertinet. 

CHORDARIEAE. 



Genus XXVIII. CHORDA. Stack. 

Frons simplex, filiformis, cylindracea, tubuI6sa intus septata. Radiv 
nuda scutata. Fructus semina pyriformia ad superficiem frondis dense 
aggregata. Grev. Alg. Brit. Sjnops. p XLI. 

i. ClIORDA FISTO.OSA. * 

C.fronde simpUcissima subinjlata abbreviata membranacea. 

ScvTosipnos Fitoii X fisti-loscs. Ag. Syst. Alg. p. a58. 
Scitosifo fistoloso. Naccar. Algol. Adr. p. -;. 

Venetiis iu Lacuua verno tempore abuudc crescit. 



I OO SYNOPSIS ALGAIU'M IN MA1VI ADR.1ATICO ETC. 

Statura pedalis. Crassities pennae anserinae ct ultra. Color olivaccus. 
Substantia membranaceo-coriaeea. Charlac \ix adhacret. 

Frons aliquando spiraliler lorta , saepius vero hie illic strangulato- 
constricta reperitur. Structure , prima fronte , mcmbranaceo-ccllulosa ex 
pluribus constat individuis , quorum raniositatcs radiantcs ad pcriphe- 
riam versus simplicissiinac ae pyriforines densissime stipantur, dum 
individua , vel fila si mavis, in centro laxe cohaerentia tandem segre- 
gantur , mule frons listulosa serius efficitur. Individuorum extremitatcs 
superficiem frondis coinponcnles pro fructu auctores commutarunt. 

GASTROCARPEAE. 



Genus XXIX. HALYMENIA. Ac. 

Frons subplana vel cylindrica , gelatinoso-membranacea, roseo-rubra, 
plus minusve dichotoma, segmenlis saepe laciniatis. Fructus: glomeruli 
punctiformes seminum substantia interiori frondis immersi. Grev. Alg. 
Brit. Synops. p. LXII. 

Quoad generis illuslrationem confer pag. 22. et tab. II. fig. 1. 

J. Halymema pinmjlata. Ac. 

H. fronde membranacea lubuloso-ventricosa bipinnata , pinnis semiovatis 
obtusis. Ac. in Bot. Zeit. 1827. p. 645. seorsim p. 21. 

Ai .tMEntA pinhulata. Naccar. Algol. Adr. p. 76. 
Tcrgcsti AGABDn. 
Species mihi ignola paucisque notis adumbrata. 

2. IIai.yme.ma Floresia. Ag. 

H. fronde membranacea plana tripinnata, pinnis linearibus , superio- 
ribus angustioribus serratis. Ac. Syst. Alg. p. 243. 

Focos i ii.imv YVulf. Crypt, aq. p. fig. 
Haltmehia Floresia. Mart. Reisc etc. p. 63o. 
Alimf.ma Floresia. Naccar. Algol. Adr. p. ^5. 

In mart ubi a sede sua avulsa hue illuc in Veneta Lacuna libere innatat. 



AUCTORE J. ZANARDIMO ,q, 

Frons pedalis et ultra. Jugamentum primariuin ad unciam usque 
latum ; secundaria sensim sensunqne angustiora , pinnnlae ultimae li- 
neares acutiusculae. Color intense roseus. Substantia membranacea lu- 
brica , in statu saltern ailultiori punctata. Chartae arete adhaerct. 

3. HALYMEMA MONARDMNA. MoNTAGN. 

H. froncle coriaceu plana dichotoma , segmentis dilatatis , axillis ro- 
tundatis, ultimis ceranoideis atlenuatis spathulalisve. Moktacn. Crypt. 
Alger, in Ann. des Sc. Nat. Nov. dec. i838. seorsim p. 8. 

Ex Dalmatia legit Doct. ClBMBNTI. 

Statura digitalis-spithamaea. Color purpureus in lurido-viridem fa- 
cile vergens. Substantia carlilaginea. Chartae laxe adhaeret. Habitus, 
ul monuit auctor qui speciem detevit, Chondrum crispum bene refert! 

4. Halymema ligulata. Ag. 

H.fronde membranacea tubuloso-plana dichotoma, axillis rotunda lis , 
segmentis linearibus sensim angustioribus e margine r amenta sim- 
pliciuscula basi attenuala emittenlibus. Ac. Syst. Al". p. 344. 

Alimehia ligulata. Naccar. Algol. Adr. p. -5. 

Si (idem Naccahio habeamus in quodam Clodiae canali var. li nuda rn- 
mentis nullis crescit. Berini vero iu mari speciem legit {sec. Herb. Me.neghim). 

5. Halymema furcellata. Ag. 

H.fronde gelatinoso-coriacca dichotoma- segmentis fliformibus extremis 
membranaceis dilatatis elliptico-lanceolatis. Ac. Syst. Alg. p. 244. 

Tab. II. fig. 1. 
Focdj ceha.oides. Rucli Fl. Vcn. p. a6,. excl. syn. (ex archetyp. J. 

Varietatem potius li cartilagineam quam speciem Clodiae frequentius legi. 

Frons 2-3-uncialis , 2-3-lineas crassa teretiuscula dichotoma vel 
bine inde trichotoma quandoque in frondum apicibus multipartita. Color 
saturate ruber. Substantia carnosa, cartilagineo-gelatinosa, unde chartae 
arete adhaeret, et exsiccata in formam planam collabitur. 



Ii)3 SYNOPSIS ALGAIU'M IN MARI ADIUATICO ETC. 

Genus XXX. DUMONTIA Lamour. 

Frons cylindrica, simplex vel ramosa, membranaeea, tubulosa inlns 
gclatinosa, rubra vel purpureo-rubra. Fructus: glomeruli seminum ail 
lmmbranam frondis intus adnascentes. Grev. Alg. Brit. Sjnops. p. LXII. 

1. Dlmontia vbntbicosa. Lamour. 

D. frorulc tuhulosa membranacea sparse ramosa , segmentis ventri- 
cosis obtusis. 

lIuliirM'. YENTRICOSA. Ag. Syst. Alg. p. l\\. 

Ad conchas in raari , raro. 

Frous inaequali crassitic bic illic venlricosa , irregulaiitcr ramosa, 
quandoquc pinna ta, pinnis oppositis. Color roseus. Substantia membra- 
nacea, mucosa. Cbartae adhaeret. 

Genus XXXI. IRIDEA Bory. 

Frons plana, cxpansa carnosa, vel gelatinoso-cartilaginea, purpureo- 
rubra. Fructus: glomeruli seminum rotundorum substantia interiori frondis 
omnino immersi. Grev. Alg. Brit. Sjnops. p. LXI. 

1. Iridea remformis. Grev. 

I. caule fdiformi in fromlem cartilagincam vel orbicularem integcr- 
riniain dilatato. 

HalYMEMA REH1FORMIS. Ag. Syt. Alg. p. 24 1. 

Alimehia repiforme. Naccar. Algol. Adr. p. 7$. 

Haesi diu num species delenda vel cnumeranda. Praevaluit denique opinio 
haec posterior auctoritate Bertolomi Arnoen. ilal. p. 290, qui speciem a Mi- 
iuelio in Porta Polae repertam fuisse asseruit. 

Genus XXXII. CATENELLA Grev. 

Frons filiformis subcomprcssa, reptans , articulato-constricta, moni- 
liformis, intus fills ramosis diehotomis c cenlro radiantibus instrueta. 
Fructus ? Grev. Alg. Brit. Sjnops. p. LXIII. 



AUCTORE J. ZANARD1M0 1 q3 

I. Gatenella Opi.mia. Grev. 
C. J'roiule filifbrmi articukzto-contraeta. 

IIilvmimi? Opoktia. Ag. Syst. Alg. p. aiJ5. 

AJ saxa Tcrgcsti in ipso limitc maris Mbnegbimi legit ct communicavit. 
Ipse copiosius ad muros in canali principi insulae Muriani prope Venetias. 

Frondes caespjtosae pulvinatae. Statura vix pollicaris et minor. Color 
atro-purpureus. Substantia riguliuscula , chartae non adbaeret. 

FLORIDEAE. 



Genus XXXIII. WORMSKIOLDIA Spreng. 

Frons rosea, plana, membranacea, costa percurrente instmcla. Fru- 
ctus: i." capsulae; i." granula ternata in soris coacervata. 

Dklessehia. Grcv. Alg. Brit. Synops. p. XLVII. 

1. WORHSRtOLDIA HvPOGI.OSSl M. Spreng. 

W. caulc (ilalo, foliis lineari-lanceolatis costatis aveniis , e costa pro- 
liferis , reticulates. 

Delessehia Hvpoclosscm. Ag. Sjst. Alg. p. a'|<). 

Maris Atlantici incola apud nos hospitari non dedignatur, ut me docucrunt 
specimina uounulla , licet pusilla in Halimeda parasitica prope Portum Polae 
expiscata. 

Color atnoene roseus. Substantia lenuissinia. Species inter pulchras 
pulcherrima. 

2. WORMSKIOLDIA CRISPA. * 

W. caulc alato basi nuclo , irregularitcr ramoso umlulato crispato , 
juliis lincaribus costatis aveniis , e costa subproli/erii , processibus 
costalibus minutissimis plerumque oppositis. 

Tab. II. fig. a. 

Super Cyslosiras in Istiia , Tcrgcsti circa Grignano copiosius legi. 
Serie II. Tom. IV. aa 



II j SYNOPSIS AT.CAIUM IN MARI APRIATirO F.TC. 

Frondes unciales. Radix minute scutulata. Caulis inferne nudus teres 
mM.'i porciiui daplo erassior , mox alatus, aU vix lincam lata iusigniu-r 
undulato-rrispala; irrcgulariter ramosus, ramis plus ininusvc coniertim 
approximatis, tandem in laminas foliareas explanatis. Folia linearia, in- 
legerrima, costata sub microscopio pulcberrime reticulata, c costa pro- 
lit'era, processibus costalibus minutissimis plerumque oppositis. Capsulae 
bemisphaericae conglomeratae in lateribus costae aui in frond is apicibus 
insidentes. Color inferne purpurco-fuscus , superne amocne ruber in 
lurVdo- album facile vergens. Substantia membranacea apice lemiissiina, 
l>asi Grata subcartilaginea , cbartac parum adhaeret. 

3. WORMSRIOLDIA AI.ATA. Spbenc. 

W. fronde costata obsolete nervosa lineari dichotoma , versus apicem 
alternatim pinnatifida , pintlis sublingulatis. 

Delfsseiua alata. Ag. Syst. Alg. p. u5o. 
Delessema alata. Maccar. Algol. \ .It p. 76. 

Ill mari , quandoque inter pisces irretila sec. Naccam 1. c. 

4. WORHSRIOLDIA SqIAMARIAE. MeKEGH. 

VV. frotule minuta parasitica , adnata, lineari dichotoma, soris sparsis, 
capsulis solitariis hemisphaericis costae insidentibus. Mf.nec.h. nel 
Prog, di Nap. n. 5i. mag. c giugn. i8{o. p. 8i. 

P.ira:>i Lantern in froudibus Squamariae vulgaris , Meneghini delexit. 
Genus XXXIV. NITOPHYLLUM Grey. 

l'rons plana , reticulata , tcnuissiino-membranacea , ecostala , dilute 
rosea. Fruclus: i.° capsulae hemisphaericae , inunersae; 2.° granula ter- 
nala in soris sparsis dislinclis coaccrvata. Grey. Alg. Brit. Sjnops. 
/». XU II. 

i. NrrOPHYLLDM LACEIIATIM. Grey. 

N. fronde tenuissima lineari vage fssa apice integerrima , segmentis 
apice rotundatis , subvenosa , venis tenuissimis vel obsolctis , soris 
marginalibus. 

Delt.sseiiia lacebata. Ag. Syst. A'g. p. »5 1 . 

Vcucliis Meneghini ; ex Dalinali.-i Pappafava (sec. Herb. Menegu. ). 



AUCT0RE J. ZANARDINIO 19a 

Statura uncialis, lineam vel scsquiliucain lata. Color roseus , mar- 
cescentis viridi-lutesccns. Substantia membranaeea tenuissima. 

2. NlTOr-mi.UM OCBLLATBM. Grev. 

'S.frondc tenuissima avenia vage fissa, soris in segmcntis frondis. 

DkLKSSEMA. OCELLATA Ag. Syst Alg. p. 353. 

Ulva dichotoma. Ruch. Fl. Veil. p. 276. 
DuBMUIA ocem.ata. Naccar. Algol. Adr. p. 76. 

Venetiis Ruchingeh; ipse Tcrgesli copiose legi. 

Frons inferne dilatata iicrato ac regularitcr dichotoma, segments 
linearibus. Statura palmaris et ultra. Color loetc roseus. Substantia mem- 
branaeea in statu fmctifero sanguinco-maculata, exsiccatae nitens. Chartae 
adhaeret. Nomen generieum hyhridum sive bilinguc , ideoque emen- 
dandum. 

Genus XXXV. PLOCAMUM Lamoub. 

Frons filiformis compressa , subcartilaginea , coccinea , ramosissima, 
rainis distichis. Fructus: i° capsulae sphaericae ; 2." granula oblonga 
transversim multipartita in receptaculis linearibus foliaceis. Grev. Alg. 
Brit. Sjnops. p. L. 

1. PlOCAMIL'M COCC1NEUM. LyNGB. 

P. fronde pinnata dichotoma ramosissima , ranndis ultimis intus fal- 
catis et pectinatis. 

Delessema Plocamium. Ag. Sjst. Alg. p. a5o. 

Varietatcm gracilem Meneghim Tergesli, in Istria et Dalmatia Pappafava 
legit ct specitnina communicavit. 

Statura biuncialis et ultra. Color coccineus. Substantia i artilaginea 
lubrica ; exsiccatae cliartae adhaeret. 

Genus XXXVI. BONNEMAISOMA Ag. 

Frons membranaeea, compressa vel plana, filiformis, ramosissima, 
rainis ciliis distichis pectinatis. Fructus : capsulae sessiles vel pedicel- 
latae semina pyriformia basi afliNa includentcs. Grev. Jig. Brit. Sjnops. 
p. Lit. 



iq6 synopsis LLCARUH in Mini amuatico etc. 

1. Boxnf.maisonia ASi'vn.u.oinKS. Ac. 
B. fronds fdiformi compressa ramosisslma , ramulis setaoeis distiehis 
simplicibus utrinque pectinata , capsulis subglobosis marginatibus 

pedicclltttis. Ac. Syst. Alg. p. a.fd. 

In mari MsmSGHINI. Ipse ad Sphaerococcum coronopi/blium , itcrninquc 
specimen pnlcberrimum legi in fossa circa Oppidum Portus Clodic-nsis, liaud 
dubie tempestatis caussa ab acstu piojceluin. 

Statura biuncialis rt ultra. Color lode ruber. Substantia muroso- 
membranacea, debilis, flaccida. 

Geuus XXXVII. LAURENCIA Lamouh. 

Frons cylindracea , Bliformis , gelatinoso-cartilaginea. Fructus : i.° 
napsulae ovalae, apice perlusae seniina pyriformia pedicellate includentes; 
a.° granule temata in ramulis immersa. Grey. Alg.Brvt.Synops.p. LIT. 

1. LiCftlENdlA PINISATIFIDA. LlUX. 

L. jronde compressa %-Z-pinnata , pinni's alternis , pinnulis obtufts 
callosis. 

Chokdria riNNATiFinA. Ag. Syst. Alg. p. 301. 
Friis cORY.MuiFEit. Wulf. Crypt, air. p. 54. 

CtlOrvDIIlA PINNATIF1DA. Malt. IU'ise CtC. p. 633. 

GomdKU nm&TVtfapah. Naccar. Algol. Atlr. p. 5o,. 

Turn in mari, turn in Veneta Lacuna frequent Varictatcs B Osmumla 
jugamenlo dilalato , pinuis brevissimis imiltifido-cristatis , et y angusta juga- 
mento pinnulisque c\liudraccis gracilioribus in mari nosl.ro niiuimc desiderantur. 

Statura palmaris. Color purpureas, marcescentis roscus , lutesrcns 
vel virescens. Substantia cartilaginea, succosa; exsiqcatae tenuis, mem- 
hranacea. 

*J. 1. uremia OBTISA. Lm.x. 
L jronde tereti jUiformi pluries pinnata , pinnis oppositis cjrlindraceis 
< •ktuatis abbreviate horizontidlbus. 

CaOMatt oi:Tlsa. Ag. Syst. Al^ p. aoa. 

Coram.oide purpi-rea etc. Ginnan. Op. pott. i. p. 23. tab. a-i. f. 4<J- 

Ciiundria obtosa. Mart. Rcisc etc. p. 033. 

Cumjlia niTtsA. Natcar. Algol Adr. p. 60. 



ACCXOItE J. IAMAHBIKIO IQ7 

(3 gracilis: fronde gracillima , ramulis ternis elavatis. 

Corai.loidk etc. var. Ginnui). Op. post. I. p. 33. 
Feces swioMv. Wtil!'. Crypt, aq. p. 53. 
Cbbahidh m'imjsi m. Ku.Ii, PI, yen. p. 36|. 
CuooDniA obtima /J <.KA.ii.is. Mart. K<is<: etc. p. G33. 
Condiua ottusa B ghacile. Naccar. Algol. Atlr. p. Go. 

y Delilii: frondc crassiori virgata , ramulis brevissimis densis. 

Fuccs pisTii.i.Aius. Wol£ Crypt aq. p. 56. 

Cumikll ottusa x Dp.liliana. Naccar. Algol. Adr. p. 6o. 

3 paniculata: fronde decomposilo-pinnata crassiori, pinnis crebris 
erectiusculis. 

Choj*diiia inn sa. & pasicui-ata. Mart. Rcise etc. p. G33. 
Condiua ottcsa 5 pannocciuuta. Naccar. Algol. Adr. p. Go. 

Ill mari , nee non iu Voneta Lncuua. Turn species , turn varielates ad 
littus sacpius rejectae. 

Statura palmaris et ultra. Color plus minusve purpurascens. Substantia 
cartilaginea , lcnta , exsiccatae rigidiuscula. 

5. Lacrencm dasyphylla. Gret. 

L fronde tcretl Jilifornii vageramosa, ramentis clavatis basi niaximc 
attenuatis. 

CnoNDiuA DiSTPBTLLjL. Ag. Syst. Alp. p. 2o5. 
Cohdhia dasifilla. Naccar. AlgoL Adr. p. 6a. 

Turn in mari , turn in Veneta Lacuna frequcntissima. 

Statura spithamaea. Frons infernc Merulae pennae crassitic. Color 
dilute rubeos, exsiccatae obscurior, marcescenlis ltitescetis. Substantia 
cartilagineo-gelatinosa. Species ludit fronde graciliori , ramenlis cylin- 
draceis vel fusiformibus. 

i. LiAURENCU TENUISSIMA. Grev. 

L. fronde tereti Juiformi vage ramosa , ramentis setaceis basi maxime 
attenuatis. 

CllONDRIA TLM I.SMMA. Ag. SjTflt Alg. p. 3o5. 

Coballoide Dl 1UMI TI.M'ISMMI etc. Gimian. Op. post. I. p. 33. lab. 31. f. 46. 

Feces mcsco:dcs. Scopol. II p. 4°3 "• tiflSL YVulf. Crypt, aq. p. !\-. SuKr. loro|ul. p. 103. 



KjS SYNOPSIS AI.GAIUM IN MARI AMUATICO ETC. 

liiiAK.ii temjismma. Mart. Rcisc etc. p. C33. 
Cokdria tescissima. Naccar. Algol. Adr. p. 61. 

Turn in mari , turn in Lacuna Veneta; aJ littus sacpe rejccla occurrit. 

Statura palmaris. Frons infra setacea. Color viridi-lutcscens. Sub- 
stantia cartilagineo-gelatinosa. Praeccdcnti aflinis tamen habitu et colore 
dissimilis. 

,3 gelatinosa. 

Ceramum attesiatum. Ruch. Fl. Vl'll. p. a63. 

I uM.Kia TEM1SS1MA Qt GELAT1KOSA. JNaCCilT. Algol. Adl". p. 6a. 

In Lacuna Veneta; saepius in vallibus aestui expositis. 

Vi<c a specie distincta, videlicet fronde pulchrc purpurea, gelatinosa 
ita ut e.xsiccationc in pieturam collabalur ct chartae arctissime adhaercat. 

5. LaI!RE>'CIA papillosa. Grev. 

L. fronde ramosissima tcreti , ramis elojigatis undique ramentis den- 
sissimis brevissimis apice lobato-clavatis ves tilts. 

ClIOHDRIA PAPILLOSA. Ag. Syst. Alg. p. 203. 

Condria papillosa. Naccar. Algol. Ailr. p. 61. 

In Veneta Lacuna aliunde , pracsertim Clodiae ad niuros submersos loco 
dicto la Saline , auturano. 

Statura palmaris. Frons teres pennae corvinae crassitie irregulariter 
rainosa. Rami plerunique aggregati, toti vestiti papillis" brevissimis et 
densissimis. Color saturate viridis vel viridi (lavescens. Substantia c'ar- 
tilaginea, exsiccatae cornea. 

(3 T/iyrsoides : minor, ramentis laxioribus. 
Super Algas majores ex Istria rarior. 

0. Lalrrncia nana. Grev. 

L. frondibus minutis simp/iciusculis aggregatis clavatis , apice papu- 
losis , papillis sporidii/'eris. 

CiinsuiLiA kaha. Ag. in Bot. Zcit. 1827. p. 643. soorsiin p. 19. 
Cokdria kasa. Naccar. Algol. Adr. p. 61. 

In Cjstosira abrolanifoliu Tergesti (Agardu). 



acctoue j. ZANAnoiMO ir)o 

7. LaCBBKCM striolata. Ghkv. 

\.. fronde striata, striis e granulis vllipticis constitutis , capsulis clavatis. 

Coxdria strioi-ata. Ag. in But. Zt-it. 1838. p. 644. tcorsim p. 19 
<- .11 a strucette. Naccar. Algol. Adr. p. 63 

Tergesti (Acardu). 

Genus XXXVIII. LOMENTARIA Ltncb. 

Frons cylindracea, filiformis, gclatinoso-cartilaginea (saepe arliculalo- 
constricta) roseo-rubia. Fructus: i.° capsulae sphaericae , ovatae aut 
oonirae scmina cuneiformia vel rotundata includentes ; 2.° granula ter- 
nata in ramulis immersa. 

Gastridium. Gicv. Alg. Brit. Synops. p. LIII. 

1. LOMENTARIA ARTICULATA. LynGB. 

L. fronde fdiformi articulato-concalenata tubulosa , rami's fastigiatis 
dichotomis verticillatisque. 

CnonnniA articulata. Ag. Syst. Alg. p. 307. 
Svrikcocompetes. GcitdL Osscrv. c scop. etc. io Giorn d' Ital. 1766. II. p. 139. lab. VI. 

fig. 1. 
Coisferva Tl'BDI.osA. YVulf. Crypt, aq. p. 16. 
Ccr.AMiiM TontiLOSUM. Ruch. Fl. Ven. p. a65. 
Cohdria AnncoLATA. Naccar. Algol. Adr. p. 63. 

/3 linearis: articulis linearibus diamelro sexluplo longioribus. 

Turn species, turn varietas articulis maxime elongatis in mari nostro baud 
infrcquens. 

Statura palmaris. Frons crassilie pennae corvinae. Color purpureus 
vel roseus. Substantia inembranacea. Chartae adhaeret. 

2. LoME.-STARiA KALIFORMIS. GaILL. 

L. fronde fdiformi articulato-constricta tubulosa , ramis verticUlatis. 

I'll ■ I KALIFORMIS. Ag. Syst. Alg. p. 307. 

Feces DiApiiAKCs? Wulf. Crypt, aq. p. 03. 

Ciiobdria ialiformis. Mart. Rcise etc. p. G34- 

CoKDRiA ialiforme x Bertoloma>a Naccar. Algol. Adr. p. 6a. 

In Yeneta Lacuna praeccdcnle rarior. 



• )0 SYNOPSIS .U.r.AI'.l'M IN MAIU ADIUATICO ETC. 

Statura varia usque pedalis. Frons rrassilic pcnnac corvinae <t 
ultra. Color aii.ociii! rosctis l'ugacissiiuus. Su/>sta?itia Icucra , gelatinoso- 
membranacea, lubrien. 

~>. LOMEINTARIA CLAVELLOSA. Gaii.l. 

L. caule filiformi pluries pinnato , ramentis lineari lanceolatis distichis 
basi attenuatis. 

ClH>M>RIA CLAVELLOSA. Ag. S}'St. Alg. p. 3oG. 

Ail saxa coutra marc circa Pcllcslrina leg!. 

Statura apud nos uncialis vol pariiin ultra. Frons lubulosa ramuloso- 
ronstricta, ramulis attends vel oppositis. Color roscus. Substantia genera, 
sabgelatinosa , Lubrica. Chartac ante adhaerct. 

4. LOMENTARIA. OVALI8. '"' 

L. caule teretiusculo filiformi dicliotomo } ramentis ellipticis undique 
sparsis basi maxime attenuatis obtccto. 

Choisdria ovalis. Ag. Syst. Alg. ]>. 204. 
Com'iwa oyalb. Naccar. Algol. Adr. p. 61. 

j3 subarticulata: ramentis elongalis linearibus articulato-contraetis. 

Cho>dria otalis 5 suBABTiccLATA. Mart. Reise etc. p. 633. 

CofiDRlA OVALE $ QUASI ART1COLATA. Naccar. Alg. Adr. p. 6-2. 

Turn species , turn varictas copiose ad saxa in limite maris Clodiae. 

Statura fere biuneialis. Frons ad basim crassilie penuac passerinae. 
Color variabilis sacpe in viridesccntem transicns. Substantia caulis car- 
tilaginea, raiuentaruin pulposo-gelatinosa. Chartae adhaeret. 

0. LOMENTARIA I VARIA. DuBY. 

L. caule teretiusculo Jiliformi dicliotomo , ramentis spltaericis undique 
sparsis oblevto. 

CaORDBIA L'VARIA. Ag. Syst. AL' ['. 2c' ( 

Fucua DYABius. Wul£ Crypt. Ag. p. 3a. 

CnoHDBiA i\a[\ia. Mail. R.ise etc. p. 033. 
CoitDRiA cvaria. Naccar. Algol. Ad) 1 , p. 61. 

Cacspilose ahacrcns liaud raro occunit in caudicc Alarum majorum. 



AUCT0RE J. ZANAnDIKIO 20 1 

Difiert a Lomenlaria ovali statura minori , rair.cntis densioiibus 
sphaericis latioiibus, cxs'ucationc vesiculatforimbus, colore purpurasccnle. 
Chartae non adhaeret. 

0. LOMEISTIIUA PARVULA. * 

L.frondeflifornii articulata, ramis sparsis, articulis diametro acqualibus. 

Chondma ntun. Ag. Syst. Alg. ]>. 207. 
Venetiis legit Meneghim. 

7. Lo»lE.\TAIUA MWWl- ClIAUVIX. 

L.fronde tubulosa, articulato-constricta , irregulariter ramosa , ramis 
rejlexis, ramulis plerumque unilateralibus. Menegh. in litter. 
Venetiis Meneguini et ipse legi. 

Statura biuncialis et ultra. Color variabilis in viridescentem transiens. 
Substantia tenera. Chartae adhaeret. 

8. LOMEXTARIA BHCOUXl. MenEGH. 

L.fronde tcreti fdiformi , irregulariter pinnata , l-amis elongatis , apice 
uncinates, basi attenuatis ; ramentis sparsis obtusis ; capsulis sphac- 
ricis margine diaphano cinclis , apice poro pertusis. Menegu. MS. 

In Aestuario Veneto Algis majoribus et praeserlim Cjstosiris adnatam 
legit Meneguini. Ipse ab anno i83a in Portu del Lido banc speciem copiose 
hue illuc vagantem legi. 

Frons omnibus gracilior. Statura biuueialis et ultra. Color roseus, 
exsiccatae saturatior nitens. Substantia flaccida. Cbartae adhaeret. 

9. LOMENTARIA ? FCRCATA. * 

L. fronde plana pluries furcata , intus efdis moniliformibus conslituui , 
capsula laterali globosa acuminata. 

Chosdma fcrcata. Ag. in Bot. Zcit. 1827. p. G43. seorsiin ]>. ly. 
Condma FonciTA. Naccar. Algol. Adr. p. G3. 

Tergcsti in Rhodomerna bifida parasitica (Agvrdii). 

Species mihi ignota. Ex alio genere pro certo habeatur. Structuram 
Mesogloiis affincm esse Agardh ipse moimit. 

Sep.il II. Tom. IV. rB 



20 2 SYNOPSIS ALGARl'M IN MARI ADRIATICO FTC. 



Genus XXXIX. GRACILARIA Grey. 

Frons cartilaginea fdiformis , cylindracea vel compressa, rubra. 
Fructus: i.° capsulae massam semiuum minutorum includentes; 2.° gra- 
nula simplicia in fronde nidulantia. Grev. Alg. Brit. Sjnops. p. LIV. 

\. GitACii.Aiuv CORFERVOIDES. Grev. 

G. fronde cartilaginea tereti filifbrmi, ramis clongatis simpliciusculis , 
obsitis ramulis minoribus utrinque attenuatis patentibus , capsulis 
hemisphaericis sessi/ibus sparsis. 

SpnAEnococcus cosFEnvoines. Ag. Syst. Alg. p. a3a. 

Ceramiantemo ramosissimo etc. Donnt. St. nat. mar. dell'Adr. p. 28. tab. 1. 

Coralloide ALTRE VOLTE DI COLOR rosso etc. Ginnan. Op. post. 1. p. 23. tab. 21. f. 48. 

FfCUS LOJtGlSSlHDS , ALPUS, ACEROSUS, UN1F0RM1S, FLAGELLARS, DEF0RMI6. Wulf. Crypt, aq. 

p. 48. 4g. 58. 6i. C<\. 
Ceramium longissimum et uniforms. Rtich. Fl. Vcn. p. 262-63. 

SpnAEROCncr.L's confervoides et var. fi PROCERRIMDS, O UH1F0RM1S, £ VERRUCOSUS, JDIVARl- 

catus. Mart. Rcisc etc. p. 63a. 
Sferococco corfervoide ct var. y ramosissimo, 5 sudicio Naccar. Algol. Adr. p. 71. 73. ^3. 

Nil freciuenlius, nil mutabilius in mari nostro praesertim in Vcneta Lacuna. 

Statura usque pedalis. Color pnrpurascens. Substantia cartilaginea. 
Stirps mire varians. Iileo vavictatum farragincm praetei'misi, quod prorsus 
inane , cum agatur de specie summopere ludibunda. 

Oos. Ex liac planta nuperrime apud nos in Ofticinis gclatina paratur, 
quae praecipue in phlbisi scrophulari epiam maxime prodest. 

2. Gbacilabia compressa. Grev. 

G. fronde cartilaginea Jiliformi compressa pinnato-dicJiotoma , ramis 
patentibus laxc ramosis longe subulatis. 

Spherococcus compressus. Ag. Syst. Alg. p. 233. 
Focus m w.i.i-.- u 1- ? Wulf. Crypt, aq. p. 4°- 

Clodiac MenegbLNI ct ipse legi. 

Statura palmaris et ultra. Color purpurascens facile in olivaccum 
transiens. Substantia cartilaginea. 



auotore j. zanardinio 2 „3 

3. Gracilawa armata. Gbbv. 

G. fronde cartilaginea filiformi dickotbma spinosa , spinis secundis 
furcatis. 

Siiiaehocdccos aiimatos. Ag. in Bot. Zcit. 1827. p. G45. scoisiiu p. 20. 
Srisnococco aiiuato. Naccar. Algol. Adr. p. ;3. 

Tergcsti ad saxa profundi; sulnncrsa loco diclo la Lantcrna copiose legi. 

Habitu Sphaerococco coronopifolia fere similis , quo tamen distin- 
guitur in primis fronde tercli tiunquam comprcssa, et fructibus sessi- 
libus per totam longitudincm froudis crcberrime sparsis. 

i. Gracm.aiua secdnda. * 

G. fronde filiformi membranacea cartilaginea parce ramosa , ramis 
secundis. 

Sphaerococcus secundis. Ag. in Bol. Zcit. 1827. p. 645. seorsim p. 30. 
Sv'Enor.occo ukiiateivale. Naccar. Algol. Adr. p. 73. 

Tcrgcsti in altiorc mari (Agardh). 

o. Gracilaria? divabicata. Grev. 

G. fronde subcartilaginea ramosissima fragilissima , tota obtecta ramellh 
setaceis deciauis, apicibus rectis subulatis. 

Sphaehococcos DiVARiCATOs. Ag. in Bot. Zcit. 1827. p. 645. seorsim p. 21. 
Si'Enococco DivAKicATO. Naccar. Algol. Adr. p. 74. 

Tcrgesti praecipuc in salinis et Vcnetiis (Agardh). 

Species paucis notis adumbrate ab Hjpnea musciformi hand dissi- 
milis videtur. 

Genus XL. HYPNEA. Lamour. 

Frons cartilaginea cylindracea , filiformis ramosissima , ad apicem 
ramulorum saepe incurva. Fructus obscurus: granula in ramulis setaceis 
intumescentibus siliquacformibus nidulantia. Grev. Jig. Brit. Synops. 
p. LIX. 

1. IIVPIVEA Ml'SCIFORMIS. LAMOUR. 

H. fronde subcartilaginea filiformi ramosissima, ramsntis setaceis spi- 



•i.j synopsis at.caium K» HAM AnniATico etc. 

nuliformibus hirta , apicibus ramoritm lanccolulis uncinalis , capsulis 
sphacricis in ramulis sessitibus. 

Sphafuoi.oi »i * muscifobmis. Ag. Sysl. Alg. p. a38. 

C.0BALL01DB PURPl'BEA, Cl CoilAl.LOlDB COLOR DI lAHM CiiMll.iti. Op. pOSt. 1. p. 11. S3* 

tab. 21. fig. {3. 
Fucus muscifohmis ct inn-res ? Wulf. Crypt, aq p. 47- 63. 

Cl.KAMH'M Ml SLllUBME. Rlldl. Fl. VlMl. p. -jG.'l. 

Spiiaebococcus mcscifohmis. Marl. Keisc etc. p. G3a. 
St'Enococco moscuobme. Naccar. Algol. Adr. p. 53. 

Tcrgcsti iu ipso limite maris frcqucnti&sima. 

Statura palmaris vel spithamaea. Crassilies pennae passerinae acqualis 
ct ultra. Color vircscens raro -rubescens. Substantia carlilaginea lenera. 
Species ol) variain ramentorum densitatem maxime luilibunda. 

Genus XLI. GIGARTINA Lamour. 

Frons cornea vel carlilaginea, filiformis, cylindracca, vage ramosa. 
Fruclus: capsulae sphaericae sessiles globulum seminum rotuntlorurn 
includentes. Grev. Alg. Brit. p. LP III. 

i. GiGAnn.vv miniata. Lmx. 

G.fronde minuta dense caespitosa tereti-compressa , corneo-cavtilaginea 
impUcata inordinate i-Z-pinnata , ramulis horizontal ibus extremis 
brevibus subacutis. Dubv Bot. Gall. ed. a. v. 2. p. 953. 

Caudici Cjstosiraa Hoppii succrcscens: Tergesti ab undis rejectam inveni, 
iterumquc ad saxa in Portu Polae. 

Frondes aggregalae, caespitosae vix unciam altae, lerefes, crassitiem 
fere capillo humano aeijualcm ubique servanles, irregula'ruer laniosae. 
Ramuli sacpe secundi , plerumque brevissinii, allerni vel opposili, pa- 
tontes. Color pulchrc coccineus exsiccatione saturatior. Substantia car- 
tilaginea tcnax. 

2. Gigaktina? Hf.lminthociiorton. Lmx. 

G.fronde carlilaginea tereti caespitosa impUcata, caule filiformi re- 
pcnle , rands setaceis subdichotomis obsolete transversim strialis. 

Spiiaebococci's Helmimiiochobtos. Ag. Sysl. Alg. p. q35. 
E mari rejects circa Polaru loco dido del Molino mihi occurrit. 



AVCTOBB J. eanabdhro 2,,', 

Statu,;, un.ialis vcl parum ultra. Crassities sctacea. Color purpureo- 
iuscus ,.. albo-v.rulem facile (ransicns. Substantia cartila-inca , lent-, 



lena\. 



Structura ab omnibus divcrsa, ct Alsidio affinis. An genus distinctum 1 

^ Ods. Ut remedium contra vermes eximiu.n per plura saecula a colonis 
Graecis in Corsica, ubi primum detecta, usitata. Utrum vero haec virtus 
bujus spcciei propria, an potius omnibus communis etiam atque etiam 
dubitandum. 

'J. GlGARTINA PLICATA. Lmx. 

G. fvondc fliformi cornea rigida aequali implexe ramosa , ramis sub- 
secundis horizontalibus confertissimis a pice fur cutis. 

Spiiaerococccs plicatcs. Ag. Syst. Alg. p. 334. 
Cbhamidm plicatum. Ruch. FI. Ven. p. 264. 

Venetiis Rochinceb , Clodiae Meneghibi legit. 

4. GlGARTINA USTDLATA. Grev. 

G.fronde cartilaginea setacea ramosissima , ramis erectiusculis acutis 
ramenta lateralia horizontal spiniformia ferentibus. 

SpHAEROCOCCXS USTUIATCJ. Ag. Syst. Alg. p. a3 7 . 

Venetiis ad saxa legit Meneghim. 
O. GlGARTINA ACICULARIS. Lmx. 

G. fronde cartilaginea fdifnrmi subdichotoma , ramis palentibus acumi- 
nata ramenta tateralia horizontal spiniformia ferentibus , capsuUs 
sphacrwis sessilibus sparsis. 

Sphaebococcus acicciabis. Ag. Syst. Alg. p. a3 7 . 

Fnoo nuwo o. akcusti e stbett. bamuscelli ccc. Ginnan. Op. post. 1. p. »,. ub. ». 

i- 4 a> 

FOCDS COSFEBVOIDES ct ACICVLABIS. Wulf. Crypt, aq. p. 45. G3. 

Sphaebococcus confebvo.des var. y nm.,xoa ct S. acccab.s. Mart. Reise etc. p. 63x 
Sfebococco cokfervoide var. B iktbicato. Naccar. Algol. Adr. p. -ji. 

Ad saxa in ipso limite maris frcqiuns. 

Stalwa a-3-uncialis. Crassities Merulae pennae aequalis. Color pur- 
purascens. Frons saepe zonis transversim lutescentlbus variesata. Sub- 
stantia cartilaginea , exsiccatae rigida. 



■2t>6 &YNOPSIS Ai.GARUM IN MAP.I ADRIAT1CO ETC. 

Obs. Iii aqua dnlci maccrata omnino in gelalinam solvitur teste Agardii 
(S P . Alg. I. pi 3.3). 

0. GlGARTINA GlUFIITSIAK. L.MX. 

G. froiulc cartilaginea Jiliformi dicholoma Jastigiata , nematbecis ob- 
it mgis amplexicaulibus. 

Spharrococcds tiiui'riisi.u: Ay. Syst. Alg. p. 335. 

Foci's futigutos ei rociTos? Wolf. Crypt »q. p. 53. 61. 

Ceramics cioAiTunni? Ruch. Fl. V™. p. aG3. cxcl. syn. 

Sriivrr. 1. ..1.. \i; 1 im s ' M.ni. lUiv etc. p. 63l. excl. syn. 

LiCBBH rii-.MAn. Mart. 1. c. p. Gig. cxcl. syn. 
Svnocooco GamtTsujio. Naccar. Algol. Adr. p. 70. 
Poudb TENibMii\. IN.iccar. 1. c. p. 57. quoad syn. Wiiit'. 

Ad saxa in liruite maris vulgatissima , ncc non ad muros canalium Urbis 
\ eneliarum. 

Froiis compressa, plana, ramoso-cxpansa et fasligiata. Statura vix 
pollicaris el minor. Color subnigrescens hyacinthinus, exsiccatae niger. 
Substantia cartilaginea. Habitus Lichinae pygmaeae. 

Obs. Iu synonvma allala vix milii dubium superest quin Fucus ja- 
stigiatus Wulf. 1. c. seu Polide tenuissima Naccar. 1. c. et Ccramium 
gigartinum Ruch. 1. c. seu Spbacrococcus gigavtinus Mart. 1. c. ner 
non Lichina pjgmaea Mart. 1. c. hue sane pertineant. 



7. Gigarti.\a mm. Grev. 

G. frondc cartilaginea tercti fdiformi ramasissima dicholoma fastigiata , 
/■amis seiisim attenuatis apice complanatis et trifurcis. 

Sphaerococcus durus. Ag. Syst. Alg. p. 234- 
Tergesti uudis rcjccla raro milii obvenit. 

Statura biuncialis. Crassities pennae corvinae aequalis. Color cocci- 
neus , marccscenlis olivaceus. Substantia cartilaginea, dura, parum hu- 
mectatione -volumine crescens. 

8. Gigartina Teedii. Lamour. 

G. frondt- msmbranacm plana liheari vagc pinnatifula ciliuta , tiliis 
subulatis latere cttpsuliferis , capsulis solitariis. 

Sphaehococccs Teedii Ag. Syst. Alg p. aa5. 



AUCTORn J. ZA\ARDINIO 2n „ 

SriURnococrxs Teedii. Mar£ Reisa etc. P . G3i. 
SlEnococco Tbediako. Naccar. Algol. Adr. [>. 68. 

Tergesti ad littora iu rrjectamentis Laud infrcquens. 

Statura palmaris. Frons lincam-scsfpiilincam lata. Color purpurascens, 
exsiccatac inter viritlcm, purpureum, et roseum pulchre varians. Sub- 
stantia membranarea. 



Genus XLII. GELIDIUM La 



sioun. 



Frons cartilagineo-cornca, compressa, linearis, plus minusve pinnata. 
Fructus : i." capsulae in ramulis immersae , semina niinula rotundata 
includentes; a. 9 grannla composita in ramulis nidulantia. Grev. Alg. 
Brit. Sjnops. p. LVH. 

I. Gelidii'm cornei-m. Lmx. 

G. fronde cartilagineo-cornca disticha ramosa , segmentis compresso- 
planis Unearibus bipirmatis, pinnis oppositis patentibus obtusis , cap- 
sulis ellipticis lateralibus pedicellalis. 

Spiiaehococcus corkeus Ag. Syst. Alg. p. taa5. 
/3 hjpnoides. 

Fucos sEiticEos. Wulf. Crypt. a<j. p. 43. 

SniAEBococccs corhecs 5 sekiceus. Mart. Reise etc. p. 63i. 

Sfehococco ipsoide. Naccar. Algol. Adr. p. 69. 

Ad Algas tnajores raro. 

Frons pollicaris ct ultra multoties pinnata, et ita valde ad latera 
expansa. Color ruber exsicealione nitens. Substantia rigida. 

7 capillaccum. 

C0RA1.1.01DE MiKORB bamosissima etc. Ginnan. Op. post. 1. p. 32. tab. ai. fig. 45. 
Focus SEEicF.rs. Wulf. Crypt, aq. p. J3. 

Sp " v " • oobhotj S uniuciu. Mart. Reise etc. p. 63i. 

Sferococco capiliaceo. Naccar. Algol. Adr. p. 68. 

Iu rejectamentis ad littora baud infrequens. 
Frons angustissima pinnis supernc confertis, crectiusculis, subsetaceis. 



3o8 SYNOPSIS ALGAHUM IS MAUI ADIUATICO ETC. 

Statura 3-3-pollicaris. Color purpureus variabilis. Substantia in atari 
obscquiosa flevilis , exsiccaUonc cornea fragilis. 

Plumula. 

Tvcxi PlUBObk. Wnlf. Crypt. 0(|. p. ^. 

&>HA>nococcvs coekeus £ 1'llnih. Mint. Rcise etc. p, C3i. 

Ad oras in saxis violentiore acstu maris percussis. 

Frondes pulvinatae angustae, pinnis selaccis curvatis. Statura rix 
bemipoliicaris. Color ruber. Substantia cartilagiuea. 

c - clavatum. 

Sfchococco clathto. JNsccor. Algol. Adr. p. 69. 
Ubi praeccdons. 
Frons setacea rcpens et decumbens, ramis brevibus clavalo-obtusis. 

J loncharion. 

Feces tencissimcs. Wulf Crypt, aq. p. 6a. 

SpBAr.noeoccrs corbecs 5 cniNALis. Mart. Rcise etc. p. 63t. 

Sferococco Lwcetta. Naccar. Algol. Adr. p. 69. 

Iisdem in locis. 
Frons setacea parum ramosa, ramis elongatis apicc subtrifurcis. 

Genus XLIII. SPHAEROCOCCUS Stack. Ag. 

Frons cartilagiuea, compressa, anceps , linearis, distiche ramosa. 
Fructus: capsulae mucronatae, semina ovata brevi-pedicellata includentes. 
Grev. Jig. Brit. Sjnops. p. LVII. 

i. SPHAEROCOCCUS CORONOIMFOLICS. Ac 

S. frond 'e cartilaginea ramosissima dichotomo-pinnata , segmentis sensim 
attenualis, inferioribus compresso-ancipitibus , ullimis furcatis acutis, 
capsulis sphaericis mucronulatis pedicellatis lateralibus. Ag. Syst. 
Alg. p. 2^9. 

Fucus cartilaginous. Scop. Fl. Cam. II. p. 4«4- n - *\ 2 9- Wnlf. Crypt, aq. p. fo. 
Sphaf. no coccus coiiOnopifolius. Mart. Reise etc. p. G3i. 
Spmococco corosopifolio. Naccar. Algol. Adr. p. 70. 

In alto crescit , sarne undis in littus advectus , et ibi rclictus rcpcrilur. 



AfCTOnE J. ZANARDINIO •>,„) 

Statura usque spitliamaca. Color variabilis coccineus, purpureus 
(|uaii(locpic viridis vel latescens. Substantia cartilaginea. 

Species polymorplia. Interiluin frons crassior tola couformis, ramenlis 
lateralibus destituta, fructibus sessilibus. An species alia? 

Genus XL1V. RIIODOMEJVIA Gjusv. 

Frons plana, incmbranacca , roseo-rubra omninn avcnia, sessilis \ ct 
breviter Stipitata. Fructus: i.° capsulae liemispharricae, sparsae; 2." gra- 
nula ternata minutissima in soris hidcfinitis. Grev. Alg. Brit. Synops. 
p. XLVIII. 

1. RlIODOMEMA BIFIDA. GrEV. 

R. fromlc membranacea dichotoma, capsulis sphaericis margmatibus 

sessilibus. 

Sphaerococccs bifidds. Ag. Syst. Alg. p. a3i. 

Focus cbranoides. Wulf. Crypt, aq. p. 3?. 

SntAEKOcorccs cmsrcs? Mart. Reisc etc. pap. 63o. excl. syn. Wulf. 

Spiiaerococcds repfns ? Mart. I. c. p. 63i. excl. syn. 

Sfebococco bifido. Naccar. Algol. Ailr. p. 70. 

Sferococco forccto ? Naccar. 1. c. p. 67. excl. syn. Ag. 

[3 ciliatii: frontle angustiori, segmentis nltiniis elongatis , ciliatif. 
Capsulae in ciliis lninutissimae. Titterdiun prolifera. 

I. in/ ^ purpurea viscosa. Ginnan. Op. post. 1. p. a5. tab. a5. f. 57. 
Feces lacer. Wulf. Crypt, aq. p. 38. Rucli. Fl. Vcn. p. 261. 
Sphaerococccs bifidcs B ciliatus. Mart. Reisr etc. p. 63i. excl. syn. Rucb. 

Turn species , turn varielas in Veneta Lacuna vulgatissima ; in maris 
quoque demersis urbis Venetiarum passim rcperitur. 

Statura 2-3-uncialis et ultra. Color roseus. Substantia membranacea. 

2. Rhodomema Palmetta. Grev. 

R. caule fdiformi subsimplici in laminam subcuneiformem palmatam 
cxpanso , segmentis ligulaeformibus , capsulis licmisphaeriris in disco 
sessilibus. 

Spbaebococcps Palmetta. Ag. Syst. Alg. p. ai5. 

Opcnzia di membbaka FiKissiMA e di colob Rosso assai vivace. Ginnan. Op. po>t. I. p. j:V 
tab. a5. fig. 5g. 

Serie II. Tom. IV. cc 



2IO StNOPSIS ALGART'M IN MARI ADIUATICO ETC 

rrtis TiMiioRiiis Bi'i'tul. Allium, il.il. p. -r>.\. 
Alimkma Pico n" India. Naccar. Algol, Ailr. p. 76. 

In mari . rpmidoqiic ad Algas niajorcs ev Quarnrro et in Islria cxpiscalas. 

Statura varia. Co/of rubens. Substantia cartilag'meo-mcmbranacea 
tenuissima. Chnrfae non adhacret. 

Obs. Pro locorum divcrsitatc idii crescit variis abludit form is. Frons 
nunc simplex cl bifida, nunc lineari-dichotoma marginc prolifera, seg- 
raentis obovatis interdum concatenatis. In meo berbario nonuulla cxcm- 
plaria extant quae cum figura citala omnino quadrant , ila ut nullum 
dubiurri mihi superslt quin species Ginnaniana hue sane perlineal. 



Genus XLV. CHONDRUS Lamour. 

Frons carlilaginea, plana, enervia , dichotoma , sursum dilatata , 
livido-rubra. Fruclus: capsulac sparsae plcrumque in disco frondis itn- 
mersae , rarius prdicellalac. Semina minuta rotundata. Grev. Alg. Brit. 
Sjrnops. p. LJ~. 

1. Chosdris Heredia. Grev. 

('. caule Jiliformi mox in frondem dichotomam dilatato , segmentis li- 
ncari-cunri/orriiibus , ultimis funbriatis , vcrrucis echinatis pedicel- 
lalis axillaribus. 

Sphaerococci-s Heredia. Ag. Syst. A!g. p. 2i5. 
Sphaehococcus Heiiedia. Mart. Reise etc. p. 63o. 
Sferococco Heredia. Naccar. Algol. Adr. p. 67. 

lu alto crescit ; raro ad littora obvenit , fluctibus delatus. 

Statura palmaris et minor. Color rubens. Substantia carlilaginea 
tenera. 

Genus XLVI. PHYLLOPHORA. Grev. 

Frons cartilaginea vel membranacea, plana, rubra, obscure vel 
obsolete costata , e disco prolifera. Fructus : i.° capsulae semina minuta, 
rotundata includentes ; 2." granula simplicia in receptaculis planis folia- 
ceis. Grev. Alg. Brit. Sjnops. p. LFI. 



AUCTOUE J. ZANAB.DINIO ail 

1. PlIYLLOPIIORA NERVOSA. GliKV. 

P. caule brevi ramoso , laminis linraribus imdulatis costatis e suprr- 
ficie proliferis , costa plana cvanescente , capsulis bracteatis. 

Spiiaerococcos nervoscs. Ag. Syst. Alg. p. ai3. 
Sferococcu HEnvoso. Naccar. Algol. Adr. p. G6. 

/3 spiralis: lamina Spiraliter torta, ncivus obsoletior. 

Epatica spirale. Chilian. Op. post. I. p. aG. lab. aG. f. 61. 
Fucus crispatus. Wulf. Crypt, arj. p. 3y. 

SPHAEROCOCCliS KEnvosts B spiralis. Mart. Rrisc etc. p. G3o. 
Sferococco hervoso # spirale. Naccar. Algol. Adr. p. G6. 

Turn species , turn variolas in alto crescit , sctl raro. 

Statura subpedalis. Color roseo-rubcr facile in viridem transiens. 

Substantia cartilagineo-membranacea , tenuis. 

2. PlIYLLOPIIORA L.VCTLCA. GlVEV. 

P. caule filiformi dichotomo , ramis alatis in laminas ovatas mem- 
branaceas crispatas abeunlibus. 

SpiiAEnococccs Lactcca. Ag. Syst. Alg. p. an. 

Palmetta marina etc Ginnan. Op. post. 1. p. ao. tab. 19. f. 37. 

Sphaerococcls Lactcca. Mart. Rcise etc. p. G3o. 

Sferococco Lattdca. Naccar. Algol. Adr. p. GG. 

In mari baud infrequens. Aliquando species a sede sua avulsa ad littora 
in rejectamentis obvenit. 

Statura biuncialis. Color recenlis purpurascenti-roseus , exsiccatae 
saepc yiridis. Substantia tenuissima , membranacea , sli|iitis crassa rar- 
tilaginea. 

Genus XL VII. GRATELOUPIA Ac. 

Frons cartilagineo-membranacea, plana, quandoque pinnulis vel ra- 
mulis foliaceis basi attenuatis instructs. Fructus : tuberculae minutae , 
aggregatae , immersae, pertusae , semina rotundata vel elliptica inclu- 
dentes. Grev. Alg. Brit. Synops. p. LIX. 

1. Grateloupia filicina. Ac. 

G. fronde pinnata , jugamento lineari , pinnis utrinque attenuatis np- 
positis Ac Syst. Alg. p. 24 1. 



313 SYNOPSIS ALGAIU'U IN MAM ADRIATICO ETC. 

Feces riLicims. Wulf. Crypt- aq. p. . r >i. 
Grateloipia RUOU. M.irt. Reiae etc. p. G3o. 
Gratelipia viuicisi. Naccar. Algol. Adr. p. 7$. 

Tcrgcsli in corporibus sulimarinis accresccns, ctiam Supra cancrorum 
tcstas ; quamloijuc ID Vcueta Lacuna speciem legi circa Cloiliam. 

Statura palmaris. Frondes plcrumque aggregatae radiaum explanatae. 
< '<)/<)/• purpureas , exsiccatae subnigrescens. Substantia metnbranaceo- 
cartilaginea, exsiccatae firma. 



ULVACEAE. 



Genus XLVIIT. TORPIIYRA Ac. 

Frons plana, tenuissima, purpurea. Frnctus: i.° sori sparsi granu- 
lorum ovalium ; a.° granule quaternata per totam frondem pulchre 
disposita. Grev. Alg. Brit. Sjnops. p. LXV. 

1. PORPHYRA VULGARIS. Ag. 

P. j'ronde purpurea plana margine undulato-crispa ovato-lanceolata. 
Ac. in Bot. Zeit. 1827. p. 643. seorsim p. 18. 

Ulva atroporpurea. Oliv. nei Saggi dell'Accad. di Pad. 1793. III. p. 12. c. ic. 

Ulva sericea. Wulf. Crypt, aq. p. 5. 

Uiaa pcrpcrea. Ruch. Fl. Vcn. p. 376. Mart. Rcise etc. p. 634- 

Sphaerococcds laciriatus. Mart. I. c. p. 63i. ex syn. Wulf. 

Porfira volcare. Naccar. Algol. Adr. p. 55. 

Ill Vcnela Lacuna , ncc non in canalibus Urbis Venctiarum prinio vcrc 
species vulgatissiina. 

Statura usque pedalis. Color rubescens, exsiccatae rubro-liyacin- 
tliitms uitens. Substantia tenuissima flaccida. 

2. PORPIIYRA LACIMATA. Ac. 

P. f'ronde purpurea plana, laciniis numerosis dilatatis. Ac. Syst. Alg. 
p. 190. 

,3 umbilicata. 

Yarietatem tantum bucusque legi Tcrgesli ad saxa in ipso limile maris: 
autumno. 



AIJCTOIU: J. ZAXAUDINJO ., , 3 

Frondes aggregatae fere orLimlai...-, tfbMdfatea nmbilicaiae, in meis 
speciminibus a-3-linearum diametro. Granula qtiaternata, quam in P 
vulgari duplo majora. Color recentis lividus, exsiccate rubescens miens! 
Substantia tenerrima membranacea. 

3. PORPHYHA CORIACEA. * 
Wfronde rosea, solida , coriacea, cavemoso-inflata , mesenteriformi , 

supra granulifcra , gramiUs pafum eminentibus undique sparsis. 

Venetiis ad muros sepulchred in ipso limits aquae loco dicto S. Cristoforo 
mensc aprilis. 

Frondes aggregatae superimposilae in unura corpus coimatae, ex- 
pansae, diversae magniludinis et variac formae , nunc rotundatae, nunc 
ovatae vel elongatae, pnlposo-solidae intus irregulariter cavernoso-inflatae 
superficie gyroso-plicatae et bullalae, mesenteriformes, muris vertica- 
libns levitcr ailkae, transparentes, granulis punctiformibus , creberrimis 
undique ac symmetrice conspersae. Color roseus. Substantia membra- 
nacea , valida, rigidiuscula; exsiccatae rigida, coriacea. Chartae non 
adhaeret. 

Struclura caeteris evidentius cellulosa ; cellulae coloranles quam in 
caeteris ma j ores , approximatae. An granuli cellulis minoribus subdia- 
phanis conflucnlibus cflbrmati ? 

Genus XLIX. ULVA Linn. 

Frons membranacea viridis, pinna (rarius juniore saccata). Fructus : 
granula quaternata per lotam frondem aggregata. Grev. Jig. Brit. Sjiiops. 
p. LiX.r. 

i. ULVA LAT1SSIMA. LlNN. 

V.fronde oblonga vel subrotunda haissima plana. Ac. Syst. Alg. p. 188. 

Lattcca mamma. Ginnan. Op. post. j. p. 24. Lib. 23. fig 54. 

Ulva latiss.ma. Scop. Fl. Cam. 2. p.404 n. ,432. Wulf. Crypt, aq. p. 4 Mart. Refac etc 

p. 634. 
Ulva Lattcca mamsa Tar. 5 Naccar. Algol. Adr. p. 5o. 

/3 mesentcriformis : fronde plicata bullosa. 

LlVA MESEMTEIUFORMIS. Wulf. Crypt- aq p. 5. 



ai4 SYHOPMS ALGARUM IS MAW ADRLVTKO ETC. 

Ulva latissima var. B Mart. Ri'is<- etc. p. 635. 
\'w\ I.attcc.a maiura Naccar. Algol. AJr. p. '19 

•/ wnbilicalis : fromle umbilicata. 

Ulva umbilicalis. Wnlf. Crypt, aq. p. 7. 

I iai i.atlsmma v.ir. y. Marl. Rcise etc p. 635. 

Ulva Lattit.a marina var. y. Naccar. Algol. Atlr p, 5o. 

palmata: frondc in lacinias sublinearcs cotitorias clivisa. 

I 11.1 Lai ti . a. Scop. Fl. Cam. 2. p. 'jo5. u. 1 433. Wulf. Crypt, oq. p. 3. Suflfir. Forojul. 

p. 203. Rucli. Fl. Vcn. p. a^S. 
Ulva lacimata. Wulf. Crypt, aq. p. 3. 
Ulva i.aiissima var. 5\ Mart. Rcise etc. p. 635. 
Ulva Lattcga mamna var. 8. Naccar. Algol. Atlr. p. jo. 

Turn species , tutu variolates in Vcneta Lacuna unique vulgatissimae. 

Statura varia. Color viridis. Substantia membranacea , valida, rigi- 
diuscula. 

Ons. In quibusilam regionibus in acetariis cornedilur. 

2. Ulva Linza. Lins. 

XJ.Jronile lanccolato-ensifornri utrinque lorigv attenuaUi unduluto-crispa. 

Soleria Linza. Ag. Syst. Alg. p. l85. 

Ulva Linza. Wulf. Crypt, aq. p. ,\. Suflr. Forojul. p. 201. Rucb. Fl. Vcn. p. 276 M:irt. 
Rcise etc. p. 635. Naccar. Algol. Adr. p. 5i. 

/3 lanceolata: fronde margine plana. 

Ulva compressa. Scop. Fl. Cam. 2. p. 4/>5. n. i/|34. 

Ulva lanceolata. Wulf. Crypt, aq p. 1. Rueh. Fl. Vcn. p 276. Naccar. Algol. Adr. p. 5a. 

Ulva Linza B lanceolata. Mart. Rcise etc. p. 635. 

Species quandoque varietas in Veneta Lacuna baud infrequens. 

Statura variat usque pedalis. Color ac substantia ut in specie prae- 
cedente. 

Genus L. ILEA Fries. 



Frons tubulosa, cava, membranacea, viridis, striato-areolata. Fruclus: 
granula subquaternata , in areolis aggregata. 

Enteromohpha. Grev Alg. Brit. Synops. p. LXVL 



AK.TORE J. /.ANAIIDINIO 

i. [lea Bbrtolond. * 



l.Jronde lineari basi in stipitem mhulnsum longe attenuate, Lreme 
undulato-crislata. 

Solema Bbrtoiokh. Ag. Syst. Alg. P . ,85. 
Civil. Gionan. Op. post. I. p. 34. tab. -ill. f. 55. 

In mari nee non in Vcneta Lacuna. 

Statura usque pedalis. Frons vix u „guem lata, margine cispatissin.a. 
Color dtlutc vind.s. Substantia mcn.branacea. 

2. Ilea ixtestinalis. Gaill. 

I. JronJe lubulosa injlata simplici. 

SoLEWIA 1NTEST1NALIS. Ag. Sjst. Alg. p. 1 85. 

Co B ferva .»T»na U , Wulf. Cry^t. aq. p. ,3. Ruch. Fl. Vcn. P aG n 
Ulva ,„tes™a,.,s. Suffr. Forojul. p. Ma . Mart . Reise ctc ^ 
Ulva ihtestimforme. Naccar. Algol. Adr. p. 54. 

Li Veneta Lacuna praesertim in fossis sa ] sis frequentissima. 
3. Ilea compressa. Gatll. 

l.Jronde tubulosa lineato-clathrata ramosa fdifonni compressa, ramis 
simphcibus basi attenuatis. 

Solema compressa. Ag. Syst. Alg. p. 186. 

Aechetta Mosco. Ginnan. Op. post. 1. p. a5 . tab. 2 5. f. 5- 

Uma flexoosa. Wulf. Crypt, aq. p. 1. 

CoHFERVA FISTULOSA. Wulf. 1. C . p. ,3. 

Co-ferva compressa. Wulf. 1. c. p. ,4. Ruch. Fl. Ven p 2 , 
Ulva compressa. Mart. Reise etc. p. 635. Naccar. Algol. Adr. r . 5, 

£ crinita: fronde ramisque capillaribus. 

Ueva compressa y«m Mart. Reise. etc. P . 635. (esc>. syn Wulf. e. Ruch. j i tem 
Algol. Adr. p. 53. ( excl. syn. Wulf. et Ruch). 

Turn species , turn varictas vulgaris ubi praecedens. 
4. Ilea clathrata. Gaill. 

I. fronde tubulosa Jla.escente irregulariter clatln-ata fdiformi , ranus 
attenuatis. 

S0LE1,!A CLATHRATA. Ag. Syst. Alg. p. ,86. 

Cosfsrta CArHRATA. R uc h. Fl. Vcn. p. a 7 o. 



ai6 SYNOPSIS ALCAIU M IN MAM ADRIATICO ETC. 

I'lva clatiirata. Mart Rcise etc. p. 63G. 

I i.\ \ a isfekiiiata. Naccar. Algol. Adr. p. 5^. 

Yrnctiis in Lacuna Bed raro. 

Ous. Ulvam attenuatam Naccar. 1. c. p. 54- ad StilopJiontm crinitain 
amamlavi. Conferva autem siwulata Wur.F. ( Crypt, aq. p. i a), scilicet 
I Iva subuluta Mart. 1. c. p. 636 , lice est I h-a lesiniforme Naccar. 
1. c. p. 54- vix. hujus loci esse potest; species adhuc dubia ronsulto 
omittilur. 

Genus LI. PERCURSARIA Bory ( non Bonnf.m.). 

Frons cellularis, tubnlosa, scricm centralem sporidiorum serins in- 
cliuleus. Menegti. MS. 

1. Percirsaria pdgicola. Menegh. 

P. frondibus niinutissiniis caespilosis , comprcssis , marginatis , apice 
atteniuitis , irregularitcr ramosis ; ramis acu&s , bj-cvibus sacpe pe- 
cthiatis. Menegh. MS. 

Habitat parasitica in Fuco r>esiculoso var. Sherardi ad littus Dalmatiae 
sec. Menegiiini , qui speciem detexit. 

2. Perclrsaria rige.\s. '"' 

P. fronde ramosissima basi crassiuscnla apicc attcnuata , ramis ramu- 
lisqiie vagc cxeuntibus jlcxuoso elongatis, rigidis , idlimis acutis. 

Tab. VIII. Gg. 3. 
Ut praecedens super Fucum parasitans , in Portu Polae milii occurrit. 

Frondes densissitnc aggregato-caespitosae, duas trcsve lineas longac, 
basi crassiusculac et ita dilatalae , versus apicern sensim attenuatae, 
indeflnitc ramosae. Rami ramulique vage egredientes, nunc approximate 
nunc plus minusve dislantcs, alterni , oppositi, quandoque secundi , 
flexuoso-clougati , tandem acuti. Color dilute viridis. Substantia mem- 
branacca , rigidiuscula. 



AUCTORF. J. ZANARDINIO 2 I >] 

Genus LII. BANGIA Lyhgb. 

Frons plana capillaris menibranacea colore viridi , rosco vel pur- 
pureo. Fruclus : granula plus minusvc regulariter transverse disposita. 
Grev. dig. Brit. />. 1 1']. 

1. BANGIA ATROPUBPUBEA. Ac 

B. Jilts afropurpureis rectis , fusciis 5-punciatis. Au. Syst. Alg. p. 76. 

Ad saxa violcntiorc acslu maris pcrcussa circa Pellestrina. 

Stalura uncialis vel parum ultra. Crassilies capillo hutnano aequalis. 
Color alropurpureus. Substantia membranacea flaccida. Cliartac adlineret. 

2. Bangia Alsidii. * 

B. frondc inconspicua simplici vel ramosa, rainis alternato-secundutis, 
cellulis uniseriatis diamctro subarr/ualibiis , ruifro-coloratis. 

Tab. VI. fig. •). 
Bakgia Alsidii. Zanard. in Bibl. it. 1839. torn. yG. p. i3(i. 

Ad Alsidium corallinum parasitans Tergesli in ipso limite maris. 

Frons vix lineam longa , ut plurimum solilaria ct ocrulo undo fere 
inconspicua j diam. — = lin. Species sub microscopio pulcherrima. 

Otis. In Laminaria debile aliara speciem liujusce generis colore vi- 
ridi a Bangia Laminariae Lyngb. longe diversam semcl legi; alia qtioque 
in Laurencia obtusa oculo nudo nisi propter levem lincturaiu aerugi- 
nosam patens mihi se se obtulit. Ambae vero denuo inquirendae atque 
accuratius examinandae priusepjam scientiae augmenlnni inferant. I lie 
tantum monituin sufliciat. 



Sekie II. Tom. IV. i>d 



3l8 SYNOPSIS AI.GARUM IN MARI ADRIATICO ETC. 

SIPHONEAE 

Genus LIII. VAUCIIERIA De Cand. 

Frondes valde aggregatac, tubulosae , conlinuae , capillarcs, massa 
viridi interna subpulverulenla coloratae. Fructus: coniocyslae liomo- 
gencae. Grev. Alg. Brit. Sjrnops. p. LXVIII. 

Cf. Consp. Sipli. p. 1 35. 

1. Yalcheria Pilis. Mert. 

V. ftlamentis simplicibus aut parce ramosis , atrovirentibus pinguibus. 
Mert. in Mart. Reise etc. p. 639. 

Yaccheria Pelo. Naccar, Algol. Adr. p. 44' 

Vulgo sub nomine pelo jam apud antiquos nota copiose provenit ex fundo 
limoso Lacunae Venetae , ubi crescit paludes tegens stratis longe protensis. 
Pricno vere communissima. 

Caespes diametri mdefinitae. Fila decumbentia dense aggregata lon- 
gissima , crassitie ultra capillaria, parum ramosa. Fructus hucusque 
non detecti. Color saturate viridis. Substantia membranacea continua. 
Filum aetate materiem sporaceam amittit, deinque albescit. Exsiccatione 
nitens chartae adhaeret. 

2. Vauchema mari>v. Lyngb. 

V.Jilis erectis ramosis, ramis remotiusculis attenuatis ; coniocjstis 
ovatis brevissime pcdicellatis . Ag. Syst. Alg. p. 172. 

Vcnetiis ( sec. Herb. Meneguini ). 

Caespes erectus unciam altus. Fila capillo humano tenuiora. Color 
et cetera ut in specie praedicta. 

Obs. CI. Agardh in Bot. Zeit. 1827. p. 640. seorsim p. 16. aliam 
speciem Tcrgesti se vidisse monuit; quacnam -vero sit, auctor ne ver- 
bum quidem fecit. 



AUCTOnE J. ZANARDINIO 1 1 r) 

Genus LIV. BRYOPS1S Lamour. 

Frons membranacca lubulosa , filiformis, cylindrica, ramosa, ramis 
imbricatis vel tlistichis pinnatisqne humore viridi repletis. Grf.v. Alg. 
Brit. Sjrnops. p. LXP'II. 

Cf. Consp. Siph. p. 1 35. 

1. Buyopsis te.nlissima. Mor. ct De Not. 

B. filis tenuibus , dense caespitosis , implexis , simpliribus fitrcatisve. 
Mon. et De Not. Florul. Capr. p. ao3. tab. VI, f. 3. 

In Portu Polae ad scopulos profunde submersos Icgi. 

Fila temiissima , capillacea , crectiuscula in caespiles parvos collecta, 
vix unguem longitudine acmulantia , Tage rarnosa quandoque simplicia, 
vt ad apicetn lantum (areata, vel stricte ac breviter dichotomo-fasligiata. 
Habitus omnino T'aucheriae, 

2. BiiYOPSis Balbisiana. Lmx. 

B. filis dichotomis inferne nudis apice phimosis et penicillatO-ramiUosis , 
ramulis subimbricatis simpliribus. Ac. Syst. Alg. p. 1-8. 

ConFEHVA D1CHOTOMA? Wulf. Clypt. 3q. p. lO. 

Ad liltus in rcjcctamcnlis circa Tergestum. 

Fila digitalia et ultra , crassitie fere pennae passerinae , hue dicho- 
toma , omnino nuda, apice obsessa ramulis tenuissimis phimosis lineam 
longis , superioribus brevissimis , et ita penicillata. 

|3 cupressma: Clo simplici abbreviato. 

Ad Algas majores in Portu Polae Istriae. 

A specie tantum. differt forma simpliciori , tenuiori ct brevioii. 
Filum ad basim radicans , rainosum , pcrreptans. 



3 3l> SYNOPSIS ALGARVM IN MAIU ADRIATICO ETC. 

3. Brtopsis plomosa. Ag. 

B. Jilis ramosis inj'erne nudis a medio pinnatis , ramcntis oppositis 
subsimplicibus approxima&s. Ag. Syst. Alg. p. 178. 

Burorsis plokosa. Mart. Rcisc clc. p. 638. 

Ad littus in reJQctamentis rara. 

Differt a Bryopsi Balbisiana stalura tcnuiori, minori, tamen ramulis 
maioribus , firmioribas , subdistaalibus. 

i. Brtopsis pennata. Lm.\. 

B. Jilis ultra medium pinnatis , ramentis oppositis alternisque simpli- 
cibus distantibus incur vis. Ag. Syst. Alg. p. 178. 

In canalibus Urbis Venetiarutn primo vere satis frequens. 

Fila crassiuscula sacpe caespitosa, simpliciter et ultra medium pin- 
nata , ramulis rcmoliusculis oppositis. Statura varia plerumque palmaris 
et ultra. Frondes perbelle iinitantur totidem plumulas avium quaruudam. 

o. Buyopsis Rosae. Ag. 

B. Jilis ramosis , ramis erectiusculis pectinatis , ramulis parallelis di- 
stantibus. Ac. Syst. Alg. p. 179. 

Conferva te>a\. Rucb. Fl. Veu. p. 271. 
Bhiopside di Rosa. Naccar. Algol. Adr. p. 48- 

In Yencta Lacuna omnium vulgatissiraa. 

Fila crassilie pennae passcrinae, inferne nudiuscula , superne emil- 
tentia ramos vagos , crebros , simplices, piunato-pectinalos , ramulis 
l>arallelis , longis, supremis sensim brevioribus. 

G. Bryopsis Arbuscxla. Lmx. 

B. Jilis decomposito-pinnatis , pinnis patentibus pectinatis , ramidis ap- 
proximatis. |3 composita. Ag. Syst. Alg. p. 179. 

Iisdcm in locis haud infrequcns. 

Fronde mulloties pinnata statim dignoscenda. Chartae arctissime 
adhaeret. 



AUCTORE J. ZANARMNIO 33 1 

Obs. CI. Agardh Sp. Jig. i>. i. p. 448. recte monuit: « quid varietas, 
>i quid species sit in hoc generc dctinilu diiiiciUimum , nequc adhuc 
» definitum ». Species nonnullae hie allatae, an fictiliae sint , valde 
dubitandum. Ilac super re conferantur ca quae supcrius ex generis 
historia deprompsi. 

Genus LV. DASYCLADUS Ac. 

Frons diorgana. Filuni primariuiu lotam frond cm percurrens, em it- 
tens selas heterogencas membranaceas lulescentes. Fructus ? 

Ac. Sp. Jig. v. 1. p. 1 5. 

Cf. Consp. Siph. p. 1 35. 

1. Dasycladus clayaeformis. Ac 

D. fronde simplici clavaeformi, sctis densissime tiifurcis. 

Tab. III. fig. 1. 

Cladostephcs clavaeformis. Ag. Syst. Alg. p. 1G8. 

Spongia vebmicularis. Scop. Fl. Curn. 2. p. 4*3* n- i455. tab. 64- 

Cladostefo clayiforme. Naccar. Algol. Adr. p. 43. 

Stirps saepe grcgaria saxis demersis , quandoque Algis conchisque majo- 
ribus praecipuc ex Istria expiscatis inhaerct. In Portu Polae speciem copiose 
legi. 

Frons basi attenuata apicem versus incrassata, et ita clavata, saepe 
recurva, unguem alta , pollicaris et ultra, 3-4-lineis in diametro majori 
gaudens. Filum primarium crassiusculum ramulos deusissimos emittens 
horizontales , verticillalos. Ramuli brcvissimi clavali , quadri-tri-demum 
dichotomi apiculati. "Vis e mari educta colore saturate viridi imbuitur , 
qui cito immulatur aquam dulccm ubi servalur , vel chartam tingens 
colore subflavo. Exsiccalione planta rufescit. 

Ods. CI. Bertoloni Ainocn. ital. p. 309. sequentia Targioni verba 
refert , ex quibus noscitur qui primus hanc stirpem detexerit cjusquc 
iconem dederit : « Ilujus planlae caespilem saxo adnatum non male 
» cxpressum , sed ejus internam structuram negligentcr exaiuinatam, ac 
» repraescntatam cxhibet tabula quaedjmi aenca, quam olim incidi cu- 
» ravit D. Fhilippus Fabrinu's Florentinus , et Cels. Friucipi Charoi.o 
» Tueodoro Comili Palatino Rhcni nunc ct Bavariae Duci dicavit. Hoc 



3 23 SYNOPSIS ALCARUM IN MARI ADRIATIC0 ETC. 

i) ipsum specimen Fabrinianuin nitidius repracsentari euravit vir amplis- 
» simus D. Joannes Strange Magnae Britanniae Regis ablegatus apud 
» Rempublicam Ycnciani ». Tarc. Cat. veg. mar. MS. p. 295. sec. 
Bertol. /. c. 

2. Dasycladis cyundbicus. Menegh. 

D. fronde cylindrica , obtusa, tubo primario tatissimo, ramis rjlmdrico- 
clavatis , eredis , arete imbricatis ; ramulis terminalibus erecto-ra- 

diiirilibus , appendicibtis fusiform ibus apice praeditis. Menegh. MS. 

AJ Algas majorcs Tergcsti legit Menegiiini. 

Genus LVI. VALONIA Ginnan. 

Frons saccata , et simplieiuseula , vel cylindrica et verlicillatim ra- 
mosa , membrana hyaline pulvere viridi intus eonsperso-colorata, fibris 
nullis conspicnis percursa. Fructus, coniocystae aggrcgalac frondcra exlus 
cooperientes. Ag. Sjst. dig. p. XXXI. 

Cf. Consp. Siph. p. 1 36. 

1 \ ALO.MA AEGAGROPILA. Ac. 

V. caespite globoso , ramis frondis verticillatis subclavatis. Ag. Syst. 
Alg. p. 180. 

Valonia o favagine vehde. Ginnan. 0|t. post. I. p. 38. tab. f\b. fig. q5. 
Cokfebva utmcularis. Wulf. Cr)']iL aq. p. 14. 
Valonia ctmcclabis. Mart. Reise etc. p. G36. 
Vai.oma egagropila. Naccar. Algol. Adr. p. 48. 

Species fundos limosos diligit , ubi parumper adhaeret , ex co quod rami 
inagis magisque arctissime cnaccrvati e basi vcluti e centro egrediantur. Exinde 
species hue illuc in Veneta Lacuna iunatat , et saepius ad liltora e mari rejecta 
eopiose occurrit. 

Frons priimim simplex tubuloso-saccata , inde ramosa; ramis ramu- 
lisque in globum iinplcxis. Ramuli brevissimi inordinate vcrticillati. Color 
dilute viridis crystallinus. Substantia frondis membranaeea, tenax; ex- 
siccatae scariosa. Vix e mari edueta et in aqua dulci submersa singu- 
larem crepitum ex utriculorum fractura exhibct , quod phenomenon 



A.CCTOAE J- ZANARDI.NIO 2-3 

forsan a diversa aquae dulcis et marinae densitate ob veheincnlein ai-iis 
eruptionem originem ducit. 

Ons. An ovarium marinum dubitavit Bf.i\toi.oni Arnorn. it. p. 228, 
an Znnphyton auctor anonymus in Regensb. Hot. Zcit. II. p. 327. Nunc 
de vera hujusce plantae natura hand amplius ambigere fas est. Pro ae- 
tatis diversitate maxime ludibunda ; sic forsan Valonia utricularis et 
ovalis Ac cjusdem typi norinisi status diversi ut superius ex historia 
generis eduxi (Cf. Man. Siph. p. 1Z2.). Utrum cjuoque varietalcs Valonia 
Sjplumculus Bertol. negli Atti delta Sue. it. deUe Sc. turn. XX. seorsim 
p. ii. et I alonia pusilla Ac. in Bot. Zeit. 1827. p. G42. seorsim p. 17. 
valde dubitandnm. Ipse ad caudices Algarum majorum faciem vidi sane 
insolitam , hoc est cerebriformem. Nimis e contra characteribus eliam 
genericis Valonia intricata Ac Syst. Alg. p. 180. recedit. Sed judi- 
candum est de ea secundum plantam vivam ex aecpiore vix eductam 
non in Museo servatam, qua de caussa illustrationem hie tradere nequeo, 
cum species in mari Mediterraueo potius crescat. 

Species nostra in quadam Veneta Officina sub nomine Ulvae granu- 
losae servatur , et in pulvere trita, veluti remedium in morbis scro- 
phulosis eximium administratur. 

Genus LVII. ANADYOMENE Lamour. 

Frons flabelliformis conspicue et symmetrice venosa. Ac Sjst. Alg. 
p. XXXII. 

Cf. Consp. Siph. p. 1 36. 

1. A>ADYOMEiNE STELLATA. Ac 

A. fronde planiuscula , venis erecliusculis multipar litis. Ac Syst. Alg. 
p. 191. 

Tab. Ill fig. a. 

Ulva stelhta. YVulf. Crypt, aq. p. 6. 

Anadiohene stellata. Mart. Rcisc etc. Faun. Ven. Polvp. p. 53i. 

A^AD10ME»E stellata. Naccar. Algol. Adr. p. 56. 

Mari itihabital parasitica super Cjstosiras pracscrtim ex Istria. 

Frondes planae ut plurimum caespitoso-aggregatae ad basim atte- 
nuatae, filamcntosae , mox dilatatae , flabelliformes, plicalo-undulatae 



334 SYNOPSIS ALCAIU'M IN MAIU ADIUAT1CO ETC. 

ad marginem saepe lobatae , aliiludinis dimidii usque ad polliccm cir- 
citer, eleganter venosae. \ enae prominentes ad latera radiatae , radiis ex 
apice ad basim symmetrice decrescentibus. Co/or- viridis aetate flavescit. 
Substantia tenax , rigidiuscula; exsiccatione cliartae non adhaeret. 

Genus LYIII. C.OD1U.M. Stack. Praef. 

Frons spongiosa, viridis, crustaoea globularis cyKndracea vel plana, 
c Bbris tubulosis coottnuis laxe iutertextis composita. Fructtts: conio- 
rvslae versus siipcrliriem IVondis. Grev. Alff. Brit. Syvops. p. LXVIL 

Cf. Consp. Sipli. p. 1 36. 

1. CODIl M AAHAEBENS. Ag. 

G.Jronde sessili Crustacea irregulari. Ac. Syst. Alg. p. 178. 

CoDir.M &dhajulbsti Agprdh proxihch Biasol. in Isid. 1834. p. 05a. 

Iu Portu Polac Istriac ad saxa mari iramersa fovtiter adhaeret. Primum 
Biasoletto et ipse quoque legi. 

Crusla late cxpansa margine irregularis, /j-linearuni crassitie el 
ultra , scopulis undiquc et arete adliaerens , iiUcstinorum more flexa 
atque interrupta ; coniocystae ex uno puncto plures versus superfieieni 
IVondis fasligialae , clavatae , obtusae. Color saturate viridis. Substantia 
ceteris magis gelatinosa. Habitus exsiccatae fere Oscillariae. 

Obs. Biasoletto 1. c. monuit, quod aqua immersionis hujusce Algae 
a pauca salsugine scrvata, creditur ad faciei rubedincm a quibusdam 
commcndahilis. 

2. Codiuji Bursa. Ac. 

C. fronde globosa cava. Ac. Syst. Alg. p. 1 78. 

Palla marina vellutata. Ginium. Op. post. I. p. 28. tab. 34> f. 74- 
Lamai\ckia Buhsa. OYiv. Zool. Adr. p. a58. 

Cooium Bursa. Mart. Reise etc. p. C3g. Biasol in IsiJ. 1834. p. 653. 
Codio Bonsi. Naccar. Algol. Adr. p. 4?- 

Ad saxa in mari. In Portu Polac Istriac copiosc legi. 
Frons sphaeralis basi fibrilloso-stuposa, diametro a semiunciali usque 



AUOTORE J. ZASAIIDIKIO 

ad statnram .-aphis liumnni, ettetae iiu-iculosa , interne ca T a et fila- 
mewtosft, (Mis tnbolosU tar« contextfe. Cofor saturate -raidis. Substantia 
spongiosa ; licet tenuis , evsiecalione ta.nen cliartae miiiiirc adliacret. 

3. Conn.M \ icn.Mii.AitA. Dku.e Chiaje. 
C. frond,- dtchototna fastigiata cylmdric*. 

Cornea TOHnrroanii. Ag. Sjst. Alg. p. i-n. 

LkSMKU Viiiiiilaha. Oliv. Zool. Ailr. p. 'jiS. tab. 7. 

Cm. m nwuNroeoM, Mart Rdu etc. P . G38. Biasol. in I»id. iS3.',. p. 65?. 

Codio tomf.btoso. Nacc.ir. Algol. AJr. p. 4G. 

In mari , ct in Portu Polae Istriae vulgatissimum. 

Frotis ad basim late expansa saxis innaerens, cylindrfca, externe 
Utrlculosa, interne solida filamentosa , calamo communi subcrassior, 
plus minusve ramoso-rastigiata. Rami saepe dichotomi, quandpque irre- 
gularcs ad axillas rotundatas divaricali, extremitatibus pbtusis plerumque 
furcatis. Coniocystae ovato-cuneatae, apiculatae, apiculo hyalino. Statura 
maxiuoe variat palmaris, pedalis ct ultra. Color et cetera ut in specie 
praecedente. 

Non ad libitum, sed epithcti improprii caussa priscam Imperati 
denominationem praeponendam esse censco , ut jam Deli.k Ch^JK 
Hydroph. Begn. Neap, distrib. i. p. ,4. recte proposuit. 

/3 divaricalum : fronde crassiore breviore, segmentis divamalis inae- 
qualibus. 

Codiom divaiucato Agardh Syst. affike. Biasol. in Isid. 1834. p. C5i. 

Polae mcusc septembris ad saxa mari iraftiersum legit Busoletto. 

A specie sec. Biasoletto 1. c. differ* crassitie, brevilate; segmentis 
divaricatis inaequalibus, coniocystis clavulatis non apiculalis. 

V implicatum: fronde tenuiore, segmentis valde implicatis et curvatis. 

Codicm implicato Ag. affike. Biasol. in Isid. 1834. p. C5l. 
lisdem in locis legit Biasoletto. 

A specie sec. Biasoletix) 1. c. variat statura minorc, forma ittpiicala, 
curvata etc.; coniocystis clavatis non apiculalis; colore dilute viridi basi 
cincrascente. 

Serie II. Tom. IV. 



2 l6 SYNOPSIS AT.CAIU'M IN MAIU ADniATICO F.TC. 

Oes. Idem auctor /. c. p. G5a. aliam specicm in Istria Arupini saxa 
inari immersa perreptanteuo sc invenisse asaeruit, quam Codium com- 
pressum nuneupavit, ct sic descripsit: « radix stuposa perreptans. Frons 
» plana, compressa, binncialis, a semiuncia ad nnciam irregalariter 
» lata, ilnas lineas circiter crassa: segmentis irregularibus, brcvissimis 
» quaodoqae biuis, obtusis, planis. Coniocyslae clavatae obtusac. Color 
» in froiule niadefacla oli\aceo-\iridis in cxsiccata fusccsrcns. Substantia 
» frondis spongiosa , fdorum coniocystarum ad superficiem frondis fa- 
» stigiatarum membraoacea. Chartac arete adhaerct. A Cor/io clongato 
» Ac. differ! statura multo minore, radice perreptante, colore olivaceo- 
» viridi; coniocyslae clavatae ». Ipse quoquc alteram specicm ut vi- 
delur dislinclam in Porlu Polae legi , quart ita defmircm: C. fronde 
tereti crassissima , undique et crebre ramosa , segmentis indeterminate 
exeuntibus , divaricatis, brcvissimis cristatis. Radix nulla. Statura biun- 
cialis. Color dilute vircscens crrstattinus. Substantia ceteris Jlaccidior. 
Cum vero exemplar unicum lmcusque legcrim, specicm extra dubita- 
lioncm pro nova adhuc enumerate non auueo. Interca monitum suflicial. 

Genus LIX. HALIMEDA Lamour. 
Frons ex segmentis, altero alterius apici innate Fructificalio ignota. 

Fuel's Bcrtol. A in ur i], it. p. 3 16. 

Cf. Consp. Sipli. p. i3G. 

1. Haumeda Sertolara. * 

H. fronde crassa plana sttbtricliotoma Jlabclliformi , segmentis subro- 
tundis inaequalibus. 

Tab. IV. fig. I. 

Fuccs Szrtolaha. Bertol. Amocn. it. p. 3i6. 

Opcnzia. (jinn. .11. Op. post. I. p. a5. tab. 25. f. 60. 

< ."i u.i i> •. Opchtia. Oliv. Zool. Adr. p. 278. 

Cokj&uxa Opchtia ct Tlka. Mart. Reue etc. Faun Ven. Polyp, p. 53i. 

Opmou HEMmi.Mr.. Naccar. Algol. Adr. p. {\5. 

Sehtolaba Tvpds. Nard. in Isid. 1834. p. G73. 

Mart inhabitat situs calcareos diligens , quandoquc ad basim Algarum 
majorum adhaerct. In Portu Polac copiose legi. 

Frons basi fibrilloso-stnposa, spongiosa, compressa et planiuscula, 



A!'< TOKE J. 7.ANAP.DINIO 1 • - 

partial Babellata, margine intcgerrimo crassiusculo, extcrnc ntricutoso- 
cellulosa, cellulis regularibns hexagonis, interne filanirntosa, fi lis tubnlosn- 
ramosis; latior qnam longa ad marginem stiperiorem prolifera, prolibns 
per diehotomiain Qabellatim dispositis. Color primuin saturate viridis, 
scnio albescit, quia cortex calenreus adventilius tempore plantam ob- 
volvit. Substantia nonnihil tenax, exsiccationc chartae roiniroe adhaeret. 
Slirps prolifera pcrbellc Cacti Opuntiae habitum eflingit. 

Oas. In synonymiae farragine nomen Ilalimedae Lmx. praepoDendum 
esse arbitror. Cum vero genus ex Lamourouxii sententia potius ens 
animate, cjuam vegctabile exprimat, nomen specificum immutarc existi- 
mavi ex antiqua Impcrali dcuominatioue depromplum , prout religiose 
perpetuo observandum est. 

Genus LX. FLABELLARIA Lahoiib. 



Stipes simplex ramosusve compressus dilatalus in frond em flabelli- 
formeni parenchymate quodam obtectam, et e filamentis continuis tu- 
bulosis ramulis brevibus horizontalibusque intertcxtis contextam; ron- 
ceptacula ignola. Duby Bot. Gall. ed. i., p. 956. 

Cf. Consp. Siph. p. 1 36. 

1. Flabellaiua Zanniciiellii. * 

F. fronde plana Jlahelliformi laxe fibrosa, vel compacta membranacea , 
concentrice stria. 

Tab. V. fig. i. 

CoDltm FLABELLIFORME. Ag. Syst. Alg. p. I77. 

Marina plahtola akokyma. Zannich. De Myrioph. clc. p. 9. tab. 1. 

Tcssilagike dell'Adriatico. Ginuan. Op. post. 1. p. 20. lab. a5. f. 56. 

Ulva flabelliformis. Wulf. Crypt, nq. p. 6. 

C'idum flabelliforme ct membranaceum. Mart. Rcise etc. p. 639. Biasol. in tsid. 1834. 

p. 65a. 
Codio vehtagliforme. Naccar. Algol. AJr. p. 47> 

Abunde crescit in scopulis demersis, aeque ac super saxa , conchas Al- 
gasque majores. 

Frons stipitata ad basim Gbrilloso-stuposa. Stipes erectus, cylindricus, 



SYNOPSIS Alf.ARlM IN MAUI ADRIATICO ETC. 

simplev quandnqm- ramosns, allitudiuis pollirnris (in-ilcr, seTJ&iua sen- 
siiuquc cuiiiplanatus , el ilabclli adinstar cxplicaltis. Finns plana mem- 
lnana.-f.i saepe ad niafi^i i lorn siijuiiincni inacqualilcr lacero-laciniala, 
mlerdum pndiiera, interne e filis liibuloso-ranmsis paralklis, el Loogi- 
tudinaliu-r dispositis conslitula, exleine cclltilosa, cellulis irrcgulariler 
nngttlosia arclissuue eootextis; zonis coaspicuis, inmsvcrsis, arcuaiis et 
coneenlricis. Color saturate viiidis. Substantia fibrosa , tenax charlae 
non adhaeret. 

Ohs. Celeb. Lamouroux in Ann. da Mas. loin. 30. p. 274. seorsim 
p. 58. noviini genus instituens speciem unicam celeb. Desfontajmo di- 
catam voluit, et F. Desfontainii eandem speciem nuncupavit. At Zan- 
NiCHELLl nosier primus omnium earn detexil , descripsit, et iconcm edere 
curavit usque ab anno 1714 '• c - Ilinc nomen specificum in memoriam 
potius auctoris Veneti , quam Desfontainii prioritatis caussa jure defendo. 

ACETABULARIEAE. 



Genus LXI. OLIVIA Bertol. 

Pelta hori/.ontalis, sulluila slipite basi fixo. Propagines: globuli intra 
peltae paginas. Bertol. Amoen. it. p. 277. 

Cf. Cousp. Siph. j>. 137. 
1. Olivia Andiiosace. Bertol. 

- • 

0. stipitc filijhrmi; pelta orbiculari plicato-radiata , centm umbilicata. 
Bertol. Amoen. it. p. 278. 
Tab. V. fig. 3. 

AnDHOaici uel M*ttiou. Donal. St. nat. niar. diU'Adr. p. 3o. tab. x. CluoriLOraou 
ed. Gall. p. 28. tab. 3. 

AnDFirsiiE. Fort. Viae, in Dalm. i. p. if>2. tab. •}. f. V. VI. VII. 

\ ,.'.'. \t ..iii.i.i Mart. Rcisc. etc. Faun. Vcn. Polyp, p. 53i. 
Ohm* Amjik.saci: num. Naccar. Algol. Adr. p. p/j. 

Slirps saepc grcgaria sa\a penc opcrit in fundo maris ; itilcrdutn rcpcri 
ipioque iudividua solilaria hie illic ad eaudices Algarum majorum in Istn.i. 



auctore j. z.wAr.uiNio ., . 



Irons filifomis, tobnlosa, erccln, bi-iripollicaris suslii.ci.s discom 
terminalem, horizontalem-, planus, , awswMulam , diametri circiler 
"'""" vrl ( J" : "»»'- linca.um, orBiculb centrali inferne ac superne in- 
structum, e tubis clavatis congtaiinati^constitutom, in quibus vesiculae 
ellipticae materie «ridi farctae, seu propagines nidnlantnr. Color viridia. 
Substantia lubrica in mari flcxilis; senio crush! calcarea* o]btecta 3 deinque 
exsiccata albfesima, terrea, fragifissima. Atiamen in mefs collectionibus 
nonnulla exstant exemplaria, quae licet exsiccata, colorem, flexibilitatem 
tatnen servant, crustaque cafcarel omnino carcnt. totms 1. r. iconem 
cxhibct nfti species simplex, prolifera, ct bifida repraesentatnr. Ego 
ipse qufd simile Ifegi, exemplar scilicet proliferinn, ejus imaginem 
primcrc curavi in tab. V. fig. 3. a, et propter rari.atem sollicite serxo. 
Quid de filamentis, de quibus Dokati I. c, Micheui MS., Fortis I.e. 
disseruerunt intelligere debeamus vaguin omnino atque incertum est. 
Ncc Bertoi.oni 1. c. nee ipse qnidem haec filamcnta unquam delcximus, 
quae verosimilins, ut ille asserit, ad aliquid parasiticum pertfnere vi- 
dentur. 

CAULERPEAE. 



- 

Genus LXII. CAULERPA Lamour. 

Frons viridis, membranacea, plana vel cylincb-acea, stipitata, surculo 

repente cartilagineo radicante inslructa. Fructu ? Grev. Ate. Brit. 

Spiops. p. LXIU. 

1. Caulerpa pboufeba Lmx. 

C. frondibus petiolalis phmis UttgiMktis prolifvris. Ac. Sysl. Alg. p. 1S4. 

Frustula ex Dtilmatia vidi in Herb. Mekeghini. 



a3o SYNOPSIS ALGARUM IN MARI ADRIATICO ETC. 

DICTYOTEAE. 

Genus LXIII. ASPEROCOCCUS Lamour. 

Frons tubularis, cylindracca, continua, membranacea. Radix nuda, 
scutata. Fructus : semina rotundata, iimnersa ; in soris minutis aggre- 
gata, cum apiculis arliculatis niassa sporacea, nigra repletis intermi\ta. 
Grev. Alg. Brit. Sjnops. p. XLI1. 

1. AsPEROCOCCl'S TENUIS. * 

K.Jronde pusiBa tenuissima, brcviter clavata , granulis adpressis sparsis 
distantibiis. 

Tab. V. fig. a. 
Asperococcl's tencis. Zaniml. in Bibl. it. i83g. torn. 96. p. i36. 

Ad Algas majorcs in Istria cxpiscatas raro. 

Frondes tubulosae aggregatae vix semiunciam altae: infernae, in 
filum (quo Algis majoribus haerent) breviter decurrentes, simplicissimae, 
apice obtusae. Color dilute viridis. Substantia membranacea , tenuissima. 
Chartae adhaeret. 

2. Asperococcus simosus. * 

A. fronde sessili bullata suborbiculari sinuoso-plicata. 

Ehcoelium sincoscm. Ag. Syst. Alg. p. 262. 
Venetiis legit Meneghini. 

Frons diametro 2-uncialis et ultra. Color cerino-fuscus , exsiccatae 
fuscus. Substantia membranacea tenax. 

Genus LXIV. STILOPHORA Ac. in Bot. Zeit. 
(excl. S. sinuos. et clathr.) 

Frons flliformis, cylindracea, membranacea, ramosa. Radix nuda, 



alctore j. z\>AnniMO s3i 

sculala. Fructus: seiiiina rotundala in soris winutissimis aggregata, soris 
tineas transversales furinnnlilms. 

S j 1. 1 \im a Grcv. Alg. Brit. Synops. p. XLIII. 
1. SlIIOIMIOItA CRIMTA. Ac. Bot. /(it. 

S. fvondc tubulosa Jlavesccnte longitudinaliter striata fdiformi , undiaue 
emittente ramulos piliformes elongates erectos. 

Sm.F.HiA unisiTi. Ag. Syst. Alg p. 187. cxcl. syn. 

<^»mihu cniNUA. Wulf. Cryjil. acj. p. i5. Ruch. Fl. Vcn. p. 269. 

Stilofoha crikita. N.iccar. Algol. AHr. p. 83. 

Ulva assotticliata Naccar. 1. c. p. 54. 

Comiii\a DuoitctTA ? Naccar. 1. c. p. 28. cxcl. syn. 

Zouaiua Naccamana. Naccar. I. c. p. 83. cxcl. syn. 

In Lacuna Veneta , nee non in fossis littoralibus acstni expositis vulga- 
tissiraa. 

Frons tubulosa, calamo cotnmuni inlcrdum crassior, saepe hie illic 
strangulato-constricta, ramosissima. Rami ad constrictiones ut plurimum 
verticillali, tandem oppositi vel altcrni, vage distantes, ramulis nltimis 
piliformibus elongalis ereetis. Membrana frondum zonatim denseque 
striata. Zonae e punctis saturalioribus, crebris , minutissimis constilutae. 
Statura palmaris, pedalis et ultra. Color olivaceo-viridis. Substantia mem- 
branacea taclui mollis, in aqua obsequiosissima. Exsiccatione cliarlae 
adhaeret. 

Ous. Variis ludit formis; ramuli piliformes haud semper obvii, tunc 
facies plantae alia. Zonaria Naccariana in ipsius auctoris herbario com- 
parata hue certe pertinet. 

Genus LXV. PUNCTARIA Grev. 

Frons simplex, membranacea, plana. Radix scutata, nuda. Fructus: 
semina rotundala, soris minutis undique sparsis aggrcgata, cum apiculis 
articulatis, clavalis intermixta. Grev. Alg. Brit. Sjnops. p. XLI1. 

i. PWiCTARIA LATIFOLIA? GREV. 

P. frondibus tenuissimis , pcl/ucidis , viridi-olivaceis , lanccolatis , obo- 
vatisve margine saepe undulato-plicatis in stipitem brevissimum at~ 

tenuatis. 

Vcnetiis saxis lapidibusque insidens vcrno tempore vulgalissima. 



a3a synopsis ai.garum in MAM adriatico etc. 

Frondes atplorimam caespitosae palmares, pedales ct ultra ; primum 
lineari-lanceolatae , serins dilatatae et margine undukttae. Color psrllide 
olivaccus , exsiccatac dilute viridis , nilens. Substantia tenerrima, inem- 
braDacea; exsiccatione chartae vix adliaeret. 

Facies Ulvae ad Laminariam debilem ob frondis formam propius ac- 
cedit : structure vero omnino distincta. 

Genus LXVI. DICTYOTA Lamoub. 

FrODS plana distinete reticulata, membranaeea , diehotoma vcl vage 
fissa. Radix Stuposa. Fructus : semina sparsa , vel in soris aggregata. 
Grev. Alg. Brit. Sjnops. />. XLIII. 

1. UlOTYOIV DK.IIOTOMA. Lmx. 

D. Jronde diehotoma inlcgcrrinia , segmenlis crcctis linearibus rotun- 

(Itito-obtusis , oapsttlis sparsis discum occu/iantibus. 

Zo>ama dichotoma. Ag. Byst. Alg. p. aGG. 
Z<».>ai;ia dicotona. Naccar. Algol. A»li'. p. 81. 

Iii raari ncc non in Veucta Lacuna frequens praescrtim circa Clodiam , 
ubi variat segmentis frondum ultimis intricatis , spiraliter tortis. 

Frons in feme 1-2-lineas lata. Statura palmaris. Color olivaceo-viridis 
inferno saturation Substantia membranaeea tenuis basi firmior. 

Obs. Frons ludit latitndinc; hinc varictates pcrmultae. Ex sicco vero 
eaute judicaiuluin ne liabeantur pro specicbus distinctis. 

2. Dictyota FASCIOLA. Lmx. 

D. fronde lineari subcoriacea diehotoma. 

Zoharia Fasciola. Ag. Syst. Alg. p. 267. 
Fucrs cakalicilatis. Wulf. Crypt. ar{. p. 37. 
Zonaria Fasciola. Mart. Rcisc etc. p. G3o. 

In mart ad Algas majorcs ex Istria rcceus cxpiscatas. 

Frons sacjic canaliculata spfraliterque torta. Statura 3-4-pollicaris. 
Color ferrugineus. Substantia ci-assa , coriacea; exsiccatae chartae non 
adliacrct. 



AICTORE J. ZANARDIMO ^33 

3. DlCTYOTA LINEOLATA. Grev. 

D.fronde lincari angusta laete viridi ramosissima , ramis iriferioribus 
oppositis, superioribus ultcrnis , supremo ca pillar ibus, zonis transver- 
salibus. 

Zosama lineolata. Ag. in Bot. Z.it. 1837. p. 6.',6. .coraim p. ai. 
Circa Veuetias Agardii rarissime legit. 

Obs. Species milri omnino ignota; ni fallor, quam maxime dubia. 
Genus LXVII. PADINA Adans. 



ue 



Frons plana, distincte reticulata, subcoriacea flabelliformis, plerumq 
integra, zonis concentricis notata. Radix stuposa. Fructus: semina in 
Hneis concentricis. Grev. Alg. Brit. Synops. p. XLIF. 

i. Padina Pavonia. Gaill. 

V.frondibus reniformibus Jlabelliformibus glabris membranaceis , zonis 
concentricis. 

Zokabia Pavonia. Ag. Syst, Alg. p. a63. 

Epatica simile aha pehha ccc. Ginnan. Op. post. 1. p. 26. tab. 28. f. 63. 

Feces Pavonics. Wulf. Crypt, aq. p. 33. 

Zokama Pavomia. Mart. Reise etc. p. 629. Naccar. Algol. Aclr. p. 79 

In mart vulgatissima ad scopulos nee non ad Algas raajores Tergesti et 
in Portu Polac speciem copiose legi. 

Frons breviter stipitata. Statura pollicaris et ultra. Color olivaceus, 
pulvere albido extraneo saepe obtectus , zonis concentricis variegatus. 
Substantia membranacea, flexilis; exsiccutae rigida. Chartae non adhaeret. 

Genus LXVUI. DICTYOPTERIS Lamocr. 

Frons plana, linearis, membranacea, reticulata, costata. Radix stu- 
posa. Fructus: semina in soris aggregata , soris plerumcme lincas lon- 
gitud'males formanlibus. 

Huuuii. Grcv. Alg. Brit. Synops. p. XLV. 

Serie II. Tom. IV. „ 



a34 SYNOPSIS ALGATUJM IN MAUI ADMATICO ETC. 

I. DicrropTGRis poltpomoides. Lmx. 

D. fronds tineari divliotonm integcirima , soris ad costam coaeervatis. 

Ham*! his poly.'udioides. Ag. Syst. Alg. p. 1Q1. 
Ai.isf.ri polipodioide. Naccar. Algols Atlr. p, 78. 
Zoxama TnusfOUiJUf*. Naccar. I. c. p. 80. cxcl. sjn 

Tergesti in ipso limite maris praesertim ad saxa del Lazzarelto vecchio 
copiosissioic , quaiuloque ad Algas majorcs ex Istria lcgi. 

Statura palmaris et ultra. Color olivarco-viridis. Substantia membra- 
nacea nervo centrali validiorc percursa. 

Ous. Zonariam Tournefortianam Ac. sen Fnciim Tournefortii Bertol. 
(Amoen. it. p. 3i2.J maris Mediterranei se invenisse asseruit Naccari 
(I. c.) in rejectamentis ad littus Clodiense. Atlamen \ix dubito quin auctor 
specie, predictae frustuliim alicjuod pro specie Mcditerranea perperam 
sunipserit. Dictjopleris integcrrima Zanard. (in Bibl.it. i83g, torn. 96. 
p. 1 3^. ) accuratiori examini subdita , veluti species fictitia, seu ex foliis 
primordialibus Cjstosirae discordis false- constituta , hie castigatur , et 
consulto omiilitur. 

LAMINARIEAE. 



Genus LXIX. LAMINARIA Lamour. 

Finns stipitnta , coriacea , plano-expansa , enervis. Fructus seniina in 
sons aggregate et fronde immersa. Grev. Alg. Brit. Sjnops. p. XXXI III. 

1 . Lasuxaria di-rilis. Ac. 

L. stipile sctaceo in laminam membranaceam cuneato-oblongam dilatato. 
Ac. Syst. Alg. p. 2^3. 

IJlva puntagimfolia. Wulf. Crypt, aq. p. 1. 
Zovaaia plaxtagihea. MarL Rcise etc. p. 63o. 
I.ahinaiiia dekole. Naccar. Algol. Adr. p. 83. 

Primo vere in Veneta Lacuna frequentissima. Ad petras Ot plurimuni 
ndhaTens in canalibus qiioqiie Urliis \ encliarurn niinime desideratur. 



AUCT0RE J. ZA.NAHDIMO 2 35 

Habitus fere ulvaceus. Stalitra j.almaris et ultra. Color olivaceus , 
cxsiccatac nitens. Substantia (in individuis saltern adullioribus) papyraceo- 
inembranacea. 

SQUAMARIEAE. 

Genus LXX. SQUAMARIA. * 

Frons plana, coriacea per radiculas horizontaliter aflka. Substantia 
frondis c cellulis vcrticaliter slipatis , ct in lineis parallelis dispositis 
constitula. Fructus: tubercula sparsa , abnormia c sporangiis elongato- 
incrassatis ( serius multipartitis) fdis Sterilibus commixtis , el radiatim 
dispositis tota composita. 

Cf. Tab. VIII. fig. 4. a. b. 

Obs. Slirps cum Padina Puvonia sub nomine P. squamariae a recen- 
tioribus consociata nunc seroovetur , novum que genus nee non tribus 
nova ob structuram a Dictjoteis toto caelo diversam hie primum pro- 
ponitur. 

1. Squamaria vulgaris. * 

S. fromhbus reniformibus subtus tomentosis coriaceis, zonis concert- 
tricis concoloribus. 

ZoKARIA SOCAMARIA. Ag. Syst. Alg. p. 265. 

Lichens rosso. Ginnan. Op. post. 1. p. 28. tab. 34. f. ;3. 

Feces sijOAMMABiDs. Wulf. Crypt, aq. p. 3J. 

Zohabia squamaria. Mart. Roise etc. p. 63o. Naccar. Algol. Adr. p. 80. 

Snvnu squamaria. NarJ. in Isid. i83^. p. G;;. (non Mik. ). 

Species vulgaris copiose aggregata multis Agaricorum more corporibus 
submariuis subitubricatim adbacret. 

Frondes caespitosae horizontales ex angusta basi cito explanatae sub- 
reniformes , diametro semiunciali et ultra , crispo-nndulatae vel sublo- 
batae , subtus fibrilloso-sluposae, versus marginem et supra glabrae, 
conccntrice stiiatac. Color variat sanguineus rubens, quandoque virescens. 
SubstaiUui coriacea flexilis. Chartae non adhaeret. 



236 SYNOPSIS ALGARUM IN MARI ABRIATICO ETC. 



Genus LXXI. ZANARDINIA Nard. 

Frons plana, umbilicata, rigida per radiculas horizontaliter aflixa. 
Substantia frondis e duplici distincto strata ccllularum composita ; ex- 
terioribus minutissimis quaternatis, in lineis parallelis dispositis, intimis 
crassis diaphanis laxe reliculatis Fructus ? 

Cf. Tab. VIII. fig. 5. a. b. 

Obs. Stirps a genere praecedente notis insignibus distincta vix hujus 
tribus esse potest. 

1. Zanardinia Prototypus. Nard. 

Z. fronde orbiculari umbilicata subtus dense tomentosa, e centro ad 
peripheriam supra leviter striata. 

Zonaria siiDAKuu var. B lacehata Naccar. Algol. Adr. p. 81. 

Stifftia Nard. in lsid. i834- p. 677. (non Mik. ). 

Zanabd ma PnoTOTypus. Nard. Mem. lctta alia Riun. degli Scienz. in Torin. an. 181J0. 

Ex Quarncro in consortio Algarum recens expiscatarum mihi occurrit , 
iterumque in Portu Polae Istriac speciem saxis profunde submersis arcle aflixam 
legi. 

Frons solitaria , circularis diametro bi-tripollicaris et ultra, centro 
umbilicata , margine intcgra , serius lacera, et caesa ; subtus fibrilloso- 
■villosa , villis densissimis furvis , qnibus corporibus inhaeret ; supra e 
centro ad peripheriam totidem sed leviter striata. Color fulvo-fuscus 
opacus , exsiccatae variat nigrescens, et castaneus. Substantia coriacea, 
rigida , in sicco fragilis. — CI. Nardo 1. c. speciem proliferam se vidisse 
testatur , hoc est inferne et proprie ex parte centrali \el umbilico plu- 
ribus individuis gradatitn decresccutibus instrurtam; ego vero nihil hu- 
jusmodi adhuc detexi. 

<>»s. Padina oinphalodes Montagn. (Crypt. Alg. in Ann. des Sc. nat. 
1 838. seorsim p. \o.) hue certe pertinct. An et Zonaria co/laris. Ac 
(Sysl. Alg. p. y64v> nostrae aflinis? 



AUCTORE J. ZANARDINll) 13*) 

Genus LXXII. IHLDENBRANDIA ( Uddebrandtui ) Nard. 

Frondes cruslaceac , adnatae e filis minutissimis obtusis articulatis 
in seriebus verlicalibus paialleliter sti|>aiis, conslitutae, verrucis con- 
spersae in quibus fructus nidulantur. Zanard. (in Bill. ital. 1839. 
torn. 96. p. i34. 

Cf. Tab. I. fig. t. a. b. c. 

Obs. Genus potius obiter memoratum, quam ignotum. Utrum Fucus 
fungularis. Fl. Dan. (tab. 4 2O 0- Fucus Jiingiformis Gukn. (Norv. II. 
p. 107.) et Zonaria deusta Ac (Synops. p. 4°) nuc pertineant, dubi- 
tare licet. Mirandum sane, quod collectores apud nos stirpem vulgalis- 
simam nunquam notaverint, nisi cl. Martens qui, teste cl. Contarini, 
oretenus tantum primus omnium speciem nostram indicavit. Tandem 
aliquando amicus et collega egr. Doct. Nardo (in Isid. an. i834- p. 6^5.) 
ad novi generis dignitatem earn evehere curavit , et nomen proposuit , 
quod a Clinico illustri Vindoboncnsi , ac Botanico peritissimo venit. Nunc 
vero diagnosim magis magisque ad scientiam accommodatam exhibeo, nee 
iconem e diligent! incisione depromptam praetermitto. Cum vero alteram 
novam speciem aquarum dulciuin inrolain reperissem (1) nomen speci- 
ficum a Nardo itiditu.n rcformare existimavi. Si id mini assumo , ob il- 
lustrationes aliatas videor id meo jure quodammodo vindicare. 



;i) HlLDENBRANOIA PabOLINIANA. * 

H. frondc irrcgulari indefinite c\pansa rosea acque laevigata. 

Tab. I. fit;, a. 

UUdenbrandia Paroliniuna Zamaho. in Bibl. it. i83o,. Tom. XCVI. p. i35. 

Habit, ad lapides aqua dulci pci'fusos, loco dicto Groiie d'Olieru prupe Bassununi. 

Ab. H. Nardi distiogaitul forma, colore, vel maxime substantia tenuiori , filis duplo rri»- 
sioribus ac minus arete stipatis. 

Oas. Species pulelierriroa colore amoene roseo , liiet aqnis dulcibus incola , bic verbis el 
iconc cxprimitur, ul novum genus magis magisque clareacat Autumnitate anni 183^ cam delexi 
in Grotta d'Olicm circa Bassannra, qua dc re mcliori nomine insigniri uon potest, quam ill. Paw 
nouNtt rei beibari.u* eultori ll.igr.mtissiiui ac c\imii , qui nnra aceuralione, solertia , atquc magnis 
imnenaia ca b ca pracrupla, nunc antoenisaima omnium udmiraliuui liberalitei apeiuil. 



?38 SYNOPSIS A IX. ARC M IN MARI APRIATICO ETC. 

1. IIlLDEMlUANDIA N.Utni. * 

II. J 'ran de orbirulari atro-rubente verrucosa. 

Tab. I. fig. i. 

Hildebhakdtia Protottfus. Nard. in. Isid. i83.'|. p. 675. 

Iln !>! m 1 \mm\ NjLfDiAM. Zanard. in Bibl. it. i83y. torn. 9G. p. i34- 

Saxis lapidibusque adnata turn in mari , tuui in Lacuna, nee non iu 
eanalibus Urbis Veneliarum. Frondes saepe confluentcs macularum sanguincarum 
iustar lapides hie illic colorant. 

Frons iliamelro varia. Fila subslantiara frondis componentia simpli- 
cissirna dense stipata mucosa diam. =7- lin. arliculata, articulis ilia- 
metro parum longioribus , stratum lenuissimum formantia plerurrupie 
orbiculatum. Fructus: utriculi pyriformes ct spbacroides simul commixli 
radiantes. Color ]>lus minusve saturate purpureus. Substantia , quae 
tangi non potest, exsiccalione tenax, rigida, coriacea fit, senio fatiscit, 
et a sa\o Iiic illic se avellit. 



L1THOPHYLLEAE. 



Genus LXX1II. MELOBESIA Lamour. 

Stirps calcarca, adnata. Substantia fiondis e filis obtusis articulatis 
radiation explanalis conslituta, papillis serius poro perlusis conspersa in 
quibus fructus nidulantur. 

1. Melobesia pustulata. Lamour. 

M. frondlbus orbicularibus adnalis confluentibus , papillis eminentibus. 

Super Algas in mari obvia. 

Frondes cruslaceae, minutae in orbiculum tenuissime explanatae con- 
fluentcs , e fills articulatis radiantibus dense stipatis conslilutae. Color 
roscus, albas, quandoque viridescens. Substantia inlus mollis gelalinosa, 
eUerrie calcarca. 



AUCT0RE J. ZANARD1NI0 a3(J 

Genus LXXIV. LITUOPJIYLLUM Philip. 

Stirps calcarca rigida ex expansionibus foliareis oonstans. Philip. 
in Wicgniatm Archiv. Ser. III. Tom. I. 1837. p. 387. 

Structura : frons c fills elongatis obtusis articulatis in seriebus ver- 
ticalibus paralleliter slipatis constitute, papillis serins poro pertusis 
conspersa in quibus fructus degunt. 

Cf. Tab. I. fig. 3. a. b. 

Ons. Amicus Nardo (in Isid. i834- p- 6^5) primus omnium sub 
nomine Agardhinae stirpem inter Corallia perperam annumeratam ad 
Algas amandavit. Nomen tamen posterius a Philippi 1. c. inditum prae- 
ponendum est, ex eo quod genus Agavdhlae hoc tempore inter pba- 
nerogamas locum obtineat. 

1'. LlTIIOPHYLLUM INCRUSTANS. PHILIP. 

L. crusta crassa rufo-albida corpora aliena incrustans , margirte in- 
tegro vix lobata. Philippi 1. c. n.° 1. 

Tab I. fig. 3. 
Cobali.o ncpiuo. Ginnan. Op. post. :. p. 7. tab. 1. 6g. a. 
Lichemoide varieta*. (jiiiii.in. 1. c. p. il. tab. 4- fig- II'. major ct minor. 
Millepoha cobiacea et polvmohpha. Oliv. Zool. Acir. p. 22.' ( . Mart. Reise etc. Faun. Ven. 
Polyp, p. 533. 

Acabdhisa pootoitpa. Nard. in Isid. 1834. p. 673. 

Iu rupibus et corporibus submarines fi'equens. 

Frondes crttstaceae, tenues, agaricifornics, hoiizonlales, semicircu- 
larcs superimpositae, inaequales, mille modis fle.xae e filis articulatis 

dense stinatis constitutae. Fila verticalia diam. — ^ lin. artieulis dia- 

io5 

metro 2-3-|>lo longioribus. Color plus rninusve rubescens , senio in 

viridcm et album vergens. Substantia intima carlilagineo-gelalinosa , 

exlerne calcarea. 



2.^0 SYNOPSIS ALGARUM IN MAIVI ADRIATICO ETC. 

Genus LXXV. LITIIOTIIAMNIUM Philip. 

Stirps calcarea rigida e ramis cylindricis vel compressiusculis dicho- 
tomo-ramosis constans. Philip, in IFicgmann Archiv. Ser. III. Tom. I. 
i83 7 . p. 38 7 . 

Structura ob calcis quantitatem, quae stirpem obvolvit , extricatu 
diflicillima. Hue tamen genus, ex eo quod scrutari potui, aflinitatis 
caussa referendum arbitror. 

1. LlTHOTHAMiSIUM CRASSUM. PHILIP. 

L. album , fusciculare , ramis brevissimis crassis rotundatis , nodifor- 
mibus. Philipp. 1. c. n.° IV. 

In rupibus subtnarinis frequens. 

Forsan plures species hie latent. 

LICHINEAE. 



Genus LXXVI. LICHINA Ac. 

Frons cartilaginea, lichenosa, nigro-viridis, dichotoma. Fructus : 
capsulae semina pellucida in lineis radianlibus disposita includentes. 
Grev. Alg. Brit. Synops. p. XXXVII. 

1. LlCllIXA coesfims. Ac. 

L. fronde teretiuscula , tuberculis ellipticis. Ac Syst. Alg. p. 2 7 4- 

Ad rupes in Portu Polae Istriae parum supra superficiem aquae speciem 
copiose legi. 

Frondes minutissimae aggregato-caespitosae, lineam vel parum ultra 
longae, teretes, irregulariter rauiosae, ramis apice obtusis , clavatis. 
Color fusco olivaceus, exsiccatione nigrescens. Substantia cartilaginea 
lichenosa. 



. ORE J. 7. VN.UIDIMO 



FUCOIDEAE. 



Genus LXXVII. SARGASSUM Rdmph. 

Frons foliosa. Folia petiolata, plerumque costata. Vesiculae si in | > I i- 
res , axillares, pedunculalae. Rcci-ptacula parva , linearia, tuberculaia, 
loculosa, plerumque in racemis axillaribus. Grev. Alg. Brit. Swops. 
p. XXIX. 

i. Sakgassum vulgaris var. salicifouim. * 

S. caule tereti setoso-hivto , foliis lanceolatis plus mimiSVB inciso- 
serratis, -vesiculis sphaeralibus , vcceptaculis brevibus eylindfdceis 

plerumque bifurcis. 

FoCO AdNARA COS FOGLIE DI MEZZASA CRA.NDEZZA. GlODan. Op. post. I. p. I 8. tab. l6. i . 3 t . f. 
Fcco AciHARA DI FOGLIE CORTE E STRETTE. Oilman. I. c. p. 19. tab. 1 8. f. 3 r ». 

Pr/cOS Acinaria. Wulf. Crypt, aq. p. 3o. Ruch. Fl. Vcn. p. 2G0. 
Fuccs salicifolics. Bcrtol. Amocn. it. p. 283. tab. IV. fig, 1. a. b. 
Sargasscu vulgaai var. parvifolicm. Ag. Syst. Alg. p. 20.4. ex s y n - Ginn.in. 

SaRGASSI'M MLGARE. Mjrt. RciSC etc. p. 628. 

Sargasso Salcerello. Naccar. Algol. Atlr. p. 89. 

Ad littora unilis rcjectum passim occurrit. In lslria ad saxa et scopulos 
frcqueutius inhaeret. 

Planta suojmopere luclibunda, cujus varietates sequentes memoraii 
merentur. 

/3 llnifollum: foliis linearibns elnngatis. 

FCCO Ar.lNARA CON FOGLIE LCNGHE E STRETTE. OinuaD. Op. post. I. p. 19. tab. 19. f 3t»- 

Focrs kataks. Wulf. Crypt, aq. p. 3i. 

Frees salicifolil's var. B. Bcrtol. Amocn. it. p. 384. tab. IV. f. 1. c. excl. syn. Donat 
Sargasscu hsifoiicm. Ag. Syst. Alg. p. 3oo. Mart. Rcise etc. p. 628. excl. syn Donat 
Sargasso Salcerello var. B. Naccar. Algol. Adr. p. 90. cxcl. syn. Donat. 

lisdem in locis minus frcquens. 

-/ Donati : foliis lincaribus longissimis ramoso-dichotomis , snpe- 
Serie II. Tom. IV. cg 



>J! SYNOPSIS Al.r.AIU'M IN MAR I Air.lAT.r.O ETC. 

rioribus saepe filiformibns. Zanaiw. in Bibl. it. 1 8^9. torn. q6. j>. i3^. 

Ac IMIl* COB CAt'LE TERETE, CON LI RAMI IVFSB10B1 COHPBBS8I , E CON LI SUPERIOR! ROTONDI , 
A. IVkRA O ACHESTO MARINO DELL' f Ml'ERATO. Donat. St. nat. IUal\ uYH'Alll'. p. 35. 

lab. IV. Iig. 4. 
SA.KC&MOM uMii.LUM /j stratum? Ag. Syst. Alg. p. 3oo. c\ syn. Donal. 

Baec varietal ob foliorum dichotomiam insignia, in Istria et Dalmatia 
tantiini crescit. 

Ons. Donati 1. c. primus omnium hanc formam exacte rcpracsentavit. 
D. I'appafava anno i83G aliquid simile, seu fruslulum ex Dalmatia 
nu<it, i'l ipse semel atopic iterum plura Specimina inter Algas ex Istria 
recens expiseatas reperi. Cum vcro auctores nil liujusmotli unquani in- 
venissent, iconem Donatianam liaml bene explanarunt, vel falso atcpie 
ineonsulto fictitiam declararunt ; quamobrem etiamsi ad novae speciei 
dignitatem cam cvrlicre non audeam , tamen nomine auctoris diligenlis- 
simi jure ac incrito dislmclam volui. 

2. Sahcassim Hoivnsciuciiii. Ac. 

S. caule compresso , foliis lanceolatis dentatis uninerviis , vesiculis 
sphaericis muticis , reccptaculis racemo&is terminations ovato-lanceo- 
latis. Ac Syst. Alg. p. 3o8. 

FocO AciNARA Dl F0CL1E LCNGHE, E BELLA SOMMITa' De'rAMI FI.ORIDO. Ginnan. Op. post. 1. 

p. 19. tab. 17. f. Z\. 
Sarg\'svm Qorhbcbdchxt. Mart. Reise etc. p. 6a8. 
Sargasso calecgiabte. Naccar. Algol. Adr. p. 89. 

E rnari rejectuin pluries ad liltora Vcncliarum mihi occurrit. In Istria 
vrro stopulis iuhaerct. 

Species cito distinguilur caule nudo compresso; foliis mullo lalio- 
ribus, nee non receplaculis racemosis ovatodanceolatis. 

Genus LXXVIII. CYSTOSIRA Ac 



Frons ramosa. Folia ramiformia, superne filiformia. Vesiculae sim- 
plic'es vel subconcatcnatac, in foliis innatae, vel peliolatae. Receptacula 
tnbcrculala, loculosa, capsulis filis intermix tis. 

CrsTosEiRA. Grcv. Alg. Brit. Synops. p. XXXII. 



AUCTOtlE J. ZAKARDINIO 2jj3 

1. CYSTOSIRA SEI.AGINOIDES. * 

C. caule coriaceo lignescente , tuberoso-ramosissiino , ramis paniculatis; 
foliis ahernts sessilibus ex compressa vcsiculoso-glubosa basi subulatls. 

FOCUS SELAGIKOIDr.s. Wulf. Crypt, aq. p. 5l. 

Ramosckm.i cub lo farno compariri: in TBBO bosco. Gionan. Op. post. i. p. 18. tab. 16. 

f. 3a. 33. 
Cvstoseiba p.nicoiDF.s var. 3 selacikoides. Ag. Sy»t. Alg. p. 281. Marl. Rcisc etc. p. Gi8. 
Cistoseira selaginoidb. Naccar. Algol. Adr. p. 8G. 

Iii mari ad scopulos, pracscrlim in Islria, vulgatissima. 

Plurimis notis facile dignoscenda; slipite crassissimo horizontal] li- 
gnoso tenacissimo et nodoso. E nodis veluti c bulbillis spinosis surgunt 
cauliculi debilea flexuosi ramosi, foliis pan-is spidaeformibus remothis- 
culis ad basim sacpe turgidis seu fructiferia. 

2. CVSTOSIHA CORMCILATA. * 

C. caulc ramosissimo , ramis simpliciter ramulosis , rcctis , tereti- 
compressis, fuliolis alterne suboppositis , imbricatis, compressis, 
decurrentibus , apice cornuto-bijidis , trifidisve. 

Focus conisicuLATUS. Wulf. Crypt, aq. p. 5a. 

Cistoseira eiucoioes. Ag. Syst. Alg. p. 281. c.\ parte. Mart. Rrisc etc. p. GaS. 

Cistoseira Erica marina. Naccar. Algol. Adr. p. 85. 



lisdera in 1 



ocis sen ranor. 



Species a praecedente omnino diversa. Distingiiitur statura humi- 
liore , substantia fragili, quam tenaci , et pracscrtiin ramoiuui disposi- 
tione pyraniidis adinstar, foliis bifurcis coiniculatis non rcmotis imo 
densissime imbricatis. 

3. Cystosira Hoppii. Ag. 

C. caule tereti ramosissimo , ramis fdiformibus , vesiculis innatis con- 
catenatis , receptaculis simplicibus vesicula saepe majoribus. 

Abf.te marino di Teufrasto. Giniiaii. Op. post. i. p. in. tab. i5. f. 3o. 

Fucus cokcatekatos. Wulf. Crypt, aq. p. 'ig. SuflV. Forojul. p. 202. Riich. Fl. Vrn. p. a6i. 

Focus foeniculaceus. Wulf. Crypt, aq. p. 46. 

Fucus Abies ct var. H ct y. Bcrtol. Amocn.it. p. 287. tab. 4. f. a. a. be. cxcl. syn. Gmel. 

Cvstoseiba Hoppii. Ag. Syst. Alg. p. a83. 

CrsrosEiRA Hoppii ct iabbata. Mart. Rcise etc. p. G28. Gag. 



/ ' 



SYNOPSIS AlOARl'M W MAUI ADR1ATJCO KTC. 

Cistoseiba Abete mabiko ct var. li ct y. Naccar. Algol. Adr p. 86. 87. 
Ki icnuiu fastigiata ? Naccar. Algol. Ailr. p. 84. exoL syn. 

\ iil^ntissima in niari uec noil in Veoeta Lacuna ad oras uiariticoas. 

Tot tantosque lusus species exnibet, quos enumerare et definire 
perdifficile foret. Nunc vesieulis, nunc receplacnlis, nunc illis et istis 
omnino caret , umle tbrmac permultae ex intlc oriuntur extricalu sane 
difficillimo. Cavcant vero collectores ne lusus sumant pro distinctis 
speciebus. Ipse varielalem vidi sane insolitam a nenaine bucusque me- 
moratam , statura nempc spitbamaca, fronde debili, tenui , dicbotoma, 
fiircellata c basi ad apicem ilidem crassa, omnino sterili, vel una aut 
pluribos vesieulis plus minusve distantibus , inlbrmibus , magnis atcpie 
obtongtS donata. Facies adeo diversa, ut prima fronte suo genere dissi- 
milis propemodum videretur, nisi transitum pluries aniniadvertissctn in 
fossis littoralibus aeslvy expositis, ubi varictas crescit. Cystoseira Hoppii Ac. 
1. c. habitum communiorem perfecliorenique sislit, qua de re pro forma 
typica recepi. Nomcn specificum a el. Bertoi.. ( An:ocn. it. p. 287.), 
dcbinc a Naccari 1. c. allalum minime congrmun, nam species Gmeli- 
niana, seu Fucus Abies marina Gmel. (Hist. Fuc. p. 83. tab. II. A. 
f. 3.) iconc et diagnosi a nostra baud dubie rccedit. Furcellariam fa- 
stigiatam Naccari 1. c. buc reduxi, qutim vix dubitare possim auctorem 
turn frustulo aliquo hujusce generis speciem Oceanicam in mapi nostro 
nondum visum, perperam confudisse. 

i. Cystosira discors. Ac. 

C. caulc tereti setoso-liirto ; foliis inferioribus tenuibus costiitis pin- 
riatis , pirinis lanceolatis crenulalis; fronde superiore decomposite , 
rami's Jiliformibus concatenato-vesiculosis ; reccptaculis terminal thus 
timplicibus aut multifidis. 

Ci>toseiba discohs. Ag. Syst. Alg. p. 284. Marl. Rcise etc. p. Gag. 
Gi>toseiba oiscoBDE. Naccar. Algol. Adr. p. 87. 

In niari ad scopnlos , quundorjue occurrit in littoribus aestu rc|t-cta. 

Species mox dist'mguenda caulc birto , foliis inferioribus Sargasso 
similibus. Nunc vero folia primordialia tantum inveniuntur , nunc e 
contra undis detrita sacpe desunt , nee vesiculae semper obviae , ex- 
quo planta variis ludit formis. 



• ORT, 3. ZANAIt: 1M i 2 \5 

0. CVSTOS1RA ARROTANIFOLIA. Ac 

C. fronde pinnate ; folds inferioribus compressis subtripinnatis crassis ; 
caule ilepresso supcrnc decomposite , ramis concatenato-vesiculosis ; 
vesicula terminali apice latcribusque emiltentc receptaeula spiniformia 
conglomerate, palniato-mitllifida. 

Fuces compresscs. Wulf. Crypt, aq p. 5o. 

Cvstoseira arrotahiiolia. Ag. Syst. Alg. p. 284. Mart. Reise etc. p. G?(j. 

Cistoseira cohcatekata. Naccar. Algol. Adr. p. 88. 

Iisdcm in locis ubi praccedeos. 

Species quam maxime hulilmnda distinguitur fronde sive caule au- 
cipili cartilagineo , foliis insigniter crassis. 

Ods. Fucus silUjuosus Wulf. 1. c. p. 4 1 - seu Cjsloseira silkjuosa 
Maht. 1. c. p. 629. veluti species aliena consulto omittitur. 

Genus LXXIX. FUCUS Linn. 

Frons plana, comprcssa vcl cylindracea, coriacea, saepe vesiculosa. 
Receptaeula plerumquc clliplica , tuherculata , non loculosa , tuberculis 
glomcrulos fibrarum scminumque massne interiori mucosae immersos. 
GnEv. Jig. Brit. Sjrnops. p. .AAA/ . 

1. Feces VESICULOSUS var. SlIERARDl. Ac. 

F. fronde plana costata lincari-dic/iotoma , integerrima , ports notata , 
cvesiculosa , receptaculis terminalibus brevibus oblongis. 

Virsoide. Donat. St. nat. mar. dell'Adr. p. 33. lab. 3. 

QcERCIA MARIBA CHE IIA VESC1CHB. Ginnan. Op. post. I. p. 21. tab. 20. f. 3o,. Ct 
Qcercia MAEiriA di FOGi.lE AKorsTE E floeida. Ginnan. 1. C. p. 21. tab. 20. f. \o. ct 
QcERCIA MARINA DI FI1GLIE STRETTISSIME , E PdCO RAMOSE, E CUE IM1TANO LE CORNA nlu 

Ginnan. 1. c. p. 21. tab. 20. f. 41 
Feces VESicoiosos. Scop. Fl. Carn. II. p. 4o3. n. 1426. Wulf. Crypt, aq p. 34. Sullr. 
Forojul. p. 202. Rucb. Fl. Vcn. p. 260. 

FCCCS CERAN01DES. ScOp. 1. C. p. l\oi. D. 1 4^7- Sullr. 1. C. p. 202. 

Fucus DISTICHES. Wulf. 1. c. p. 36. 

Feces yesiclloses y Sherardi. Ag. Syst. AJg. p. 2-6. Mart. Reise eto. p. 629. 

Foco spirals. Naccar. Algol. Adr. p. 84- 

Abunde crescit turn in mari, turn in Lacuna super saxa, petras et lapides. 
Frons lmmilis plus minusve lata quandoque anguslissima, vel uudis 



2.\6 SYNOPSIS ALOARUM IN MAUI ADIUATICO ETC. 

detrita, nervus tanium, veluti corpus pulpd exutum, superest. Tali in 
statu facies omnino diverse hand raro prolifera. Statura palmaris vel 

jiai'iini ultra. Color fusco-olivaceus; exsiccatac nigrcsccns. Substantia 
firina coriacea. 

Obs. Cineres hujusce plantae ui dentifricium ad detergendas den- 
lium sordes ct corrigendam gingivanun in scorbuto laxitatem feliciter 
adbibebantur teste Russel ( De tabe glandulari Dissert, p. i53). Cum 
vero Jodium cv hac planta nuperrime educatur , in supellectilem me- 
dicain rursus, aptiusque revocanda videretur. Cfr. liac super re Zanard. 
( in Brer. Anted. me</. i$?>\. p. i5-iG ). 



10CT0RE J. 7.ANAKD1NIO '.'.{- 

ICONFHI EXPLICATIO 



TAB. I. 

Tig. 1. HUdenbrandia Nardi statu naturali saxo adnata. 

a. Plantae portiuncula sul> microscopio visa ad augmentum 
38o diara. 

b. Sectio vcrticalis item amplificata, ubi individua, fila si 
mavis paralleliter slipata patent. 

C. Corpusculu pyriformia ct sphaeroidea ad fructiGcationem 
speclautia e fronde cducla pariter aucta. 
Fie. 2. HUdenbrandia Paroliniana statu naturali saxo adnata. 

a. Plantae portiuncula ad augmentum 38o diam. 

b. Scctio verticalis item adaucta. 

c. Filum ab aliis segregatum. 

Fig. 3. LithophyUwn incrustans statu naturali. 

a. Papillae a fronde avulsae lente parum anelae , in quibus 
fructus nidulantur. 

b. Plantae portiuncula crusta ralcarca exuta sub microscopio 
visa ad augmentum ioo diam. 

c. Sectio verticalis filorum formam ct adliaesionem exhibens 
ad augmentum 38o diam. 

d. Filum ab aliis scjunctum. 

TAB. II. 

Fig. 1. Ilalymcniae furcellatae var. cartilagineae frustulum magnitudine 
naturali. 

a. Frondis particula a facie sub microscopio visa ad augmentum 
38o diam. 

b. Sectio horizontalis item amplificata implexnm pro parte 
filorum monstrans. 

c. Filum in parte extima sexecntics auctum. 
Fig. 2. JVormskioldia crispa magnitudine naturali. 

a. Frondis particula centies amplificata , capsulas nee non 
processus coslales gerens. 



SYNOPSIS ALGARUM IN MARI ADRIATICO ETC. 

Fig. 3. CaUithamnion minutissimum statu naturali, caudtci Cjstosirue 
adnatum. 

a. Filum ad augmentum 38o diam. 
Fig. i. Rjrtiphloea pumila magaitudiue naturali. 

n. Seitio horizontalis centics amplificata. 

b. Sectio verticalis item adaucta. 

TAB. III. 

Fig. I. Dasjrcladiis clavaeformis statu naturali. 

<7. Sectio horizonlalis decics circiter amplificata ramorum 
originem ct dispositionem exhibens. 

b. Ramus sexagies circiter auctus. 

c. Tubi primarii porliuncula item circiter amplificata ramo- 
rum originem et inscrtionem monstrans. 

Fig. 2. Anadyomcne stcllata statu naturali. 

a. Eadem lente forlitcr aucta. 

b. Cellula primigena sexagies circiter amplificata ramificationis 
processum , Line structuram frondis extricans. 

Fig. 3. Oscilluria Mencghiniana statu naturali. 

a. b. Fila sul) microscopio recte et oblicpie visa ad augmen- 
tum 63o diam. 

TAB. IV. 

Fig. 1. Halimcda Sertolara magniludine naturali. 

a. Plantae portiuncula ad augmentum 38o diam. structuram 
exteriorem exhibens. 

b. c. d. e. Fila centralia simplicia et varie ramosa item am- 
plificata. 

Fig. 2. Conferva urbica statu naturali. 

a. Filum ad augmentum ioo diam. circiter. 

TAB. V. 

Fig. 1. Flabellaria Zannichcllii statu naturali. 

a. Plantae portiuncula tercentum octogies aucta structuram 
exteriorem exhibens. 

b. c. d. e.f. Fila centralia simplicia et varie ramosa item am- 
plificata. 



ACCTOIIE J. ZASAIIDIMO 3.^9 

Fig. 2. Aspcrococcus tenuis magnitudine natural!. 

a. Idem lcnle simplici aurlus. 

b. Plantae parlicula centies circiter amplificata. 
Fig. 3. Olivia Andvosacc statu natnrali. 

a. Eailcin statu prolifero. 

b. Plantae discus a facie visus decies circiter auclus ubi par- 
vulus discus in centro palet. 

c. Idem sed fractus a lergo \isus sexagies amplificatus , ubi 
stipes sen tubus primarius et parvulns discus inferior 
conspiciunlur. 

d. Magni disci tubus clavatus ab aliis scjunctus pariler am- 
plificatus corpusculis vesicaeformibus farctus. 

e. Corpusculum vesicaeforme c tubo eductum sexcenties cir- 
citer auctum , in quo novae vesiculae nidulanlur. 

TAB. VI. 

Fig. 1. Rlvulariac Contarcnii aliquot exemplaria magnitudine naturali 
saxo ubi crescunt ablata. 

a. Exemplar unum centies circiter amplificatum. 

b. Aliquot Ola ad augmentum 38o diam. 

Fig. 2. Fila nonnulla Rivulariae juckolac centies circiter amplificata. 

a. Fili portiuncula ad augmentum 38o diam. 
Fie. 3. Calothrlx stellulata statu naturali Poljsiphoniae opacae inliacrens. 

a. Eadem lente fortiter aucta. 

b. Filum sexcenties circiter amplificatum. 

Fig. 4. Calothrix variegata statu naturali Conjeivae Lino inhaerens. 

a. Fili portiuncula ad augmentum G3o diam. 
Fig. 5. Filum Lyngbyac olwaceae ad augmentum 38o diam. 
Fig. 6. Coralllna verrucosa magnitudine naturali. 

a. Rami portio centies circiter amplificata. 

b. Sectio borizontalis item aucta. 

c. Sectio verticalis externa ad augmentum 38o diam. 
</. Sectio verticalis interna pariter amplificata. 

Fig. 7. Rangla Alsldll centies circiter aucta. 

a. Frondis portiuncula ad augmentum 63o diam. 

Serie II. Tom. IV. iih 



a5o SYNOPSIS ALCARUM IN MARI ADRIATICO ETC. 

TAB. VII. 

Fig. 1. Als'ulium conillimim statu n:ilurali. 

a. Sectio horizontalts centies circiter aurla. 

b. Ramulns plantae stichidiferae pariter amplificstus. 

Fn;. 2. Lingorae viscidae portio statu naturali. 

a. Ramu'.us in apicc centies aniplilicalus. 

b. Sectio hori/.oiUalis pariter aucta iilorum iinplcxum mon- 
strans. 

c. Filum in parte cvtima ad auguacnlum 63o diam. 

Fie. 3. Portio plantae CaUithanmkm iiodulosnm mincupalac statu na- 
turali. 

a. Fili primarii portio lente fortiter aucta. 

b. Ramus in parte extima centies circiter amplificatus. 

c. Ramulus horizontalitcr visus ail augmentum 38o diam. 

d Corpuscala pyriformia ad fruclificalioncm spectantia cen- 
ties circiter aucta. 

TAB. VIII. 

Fig. 1. Ceramium mconspicunm sub microscopio \isum centies circiter 

amplificatum. 
Fig. 2. Callithamnion subverticillatum lente parum auctum. 

a. Rami portiuncula centies circiter amplificata. 
Pre. 3. Percursavia rigens in Fuco parasitans magnitudine naturali. 

a. Plantae portiuncula centies circiter amplificata. 

b. Froivlis parlicula ad augmentum 38o diam. ubi sporidia 
centralia clarius patent. 

Fig. 1. a. Squamariae portiuncula sub microscopio visa centies circiter 
amplificata. 
b. Sectio verlicalis item adaucta , ubi et fructificatio pro parte 
usque a primordiis repraesenlatur. 
Fig. o. a. Zanardiniae portiuncula sub microscopio visa centies circiter 
amplificata. 
b. Sectio verlicalis item adaucta. 



AUCTORE J. ZANARDINIO 



25l 



INDEX 

1 ICUtt l M tl M ICI II IB SB'S A Bl III >l 



ACETABULARIEAE .... pag. 228 

Alsidium A » 180 

coralliiutm Ag » 180 

A*AD\ttMi.M: Lmx i3G 223 

btellata Ag » 223 

Aspehococcus Lmx » a3o 

sinuosus * „ » a3o 

tenuis * » a3o 

Bahgia Lyngb » 217 

A I .i,l 1 1 * i) 217 

atropurptirca Ag » 217 

BATRACHOSPERMEAE . ...» 186 

BoNXEMAlHiMi Ag. ..•...» If).") 

asparagoidcs Ag » 19G 

Baiopsis Lmx i3j 219 

Arbusctila Lmx » aao 

Balbiaiana Lmx. ..-..» 219 

var. cnprcssina s 219 

pcrjnaLi Lmx » 220 

plumosa Ag. ......)> 220 

Rosac Ag » 220 

lenuiasima Mor. ct Dc-Not. . » 219 

CiLLiTiiAMMon Lyngb » 171 

..,1 miiI. .-.inn Ag » 171 

cruciatuin Ag » 17a 

dubium * » 172 

nun ul 1 . . 'imi nt ' » 17G 

nodulosum * » 173 

p< 'diei-ll.it urn Ag »■ 176 



GtlLITHAMNIOn 

Hiiiiiul.t Ag pag. 171 

Rotliii Lyngb » 176 

scntinudum Ag » 174 

subverticillutum * . . . „ » 173 

ti'tragonum Ag >• 175 

iiiiin-iiiiiiin * » ij5 

tliuyotdes Ag » 176 

variabile Ag « ij3 

versicolor Ag » 174 

var. furcatum » 175 

Calotdrix Ag » i4^ 

aegagropila Riitz " '4/ 

aniliigua Mcncgh » 1^7 

lanata Ag » »4$ 

[Mimosa Ag » 14*' 

pulvinata Ag » '4*> 

semiplena Ag » J 4** 

stellulata* » »47 

rariegata * u >47 

Catenella Guv » 192 

Opuntia Grcv » 193 

CAl LERPEAE ■ 229 

Callerpa Lmx » 229 

pro I i (era Lmx. . . . . » 229 

CERAMtEAE » i56 

Cbramum Rotli ■ »77 

ciliatum Ducluz » 17® 

var. prolifcrum » »"® 



!-"> » 



SYNOPSIS ALGARUM IN 



O.r.Auu m 

diaphanum Rotfa 

BUmentosuin Duby 

\ai umplicipUum 

v.ir. repena . 

ioconspicaum * 

rubram Ag. 

v.ir. proliferum 

far* secuodatuni 
CHAETOPHOREAE 
Chobdbi ! Ltn\ 

Heredia Grev. . 
CHORDARIEAE . . 
Cboblda Sink. . 

fistulosa • . . 
CLADosTErut^ Lyngb. 

HyriopbjUum Ag 

spongiosum, Ag. 
CoccocitLor.is Kutz. . 

crassa Mcnegb. 
Coo tun Slack. . 

tdbaerena Ag. . 

Buna Ag. . . 

Vcimilara Dellc Chi 

far. divai ical |ini 

var. implicatum 
CONFERVEAE . . 
U>ti;n\A Lmui- . . 

cryslallina Ruth 

Echinus Biasul 

expand Blert. . 
Eracta B marina Roth 
glomcrata Linn. 
beteronema Ag. 

lanos.i Ruth 
Lin urn Rolh. . 
membra nacca Homu 
V -iorum Ag. . 
prolifera Roth . 
rcfracta Rulh . 
riparia Dillw. . 
Ruchingeri Ag. 
Rudnlphiana Ag. 
rupeafru Linn. 
scricca Huds. . 
sctacea Ag. . 



P»g- 



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II 


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i55 


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i5i 



MAIU ADRIATICO ETC. 

CoVFB&YA 

siilulivisa Rolh p;ig. i5a 

nrhica * » i,"»j 

Coiullina Linn i.S ■ 

ulllt in.ilis Linn i> i83 

ruin'iis Linn* » 184 

verrucosa* » 184 

virgata * ». 184 

Cuhynephoha Ag i» 1^5 

Qaccida Ag » iA5 

ombeUata Ag » 145 

Ctstosiiia SpT » a^a 

aluulanifolia Ag. » j\ r > 

cornicul.ila * » 'j.\i 

tliscors Ag » 244 

Hoppii Ag »■■',; 

selaginoidea * » 243 

DaSYA Ag n 167 

Arbuscula Ag » 1G9 

Baillonviana » 167 

KiiUin^iana Biasol ....)> i6y 

plana Ag » 168 

punicea Menegb » 10'S 

Bimpliciuscula Ag » 169 

Spinella Ag « 160 

Dasvclados Ag 1 35 221 

clavarfoi'inis Ag » 221 

cylindricus Moncgh. ...» 222 

Dicttohrku Grev » 182 

•vulubilis Grcv » iSj 

DlCTvnpTnms Lmx » 233 

polypodioides Lms » a?4 

DICTYOTEAE » a3o 

DiCTVorA Lmx » a3a 

dicbotoma Lmx » 2IJ2 

Fasciula Lmx ' » a3u 

linrolata Grov a .3 I 

Digenka Ag » 160 

simplex Ag » 1G0 

DUMOKTIA Lm\ '. - » !{>■'. 

ventricosa Lmx » tg ■ 

Ectocahpus Ag. . " I '<' 

compaeLus Ag » 1S7 

laetus Ag » *:*>7 

litoralis Ag " l5? 

knonocarpua Ag » 1S5 



ACCTORE J 

ECTOC I 

sibculoflQfl Lyngb. . pag. i5G 

v;n atrovirena « i56 

v.ir. nehulosus » i5G 

luAplicidscAlai Ag « if>7 

Flabf.llaiua Lmx i3G 337 

/ iniiichelii * >» 227 

FLORIDEAE » i 9 3 

FUCOIDEAE » a4i 

I'r' 1 ■■. Linn )->i- 

vcsiculosus var. Shcrardi Ag. » i!\~> 

GASTROCAHPEAE 190 

I.I.I III M M LllIX » 207 

cornt'uia Lmx » 107 

var. hypnoidcs » 207 

vii capillaceom » 207 

var. Pluuiula » 908 

v.ir. < lavatum » 208 

var. Loncharion » 208 

Gicartiha Lmx » 204 

acicularis Lmx n 2o5 

dura Grcv » 20G 

Griflitsiac Lmx » 20G 

' Belmintbocorton Lmx.. . . » 204 

miniata Lmx » aoij 

plicat.i Lmx » 2o5 

Tccdii Lmx » 20G 

ustuluta Grcv » 2o5 

Gbacilaiua Grcv " 202 

nni.it;. Gl'CV » 203 

compressa Grcv » 202 

confervoidea Grcv » 202 

? divaricata Grcv » 2o3 

aecunda * » 2o3 

GnATELOtTlA Ag » 21 I 

filicioa Ag » 211 

GnifFTsiA Ag 11 170 

irregularis Ag » 170 

tenuis Ag » 17 1 

Halimeda Lmx i36 226 

Sertolara * » 236 

Halymetma Ag. » 190 

florcsia Ag » 190 

furcellata Ag »> 191 

var. cartilaginea » 191 

ligulata Ag » 191 



ZANARDINIO 253 

IIai.imema < 

Monardiana Montagn. . pag. 191 

pinnulata Ag igo 

HlLDENBIlAHDlA, 

Nardi* n 238 

Paroliniana * » >2" 

HytHHA Lmx » 2o3 

musciformis Lm\ <• 2o3 

Ilea Fries » -i j 

Bertolonii * 21 5 

clathrata Gaill 

compressa Gaill 2i5 

var. crinita » • 1 "■ 

inlcstinulis Gaill. . . ■ . * Sm5 

IninEA Bory » 19-2 

reniformis Grcv » 192 

LAMINARIEAE » 334 

Laminatua Lmx. >» 234 

debilia Ag » ■ 3 \ 

Laurencia Lmx ■' 196 

dasyphylla Grev » 197 

nana Grcv » 198 

obtusa Lmx » "./' 

v.ir. gracilis » '97 

var. Dclilii » 197 

var. panieulata ; * '97 

pinnatifida Lmx » '96 

papillosa Grev " '9** 

var. thyrsoides » 198 

striolata Grev >' '99 

tenuissima Grev » '97 

var. grlatinosa " '9^ 

LIAGOREAE " > s " 

Liacora Lmx * '"7 

viscida Ag * '°7 

LICHINEAE »» 240 

Lichisa Ag " »4° 

confinis Ag » \ • 

LITHOPHYLLEAE » a38 

LlTIlOPHTLl.rM Philip " "I 

racrnaUns Philip » ^9 

LlTBOTnAMKlOS Philip w u »° 

crasjam Philip " ' \° 

LoMEVTAMA Lyngb " ' 0* > 

articulatfl Lyngb » '99 

var. linearis " ,c )0 



3 54 



SYNOPSIS ALGARUM IN 



LOMEHTAftlA 

gjavellosa Gaill. 
? furcate * . . 
k.iliiui mis Gaill. 
ovalia "... 
far, Bubarttculata 
p.ti vulii " 
reflexa Chauv. . 
DDCtnata raenegh. 



P«S- 



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LlKGBIA Ag » 

contc\ta Ag » 

crispa Ag » 

olivacea * »> 

Melopfsu Lmx » 

pustulata Linx » 

MtsO(;i.«ii\ Ag » 

Bfiiolonii Mor. el Dc-Not. . » 

coccinca Ag » 

vcrmicularis Ag » 

var. coriacea » 

Micnocoi.r.ns Dcsmax » i5o 

chtonoplastea * >» iji 

N»Torim,ir\i Grev » 194 

Uceratam Grev » nj\ 

OCellatlim Grev » 195 

NOSTOCHINEAE » 143 

Olivia Bertol 137 2^8 

Androsace Bertol » 228 

OSCILLARIEAE » ifo 

Oacillaria Bosc » 1 'o 

limosa * » i!>o 

Heneghiniana * » 1 49 

Digra * » i5o 

subsalsa* ft l49 

Padika Atlans » 233 

Pavonia Gaill » 233 

PfjaCBBSlMA Bory » 216 

facicola Bfenegb » 216 

1 igcne* » ar8 

PlITLLOPIlORA Grev » 210 

Lactuca Grcv » 211 

nervosa Grcv » 211 

var. spiralis » 211 

PlOCAMIUU XjDIX ■ 195 



MAUI ADIUATICO ETC. 

pLOCAMlUM 

coccincum Lyngb 
Polysiphoma Grcv. . 
allocbrua Duby 
aracbnoidea * . 
var. purpurea . 

I *. I ■ 111 ■ 1 1 - « . 

In i-\ in ticuluLu * 
denudata Montagu, 
dcusta Spr. 
clongata Spr. . 
var. denudata . 
var. prolifera . 
var. spinulosa . 
var. sanguinolenta 

lYuliculusu Spr. 

var. tenuior 

Lcpailicula Spr 

var. iDtricata . 
luhrica* . . . 
nigrcscens Wallr. 
opaca Dc-Not. 
var. IDtricata . 
pcnnata var. pumik 
pilosa * . 
piilvinala Spr. 
ramulosa Spr. 
Raineriana* 
rigcns * . 
Ruchingcri * 
Var. (minor 



sanguinea " 
sccunda * 
var. adunca 
spinulosa Grcv 
subiilifYra * 
variegata * . 
var. radicans 
PonrHvnA Ag. . 
coriacca* 
laciniata var. urabilicata 
vulgaris Ag. 

PUNCTABIA GrCV. 

latifolia ? Grcv 
R1VULARIEAE . 

RlVULARlA Rotll. 



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RlVOLARtA 

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Biasolet liana JMcncgh. ...» 144 

btillata Berk » 14^ 

Coiitarcmi * » i \S 

dura Fl. Dan " ' i i 

facicola * » '44 

Rhudu.me.la Ag » 182 

puiastroidei Ag « 182 

spinusa Ag » i83 

Rhodomebia Grev » 209 

bifida Grev » 209 

var. ciliata » 209 

Palmetta Grev a 209 

['» -i 1 ii'M 1 ■; -l Ag » 181 

pumila * » 181 

tincturia Ag » 181 

Sargasslm Rampb » b4i 

Hurnsclitichii Ag » 242 

vulgare var. salicifolium » 241 

var. linifolium •» 241 

var. Dunati » 2^1 

ScTTONEMA Ag » 1 49 

Sowcrbyauuni Ag » i4q 

SIPHONEAE ia6 i35 218 

Sphacelaria Lyngb » i58 

ccrvicornis Ag » 159 

cirrbosa Ag » 169 

var. aegagropila » x5g 

disticba Ag » 1J8 

pumila Ag » i5g 

scoparia Lyngb » i58 

var. pcnnata Ag u i58 

scopariuules Ag » 108 

SpnAsnococcus Stack » 208 



Z AN AR D I MO 
Spiiaerococccs 

coronopifbHiu Ag. . . . pag. 

SPOROCHNOIDEAE a 

Si obochvoi Ag « 

adriaticus Ag » 

rhi/odcs Ag » 

vcrlicillatus Ag » 

SQLAMAIUEAE a 

SoOAMABlA » 

vulgaris * 1 

Stilopboba Ag » 

crinita Ag » 

Valokia Giun i3G 

aegagropila Ag » 

Vaccheria L)C i3j 

marina Lyngb » 

PUufl Mert » 

DLVACEAE » 

Ulva Linn » 

latxasima Linn » 

Tar. mcicnlcriforrais ...» 

Var. umbilicalis » 

Var. palmata » 

Linza Linn » 

Tar. lancculata » 

VVbahgelia Ag a 

pcnicillala Ag » 

tcnera Ag » 

WoRMSKlOLDIA Spr » 

alata Spr » 

crispa * w 

Hypoglossum Spr » 

Squanuiriac Mcncgh. . . . w 

Zanardima Nanl » 

Prototypus Ward » 



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188 
188 

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188 
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LA GASTON I A PAL MAT A 

D I W. ROXBURGH 

PH0P08TA QUAL TirO 1)1 m MOVO GENERE NELI.A FAMIGI.IA 
DEIXE ARALIACEE 

MEMORIA 

Dl 

ROBERTO DE VISIWl 

mOFESSOEE Dl BOTANICA IDU 1. H. U,IYE BS .TA I,. PADOVA E MEVSRo DELl/l*TITtT«. n (I ,M„ 



Letta nell'tulunanza del 2 maggio 1011. 



11 ch. W. Roxburgh descrisse nel catalogo dell'Orto botanico di Calcutta 
alia pag. 33 una pianta indigena di Chittagong nelle Indie orientali sotto 
d nome di Gastonia palmata. D'allora penetro essa ne'giardini botanici 
d'Europa, ovc pero sembra aver fiorito ben poche volte, se lice giu.li- 
came dalle poche, incomplete, e spcsso contraddittorie descrizioni, du- 
ne furono pubblicate, e dalla conseguente discrepanza de' Botanici nel 
riportarla all'uno od all'altro genere. 

Fiori essa nel i8a5 nelle stufe del signer Caters de Wolf a Berchcm 
presso Anversa, e da questo individuo fu tratta la inesatta descriziom- 
pubblicatane nel Messag. cles scienc. et arts, i8a5, i.« et n' for., ripoi- 
tata poi nel Bullet, des scienc. natur. del Barone di Ferussac, i8a5, 
pag. 220. Nel mesc stesso di marzo e nel medesimo anno an'ahra pianta 
ne fiori a Londra, e fu su questa, die venne fatto il disegno, e la descri- 
zione, che il ch. Lindi.ey pubblico nel Botanical Register al numero 894. 
Serie II. Tom. IV. 



2j8 sopiu la gastoma pai.mata DI \V. ROXBURGH 

11 terzo escmpio ili fioritura, che sia giunto a mia cognizione, 1'ofTerse 
a me an robusto individuo di questa specie, che da tre anni collivasi 
nell'Orto botanico ili Padova, il quale nel marzo ilel passato, e in quello 
eziaiulio del coiTcntc anno, avendo spiegato compiutamente i suoi fieri, 
mi l'orni ropporlunita di sludianie accuratainenle i caratteri, e di com- 
pilarne la descrizione. 

£ la pianta da me veduta on individuo dell'altezza di metri i,85': 
la sua radice e legnosa ramosa, fornita di barbicelle succulente, quasi 
pellucide numerosissime: il tronco si e legnoso, rilto, irregolarmente 
llessuoso , poco ramoso, vestito di una corteccia bruna, lievemente scrc- 
polata, segnala di cicatrici semicii'colari ad orb prominenti, indicanti 
l'inserzione delle foglie cadute, armata di aculei larghi grossi brevi , per 
lo piu orizzoiuali, di rado volti alfinsu. Le sue foglie sonograndi al- 
lerne coriacee, sostcnute da un picciuolo ingrossalo alia base, ed ivi 
articolato sul tronco, e semiamplessicaule, lungo centimetri a5, cilin- 
drico nel rimanente, aculeato, orizzontale, o pendente. Sull'orlo estrcmo 
di queslo sorge una lamina larga quanto la di lui base, che superiov- 
mente si fa lanceolata, acuta, bifida o intera, pria verdognola ed erbacea, 
poi secca ferrugigna e lacera irregolarmente, ritta e strettamente ad- 
dossata al tronco, la quale non saprebbesi nominare altramenle, che 
Stipula. La foglia e quasi orbicolata, del diametro di 36 centimetri, 
cordato-palmato-fessa, con sette a nove lobi ovali-lanceolati per lo piii 
acuti, doppiamente o semplicemente seghettati, intieri alia base, ove 
sono separati fra di loro da seni ovali, sopra e solto cospersa di fioc- 
chi di peluria ferruginea o pallida, taloi'a disposta a Stella, piu visibile 
nelle foglie piii giovani e lungo le nervature, poco o nulla apparente 
nelle vecchie, e sul resto della lamina, a costa grossa assai prominente 
carenata aci;ta nella pagina superiore, rotondata nclla inferiore, a ner- 
vature pennate. 

I fiori sono disposti in pannocchia terniinale spesso inclinato, i di cui 
rami alterni fornili di una o due brattee lanceolalo-attenuate , e coperti 
al pari dell'asse della medesima di folti pcli slrigosi ferruginei, sosten- 
gono un'ombrella semplice per ciascheduno, fornita di molti fiori, da 
8 a 16, i cui picdicelli sono circondati alia base da un involucro di 
brattee del tutto simili alle precedenti. Ogni Goi'e e composlo di un 
'•.dice connate coll'ovario, di forma turbinata , a margine libero bre- 
vissimo, diviso in piccoli denti varii di numero, inegualmente grandi , 



memoria df.'- prof. nonKRTO de visum a5o 

cd inegualmcnte distant! , sorpassanti 1'ovario, c tli un color bruno , 
tutto sparso di peli simili a quei delle brattee; di quattro sino a setle 
petali carnosi, valvati nella bocciatura, od estivazione, spicgati orizzon- 
talmente nella fioritura, ovati od ovali-lanccolali, acuti, caduchi, insc- 
riti sul margine di un disco carnoso ricoprente la sommita dell'ovario, 
c d'un colore pallido, o leggermente verdognolo. Gli slami variano dai 
sei ai nove, ma per lo piu sono sette, egualmcute lunglii dei petali, 
.ill itii i a questi quando lor sono eguali nel numero, molti allerni ed 
alcuni opposti quando li supcrano , spicgati orizzontalmente, con fila- 
menti cilindrici due volte piu lunghi dell'antera, assottigliati e un po' 
curvi all'apice, inseriti insieme co' petali; con antere incumbenti altac- 
cate pel dorso, volte all'indentro, cuoriibrmi-bislunghe, biloculari, a 
logge parallele non attaccate fra loro, che per un punto medio, in cui 
s'inserisce l'apice del Glamento, e quindi con picciolissimo connettivo , 
di supeificie ineguale, che a microscopio apparisce rilevata in tubercoli 
mammillari segnati di striscie arcuate, di color pallido o giallognolo, apren- 
tisi per lo lungo con fessura profonda, e contenenti un polline coni- 
posto di granelli lisci, quasi sferici irregolari. 

Nel pistillo avvi un ovario turbinato carnoso, veslito esternamentc 
dal calice, che vi si e immedesimato, e sparso di squamette forforacee, 
il quale contiene da cinque ad otto logge monosperme, o piuttosto e 
formato di altrettanti ovarii connati in un solo, ognuno de' quali rac- 
chiude un ovicciuolo bislungo anatropo pendente dall'angolo superiore 
interno della loggia, e 1'ovario stesso e poi coperto superiormente per 
tutta la sua superficie non vestita dal calice , da un largo e carnoso disco 
nettarifero di colore pallido-giallognolo. Dal centro di questo disco , 
circondato dal medesimo sino alio stimma , e continuo colla sostanza 
dell'ovario sorge uno stilo piramidale solcalo , troncalo all'apice, due volte 
piu corto degli stami, di color pallido-verdognolo , e composto di al- 
trettanti stili quante sono le logge dell'ovario, fra lor connati in un 
corpo solo sin presso all'apice, ove sollanlo appariscono divisi gli stimmi, 
e questi pria della fecondazione sono eretti , conniventi e piccolissimi , 
dopo quell'epoca sono grossi, orizzontalmente distesi, e divisi ognuno 
alia sommita in due piccoli lobi divcrgenli ed oltusi. 

II suo frutto, per quanto ho jiotuto dtscernerlo dai soli ovarii ingros- 
sati, ma non giunti a una pcrfetta malurila, che mi fu dato diesami- 
nare, o un porno ad ossicini, ossia una Pircnaria, di cinque ad otto 



2 ho SOPRA LA GASTONIA PALMATA DI W. ROXBURGH 

logge monospcrme, cou semi analropi e penduli, come in tutla la fa- 
miglia delle Araliacec, dei quali per 1'immalurita indirata non ho po- 
tato osservarc nc I'alhume, ne l'embrione. Malgrailo peri questa cir- 
costanza , che m'impcdi im'analisi piu. minuziosa del seme , crcdetti ac- 
coucio di rappreseniaic nclla tavola, die accompagna questa Memoria, 
tutlo quello, che negli organi riproduttori di questa pianta mi riusci 
di vedere, e cib tanto piu, quanto che la sola figura, che se ne ha 
puhblicata dall illustre Lindley, non presenta alcuna analisi di quegli 
orcani. 

Essa dal suo scoprilore, il ch. Roxburgh, vcnne rifcrita al genere 
Gastonia , genere fondato da Commerson per una Araliacea dcll'isola di 
Horbone a cortcccia spugnosa, che Lamarck chiamo poscia Gastonia 
cutispongia , e cio iu onore di Gastone di Foix fratello di Luigi XIII, 
meecnale della Botanica, protettore del celebre Morison, fondatore del- 
l'Orto botanico di Blois, e della Iconografia di storia naturale del Museo 
di Parigi. Anche il ch. Lindley al n.° 8r>4 del Botanical Register de- 
scrivcndo questa pianta lasciovvcla fra le Gastonie, asserendo non aver 
potuto scoprire negli escmplari, che gli fu dato di esaminare, alcuna 
dilVerenza dai carattcri assegnati da Jussieu a questo genere , locche 
deve altribuirsi certamente alia imperfezione da lui stesso lamentala 
degli eseinplari suddetti. Essa differisce dalle Gastonie per aver un ca- 
lice non intero ma dentalo, gli stami, che di poco sorpassano il numero 
de'pelali, ne sono giammai due dinnanzi a ciaschedun petalo, l'ovario 
con 5 ad 8 loggie al pin, ne mai dalle 8 alle 12, e gli stili lunghi e 
<onuali insieme sino all'apice, ne brevi, liberi, e appena uniti alia base. 
Fu percio, che il celebre Sprengel togliendola a questo genere, riporlb 
la pianta nostra alle Aralie (Sjst. Veg. Cur. post., p. ia5 ), pero du- 
bilaudo, come lo indica il nome stesso di Arulia dubia, con cui voile 
egli distiiiQiierla: dalle quali in vero si scosta pel numero degli stami, 
che non sono costanteniente cinque, ma ordinariamenle setle, e quindi 
non eguali in numero ai petali ma superiori, ne solamcnte alterni a 
<piesli, ma cinque alterni, e gli allri opposti, cioe iuseriti dinnanzi ai 
] > e I a I i ; pcgli stili connati in uno, ne liberi espansi e per lo piu diva- 
ricati; pel frullo in line con molte logge, e non solamente con cinque. 
In segutto il cclebciTimo De Cakdolle nella Monoarafia delle Araliacec 
puhblicata nel Prodr. srst. nut. regrti i>cg., iv, p. 256, passo la pianta 
del RoKBOBtrD nel genere Gilibertia di Ruiz e Pavos ( Fl. peruv. Prodr., 



MEMORIA DEL PROF. ROBERTO DE VISUM 2G1 

p. 5o ) c cliiamolla Gilibertia palmata. Ma essa difTeriscc pure da questo 
genere pel calice dentato, e pegli stand superior! in mimero ai petali, 
e quindi cinque alterni e gli altri opposti, come appunto si disse ri- 
guardo al genere Arulia. Forse meglio , chc a' generi fin qui indicati , 
la pianta nostra potrebbe riferirsi al genere Hedcra, come sospetto il 
ch. Endlicher ( Gen. plant., p. 795 ), se questo genere airatto artificiale 
non fosse ancora fondato su caratteri tanto vaglii, da abbisognare d'esser 
meglio circoscritlo, per collocarvi quelle sole specie, che sono esatta- 
mente congeneri fra di loro. 

La discrepanza de' piu illustri Botanici nell'assegnar il vero genere 
della Gastonia palmata bastava gia ad indurre un ragionevole sospetto, 
che questa avesse ne' suoi caratteri alcun che di distinlo da tutti quelli 
delle Araliacee , per cui non istesse perfettamente in alcuno de' cono- 
sciuti. L'esame accurato dclle parti fiorali della medesima confermo tal 
sospetto, avendo io potuto conosccre merce il medesimo, dilTerir questa 
da tutti i generi sopraddelti per l'essenziale carattere degli stimmi non 
gia semplici , quali vennero fin qui descrilti tutti quelli delle Araliacee, 
sibbene grossi e divisi in due lobi , e nessuno ignora cpial valore ab- 
biano le note di tali organi nel diffcrenziare i generi specialmenle di 
tal famiglia. A questo carattere s'uniscono poi tutti gli altri sopra indi- 
cati, pei quali la pianta slessa diversifica da tutti quelli a' quali fu riferita. 

Per le quali cose dovendo la Gastonia palmata Roxb. costituirne un 
nuovo e di verso dai conosciuli, io propongo d'intitolarlo Trevcsia , in 
onor della nobile famiglia dei Cavalieri Treves dei Bonfilj di Padova, 
in cui fioriva anni sono Enrichetta Treves coltissima conoscitrice e 
pi'Otellrice degli studii naturali, e speciabnente della Botanica, di cui 
Ella a me stesso istillava c coltivava l'amore, ed i cui degni nipoti 
(lav. Jacopo ed Isacco tengono in Padova elegante giardino, ricco di 
rarissime piante da stufa , e segnatamente di una niaguifica collezione 
di Palme; dalla cortese liberalita de' quali 1'Orto botanico di quella 
Universita riconosce di molte piante, e particolarmente quell'individuo 
di Gastonia palmata, che avendo in questo fiorito, oficrse a me l'op- 
poiiunita di descriverlo ed illustrarlo. 

II qual nuovo genere restera distinto pei segneali caratteri: 



a6a sopra la gastonia palmata di \v. Roxburgh 

TREVESIA n. gen. 

Calicis margo brevissime ultra ovarium productus inaequaliler denticu- 
latus. Petala 4"7 libera expansa. Stamina 6-9, ul plurimum 7, solitaria, 
alterna et opposita , anthcris cordatis , loculis libcris connective brevis- 
simo medio coniunctis. Ovarium 5-8loculare , disco amplo epigyno corona- 
tum , ovulis pendulis. Stjli quot loculi in unicum pjramidatum sulcatum 
disco epigfno obductum ad apicem usque concreli. Stigmata totidem 
primo erecto-conniventia minima, post anlhesin divaricalo-biloba cj'assa 
stellato-patentia. Pyrenaria carnosw calice coronata 5-8locularis , loculis 
monospermis. — Ordo Araliacearum Juss. DC. ( Char, ordinis emend. ). 

Trevesia palmata. * 

Syn. Gastonia palmata Roxb. Cat. hort. Calcut. p. 33. Lindl. Bot. 

Reg. p. 894. 
Aralia dubia Spr. Syst. veg. cur. post. iv. part. 11." p. ta5. 
Gilibertia palmata DC. Prodr. Syst. veg. iv. p. a5G. 
Hederae, Sp.? Enulich. Gen. pi. p. 795. 

Icon. Tabula nostra. 
Lindl. loc. cit. 

Hab. in India orientali ad Chittagong. Floret hyeine et vere in calida- 
riis. Planta fruticosa out arborea , aculeata , foliis cordalo-palmatisectis 
orbiculatis coriaccis amp/is Jloccoso-stellulatis 7-9/oiw, petiolatis, slipula 
supraxillari late ovata acuta amplexicauli , demuni Jissa munilis , Jlori- 
bus terminalibus paniculato-umbellatis , albido-virescentibus. T£ 

In questo generc, clie ora risulta costituito da una sola specie po- 
tranno forse concorrcre per l'avvcnire anche altre specie affini riferite 
dal ch. De Candof-i.e al genere Gilibertia, allorche di qnesta saranno 
meglio conosciuti i caratteri delle parti fiorali, c segnatamentc quei 
ilcgli Stimtni. 

Comparvero sino ad ora due sole descrizioni, ed una sola figuru, 
per quanto potei raccogliere, di qucsla pianta. Apparve la prima nel 



MF-MOniA DEL PROF. nOBEBTO DE VISUM 2 63 

Message,- des scienc. el arts, ,8a5, i.« et n.« tor., di eui porse un 
sunto il Bullet, des scienc. nat. et dc ge'ol. del Bar. de Ferussac, 
octobr. i8a5, sect, n.% p. 22 o, ma in questa si attribuirono alia Gastonia 
palmata del Roxburgh caralteri falsi o almeno con falsi termini rappre- 
sentali, e quindi vi si descrivc liscio il suo tronco , palmate con foglio- 
Une lanceolate le suefoglie, disposli in ombrelle laterali sparse sul/a 
parte superiore dei ti-onchi i suoi fiori , e questi pri V i di corolla, ma 
torniti di un calice con cinque sino a nove division!. Si fu percio, che 
il ch. De Candolle dubit& se questa fosse la vera pianta del Roxburgh 
tcrminis alienis descripta ( Prodr. syst. nat., n , p. 2 56j. Pare a me, 
Che il sospetto dell'illustre Botanico si risolva in ccrtezza per l'airerma- 
tiva sol che suppongasi, che 1'ignolo autore di quell'arlicolo per poca 
famigliarita col linguaggio tecnico de' Botanici abbia scambiato il voca- 
bolo fqglie palmatifide in foglie palmate e quindi i lobi delle medesime 
mfo^lioline, Vasse terminate delVinfiorescenza in parte superiore de 
tronchi, e che non avendo distinto il vero calice, come quelle, che e 
immedesimato coll'ovario e fornito di margine libero brevissimo', abbia 
chiamalo calice la corolla, e quindi division! del primo i petali dclla 
seconda. 

Altra desrrizione ben piu accurata porse di questa pianta il ch. Lindley 
nel Botanical Begisler, unendovi una sufliciente figura della medesima : 
siccome pero presenta questa alcune difTerenze dalla nostra, e la stessa 
a delta del ch. autore fu fatta sopra incompleti csemplari, e probabil- 
mente sul secco, cost non sara inutile il rilevarle. E primamente fa 
ineraviglia, come ne dallo stesso, ne da verun altro di quelli, che par- 
larono di questa pianta, sia stato indicato quell'organo afTatto simile ad 
una stipula ascellare od intrafoliacea, che trovasi alia base del picciuolo, 
e precisamente sopra quella parte di esso, che si allarga per abbrac- 
ciare il tronco, e the scone lungo i margini di questa parte sino al 
tronco stesso. Un organo analogo Irovasi ancora in altre Araliaoee e 
segnatamente nvWAralia racemosa, A. spinosa , A. umbraculifera , ed 
A. japonica, e nella Cussonia tkyn [flora e C. triptera. Nel Panax acu- 
leatum ne inrominciano gia ad apparire le prime traccie laddove il pic- 
ciuolo dalla forma cilind.ira, che gli e propria, prende ad allargarsi 
nella sua base. JteWJraHa racemosa i suoi rudimenti sono piu svilup- 
pati, di forma lanceolata, e sorgenti uno su ciascun lato della base me- 
desima. Alio stesso luogo c di egual forma, ma molto p,u lunghi si 



364 SOPRA LA GASTONIA PALMATA DI W. ROXBURGH 

riseonlrano iicllV/ spinosa , A. japonica, e Cussonia triptera ( C. quer- 
cifolia Ilortul. ). NcWJralia umbraculifeva , nclla Cussonia iliyrsijlora , 
e nella Trevesia palmata i due organi invcce sono connali in un solo, 
e qtiesto sorge e lungo i lati e dal mezzo della estrcmita dilalata del 
picciuolo formando un orlo niembranoso a tulta la parte libera dclla 
medesima, che si addossa al tronco e l'abhraccia superiormente, come 
fa la base del picciuolo inserendovisi inferiormentc. Solainente fra gli 
esempi ora addotti evvi questa leggera diversita, die neWJralia um- 
braculifera i due organi sono appena divisi superiormente, e quell'unico 
ch'essi coinpongono e piu largo, piu soltile, piu rolondato ed ottuso , 
menlre nella Cussonia sono piu divisi e i loro apici son piu aculi, nella 
Trevesia molto piu lunghi, e in ambidue l'organo, che ne risulta e 
mollo piu angusto. Ora quest'organo ( se pure ei merita siffatto nome, 
non altro essendo, die un segmento di foglie ) non put) essere certa- 
mente allra cosa, che o appendice del picciuolo, o stipula. Ma le parti 
indicate sotto questi due nomi sono elleno poi diverse costantemente 
ed organiiamente fra loro? Fu scritto, che la stipula diflerisce dalle 
appendici del picciuolo, perche quella nasce dal tronco o dai rami, 
da' quali riceve i suoi vasi, queste invece dal picciuolo medesimo di- 
rettamenle e non dal tronco. Ora questa differenza non si ritrova, che 
su quelle piante soltanto, che sono fornite di stipule libere da ogni ade- 
renza al picciuolo: mentre in tutte le altre, che presentano stipule 
adnate e stipule intrafoliacee , l'inserzione loro o si fa sul picciuolo uui- 
camentc, o su questo ed insieme sul tronco, e i vasi allora provengono 
d'ambe le parti. Cio e agevole ad osservarsi nella famiglia delle Rosacee, 
delle Leguminose, nei Melianthus ecc. , nelle quali, se reggesse il ca- 
rattere indicato per ditlerenziare le stipule dalle appendici, vi sarebbero 
entrambe siffatte parti, anzi la parte stessa meriterebbe contemporanea- 
mente ambedue questi nomi, locche basterebbe gia ad indicarne l'iden- 
tita di significazione. Nel genere degli Astragali vi sono specie a stipule 
libere, ed a stipule aderenti al picciuolo, per cui nello stesso genere 
vi sarebbero e stipule ed appendici se valesse la dislinzione accennata. 
Egli e per cio, che mancando un carattere organico coslante, che valga 
a dillerenziarc le une dalle altre, ed essendo e inutile ed inesatto il 
distinguere con diversi nomi la parte stessa per l'unico ed incerto ca- 
rattere delle sue aderenze, giacche si quelle, che queste non altro sono 
che seuaplici segmenti della lamiDa fogliacea ora aderenti alia sua base 



MEM0RIA DEI. PROF. ROBEnTO DE VISIAM rf)~, 

ora liberi, io rcputo piOl ragionevole il considerarle entrambe come una 
stessa parte a cui sia da serbarsi il nome di stipula, le dilRrcnti mo- 
dificazioni delle quali venir possono dal Botanico piu esattamenle signi- 
ficale cogli epiteti gia usitati di adnate o libere, laterali od intrajo- 
liacee, anzicche coi sostantivi di stipule o di appendici, come qnelli , 
che presuppongono parti fra loro diverse, e non gia accidental! e *J 
riabili modificazioni della medesima. Se cosi e, ancbe la famiglia delle 
Araliacee sara fornita di stipule, le quali se mancano in alcuna delle 
sue specie, sono P er6 ben cospicue e distinte negli esempi sopra imli- 
cati, e nella Trevesia segnatamente. 

L'inliorescenza generale della Trevesia e nominata dal Lindi.ey, se- 
guito poi dallo Sprengel, un'ombrella composta, e le inCoresccnz'e se- 
condare ombrellette: pero siccome l'infiorescenza primaria e costituita 
da peduncoli, che partono alternativamente e a diilerenti distanze da 
un assc comune, pare ch'essa meriti piu a ragione il titolo di pannoc- 
chia, e le secondarie o parziali quello di ombrelle. Ollre a cio nella 
nostra pianta i peduncoli non sono lisci e nudi, ma sparsi al pari di 
tutte le altre parti della medesima di peli strigosi ferruginei disposti 
a fiocchi; non manca l'involucro alle ombrelle, ma inyece questo e for- 
mato di molte brattee lanceolato-attenuate affatto simili a quelle, che 
trovansi alia base de' peduncoli principal!, e soltanto piu piccole; il 
calice non e quasi inlero e pieghettato (nel vivo), ma dentellato e 
piano; il disco epigino finalmente ne' fiori freschi da me veduti non e 
crespo ma liscio. Tali difierenze avrebbero potuto generare il sospetto, 
che la pianta del ch. L.ndley fosse diversa da quella da me osservata' 
se la figura, che accompagna la sua descrizione non ne dimostrasse 
l'identita, rappresentando alcuni de'suoi caratteri come sono dame in- 
dicati. Diffatti in questa figura. che trovasi al n." 864 del Botanical 
Register veggonsi bene espresse le brattee delle ombrelle, il calice 
dentato e liscio, il disco nettarifero piano. Solamente nella medesima 
i denti del calice sono troppo profondi e regolari , lo stilo troppo breve, 
gli stami tutli alterni , e non alcuni anche opposti ai pelali, i pedun- 
coli opposti e lisci e non alterni e pelosi. 

Lo studio della Trevesia palmata mi condusse a verificaro alcuni ca- 
ratteri attribuiti generalmente dai Botanici alia famiglia delle Araliacee, 
e segnatamente quelli della forma delle antere, e della direzione dei 
semi. Le prime sccondo il ch. Don (Prodr. Fl. nf p., p. ,86) hanno 
Serif. II. Tom. IV. 



KK 



i66 SOPRA l. A GASTOMV P W M ATA BCCc MEMORIA DEI. PROF. R. DE VISIANI 

figure peltata o scudiforme ; ma qucslo carallerc non e ccrtamente cost 
universale come si crede, giacehc Delia Trevesiii pa/mata, nclVAralia 
spinosa, A. racemosa, ed A. japonica le anlcre sono o bislnngo-lineari 
o ronlalo-bislunglie. I semi poi, che dal c"h. aulore suddetto sono in- 
dicati erelti, si nella Trevcsia, chc in tulli i generi delle Araliacee, 
di cui si conosce il frutto, sono pendent), come avvertirono il Bartling 
c 1'Endi.icher, e come sono nelie Ombrellifere ad esse afiini. 

Resta, che a compiere rillustrazionc di questa pianta io qui soggiunga 
la spiegazione della tavola, <lic laccompagna, da me falla designare sul 
vivo, e rapprescntante le varie parti della medesinia , alcune delle quali 
con nolcvole ingrandiminto. 

SPIEGAZIONE DELLA TAVOLA 

La lettera a figura il fiore della Trcvesia alquanto ingrandito. 

— b rappresenta l'ovario della Tvcvesia fecopdato ma immature 

ed ingrandito al deeuplo: il n.° i della figura slcssa, i 
dcnlicclli del calice persistent! : il n.' 2 la forma degli 
stimuli. 

— C offrc l'ovario stesso lagliato verticabncnte, onde scorgervi 

al n.° 1 i dcnlicclli suddetti, 2 il disco netlarifero, che 
dall'ovario serge ad accompagnare lo slilo, 3 la me la degli 
stimmi, 4 1 interno delle logge, 5 gli ovkciuoli , e in 
quesli al segno * il rafe, fta il calaza, *** I'csostomo. 

— 1/ presents una sezione orizzonlale dell'ovario ingrandito al 

deeuplo, come nelle due figure precedent,), ed indicahte 
lc seltc logge monosperme in esso esistenli. 

— C csprime gli sliinnii ingrandili al venluplo. 

— /' ir.ostra un ovicciuolo molte volte piu grande del naturale, 

nel quale solto il n.° 1 si scorgc il lessuto condnttorc , 
2 il rafe, 3 il calaza, 4 l'esostomo, 5 il sacco embrionale, 
6 1'involucro semplice. 

— g rafiigura l'anlcra col filamento, ingrantliti al quintuple. 

— Il un tratto della superfine delTantera rilcvata in luhercoli 

striali, vcnli volte piu grande del naturale. 

— j i granelli di polline irregolarmente sferici di dieci volte 

ingrandili. 



RIGERCIIE 

SOPRA USA POLVERE 

DEI'OSITATA 

DA UNA NEVE DI COLOR ROSSO 



NELLE VALLATE DI VEGEZZO 

MASDAMESTO DI S1KT1 MAniA MAGGIOI\E , mill m I B A 111 DOMODOSSOIA 

dell'accademico professoke 
GIUSEPPE LAVLM 



Lctte nell adunanza del 23 maggio Kill. 



Un fenomeno meteorologico non meno curioso ed inlcrcssaiitc di 
quello, del quale non ha guari abbiamo avnto occasione di occuparci 
(cioe dell'acreolite caduto daH'atmosfera nelle vicinanze di Casal Mon- 
ferrato), si e quello poco fa suceeduto nolle vallate di Vegezzo, conic 
ci si scrisse da Zornasco. 

L'estensore della Gazzetta piemontese , al N.° 49, gia fece menzione 
di quesla meteora succeduta il 17 dello scorso febbraio 184 1. 

In seguito ad alcuni giorni di pioggia e di neve, che cola inondo 
le stradc, le stalle e le cantine, il giovedi 18 di febbraio crescendo 
vieppiu la pioggia, verso un'ora di notte, videsi un leggier baleno, il quale 
si rese quindi assai frequenle. Alle ore undici si levo un gran turbine, 
ed alle dodici, come in tutta la notte, si udi il tuono accoinpagualo da 
grandine e da dirotta pioggia, che entrava nelle case da ogni dove, 
con timore degli abitanli. I torreuti , che prima erano coperti di 
grosso diaccio , crebbero a segno di trascinar seco alcuni ponti. In 
sul far del matlino la neve, che rimaneva sullo. suolo della valtata 



16S RICERCHE SOPRA UNA POLVERE DEPOSITATA DA UNA NEVE ECC. 

di Vegezzo, si vide coperta di uu leggiero strato ili color rosso giallo- 
gnolo, o piuttosto disirihuita a strati tinti ilello stesso colore. Un tale 
fenomcno osservossi pure sugli alti monli c sulle vicine vallate. 

Un osservatorc di cjue' contorni, mentrc ci narro il falto occorso, ci 
disse pure die , non ostante la caduta neve, cio non pertanto il vento, 
die la sofliava, era piutlosto caldo, ed opino quindi die il fenomeno 
dovesse essere attribuito ad un polverio terroso trasportato dull Africa 
hi guisa di turbine. 

II fenomeno dclla neve rossa e conosciuto da lungo tempo, ed e stato 
negli ullimi tempi l'oggetto di molte indagini. 

Gia Aristotei.e, nel libro quinto (Sloria sopra gli animali), aveva as- 
serito die la neve anticamente caduta preudeva un aspctto rossiccio, 
e Plinio lo ha ripetuto, come leggesi nella sua Storia naturalc, al libro 11, 
capo 55. 

De Saussure, ne' suoi viaggi sulle Alpi, fece conoscere le sue osservazioni 
sopra la neve rosseggiante, die ebbe piu volte occasionc di vedere 
sulle montagne della Svizzera e della Savoia, c credette poterne attri- 
buire il colore ad una polvere de' slami di qualche vegetabile, sebbene 
non abbia potulo assegnare la pianta che potesse somministrarla in si 
gran copia da corrispondere alia grande estensione di questo fenomeno. 

Wollaston esamino poi il residuo lasciato dalla neve rossa, dopo la 
sua liquefazione, che il Capitano Ross aveva raccolto durante il suo 
viaggio nelle rcgioni sctlentrionali, ne riconobbe la natura organica, ma 
non seppe ne anche assegnarne l'origine. 

Questo stesso residuo della neve rossa delle regioni polari fu pure 
csaminato da De Candoi.le, il quale comunico le sue osservazioni all'Ac- 
cademia di Parigi; la trovo, come Wollaston, formata di globetti 
inicroscopici di natura cvidentemente organica, e riguardb come il piu 
probahile, die essi fossero piccolissime piante appartcnenti alia fami- 
dia delle Alghe. La natura organica di questa sostanza fu pure confer- 
niala dall'esame chimico falto da Grovelle nel laboi atorio di Thenard 
sopra una porzione della medesima, mandalagli dal Capitano Sabine. 

Bauer si fece pure ad csaminare col microscopio quelle nevi raccolle 
dal Capitano Ross presso il golfo di Baflino, c conchiuse die queste 
devono la loro colorazione ad una crittogama, cioe ad un piccolo fungo del 
genere Uredo, il di cui suolo, o terreno naturale sarebbe la neve stessa. 
Questo osservatore fece anche sperimeviti sulla riproduzione di una tale 



DEI. r. I.AVIM 369 

materia eoloranle, sperienze che vengono in appoggio all'opinione da 
lut emessa. 

Anche Bravs, dictro all'esame di quesla sostanza, ha creduto prol a- 
bile die essa fosse dovuta ad una pianta crittogama, che egli rredetle 
essere una tremella. 

Peschier intraprese poi l'analisi chimica delle nevi rosse delle Alpi, 
ed attribui i| loro colore a due cause: 1.° all'ossido di ferro; 2.° ad un 
principio vegetabile d'indole resinosa, di color rancio, appartenente ad 
una crittogama della famiglia delle Alghe, o dei Licheni. 

Altri osservatori si occuparono ancora posteriormente di osservazioni 
microscopiche della neve rossa delle Alpi, e credettero dover essa il 
suo colore a piante crittogame piccolissime di diversa specie, e par- 
ticolarmente ad una che fu indicata col nome di protococcus nivalis, 
e che si presenta soito la forma di semplici globetti, pianta dello stesso 
genere di quelle che si trovano sovenle colorare in rosso le acque del 
mare raccolte in forma stagnante per ottenerne il salmarino, e che fu 
chiamata protococcus kermcsimis , sul che si pno leggere una Mcmoria 
estesissima del signor Turpin nei Comptes rendus dell'Accademia di 
Parigi, a.°semestre del (83g. Del resto tutte queste osservazioni risgnar- 
dano in generale la neve rossa , che si trova o nelle regioni polari , o 
nelle Alpi in superficie atlualmente coperte di neve , e sulle qnali pare 
vegetare questa pianta ; neve che potrebbe anche dovere il suo color rosso 
a qualche insetto microscopico che vi abitasse, secondo il citato sig. Tukpin. 

Anzi a tal proposito leggiamo nella Biblioteca universale di Ginevva 
( al num. 63, marzo 1841 ) alcune altre osservazioni microscopiche del 
signor Vogt, che eccitano egualmente la curiosita dei Naturalisti. Ci si 
dice che la neve rossa non consta solamente di materia organica ve- 
getabile, come erasi fin qui creduto, ma che essenziabr.ente e com- 
posta di animali uiicroscopici; osserva di piu il signor Vogt che i 
globoli porporini sono i piu. frequenti, e ce ne da la descrizione in 
una tavola annessa al suddetto fascicolo, ove alle figure 3, 4> 5, si ve- 
dono rappresentati, ed essi altro non sono, secondo lui, che lc uova 
di un rotifero assai noto sulle rive dei laghi della Svizzera , denominato 
Philodina roseola di Ehremderg. 

Questo non sarebbe il caso della neve cadula nelle vallate di Vegezzo, 
la quale essendo slata csarainata subito dopo la sua discesa, pare non 
potersi dubiiare ch'ella sia cadnta con quel colore medesimo , ed e pos- 



3T0 RICERCnE SOPRA UNA POLVERE DFPOSITATA DA UNA NEVE ECC. 

sibile che la natura e l'originc della materia colorante sia in questo 
caso diversa da quella indicate dai eitati autori. 

Per servire di base alle congetture che poli'ebbero farsi a tale ri- 
guardo csponiamo qui i risuUamenti da noi oltcnuli ncH'esame chimico, 
che ne abbiamo fatio. 

Raecolta la detta ne\c qualclie giorno dopo lo straordinario avveni- 
iicnto, indi liquefatta laseio depositare un sedimento finissimo col- 
1'ispetto della ruggine, od idrato ferrico, c questo seccato naturalmente 
era affatto senza odorc : applicato sulla lingua vi adcriva, ed imprimeva 
una sensazione nnnloga all'argilla quando vienc di reeente bagnata (i). 

Stemprata ncH'aequa, indi divenuto Hmpido il liquido, prescntava 
la delta polveruzza al microscopic- un ammasso di materia globoli- 
t'orine, che vestiva i caratteri di quella propria del tessuto vegetabile, 
ed i globoli nuotanti nel menstruo apparivano dolati di piccoli moti 
analoghi a quelli che si osservano nella clorofdla e nelle gommo- 

resine, e la loro "rossezza si trovo essere quella di a -dilinea 

D 1 1O0U IOOO 

del poll ice francese. 

Su d'un cucchiaio di platino infuocato alia lampada produce va questa 
soslanza un fumo d'odore ingrato, che bruciava con fiammella azzurro- 
gnola , il che la caralterizzava per un composto d'indole organica, e 
lasciava un corpo nero carbonoso; per meglio conoscerne la natura, 
ne opcrammo la scomposizione in un tubo di vetro chiuso da un lato a 
calor rosso; comparvero dapprima gocciole d'acqua, indi un vaporc che 
dava se"ni ammoniacali. II residuo nero carbonoso bruciato all'aria li- 
bera riacqnisto i caratteri primitivi, rimanendo per6 piu colorato in 
rosso, e riunitovi un pezzelto d'ossido potassico, appena elTettuatasi la 
fusione ignea , assunse i caratteri del manganato potassico; dalla so- 
luzione poi di quel residuo opcrata ncll'acido cloro-idrico si ottenne 
dell'ossido ferrico. Assicurati in tal modo della presenza di un corpo 
organico, di ossido ferrico e manganico, provammo se tale sostanza fosse 
associata a qualche corpo salino; ma le indagini instiluile altro non* ci 
dimostrarono che la presenza di qualche cloruro, non peri) del calcico. 



(i) Con soddisfazione avreiumo c&aiuifiato I'acqua di questa neve, se ci fussc statu possibile di 
•tcrjie. 



DEL P. I.AVIN1 a- I 

Dopo tali saggii csplorativi determinammo a un di presso la pro- 
porzionc dei materiali costituenti il nostro composto. 

Un gramma della polveruzza suddetta, mediante una lemneratura con- 
vcnicnle, perdelte ^5 milligr. d'acqna di semplice iuterposizione. L'alcoole 
a 38° no sotlrassc una materia giallo-vcrdc die, seccata, aveva i caralteri 
della clorofilla, insipida cioe , verdiccia, combuslibile come la cera, so- 
lubilc negli ossidi alcaliui, e pesava 80 milligr. 

Un allro gramma colla semplice azionc ncH'acqua pur a produce\a 
una soslanza eslraltiva di odore ingrato, del peso di 3o milligr. che col- 
l'analisi distrulliva diede segni 11011 ecpiivoci di un prodolto ammoniaeale. 

II residno faccva vcdere ne' suoi interstizii delle particelle lucenti , 
elie annunziavano la prcsenza della silice; e dill'alto, dopo una repli- 
cata azione dell'acido cloro-idrico, vcnnero separali G-o milligr. di silice, 
e dalla rimancnte soluzione 3o milligr. di ossido di magnesio, clie pro- 
babilmcnte trovavasi nello stalo di eloruro, oUre a 10 milligr. di allumina. 

Da questi fatti si pu6 dedurre, che un gramma della polveruzza de- 
positata dalla neve rossa suddeita sarebbe composlo come segue: 

1. Acqua di intcrposizione . . . . gr. o,ot5 

2. Clorofilla 0,080 

3. Materia eslraltiva o,o3o 

4- Silice 0,670 

5. Ossido ferrico 0,100 

6. Magnesia o,o3o 

6. Allumina ' 0,010 

7. Cloro 

8. Ossido manganico tracce 

°,99 5 

Di mille parti ve ne sono cosi 810 di sostanza tevrosa e d'ossido di 
ferro e di manganese, e le igo facienti il comjiimcnto di un gramma 
consistono in acqua di semplice inlerposizione , in materia organica 
azotala ed in cloro. La soslanza organica non formcrebbe adunque che 
una piccola porzionc della eitala materia, la quale sarebbe nclla massima 
parte di natura terrosa e melallica. Quindi, qualunque sia la natura 
tli quclla parte organica, non si pub ad essa sola riferire il coloramento 
in rosso della neve caduta nella vallata di Vegczzo e nelle altre 



37* JIICERCHE SOPRA UNA POLVERE DEPOSITATA DA UNA NEVE ECC, 

circonvicine , e forse Ic sostanze terroso-metnllirhe , di cui essu <• 
prinripalmente composta, sono stale trasporlate dal \euto tla lonlaiw 
region i. 

Delia stessa natura sara stata probabilmente la materia colorante 
della neve rossa caduta, nel dipartimento dei Pirenei Oricntali, a un di 
presso in simili circostonze che la nostra, e per una notabile singolarila 
quasi nello stesso tempo, cioe il 17 febbraio i84'> come si riferisce 
nei Cotnptes retulus dell'Accademia di Parigi, torn. 1a, num. i3 e 18, 
e di cui si aspetta il risnltato dell'analisi chimica, che fu tomniessa a I 
signor Dlfhenoy. 



ALGOLOGIAE MARIS L1GUSTICI 
SPECIMEN 



AUCTORE 



PKOF. I. DE NOTARIS 



Exhib. die 23 mad 1841. 



L. B. 



r ostquam Regis augustissimi et munificentissimi gratia Botanices Pro- 
lessor in Regio Archigymnasio genuensi renuntiatus sum, ad Algologiam 
ot.a mea convertcre decrevi, sperans, quamvis Algae maris Liguriam 
alluent.s stud.o et cura clarissimi Antonii Bertolokii iam pro parte 
.nnotmssenl, species vel nondum recensitas, vel minus notas, vel forte 
novas me quoque detectururn. 

Bononiensis Professor in opere insigni, titulo Historiae Fucorum 
Mans L.gusuc. in amoenitatibus italicis anno 1819 recuse, ulvaceas 
lere omnes, filamentosas articulatasque Algas consulto reiecit, etsi com- 
mode commodiore illo genere , Fucus , Linnaeanorum more constituto 
saltim pro parte complecti potuissent. 

Urgentibus vero multis novisque muneribus nequivi ut primum mih, 
propos.tum era* litus omne a Nicaea ad Spediam excurrere nee non 
spec.es polymorphas in loco nalali iteratis observationibus prosequi 
earumve evolutionem perpenderc; at cum messes peractae expeclationem 
meaui longe superaverint, qu.e iam al, anno i83 9 post suscep.um m- 
caeense iter inchoaveram non amplius protrahenda esse arbitratus sum, 
Serie II. Tom. IV. 



2^4 ALCOL0GIAE MARIS LIGUSTICI SPECIMEN 

eo vcl magis quod hisce temporibus Algologiae studium latins in Italia 
paten coepit, quodquc sedulo et ubiquc obscrvationes ct facta atl ge- 
neralcm Algarum mediterranei maris historian! congeruntur. 

In pracscnte brevi et forte nimis riuli recensionc, tribus ct genera 
Algarum clisposui secundum series a cl. Mf.nechinio in eximio opere, 
Cenni suit ' Organograjia e Fisiologia dellc Alghc (Patavii i838) cxhibitas; 
species vcro ad genera apprimc naturalia a summo algologo Greville, 
mira sagacitate expedite, paucis mutatis rcluli; synonymis caute uti 
coactus sum, sed quotiescumquc fieri potuit, potiora auctorum qui de 
Algis meditcrraneis perlractavcrunt, nempe cell. Bertoi.oni, Montagne, 
Duby non omisi; icones specierum novarum vcl minus cognitarum non- 
nullas addidi, caelera atque pleniorem specierum cxpositionem ad aliud 
tempus mittens. 

Algologos interea ut benigne hanc qualemcumque symbolam meam 
excipiant, enixe rogo. 



FUCOIDEAE 



SARGASSUM Grevill. Syn. Alg. p. xxx. 

1. Sargassum linifolium Agard. Spec. Alg. i. p. 18. Syst. p. 3oo. Duby 
Bot. gall. p. 936. 

Specimen unicum ab undis reiectum in ora nicaeensi legi. 

Fucus salicifolius (3 Bertol. ( Hist. Fuc. maris Ligust. in Amoen. 
ilal. p. 28. tab. iv. fig. 1. c. ) potissimum varietatibus anguslifoliis Sar- 
gassi vulgaris admovendus est ob form am receptaculorum, quae turn 
ex icone allata, cum ex descriptione clariss. auctoris, brevissima esse 
eruuntur, dum e contra in Sargasso salicifolio elongata, bifurca obser- 
vantur. Consulto omitto Sargassum -vulgare, sive Fucum salicifolium a. 
Bertol. 1. c. p. a83. tab. iv. fig. 1. a. b. ex eo quod, cum ad hanr 
usque diem e mari nostro non viderim, statuere nequeam utrum ad 
Sargassum vulgare genuinum, vel ad sequcns perlineat. 



AUCT0RE I. DE tiOTARlS 2^5 

2. Sargasscm irrvoLcauTDM DNtrs. 

Ail rupcs submersas fluctibusque verberatas in sinu di Vdlafranca 
f'rcqucns. 

Radix callus explaoatus ccnlimctrum circiter latus. Caules e callo 
unus, plurcs, dccimetro paullo longiores, simplices vel a basi divisi, 
comprcssiusculi, in sicco llexuoso-uodosi, aculeis brcvibus, sursum cre- 
brioribus, echinaii. Folia allerna, subdislicha, inferiora oblongo-lanceo- 
lata, lanccolata, vel lanceolato-lincaria, attcnuata, integra vel plus 
iniiiusve profunde bifida, tria-quatuor cenlimelra longa, quinque-octo 
inillimetra lata, basi rolundata cunealaquc, subsessilia, cetera sensim 
sensimque superiora versus dccreseenlia, ramea angustiora, suprema 
anguste lineari-lanceolata, omnia nervo exarata, sparsiin punctato-pi'l- 
lucida, rigida, margine eroso-remote acuteque denlata, subuudulata , 
axillis omnium fructiferis. Receptacula foliis suis semper breviora, sub- 
dichotoma, bis, terve furcata, ramulis tria millimetra longitudine aequan- 
libus, tuberculalo-torosis, acutiusculis, subfastigiatis, inferioribus foliolo 
pai'vo bracleiformi stipatis, tuberculis demum pertusis. Vesiculae paucae, 
versus caulis apicem sphaericae, laevcs, muticae, petiolo tereti, brevi 
sufTultae, saepius e ramis fructiferis prodeuntes. 

Planta siccata insigniter rigida, aspera, fusco-rutilans, recens pallide 
olivaceo-fusca. 

Ab omnibus mihi hucusque cognitis , species haec tali pacto differt , 
ut alicui subiungere nc varielatis quidem lege audeam. Et primum a 
Sargasso diver sif olio cui propius accedere videtur differt foliorum sub- 
stantia, sensu strictiori, baud membranacea, foliis inferioribus oblongo- 
lanceolatis plerumque integris, vel raro bifidis, sed numquam pinnati- 
fidis, nee minutissime denticulatis ( Cf. Agard. Spec. Alg. i. p. 29. ) 
a Sargasso megalophjllo Moktagkei (Annal. des scieuc. nat. 10. p. 3/| 2.) 
statura, foliis multo brevioribus, ceterisque recedit, monitu etiam cl. au- 
ctoris, mihi amicissimi, quocum plantain meam communicavi. Quae 
vero ipse Montagne de suo Sargasso megalophjllo in Epkeincridibus 
citatis concinne profert, praeter propter ad plantam ligusticam transfcrri 
possunt; nempe, quod si foliorum inferiorum forma in hoc genere ad 
distinguendas species per se non suflicei'ct, Sargassum invol ucratum 
inde inter varietatcs Sargassi linifolii, a quo tamen dilfert vesiculis pe- 
tiolo tereti pracditis, receptaculorumque forma, adnumerandum erit. 



2-ti ALGOT.OGIAE MARIS I.IGUST1CI SPECIMEN 



CYSTOSEIRA Grevill. Alg. brit. p. xxxu. 



5. Cystoseira ericoides Agard. Spec. Alg. i. p. 52. Syst. p. 281. Drsv 
Hoi. gall. p. 937. Montagn. Crypt, alger. (in Ann. ties scienc. not. 
■vol. 10.) p. 378. 

Pcctiia EniCA naiiika Bertol. Hist. Fuc. Lig. p. 288- 

Ail rupcs submcrsas in litore genuensi frequens. 

4. Cvstoseira squarrosa DNtrs. 

Nicacae ad rupcs maris ictu pcrcussas rara. 

Frons, e callo radicali mediocri, sinuoso, irregnlariter ramosa, cae- 
spitosaque, decimetra duo circitcr longitudinc aequans, ramis angulosis 
valde flcxuosis, confertis, fastigialisvc, ramulis summis rcliquis crassio- 
ribus. Folia approximata , solitaria, gcminataque, inferiora aeuleiformia, 
brevia, superiora conferliora apice dilatato-explanala , subindc angulosa, 
subcostata, palmatim bi-tri-quadridenlata, dcntibus acutis, truncatisve. 
Conceptacula ovata, globosa, didymavc basi foliorum supcriorum innata, 
poris ellipticis, rotundisve pertusa. Sporae obovato-truncatae, limbo 
pellucido cinctae , paraphysibus numerosissimis , liliformi-articulatis ob- 
rallatae, c pariele conceptaculorum interna ortum ducentes. 

Platlta pulchra, foliorum denlibus siecitate rigidissimis horrida, recens 
olivaceo-fuscescens, siccata fusco-fuliginea. 

Vai-iat frondibus parcius raraosis, ramis subbifariis palentibus. 

Affinis Cjstoseirac sedoidi ct ericoidi, praesertim dispositione folio- 
rum et conceptaculorum, ab utraque vero dislinguitur foliorum forma, 
quae in omnibus adductarum specierum mihi comparatis speciminibus, 
binata vel solitaria, sed eximie et constanter subulata; insuper babitu 
prorsus peculiari , rigiditate, ramorum crassitic, statura etc. 

Fucus comicidatus Wolf. ( Crypt, aquat. in Rocm. Arcbiv. 3. p. 52. 
n." 29.) propemodum buic speciev accedere videretur foliolis planis aut 
plano-compressis apice cornuto-bifidis subtvijidisve , si foliola decurrentia, 
nude fiondes, mcmbranula prominenti suljdiaphana, alatae evadunt, non 
liaberet 



AUCTORE I. DE NOTARIS 3 __ 

Icon cxbibct 
i. Partem superiorcm ramuli lente aucti. 

2. Fragmentum ramuli valde aucti sirens Cguram turn foliorum cum concepta- 
culorum. 

3. Portiunculam parictis conceptaculi cum parapbysibus ad augment. ,00 diamctr. 

4. Sporas ad idem augmcntum. 

o. Cystoseira crinita Dubv Bot. gall. p. 9 3G. Montagn. Crypt, alger. p. 278. 

Ad litora nicaeensia. 

Frondes in speciminibus meis decimetra duo longitudine aequant , 
basi insigniter nodosae, mtdae, ceterum ramosissimae, decomposilo- 
dichotomae, ramulis intricatis, sensim decrescentibus. Receptacula in 
ramis supreuois oblonga, lineariave, obtusa, nodosa. 

Accedit ad Cjstoseiram barbatam. 

6. Cystoseira barbata Agard. Spec. Alg. 1. p. 55. Syst. p. 2 83. Duby 
Bot. gall. p. 9 36. Moms ct DNtrs. Fl. caprar. p. 192. Montagn. Crypt. 
alger. p. 278. 

Feces Ab.es Bebtoi.. Hist. Fuc. Lig. p. 287. tab. ,v. fig. 2. b . Esp. Icon. Fuc. tab. *,.< 
Desmaz. Crypt, de Franc, ed. 2. n." 23. 

liabeo lectam in litorc orientali: ibidem in portu Lirnae, et in litore 
occidentali ex Bertolonio. 

7. Cystoseira Hoppii Agard. Spec Alg. .. p. 5 9 . Syst. Alg. p. 2 83. 

Feces Abies Bebtol. Hist. Fuc. Lig. p. 287. tab. iv. ic. a. c. .' 

Reperitur saepe ad litora ab undis reiecta. 

S. Cystoseira abrotanifolia Agard. Spec. Alg. 1. p. G3. Syst. p. 2 85. 
D. by Bot. gall. p. 9 3 7 . Montagn. Crypt, alger. p. 278. 

Feces coscatekatos Bebtoi.. Hist. Fnc. Lig. p. 286. Mobis Stirp. Sard. El. 3. p 24 
Feces conpbesscs Es,.. Icon. Fuc. tob. - 7 . ma U, iam adnotante d. Bebtol. 

Ad rupes, secus litova Liguriae lotius mari tectas, passim. 

Minns in modum pro aetate variat, sed semper inter tot lusus (puos 
profert, dignoscitur fronde primaria compressa, ramis pinnatis, subbi- 
&«i.S 3 axillis patentibus, receptaculisque brevibus crassiusculis, conglc- 
merato-dichotomis subpaniculaliscpte, saepius invictm basi confiati?.' 



3^8 ALGOLOGIAE MARIS I.IGUSTICI SPECIMEN 

9. Cystoseira discors Agard. Spec. Alg. i. p. 62. Syst. Alg. p. 284. 
Duby Bot. gall. p. 937. 

Feces discors Bertol. Hist. Fuc. Lig. p. a85. 

All rupes submarinas in litore totius Liguriae frequens. 
Huiusce speciei individua perfecta fructifera saepe sumuntur pro 
Cjstoscira granulate. 



LAMINARIEAE 



LAMINARIA Grevill. Syn. Alg. p. xxxvm. 

10. Laminaria debilis Agard. Spec. Alg. i.p. 120. Syst. p. 273. Grevill. 
Syn. Alg. 1. c. et Alg. brit. p. 35. tab. v. Duby Bot. gall. p. g/Jo. 
excl. var. |3. 

Ulva plawtagisifolia Wolf. — Moris Stirp. Sard. El. 3. p. "i5. 

Genuae in portu, alibique hand rara. 



DICTYOTEAE 



IIALISERIS Agard. Spec. Alg. i. p. i4i- Grevill. Syn. Alg. p. xlv. 

II. Haliseris polypodioides Agard. Spec. Alg. i. p. 142. Syst. p. 262. 
Grevill. 1. c. et Alg. brit. p. 64. tab. 8. Moris et DNtrs. Fl. caprar. 
p. 199. Montagn. Crypt, alger. p. 277. Corinald. Alg. Labron. p. 61. 

Dictyopteris poiapodioides Lamoor — Dcbv Bot. gall. p. 954. 

Feces polypodioides Lamoor Diss. tali. 24- Bertol. Hist. Fuc. Lig. p 3i3. Moris Stirp. 
Sard. El. 3. p. 25. 

Vulgaris a Nicaea ad Genuam. — In Luuae portu, alibique in litore 
oricntali ex Bertol. 



AUCTORE I. DE NOTARIS 279 

PADINA Gaill. Res. Thalass. p. 10. Grevill. Syn. Alg. p. xliv. 

12. Padi.na squamaria Lamour ex Gaill. 1. c. Duby Bot. gall. p. 955. 
Moris et DNtrs. Fl. caprar. p. 199. Montagn. Crypt, alger. p. 277.! 

Zon.uua sqvamaria Acard. Spec. Alg.! p. iv'. Syst. p. 365. Coriivald. Alg. Labron. p. Go. 
Fuccs so.camarius Bertol. Hist. Fuc. Lig. p. 3ll. Moris £1. Slirp. Sard. 3. p. 25. 
Siiiitia squamaria Nardo cx Zanardih. Algb. adriat. in Bibl. ital. vol. 90,. 

Vulgaris in tota ora Liguriae. 

Stiffiia Nardi Zanard. 1. c. e speciminibus a cl. Nardo in Synodo 
Taurinensi Physiocrilic. Ital. autumno 1840 habito exhibitis, respondet 
Padinae omphalodl Montagn. de qua Cf. Crypt, alger. 1. c. 

13. Padina PAVON1A Lamour — Gaill. Res. p. 24. Grevill. Syn. Alg. 
p. xliv. et Alg. brit. p. 62. tab. 10. Duby Bot. gall. p. g55. Moris 
et DNtrs. Fl. caprar. p. 200. 

Zonaria Pavohia Agard. Syst. Alg. p. 263. Corikald. Alg. Labron. p. 60. 
Focus I'avomvs Bertol. Hist. Fuc. Lig. p. 3io. Moris Stirp. Sard. £1. 3. p. 25. 

In mari ligustico ad litora ubique. 

1 1. Padina Toi'r:vefortiana Lamour ex Duby Bot. gall. p. g55. Montagn. 
Crypt. Alg. p. 277.! 

Zonaria flava Agard. Syst. Alg. p. 265. 

Fuccs Tournefortii Lamour Diss. tab. 26. Cg. i. Bertol. Hist. Fuc. Lig. p. 3i2. tab. vi 
fig. 1. Balsam. PI. siccat. Siciliac ! ! 

Ad litora di S. Terenzo in Lunae portu legit cl. Bertoloni specimina 
e 1. c. sicca vidi in herb. Balbisii apud H. R. botanicum taurinensetn. 

CUTLERIA Grevill. Syn. Alg. p. xliv. et Alg. brit. p. 60. tab. 10. 

15. CUTLERIA PARDALIS DNtRS. 

Genuae ad scopulos submersos. 

Frons sessilis; polymorphs, nunc basi lalissima, circumscriptione fere 
semicircularis , nunc flahclliformis, nunc e basi lato-lineari sensim fla- 
bellato-dilatala, semipollicaris et ultra, ad medium in lacinias valde 



280 At.GOI.OGlAE MARIS LIGUSTICI SPECIMEN 

ditlbm.es fissa. Laciniac lineares, oblongac, cuneatae, apicc dcnticu- 
latae, iiulivisae, vcl trifidae, multifidaeve, lacinulis subinilc angustissi- 
mis. Fructificatio, rnpsulae oblonguc polysporae, pediccllatae, in pulvi- 
nulos oblongos , ovalcs vol oblongo-sinuosos per totam froiulem sparsos 
aggregatae, peiliccllis articulatis confervoideis simplicibus aut bi, tri 
ramosis pluricapsnliferis. 

Rccons saturate olivacea, coriacea, crassiuscula; exsiccala olivaceo- 
I'usca vcl nigrescens, membranacea, luci obvcrsa ob caespitula capsu- 
larum , quae in sicco quandoquc invicem coiifluunt in zonas valde irre- 
gulares, per lolam frondein sparsa, pulchre guttata. 

AtVmis Zomiriae adspersac Agahd. (Cutleria adspersa DNtrs. Herb.) 
quam possideo e mari algcricnsi missam a cl. Roussel; haec vero dif- 
fert a nostra, substantia frondis tcnuiori; fronde sinuato-crenata nee 
laciniata, mullifida; caespitibus capsularum in zonas concentrieas dispo- 
sitis nec vage per froudem sparsis et saepe saepius discretis; capsulis 
denique linearibus, quae in nostra oblongae, ellipticaeve. 

DICTYOTA Duby Bot. gall, pi g54- Greviix. Syn. Alg. p. xi.m. 



10. Dictyota ciliata Lamour Dictyot. inDESv. Journ. deBotan. 2. p. 4'- 
Duby Bot. gall. p. g55. 

ZoKARIA ATOMARIA B AgaRD. Sjst. Alg. p. a65. 

Fccus psbudocimatds Lamour Diss. tab. 2S. fig. a. 
Fucus atouarius B Bertol. Hist. Fuc. Lig. p. 3i3. 
Desmaz. Crypt, de Franc, cd. 2. n.° 56. 

Genuae in fissuris scopulorum in limine litoris, loco dicto la Cava, 
rarissime. — In portu Lunae et sub Albaro prope Genuam ex cl. Bertol. 

Cilia et denticnlos marginales subinde exuit, iam adnotante cl. Bertol., 
unde cum Zonaria Atomaria Agardhius, Grevilleus , et ipse Bertolonius 
coninngunt, forte nou immerito. 

17. Dictyota dichotoma Lamour Dictyot. in Desv. Journ. 1. c. p. 4 a - 
Duby Bot. gall. p. 954. Moris et DNtrs. Fl. caprar. p. 199. Montagx. 
Crypt. Alg. p. 277. Corinald. Alg. Labron. p. 61. 

ZoKARIA DICHOTOHA AgaRD. Syst. Alg. p. uGG. 

Ficis zostepoides Lasiocr Diss. tab. 11. Og. 3. ct a3. Gg. 1. 



AUCT0RE I. DE KOTARIS 3 3 , 

■to. D .c„o T0 „,s B»,OL. Hist. Fuc. Li s . ,, 3,4. «0L var. x. Mo.» Stir ,,. Sard. E^ 3 
P 34. Desmaz. Crypt, dc Franc, cd. a. n.° 5 7 . 58. 

Frequentissima ukique, et valde polymorpha. 
18. Dictvota Fasciola Lamour Ess. p. 2 V . Duby Bot. gall. p. 9 55. 

Zokahu Fasciola Acahd. SysL Alg. p. 2G7. 

Fuc., ccotom.s „ Fascia B EB to l . Hist. Fuc. Lig. p. 3,5. Esr. Icon. Fuc. tab x,,v 

Genuae et in porta Lunae Bertolon,, cuius specimina vidi in her- 
bano Balbisii, mihi hucusquc hand obvia. 

STILOPIIORA Agahd. ex Ghev,,, Syn. Alg. p. xui. 
19. St.lophora s.inlosa Agahd. ex Grev Ill . 1. c . Montagn. Crypt. Aker 

p. 277. J V 8 • 

Ekcoelii'm sikuosum AciKD. Syst. Alg. p. 262. 
Ficds tremelloides Behtol. Hist. Fuc. Lig. p. 3,6. 

Ad rapes marinas parum profunde demersas frequentissima ubique. 

ASPEROCOCCUS Lamo.r Ess. p. 2?7 . G rev„x. Syn. Alg. p. XL „ 

20. Asperococccs compressls Griffith, in Hook. Brit. Fl. 2. p. 2 - 8 . 
Ad rupes mari tectas prope Genuam, loco dicto la Cam 
Frons e basi attenuate acutissima, lato linearis, margine sinuo.a 
submde supenora versus attenuate, obtusa, minute crebreque punctate' 
tenmsstma, viridi-olivacea, maeulis pArvis fuscescentibus, subrotunclis ' 
discrete, confluentibusque passim notata. Maculae hae efficiuntar f,„- 
cuficauone c capsulis subrotundis margine pellucido cinctis, fiusqne 
davaefornubus diaphanis obvallatis. Longitudine variat a decimetre ad 
uuo, latitadine ab octo ad scxdecim millimelra. 

Planta prima frontc Pane rtariam plantagmeam mentiens, a qua stru- 
ctura frond.s baud reticulalae prae ceteris distinguitur 



Serie II. Tom. IV. 

MSI 



282 ALG0LOGI1E MARIS LIGUSTICI SPECIMEN 



SPOROCIINOIDEAE 



SPOROCHNUS Agard. Spec. Alg. 1. p. 147. Grevill. Syn. Alg. p. xt.. 
21 SPOROCHNU8 mnzoDES Agard. Syst. Alg. p. 260. Duby Bot. gall. p. p54- 

Cuordabia mnzoDES LvhGB. Hydropliyt. dan. tab. i3. 

All &vgassum involucratum in sinu di Villafranca apud Nicaeam , 
rare 

Statura minor oceanico, ceterum ei omnibus partibus similis. 



CHORDARIEAE 



CHORDA Grevill. Syn. Alg. p. xli. 

21. Chorda Lomentarja Lyngb. Hydrophyt. dan. p. 74. tab. 18. Grevili.. 
Syn. 1. c. et Alg. brit. p. 48. Hook. Brit. Fl. 2. p. 276. 

ScuostPBOR Filcm y Agard. Spec. Alg. «. p. 162. Syst. Alg. p. 257. 

In parvis sinubus litoris prope Genuam, abunde. 

Multum variat pro aetate, ct primum statura a decimctro ad tria et 
ultra, frondibns semper incrassatis obtusis vel attenuatis, colore viridi, 
viridi-olivaceo, vel viridi-fusco. Siccata ut plurimum virescit. 

FLORIDEAE Agard. Spec. Alg. i. p. 3g3. 

23. LlAGORA V1SCIDA Agard. Spec. I. c. p. 395. Syst. Alg. p. 193. Moris 
el DNths. Fl. caprar. p. 193. 

Frees TisciDCs Forsk. — Bebtoi.. Hist. Fuc. Lig. p. 396. 

Frequens, saepius ad litora reiecta. 



AI r.roi'.l-: i. Dr. KOTARIS a83 

UYPNAEA Lamour Ess. p. i3i. Grevill. Syn. Alg. p. lix. 



21 Htpnaba musciformis Lamour 1. c. Moris ct DNtrs. Fl. caprar. p. rg3. 

Sphaerococcds uvsciforsiis AcAun, Syst. Alg. p. 238. Moiihcj. Crypt alger. p. 277 ! 

Hvphaea spinulosa Dudt Bot. gall. p. g5a. 

Focus mdscifoiimis Wolf. Crypt, aquat. in Roin. Arcbiv. 3. p. 4y- Bertoi. Hisl. Fuc. 

Lig. p. 3o3. Moms Stirp. Sard. El. 3. p. 24. 
Feces &pim>losus Esp. Icon. Fuc. tab. xciii. 



Iii litore Liguriac totius frequens. 



GRATELOUPIA Agard. Spec. Alg. i. p. 221. 
Grevill. Alg. brit. p. us. ex parte. 



25. Gratelolpia filicina Agard. Syst. Alg. p. 241. Corinald. Alg. Labron. 
p. G3. 

11ai.iiii.ma filiciha Dcby Bot. gall. p. 94a. Moms et DNtrs. Fl. caprar. p. 197. 
Focos FiMciM - Woif. — Esp. Icon. Fuc. tab. lxtii. Moms Stirp Sard. El. 3. p. 24. 

Ad rupes submarinas frequens. 

/3 ramentacea Montagn. Notic. in Annal. scienc. nat. 6. p. 322. Moris 
et DNtrs. Fl. caprar. p. 197. 

GIGARTINA Gaill. Res. Thalass. p. 16. Hook. Brit. Fl. 2. p. 298. 
( Gigartina et Gracilaria Grevill. ) 

"ii't. GlGABTlMA Teedii Lamour Ess. p. 137. tab. 4- %• n. Dub* Bot. 
gall. p. 952. Moris et DNtrs. Fl. caprar. p. 194. 

Sphaehococcds Teedii Agard. Sysl. Alg. p. 225. Corinald. Alg. Labron. p. 66. 

Feces Teedii Turk. — Bektol. Hist. Fuc. Lig. p. 3o4- Moris Stirp. Sard. El. 3. p. aj 

Nicaeae. Gcnuae. — In portu Lunae et a Portofino ex cl. Bertoi.om. 

27. Gig.vrti-W acicilaris Lamour Ess. p. 1 36. Grevill. Syn. Alg. p. lviu. 
et Alg. brit. p. 147- tab. hi. Duby Bot. gall. p. g53. 

Spiiakrococccs aciccearm Agaro. Syst. Alg p 237. 



j84 Al.GOI.OGIAE MARIS L1GUST1CI SPECIMEN 

Vtl lilora gcnucnsia liinc inde non frequens saepc cum Sphacelaria 
M-.y hiria, Polysiphonia J'ruliculosa etc. 

28. Gigartina conit:rvoii>es Lamovr Ess. p. i 36. Duhy Bot. gall. p. ip 2. 
Moris cl DNtrs. Fl. caprar. p. 194. 

SfBAUOCQCCOS cmervoides Acard. Sysl. Alg. p. u3a. 

1 1 1 1 s cuMEi.voiuts L. — Bhivtoi. Hist. Fuc. Lig. p. 299. Moms Stirp. Sard. El. 3. p. i\. 

I-Yrquciiiissiinn. 
2S>. Gigartina Griffithsiae Lamour — Grevill. Syn. Alg. p. tvm. 

Sphaerococcus GniFFiTnsiAE Acard. Spec. Alg. i. p. 3iG. Moktacn. Crypt, algcr. Suppl. p. 337. 
Focus tektacclatus Bertol. Hist. Fuc. Lig. p. 2y3. tab. vi. Qg. 8. 

In rupihus iriarinis a Zoagli in sinu Tigraliorum ex cl. Bertoloni. — 
Kgo hucusque non observavi in mari liguslico. 

30. Gigartina rsn i. vta Duby Bot. gall. p. g53. Grevill. Syn. Alg. p. i.vin. 
Moris et DNtrs. Fl. caprar. p. ig4- 

Sphaerococcus cstulatus Acard. Syst. Alg. p. 337. Moktags. Crypt, alger. p. 377. 
Hypkaea ustulata Montagn. Lit. ct Herb. 

Vulgaris ad litora nicaeensia cum Corallinis ut plurimum crescens. 
Gl. Montagne banc plantam ducit ad Hjpnaeas ob slructuram gon- 
gylovum, sporis quatuor ut plurimum refertorum. 

Icon exhibot 
1 . Plautam naturali niagnitudinc. 

?.. Partem superiorem 1:1ml cum cODccptaculis lentis ope auctam. 
t. Section, frondis horiiontalem ad augm. 100 diametr. 

4. Partem superiorem ramidi fructiferi ad idem augmentum. 

5. Gongyla ad augmentum idem. 

31. Gigartina compressa. 

Gracilarla compressa Grbvu.1.. Syn. Alg. p. lit. 

Spraerococccs compressus Agard. Spec. Alg. I. p. 3o8. Syst. Alg. p. 233. 

Esper Icon. Fuc. tab. 100? 

Ad scopulos marinos in litore occidcntali Liguriae rara. 



AUCTORE I. DE XOTARIS 2iSj 

52. GlGARTI.NA armata Agard. Iun. incd. 

Graciliria abmata Grewll. .Syn. Alg. p. i.iv. 
Srhaerococcus uutds Agard. Aufzuael. cx Grevill 

Vulgaris in siuubus litoris orientalis. 

\ praecedente quacum confundi potest oh siinililudincm frondis com- 
pressiusfulae atque in sicco transverse corrngatae, distinguitur facile 
ramulis crchcrrimis subulatis vel spinuliformibus e fronde earumque di- 
visionihus distiche prodeuntibus. 



GELIDIUM Lamour Ess. p. 128. Grevill. Syn. Alg. p. lvii. 
3,5. Gelidium CORNEUM Grevill. Alg. brit. p. 14 1. tab. xv. 

Spiiaerococcus corkeus Agard. Spec. Alg. p. 279. 

•■ pinnatum. — Gelidium corneum y Duby Bot. gall. p. 948. 

Focus nYPNOiDEs Desf. • — Bertol. Hist. Fuc. Lig. p. 296. 

* <r capillaceum. — Fucus capillaceus Bertol. Hist. Fuc. Lig. p. 29-. 
Moris Stirp. Sard. El. 3. p. 24. 

*** crinale. — Gelidium crinale Gaill. Re's. Thalass. p. i5. Moris ct 
DNtrs. Fl. caprar. p. ig5. 

Fucus Lo>'chahion Bertol. Hist. Fuc. Lig. p. 294. tab. vi. fig. a. 

clas'titum. — Gelidium clavatum Lamour Ess. p. 1 29. Moris et DNtrs. 
Fl. caprar. p. 194. 

Vulgatissimum ubique ad rupes fluctihus verberatas. 
Varietates hie enumeratae secundum algologos superius allatos, saepe 
ah una in alteram confluuiit. 



SPHAEROCOCCUS Grevill. Syn. Alg. p. lvii. 

31 Sphaerococccs coronopifoliis Agard. Syst. Alg. p. 229. Grevill. 
Alg. brit. p. 1 38. tab. i5. Corixald. Alg. Labron. p. 65. 

Gelidium coROKoriFnucM Lamour Ess. p. 129. Dubt Bot. gall. p. 9^8. Moms ct DNtm 
Fl. caprar. p. 195. 



a86 ALGOI.OGIAE MARIS LIGUSTICI SPECIMEN 

Feces corohopifolus Lihs. — Beiitoi.. Hist. Fuc. Lig. p. 298. Moris Stirp. Sard. El. 3. p. it\. 

Ubicpic reperilur ad litora ab uudis reiectus; saepissime rhizomntibus 
Zosterarum adhaerens. 

PIIYLLOPIIORA Grevill. Syn. Alg. p. lvi. 



33. Phtllophora Lactuca Grevill. 1. c. 

SvHWOCOCClia Lactuca Agard. Syst. Alg. p. an. Montagn. Crypt- Alg. p. 276! Corihald. 

Alg. Labron. p. 63. 
Feces Lomatio> Bertol. Hist. Fuc. Lig. p. 289. tab. iv. fig. 3. 
ILu.ymenia Mtnir.iMioi.ii y Dubv Bot. gall. p. 9^3. 

Nicaeae frequentem legi. — In Lunae portu ex Bertoloni 1. c. 



.1(5. Phyu.opiIORa nervosa Grevill. Syn. Alg. p. lv. 

Sphaerococcus nervoscs Agard. Syst. Alg. p. 2i3. Montagu. Crypt, alger. p. 276. Corirald. 

Alg. Labron. p. 63. 
II.11.1 ■.!■ mi neevosa Dobv Bot. gall. p. g.'|3. Moris el DNtrs. Fl. caprar. p. 198. 
Fills rervoscs Turn. — Beetol. Hist. Fuc. Lig. p. 290. Mor.is Stirp. Sard. El. 3. p. 24. 

Praecedenli frcquentior. 

CHONDRUS L.ymour Ess. p. 126. Grevill. Syn. Alg. p. t.v. 

37. Ciiondrus IIerf.dia Grevill. Syn. Alg. p. lv. 

Sphaerococcus Heredia Agard Syst. Alg. p. 2i5. Montagn. Crypt, alger. p. 276. 
Fucus Cvphellon Bertol. Hist. Fuc. Lig. p. 292. tab. v. fig. 5. 

Habco ledum in sinu Spediae , ubi cl. Bertoloni primus delexil. 

38. Cho.ndrls crispus patens Duby Bot. gall. p. g47- 

SPHAEROCOCCUS CR1SPLS patens AGARD. SpCC. Alg. I. p. .'..'"(. 
Feces P0LTH01PBU8 LamoLT. Diss. tab. 12. lig. 28. 

Nieacac frequens. 

Plantae nicaeenses apprimc congruunt cum adducta Lamourouxij icone, 
sed iis, per quam ineniiui, frondes canalieulatae non sunt. Ab analogis 
varietatibus Cli. Norvegici noster semper distinguitur segmeutis extimis 
frpudis emarg'matis, vcl bifitlis, lobis obtusiusculis acutisve. Speeimina 
mea omnia fruclificaiione carent. 



AlCTORE I. l)E NOTARIS 287 

39. CllOMJRUS REPENS GrevilL. Sj'Ll. Alg. [t. LVI. 

Sl'lIAKROCOCCCS REPEKS AcARD. Syst. p. 3|5. MoKTAGIS. Ciyjil. algcT p 1-G. 
FCCOS FURCATES EsP. lcull. FuC. tab. XCV. 

All oras nicaeenses ex specirninibus Rissoams in lu'rl>ai'. MontACNe!! 



ERINACEA Lamotjr.—IIALYMENIA sect. Erinacea DvBYBot.gall.p.943. 
SPAEROCOCCUS sect. Erinacea Endi.ich. Gen. Plant, p. 8. 

Capsulae maiusculae sphacroideae , liberalae , in ulraquc frondis pa- 
gina sparsae, scssiles, vertice uuibilicatae, poro pertnsae , massain spo- 
vaceam gelatina subactam foventes. Sporae ellipsoideae velamine pellucido 
lato corticatae. Frons cartilaginca, lenla , 1'meari-lanceolata, vel oblonga, 
basi angiistata stipitiformi, undulata, margine dentibus minutis saepc 
ramosis, rigidis, asperrima. 

A Gratcloupia quacum Erinacea indole capsularum vertice poro pcr- 
tusarum congruit, recedit tolo habilu, frondis compage spissiore , et 
genus propium iam iam capsulis superficialibus, sphaericis, magnis, 
satis distinctum, praeeunte cl. Lamouroux efiicere censeo. Capsulae 
Grateloupiae , saltern in speciminibus meis nicaeensibus, parum pro- 
minentes, massa sporacea in substantiam frondis immersa. Addendum 
insuper quod in Gratcloupia frons praecipue inferiora versus saepe fi- 
stulosa observatur, et facile secedit in duas laminas quae texlu subti- 
lissime filamentoso invicem conglutinantur, adeo ut exemplaria quaedara 
Grateloupiae Filicinac ramentaceac , in Siciliae mari lecta a cl. Balsamo, 
a suinmo algolog. Martensio pro nova Halymeniae specie salutala sunt. 

40. Erinacea Rissoana DNtrs. 

Sphaerococctjs verruculostjs Agard. Syst. Alg. p. -221. Moktagh. Crypt alger. p. -l-b'. 
Haltmf.nia verrtjculosa Duby Bot. gall. p. g^a. Moris et DNtrs. Fl. caprar. p. 197. 
Grateloupia ? verructlosa Grevill. Syn. Alg. p. LIX. 

Fuccs verrcculosus Bertol. Hist. Fuc Lig. p. 291. tab. v. fig. 4* a - °- bona. Moris Stirp. 
Sard. El. 3. p. a5. 

Ad rupes marinas emersas, scd fluclibus conlinuo madefaclas fre- 
quens a Nicaca ad Spcdiam. 

Observavi frequentcm ad litora Corsicae liuius varietatcm parvulnm, 
frondibus multisectis, subdichotomis, segmentis linearibus angustis, den- 



288 AI.GOI.0GIAE MARIS LICUSTIC1 SPECIMEN 

tibus marginalibus relate ad plantae dhnensioncs longioribus quain in 
specie. 



LOMENTARIA Zanard. Algh. adriat. in Bibl. Ital. 99. p. 31. 
CHYLOCL.YDIA Grevill. in Hook. Brit. Fl. 2. p. 297. 

II. LOMERTABU IYARIA Dudy Bot. gall. p. g5i. 

Chondria uvaria Agard. Syst. Alg. p. uo/j. Bebtol. Sopra alcun. protluz. , negli At ti 

Sucict. Ital. , p. 10. 
Fi'cos cvabius Wolf. — EsPEn Icon. Fuc. tab. luviu. 

Ill fissuris rupium mari verberatarum in litore nicaeensi frequentem 
legi. — In portu Lunae ex Bertoloni. 

42. Lomentaria ovalis subarticulata Zanard. Algh. adriat. in Bibl Ital. 
99. p. 31. 

Chodiua ovalis subarticulata Agard. Syst. Alg. p. 2o5. 

Ad litora nicaeensia valde frequens. 
Planta in loco natali pulchre iridescens. 

45. Lome>taria kaliformis Gaill. Res. Tlialass. p. 20. Duby Bot. gall. 
p. 5o. 

Chokdria k'liformis Agard. Syst. p. 207. Mohtagn. Crypt, algcr. p. 2j3. 
Flcus kaliformis Lihk. — Bebtol. Hist. Fuc. Lig. p. 3o2. Lamocr. Diss. tab. ig. 
Fuccs DlApuAr.cs Esp. Icon. tab. con. mala, ut fere omnes buius auctoris, <{uas caule 
et parcc adbibeo. 

Genuae ad rupes, et ad ipsas pilas portus frequens, praesertim aestate. 
14. Lomentaria REFLEXA Chauv. ex Desmaz. Crypt, de Franc, ed. 2. 11." 65. 

LouertTABiA pygmaea Duu\ Bot. gall. p. g5o. ex Desmaz. 1. c. excl. syn. 

Genuae ad pilas portus vulgaris. 

43. LOMENTARIA EXIGUA DNtRS. 

Nicaeae, parasitica ad frondes Cjstoseirarum. 

Caespitulosa, centimetrum \ix altitudine acquans; teneninia. Frondes, 



AUCT0RE I. DE N0TA1US a g, 

'•alio radicali minuto gelatinoso, .mica, ,h.ae , raro plnns, fistulosae 
suapbces, vel ramulo uno aherove auclae, per intcrvalla constrictae 
subinoiiiliforincs, articulis diametro fee dnplo longioribus, pclluciclis ' 
tenurss.uns, cellulis elliptic* contevtis. Capsulae sphaericae, laterales 
sessdes, sohtariac, quandoque oppositae ad articulorum iun.luras, pel- 
lucido et satis lalo limbo cinctae, at ct tola frons. Sporae conoideae vel 
pynformes. Chartae adhacret, recens turgida carnea, siccitate collapsa. 

Ab ommbus congeneribus, vel eiiguitate omnium partiam diflfert, 
vel longiludinc articalorum, vel divisione frondis, vel demum limbo 
pellucido quo frons integra circumdala esl. 

An hue spectet Chondria nana Agardhii, mihi tan turn nomine nola, 
diiudicare minime valeo. 

Explicatio konis 
i. Plantula natural! magnitudine. 

2. Fragmentum frondis ad lentem anctae. 

3. Frag.ncntu.u ertremitat. ramuli ad angm. ■ Microscopii compositi el. Chevaueb. 
4- Sporae aliquot ad augm. 3 eiusdem Microscopii. 

LAURENC1A Grevill. Syn. Alg. p. ,. n . 

16. Lacrencia dasyphylla Grevill. Syn. Alg. p. i.n. 

Chotobu damphvlla Acabd. Spec. Alg. .. p. 35o.Sjst. Alg. p. 20 5. Moktagn. Cryp. 
algcr. p. i-ji. 

Lomentabia dasypiulla Gaul. Rus. Thalass. p. 2o. Dobv Bot. gall. p. 9 5o. 

Ad rupes etiam emersas in litore orientali, passim. 

17. Laurencia Borvi DNtrs. 

GlCABTlNA DENCDATA BoBY Expeil. Mor. p. 3j2. 

Ad rupes mari imminentcs et saepe fluctibus verberatas in litore ni- 
caeensi vulgatissima. 

Planta decimetrum altitudine aequans, diaphana, inferne fascescens, 

supernc pallide carnea. Frons a basi caespitosa vage divisa, divisioncs 
primariae diametro millimelrum aequantes, quandoque sursum valde 
mcrassatac, siccitate collabescendo complanatae, linearcs, chartae adlrae- 
rentes, structure cellulosae, cellulisque perifericis elongatis, angnstis, 
lincolatae, allernc ramosac. Rami erecti decrescenies vel snWkstifiiati ' 
Ser IE II. Tom. IV. ' 



2Q0 AIXOLOCIAE MARIS LIGUST1CI SPECIMEN 

umliquc ramulis nuinerosis, conferlis, ex attenuate basi subulatis, to- 
rulosis, iluo, tria mUlimetra longis, apiccquc in pcnicilla filorum tennis- 
simorum abeunlibus, obsessi. Fructilicatio sporae quaternatae subpyri- 
formes, limbo pellucido c'mctac, in substantia ramulorum immersae, 
forma ramulorum accedit ad Laurenciam tenuissimam , scd notis expo- 
sals facile distinguenda. 

Specimina mea cum autopticis c). Boryi in herb. Montagnei omnino 



congruunt. 



iS. Ladrbncia hyuiuda varietas? 

Nioacae frequcntissima cl in litoribus prope Gcnuam. 

Colore ramulorum dispositione , liabitu et structura valde similis 
speciminibus Laurenciae hybvidac ab ipso auclore cl. Lenormandio com- 
municatis, tamen recedit Statura multo minore , ramulis brevioribus et 
paucioribus. Ullerius observanda. 

19. Laurencia PINNATIFIDA Lamour. Ess. p. i3o. Grevill. Alg. brit. 
p. 108. tab. xiv. «. Duby Bot. gall. p. g5i. Moris et DNtrs. PI. 
caprar. p. ig5. 

CuOKDRIA P1KNATIF1DA AcARD. Syst. Alg. p. 201. 

Focus piKNATii-iDL's Esper. Icon. Fuc. tab. CSXX1I. 

Frequens fere ubiquc. 

Varietatem Osmundam e mari ligusiico adhuc non habui. 

50. Lauren&A gelatixosa Lamour. Ess. p. i3o. Duby Bot. gall. p. c)5i. 
Moris et DNtrs. Fl. caprar. p. 195. 

Fucus gelatikoscs Bertol. Hist. Fuc. Lig. p. 3oi. ex parte. 
Feces obtcscs Moris El. Stirp. Sard. 3. p. a5. 

Ad scopulos submarinos frequens. 

51. Lairencia pypillosa Grevill. Syn. Alg. p. lii. 

Cbokdria papillosa Agard. Syst. Alg. p. 2l3. 

Vulgaris atl oras maris, Nicaeae. 



Al'CTORE I. DE NOTARIS ay! 

RIIODOMELA Grevill. Syn. Alg. p. li. 



o2. Rhodomela pinastrg-ides Agard. Spec. Alg. i. p. 38 1. et Syst. p. 200. 
Grevill. Alg. brit. p. 10/j. tab. xm. Duby Bot. gall. p. 964. Moris 
et DNtrs. Fl. caprar. p. 196. Montagn. Crypt, alger. p. 277. ! Corinald. 
Alg. Labron. p. 66. 

Feces pihastroides Gmel. — Bejitol. Hist. Fuc. Lig. p. 307. ( cxcl. iconc Esperi cui. 
quae plantain a nostra toto coelo diversam profcrt ) Moms Stirp. Sard. El. 3. p. 25.! 

Omnium vulgatissima ad litora Liguriae. 



VOLUBILARIA Lamour. ex Duby Bot. gall. p. 946. 
Dictjomenia Grevill. — Rliodomelae sp. Agard. 

•53. Volubilaria mediterranea Lamour. — Duby 1. c. Moris et DNtrs. 
Fl. caprar. p. 196. 

Rhodomela voldbilis Agard. Syst. Alg. p. 197. Mostacs. Crypt, alger. p. 277. ! Corinald. 

Alg. Labron. p. 66. 
Fucos voniBiLis Bei\tol. Hist. Fuc. Lig. p. 291. Moms. Stirp. Sard. El. 3. p. 25. Esper. 

Icon. Fuc. tab. lxxi. mala. 

Nicaeae raro. — In Lunae portu Bertoloni. 

PLOGAMIUM Grevill. Syn. Alg. p. l. 



54. Plocamium vulgare Lamour. Ess. p. 137. Duby Bot. gall. p. 949. 
Montagn. Crypt, alger. p. 277. Corinald. Alg. Labron. p. 62. sub 
Wormskioldia. 

Delesseria Plocamicm Agard. Syst. Alg. p. 25i. 

Feces coccikeis Bertol. Hist. Fuc. Lig. p. 3o5. Moris Stirp. Sard. El. 3. p. i\. 

Plocamiom coccibecm Grevill. AJg. brit. tab. xii. 

Legi Nicaeae. — In portu Lunae Bertoloni. 



aga algoi.ogiae maris i.igustici specimen 

RHODOMKNIA (RHODYMKNIA corrig. cl. Montagn. Crypt, alger. 1. c.) 
Grevili.. Syn. Alg. p. xlviii. 



55. RllooYMKMA MBDITERIIANEA. 

Haihimi ihcieeksis Doby Bot. gall. p. 94a. Monis et DNths. Fl. caprar. p. 196. tab. iv. 
( pro en. \i. ) fig. a. Montagh. Crypt, algcr. p. 337. Suppl. 

Nicaeae frecruentissiina in fissuris rupium submarinaruoh 
Cum non tantom Nicaeae sed in litore provinciae Liguriae et iusu- 
larum Mediterranei proveniat, meditevrancum polius quam nicaeensem 
nuncupandam esse censco. 

Planta fiondiuni figura mire polymorpha, praeter lusus in icone ad- 
ducta expressos plura iterum observavi verbis vix describendos. Frondes 
ut plurinunn bipartitae, segmentis lalo-lmearibus obtusis, acuminatisve, 
planiSj vel margine undulaiis, sed variant simplices , vel bis bipartilae 
aul multipartita?, subinde pedatae. Segmenta pariler variant vel e basi 
lata liueari, attenuate, vel c basi angusla in laminam oblongo-lanceo- 
lalam explana'.a, interdum prope basim lacinula linear! obtusa aucta. 
Quaiidoqne demum, frons, e latere superiore abrupte truncato emittit 
l.uninas parvas obovatas. Color vel purpureus, vel in parte superiore 
prasino-vividis , rarissime omniuo viridis. 



06. Riiodymema Pai-MF.tta Grevill. Syn. Alg. p. xlviii. et Alg. brit. 
p. 88. lab. 13. 

SriiAEnococct'S Palmetta Agard. Syst. Alg. p. 21 5. 

Halimenia Palmetta Lamouiu ex Duby Bot. gall. p. g43. 

Fo< is Palmetta Esp. Icon. Fuc. tab. xl. Lauocp.. Diss. tab. 19. tig. 3. 4- 

Nicaeae ex specirninibus herbai-ii Balbisii, et Rissoanis in herbano 

MlNTAGNEJ. 



57. Rhodymema Sqiamariae. 

Aglaophyli.l'm Sqi vmariae Montacn. Herb. 

Ad Padinam Squamariam vulgo. 

Frons minnta, fibrillis brevissimis, tenuissimisque paginae superior! 
frondis Padiruic adliaerens, anguste linearis, enervis, hiuc denticulata, 



Al'CTORE l. DE N0TAR1S 2C)3 

illine Integra, repclito furealim ramosa, ramis oblusis, cmarginatisque 
vel emarginato-subbilobis, siccitate sulco longitudinal - ! exarata. Sori ? 
oblongi, rotundive, discreti, secus mcdiam frondis partem praesertim 
dispositi. Fions centimetrum lotigitudlne acquat, latitudine millimetro 
minor, pulchre rosea, tenerrima, obscure ccllulosa, cellulis ncmpe ini- 
nutis punctiformibus conlcxla, marginalibus transverse clongalis. 

An hue fVormskiolJia Squamariae Menegiiinii ? (Zasard. Alg. adriat. 
1. c. p. 20. ). 

Habitatio, forma, color frondis, omnia, dubiuin rcmovere videren- 
tur, ast planta nostra, compagine frondis pro planlae tenuitate firma , 
cellularum figura, defectu coslae Delcsseria esse ncquit: mea scntentia 
omnino Rhodjmenia. 

AGLAOPIIYLLUM Montagn. mss. pro Nitoplijllum Grevill. 
Syn. Alg. p. xlvii. 

08. Aglaophyllum ocellatum. 

NlTOPUYLLUM OCELLATTM GREVILL. Syn. Alg. i. C. 

Delesseria ocellata Lamocr. — Agard. Syst. Alg. p. 25a. Moktagk. Crypt, algor. p. 377. 

Corikald. Alg. Labron. p. 4 2 ' ( su l> aspero nomine Woruiskioldiac ). 
Halymenia ocellata Dlbv Bot. gall. p. 945- 
Fucus ocellatus Lamocr. Diss. tab. 3a. Beutol. Hist Fuc. Lig. p. 29'i. Moms Stirp. Sard. 

El. 3. p. rj. 

Frequens occurrit in litore maris ligustici. 
,3 tenerrimum Montacn. mss. 

Delesskria tekerrima Grevill. in Transact. Sociot. Linn, ex Montagse. 

Nicaeae ledum dedit amiciss. Montagke, Genuae ipse observavi extra 
porlum. 

Difiert a specie frondibus caespitosis , dii liotome sectis; laciniis ob- 
tnsis implexis, millimetrum latis. 

30. Aglaophyllum lacf.ratum uncinatum. 

Delesseria lacerata S uncinata Agard. Syst. Alg. p. 25i. Moivtagk. Crypt, alger. p. 277. 
Feces difidcs x Bertol. Hist. Fuc. Lig. p. 393. lab. v. fig. G. 

Nicaeae super Corallinas aliasquc Algas perreptans, frequens, etiani 
Genuae, aliisque locis turn in litore orientali, cum in occidental!. — 
In porlu Lunae Bertoloni. 



3C)4 ALGOLOGIAE MARIS LICUSTICI SPECIMEN 

DELESSERIA Lamoir. ex Gaill. Res. Tbalass. p. n. 
Grevili.. Syn. Alg. p. xlvii. 

00. Delesseuia Hypoglossum Lamour. Ess. p. 124. Grevill. Alg. brit. 
p. 75. tab. ia. Agard. Syst. Alg. p. 2^g. Moris et DNtrs. Fl. 
caprar. p. 197. 

lets Hipoclosscn Wood. — Moms El. Stirp. Sard. 3. p. »4- 

[nvenitur saepe super Algas maiores. 

GASTROCARPEAE 



CATENELLA Grevill. Syn. Alg. p. lxiii. 
01. CaTENELLA Opilmia Grevill. 1. c. et Alg. brit. p. 166. tab. xvn. 

Halymekia? Opchtia Agard. Syst. p. a^- 

LoMENTARIA OpCKTIA Gaili.. R»>S. p. 19. 

Paucula specimina iaveni inter Algas quasdam in litore ad orieutem 
Genuae collectas. 

Filamenta interiora frondis e centro radiantia, moniliformia, articulis 
nucleo purpnrascente farctis. Frons ad superficieui minute punctata. 



ULVEAE 



BANGIA Lvngb. — Agard. Syst. Alg. p. xxiv. Grevill. Alg. brit. p. 177. 

02. Baisgia flsco-pcrpcrea Lyngb. Hydropb. dan. p. 84- tab. 24. Duby 
Bot. gall. p. 985. 



AUCT0RE I. DE NOTARIS 2y5 

LiiM.iv ATi\oprnrm\EA Agakd. Syst. Alg. p. -G. 

Ad pilas portus Genuac, Nicacae, atque ad saxa secus litora. 
Variat colore purpureo plus minusvc intense vcl fusco, subindc 
nigrcscenlc. 

(3 coruscans. 

Filis longissimis, fulvo-nitcntibus, virenlibusque. 

Ad saxa fludibus verberata, quae late velamine fulvesceute obveslit, 
ad pedes pilarum extra portum Genuac, copiosissime. 

Pulchra varietas: filainenla fere palmaria, valde flexuosa, nodosa, bine 
turgeseentia, illinc constricta, fulva, vel viridi-flavicantia, nitentia, cbartae 
adhaerentia, frcquentissiine, ad nodos pracscrtim , fila secundaria soli- 
taria, fasciculata, verticillataque primum globulis uniserialibus rcferta, 
ab oi'tu brevia, clavaefonnia, inde sensiiu sensimque longiora deniuni 
caeteris similia, emittentia; farcta globulis valde irrcgularibus forma et 
diametro, nunc minutis subrotundis, quadratisve, nunc magnis, frondis 
intcgram iatitudinem explentibus, nunc in fascias 2, 3, 4 et ultra glo- 
bulorum dispositis, nunc magnis miuoribus intcrmixtis absque ordine. 

Collata cum speciminibus siccis omnium varietatum Ba/igiae fusco- 
purpureae diceres banc specicm omuino diversain eflicere. 

ILEA Fries PI. homon. p. 336. Gaill. Res. Thalass. p. 26. 
Solenia Agard. Enteromorpha Grevill. 

03. Ilea Bertolomi Menegh. ex Zanard. Algh. adriat. p. 3i. 

Enteromoepiia Bektolomi Mokiags. Crypt, al^er. p. i~-i. Moms et DNtbs. Fl. caprar. p. 201. 
TJlva ciuspata Behtol. Hist. Fuc. Lig. p. q3. Moris Stirp. Sard. El. 3. p. 26. 
Solenia Behtolosu Acahd. Syst. p. i85. 

Ubique frequens ad scopulos in mari ligustico. 

Variat multum pro aetate et expositione, sed rigiditate quadam, et 
forma frondium quae, e basi longe attenuata tubulosa in laminam sac- 
catam margine valde crispam oblongo-obovatam vel elongato-clavatam 
explauantur, ab Ulva Linza ct intestinali quibuscum confunditur apte 
distiuguitur. 

0i. Ilea compressa Gaill. Res. Thalass. p. 26. 

EsTEBOUO&riiA couphessa Ckevill. Alg. brit p. 160. tab. »\ 111. 



3q6 algologiae maris ligustici specimen 

Solehia COMPRESS* Ac*RD. Syst. Alg. p. i&6. 
I'lvA COMPRESS! LlSN. AcAllll. SpCC. Alg. I. 

Lcgi Genuae ad scopulos extra portum 



Solehu compress* Acard. Syst. Alg. p. i&6. 

Ulva compress* Linn. — Acard. Spec. Alg. i. p. 4™. Moris Stirp. Sard. El. 3. p. 26 



Go. Ilea clatiihata uncinata. 

Edteromorpha clathrata y uncinata Grevill. Alg. brit. p. 181. 
Ulva clathrata y uncinata Agard. Spec. Alg. 1. p. 4^3. 

Nicaeae frequens. 



PORPHYRA Agard. Syst. Alg. p. xxxn. Grevii.l. Syn. Alg. p. lxv. 



(50. Poiiphyba vclcvris Agard. ex Grevill. Syn. Alg. I. c. 

Ulta pcnprREA Roth. — Acard. Spec. Alg. 1. p. $o5. Dcbt Bot. gall, p. g58. 

Porphtra purpbrea Acard. Sysl. Alg. p. 191. 

Ulva sericea Wclf. — Moris Stirp. Sard. El. 3. p. 26. 

Ad scopulos in marl ligustico ubique, etiam super rupes eraersas. 
Yariat quammaxime statura ct colore, saepe cinerascens, vcl livid. i 
qnandoque minuta vix pollicem lata. 



ULVA Agard. Syst. Alg. p. xxxn. Grevili.. Syn. Alg. p. i.xv. 

G7. Ulva i.atissima Agard. Spec. Alg. i. p. 4°7- Syst. Alg. p. 188. 
Moris el DNtrs. Fl. caprar. p. 200. Corinald. Alg. Labron. p. 72. 

Ulva Lactica Montagu. Crypt. Alg. p. 272. Muris Stirp. Sard. El. 3. p. 26. Dcbv Bot. 
gall, p- g58. saltern ex parte. Esper. Ulv. tab. 1. 

Ubique vulgatissima ad rupes turn submersas cum emersas, et ad 
litora reiecta. 

Occurrit frequenter ad rupes ictu maris expositas forma minor, lae- 
tius colorala, rigida, vage ct crcbrc laciniata, quae Ulvam rigidam 
Agardhii aemulatur, a qua vcro differl fronde in laminas binas hand 
secedente. 

Ulva Lactuca chartae adhacrens prouti a celeb. Agardhio describitm 
11. cc. in mari meditcrranco, quod sciam, non provenit, vcl rarissima. 



AUCTORE I. DE NOTARIS 2Cf] 

08. Ulva LHHZA Linn. Cod. n.° 8372. Agard. Spec. Alg. i.p. 4ia. Duby 
Bot. gall. p. 958. cxcl. Ulva crispata Corinald. Alg. Labron. p. 72. 

Solenia Lisza Ai-.Ai.ri. Syst. Alg. p. 18a. 

Genuae ad scopulos in ipso portu, rara. 

Frequenter observavi in porlu ad scopulos supra mare eminentes 
Ulvae cuiusdam pusillae frondes, nitore et virore laetissimo insignes , 
tenuitate a communibus spcciebus reccdentcs, structura cleganter pun- 
ctatas, at adhuc nescio an sistant plantas iuniores Ulvae Linzae , vel 
specicm distinctam. 



CAULERPEAE 



<i9. CaCLBrpa Lamour. Caulerp. in Desv. Journ. Bot. 2. p. 1 4 r- Grevill. 
Syn. Alg. p. Lxm. 

Caulerpa prolifera Agard. Spec. Alg. r. p. 444* 

Caulerpa prolifera et ocellata Lamour. ]. c. p. 142. Duby Bot. gall. p. o5o. 

Ulva kitida Beriol. Amocn. dec. in. p. 94.! Moris Stirp. Sard. El. 3. p. 26.! 

Habeo specimen in portu Lunae lectum a cl. Bertolonio. In litore 
ligustico usque ad hanc diem viventem non vidi; copiosam observavi 
in mari calaritano. 



SIPHONEAE 



HALIMEDA Lamour. — Menegh. Cenni Algolog. p. 35. 
70. IIalimeda Opuxtia Lamour. — Moris et DNtrs. Fl. caprar. p. 202. 

Fucus Sertolara Bertol. Hist. Fuc. p. 3iG. Moris Stirp. Sard. El. 3. p. a5. 
Clus. Hist. PI. p. ccl. 

Ad rupes submarinas frequens. 

Serie II. Tom. IV. oo 



398 ALG0L00IAE MARIS LIGUSTICI SPECIMEN 

ACETABULAR!! Lamour. Hist. Polyp, p. 244. 

71. ACETARILARIA MEMTERRANEA LAMOUR. 1. C. p. 249. MoRIS Fl. Sard. 

ined. Moms ct DNtrs. Fl. caprar. p. 202. 

Olivia Andbosacb Bertol. Amocn. p. 378. Donat. Stor. nat. aitii.it. tab. a. 

Valeatissima in niari li«uslico. 

FLABELLARIA Lamour. Ess. p. 274. tab. 6. ic. it. 
Gailx. Re's. Thalass. p. 26. 



72. Flabellaria Desfontaimi Lamour. 1. c. Duby Bot. gall. p. 966. 
Montacn. Crypt, alger. p. 272. Moris et, DNtrs. Fl. caprar. p. 202. 

Coiulm MF.MBivANACP.iiM et flabellifobme Agard. Syst. Alg. p. 177. Cobinald. Alg. Labron. p. 71. 
Fccus Flabelllm Bertol. Hist. Fuc. Lig. p. 3n. Moms El. Stirp. Sard. 3. p. 24. 

A Nicaca ad Spediam haud raro occurrit ad rupes svibmersas. 

Inter speciiiiina nicaeensia alterum roilii est, quod fronde margine in 
1.1,1 alte solula, caelera pane compacta concentrice zonata, transirum 
facil .i membranaceo in Jlabelliformem. 

SPO.NG ODIUM Lamour. Ess. p. 288. Gailx. Res. Thalass. p. 28. 

73. Spongodiim diciiotomlm Lamour. 1. c. Dudy Bot. gall. p. 959. Moris 
et DNtrs. Fl. caprar. p. 2o3. 

Codicm tomentosum Acard. Syst. Alg. p. 1 77. Bebtol. Sopra alcun. prodaz. natui •. p it. 

Montacn. Crypt, alger. p. 27a. Cobinald. Algh. Labron. p. 71. 
Feces Vermilara Beiitol. in Moms Stirp. Sard. El. 3. p. 25. 
Desmaz. Cryp. de Franc, ed. 2. n.° 53. 

Vulgare in fundo maris arcnoso et persaepe ad litora reiectum. 

74. Spongodiim Bursa Lamour. 1. c. Duby Bot. gall. p. 959. 

CoDirsi Bcrsa Acard. Syst. Alg. p. 178. Bebtol. Sopra alcun produz. nator. p. i3. 

MoBTlCB. Crypt, alger. p. 273. Cobinald. Algh. Labron. p. 71. 
Desha*. Crypt, dc Franc, ed. a. n.° 5a. 



AUOTORE I. DE NOTAIUS 2g<) 

Genuae ad litora ab undis reiectuui scinel legi. — In Lunae porta 
Bertolori. 

7rS. SPONGODIHM adiiaerens Lenormand in Duby Bot. gall. p. g5g. 

Codiuu ADiiAEiiF.Ns Agard. Spec. Alg. i. p. 4^*7 ■ Syst. Aly. p. 178. Mohtagh. Crypt, nl^rr. 

p. 37a. 
Desmaz. Crypt, de Franc, cd. 2. n.° 55. 

Rupibus 11011 tantum, sed plcrumque Corallinis aliisque algis maio- 
ribus in litore orientali Liguriae frcquens observavi. 

Filamcnla valdc similia illis / auchcviae pusillae , ita lit diceres quasi 
lianc nil aliud esse quam statum huius maxime iuniorem! 

VALONIA Agard. Syst. Alg. p. xxxi. 
70. Valo.ma ltrjcularis Agard. Syst. Alg. p. 180. 

Vai.oma SirucNCfLus Bertol. Sopra alcuo. produz. nalur. p. 11 ?? 

Legi Nicaeae ad scopulos deniersos, rara. 

An suadente cl. Zanardini (Alg. adriat. p. 26.) status tantum f~a- 
loniae aegragopilae? 

BRYOPSIS Lamour. Brj ops. in Desv. Jour, de Botan. 2. p. 1 33. Ess. p. 28 r. 
Grevill. Syn. Alg. p. lxvii. 

77. Bryopsis Balbisiana Lamour. Ess. 1. c. tab. 20. Agard. Syst. Alg. 
p. 178. Duby Bot. gall. p. q56. Montagn. Crypt, algcr. p. 272. 

Genuae, Nicaeae, frequentcm legi. 

Occurrunt saepc in eodeni caespite fila apice tantum ramulosa , ra- 
imilis subcapitals, alia simplicia, alia demum abbreviata, a medio iam 
fere ramulosis, ex quo in Brjopsidem muscosam transire videtur. 

78. Bryopsis siuscosa Lamour. Bryops. 1. c. p. i35. tab. 1. fig. 4- a. b. 
Agard. Syst. Alg. p. 179. Duby Bot. gall. p. 957. Moris et DNtrs. 
Fl. caprar. p. 2o3. 

Cum pracccdcntc. 



3oO ALGOLOGIAE MAHIS I.1GUSTICI SPECIMEN 

79. Bryopsis Arbuscclv Lamour. Bryops. 1. c. p. i34- tab. i. fig. i. 
Dubv Bot. gall. p. 957. 

Bnvo^sis composita ct Arbvscula Agaiid. Syst. Alg. p. 159. 

Genuae ad rapes, saxaque dcmersa in portu. 

SO. Bryopsis secunda Agard. Iun. ined. ex cl. Montagn. in lit. 

Rarissime inter algas niinorcs ad litora nicaeensia. 

Planta lenuissima, pusilla, plumulosa, nilida, l'ccens laete virens, 
oenliuielrum allituiliue vix supcrans. Fila seta tenuiora in cacspitulos 
parvos collccta, inferne longe nuda, vel ramulum unum alterunrve 
emitlentia, superne ramcllis brevissimis densissimis subsecundis undi- 
<jue vestita, ramcllis omnibus obtusis. 



CORALLINEAE 



CORALLINA Linn. — Bertol. Amoen. p. 275. Zanard. Alg- adriat. p. i5. 

81. Corallina officinalis Linn. — Bertoi.. App. ad Zooph. 1. c. p. 275. 
Moris Fl. sard. ined. Moris et DNtrs. Fl. caprar. p. 2o5. 

Ad scopulos marinos ubique frequens, eos interdum obvestiens. 

82. Coralli>a ruber's Linn. — Bertol. 1. c. p. 276. Moris Fl. sard, 
mss. Moris et DNtrs. Fl. caprar. p. 2o5. 

Jama i\ubens Lamovk. 

Ubique vulgatissima in rnari ligustico , praecipue algas maiores 
investiens. 



AUCTORE I. DE NOTARIS 3o I 



CERAMIEAE 



CLADOSTEPHUS Agard. Syst. Alg. p. xxx. 

83. Cladostepiius Myriophvllum Agard. Spec. Alg. 2. p. 10. Montagn. 
Crypt alger. p. 272. Moris et DNtrs. Fl. caprar. p. 2o5. Corinald. 
Alg. Labron. p. 66. Duby Bot. gall. p. 9 63. sub verticillato. 

Fccos VEimciiiATr/s WctF. — Bertol. Hist. Fuc. Lig. p. 3o8. Moms Stirp. Sard. El. 3. 
p. a5 Esp. Icon, Fuc. tab. xxvm. rudis. 

6 ceralophyllum Agard. 1. c. 

Ail litora Liguriae, ubicumque vulgaris. 



DASYCLADUS Agard. Spec. Alg. 2. p. i5. 

81. Dasycladls clavaeformis Agard. 1. c. p. 16. Moris et DNtrs. Fl. 
caprar. p. 2o5. 

Cladostephcs clavaeformis Acaed. Syst. Alg. p. 168. Doby Bot. gall. p. 963. 

Feces vermicclaris Bertol. Hist. Fuc. Lig. p. 209. Moms Stirp. Sard. El. 3. p. a5. 

Spohgia hi iijsu Scopol. Fl. cam. tab. G4. n." 1454. 

Ad rupes submarinas in litore liguslico hiuc inde fiequeus. 
SPHACELARIA Lyngb. — Agard. Spec. Alg. 2. p. 117. 



85. Sphacelaria scoparia Lyngb. Hydropb. dan. p. io3. tab. 3i. fl. 
Agard. Spec. Alg. 2. p. 19. Duby Bot. gall. p. 964. Moxtag.n. Crypt, 
nlger. p. 273. Moris et DNtrs. Fl. caprar. p. 206. 

Ceramiijii scopariem DC. — Moris Stirp. Sard. El. 3. p. 23. 

Cladostephos scoparies Spii. — Coeibald. Alg. Labron. p. 67. cxcl. syn. et icon. Esperi. 

Ad litora maris ligustici vulgatissima. 



303 ALCOLOGIAE MARIS LIGISTICI SPECIMEN 

Dantur validates pernmltac, inter quas notatu iligna forma qnacdam 
minor, densissime, compactcque ramulosa, ramulis solito mullo brevio- 
rtbus, pulvinatis. 



80. Si'ii acki.aki a GIBHHOSA Agard. Spec. Alg. 2. p. 27. Moris et DNtrs. 
Fl. caprar. p. ao6. 

Spu.icei.aria vimiata a. Lvngij Hydroj'h. dan. p. io5. tab. 3i. C. 

Nicaeae legi. 

87. Sl'HACEl.AHIA FILICINA AOARD. Spec. Alg. 2. p. 22. DlHSY Bol. gall. 

p. 964. Montagn. Crypt, alger. p. 272! 

Cum praccedente. 

Pinnulis extimis penicillos complanatos eflicientibus pulcherrima. 

88. Sphacelaria Bertiaka DNtrs. 

Super Cladostephum Mjrriophyllum mini allatum e Portu Mauritio ab 
ornat. et amic. Medicinae Doctore Bf.rti. 

Fila compacte caespitosa, frondes Clatlostcphi veluti tomentum breve 
laetc olivaceum late operientia, dimidio millimetro vix longiora, le- 
nuissima, recta, rigidiuscula, simplieia plerumque, vel apice breviter 
furcellata, vel trifida, raro ramulo uno alterove inferiora versus aucta. 
Articuli diametro paullo longiores bistriali. Capsulae lalerales ellipticae 
limbo pellucido cinctae, pedicellatae, pedicello uui vel biarticulato lon- 
giores, materia olivacea repletae, solitariac , ereetae, subinde in eodem 
iilo duo approximatae. Sphacellae ad ramorurn apices rarissimae. 

A Sphacelaria velutina Grevillei quam possideo ex liberalitate 
cl. algologi Lenormand et insuper habeo in collect. PI. crypt, gall. 
Df.smazierii sub n.° 347 toto coelo difTert. 

A Conferva scutulata cui forte non deerit qui plantam hanc referen- 
dam esse censeat, pariter diversissima. 

Si'HACElaria siMPLicuscuLA Agard. Spec. Alg. 2. p. 3i. ad Uneuam 
lecta a cl. Ad. Brongniart, milii ignota. 



AUCTORE I. DE NOTARIS 3o3 

ECTOCARPUS Agard. Syst. Alg. p. xxx. et Spec. Alg. 2. p. 35. 

89. Ectocarpus paradoxus Montagn. in Moris ct DNtrs. Fl. caprar. 
p. 206. tab. 5. fig. 1. 

Ad Cystoseiram granulatam aliasquc Algas maiores in mari nicaeensi 
RYTIPIILOEA Agard. Syst. Alg. p. xxx. et Spec. Alg. 2. p. 5o. 



90. Rytiphloea tinctoria Agard. Spec. Alg. 2. p. 52. Montagn. Crypt, 
alger. p. 272! Moris et DNtrs Fl. caprar. p. 207. 

Rbodomela tihctoria Dubt Second. Mum. sur les Ceram. p. 9. 

Focus pdrporebs Esper. Icon. Fuc. tab. 58. rudis. Bertol. Hist. Fuc. Lig. p. 3o6. Monu 

Slirp. Sard. £1. 3. p. a5. 
EdocAnpus purpubecs Sprekg. — Corikald. Alg. Labron. p. 68. 

Nicaeae alibique in lilore occidentali. — In Lunae portu et Clava- 
rum Bertoloni. 



DIGENEA Agard. Spec. Alg. i. p. 388. Syst. Alg. p. xxxm. 
Grevill. Syu. Alg. p. lxi. 

91. Dige.nea simplex Agard. Spec. Alg. i. p. 38g. 

Conferva simplex Wulf. Crypt, aqu.it. in Rocra. Arcbiv. 3. p. 17. 

Genuae legit cl. Meneghini ( ex ipsius specimine ). 



POLYSIPIIONIA Grevill. ex Harvey in Hook. Brit. Fl. 2. p. 3a 7 . 
Duby Bot. gall. p. 9G5. Hutcliinsia Agard. 



512. POLYSIPnONIA FRETICILOSA SpRENG. Syst. 4- ' • P- 35o. DuBY Bot. 

gall. p. 965. Montagn. Crypt, alger. p. 272.! Moris et DNtrs. Fl. 
caprar. p. 207. 



3t>4 AI.COLOGIAE MARIS LIGUSTICI SPECIMEN 

Hi'tcuiksia Wvi-fem Ar.ARD. Spec Alg. a. p. ()5. 

Frcrs fubticclosus Wulf. Crypt, a<juat. in Rocm. Arcliiv. 3. p. 5G. Bbrtol. Hist. Fuc. 
Lig. p. Jo5. Mm. is Slirp. S*rd.£l. 3. p. ?.\. 

\ ulgatissima ad rupes parnm profundas. 

93. Poi.vsii'HOMV PENNATA Zanard. Algk. adriat. p. 10. 
Hotcbiroa vennata AcArtD. Spec. Alg. i. p. io2. Syst. Alg. p. 146. 

Nicaeae frequens. 

A speciminibus ad litora Calvadosii collectis et a cl. Lenormanmo 
mecum commmiicalis laiitummodo dill'crt statura minore. 

Explicatio Iconis 
i. I'ai tenia caespituli natural! magnitudine expressa. 

2. Povtio superior filain.ep.ti lente aucti. 

3. Fragmentum fiondis ad augm. 100 diametr. sistens figuiajii venarum, articulo- 
rumque latitiidiiiein et longiludinem. 

9i. PoLYsiiMio.MA oi'aca Moris et DNtrs. Fl. caprar. p. 208. tab. v. Cg. 2. 

HcTCHItiSIA OPACA Ac.ARD. Spec. Alg. 2. p. 97. Syst. Alg. p. 1^' 

Frecji'.ens ad rupes inaritimas promontorii di Poitnftno. 
%3. PoLYSIPHONIA MONTAGNEI DNtRS. 

Ad rupes stibmarinas prope Nicaeam. 

Planta laete sanguinea purpurascens, densissime caespitoso-pulvinata. 
Cacspites 2, 3 centhnetra lati, maxime lubrici, in vivo odorem pecu- 
liarem fortem ingratum emananles. Filamenta prim aria, crassilic seta- 
cea, procumbentia, fibrillarum radiculaeforn.ium ope reptantia, saturate 
sanguineo-fusca, parte superiore apiceque ramosa. Rami primarii di- 
stantes, erecti , ascendentesve, ramosissimi, dickotomi, ramulis strictiu- 
sculis, furcellatis, fastigiatisque, suminis torulosis, in penicilla filamen- 
toruui articulatorum, articulis utrinque tumenlibus, dickotomorurnque 
abcuntibus. Fili primarii articuli subquadrati, trivenosi, venis valde 
irrcgularibus, coniiguis, senio obsoletis, ramei subquadrati, vel diametr. 
paullulum longiores, trivenosi, venis aeque irregularibus , mediis saepe 
continuis excurrentibns. Ramuli supremi materia grumosa colorata farcti. 
Capsulae in ramis supcrioribus solitariae, laterales, pedicellalae, ovatae. 
Sporidia pyriformia oblongave, plerumque curvata, limbo pellucido 
cincta, globuli seriales ruberrimi in ramulis styckidiiferis. 



AICIORE I. DE NOTAIUS 3 5 

Plant;, (lmrtac, quam sanguinulento colore inficit, arete adhacrens, 
in sicco et in individuis iunioribus venae saturatius coloratae et discre- 
tae, undo geniculq hlri adversa valde pellucida. Individua fructifera 
perfecta, centimetra tria longitud. allingunt. 

Species habitu ad Poljsiphoniam violaceam, elongatam, allochroam -.<•■- 
cedens, a cpiibus omnibus distinguitur articulorum diametro et venarum 
forma. A Poljsiphonlu ftbrillosu cui pariter aflinis distinguitur filis pri- 
mariis crassioribus, articulis filamentorum penicillos terminales sisten- 
tium atrinque subincrassatis, antluridiorumque defectu. A Pofysiphonia 
potyspora Montagnei geniculis pellucidis, sporidiis numero minoribus 
dillert, ab omnibus tandem adductis speciebus, filo primario repente, 
venarum forma, mediis ut pluriimnn continuis. 

Explicatio Iconis 

1. Caespcs plantae naturali magniludiue. 

2. Fila aliquot lente acuta. 

3. Fragment, filament, primarii radicularum ope repcntis ad augm. 100 diamctr. 

4. Fragment, rainuli primarii ad augment, idem. 

5. Apex fili sterilis ad augment, idem. 

6. Apex filamento stycbidiiferi ad augment, ut supra. 

7. Hamulus capsulifer ad augment, idem. 

8. Sporae ad augmentuiii idem. 

JM). P0LYSIPHO1MA I'LLVI.VtTA MoNTAGN. in lit. 

HOTCBIKSIA POLTIXATA. AcAIiD. Spec. Alg. 2. p. log. 

JNicaeae ad rapes mari tectas, rara. 

Specimina mea omnino respondent massiliensibus herbarii Montagnei, 
a cl. Requienio lectis et ab Agardhio iuniore Poljsiphoniae pulvinatae 
nomine inscriptis. 

»7. Polysipiionia tekella Moms et DNtrs. Fl. caprar. p. 209. tab. vi. 
( err. iv. ) fig. 1. 

HuTcniKSIA TEKELLA AcAKD. SpcC. Alg. 2. p. loG. 

In fronde Mesogloiae Bertolonii, Nicaeae. 

Addo iconem novam huius plantae ex quo earn cum fructibus el 
optime evolutam tandem observare contigit 

Caespituli centimelrum circitcr longi. Fila primaria repentia prouti 
in Fl. Caprariae 1. c. cum cl. equite Morisio monuimus. Fila sccun- 
Serie II. Tom. IV. pp 



3oG ALGOI-OGIAE MARIS I.IGUST1CI SPECIMEN 

daria erccta, dissite ct patenter ramosa, ramis laxe dichotomis, capsu- 
las ovatas brevissime pedicellatas gerentibus, exlimis submoniliformibus 
iu penicillos filamentorum solutis. Arliculi filanientorum maiorum dia- 
metro fore dtiplo longiorcs, cacteri sensim decrcscentes, ultimi longitud. 
diametro subaequales, vol v\x maiores. Ad ramulorum sterilium apices 
corpuscnla subfaseiculala, oblongo-linearia, vel clavaeformia observantur. 

Icon cxliibct 
i. Plantain natural! magnitndine. 

2. Partem inferiorem filamenti radicularum ope basi subrepentis. 

3. Partem superiorem fiianienti lentis ope auct. ut in icone praecedente. 
4- Filam. fragmcutum ail augin. 100 iliani. 

5. Apicciu 61am. fructif. ad idem augin. 

G. Apicem filam. antbt-ridiiferi ad augm. ut supra. 

7. Sporidia ad augm. 4°o diam. 

98. POLYSIPHOXIA SUBTILIS DNtRS. 

Ad Mcsogloiae Bertolonii frondes quas obvestit, Nicaeae: praecedente 
rarior. 

Dense caespitosa, duo millimetra statura vix aequans. Fila tenuissima, 
flexuosa, radieulis e parte prona filamentorum ortis, diaphanis, obtu- 
sis, inarticulatis repentia, adversa parte ramosa. Rami erecti, ascen- 
dentesve, filo primario tenuiores, simplices, vel parce patentim ramulosi, 
ramulis brcvibus subulatis. Articuli diametro breviores, fili primarii bi- 
venosi, venis subquadratis, caeteri venis 3 plerumque paralellepipedis, 
oblongisve notati. Capsulae solitariae, laleralcs, subpedicellatae, ovatae, 
obtusiusculae. Color plantae pallidus, subcinerascens. Substantia pertenuis. 

In scctione Potysiphoniarum repentium, nulli magis affmis quam te- 
ndlae, ast valdopere ab ea recedit statura multoties minore, articulis 
fili primarii bivenosis, venis discretis, ramorum trivenosis, diametro 
brevioribus. 

Explicatio Iconis 

1 . Plautula naturali magnitudine. 

2. Eadem lentis ope aucta. 

3. Fragment, fili primarii ad augm. 100 diam. exbibens articulorum veDarumque 
formam, atque in aa basim ramuli, in b. b. b. radiculas. 

4. 5. Fragmeut. ramuli capsuliferi ad augm. idem. 



AUCTORE I. DE NOTARIS 3„- 

9ft PoLVSlPiro.MA SBGOHDA Mobtagk. Crypt, algcr. p. 272. quoad nomen. 

HuiCIIlBSIA SECOKDA Auaiid. Spec. Alg. 2. p. 1 oG. 

Inter caespites Ccramii cUiati, aliaruuicpje Algarum minorum Nicaeae 
trequentissima. 

Tla.ita, colore in iudividnis itmioribus fere croceo, rigiditate, ramo- 
mm dispositione sccunda, arliculorum longitudinc ah omnibus fadle 
d l gnoscenda. Fructiferam baud vidi. 

Explicatio Iconis 
i . Planta naturali magnitudine. 

2. Eadem valde aucta. 

3. Fragment fili primarii ad augm. 100. 
4- Apex ramuli ad augm. idem. 

100. POLYSIPOHNIA ACU.EATA MoNTAGN. in lit.! 
HcTcamsu Acakd. Spec. Alg. 2. p. 101. 

In consortio Poljrsiphoniae secundae : Nicaeae. 
Explicatio Iconis 

1 . Planta naturali magnitudine. 

2. Ramulus spinis ouustus lente auct. 

3. Ramulus alter spinis longioribus pinnatus. 
4- Fragment, ramul. ad augm. 100. 

5. Apex ramul. ad idem augm. 



DASYA Agard. Spec. Alg. 2. p. 116. 

101. Dasva Arbuscula Agard. 1. c. p. 121. 

Ceramicm Boccheiu Dubv Bot. gall. p. 967. 

Dasta Hctchissiae Habv. in Hooi. Brit. Fl. 2. p. 335. 

Dlsmaz. Crypt, de Franc, cd. 2. n.° 3oi.3o2. 3o3. var. 

Nicaeae ad Algas minores parasitica. 

WRANGELIA Agard. Spec. Alg. 2. p. i36. 

102. Wrangeua penicillata Agard. 1. c. p. .38. Moris et DNirs. Fl. 
caprar. p. 211. 

GniFFJTHSIA PEMCILLATA AoAED. SySt, p. 1 43. 



3o8 At.GOI.OGIAK MARIS I.IGUSTICl SPECIMEN 

Planla tenerrima valdc lubrica, rccens pallide carnca, exsiccata oli- 
vaceo-fusccsocns. 

Explicatio Iconis 
i. Plants natural! magnitudine. 

a. Fragment, frondis leutis ope auct. sistens disposit. penicillorum, nee non articul. 

et venas. 
3. 4- Filaments penicilli aliquot seorsim picta ad augm. i. Microsc. Coevaliebh, 

liorum alter basi fructus profert. 
5. Capsula ad augm. loo diam. 
(j. Sporae e capsul. edoctae ad augm. idem. 
7 . Segment, section, horizontal, frondis e divisione eius primaria sumptum ad augm- i . 



GRIFFITHSIA Agard. Spec. Alg. a. p. 126. 



103. Griffithsia Coralliisa Agard. Syst. Alg. p. i45. Montagn. Crypt, 
alger. p. 169. Moris et DNtrs. Fl. caprar. p. 210. Corinald. Alg. 
Labron. p. 6g. 

CerAMIUM CORALLIM7M DtBT Bot. gall. p. 968. 

Ciramigm coraixwoides Bertoi. apud Moris Stirp. Sard. Et. 3. p. s3. 
Demiii. PI. crypt, dc Franc, cd. a. n.° 33i ct 33a. 

Nieaeae, raro. 
f04. Ghiffitiisia multifida Agard. Syst. Alg. p. i43. Spec. Alg. a. p. i33. 

Griffithsia Cascarinae Gaill. Res. Thalass. p. 45. 

Ceramicm CAsrARiRAE DC. — Dcbv Bot. gall. p. g68. et second. Mem. sur let Ceram. 

tab. v. fig. a. 4- 
Desmaz. Crypt, dc Franc, cd. a. n." 3a8. 

Ad promonlorium di Portqfino in Liguria orientali una cum Calli- 
thamnio granulato, rarissime. 

lOo. Griffithsia secundiflora Agard. Iun. hied. 

In mari nicacensi raro. 

Distinguo a Gviffitlisia Corallina, cuius faciera cxhibet, ex auctoritate 
celeb. AcARDnii iunioris cpti specimina mea inspcxit, sed characteres 
potiores quibus dilleit a Corallina, deficicnle fructificntione, exponere 
nequeo. 



AUC.TORE I. DE NOTAIUS 3 0Q 

CERAMIUM Agard. Spec. Alg. 2 . p . ,38. 

106. Cebamium pilamentoscm Agard. Spec. Alg. a. p. , 4 ,. D UB y Bot 
gall. p. 969. 

Spiiudu fiumektosa Harv. in Hoot. Brit. Fl. a. p. 33G. 

Reperi inter Algas quasdam ad litus prope Genuam collectas. Ra- 
nssimum. 

107 Ceramic* RUBECM Agard. Spec. Alg. 2 . p. l4 6. Moris Stirp. Sard. 
El. 3. p. 2 3. Duby Bot. gall. p. 9 G 7 . Montagn. Crypt, alger. p. 2 6o. 
Mor.s et DNtrs. Fl. caprar. p. 2I0 . Corinald. Algh. Labron. p. 7 o. 
Ad scopulos maritimos passim. 

I 3 prolifcrum Agard. 1. c. p. 149. 
Cum specie, aeque frequens. 

108. CEBAMTOM ciliatlm Ducl. Ess. sur les Conferv. p. 64. Agard. Spec. 
Alg. 2 . p. 1 53. Montagn. Crypt, alger. p. 269. Moris et DNtrs Fl 
caprar. p. 2 io. Corinald. Algh. Labron. p. 7 o. 

CEHAMICM DIAPBANCM a DlDV Bot. gall. p. 967. 

Vuigatissimum: Algas fere omnes invadens. 

109. Ceramhm diapha.mm Agard. Spec. Alg. 2 . p. l5o . Dubv Bot. gall 
p. 9<37- (3- Moris Stirp. Sard. El. 3. p. 2 3. Montagn. Crypt, alger 
p. 269. Moris et DNtrs. Fl. caprar. p. ai x . Corinald. Alg. Labron. p. 60. 
Desmaz. Crypt, de Franc, ed. 3. n.° 3o-. 3o8. 
Iisdem locis ac praecedens, sed minus frequens. 

CALLITH AMNION Agard. Spec. Alg. a, p. ,50. 

,i L CAI ' L T | ,AMXI °" 6BAH1,t4TO " AcARD " S Pec Alg. a . p. I77 . Moris et 
DjNtrs. Fl. caprar. p. 2 u. 



3lO AI.GOLOCIAE MARIS I.IGUSTICI SPECIMEN 

Ceramicm cranii-atim Dei l. Ess. sur les Confcrv. p. 7a. Agard. Syst- Alg p. |38. 

Ad rujics maris nicacensis, passim. 

Plants Bob duplici adspectu se prodiens prouti plus minus adulta, 
iilamenta cius primaria prinium raniulis divarication ramulosis, rigiilis 
spioaeformibas ex integro obteguntur, undc spongiosa adparent, domain 
prorsas fere derradata. 

Explicatio Iconis 

1. Planta natural i mngnitudine. 

2. Fragmentura sectionis horizontal, filament! primarii, ostondens formam ct divi- 
sionem spinularum e 61o egredieotiuui ad augm. 100 diam. 

3. 1'ortio Glameati superioris ad augm. 100. 

4- Apex penicilli cum fructibus ad augm. ut supra. 
5. Apex alter penicilli ad idem augm. 

111. CalLITHAMNION MINIATUM Montagn. in lit. 

Callitiiammon seminudim Agard. Spec. Alg. 2. p. 167. Moms ct DNtrs. Fl. baprar. p. 31a. 

CeRAMUM M1SIATCM Ac.ATtn. Sjst. Alg. p. 1^1. 
CnM'LI,V.l M1MATA Dl'.APAIiN. 

Desmaz. PI. crypt, dc Franc, ed. a. n." 3ao. 

Vulgare ad ropes marinas etiam emersas. 

l'lanla scnescendo raniulos complures exult nude caespites minus 
compacti Hunt; ceterum pulclire sanguineo-miniata. Fila valdc caespi- 
tosa inordinate alterneque ramosa, divisionibus ramosis, ereclis bipin- 
natis, pinnulis basim versus plus minusve longe nudis, sursum decre- 
sceutibus, pyramidatis, vel fastigiato-corymbosis. Articuli diamelro fere 
duplo lone;iores, ramorum inaequales. Capsulae numerosissimae spliae- 
roideae limbo pelluoido cinctae, massa sporacca primum tripartita , 
tandem granulosa, soluta. 

In ramulis epiibusdam nonnumquam observantur capsulae oblongae 
materia granulosa replctae. 

Explicatio Iconis 
i. Caespitulus naturali magnitudine, 
?.. 3. Part, superior, iilamcnti. 

4. Fragin. fill rami primarii ad augm. 1 00. 

5. Fragm. rami super, ductus exhibens, et 

G. Fragm. rami exhibens in a. capsulam, in b. capsulam oblongam pedicellatam , 
omnia ad idem augm. 100 diam. 



AUCTORE I. DE NOTARIS 3x1 

112. Calm i iiamnion Plumila Agard. Spec. Alg. 2. p. 159. Montagn. 
Crypt, alger. p. 2G9. 

Cehamum Pldmila Ag*hd. Syst. Alg. p. i.'i'i. Doer Bot. gull. p. 969. 
Desmaz. Crypt, dc Franc, cd. 2. n.° 323. 

Frequens ail litora nicaeensia super alias minores Algas, Corallinas, 
Poljsiphotiias etc. 

Elegantissima species. 

113. CALLITIIAM.MON CRUCIAiTM AGARD. Spec. Alg. 2. p. 161. 

Ceramium cruciatuu Crouan ex Desmaz. Plant, crypt, de Franc. n.° 3a4. 

Nicaeae super Corallinas aliasque maiores Algas frequens. 

114. Callitiiajimon vaiuabile Agard. Spec. Alg. 2. p. i63. 

Ceramics! vaiuabile Crocan ex Desmaz. Crypt, de Franc. n.° 337. 

Iisdem locis ac praecedens, in mari nicaeensi. 



CONFEJRVEAE 



CONFERVA Agard. Syst. Alg. p. xxvi. 



115. Conferva catenata Linn. Cod. n.° 8390. Agard. Syst. Alg. p. 1 19. 
Duby Bot. gall. p. 980. Moris et DNtrs. Fl. caprar. p. 212. 

Conferva prolifera Roth. — Montagu. Crypt, algcr. p. 269. Corinald. Alg. Labron- p. 71. 
Cframu m catehatcm DC — Moris Stirp. Sard. £1. 3. p. 23. 
Dill. Hist. Muse. tab. 5. fig. 27. 

Ubique in mari ligustico vulgaris. 

116. Conferva Rissoana Montagn. Herb. 

Specimen Nicaeae lectum a Doct. Risso dedit cl. Montague. 



3 12 AI.GOI.OC'AE NARtS LIGU.STICI SPECIMEN 

Maiusrula, lade viridis, nitens, filamcnta crassiusoula, aequalia, suli- 
• licliotoine ramosa, ramis longitudinc valde inaequalibus, pleruraquc re- 
motis. Articuli aeque varii, nunc cliatnetro triplo longiores, nunc lon- 
gittuline diametrnm dimidium superantes, nunc tliamctro aequalcs, vel 
lneviores. Genirula pellucida laevitcr constricta. Sequenti quodammodo 
affima ob irregularitatciu articulorum, sed habitu, slatura, divisione fi- 
lamentoram oumino diversa. 



117. CONFERVA refracta Agahd. Syst. Alg. p. 1 i4- Duby Bot. gall. p. 981. 
Ad litora a Nicaea ad Geuuam, valde frequens. 

Specimina adulta Gowphoncma gemination super filamenta abundanter 
profcrunt. 

118. Conferva glomerata Linn. Cod. n." 8393. Agard. Syst. Alg. p. 10-. 
Duby Bot. gall. p. 982. Montagn. Crypt, algcr. p. 369. 
Frequens ad maris ligustici litora. 

119. Conferva incialis Agard. Syst. Alg. p. in. non Lyngb. Fl. dan. 
tab. 771. lig. 1. 

In mari nicaeensi ad scopulos rara. * 

120. Conferva sericea Huds. — Agard. Syst. Alg. p. 1 1 3. Duby Bot. 
gaU. p. 981. 

Dill. Hist. Muse. tab. 5. fig. 33. 

Ad rupes marinas Nicaeae frequens. 

*" shn2iliccs. 

121. Conferva aerea Dill. — Agard. Syst. Alg. p. 100. Lyngb. Hydropb. 
dan. tab. 5i. Duby Bot. gall. p. 982. Montagn. Crypt, alger. p. 369. 

Vulgaris ad rupes marinas Nicaeae. 



AUCTORE I. DE NOTARIS 3l3 

122. Conferva Linum Roth. — Agard. Syst. Alg. p. 97. Lyngb. Hydroph. 
dan. tab. 5o. D. Montagu. Crypt, alger. p. 269. Moris et DNtrs. Fl. 
caprar. p. 21 3. Duby Bot. gall. p. 983. Corinald. Alg. Labron. p. 70. 

Cebamiom Lis! -.i DC. — Moms Stirp. Sard. El. 3. p. a3. 

Ubique frequens ad litora. 

125. Conferva tortuosa Dill. — Agard. Syst. Alg. p. 98. Lyngb. 
Hydroph. dan. tab. 4g- C. Duby Bot. gall. p. 983. Moris et DNtrs. 
Fl. caprar. p. 21 3. 

Nicaeae ad rupes supra mare parum eminentes, fluctibusque verberatas. 



LYNGBYAEAE. 



LYNGBYA Agard. Syst. Alg. p. xxv. 
124. Lyngbya aeruginosa Agard. 1. c. p. 74. 

Oscillatokia AESTCAr.11 laetevirens Lypcb. Hydroph. dan p. 91. tab. 56. £. 

Frequens in mari nicaeensi , ad rupes. 



Serjk II. Tom. IV. <jq 



3 1 4 ALGOLOGIAE MARIS L1GUSTICI SPECIMEN 



BATRACHOSPERMEAE 



MESOGLOIA Agard. Syst. Alg. p. xxm. 



125. Mesocloi.v vermicularis Agard. Syst. Alg. p. 6i. Lyngb. Hydropli. 
dan. tab. 65. B. Duby Bot. gall. p. 962. Moris et DNtrs. Fl. caprar. 
p. 2 1 5. Montagn. Crypt, alger. p. 269. 

In sinubus sccus litora nicaeensia, raro. 

126. Mesogloiv Bertolo.mi Moris ct DNtrs. Fl. caprar. p. 21 5. tab. vi. 
( pro en. iv ) fig. 3. 

Feces Nemalion Beiitol. Hist. Fuc. Lig. p. 3oo. tab. v. fig. 9. Moms Stirp. Sard. El. 3. p. 24. 
Chordama? Nemalion Agard. Syst. Alg. p. 257. ct Spec. 1. p. 1C7. 
Nemamoh Lomicua Dobv Bot. gall. p. cjfig. 

In niari ligustico ad rupes turn emersas cum submersas frcquens, a 
Nicaea ad Spediam. 

lam nunc in synodo scicntiarum naturalium cultorum, elapso aulumno 
1840, habito, opinionem meam exposui circa Nemalion clarissimi Dubyi, 
et ut milii videtur genus hocce delendum esse satis demonstravi. Cor- 
puscula etenim quae cl. Duby dubilautcr pro conceptaculis Nemalii 
descripsit, meo sensu nil aliud praestant quam fila Rivulariae cuiusdani 
atrae peraflinis, quae fronilcs Nemalii supra rupes emersas crcscentes 
penitus obvestiunt et paullatim destruunt. Ilaec mea sentenlia conflr- 
matur observalione, frondibus Mesogloiae Bertolonii et Nemalii lubvici 
identicam inesse structuram, qualem cum cl. Equite Trof. Morisio in 
Florula Caprariae adducta exponi curavimus. Accedit insuper quod cor- 
puscula ista rivularioidea nullam cum fronde, nee cum filamentis fron- 
dem constiluentibus connexionem liabenl, et tantuin iis apponuntur; 
demum quod dantur pcrsaepc individua quae Rivulariam per plagas 
lautuui cxlubcnt, untie hue colore viridi , illuc carnco, vel ftisco varie- 
gata adparent. 



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AUCTORE I. DE KOTARIS 3l5 

Explicatio Iconis 
i. Planta naturali magnitudine. 
a. I'll. mi. -Hi. i aliquot frondis illis in Flor. Caprariae dclineatis structura similia , 

quae sub lit. a. a. a. gerunt corpuscula clavata globulo plerumque insidentia , et 

materia viridi annulata farcta. 



RIVULARIEAE 



RIVULARIA Agard. Syst. Alg. p. xx.v. 

127. Rivllauia atra Roth. — Agard. Syst. Alg. p. i3o. Dl'BY Bot. 
gall. p. 961. 

LlSCEli, atra a, Lv>ch. Mytlroph. dan. p. 195. tab. G7. D. I. 3. 3. 4- 

Sasis , rupibusque mari perpetue taclis, in limine liloris sinus di 
/' Ulufranca apiul JNicaeam, arete adhaerentem, frequenter obscrvavi. 

Tubercula parva, maculacformia sistit, solitaiia vei confluentia, fusco- 
vtridia. Filanienta in mea planta niagis attenuata quam in icone Lyngbyei, 
sed aequo, cum a gelalina quihus obvallantur seiungnntur, lateribus fi- 
brillosa. Annuli viv nisi in inl'eriore parte filamenlorum bene distingiauoi 

Quoad Rivuiariam Mesogloiae quam sistit Icon antequam pro 

specie proponam, itcruin vivam observare cupio. 



3'7 
DEL GAZ IDROGENO ANTIMOMATO 

ANTIMONIURO D' IDROGENO 

OEI FARMACISTI 

ANGELO ABBENE E HETBO ANTONIO BOBSABEILI 



Letlo nell'adunanza' dell' II luglio 1841. 



J.1 gaz idrogeno antimoniato, scoperto da Lewis Thompson (i), all'oc- 
casione ch' egli ripeteva le esperienze di James Marsh sull' idrogeno 
ai-senicato , od arscniuro d' idrogeno , non essendo ancora stato sotto- 
posto da altri a particolarc disamina, per quanta a noi risulti, ci siamo 
proposti di fame il soggetto di un nostro speciale lavoro chimico , il 
quale , in quesla nostra memoria, osiamo ora soltomettere al giudizio 
di questo illustre Consesso. 

Noi abbiamo diviso la nostra memoria, per maggiore chiarezza, ed 
ordine, in sette punti. 

Nel primo punto noi esponiamo i metodi , che abbiamo adoperati 
per ottenere il gaz idrogeno antimoniato; 

Nel sccondo noi trattiamo delle sue propriety fisiche e chimiche, e 
della sua azione sull'economia animale; 

Nel terzo noi facciamo conoscere quale sia la sua reazione in con- 
tatto con alcuni dei principali corpi semplici metalloidei; 

Nel quarto quale alterazione sofTra ponendolo in contatto, a tempe- 
ratura elcvata, con alcuni dei mctalli alcalini, e collo stagno; 

Nel quinto quale sia la sua reazione in contatto con alcuni ossi-acidi 
mincrali ; 



(i) V. Lond. and Edimburg, Pbil. mag. iS3g. c Bibliot. L'uiv n." 48. 



3 1 8 DEL GAZ IDROGENO ANTIMONIATO ECC. 

Nel sesto come reagisca in coutatto con nlcune soluzioui dei metalli 
delle tluc ultimc scssioni , o metalli elellro-positivi ; 

E nel settimo finalinenle quale sia la conelusione , che si puo 
dedorre da cjuanto precede. 

I. Noi abbiamo preparato il gas itlrogeno antimoniato con quattro 
metodi diversi. 

i.° Con uua lega di untimonio , e zinco ottenuta come segue: 

Antitnonio p. i . 

Zinco p. 2. 

I metalli fatti foodere separatamente in clue crogiuoli coperti , li 
abbiamo riuniti ilopo la fusione in un solo crogiuolo : li abbiamo me- 
stolati insicme con bacchclta di ferro, ed abbiamo vcrsalo la lega for-' 
tnata in un scoiificaloio. 

Questa lega veste alia sua superficie in un modo distinto i colori 
dell' iride : e fragile , c nella sua fratlura presenta una tessitura granel- 
losa, ed un colore molto simile a quello del kupfernicbel. 

Ridolta in polvere grossa noi I'abblamo traltata cnlro convenient^ 
app.irato con acido solforico diluto da un terzo ad una meta del suo 
peso d'acqua ; 

2." Tratlando una soluzione di tartialo acido di ossido d'auti- 
mouio con acido solforico diluto con 2 / 3 di acqua , e zinco; 

3.° Facendo reagire una soluzione di tarlralo di potassa, e d'an- 
timonio (tartaro emclico) con zinco ed acido solforico diluto con 3 / 3 
di acqua ; 

4-° Finalmcnle ponendo in coutatto una soluzione acida di clo- 
ruro antimonico con zinco. 

In tulli i metodi adoperali noi abbiamo pralicato di far passare il 
gaz alhavcrso all'acqua per lavailo , c attraverso al cloruro calcico fuso 
per seccarlo. 

II. II gaz idrogeno antimonialo e un gaz incoloro, di un odore sni 
generis assai spiacevnle. Sottomcsso ad una correntc di scintille clettricbe 
si dcrompone senza cangiare di volume: i condullori metallici, pei quali 
61 opera la scarica elettrica, si coprono lutli e due di un polverio nero 
di antimonio , il quale si depone in maggior quantita sulla faccia, che 
si trova rivolla verso il disco della macchina elcttrica. JNella campanella 



I." 


lisp. 


= 0,107 


2.° 


» 


= 0,100 


3.° 


)) 


= 0, 100 


4° 


)) 


= 0, 101 


5." 


» 


= 0,101 



DEI FARMACISTI A. ADBENE E P. A. BORSAREI.LI 3 If) 

si deposita pure, a guisa di un ancllo , dcU'antimonio di colore ne- 
riccio , nel punto ove il mercurio si cleva nella stessa. 

La sua density , dedolta da cinque csperiinenti fatti in ciascuno con 
gaz otlenuto da uno dei diversi metodi esposti , quella deUaria = i , 
e =o, 1018. 



icdia =o, 1018. 



ilsposlo ad una leggiera pressione, e ad una teroperatura di nieno 
24 centigradi sotto il zero , non cangia di stato , ne soffre altcrazione 
abulia. 

Alia tempcratura del rosso nascente si decompone in parte, e si 
separa dell'antimonio alio stato metallico. Se si fa passare una correnlc 
di gaz idrogeno antimonialo secco atlraverso un tubo di vetro della 
lunghezza di 20 pollici , e largo 5 a 6 linee , terminato per una pic- 
cola apcrtura , e scaldato sino al rosso nascente , il gaz perde una 
parte del suo antimonio , il quale si depone sulle pareti interne del 
tubo sotto forma di piccioli cristallini di un colore bianco bigio con 
lucenlezza melallica. 11 gaz , die csce dall'estremita del tubo scaldato, 
se s' infiainma, da ancor indizi di antimonio. La sua dccomposizione 
riescircbbe forse compiula , se si facesse passare attra\erso un lul o 
assai piu lungo. In queslo csperimento abbiamo osservato che i punti 
del tubo, nei quali ei - asi gia deposto dellantimonio metallico, se si scal- 
davano sino al rosso cilicgio , l'antimonio sconipariva di nuovo. 

Similmente , se si scalda entro tubo curvo sul mercurio, si depone 
alia parte curva della campanella uno strato bruno lucente di anti- 
monio , il quale , se viene scaldato sino al bianco ciliegio , scompare 
come sopra. 

Questo gaz in contatto di un corpo acceso s' infiainma , c brucia 
con una fiamma, che e bianca in mezzo, e giallognola nelle estiomita. 
Se si brucia entro una campanella di diametro piuttosto grande, sulle 
parcli interne della medesima non si depone che vapore acquoso : al- 
I'opposlo se si brucia eutro campanella stretta cd alia , si lbrina una 



320 DEL GAZ 1DB0GEK0 ANTIMONIATO ECC. 

leggcrissima nubccola bianca di ossido cli antimonio , il quale si depone 
in scguito sullc parcli dclla medcsima. 

Infiammato alia superficie dell'acqua, col conlalto clcH'aria, produce 
una Leggiera dctonazionc , lasciando alia superficie dclla stcssa una sot- 
tilissima pellicola di colore bruno ( d' idruro di antimonio?). 

Mescolato con an cgual volume di aria almosfcrica detona legger- 
mcnlc presentandovi an corpo acceso : con un cgual volume di gaz os- 
sigeno al contrario produce un violcnto scoppio mandando in pezzi il 
recipicnte. 

Agitato coll'acqua, cpicsla nc discioglie una picciola quantita, acquisla 
un catlivo gusto, e la propriela d' iutorbidare le soluzioni dei metalli 
dcH'ultima seziouc. 

Questo gaz, qunndo e pcrfottair.ente sccco, si pub conservare sul 
mcrcurio assai lungo tempo , scnza che si decornponga: se e umido , 
le pareti interne dei recipienti nei quali e coulcnuto , si coprono di 
uno strato, o maccliie di colore bruno. 

In contalto coll'accpia priva di aria non si decompone clie col 
tempo ; ooll'acqua acrata la sua ucconiposizionc succcde piii pronta- 
mente: si depone alia superficie dcll'arqua, e del recipicnlc, ncl quale 
c conscrvalo , uno strato bruno lucente di antimonio. 

Mescolato con mezzo volume di ossigeno , e fatto detonare entro 
un eudiometro sul mercurio medianle la scintilla elellrica, depone uno 
strato bruno di antimonio , e vi rimane sempre un piccolo res'uluo di 
idrogeno. 

Sc la sua decomposizione coll'ossigeno si opera mcdiante la pallottola 
di Liebig di argilla e platino spongioso, ed i gaz siano perfettamente 
sccchi e puri , scomparc intieramcnte senza lasciar l'csiduo. 

La densita del gaz idrogeno antimonialo essendo o, 1018, come 
abbiamo gia detto sopra , ne segue , ch'egli e formato di un volume 
d' idrogeno =0,0688 eguale al volume del gaz idrogeno antimoniato, 
e di un volume di vapore di antimonio = o, o33o. 

Ma la densita da noi trovata del gaz idrogeno antimoniato , come 
pure la quantita dell'antimonio , ch'esso contiene, essendo troppo pic- 
cola , relativamente alia densita dcirantimonio , che e =6,^021, e al 
sno peso atomistico, che e =806, 45, noi siamo d'avviso che il gaz 
idrogeno antimoniato da noi csaminato, abbenche preparato con metodi 
diversi , non e puro , ma e piuttosto un mescuglio di gaz idrogeno 
semplice , e di gaz idrogeno antimonialo. 



DEI FARMACISTI A. AIJBF.IfE E P. A. BOIlSAnF.LU 3a I 

Qnali siano poi le quantity dei ilue gaz, clie coinpotigono il ir.cseu- 
glio , noi non abbiamo potato dctcrminarle , come s>i pralica per il 
per-fosfiu-o d' idrogeno, e l'arsenioro d' idrogeno, stanlcche il mcdesimo 
non c solubile in alcuna dclle soluzioni dei metalli della 3. a c 4- a sc- 
zione , e lo e solamenle in quelle dei metalli della 5. a c 6* sczione , 
le quali, allorchc vengono in contalto col mercurio, sono all' islanle dallo 
stesso decomposte. 

Egli e nn gaz deletero. Avcndo noi introdotlo in an recipiente picno 
di gaz idrogeno anlimonialo nn porcello d' India, Cavia cobnya, Likn., 
ed avendolo alcuui secondi dopo ritiralo dal medesimo ancor pieno di 
vita , e messo entro una cassclla , si diede a correre vivamente in ogni 
senso per la stessa: indi caddc su un lato, c mori dopo forli convulsioni. 

III. II goz idrogeno antimoniato e decomposto dal cloro, dal bromo, 
e dall' iodio : dai due primi quasi istantaneamente, e dall' iodio un po' 
piu lentamente. 

Se si fa arrivarc entro una campanella piena di gaz idrogeno anti- 
moniato secco del gaz cloro secco bulla abulia, e in picciola quantity, 
si forma tosto una nubecola bianca, la quale qualchc tempo dopo scorn- 
pare , e viene surrogata da maccliie bianchc di cloruro antimonico, clie 
si depongono internamente sulle pareli della campanella. Se dopo alcune 
ore di contatto dei due gaz si trae fuori la campanella dal mercurio , 
e si esponc all'aria , ne esce un vapore denso bianco di acido clori- 
drico , che cangia in rosso la carta tornasole umida csposta nel mede- 
simo , e scompaiono le maccliie bianche del cloruro antimonico, che. 
diventa deliquescente. 

Se si opera inversamente , cioe introducendo il gaz idrogeno anti- 
moniato ncl gaz cloro, si forma immediatamenle un abbondante vapore 
bianco di acido cloridrico , e non si osserva sulle pared del recipiente 
la formazionc dclle maccliie bianche, come nel caso prcccdenlc. Sul- 
1'acqua, di mano in mano che i due gaz reagiscouo insieme, si sciolgono 
nella stessa , e vi e diminuzione di volume. 

Sc entro un pallonc della capacila di due litri circa si metlono al- 
cune goccie di bromo , e sopra vi si fa venire, mediants un tubo che 
passi per un luracciolo , il quale chiiula leggermente 1'apcrlura did pal- 
lone e vada sino in fondo dello stesso, una coircntc continuata di gaz 
idrogeno antimoniato, il colore rutilantc del vapore di bromo sconipare 
Seiue II. Tom. IV. r.n 



322 DEL GAZ IDROGENO ANT1MOKIATO ECC. 

poco per volta, c si forma del bromuro antimonico, clie si depone sulle 
pareti del pallonc in hei cristalli bianchi aghiformi , c dell'acido bro- 
midrico , il quale facilmcnte si riconosce , pcrchc venendo in conlatto 
coll'aria produce vapori bianchi acidi, nei quali esponendo una lista di 
carta tornasole uniida, diventa rossa. 

La materia bianca cristallina di bromuro antimonico formato dalla 
decoinposizionc del gaz idrogeno antimonialo col vaporc di bromo, trat- 
tata coll'acqua, od csposta all'aria, si decompone e si risolve in ossido- 
broimiro antimonico, clie si prccipita sotto forma di fiocchi bianchi, cd 
in bromidrato acido di antimonio , ehe resla in soluzionc. 

Se il bromuro antimonico formato in cristalli bianchi si conlinua a 
lasciarlo in conlatto colla sorgenle del gaz idrogeno autimoniato , esso 
prende mi colore scuro, e si canibia in solto-bromuro di antimonio, o 
bromuro antimonioso. 

11 gaz idrogeno antimoniato e parimenti decomposto, se si fa pas- 
sai'e , unitamentc a vapore di bromo , altraverso un tubo di diametro 
piuttosto piccolo e lungo, e leggermentc scaldato di tanto in tanto. Ma 
in tale circoslanza riesce difiicile l'osservare la formazionc del bromuro 
antimonico, il epiale c disperso nell'aria dalla corrente del gaz. 

Un mcscuglio di gaz idrogeno antimoniato e di vapore di bromo 
riscaldato, posto in conlatto di un corpo infiammato, detona fortemente. 

Una soluzione alcoolica di iodio, sottoposta per due giorni circa ad 
una corrente continuala di gaz idrogeno antimoniato, si scolora quasi 
intieramente , c si forma acido iodidrico , che rimane in soluzione, ed 
ossido-ioduro di antimonio , che si prccipita. La soluzionc di acido iodi- 
drico , separata dal precipitate di ossido-ioduro , riacquista in breve il 
colore della soluzione alcoolica di iodio , conservando pcrb i caratteri 
di acidita. 

Succede similmente decomposizione , se si fa passarc una corrente 
di gaz idrogeno antimoniato secco sopra alcuni pezzi di iodio, contenuti 
entro un tubo orizzonlalmcnte disposto , c scaldato leggermentc ad in- 
lervalli : si forma un bel ioduro giallo rossiccio di antimonio, che si 
suhlima alia parte superiorc del tubo , e si svolge acido iodidrico. 

L' ioduro di antimonio formato esposto all'aria non prova alterazione 
di sorta : trallato coll'acqua si scompone, c si cangia in ossido-ioduro 
giallognolo, che si prccipita, ed in acido iodidrico, che resta in soluzione. 

II gaz idrogeno antimoniato, scaldato col fosforo entro campanclla 



DEI FARMACISTI A. ABDENE E P. A. BORSARELLI 323 

curva sul mercurio, non cangia di volume, ne presenta nulla dl rimar- 
chevole. 

Se si iralta in simil guisa col solfo , non vi e cangiamenlo nel vo- 
lume del gaz, ma il solfo o annerilo, e si forma sulla parte fredda del 
tubo an leggierissimo sublimato di colore scuro lucenle , il (male in 
seguito Iratlato con acido cloridrico svolge, coll'ainto di un leggier ca- 
lore, del gaz acido sulfidrico. La soluzione cloridrica , che ne risulta , 
versata in acqua alquanto akalinizzata, laseia deporre col riposo pochis- 
simi iiocchi bianchi di ossido di antimonio. 

IV. II gaz idrogeno anlimoniato, scaldato cntro tubo sul mercurio 
coi melalli potassio e sodio, si scompone senza aumentare ne diminuire 
di volume , purche i medesimi siano stati ben purgali dalla nafla che 
li bagna. 

Questi melalli per la prima impressione del calore , in contatto col 
gaz idrogeno antimoniato, si coprono di una pellicola bruna, la quale 
poi scompare continuando a riscaldare. II bottone metallico , che vi ri- 
iiuiiie, gettato uell'acqua, svolge gaz idrogeno, e depone dopo qualche 
tempo pochi fiocchi bruni di antimonio, o forse d' idruro d'autimonio. 

Lo stagno decompone il gaz idrogeno antimoniato a temperalura 
elevata, come i sopracitali melalli, senza cangiarne il suo volume, e si 
copre anch'esso da principio di una pellicola bruna , che poi scompare. 

V. II gaz idrogeno antimoniato, posto in contatlo cogli ossi-acidi azo- 
tico , solforico , clorico e iodico, e immcdialamente decomposto, a tem- 
peralura ordinaria, con decomposizione degli stessi acidi. Di piit nel punto 
stesso in cui il gaz viene in conlallo coi medesimi ossi-acidi, si iorma 
un anello bigio scuro di antimonio con apparenza meUiUica (i). 

CoH'acido azolico concentralo si forma, nel braccio pel quale il gaz 
idrogeno antimoniato vicne in contatto coll'acido, un deposito nericcio 
luccnte di antimonio, e nel braccio opposto si svolgono vapori rutilanti 
di acido ipo-azotico in piccola quantita , e si depongono sulle pareti 



(l) Koi abhiamo procciluto in questc esperienze , conic in quelle, cbc seguiranno gqlle Wlni l O Dl 
di alcuni sali metallic] , facendo arrivare il gaz idrogeno anlimoniato cnlro uu tubo piegato a U , 
c melt. ml-. Dell* sua ]>arte cuiva una quantita di aiido , o di soluzione *alina metallica, solaroeille 
iu quautita sullicicntc a uapedire il libcro ptasaggiO del gaz da un braccio all'allro. 



.) I j DF.I. GAZ IDKOGENO ANT1MONIATO ECC. 

ilcllo stosso fiocchi bianchi di ossido di antimonio solubili nell'acido 
azotico. 

Toi'ininala la rcazionc, so si diluisce con acqua para l'acido azotico 
rimasto nel tubo, il liquido prende. una tinla opalina : sc poi si satura 
il modesimo con soluzionc di potassa caustica, si scparano dopo cpialche 
tempo, in fondo dello stesso, dei distinli fiocchi bianchi d'ossido di an- 
lintonio. 

Coll'acido solforico conccntrato c puro , succedc 1111 intorbidamento 
di colore bigio scuro , e si svolgc in piccola quanlila gaz acido solfo- 
roso , chc si puo riconosccre coll'introdurre nel braccio opposto , d'onde 
arriva il gaz in contalto coll'acido , nn pclalo rosso di una rosa , il 
quale perde lcnlanicntc il suo coloi-e. Mediantc il riposo l'acido solforico 
si fa di nuovo limpido, ed il polverio , o le pellicole bigio-scure di an- 
timonio, chc lo intorbidavano, si dcpositano in fondo dello stesso. Sc 
indi si diluisce il tutto con acqua pura, il polverio nero, o sia l'anli- 
monio dcjtositatosi scompare quasi intieramenle , c si cangia in una 
polvere di colore giallo spoico di solto-solfato di aiitimonio (i). 

Coll'acido clorico I' idrogeno antimoniato da luogo a formazione di 
acido cloridrico c cloruro di antimonio , il quale successivamente si 
decompone ncll'acqua di soluzionc dello stesso acido clorico, e lo in- 
torbida in bianco cangiandosi in ossido-cloruro di antimonio , che si 
precipita , ed in cloridrato acido , che resta in soluzionc 

Coll'acido iodico la decomposizione dei due corpi e istantanea : il 
liquido si scalda , c s' intorbida, dapprima in bruno per separazione di 
antimonio, il quale si eamlna in scguito in ioduro giallo di antimonio: 
si forma acqua, forsc anche tin po' di acido iodidrico , e si svolge vapore 
di iodio. Dopo la rcazionc il liquido restante o di nn colore i - ossiccio 
per l'iodio libera, chc licnc in soluzionc L'ioduro giallo di antimonio, 
che si e formato, sc si scpara dal liquido e si tratta con acqua , si 
risolve in ossido-ioduro insolubile , ed in acido iodidrico, che resta in 
soluzionc: lo stesso ossido-ioduro, che ne risulta, se si tratta in seguito 
in piccolo tubo chiuso da una parte con bisolfato di potassa , svolge 
vapori violacei di iodio. 



(i) Egli c- singolare come ranlimonio, chc in t;ilc circosUnza si separa doff idrogeno in uno 
slato di grandissima divisionc, non venga immrdiatamentc attaccato dali'aciilo solforico, e si scpari 
il conlrario lotto Ibrma di pellicole, o polverio nero. 



DEI FARMAC1STI A. ABBENE E P. A. BORSAREI.LI 3 25 

VI. II gaz idrogeno antiinoniato, per quanto abbiamo poluto osscr- 
vare , noii pare esercitare reazione tli sorts sopra lc soluzioni saline dei 
■ nt- 1 ;i 1 1 i delle cpialtro prime sczioni di Thbnard. 

Egli ne esercita al conlrario una pronla c ben distinta sopra quelli 
delle. clue ultime sczioni. 

In generale non si tosto ch'csso \icnc a conlatto con una tli qucslc 
soluzioni, nc riduce immediatamenle la loro base, la quale si precipila 
alio stato metallico, sotto forma di pellicole brum con lucentezza me- 
tallica. 

Colla soluzione di azotalo mcrcurioso lcggermcnle acido succcdc da 
principio un intorbidamento di colore vcrdognolo , il quale in seguito 
diventa di colore nero distinlo. Tcrminata la reazionc, se si getta su 
di un feltro il liquido, si ottiene una jiolverc nera , la quale lavata , 
seccata , e scaldata enlro un tnbo quasi sino al rosso scuro , sommi- 
nistra del mercurio , clie si rondensa in globettiui metallic! Bella parte 
fredda del tubo, ed in fondo dello slesso una materia di colore gtal- 
lognolo di ossido di anliinonio. 

Coll'azotato mcrcurico alquanlo acido il precipitator clie si forma, e 
di colore bianco sporco ; se si riceve il medesimo su di un feltro , si 
lava con acqua pura bollcnle, si fa seccarc, e si scalda entro un tubo, 
si ottengono globeltini mercuriali , clie si sublimano nclla parte fredda 
del tubo : e \i rimane in fondo del medesimo acido antimonioso di 
colore bianco. 

Nella soluzione di cloruro mercurico il gaz idrogeno antimoniato 
determina la formazione di un prccipitalo bianco bigio, il quale ricevuto 
su di un feltro, lavalo, e seccato, se si tritura entro mortaio di porcel- 
lana , diventa di colore bruno scuro luccnte : se poi si scalda in un tubo. 
si divide in mercurio metallico, e cloruro mercurioso , clie si sublimano, 
ed in una materia polvei'ulenla di color giallognolo, clie rcsta in fondo 
alio slesso. 

La soluzione di azotalo argentico e prontauientc ciecomposta dal gaz 
idrogeno aniimoniato : succede col medesimo precipitazione di una ma- 
teria bruno-scura con lucentezza metallica, jiarte alio stato polvcrulento. 
e parte in pellicole luccnti. Se si separa dal liquido la materia prcci- 
pitata, si lava con acqua pura, si fa seccare, e vi si versa sopra del- 
L'acido azolico puro e conccntrato, si produce una pronla effervescenza 
con svolgimento di vapori rulilanti di acido ipo-azotico. 



326 DEL CAZ IDROGENO ANTIMONIATO ECC. 

Doj>o il trattaincnto eon acido azotico, se si tliluisce il tutto con 
acqua pura , si oltiene dcll'ossido di antimonio , od acido anlimonioso 
sotto forma di una polvere bianca insolubile, chc si prccipila, c del ni- 
Irato di argento , chc rcsta in soluzione. 

L'csistcnza di qucsli due corpi si pu6 agevolmente dimostrare, se- 
paramloli diligcntcmcnle l'uno dall'altro, e trattando il primo coll'acido 
cloridrico , ncl epiale esso si scioglic faeilmente c costituisce una solu- 
zione limpida, la quale diluita con molt'acqua depone dopo rjualche 
tempo dei fiocchi bianchi d'ossido-cloruro di antimonio : ed il secondo 
versando nella soluzione nitrica ottenula del cloruro sodico sciolto , il 
quale dctcrmina la formazione di un abbondante precipitato bianco 
coagulalo di cloruro argentico , die s'anneriscc prontamcnle alia luce , 
e si scioglie intieramente ncirammoniaca. 

La soluzione di cloruro aurico , sottoposta ad una corrente di gaz 
idro^cno antimoniato , precipita in bruno scuro, come quella di argento, 
ed il precipitato , die si forma , e parte in polvere di colore scuro , e 
parte in pellicole luceuti di un colore leggermentc giallognolo. Se si 
getta il tutto su di un fcllro per separarne il precipitato formato , si 
oltiene sopra il feltro le pellicole lucenti di colore giallognolo ; c nel 
liquido , clie passa attraverso al medesimo, rimane ancora dell'oro in 
uno stato di si grande divisione , che mette piu giorni a separarsi dal 
medesimo , e Cnclie lo stcsso resta in sospensione nel liquido gli co- 
munica un elegante ed inlenso colore -violaceo, se si guard a ponendo 
il rccipiente , cbe lo conticne , tra la luce e i'occliio dell'osservatore , 
o sia per refrazione, ed un bel colore giallo dorato, se al contrario si 
osserva per riflessione. 

La parte del precipitato rimasta sul feltro, se si frega con un corpo 
duro , prende una lucenlezza mctallica con un leggier colore giallo di 
oro. Se poi si tratta la medesima due o Ire volte con acido cloridrico 
concentrato, si otliene in soluzione del cloruro antimonico , ed alio stato 
insolubile dell'oro rnetallico. 

Una reazione, in tutto precisamente simile alia precedente, succeile 
mcttendo in contalto il gaz idrogeno antimoniato col cloruro plalinico, 
cioe: formazione di precipitato bruno scuro con apparenza melallica, il 
(jualc tialtalo con acido cloridrico concentrato somministra in soluzione 
del cloruro antimonico, ed alio stato insolubile del platino rnetallico. 



DEI FARMAC1STI A. ABBENE E P. A. BORSARELLI 3?- 



< omi.isiom ■:. 



VII. Dal sinqui detto si pu6 stabilirc: 

i.° Che il gaz idrogeno antimoniato si oltiene con mctodi assai 
tliversi fra tli loro ; 

a. Che fra questi diversi mctodi adopcrati per la prcparazionc 
del medesimo , pare doversi preferire qucllo in cui si fa uso del lar- 
taro emetico , o pcrche ricsce piu ricco di anlimonio, o perche mesco- 
lato con minor quanlila d' idrogeno semplicc; 

3." Che il gaz idrogeno antimoniato e un gaz formato da elemenli 
che sono chimicamente combinali fra di loro : 

4." Che esso ha speciali proprieta fisiche e chimiche distintive; 
5." Che il gaz idrogeno antimoniato, oltenuto coi diversi metodi 
praticati , sembra non esserc altro che un misto di questo gaz con gaz 
idrogeno scmplice , opinionc pure del sig. Despretz (i), e che per 
conseguenza non si possa determinare quale sia la sua vera composi- 
zione in alomi od in equivalent! , la quale pero noi siamo d'avviso 
dover essere identica con quella del scsqui-fosfuro d' idrogeno, o idro- 
geno per-fosforato, e con quella dell'arseniuro d' idrogeno o idrogeno 
arsenicato , tanta e l'analogia che passa fra i radical! , che costitui- 
scono questi tre diversi composti gazosi ; 
6." Che questo e un gaz deletero ; 

r j° Che vien decomposto , mediante l'azione del calore, da varii 
corpi sempliei metalloidei e melallici ; 

8.° Che scompone, ed e scomposto immediatamente da varii ossi- 
acidi mincrali ; 

9." Che non esercita azionc alcuna sopra le soluzioni dei metalli 
delle quattio prime sezioni; 

io." Finalmente, che esso determina immediatamente con pre- 
cipitazionc la decomposizione delle soluzioni saline dei metalli delle due 
nltime sezioni : eppercib nella stcssa guisa che il gaz acido sulfidrico 



(1) V. DcsprcU , Elcmens dc Chimic, Tom. I. pag. 3i5. Palis, 1829- 



3a8 DEI. GAZ IDR0GEWO ANTIAION1ATO ECC. 

serve attualmcntc in chimica a distinguere se una soluzione salina me- 
tallica appartiene ai metalli ctcropsidi od aotopsidi , perche" i sccondi 
soao dallo stesso prectpitati", e 11011 i primi; cosi per egual ragionc il 
gaz idrogcno antimonlato puo venir vantaggiosaincnte applicato per ri- 
eonoscere se la soluzione salina metallica abbia per radicals basiforme 
uiio dei metalli dellc due ultirae sezioni , chc dal medesimo sono pre- 
oipitati, od uno dei metalli ilelle altre (piatlro prime sezioni, le quali 
non sono dallo stesso precipitnli. 



«os 



3ag 
SUIl LA TORSION 



DES FILS METALLIQUES 



si it r/i;M«»Tiiiii: i»i s RESSOitTS ex an ':1,1c 1 £S 



pah 



CH. IGX. GIILIO 



Lu a V Academic Ic II juillet 1041. 



Les lois tie la lorsion des fils me'talliques de'eouvertes expe'rimenta- 
lemcnt par Coulomb de'coulent aujnurd'hui , grace aux travaux de 
plusicurs Geometres , comme autant de corollaires, de la tlieorie de 
l'equilibrc ct du mouvement des corps e'lastiques considere's comme des 
assemblages dc molecules disjointes ct sollicite'es par leurs attractions 
et leurs repulsions mutuellcs. Les principales consequences auxquelles 
ces Geometres sont parvenus , confirmees encore par les experiences 
des Physiciens les plus exacts sur la torsion des verges de matiere et 
de figure differentes, doivent ctre regardees comme definitivement 
acquiscs a la science et comme rigoureusement exactes, tant que Ton 
se borne a ne considercr epic les torsions produites par des forces tres- 
petites rclativemcnt a la rigidite ct aux dimensions des verges, ou tellcs 
du moins que re'lasticile de celles-ci n'en soit aucuncment alte're'e. 
Parmi les resultats ausqucls Poisson a ete conduit par son analyse , 
1'un des plus remarquables sans doutc consistc dans le rapport Ires- 
simple de'eouvert par ce grand Geometre cntre les grandeurs de 
Seme II. Tom. IV. ss 



33o SVR LA TORSION DES FILS METALLIQUES ETC. 

l'extcnsion et ilo la torsion d'une meme verge elastiquc , et d'ou il a 
pu conclurc que les nombrcs ties vibrations longitudinales et des vi- 
brations lournanles exceutees dans des temps egaux par une verge 
cylindrique doivent, quelles que soient les dimensions et la matiere 
de cette verge , ctre entr'eux dans im rapport constant dont il as- 
signc la valeur ; cette valeur se trouve en effet sensiblement egale a 
celles que Ion de'iluit dc quelques experiences acoustiques dc Chladni 
et de Savart, qui ne s'en ecartent que d'un vingtieme environ, l'une 
en defaut , l'autre en exces. La comparaison des experiences directes 
sur la resistance a (.'extension et sur la resistance a la torsion devrait 
conduire au meme resultat: cependant, en partant des experiences de 
de M. r Duleau sur des barres de fer forge, on trouve une valeur sen- 
siblement dilferente de celle que fournit la theorie : quelle que soit la 
cause de cette difference, il etait interessant de revenir sur cette com- 
paraison : e'est ce que j'ai tache de faire au moyen des experiences sur 
la torsion des fds de fer que je rapporte dans le premier paragraphe 
de ce me'moire. En comparant la valeur du moment de torsion de ces 
Cls, avec celle de leur resistance a l'extension telle que je l'ai deduite 
des experiences publiees dans mon me'moire sur la force des Jils de 
fer , je parviens a un resultat compris entre ceux de Chladni et de 
Savart , et qui par consequent se rapproche encore davantage de la 
valeur que Poisson a tire de son analyse , la difference se rednisant a 
un Vingt-septieme seuleineut de cette valeur. Cette difference d'ailleurs 
s'expliquc d'une maniere asscz probable par des considerations que je 
rapporte en detail. 

Malgre les nombrcux travaux des Geomctres et des Physiciens sur 
lelasticite et sur la resistance des solides, il reste beaucoup a faire 
pour completer cette inleressante partie de la philosophic naturclle. 
Sans parler ici des diflicultes, souvent insunnontaljles , que pre'sente 
l'application des principes fournis par la iheorie et par l'experience a 
des corps helerogenes , ou inegaleinent echauffes , ou dont la forme 
differe de celles qui ont e'te considerees jusqu'ici, et qui sont fort peu 
nombreuses et , en general, fort simples, nos connaissances sont tres- 
brirnees encore, soit sur les valeurs des coefliciens specifiques que l'ex- 
periencc doit fournir au calcul pour chaque substance et pour chaque 
etat oil une meme substance se pre'sente a nous, soit sur les loi d'apres 
lcsquelles la constitution mole'culaire des corps t'lastiques sc modifie par 



PAR CH. IGN. GIULIO 33 1 

reflet dc l'application tie forces cxterieures considerables , ou dont 
I'action se prolonge asscz long temps. 

Les cliangemens de dimensions et de forme produits par Taction 
des forces cxterieures sur les corps dont la rigidite est la plus grande, 
et dont nos arts tirent par consequent le plus grand parti, sont en 
general tres-petits , et par consequent ires-diiliciles a hien mesurer. II 
s'ensuit que les experiences par lcsquellcs on se propose d'assigner la 
grandeur de ces cliangemens exigent en general des soins minutieux 
et pc'nibles, et ne peuvent etre conduites qu'a I'aide d'appareils oil la 
force s'allic a une grande scnsiliihle et a une grande precision. Malgre 
linteret qui s'attache a tout ce qui peut jeter quelque lumiere sur la 
constitution physique des corps, de lelles experiences sont loin de pre- 
senter un attrait qui puisse de'dommagcr des peines qu'elles donnent , 
et surtout du temps qu'elles exigent. On rendrait done a la science un 
veritable service en proposant des moyens simples et faciles de me- 
surer avec une exactitude suffisante les petits cliangemens de forme et 
tie dimension. La Balance de Torsion de Coulomb en est un exemple 
remarquable ; et cependant cet instrument pre'eieux, dont la physique 
a tire dc si grands avantages, devient d'un usage tres-embarassant 
lorsque Ton veut experimenter sur des fils d'un diametre un peu fort. 
Ces considerations sufliront pour monlrer le but que je me suis pro- 
pose dans le second paragraphe de ce memoire, ou je m'occupe de 
l'elasticite des ressorts en helices connus dans les arts sous la deno- 
mination de T'essorts a boudin. Apres avoir forme l'equation d'e'quilibre 
d'une he'lice elastique teudue ou comprime'e par une force dirigee sui- 
vant son axe , ou tordue par des forces perpendiculaires a cetle droite, 
je I'apporte quelques experiences failes sur des helices forme'es avec 
des fils de fer , de cuivre et de laiton , soit pour determiner la cons- 
lantc dc l'elasticiic de ces mc'taux , soit pour entamcr quelques recher- 
ches sur les alterations tie celtc elasticite. La simplitite de ces expe- 
riences tpii n'exigent pour ainsi dire aucuii appareil , et 1'accord des 
re'sultats qu'elles donnent avec ceux qui ont etc autrcment oblenus par 
les experimentateurs les plus habiles, me font croirc que l'emploi des 
ressorts en helices pourra fournir aux Physicicns un moyen aussi exact 
que commode de poursuivre les recherches cxpe'rimcnlales sur l'elas- 
ticite des corps solides. Ce moyen, m'a pcrinis tie mcltre hors de doute, 
et de donncr plus d'e'tendue a une loi remarquable, qui uc parall pas 



33a SUR LA TORSION DES FILS METALLIQUES ETC. 

encore avoir rccu l'assentiment dc tous los Physicicns. C'est a ces litres 
settlement que j'espere que 1' Academic vouilra accucillir avec indulx 
gence un travail tres-incomplet, ct tlonl je desire pouvoir lui soumettre 
un jour des rcsultals plus digncs de fixer son attention. 

§ I." 
Experiences sur In torsion des flls de fer. 



1. La balance de torsion qui a servi pour ces experiences e'tait 
etablie dc la maniere suivante. Une pince a vis fixee au plafond iclenait 
rextrcmitc superieure du CI dont on voulait e'prouvcr l'elasticite: l'cx- 
tremile inferieure de ce fil soutenait , au moyen d'une autre pince a 
vis, et a quelques centimetres au-dessus du plancher , un balancier 
hoi'izontal et eylindrique en bois de frene, de o m ,o82 de diametre et 
i '",689 de longueur. Un anneau ouvert forme d'une forte bande de 
fer de o m ,o45 tie largeur et o m ,oo4 d'epaisscur pouvait se mouvoir le 
long du cylindre et se fixer en un point quelconque de sa longueur, 
en serranl une vis qui traversait les extremites de la bande, replie'es 
selon les prolongemcns de deux rayons. C'est sur cet anneau qu'etait 
lixee par des vis - la pince 011 l'extremile infericurc du fil se trouvait 
engage'e. On avait menage a cctte pince un leger mouvement dans le 
sens perpendiculairc a faxc du balancier, mouvement qui combine avec 
celui de ranncau lc long du balancier pennetlait d'ajuslcr l'apyiareil 
une fois pour toutes, de maniere que lc balancier suspendu par le 
fit se tint bien horizontal, et fit des oscillations parfaiteinent planes. 

II etait necessaire pour determiner le moment d'inertie du balancier, 
de pouvoir lc faire osciller aussi en guise de pcndule, en le suspendant 
a un axe horizontal: a cet ell'et on avait fixe a Tune de ses extremites 
un coutcan en acier, dont la tranche, perpendiculaire a l'axc du cy- 
lindre et vcrticale pendant les experiences sur la torsion , se trouvait 
alors e'loignc'c de o'",68o du fil dc suspension. 

Lc balancier garni dc son anneau ct du coutcau dont je viens de 
parlcr pesait 8 W ',66 : les experiences ayant toutes e'te faites dans deux 
jours seuleinent ( 28 et 29 oclobre 1840), le poids ni les dimensions 



PAR CH. ICN. GIULIO 333 

du balancier n'ont pu. varier scnsiblcment dans no si court intcrvalle. 
Cc poids c'tait sutlisaul pour tcnir tendus en ligne droilc lies fils de 
fer ile un millimetre et ileini dc diametre: mais je n'aurais pu ctcndrc 
les experiences a ties lils il'iin diamttre plus fori, sans employes un 
balancier beauoonp plus pesaut. C'esi pourquoi j'ai borne mes expe- 
riences a ties Ills ties N." s 5 ct 10 pour la fabrique tie PonlBozet; des 
N. M 5** ct 10 pour telle tie Pont, et des N.°* 8 et io pour la fabrique 
('tiangerc tie liicnne. 

Les portions dc fils que j'ai employees sont identiqucmcnl les 
inemes qui m'avaicnt scrvi , lors tie mes premieres experiences sur la 
force ties fils tie fer (i), a determiner au moyen de leurs poids les 
diamelres (torrespondantfi aux nume'ros qui servent tlans le commerce 
a en designer la grosscur. La longueur du fil de suspension a varie 
cnlre 3 m ,i64 et 3"', 343: dans cbaque experience jc prcnais la moyennc 
entre les longueurs foumies par deux mesures dilfcrenlcs prises, l'uiie 
direclement enlre les deux pinces oil les extremite's du fil se trouvaient 
serre'es, l'aulre en rapporlant la position tie la pince inferieure a un 
point de repere fixe sur le jilancher. II u'e'tait point ncrcssaire d'aillcurs 
dc determiner la longueur du fil avec la dernierc exactitude, une crreur 
de un millimetre ct meme plus sur celte longueur ne produisant sur 
le resullal final qu'une difference insignifianle. 

2. La lenteur du uiouvemcnl du balancicr, surtout vers ses elon- 
gations extremes, nc permettanl pas de saisir avec precision finslant 
du commencement tie chaque oscillation, on observait eclui du passage 
du balancicr par sa. position d'equilibre: mnis comme il aurait cte beau- 
coup trop long pour determiner cette position , if attendee avant de 
commencer une experience qu'il se fut re'duit au repos, ou a ne faire 
plus que ties oscillations pen sensibles, jc parvenais au memc but de 
la manicie suivanlc. J'observais el je inarquais sur le planchcr les 
points ou 1 'eNlrcmiU' du balancicr paraissait s'arrclcr un instant a la fin 
de trois demi-oscillations successives: je marquais ensuile la position 
luoycnne cntrc eclui dc ccs points qui se trouvait seul dun cole, et le 
milieu des deux qui se trouvaient au terme oppose des arcs dcrrils par 
le balancicr : cette position moyennc nc pouvait dilfcrer scnsiblrmcnt 
de la position d'equilibre. 

(i) V. Mc'ni. de l'Acad. des Sc. dc Tarin. Douxicme tine. T. 111. 



(34 SOH IV TORSION DES FU.S METALMQUES ETC. 

Je faisais sur chaque fil unc on plusieurs scries d'observations , 

en notant mi nioycn d'un clironotnetrc bicn regie les instanls d'un 
aombre impair de passages. Chaque sc'ric e'tait ordinairement de neuf 
passages, ou de huit oscillations, et ilurait de six a dix- trait minutes, 
temps bien suflisant pour que l'erreur commise sur les instants du com- 
mencement et de la fin dc ['observation ne put avoir qu'une influence 
pen considerable sur des re'sultats qui dependent d'aillcurs de plusieurs 
autres elemcns tels que le diametre du fil et le moment d'inertie du 
balancier, sur lesquels il est assez difficile de ne point eommettre des 
arrears bicn aatrement importantes. On ne peut d'aillenrs prolonger 
chaque serie d'oscillations au-dela d'un certain lerme: car a mesure que 
lour amplitude diminue, soit a cause de la resistance de I'air, soit a 
cause de celle que les molecules memes du fil eprouvent a sc mouvoir, 
la \itesse avec laquellc le balancier passe par la position d'e'quilibre 
devenant de plus en plus petite , il devient bientot impossible d'eviter 
sur ['instant du passage une incertitude qui fait plus que coinpcnser 
l'avantage que Ton Uouverait a augmenter le nombre des oscillations 
de la serie. II est a remarquer encore que le point neiitre , ou centre 
de reaction dufd, e'est-a-dire le point ou sa reaction elastique est 
nulle, ne correspond pas, de beaucoup s'en faut, a une position in- 
variable et bicn determiue'e du balancier: en effet , soit a cause des 
changemens qui peuvent survenir quelquefois pendant la duree d'une 
experience dans la constitution intime du fil , soit surtout a cause des 
oscillations coniques du fil autour de la verticale, oscillations qu'il est 
impossible d'empecher entiercment , et qui viennent avec une periode 
toutc dillercnte se supcrposer a celles qui sont dues a la reaction elas- 
tique, il arrive que la vilesse et la position absolue du balancier qui 
correspondent aux instants ou cette reaction est nulle varient d'une 
oscillation a l'autre d'une maniere , donl l'influence est d'autant plus 
sensible , que ['amplitude des oscillations est plus petite. 

3. Le Tableau I." conticnt pour chacune des clouze experiences 
qiie j'ai faitcs ainsi les valeurs du rayon et de la longueur du fil , 
ainsi que de la duree des oscillations. En nommant /', I et T ces 
trois quautites, et - le rapport de la circonfe'rencc au diametre, et 
en designanl par G une quantite donl la valeur depend de la nature 
du fil , et par S le moment d'inertie du balancier rclativcmcnl a l'axe 
du fil , on sait que Ion doit avoir 



<> 



G 

d'ou Ion tire 

G= nHS 



PAR CH. 1CN. GIULIO 335 



Soit maintenant 2 le moment d'inertic du balancier relativement 
a un axe parallele a celui auquel se rapporte le moment S et conduit 
a la distance b de celui-ci : on aura 

5 = V " f 

g ' 

en designant par P le poids du balancier, et par g la valeur de la 
gravite. 

Soit encore la duree d'une oscillation du balancier suspendu en 
guise de pendule par l'axe auquel se rapporte le moment 2 , on aura 
aussi 



d'ou Ton conclut 



et par suite 



!W'6Ti), 






Lorsquc la distance b n'aura point varie sensiblement dans toutc 
une serie d'expe'riences faites avec le meme balancier , lcs quantites 
n, g, P, b, et 6 etant constantes , on calculera une fois pour toutes 
la valeur du produit 

et Ton aura , pour determiner la valeur de G d'apres chaque expe- 
rience , la formule 

G- hl 



536 SOB i. a TonsroN des Pils mktam.iques etc. 

Cctte quantite G dont la valeur iloit sc conserver sensiblement 
constante pour des fils do meme matiere quels que soient leur rayons 
et leurs longueurs exprimc , commc on salt , la valeur till moment 
(rune force qui serait capable dc produire dans un lil de rayon et de 
longueur c'gaux a I'unilc , unc torsion mesure'e par l'arc donl la lon- 
gueur est e'gale au rayon. 

1. Dans nos experiences, en prcnant pour unites lc millimetre, le 
kilogramme ct la scconde sexagesimal, on doit faire 

b = 68o , P=8,6G , £ = 9809 . 

Quant an temps , j'ai trouve par la moyenne de quatre series 
d'oscillations , que lc balancier suspeudu par son couteau employait 
93^'' a faire 900 oscillations , ce qui donne 

0= i",o3 . 

Avec ces valeurs on trouvc 

h = 23 20 , 
et par consequent on aura 

_ 2220 . 1 

C'est au moyen de cctte formnle que j'ai calcule les nombres de 
la quatrieme colonne du Tableau II.*, 011 Ton voit que la valeur de G 
se conserve sensiblemcnt constante pour les fils d'unc meme fabrique: 
cctte valeur est a-peu-prcs la meme pour les fils de Pont-Bozet et de 
Pont , et d'un cinquieme en sus environ plus forle pour les fils de 
Bicunc. On rcmarquera cepcndaiit qua une seule exception pros la 
valeur de G diminue uu peu lorsque le rayon du fil augmcnle, con- 
forme'ment a ce qui a lieu pour la resistance des fils a l'exlension. La 
moyenne entre toules les valeurs de G contenues dans ce Tableau est 
de ii3o4 kilogr. avec un bras dc levier de un millimetre. 

Coulomb e'valuait, d'apres ses proprcs experiences , la resistance a 

la torsion d'un fil de fer de neuf pouces de longueur ct de —^ de 
lignc de diametre, a un poids de — ^ de livre applique a l'extre'niite 



PAR CH. IGN. GIUUO 33n 

d'un bras ile levier d'une ligne, ct mulliplie par Tangle de torsion (i). 
En reduisant ces donnecs en nouvelles mesures raetriqucs on en dcduit 
j>our G la valcur 1176G kilogr. avec un bras de levier d'un millimetre; 
ce qui ilillerc a peine tie la valeur moycnnc a laquelle mcs experiences 
me coiuluisent. 

3. II existe un rapport fort simple decouvert par Poisson (2) entre 
la valeur dc la force G , qui agissant a l'cxtremitc d'un bras de levier 
cgal a l'unite, sur un fil dont la longueur ct le rayon sout aussi egaux 
a l'unite , y produirait une torsion mesuree par nn arc e'gal au rayon, 
et celle de la tension E , qui agissant sur un fil de raemc utalicrc et 
de section egale a l'unite siipcrfiricllc , y produirait un allongement 
egal a la longueur naturclle du fil, en supposant toutefois qu'une telle 
extension fut possible et toujours proportionnellc a la force qui la produit. 
En cfiet, en partant de la consideration des actions moleculaires pour 
en deduire les equations de Tequilibre et du mouvement d'une verge 
elastique dans lc cas ou son axe ne prend aucune courbure, ce grand 
Geomclre a demonlre qu'en nommant I la longueur tie la verge, w 
sa section, 37 la force qui tend la verge, et X son extension, on doit 
avoir 

a Au 

D'autrc part en supposant que la verge soit un cylindre du rayon =, 
et en designant par Y Tangle qui exprime la torsion que lui fait e'prouver 
une force dont le moment est M , Poisson parvient a la valeur 

_ rrAV- ' 

la quanlile A' a la meme signification daus ces deux formules, ct rem- 
place, commc on sail, une somme qui ne depend que de la foruie de 
la fonclion de la distance qui exprime la loi des actions moleculaires, 
et de la valeur dc T intervalle moycn des molecules dans la matiere 
de la verge. En supposant c/.z=l ct w=i, la premiere formule doit 



(1) Tlicoric des machines simples. Paris i8ai. pag. a33. 

(a) Mem. de l'Acad. des Sciences de l'Inslitut de France. Tom. VIII. 1829. 

Serie II. Tom. TV. TT 



338 SCR LA TORSION DES FILS METALLIQUES ETC. 

donner cr = 2? : et en supposant W = l , t=i la scconde formule 
doit donner M = G : on aura done 

£ = — G== — 

2 ' 2 ' 



d'ou Ton conclut 



7T J? _ 

~G= 5 ■ 



Cette relation nous fournit le moyen de comparer les valeurs de G 

rapportees dans le Tableau IT.' , avec celles que les experiences an- 

terieures sur l'extension des memes fils de fer m'avaient donne pour E. 

Le Tableau III. e conticnt les e'le'mens el les re'sultats de cette compa- 

raison , et Ton voit par les nombres de la colonne 5. e que les valeurs 

nE 
du rapport -pr- ( en omettant celle qui correspond aux fils de Pont- 

Bozet n.° 5 et qui est evidemment fautive) sont toutes comprises entre 
4,3 et 4j8 ; et que leur moyenne 4>6ig s'ecarte de moins que d'un 
treizieme de la valeur theorique 5. Cet e'eart peut s'expliquer de 
plusieurs manieres , sans meme recourir a une difference dans l'elasticite 
du fil selon son axe et selon son rayon : en effet : 

1.° Dans les experiences sur les extensions la valeur de E se 
determine au moyen d'une formule qui contient au denominateur le 
carre du rayon du fil: landis que la formule correspondante pour de'duire 
la valeur de G des experiences sur la torsion contient au denominateur 
la quatrieme puissance du meme rayon. Toute erreur commise sur la 
determination de cette dimension doit done avoir une influence beaucoup 
plus considerable sur la valeur de G que sur celle de E. Mais pour 
expliquer ainsi la difference en question il faudrait admeltre dans la 
determination des pesanteurs specifiques dont j'ai de'duit celles des rayons 
des fils une erreur moyenne de un treizieme , erreur qui est hors de 
toute proportion avec celles qu'il est possible d'admettre sur une telle de'- 
termination, puisqu'elle supposerait que je me fusse trompe d'un gramme 
environ dans des pese'es ou il est difficile de commettre une erreur de 
quelques centigrammes. II faudrait de plus que le sens de cette erreur 
eut e'te le meme dans ncuf pesees diffe'rentes , et que les pesanteurs 
specifiques correspondantes fussent toutes trop fortes , tandis qu'elles 
paraissent au contraire devoir etre un peu trop faibles (d'un centieme 
environ ). 



pah ch. icn. giulio 33g 

a." Dans les experiences sur les allongemens la valeur de E se 
de'duit de l'allongeinent que les Ills prennent en passant d'une tension a 
une autre tension plus forte; pour se conformer a la signification theorique 
de la constante E ces deux tensions successives devraient l'une et l'autre 
etre tres-petites, tandis que dans lc fait on est oblige' d'employer des ten- 
sions asscz considerables. On doit par cette raison obtenir en general pour 
E des valeurs trop faibles: et, corame rien de semblable n'a lieu dans 
les experiences sur la torsion , les valeurs de G doivent se trouver plus 
fortes que celles que Ton conclurait de la forinule 

nE 

Cette cause , bien que re'elle, est ccpendant insuflisante pour rendre 

raison de l'ecart en question. 

3." Enfin les couches supcrficielles des fils me'talliques, plus com- 

prime'es , plus denses , et par consequent plus roides que les couches 

inte'rieures n'agissent pour re'sister a l'extension qu'en raison de leur 

section transversale : tandis que leur resistance a la torsion est en raison 

compose'e de leur section et du carre de leur distance a l'axe du fil: 

ces couches ont done sur la resistance a la torsion une influence plus 

sensible que sur la resistance a l'extension, et cette remarque parait 

contenir l'explication la plus vraisemblable de la difference que nous avons 

E 
trouve'e entre les valeurs theorique et expe'rimentale du rapport -^ . 

G 

On verra d'ailleurs dans le § II. e que les valeurs de G du Tableau II.' 

sont confirmees par les resultats des expediences d'un autre genre que 

je rapporterai dans ce §. 

nE 
Jc remarquerai ici que la valeur 4>6'9 du rapport -^- que j'ai tire'e 

de la comparaison des experiences sur l'extension et sur la torsion des fils 
ile fer s'accorde beaucoup mieux avec la valeur theorique 5, que celle 
qui se deduirait des experiences de M. r Duleau (i) sur la flexion et 



(i) Essai theorique et experimental sur la resistance du fer forge, pag. 49 et 54- Pour la com- 
paraison de ces experiences voyez NAvmn t Lecons a Pecolc des Ponts et Chaussees , a. c ed. T. I. 
pag. 61 et io5. 11 faut rcmarqucr que la constante designee par G dans l'ouvrage de N*virii est 

a G 

Igale i d'apres les deiiouiiuatious que j'ai employees dans cc me'moire. 



34o SUR LA TORSION DES 1'ILS METALLIQUES ETC. 

sur la torsion des baiTes cle fer forge ilc forme cylindrique et carre'e. 
En eflct, en prenant les valenrs moycnncs, ccs experiences donneraient 



d'ou Ton conclut 



£ = aoocHi , = G061 , 



nE 4 0000 r> o 
-77-= ,. ,. =o,to3 ; 
G 60b 1 



valeur trop forte d'un cinquiemc environ. 

En nommant n ct n' lc nombrc des vibrations longiliulinales, et le 
nombre des vibrations tournantes d'une inemc verge cylindrique , on 
doit avoir d'apres la theorie du mouvement des corps c'lastiques 



l=\/^k=\y^=^" ■• 



Les experiences de Chladni et de Savart , cite'es par Poisson 



n 



donncnt pour — , les valeurs i,5o et 1,6668 respectivement , qui 

s'ecartent l'une et l'autre de un vingtieme de la valeur the'orique , la 

nE 
premiere en moins, la seconde en plus. D'apres les valeurs de -z=r rap- 

portecs dans le Tableau III. , et en omettant toujours celle qui se 
rapporte aux Ills de Pont-Bozet n.° 5, on aurait : 

Pour les Cls de Pont-Bozet n.° 10 -j=i,5488 

n 

Pont n. os 5 et 10 i,5io8 

Bienne n. 05 8 et 10 , r,5o6i 

Valeur moyenne de — , ifiaic) . 



Ainsi cette valeur moyenne se trouve comprise entre celles de 
Culadsi et dc Savart , et s'accorde mieux que l'une et l'autre avec la 
valeur theoriquc i,58ii dont elle ne difftrc que d'un vingt-septieme. 



PAH CH. IGN. GIULIO 34 I 

§ II.' 

De Vclasticite dcs rcssorts en helices. 



0. Sur nn cylmdre droit du rayon a soit tracee une helice dont 
tous les elemens fassent Tangle e avec le plan de la base : lc rayon R 
de courburc de 1' helice aura la meme valeur dans tous les points de 
la courbe , et cette valeur sera 

*=-4- co. 

cos 1 . e v ' 

Soit encore dtp Tangle infiniment petit que comprennent entr'eux 
les plans osculateurs de Thelice aux deux extremites de Tare inGniment 
petit ds : on aura 

do sin. e cos. e , . 

Ts = a «• 

Soit h la hauteur d'une spire mesurec parallelement a Taxe du cy- 
lindrc , ou le pas de Thelice, et I la longueur developpee d'une spire ; 
on aura : 

.,_ r . h V l> — lt> 

2Tta = y /»— / t » , sin.e=y, cos.e=-t — , 

et les valeurs de R et de -—■ deviendi-ont 

ds 

R— l% - il-^L (V 

2n\T=l* ' ds~ I* W " 

Cela pose, supposons que Ton fasse varier la hauteur du pas h; en 
faisant varier en meme temps le rayon a de sorte que la longueur I de 
chaque spire demeure constantc le rayon R et Tangle dtp varieront 
aussi, et en designant ces variations par lc caracteristiquc 3 nous aurons 

^ I 2Tt/l.3k . dtp 271. 3 /l ... 



34a SUR I-A TORSION DES FILS METAM.IQOES ETC. 

Considerons maintcnant un Gl c'lastiquc de grosscur sensible plie en 
lie'lice dc manicrc a former un de ces ressorts que Ton employe dans 
bcaueoup dc circonstances sous lc nom de ressorts a boudin : nous 
allons former 1' equation d'equilibre d'un tel ressort tendu dans le 
sens de son axe par une force donne'e, en admettaut que sa figure soit 
tonjours celle d'une lie'lice , et que la longueur d'une spire soit la meme 
avant et aprcs l'application de cette force, de sorte que les points de la 
courbe qui se trouvaient disposes suivant une des generatrices du cy- 
lindre dans l'etat naturel de 1'hclice, se trouvent encore semblablement 
disposes apres le changement de forme produit par Taction de la 
force (i). Nous nommerons H cette force, et en designant par h, R et 
df les memes cboses que ci-dessus dans le ressort tendu , nous re- 
pre'senterons par h , R , dy, les valeurs de ces memes quaiuilc's dans 
l'etat naturel du ressort, ou lorsqu'aucune force exterieure n'agit sur lui. 

Soit £ le moment d'e'lasticite de Jlexion du lil dont le ressort est 
forme ; le rayon de courbure qui etait R a dans l'e'tat naturel du lil 
e'tant devenu R, le moment avec lequel le Gl tendra a se remettre 
dans son e'tat naturel sera equivalent a Taction d'une force 



appliquee a Textre'mite d'un bras de levier e'gal a Tunite'. 

Soit encore « le moment de Telasticite de torsion du meme Gl: 
Tangle de deux plans osculateurs conse'eutifs qui etait d<p dans l'e'tat 
naturel du 61 etant devenu dtp par Telfet du changement de forme de 
The'lice , le Gl aura recu sur Tunite de longueur un degre de torsion 

exprime par -¥- -—^ , et par suite la force avec laquelle il tend a 

se de'tordre e'quivaut a une force a \ /. / ) ' agissant perpen- 

diculairement a Textremite d'un rayon e'gal a Tunite. 

II ne reste qu'a former les expressions des vitesses virtuelles des 
forces que nous venons de conside'rer: la vitesse virtuelle de la force // 



(i) V. sur cette hypothese un memoire de M. Mossoin , publie dans le XVIll. Volume des 
Mem. dc la Soc. ltalienne. Modcnc i8uo. 



PAR cn. ICN. CIULIO 



343 



04a 

qu. tend le ressort sera d'abord evidemment egale a nik , en no mm ant n 
le nombre des spires dont le ressort est forme. 

Quant a la force «Q_ i_) elle doit etre regardee eomme agissant 
dans lc plan osculateur a la courbe, et snivant une direction perpendicu- 
lar a la tangente et conduite a 1'unite de distance du point de la courbe 
que 1 on cons,dere : or Tangle des deux tangentes successes qui etait 

A * J d S (I S 

-£ cteviendra -g+5. -g lorsque le rayon R deviendra R+$R : ainsi 
la Vitesse virtuelle du point duplication de la force que nous consi- 
derons actuellement sera ».*£ , e t son moment virtuel sera 

ce moment n'est relatifqu'a la reaction de 1'element ds , et pour avoir 
la somme de tons les moments semblables il faudra integrer par rapport 
a s en etendant 1' integrate d'un bout a l'autre du fil 

On trouvera de meme que le moment elemental de la reaction 
de torsion du ressort sera 

on aura done, pour l'equation d'equilibre du ressort, 

ffndh = E /{-L — ±\s ds . „ f(d 9 d?.\s do . 

J\r fiJ o -R+y(d}-irr-Ts ds > 

en eflectuant integration, ce qui se fera en supprimant les signes f et 

en mettant nl au lieu de ds , et en substituant pour i± et pour 
>do , * 

ds s valeurs (4), on trouvera 

\R Rjiy- l ^jr^ a \d7—d7 )—T > 



ij{ srn LA torsion df.s fils metalliques etc. 

on 

__ =£// .r_ ^ t^ _ +a ^_ Ao ) (5 ). 

En general , le pas cle l'lie'Hce h sera une petite fraction de la 
longueur I il'une spire, et en ncgligeant la quatriemc puissance et les 

puissances supericures de j on aura 

l l H , J? — hj ,, , . .„. 

equation cpii se reduira a 

^=«(><-'0 (7> 

h . 

lorsque 1c rapport — sera assez petit pour qu on puisso sans erreur 

sensible en negliger le carre , et d'ou Ion voit que les allongemens de 
1'helicc seront alors proportionncls aux charges , en supposant toutefois 
qu'une telle proportionnalite subsiste aussi entre les extensions et les 
torsions des fds metalliques , et les forces cpii les produisent. 

Si l'on nomme E le coefficient de l'elasticite de la matiere dont le 
til est forme, et si Ton suppose que sa section soit un cercle du rayon r, 
il faudra raettre au lieu des consiantes a et £ les valeurs 



a= ■= E n ?•'• , ez=yEnr'' (8), 

i) 4 

ce qui changera les equations (6) et (7) en celles-ci 

H=^IJl (,,-,,,) ( 9 ). 

En appliquant au mcrae ressort une nouvelle force H,, plus grande 
que //, et en de'signant par h, la longueur correspondante du pas de 



PAH en. IGN. giuuo 345 

lhelice , suppose toujours assez petit pour qu'on puisse negliger son 
cane , on aura de meme 

et en soustrayant de cctte valeur de H, , celle de H 

// i _ / / = 4^1 (/Ji _ /0 (lo) . 

Si 1'on determine done par l'experience l'allongement n(Ji l — h) que 
le ressort prend pour un accroissement //, — H de la charge , on en 
deduira la valeur de la constante E par la formule 

F-1L- H ~ H 

4t;V h—h ' 

(pie Ion pourra e'erire plus simplement ainsi 

!0 .« 3 H-n 
E = — -T=k C"), 

puisquc , a cause de la pctitcsse de h, il est pcrmis de substituer 3~.<t 
a la place de I. 

8. Les helices elastiques pourraicnt encore etre employees d'unc 
autre maniere a la determination de la constaute E. L'extremite on 
base supcrieure d'unc helice etant fixee de maniere a rendre impossible 
tout raouvement de rotation de cettc base autour de l'axe du ressort , 
que pour fixer les idees je supposerai vertical, on attache a sa base 
uifericure , et suivant un de scs diametres , un levier droit et rigide , 
et a deux points de ce levier, places de part et d'autre a la distance /' 
de I'axe , on applique deux forces egales K , perpendiculaires a la lon- 
gueur du levier , et dirige'es en sens contraires dans le plan horizontal 
de la base de rhelice. Ccs forces imprimeront a la partie inferieure de 
l'helice un mouvement de rotation autour de son axe, et ce mouvement 
se continuera jusqu'a ce que la reaction croissante du ressort ait acquis 
un moment cgal a la somme de ccux des deux, forces A'. En nommant ?i 
Serie II. Tom. IV. uu 



346 SUR LA TOHSION DES FILS METALLIQUES ETC. 

le nombre des tours de l'helice lorsqu'clle sera parvenue a sa position 
dequilibrc , la vitesse virtuelle dcs points d'application des forces A' 
sera inb.dn, et par consequent I'cquation d'equilibre deviendra dans 
ce cas 

^•™»='< W>s-Ks-*>S ■ (■>>• 

Or, supposant le ressort dispose de maniere que la longueur de son 
axe ne puisse point varier , nommant X ccttc longueur , et L la lon- 
gueur nl du ressort de'veloppe, on aura 



X 
sine=y , 




V L- 

COSC=-* y- 


-X' 


> 


V L>-X* 

a = -* 

27tn 


par suite 












R — 




D 




d<p 
ds 


27TW.X 




2 7171. 


V j>-x« ' 


Z* ' 



I 27XV L> — X' «. %, dip 27tX 

et ces valeurs e'tant substitutes dans l'e'quation (12) , en de'signant par re„ 
le nombre des spires de l'helice lorsqu'elle n'est soumise a I'aclion 
d'aucune force exterieure, la changeront en 

En mettant encore a la place de £ et de a leurs valeurs (8) , il 
% iendra 

Kb =^£( 5Li - li ) (n ~ ,K) (,3) - 

d'ou Ton tire 

20. bL l K 



7rV'(5Z/— X 2 ) ' n—n ' 
mi en negligeant X* relativement a 5Z, 1 , et en nommant A', une 



PAR CK. IG.N. GIUL10 347 

force plus grande que K, et n, la valeur correspondanle de n 

E= 4_bL K.-K 

Tr'r 4 n, — n K * J 

Uiins ces formules ct dans celles du n.° j on a suppose l'helice 
formee d'un fd cylindrique : si la section du fd est un rectangle dont 
un cote fj. soit parallele a l'ase du ressort , et l'autre cote v soit 
perpeudiculaire a cet axe , au lieu des valeurs (8) on prendra 

E.p.v'* 2 E^v 1 






1 5 '.ftM-tf 



En cotnbinaut les equations de ce numero avcc celles du n.° precedent 
on formera sans peine l'e'quation d'e'quilibre d'une helice e'lastique sol- 
licite'e par autant de force que Ton voudra , les lines parallelcs , les 
autres perpendiculaires a l'axe , poui'Mi que ces forces soient telles 
(juc le ressort conserve apres lcur application , comme dans son etat 
naturel , la forme d'une helice. 

0. Je vais rapporter maintenant les rc'sultats des experiences que 
j'ai faites sur plusieurs ressorts helicoi'des foi-me's avec les meme fils 
de fer, qui avaient sei*\i aux experiences sur les extensions et sur les 
torsions. Connaissant le poids de chaque CI sous la longueur de un 
metre, le poids du ressort me faisait connaitre sa longueur de'veloppee, 
et en divisant cette longueur par le nombre des spires et par le 
rapport an de la circonference au rayon j'en de'duisais le rayon a de 
l'helice. 

Le ressort e'tant suspendu par deux points diame'tralement opposes 
de la spire la plus haute, et un petit bassin de balance e'tant de meme 
suspendu aux deux extremiles d'un diametre de la spire la plus basse , 
lorsqu'on placait dans ce bassin des poids croissants en progression 
irithme'tique le ressort prcnait des allongemens qui formaient de meme, 
en general, unc progression arithmetique, ct que Ton mesurait en rap- 
portant a une cchellc verticale divisee en millimetres les positions suc- 
cessives de deux points du ressort pris vers ses cxtre'mites. L'hypothese 
sur laqucllc est fonde'e re'quation d'equilibre du ressort, e'est-a-dire (pu- 
les points qui au commencement de rexpe'rience se trouvent places sur 
une meme verticale ne sen ccartent jamais dans les etats successifs de 



3 4$ SUR LA TORSION DES FILS METALLIQUES ETC. 

l'he'lice, se verifie sensiblcmcnt dans ccs experiences tant que la charge 
n'est pas trcs-considerable , ct, le pas h c'tanl loujours assez pelit rela- 
tivement a /, on pout, sans erreur sensible, employer a la determi- 
nation de E la formule 

io.fi 3 H, — H 
H ' h, — h ' 

ct y mettant pour //, — // raccroisscmcnt dc la charge, et pour h, — /* 
le quotient que Ton obtient en divisant 1'allongcmcnt correspondant par 
le noinbrc des spires comprises enlre les deux, points dont on observe 
les positions sucee'ssives. 

J'ai dit que la longueur du ressort croit en general en progression 
arithme'tique lorsque les valeurs de la charge suivent une progression 
semblable: cette proposition est neanmoins sujette a quelques restrictions. 
D'abord, racmc dans les experiences les plus re'gulieres, les allongemens 
produits par des e'gaux accroissemens de la charge ne sont pas rigou- 
reusement e'gaux entr'eux ; ils vont au contraire en augmentant avec la 
charge suivant une loi , qui doit evidemment de'pendre de celles que 
suivent les fils e'lastiques tendus ou tordus par des forces croissantes. 
Par cela-meme cette marche croissante doit etre Ires-lente tant que 
la charge n'est pas conside'rable. C'est ce qui a lieu eflectivement , 
ct Ton ne court aucun risque de commettre a cet egard des erreurs 
tarit soit peu sensibles en prenant, pour former la valeur du rap- 

port -r 1 j- , la moyennc arithmetique entre celles des allongemens 

Micccssivement produils par plusieurs accroissemens e'gaux de la charge. 
Lors meme que par des accroissemens repe'te's la charge a acquis une 
valeur considerable , et que la marche croissante des allongemens est 
devenue e'videute, on peut toujours, comme on le verra plus bas, de'duire 

la valeur du rapport -j 1 j- tel qu'on l'observerait si cette circons- 

i. nice n'avait point lieu. Mais il est une autre source d'errcurs beaucoup 
plus conside'rables; voici en quoi clle consiste. 

10. Lorsqii'on se sert d'un ressort dont les spires consccutives sont 
en contact enlr'elles dans l'ctat naturel du ressort, en d'autres termes, 
lorsque le pas de The'lice non tendue est egal au diamctre du (11 dont 
'He est forme'e, il peut arriver que des accroissemens e'gaux de la 



PAR C!I. IGN. GIULIO 34») 

charge proiluiscnt tics allongemcns d'abord fort petils ou meme nuls , 
et (jui vont eusuitc en croissant dune manicrc brusque ct irre'guliere: 
cette circonstance nc sc presenlc jamais lorsquc la valcur initiate du 
pas de l'helice surpasse le diamfttre du CI, de sorte que les spires se 
trouvent des le commencement de l'cxperience sensiblcment ecartees 
cntr'elles. Lors mnue que, cette condition n'ctant point remplie , on 
observe quelque irregularile dans les premieres valeurs des allongemcns, 
cette irregularite disparait ensuite des que la charge a alteint une 
valeur telle que toutes les spires se trouvent scusiblcment espacecs. II 
n'est point difficile de se rewire raison de ces circonstances ; lorsque 
pour former un ressort he'licoide on enveloppe un fil c'laslique BUT 
la surface d'un cylindrc, si ce fil se trouve avoir un legcr degre de 
torsion, ce qui est presqu'inevitable , il arrivera qu'en separant lhelice 
du cylindre ct en la laissant en liberie, elle tendra a s'allonger ou a 
se raccourcir, scion le sens de la torsion initiale. Cet allongement ou 
ce raccourcisscmcnt auront lieu en effet, si les spires n'ctant point en 
contact , elles seront libres de ce'dcr a la reaction elaslique qui tend 
a les de'tordre. Mais si les spires se touchent elles ne pourront nul- 
lement obeir a Taction d'une force qui tendrait a les l-approcher , et 
l'helice sc maintiendra dans un elat de compression , quoique aucunc 
force cxlerieure ue lui soit actuellement applique'e. Soil maintenant une 
telle helice suspendue par son extre'mile supe'rieure et tendue par des 
poids croissants, comme dans les experiences decriles plus haut: il est 
evident qu'en supposant l'helice parfaitement re'guliere, et la prcssion 
qui s'exercc entre les spires constante d'un bont a l'aulre , il n'y 
pourra avoir aucun allongement , tant que le poids qui agit sur elle 
sei-a moindre que cette pi-ession : mais , des que le poids aura atteint 
cette valeur, les spires se dclachcront toutes au meme instant les unes 
des autres , et le ressort s'allongera des-lors proporlionnellement aux 
accroissemens de la charge. 11 en sera autrcmeiit lorstpie l'helice ne 
sera pas parfaitement rc'gulicre: la pression qui a lien dans le ressort 
non charge variant alors d'une spire a l'autre, il arrivera qu'a mesure 
que Ton augmentera la cliargc les spires les moins scrrees se detacheront 
les premieres , et les antics ne ccsscront d'etre en contact que suc- 
ecssivement ct dans un ordre qui de'pcndra de l'etat initial de chacunc, 
et rpii pourra ne rien presenter de re'gulicr : les allongcmens seront 
uuls taut que toutes les spires sc maintiendront en contact : ils seront 



35o SUH I.A TORSION DES FILS METALL1QUES ETC. 

tres-pelits lorsquc quelques unes seulcment auront commence a s'ecarter 
entr'elies; ils croitront ensuite irrcgulicrement a mesure que le contact 
cessera entrc un plus grand nouibre tie spires , ct deviendront enfin 
parfaiteincnt re'guliers et sensiblement proportionnels aux accroissemens 
de la charge, lorsque cette charge ayanl atteint une valeur egale a la plus 
grande des pressions qui s'exercaicnl entre lcs spires, ccllcs-ci s'e'carteront 
I'une de l'aulre sur toulc la longueur du ressort. 

Pour montrer par un exemple comment lcs allongemens procedent 
ilans les deux cas que je viens de conside'rer, j'extrairai en cntier deux 
experiences de mon registre. Dans la premiere les spires e'taient ini- 
lialeinenl en contact, et la marche des allongemens ne devieut reguliere 
qu'a partir de la charge de 35o grammes: dans la seconde an contraire 
les spires e'lant naturellemeut espacees entr'elies, on remarque une 
marche reguliere dans lcs allongemens des les premieres valeurs de la 
charge. 

Hclicc N.o III. 
Fil dc fcr dc Pont-Bozet — N.° 10. 

r = o mra , 7 635 ; «=i3""",385 ; » = 36 . 

Clurgcs Longueurs Allongemens 

mm 

o grammes 62, 6 ) mm 

\ 2, 4 

5o 65, o < 

) 4j ° 

1 00 69, o ) 

) 0,0 

i5o 74, o<^ 

J 6, o 

200 80, o ) 

25o 86, 3 { 

3ao 93, 3 ) 

3oo 100, b < 

4oo 108, 5 ) 

) 8 ' 



6,3 
7>° 



7.9 



45o 1 16, 7 



) 8, 3 



5oo 125, o ) Allongement moyen 

) 8, o 

55o 1 33, o < 

) 8, o [ s > ' 

600 i4 r ,o) 

) 8, 2 

65o i49> 2 < Q 

J 0,0 

joo 157, 2 ) 



PAR CH. IGN. GIULIO 



35 t 



Helice N.° XIV. 



Fil de fer dc Pont — N.° 11. 



r = o ram , 9 3 9 ; 



as =i8-»,4 7 5 ; 



« = 3 9 . 



Charges 



Longueurs 



Aliongcmcns 



mm 

o grammes *77> ° 

5o 188, 5 

ioo 198,5 

i5o 209, 5 

200 220, 5 

25o 232, o 

3oo 243,5 

35o 2 54, 5 

4oo 265, 7 

45o 277, o 

5oo 288,5 

550 299, 7 

600 3n,o 

65o 3a2, 7 

700 334, 



.,3 



Allongement moycn 



II""",2t 



11. J'ai fail ainsi quatorze experiences sur des helices en (11 defer, 
c'est-a-dire six avec des fds de Pont-Bozet, trois avcc des GIs de Pont, 
et cinq avec des fils de Bienne. Ces fds sont pour la plupart identi- 
quement les memes qui avaient scrvi aux experiences sur la torsion , 
et que j'ai ensuite plies en helices. Le Tableau IV. c contient toutes les 
donnees et les re'sultats de ces experiences , qu'il serait fastidieux de 
rapporler en detail. Les deux premieres colonnes de ce Tableau indiqucnl 



35a SUR LA TORSION DES FII.S NKTALL1QUES ETC. 

1'origilie ct le numero de chaque ill : la troisieme son rayon: la qua- 
trieme , la cinquieme, ct la sixieme le rayon ct le numero d'ordre dcs 
helices , ct le noinbrc de leurs spires : on trouve dans la colonne 
suivante la valeur de l'allongement total de chaque helice , pour un 
accroissemcnt de la charge suppose de un gramme. Enfin la derniere 
colonne contient les valcurs de la constante E deduites dcs nombres 
des colonnes precedentes , par la formulc (n). 

J'ai rapproche dans le Tableau V. c les valeurs moyennes de £ polit- 
ies fils de chaque numero et de chaque usine deduites par trois melhodes 
differentes. On pent \oir dans ce Tableau que les resultats moyens des 
experiences faiies avec la balance de torsion sont en general assez 
bien d'accord avec ceux dcs experiences sur les helices : on a deja vu 
pourquoi ces resultats different de ceux des experiences sur l'extension. 
D'apres l'cnsemble de ces expe'rienccs on pent adopter pour E les 
valeurs suivantes. 

Fils de fer de Pont-Bozet .£ = 16000 kilogr. 

— de Pont i555o 

— de Bienne 19000- 

Moyenne iG85o. 



En omettant les resultats des experiences sur les extensions on aurait, 
au lieu de ces valeurs, celles qui suivent 

Fils de fer de Pont-Bozet £=17000 

— de Pont 16000 

— de Bienne 19800 



Moyenne 17600. 



12. On trouvera dans le Tableau VI. C les donnees et les resultats 
de quelques experiences faites dc la meme raaiuere sur des helices 



PAR CH. 1GX. GIULIO 353 

lbrmees avec des fils de cuivre et de laiton. En adoptant pour les 
pesanteurs specifiques de ces metaux passes a la filiere les valeurs 
donnees par Brisson (i), c'est-a-dire 8,8785 pour le cuivre, et 8,5j.ji 
pour le laiton , on deduit de ces experiences les valeurs moyennes 
E = io48/| ka pour le premier, et £' = r)0'j() 1 "' pour le second. Coulomb (:>.) 
a trouve pour l'elasticite du laiton , qui d'aillcurs est ties-variable , 
une valeur beaucoup moindre, et e'gale seulcment aux trois-diviemes de 
celle qni apparlient au fer , ce qui donnerait .E = 546o environ. Cette 
discordance provient en partie de cc que Coulomb supposait la pesan- 
teur specifique du laiton e'gale a celle de fer , ce qui le conduisait a 
une valeur trop graude du rayon du fil de laiton sur lequel ses ex|>< ; - 
riences avaient ele faites. En corrigeant le calcul de Coulomb d'apres 
la pesanteur specifique 8,5/(4' > et en supposant celle du fer e'gale a 
7,728 on trouverait E = 66~'S. Quoiqu'il en soit, les valeurs que j'ai 
trouvees s'accordent d'une maniere ties- rein arquable avec celles que 
Ton deduit des experiences de Savart sur la torsion des verges e'las- 
tiques (3). En effet, quatre experiences faites par ce Physicien sur des 
verges cylindriques de cuivre donuent pour E les valeurs 

10454 , I0 9 2 7 ? toGo3 , 10142 , 

dont la moyenne io53i ne differe pas d'un deux-cenlieme de celle 
que je viens de rapporter , ou de 10484. Une experience du mtme 
Physicien sur une verge cylindrique de laiton conduit a la valeur 
£'=9162 , qui ne differe de 9079 que ine donnent mes propres ex- 
periences , que d'un cent-douzieme environ. 

13. C'est un fait bien conuu, qu'un fil metallique qui a e'te tendu 
ou tordu par Taction d'une force 1111 pen considerable ne revient pas 
exactement a ses dimensions primitives lorsque la force cessc d'agir, ct on 
exprimc ordinairement ce fait en disant que l'elasticite du fil a etc alienee 
par faction de cette force. II serait peut-Otre plus exact de dire, (pie 
cette action a change d'une maniere durable les positions d'equilibre 



(1) Pesanteur specifique des corps. Pages 11 et aa. 

(a) Th. des machines simples, pag. -xTt!\. 

(3) Ann. dc Physique ct dc Chiniic, aout iSag. 

Serie II. Tom. IV. w 



354 SUR LA TORSION DES flLS METALLIC; UES ETC. 

ties molecules du fil : car ccs molecules revicnnent encore vers leurs 
nouvcllcs positions d'cquilibre wee une force egale a cclle cjui , dan;; 
re tat jiriinilil" ilu fil, les rainenait a leurs positions d'equilibre. Gerstnkr 
a, le premier je crois, clairement formule a cet egard une loi remar- 
q liable appuyee sur les re'sultats cle ses propres experiences sur l'ex- 
It-nsion ties lils tie fer, et qui eonsisle en cc que: 

Un fd me'ta/lique assnjetti a une tension qui surpasse cclle quon 
lui a fait preWilemnwnt eprouver prend un tillongement qui se compose 
i/e deux parties: la premiere, qui 1 Von pent appelet allongement pas- 
sager, et qui cesse diwis/cr iles que la force qui Va produite cesse 
<ragir , est toujours proportionnelle a cette force: la seconde, que Von 
pcut nommcr allongement permanent, subsistc encore lorsque le fd cesse 
d'etre tendu, et croit suivant une loi plus rapide que les tensions qui 
font produite (i). 

La formule que Gerstner assigne pour exprimer en fonclion de la 
tension la valeur tie l'allongement total, on vice-versa , peut elre sujette 
a quelque incertitude; mais cc t[ui me parait n'en admettre aucune, 
e'est que, au moins entre des limites de force tres-e ten dues, la quantile 
dont un fil qui a ete tendu, ou tordu revient vers sa forme et ses di- 
mensions primitives , est toujours proportionnelle a la force qui Ten 
avait e'earte , quelle que soit la grandeur de cette force, et l'alteration 
pennaneute qui en re'sulte dans l'etat du fil. Je citerai a l'appui de 
cette proposition quelques experiences faites avec les memes helices qui 
m'ont fourni les valeurs de E rapporlees aux Tableaux VI. e 



(i) V. Poccesdorf. Ann. dcr Physik und Chemic. Tom. XXVI. Pap. 2G9 cf suiv. 

On pourrait conclurc dc quelques expressions de Coulomb , et surlout de quelques uncs des 
experiences qu'il rapportc , qu'il etait parvenu a la nx'nu loi : je ne la trouvc cependant nulle part 
cxplicitcment enoncee dans son roemoire. 



PAR CII. IGS. CIl'LIO 



355 



Hdlicc de Cuivre iY.° I. 



Charge 

5o gr. 
ioo . . , 
t5o 

200 . . . 



Allongement 
total 



mm 

■>3 -5 



Allongement 

I" 1111 in, nt 



mm 

o, o 



61,00 8,5 

'•2, OO 37,0 

233,00 H9,0 





Allongement 




passagcr 


1 

23, 


nm 

75 


52, 


5o = aX2G, a5 


75, 


=3X25,o 


04, 


=4X26,0 



Helice de Cuivre N.° II. 



Charge 



IOO 
20O 



Allongement 
total 

mm 

3,5 ... 
37, O 
8{,5 ... 



Allongement Allongement 

permanent passager 

mm mm 

°,° 3,5 

2 >° 35,o=ioX3,5 

l6 > 5 68,o = 2 oX3,4 



Helice de Cuivre N.° III. 



Charge 

io gr. 

1 <"> . . . 

200 . . . 

3oo . . . 

4oo . . . 



Allongement 
total 



Allongement 
permanent 



mm 
O, O 



3, o 

3i,6 x,5 

6 7» ° 5, 5 

108,0 16,0 

>5i,o 3o,o 



Allongement 

passagcr 

mm 
3,0 

3o, i = ioX3,oi 
61,5=20X3,07 
92,o=3oX3,o 7 

I2I,0 = 4oX3,02 



356 



SUR LA TORSIOH DES 11I.S NETALUQUES ETC. 



liclicc rifi Laiton N.° I. 



Charge 


JUIongonicnt 


Ailongcmrnt 


A I U in _■' ni«-n L 




total 


permanent 


passager 




mm 


mm 


mm 


oo cr. . 















5oo 75,0 i,5 74> =5X'4>8 

6qo 91, 5 4> ° 87, 5=CX '4, <; 

••• »«9» 5 7>° io3,o = 7Xi4j 6 



00 



800 128,0 10,0 n8, o = 8X '4> 7^ 

1 1. Ces experiences ne laissent aucun doute sur Tcxactilude tit- 
la proposition qu'il s'agissait de confirmcr. Dans ces experiences Tac- 
tion de chacjue charge n'a dure epie quelques instans , e'est a-dire , 
que le temps ne'eessaire pour fairc sur Te'cbelle verticale les deux 
lectures d'ou les valeurs des allongemens sont deduites ( 1 ). Dans 
les experiences de Gerstner la duree de chaque tension etait de 
<lix ou douze minutes : mais on peut aflirmer qu'une duree plus ou 
inoins considerable ne change rien a la loi , par laquelle la quanlite 
dont les molecules reviennent vers leurs positions primitives est tou- 
jours proportionnelle a la grandeur seule de la tension. En d'autrcs 
tonnes, la duree de Taction de la force n'influe que sur la grandeur 
des allougemens permancnts, sans exercer aucune influence sensible sur 
celle des allongemens passagers : je rapporterai encore, a Tappui de cetle 
i-onclusion , quelques experiences. 



K i) On trouvcra a la fin du nicmoirc ( Note A ) quelques experiences analogues que j'ai faitra 
Mr dei helices d'argent, -detain et de plorab , depuis la redaction de ce me'moire. 



TAR CD. IGN. CH.'LIO 



35 7 



Ilclicc de Fcr N.° IX. 



Teasioa 
OH Charge 

800 gr. 

» 



Dure'e 
<k- la Tension 





21 

134 

3i4' 

() 

67 

1 66' 



Allongement 
total 

21 I, 5 . 

2l5,0 . 
2l8, o . 

:>.i 9, 8 . 
290,5 . 
3oi, 5 . 
3o6, 5 . 



Allongement 
permanent 

2, O . . . 

5, 5 

7,5 ... 
1 o 7 o ... 
23, 2 . . . 
3i, . . . 
35, 5 . . . 



Allongement 
passager 

209, 5= 8X26, 2 

20g,5= 8X26,2 
210,5= 8X26,3 
209, 8= 8X26, 2 
267, 3=110X26, 7 
270, 5= 10X27, o 
271,0 = 10X27, « 



Helice de Cuivre N.° II. 



Tension 
ou Charge 

3DO gr. 

» . . 



Durc'c 
dc la Tension 



» 
3(«0 
>i 
)1 
» 



O 

1 38' 

2l3' 

o' 
1 34' 
3i3' 
7 45' 



Allongemcnt Allongement Allongement 

total permanent passager 

100.0 .... 11,0 .... 89,0 = 5X17,8 

i5 7 ,5 68,5 89,0 = 5X17,8 

1 65, 1 .... 74, 1 • • ■ • 91,0=5X18,2 

182,5 .... 74, 5 . . . . 108,0 = 6X18,0 

218,5 110,0 108,5 = 6X18,1 

2<a, 1 .... i33,5 108,6 = 6X18,1 

272.1 .... i66,5 .... io5,6=6X'7,6 



358 



SUR LA TORSION DES FILS METALLIQUES ETC. 



Hclicc de Laiton N." I. 



Tension 
ou Charge 

800 gr. 



92O 

1) 
I 120 

» 

» 
l320 

)) 

» 

I) 



Duree 
la Tension 

0! 
54' 

o' 

94' 

o' 

62' 

617' 

0' 
66' 

23l' 

636' 



Allongcnicnt 


Allongcnicnt 


total 


permanent 


. 120, 5 . . . 


2, .. 


. 120, 5 . . . 


2, . . 


. 1 40, 2 ... 


5, . . 


. .4.,8 ... 


7,0 .. 


. l8o,5 . .. 


12, 5 . . 


. 184, I ... 


i5, 9 .. 


. 187,0 ... 


19,0 .. 


. 229, O . . . 


28, 3 


. 236, . . . 


34, 2 . . 


. 239, . . . 


36, 7 . . 


. 241,0 . . . 


4o, 3 . . 



Allongcment 
passager 

m8,5= 8Xi4,8 
n8,5= 8Xi4,8 
1 35, a= 9,2X14,69 
i34,8= 9,2X14,65 
168, 0= 11, aX i5, o 
168, a= 1 1, 2X 1 5, o 
168, 0=1 1, 2 X i5, o 
200, 7= i3, 2X i4> ^9 
20i,8=i3, 2X14, 5 1 
202, 3= i3, 2X '4, 55 
200, 7 = i3, 2Xi4,44 



Hclicc de Laiton N.° HI. 



Tension 
ou Charge 



Duree AUongeraent 

de la Tension total 



O' 

3' 
7'' 

25l' 

63 9 ' 



Allongcment 
permanent 



275, O 21,5 

27 8 ; 5 2 4,5 

28l,5 28,5 

283, o 29, 5 

a85, 5 3i, o 



Allongcment 

passager 

253,5=l8Xl4,08 

a54,o=i8X '4, ' ' 
253, o=i8Xi4,o5 
253,5 = i8Xi4,o8 
2 54,5=i8X>4, '1 



On voit par ces experiences que pour une tension d'une duree in- 
sensible , comme pour une tension dont Taction sc prolonge pendant 
plusicurs hcures , Tallongement passager est constammenl le meme, 



PAI\ CH. ICN. CIULIO .).)() 

• , in » i ■ j 11. rallongement permanent soil beaucoup plus considerable dans 
le second que dans le premier cas (i). Les lexers e'earts que Ton peut 
remnrqucr dans les noiubrcs ile la derniere colonne de ces quatre Ta- 
bleaux, no suivcut aueune marchc reguliere, et doivent etre entitlement 
attributes a des erreurs d'observalion. II restcrait a determiner les li- 
mites de force ct de duree, enlre lesquelles cettc loi se verifie : je. 
ponrrais ciler des a present quelques fails qui prouvent dejii (pic ces 
limites sont tres-etendues: mais j'altendrai que des nouvelles experiences 
me permcUeut de formuler des consequences plus precises. 

Cette proportionnalite des allongemens inslantane's aux forces qui 
Irs produisent, quelles que soient ces forces et la duree de leur action, 
fournit un moyen exact de determiner la valeur dc la constantc E 
par les allongemenls , soit des fils metalliques memes , soil des helices 
formecs avee ces fils. En supposant , par exemple, que Ton clioisisse 
ce dernier moyen qui est beaucoup plus commode , on n'aura qu'a 
observer de combien le ressort se raccourcit a l'instant ou, apres 
I'avoir tendu avee un poids et pendant un temps quelconque, on 
retranclie tout-a-coup une partie de ce poids: le poids retranche di- 
vise par le retrait et par le nombre n des spires de 1'helice donnera 

la valeur du rapport -A j- , telle qu'on l'aurait obtenue en n'em- 

rl It, — h 

ployant que des tensions infiniment pclitcs, ou du moins incapables de 
produire un allongement permanent: il faudra seulement prendre garde 
que le moindre des deux poids employes soit tel encore, que les spires 
du ressort ne soient nulle part en contact. C'esl ainsi qu'ont ete de- 
termines les allongemens marques dans l'avant-derniere colonne des 
Tableaux IV. e et M.' 

13. Lorsque Ion donne a un fil metalliquc une tension moindre que 
celles auxquelles il a ete precedemment assujclti , lallongcment per- 
manent produit par cettc nouvelle tension est nul , suivant Gerstner, 
et le fil revient loujours exactement a la longueur que les tensions 
precedentes lui avaienl fait prendre. Le fait est vrai lorsqu'il se passe 
un intervalle dc temps fort court entrc l'instant ou les premieres tensions 



(i) 11 en est encore dc meroc pour une tension dont Taction sc proloogc pendant plusieurs jours, 
ou meinc plusieurs mois , aiusi que je m'en suis assure par des experiences ulterieures. V. Note B 
a la tin du memuire. 



360 SUn I. A. TORSION DKS FW.S M KTALLIQUES ETC. 

onC cesse d'agir , ct eclui oi on souinet le fil a Taction tl'une tension 
nouvelle ; mais il en est autrenient lorsqne cet intervalle est nn pea 
considerable. L'he'lice de cnivre n." II ayant ete niaintenue pendant 
plusieurs heurcs sous Taction d'une charge de 3oo grammes, et ensuite 
de'ehargee, et immediateinent rechargee avee des poids croissants de 
20 en ao grammes , j'observai en cllct que ces poids produisaient des 
allongcinens seusihlemcnt egaux , et que Thelicc revenait toujours com- 
pletement a la meme longueur , lorsqu'on enlevait ces poids: il arrivait 
meme cpielquefois que la longueur apres Tapplicalion d'un de ces 
poids et son enlevement, se trouvait moindre qu'auparavant, clTet qu'il 
n'est point difficile d'expliquer. Mais le meme ressorL ctant demeure 
<n repos pendant deux jours , rallongement qui lui etait reste a Tinstant 
ou il ivail etc decharge des 3oo grammes, avait en grandc partie disparu, 
ct s'etait re'duit de 166, """5 a 78""". L'ayant alors recharge avec des 
poids croissants de 20 en 20 grammes, j'observai les allongemens suvvants. 



Charge Allongenicnt Allongemcnt Allongement 

total pcrmaucat passagor 

mm mm mm 

20 grammes 7, 5 o 3. 5 






100 
200 



37, 5 i,5 36, o 

77> 5 7;° 7°> 5 

3oo 1 32, 5 26, o 1 06, 5 



On voit ici rcparaitre un allongement permanent des la charge de 
100 gr., quoique le meme ressort eut ete' assujetti deux jours auparavant 
pendant plusieurs heures a une tension de 3oo grammes. On voit en- 
core que ce que j'ai nomme jusqu'ici allongemcnt permanent est loin 
de me'riter ce nom d'une maniere absolne , puisqu'il disparait en grande 
partie apres un temps suffisamment long, ct se reproduit alors sous 
des tensions suffisantes et assez longtemps continuces. 

16. Je rcsumerai en pen de mots et d'une maniere generate les 
observations que je viens d'exposer. L'alteration de forme produite par 
Taction d'une force exte'rieure sur un corps e'lastique se compose de 
deux parties : Tune independante de la dure'e de cette action et sen- 
siblement proportionnelle a sou iulcnsite ; Tautre , croissant plus ra- 



PAR CH. ICK. GIULIO 36l 

pidement que la force qui la produit , et suivant une fonction de la 
durce dc son action. La force exte'rieure venant a cesser la premiere 
partie de ['alteration qu'elle avait causee dans le corps disparait instan- 
tanement: la seconde persiste, niais en diminuant continuellement avec 
1c temps. Une nouvelle force plus ou moins intense que la premiere 
vient-elle a son tour agir sur le meme corps ? Les memes diets se 
rcproduiscnt avec une intensite qui depend de 1'intervalle de temps 
qui s'est ecoule entre Taction des deux forces , de l'intensite dc la 
seconde, ct de la duree de son action. Quelle est la fonction de la tension 
et du temps suivant laquelle ccs alterations se produisent ct disparaissent? 
et cettc fonction est-cllc la meme quelle que soit la maticre des corps ou 
elles se produisent? Voila des questions auxquelles, malgre les travaux 
tres-remarquables de plusicurs physiciens, il ne paratt pas que Ton soit 
en etat dc repondre encoi'e completeinent: Leslie (i) et Gerstner (2) ont 
public des formulcs pour exprimer la loi des allongcmens des prismes de 
fcr sous des tensions croissantes ; M. r Gauss (3) a propose une loi em- 
pyrique pour satisfitire aux resultats des experiences de M. r Weuer sur 
les degres succcssifs par lesquels mi fil dc soie fortement tendu, et ral- 
lenti ensuile, revient vers sa longueur primitive: mais loutes ces questions 
paraissent demander encore pour ctre eclaircies dans leur ensemble, et 
autant qu'elles meritent de l'ctre, des etudes suivies faites sur des corps 
de nature differente et avec des moyens varies : je me flatte que l'emploi 
des helices elastiques pourra rendre quclques sei'vices dans ces re- 
cherches , soit par la commodite , soit par l'exactitude dont ce moyen 
me paralt susceptible. 



(1) Elem. of nat. phfl. EJimburg iSsi. — Cite par M. I'oncelet mdcan. industr. 2.= edit. p. 343. 
(a) Pocgendobf. Ann. endroit cilii ct Handbuch dcr McchaniL Praj;. i8a3. Tom. i. p. 263. ct suit. 
(3) Ibid. — Tom. 34- pag. 247. 



Seuie II. Tom. IV. xx 



36a 



SUR LA TORSION DES FILS METALLIQUES ETC. 



TABLEAU V 



Experiences sur Vclasticite dc torsion dcs fits dc f'er. 



(') 


W 


(3) 


(4) 


(5) 


(G) 


USINE 


N.° 
du l.l 


Rayon 

du lil 


N. u 
dc 


Longueur 

du 61 

I 


Dime 

d'tiiu; 

Oscillation 






7* 


)'E.\pcr. c 


T 






mm. 


I. 


mm. 

3 1 63, 9 


io6", 7 i 




5 


o, 4^25 












II. 


333 7 , 6 


no, 17 


Pont-Bozct . < 




I 










i in. 


33 1 5, 6 


46,77 




10 


o, 7635 < 










( Iv - 


33ao, 1 


45,6i 


I 


r 


( V. 


33 1 4, t 


1 10, 81 


1 


5 bi, 


0,4870 { 






1 




i VI. 


3326, 3 


117,62 


Pont . . . . i 


1 


1 










VII. 


3307, 


45, 06 




10 


0, 7605 < 












VIII. 


33a8,8 


44,06 




■ 




IX. 


3324,8 


80, 94 




8 


0, 538o 

( X. 










333 1, 4 


8i,3 7 


Bienne . . . < 




i 










( XI. 


3337,8 


56,88 




10 


0, G63o < 










1 


XII. 


3342,9 


56, 5o 



PAR CH. ICN. GIULIO 



363 



TABLEAU II. 



Valeurs dc la Constants G dc Vclasticite de torsion 
pour les fds dc fcr. 



(■) 



US1NE 



Pont 



Bicnnc . 



M 

du GI 



(3) 
N.° 
dc 



Pont-Bozet . 



10 



I. 

u. 
III. 

IV. 



10 



V. 

VI. 

VII. 

VIII. 



10 



IX. 

X. 

XI. 

XII. 



(4) 

Vuleur 
dc la Constantc 

2220 . I 



G = - 



ri y» 



1 1 1^3 



1 1 269 

99° 5 
10427 



10609 



945o 



10809 
1 1382 



(5) 

Valcurs moycnncs 
de la Constaute 

G 



II22I 



10166 



I002Q 



ioogG 



i3438 

i3af)3 ) 

ii833 1 

12032 \ 



[3366 



1942 



10694 



io563 



T2654 



Valour moyeuue deduite de toutcs les c.\periences . . 



1 i3o4 



364 SUH LA TORSION DES FILS METALLIQUES ETC. 

TABLEAU IH.« 

Comparaison dcs experiences sur V extension el sur la torsion. 



CO 


« 


(3) 


('.) 


(5) 


(G) 


USDJE 


.In Gl 


Constantc 

dc 
lYxtcnsion 

E 


Conshnik- 
dc la 
torsion 

G 


Valeur 
du rapport 

TtE 

G 


Vaicur 

dc la 

foriuulc 

■nE 

5 




5 


i36i3 


1 1221 


C) 
3,8ll 


8553 


Pont-Bozct . < 


10 

I 


10^24 


10167 


4,798 


97 53 


1 


moyennes 


1 4568 


10694 


4,4«4 


9 i53 




5 bis 


i4 9 5o 


ioo3o 


4,683 


9 3 9 3 


Pont \ 


io 


i5g4o 


1 1096 


4,5i3 


iooi5 




moyennes 


i5445 


io563 


4, 5 9 8 


97°4 




8 


1 835 1 


1 3 366 


4,3.3 


1 i53o 


Blennc 


10 


18195 


II943 


4,786 


1 1432 




moyennes 


18273 


12654 


4,549 


11481 


Moyenne enlre 
omettant la p 


toutes les va 


leurs de - 


<E „ } 
G Cn = 


= 4, G| 9- 











PAR CII. IGN. CIUI.IO 



TABLEAU IV. 



3G5 



Experiences sur Velasticile des restarts helicoUcs 
en fil de fcr. 




366 



SUR LA TORSION 1)ES fll.S META1.LIQUES ETC. 



TABLEAU V. 



Recapitulation dcs valours de la Constante E pour les /i/s de fer 
deduites par trots mc'ihodcs differentes d 1 experience. 



USINES 



Pont-Bozct 



N.»« 



dei fils 



Mov. e 



YAl.EURS DE LA CONSTANTE E 

iliiluius dcs Experiences 



rExteiiMon la Torsion les Helices 



i36i3 
i55a4 

I 2O04 



ii 7 i4 



.7842 

16182 



17012 

18882 



i5 77 i 



Moycimcs 



i6i56 
16862 
i388 7 



[5 9 83 



Pont 



Biaine 



<4 



i4g5o 



1 5940 
12829 



15962 



i 7 65o 



Moy." 



45 7 3 



16806 



Moy.' 



1 835 1 
i8ig5 
i5gn 

i 7 486 



2 1 224 
i 9 oo 7 

201 15 



i3 7 oo 



i"3oo 



48i 1 



i52 7 o 



2 1 I92 

i 7 486 
19893 

ig523 



i483 7 
16963 
i38 2 o 



t554o 



20256 

18229 

I 7<)U2 

19041 



PAH CII. JON. CIULIO 



TABLEAU VI.' 



367 



Experiences sur Velastivite des ressorts en helke 
formes avee des fits dc Cuivre rouge ct dc Laiton. 



(0 


M 


(3) 


(4) 


flj 


(G, 


(-) 


(8) 




NATURE DES FILS 


des fils 


Rayons 
des fill 


des 


Rayons 

des 
Helices 


Rombn 

des 

Sjiircs 


Allong.nt 

du ressort 
entier 

par 


Valcurs 

dc la 

Constantc 








r 


Helices 


a 


It 


gramme 
de charge 


E 






4 


mm 

0,44/ 


I. 


1 

G, 432 


74 


2, 060 


VI. 

9797 






1 


o, 712 


II. 


i3, 124 


42 


0, 35o 


10570 




Fils de Cuivre J 
1 


V. 


o,8G 9 


III. 


«8, 7 i5 


2 9 


0, 3oo 


1 1084 




Valeur 


uioyenne de E pour les fils de 


Cuivre 


10484 




1 


8 


o,583 


I. 


7>'44 


4o 


0, i4 7 6 


8520 






i5 


i II. 

i,o8G ] 


i3, 9 38 


37 


0, o8o5 


8954 




Fils de fatten I 




/ III. 


20, 53o 


22 


0, 1400 


978i 






i) 


0, i85G 


IV. 


o,8835 


i3G 2 


0, 855o 


9061 




1 


Valeur 


moyeune de E pour les fils de 


Lailon 


9°79 





3(<8 SUR LA TORSION DES FII.S METALLIQUES ETC. 

NOTE A. 

Experiences sur les helices iV argent, iVctain et de plomb* 

ct sur V extension et le rctrait 

des fils de cuivrc, dc laiton et dc plomb. 



La loi de la proportionnalite des allongcmcns passagers aux tensions 
<pii les produisent n'avait ete expe'rimentalemcnt deniontrec par Gerstner 
que pour les fils et les lames minces de fer et d'acier ; les experiences 
rapportees dans le memoire cpi'on vient de lire demontrent que la meme 
loi s'applique aux fils de cuivre et dc laiton: je l'ai verifiee depuis sur 
les fils d'argent, d'etain et dc plomb : voici les re'sultats de quelques 
unes des experiences faites sur ccs metaux. 



EXPERIENCE PREMIERE 

Helice d'argent ( Titre 0,800 ) 

Rayon du fil r=o mra ,7754 ; Rayon de Thence a = 6 mra ,99i ; 
Nombre des spires n = ^2. 



Charge Allcngcment Diminution Rctrait 

total do la charge instanlane 



mm 



3oo gr 16,9 3oo gr. ... 16, 8 

4oo 22 >9 M l l> 2 

5oo 29, o » I 7>3 

600 35, 1 » 17,4 



Suile cle (experience: 



PAR CH. ICN. GIULIO 



369 



Charge 



Allongcment 
total 



Diminution 
uV l.i charge 



Retrait 
instantane' 



4 i, 2 3oo gr. 



8oo 47? ^ 

9 00 53 ;9 

IOOO Co, 2 

. ... 66,6 
.... 73, i 

• • • • 79,7 
.... 86,6 

.... 9 3, 7 5 

.... 102, o 

. . . .110,9 



1 100 

1200 

i3oo 
1 400 
i5oo 
1600 

I TOO 

I 

1800 

1900 



.... i3i,C 

2000 i44>3 

2100 160, 8 



» 
» 

» 

» 
» 

» 

» 

» 



*7>4 

J 7> 5 

17,4 

>7>4 
17,3 

17,2 

'7> 2 

17, i5 

17,0 
17,0 

16,4 
16,6 
i6,3 

lG >7 



Retrait inoyen pour 3oo gr. = I7 n "",092i. 



(Vile experience domic pour les (lis d'argent au tilre de 0,800 
£=7ijp. ,""'■;"» par millimetre carre 1 de section. 



Sbrie II. Tom. IV. 



370 



SUR LA TORSION DES FILS METALLIQUES ETC. 



EXPERIENCE DECX1EME 



Hclicc d' argent. ( Titre 0,853 ). 



Rayon du fil r=o mm ,6o97 ; Rayon de l'helice a=6 mm ,7859 ; 
Nombre des spii'cs tz = 54- 

JXB. Les spires sont en contact dans lYlat naturel de l'heTice. 



Charge 






Allongemcnt 
total 


Diminution 
de la charge 


Retrait 

iustantanc 


3oo gr. 




mm 

3i, 2 . 


. . 100 gr. . 


mm 
. l4,80= l4,80 


4oo 






5 7 , 2 . 


. . 200 . . . 


29,70 = 2Xl4,85 


5oo 






7 4,2 . 


. . 3oo . . . 


45, oo=3Xi5, 00 


600 






9 2 >7 • 


. . 200 . . . 


30, oo=2><i5, 00 


» 






» 


. . 4°° • • • 


. 60,70=4X15,17 


700 






112, 2 . 


. 200 . . . 


3o, 0O = 2Xl5, 00 


» 






» 


. 5oo . . . 


76, oo=5Xt5, 20 


800 






1 33, 2 . 


. . 200 . . . 


3o, oo=2Xi5, 00 


» 






» 


. 600 . . , 


91, 5o=GXi5, 5o 


900 






i58, 2 . 


. 200 . . . 


3o, io = 2X>5, 02 


» 






)) 


. 700 . . . . 


108, 00 = 7X15, 4° 


1000 






184,2 . 


. 200 . . - . 


3o, 3o=2Xi5, i.5 


» 






» 


. 80O . . . 

t mo yen pour k 


124, 00 =8X1 5, So 


Rctrai 


jo gr. =i5 m,n ,i25. 



Cette experience domic pour les fils d'argent ait litre de o,833 , 
/•. =8o74 kl1 ',5 par millimetre carrc: en prcnant la moyennc cnlre cette 
valeur ct la precedente on aurait pour l'argent £ = 76o8 kil ,5. 



PAR (II. ICN\ CIULI0 0- I 

L'etain et le plomb, par la facilitc avec laqaelle ils s'etendent ct se 
deforment, ne sc protect que difficilement a dee experiences <lc ce genre: 
dune pari ce que nous avotis nmnuie allongement passagcr parait nakre 
et disparaitre inuius brusquenicut dans ccs metaux, que dans les metaux 
plus roides , et d'autre part l'allongeincnl succcssif ou permanent croit 
et diminue moins lentcmcnt, el attcint des valcurs bcaucoup plus con- 
siderables. II s'ensuit quo , meuie sous des faibles charges, les helices 
de plomb et d'etain n'arrivent pas en pen d'instans a une longueur 
a-peu-pres five et invariable ; au contraire, elles conlinuent a s'allonger 
dune maniere tres-sensible, et pour observer la grandeur de leurretrait 
instantane' il l'aut supprbner la charge en tout ou en partie sans que 
1'helicc soit sensiblcmenl parvenue au repos : l'cnlevement d'une partie 
de la charge produit alors un retrait instantane, auquel succede imme- 
diatement un retrait plus lent, uiais ccpendant assez rapide pour qu'il 
soit souvent lies-dillicile de bien saisir le point ou le premier finit et 
le second commence. On y parvient cependant avec un pen d'habitude; 
dans les experiences sur l'etain, afin d'attenuer reflet des erreurs 
d'observation et d'obtenir des valeurs moyennes plus exactes, je pro- 
cedais de la maniere suivanle: apres avoir applique une charge a l'he- 
licc , je laissais celle-ci s'allonger jusqu'a ce que l'index five a son ex- 
tre'mite inferieure parvint a une ccrtaine division de Pe'chcUe : enlevant 
alors rapidement une partie de la charge, j'observais et je notais la 
grandeur du retrait instantane: je retablissais ensuite la charge enlierc: 
il se produisait un nouvel allongement qui avait l)ientot surpasse' le 
premier, ct lorsquc Thelice s'etait allonge'e ainsi jusqu'a un certain point, 
j'enlevais la meinc partie de la charge que la premiere fois , et j'ob- 
servais de nouveau la grandeur du retrait instantane: en re'petanl ainsi 
plusieurs fois de suite celte observation, jc me procurais autant de 
valcurs tres-peu diUcrentcs cnU'ellcs , et dont la moyenne ne pom ait 
etre aflectee que d'une erreur de tres-peu d'importance. Aussi les ex- 
periences sur les helices de plomb , pour lesquelles je m'e'tais contente 
d'une seulc observation pour chaque diminution de la charge , m ont- 
elles do nne des resullats dont la marche est bcaucoup moins reguliere. 
Telles qu'elles sont , ct quoique pen nombrcuses , ces experiences 
me paraissent sufiire pour prouver que les metaux mous sont sujets a 
la meme loi que les metaux roides , e'est-a-dire que leurs allongemens 
et leurs retraits instantanes sont constanuneut proporlionnels aux accrois- 



3" 3 SUR LA TORSION DES FILS METAMJQUES ETC. 

s.iinMis ol aux dccroissemens dc la charge, tandis epic leurs allongcmens 
pcrmanens croissent snivaul unc progression loute diiVercnle, el bcaueoup 
pins rapide. — Jfl D ai point ins( : n ; dans les Tableaux (pii suivent les 
valeurs de lallongement lotal correspondent a chaquc charge, pai'cecpie 
ces valeurs dependent <le la dir.ee de faction de la charge meme, duree 
qui a e'te tantot plus tantot nioins grande , et dont jc n'ai pas toujours 
ienu coinr.il', parceqiie, couime on a vu dans le memoire, et comrae 
on verra mieux encore dans ia note suivantc (B), cclle duree n'a point 
d influence sensible sur la grandeur des allongemcns passagers. 

EVi'iiRIENCE TROISIEME 

Helice detain. 

Rayon du fil r=i mm ,3a35: Rayon de l'helicc « = 7 mm ,oi69 ; 
Noinbrc des spires h = 43. 

Charge Diminution Retrait 

totalc <le la charge instantane 

mm mm 

35 gr 3o gr o, 7 = 3Xo, 233 

55 5o 1,20= 5x°, 240 

■j5 70 i,53= 7X0,218 

cj5 90 . 2,00= 9X0,222 

1 15 no ....... 2, 5o = 1 1X0, 227 

i35 i3o 3, 00= i3Xo, 23i 

i55 i5o 3, 07=15X0, 2o5 

i;5 170 3,73=17X0,219 

195 190 4,27 = 19X0,225 

2i5 210 4) 70 = 21X0, 224 

235 23o 4,73=23X0,206 

a55 25o 5, 35=25Xo, 214 

275 270 5,85=27X0,217 



Rclrait moyen pour to gr. =o mr ", 22i5. 



PAR CH. IGN. GIUr.10 3"3 



EXPERIENCE QUATRIEME 

Helice (Veto in. 



Rayon du fil r=i mm ,2228; Rayon de l'helicc a = i i mm ,996 

Nombre des spires n = 37. 

Charge Diminution Retrait 

totale dc la charge instantanc 

mm mm 

3j gr. 20 gr 2,001=2X1,000 

45 3o' 3, oo = 3Xi,°oo 

55 . 40 4,25=4X1,062 

65 5o 6, oo=5Xi, 200 

75 60 7,00=16X1,167 

85 70 8,00 = 7X1,143 

95 80 9,75=8X1,219 



Retrait moyen pour 10 gr. =i mm ,n3. 



Ces deux experiences donnent pour E les valeurs 2923 kil ', et 3264 1 "' 
par millimetre carre, ce cpii s'accordc hien avec la valeur 32oo lil trouve'e 
par Tredgold (i). Cependant jc soupconnc que ces valeurs sont un peu 
trop fortes: car les valeurs de r (pic j'ai employees tlans le calcul, et 
qui out etc deduilcs du poids dc un metre dc longueur du fil, en su- 
posaut la pesanteur specifique dc Tc'tain fin d'Angleterrc e'gale i 7,3 . 
sont dc quclques centiemes dc millimetre plus faililes que celles que la 
mesure directe m'a fournics, et qui sont /•=i""",25o pour le fil dc I'ex- 
perience 3. c , et 7'=i" ,m ,27 pour celui de ("experience 4- e 



(1) V. Pomcelet. Intr. a la Me'c. iod. a.° ed. pag. 36i. 



374 S UR LA TORSION DES FILS METALLIQUES ETC. 

EXPERIENCE CINQUIEME 

Hclice dc plomb. 

Rayon du fil r = o mn, ,5769 ; Rayon de l'he'lice a = 3""",34i7 ; 

Nombre des spires n = 1 1 6. 

Charge Diminution Rctrait 

dc la charge instantand 

mm mm 

12 gr io gr 2,1 = 1X2,10 

22 20 ....'... . 3,7 = 2Xi,85 

32 3o 5,8=3X(,93 

42 4» 7,6=4X1,90 

5a 5o 10, 2 = 5X2, 04 

62 60 10, 9=6X1,82 

72 70 14,0=7X2,00 

82 80 16,4=8X2,05 



Retrait moyen pom' 10 gr. =i ram ,96i. 



PAR CH. IGN. GIULIO 3^5 

EXPERIENCE SIX IE ME 

Helicc dc plomb. 

Rayon du fil r=i mm ,i94i ; Rayon de Thelice « = 12, 8795 ; 
Nombre des spues «=26. 

Cbargo Diminution Retrait 

dc la charge imtantanc' 

ram mm 

20 gr Jo gr 1,4= 1, 4o 

3o ... 1 ...*.. 20 2, 8=2X',4° 

4o 3o 4j5=3Xi,5o 

5o 4° 6, i=4X'j52 

60 5o 7,8=5Xi,56 

70 .60 9, 5=6Xi>58 

80 70 10, 3=7X1,47 

90 80 i3,3=8Xi,66 



Retrait mo yen pour 10 gr. =i ,nm ,5n. 



Ces deux dcrnieres experiences donncnt £'=2009 ia -,6 et £= 1 808 l '' , 5 
par millimetre carre, valeurs qui excedent le double de cclles que d'au- 
ires experimentatcurs out trouvecs par les flexions des cylindres de plomb : 
une si grande difference n'a rien qui doive etonner: car, outre (pie ces 
auteurs out operc sur des cylindres dun diametre plusieurs fois plus 
grand que celui des fils dont mes helices etaient formees, cc qui pent 
avoir unc influence bien sensible sur les resultats, il n'est pas douteux 
que pour pen que la charge ou la durec de son action soient conside- 
rables, ('extension des fibres et la flexion qui en est la consequence at- 
teignent des valeurs beaucoup plus grandes que le retrait auqucl la 
suppression de eelte charge donne lieu. Dans ['experience 5. c par exemplc 
l'lieliee s'ctait allongee de $""",65 en passant dc la charge dc 12 grammes 



3-6 SUB I.Y TORSION DES F1I.S UETALMQUES ETC. 

a cello ile 2 3 gr. ; mais en rcvcnaul a la premiere charge elle ne s'est 
retiree que ile i """,85 ; en caleulaut la valour cle E d'aprcs l'allongc- 
ment .{""",C)5 on aurait trouve /•J , = 84(> k ' 1 . Ainsi encore dans l'cxpe- 
rience 6.' rallongeiucnt en passant tie la charge tie io gr. a celle cle 
30 gr. , a\ail ile ile 4 """j 2 j mais en covenant a la premiere charge 1c 
ivlrait n'a ete que ile i""",4> en parlanl ile rallougement 4""", 3 on 
aurait trouve £,' = 66o klL . On trouverail pour E lies valours beaucoup 
moindres encore en les de'duisant ilcs allongemens produits sous des 
charges plus considerables: I'helice ile la derniere experience, par cxemple, 

ayant pris uu allongcmcni de ia' , i on passant de la tension ile 8o gr. 

i cello ile go gr. , on en conclurait £ , = 325 llL . Cette observation qui 
s'appliqde a uu metal quelconque, mais plus particulierement a ecus. 
dont i'extensibmte est tres-grande, montre l'lmpossibilitc d'obtenir pour E 
une vaUur.fixe et qonstante en la deduisant ile la grandeur do id/lon- 
gement total qui croit beaucoup plus rapidement que la tension, an lieu 
ile la deduirc tic colic cle Willongemcnt passage)' , on tin retrait ins- 
laiitaiui qui so maiuticnt seusiblcment proportionncl a la charge cor- 
rcspomtante. 

Quoiquc les experiences sur les helices me parussent bien suflisanles 
pour demontrer cctte proportiommlite des allongemens passagers aux 
charges qui les procluiscnt, j'ai chercho encore a la verifier par des ex- 
periences directes sur l'extension ct sur le retrait des fils de euivre, de 
laiton et do plomb : ces experiences ont ete' faites avec l'appareil de 
S'giuvesande, en augmentant et en diminuant altcrnativcment le poids 
suspendu au milieu du lil, et en observant la fleche correspond ante a 
chacpie augmentation ct a chaquc diminution de poids. L'emploi de cet 
apparel! est tres-exact, et permet de pousser l'expericnce jusqu'a la 
rupture du fil: mais il a l'inconve'nient d'exiger pour la reduction des 
rc'sultats, des calculs asscz prolixes, qui nc laisscnt pas cle devenir fas- 
tidieux. Jc me bornerai dans les Tableaux suivanis a rapporter les 
nomlnes qui ont trait a la question prc'scnle, mo proposant de revenir 
unc autre fois sur ces experiences, pour m'occupcr do la loi des allon- 
gemens permanens on function de la tension. 



PAR Cn. IGN. GIULIO 



3 77 



EXPERIENCE SEPTIEME 



Fil de laiton. 



Poids par metre 0^,2328; Section o mm %o2725; Rayon o"">93i: 



Tension 


Diminution 


Retrait instantanrf 


Rapport du retrait 


Lotalc 


d\: la tension 


cn parties de la 


a la diminution 






longueur primitive 


de la tension 


742,7 . 


. 35i,6 




. 0, 001269 • • 


. O, 0000036092 


959,6 . 


. 223,7 




. o ; 000822 . . 


36 7 46 


1146,9 . 


. i88,3 




786 . . 


4l 7 42 


l3l2, 7 . 


181,7 




679 . . 


37369 


1 465, 3 . 


168,9 




638 . . 


3 7774 


j6o5, 7 . 


1 58, a 




612 . . 


38685 


1736,8 . 


i52, 8 




5 7 4 . . 


3 7 565 


1854,4 . 


•45,4 




55 9 . . 


38442 


1963,8 . 


i39, 2 




543 . . 


39152 


2057, 4 • 


2 7 2 >9 




0, 001061 . . 


38889 


2 1 48, 1 . . 


262, 1 . 




1044 . . . 


3g83 2 


2227,4 . . 


254, 3 . 




ioo5 . . 


39520 


23og, 7 . . 


Rupture 
Retrait no 


oyen par gramme 






o,ooooo38484- 



On voit dans cette experience la grandeur du retrait se maintenir, 
jusqu'a l'instant de la rupture, presque rigoureusement proportionnelle 
a la diminution correspondantc de la tension: les legers c carts au dessus 
et au dessous de la moyenne, ne devant etre attribue's qu'a des erreurs 
d'observalion inevitables. Cependant les allongcmens suivirent dans cetti- 
meme experience une marche bcaucoup plus rapide que les tensions: 
Seme If. Tom. IV. 7Z 



378 SUR LA TORSION DES FILS METALI.IQUES ETC. 

car ayant trouvc (ju'au commencement ile l'expe'riencc chaque gramme 
de tension produisait un allongeinent de o, ooooo3g4 de la longueur 
primitive, je trouvai que pour des tensions peu differentes de ccllc qui 
prodaisit la rupture, I 'allongenient e'tait de 0,00001 i45 par gramme , 
ou trois fois plus grand qu"au commencement de ['experience; cettc expe- 
rience domic pour la valeur de E le nombrc g558 l11 -. par mill, carre. 
L'experience suivante faite sur un fil dc cuivre rouge donne lieu aux 
memos observations; sauf la rapidite beaucoup plus grande dc la loi 
suivant laquelle les allongemcns allaient en augmentant. En diet ici encore 
la grandeur du retrait s'est constamment niaintcnue proporttonncllc a la 
diminution corresobndante de la tension; mais landis que les premiers 
allongemens etaient de o,ooooo33g de la longueur primitive par gramme, 
ils atteicnirent en croissant graducllcment du commencement a la fin de 
l'experience une valeur trente fois plus forte. La valeur de E qui se 
deduit de cctte experience est de i23o3 kiK par millimetre carre. 

EXPERIENCE II UITIE ME 

Fil de cuivre. 

Poids par metre o, 6 '-3i2g ; Section 02 mm %023gg ; 
Rayon o mra ,o8774. 



Tension 


Diminution 


Ret 


rait 


in>tantane 


Rapport 


du retrait 


toulc 


do la tension 


4 11 


par 


tics de la 


a la dii 


niuulion 






long 


ueiu 


■ primitive 


dc la 


tension 


568*1 . 


6 r - 

. . iG3, 1 . . 


. . 0, 


ooo463 . . . 


. ; O0OOO28386 


691,2 . 


• • '4o,g • • 






4oG . . . 


• 


28807 


800,8 . 


. . 133,6 . . 






3Go . . . 




2 799 2 


8g8, 1 . 


. . 118,8 . . 


• • 




334 •• • 




28io5 


g86,8 . 


• • "",7 • • 


• ■ 




320 . . . 


• 


38899 


1 064, 4 . 


. . 104, 6 • • 


• • 




3o5 . . . 


- 


29148 


1 133, 4 • 


• • 99> 8 • • 


• • 




2 go . . . 


• 


29068 


1190,5 . 


. . g5,5 . . 


• . 




279 • • • 


- 


29214 



PAR CII. IC.N. GIL'LIO 



379 



Suite dc I'expe'rience: 



Tension 


Diminution 


Retrait in 1 ml 


Rapport du retrait 


totale 


tie la tension 


en 


parlies de la 


a la diminution 






long 


ucur primitive 


de la tension 


1 344, 3 . . 


P. 

9', * • • • 


• 0, 


OOO27O .... 


0, 0000029G38 


1286,8 . . 


. 88, 3 . . . 


. 


253 .... 


28G52 


i32o, 6 . . 


85, 1 . . . 




24l . . . . 


28320 


1 348, 4 . . 


82, 4 . . . 


• 


226 .... 


27427 


i3 7 i, 1 . . 


79, 4 • • • 


• 


.228 .... 


287l5 


1 396, 6 . . 


77,3 . . . 


• 


2(j3 .... 


26261 


i4o3,9 . ." . 


74,6 . . . 




196 . . . . 


26273 


i4oG, 3 . . . 


70, 2 . . . 




195 ... . 


27788 


1428, 4 • • 


Rupture 

Retrait 


moyen par gramme 






0, 0000028293. 



Les allongemens et les l'etraits ties fils de plomb paraissent se faire 
d'une manicrc fort-irre'guliere, et il est tres- difficile d' observer dans ces 
fils le retrait immediat qui a lieu a 1' instant 011 Ton diminue la tension, 
et de le distinguer du retrait lent par lequel le fil continue longtems 
a revenir vers sa longueur primitive : parmi plusieurs experiences que 
j'ai faites sur ce metal, je n'en rapporterai qu'une seule ou ces irre'gu- 
larites sont tin pcu moins grandes, et qui, ainsi que les experiences 
sur les helices , parait indiqucr que pour le plomb comme pour les 
autres metaux, le retrait immediat ou instantane , est proportionnel a la 
diminution correspondante "de la tension: d'apres cette experience, un fil 
de plomb de o ram ,6o5 de rayon, sc raccourcit de o,oooooo433 dc sa lon- 
gueiu- primitive, pour cliaque gramme dont sa tension diminue; deux 
autres experiences faites sur des (ils du nitinc rayon, donncnt pour va- 
leur moyeuuc de ce retrait les fractions 0,000000391, et o,oooooo452: 
en prenanl la moyennc de ces trois valeurs, on trouvcrait pour E le 
nombrc 235 i klL par millimetre carre. La moyennc dcs valeurs trouvces 
par les helices nest que de igogP 1 ". 



38o 



SUR LA TORSION DES FILS METALL1QUES ETC. 



EXPERIENCE NECVIEMB 







Fil de plomb. 




Tension 


Diminution 


Rctrait instantanc 


Rapport du rctrait 


totalc 


de la tensioi 


1 en parties de la 


a la diminution 






longueur primitive 


de la tension 


1256,9 • 


. 66 7 6 , r '8 


... O, OOO260 . . 


. . 0, 00000038934 


i4o5, 3 . 


. . 480, 


... 2 35 . . 


. . 48958 


i453, 2 . 


. 3 7 r,5 


... 176 . . 


. . 47376 


i5oo, 5 . 


. 3o6, 5 . 


187 . . 


• • 44693 


1 536, 5 . 


. 262, 4 


. . . o 7 5 . . 


. . 2858a (*) 


i5 7 6,5 . 


. 460, 5 


. . . 172 . . 


. . 3 7 35i 


1607, 2 . 


• 4o8,9 


i 7 3 . . 


. . 4 2 4 12 



Retrait moyen par gramme en 
omettant le 5. c resullat . . . 



= 0, 00000043278. 



Je n'ai fait aucune experience directe sur les allongemens et le retrait 



des fits d'etain et d'argent. 



PAH CH. 1GN. C1ULJ0 Ml 

NOTE B. 

Sur le rctrait instantane dcs helices de cuivre . 

qui ont soutcnu faction d'nne charge 

pendant un temps plus ou moins lo?ig. 



Quclqucs experiences qui n'etaient que commencees lors de la re- 
daction de ce memoire, me permettent aujourd'hui d'affinner que la 
quantite dont un ressort revient instantane'inent vers sa longueur primi- 
tive lorsqu'on le de'eharge d'une partie du poids qui le tenait tendu, est 
la memo soit que Taction du poids n'ait dure que quelques secondes, 
soit qu'elle se soit prolonge'e pendant plusieurs mois, quoique l'allonge- 
ment total du ressort soit alle continuellement en augmentant pendant 
cet intervalle de tems, et soit par consequent beaucoup plus conside- 
rable dans le second cas que dans le premier. Ces experiences ont ete 
faites sur cinq helices de cuivre, forme'es dun fil de o mm ,7i 175 de rayon. 



EXPERIENCE PREMIERE 

Rayon de lhelice rt=r3 mra ,i597 ; Nombre des spires « = 37 ; 
Charge totale = 69 grammes. 

Durcc do Taction Diminution Rctrait instantanc 

de la charge dc la charge corrcspondant 

mm 

Quelques secondes . . . . 5o 1 4, 7 

6 jours » 1 5,o 

1 4a jours » i4>9 



Moyenne .... i4 mm ,867. 



38 a 



SUR LA TORSION DES FILS NETALLIQUES ETC. 



EXPERIENCE DEUX1EME 



Rayon de l'helice a=i3 mm ,uo8; Nombre des spires n = /\g; 
Charge totale 169 grammes. 



Dune de Taction 
dc la charge 



Diaiinutioa 
dc la charge 



Retrait instantane' 
corrcspondant 



Quelques secondes . 4° i5, 5 

6 joiu-s .... ioo 39, 5 

142 jours .... 100 39,0 



EXPERIENCE TROISIEME 



Retrait instantane 
pour 100 grammes 



38, 7 5 
39, 5o 
39,00 



Moyenne . 



39 mm ,o8. 



Rayon de l'helice a=i3 mm ,o658 ; Nombre des spires » = 49 J 
Charge totale 219 grammes. 



Durc'c de Paction 
de la charge 



Diminution 
de la charge 



Retrait instantane 
corrcspondant 



Quelques secondes . 4° 1 5, 6 

6 jours .... 100 39,5 

37 jours .... 200 79, 5 

142 jours .... 200 7^,5 



Retrait instantane 
pour 100 grammes 

mm 
. . 39,00 

. . 39,50 

• • 39,75 

. . 39,25 



Moyenne 



39-375. 



PAIl CH. IGN. GIULIO 303 

EXPERIEXCE QUATRIEME 

Rayon dc l'helice fl=sl3 , 658 ; Nombre des spires n = 4 9; 

Charge tolalc = 3g grammes. 

-Large dc la charge corrcspondant pour ,00 gramme, 

Quelques sccondes . ag* .... „" 5 ^ 

3a jours .... 20 ... . s 00 / 

• • • . o, oo ^ , 00 

i37 jours .... 2o 8 00 /„ 

Moyenne . . . 4° mm >i7- 

EXPERIENCE CINQUIEME 

Rayon de l'helice «=x3,o658 ; Nombre des spires n = 4 9 ■ 
Charge totale 219 grammes. 

D d r cia d ch 1,aC,i0n ]**-*» ■** instautane RCrait instantanc 

* U charge dc „ charge corrcspondant pQur ^ ^^ 

Quelques secondes . 58^'. .... 2 2™o . ■$-"""■$ 

8jours ■ • • • «oo 79 ; G . . . ; ; 4£ 

32 ' 0Urs • • • • -00 v6j5 38,25 

'3 7 )ours .... 2oo. ... . 7 6, 38? 0Q 

Moyenne . . . 38 mm ,4 2 . 

Ces cinq experiences donnent pour E les valeurs 

iiia5* 10999"'-, logaff"-, io33 7 k "-, io8o8 w -, 
dont le moyenne io83 9 >% s'ecart fort pen de ceUe du VI.- Tableau. 



385 

APPENDICE 

AIXA MOHOGRAI I V DECLI El HIIHIDI lOS^III 

DEL PIEMONTE 

DEL DOTTORE EUCENIO SIS M ON DA 

A l-I'Lli. M'li AL MUSEO Ml •>.!; alik;i i :0 



Cum consomaverit homo tunc incipiet. 
Ecclesiast. cap. 18. v. 6. 



Leila nell'culunanza del 9 gennaio 1842. 



\jriii erasi stampata la mia Memoria col titolo di Monogrqfia degli 
Echinidi fossili del Piemonte (i), qiiando nuovi materiali vennero ar- 
recati al Musco mineralogico , tra cui ravvisai alrune specie d' Echinidi 
per lo innanzi a me sconosciute , e di cui appunlo terro discorso in 
quest' Appendice per non lasciarne desiderar alcuna fra quelle sino al 
giorno d'oggi scopertesi nel Piemonte ; non ommctterb ad un tempo di 
correggere qualche menda del lavoro suddetto, che il continuato studio 
di questi esseri fecemi palcse. 



(1) V. pap. 1. di qucslo voluino. 

Serie II. Tom. IV. 



APPENDICE AU.A MONOC. RAIMA DBGLI ECH1KIDI TOSSILI ECC. 

SPAT VNiUS LATERALIS Ac. 

- 
Spatangus subovatus , lattice retusus , postice acufiusculus , dorso sub- 
carinato , margine crassiori ; ambulacris lanceolatis , plants , port's 
coniugatis ; sulco antico extimo ; tuberculis maioribus areas anam- 
bulacrales pares dumtaxat obsidentibus ; ano marginali, basi piano- 
convexa. 

\r. v^. Ctiali sjst. Eclyp- echin. f"ss. Has. Neoc. p. 2. 

Distinguesi questa specie dalle molte congener] per mi complesso di 
leggieri modificazioni , anzichc per alcun importante carattere esclusivo. 
La superficie supcriore prescntasi unifonnemente convessa, tranne un 
piccolo rialzo o carena snlla porzionc dorsale. Gli ambulacri piatii, pe- 
laloidci , piuttosto acuti , costituiti da due serie di doppi fori insieme 
iiasvcrsahnente uniti, aperti all' infnori, convergent! leggiermente verso 
il margine antcriore, sono disposti in guisa da forinare sull'asse longilu- 
dinale gli anteriori pari nn angolo retto, i posteriori un angolo aculis- 
simo: ovalare n'e il pcrimetro, cioe ottuso quasi laglialo anleriormenle, 
ed acuto o prolungato postcriormente. II solco bocco-dorsale e appena 
visibilc, i tubercoli maggiori non veggonsi che in numei'o di duo, poi 
di Ire, poi di quattro sulle prime piastre delle arcc anambulacrali pari, 
i piccofi sono seminati ovunque. L'apertura dell'ano oflre un foro rolondo 
scolpito Delia spessczza del margine postcriorc. La superficie inferiore e 
alquanto convessa nel mezzo, facendosi pcro piana anteriormcnle, ove 
schiudesi la bocca con una scissura Irasvcrsale. 

Abita fossile a Parigi (Ac.) e nel tcrreno terziario mediano 

(mlocerio Lyeli.) della collina di Torino. 

Gen. FIBULAR1A Lam. 

( EcMnocyamus Leske et Gnu — Echinoncus GotuFtiss^. 



II genere Fibularia venue diversamente caratterizzato, c limitato oei 
suoi coiifini, a seconds delle idee de'varii anion, che se ne oceuparono, 



DEL DOlTUAl: E. M.SMOMM 3g„ 

[ : ° U " MS uo " Vm/m WPRWA, a^cml,, fetl*. cnlrarc negli Eehiuone'i 
b diverse specie di cui parla aella grande sua opera /^re>c*„ etc 
LESKE, ancorche sollo divers,, „„„„. (Echinoeyamus), riconobbc le Fi- 
bularie, cioc k separ* e dagli Echinonei c dai Clipeastri, con cui cer- 

b ''"'' con servano poca andoma. Lcass^ „e di la seguente diagnosi 

conservo c.oe quella di Lamauck: Echuudi piccoli di forma ovale o ,ub- 
pentagonale; ambulacri tendenti a compere ■verso la periferia ■ aree 
ambuiacrdU presso al centro delta superfcie superiore pin largbe delte 
anamlndacrah ; bocca quinquangolare , situata nella cavita , che na W i 
al centro delta pagina iuferiore ; ano tra la bocca, e 7 margin e poste- 
rior, semprepero pin ravvicinulo a quella. Lappareccbio degli ovidoUi 
e alia sommUa del disco , rappresentalo da un bottoncino centrale co- 
ronato da quattro fori. Non trovo essenziak dillerenza tra la diagnosi 
proposta da Agassiz e quella di Desmoui.ins ; questi fa solo di pi* os- 
servare, che le Fibularie hanno: la superfcie esterna taholta fornita 
di costole verso il margine ; le aree ambulacrali triple delle anambula- 
crah i gh ambulacri aperd in cima ; port ambulacrali non riunili ■ 
bocca o pentagonale o subrotonda. 

I diversi individui, su cui ho fondato il nuovo genere Anasler liu . 
n.scono tutti i caraltcn delle Fibularie, so si ecceltui la vicinanza dellano 
al margmc. InfatU.se in quelli non erano visibili gli ambulacri, in esem- 
H*an d, m.glior conservazione teste trovati , mediant* buona lente li rid, • 
rulotla cos. la ditlcrenza alia sola maggior prossimita dell'ano al marine' 
posU>nore, rivoco il gonere suacxvnnato, parsamb essere gli indmdm 
bui qual. Tho appoggiato, vere Fibularie di pessima coi.scnazione cine' 
rogl, ambulacri aliaUo obliterali; eon tanlo maggior piacere ammllo ,1 
genere Anaster in quanto che a dir vero lo creai piu fbrzato dalla co- 
slaiile mancan/.a degli .ambulacri, che in allora non potcva credere ef- 
fetto di semplice obUterazione perche ripetuta in tutti gli individui esa- 
nnnati, anzicfee da un' assoluta convinzione di sua esistenza. II nuovo 
genere Glenotremiles slabilito dal Goldfuss su individui creduti Echinidi 
mancanti d'am, , parve che, presenlandomi lVscmpio d'lina aberraaone 
nmllo p,,\ nolevolc, mi autorizzasse a credere , che vi polessero essere 
Eehundi sen/a ambulacri; ora pero veggo che la natura non devia si 
laedmcn.o dal primogenio lipo di foruiazione ; osserva infatli Agass.z nel 
suo Prodrome June monographie ecc. che questo genere non spetta agli 
Echinidi: je ne puis voir dans cc genre (Glenotremiles) que le disqle 



388 APPENDICE ALLA MONOGRAFIA DEGLI ECHINIDI FOSSIL1 ECC. 

d'nn crinoide voisin des comatules , mais en aucune facon un genre 
tillic aux Oursins. 

Le Fibularie ascciulono dall'epoca crclarea nU'attuale. 

FIBULARIA STUDERI mihi. 

Fibularia ambitu ovato-acuto , dorso compress iusculo , subtus plano- 
concava , ambulucris quinis , subpulvinatis ; ore centrali ; ano sub- 
marginali. 

Anasteb studeri Sismd. Monog. dcgli cchin. foss. del Piem. p. 40. lab. tl. fig. 8-9. 

E raolla 1' analogia di configurazione , che incontriamo tra cpesta 
specie, e la Fibularia piriformis Ac. II piu apparente carat tere di- 
stintivo sta nell' avere quella 1' ano aperto in massima pi-ossimita del 
margine posteriore. E di piccolissima taglia , lunga o,oo5, larga o,oo3 , 
gibbosetta sulla superficie dorsale , leggiermente incavata alia base, nel 
cui centro havvi Tapertura della bocca , ossia un foro subrotondo, ed 
al cni estremo posteriore schiudesi 1'ano con un foro parimcuti subro- 
tondo , ma piu piccolo. Disco ovale, piu protratto ed acuto sul davanti, 
ottuso, piu largo e tondeggiante posteriormente. Ambulacri fatti per due 
serie di fori semplici, che tendono a convergere verso la circonferenza , 
ma non si uniscono. Aree ambulacrali larghe, un po' sporgenti. E in 
questa specie visibilissimo nel centro della pagina dorsale Tapparecchio 
degli ovidotti , ossia un boltoncino elevato in mezzo a epiattro fori. I 
tubcrcoli mostransi colla forma propria a tutti i Clipeastroidi ; i soli 
papillari sono visibili. 

Abita fossile nel terreno terziario medio del colle di Torino. 

CIDARITES HIRTA mihi. 

Cidarites aculeis cjlindraceo-compressis , longitudinal iter te- 

nuissime striatis, spinis adscendentibus , subserialibus , alternis, ramosis. 

Cidabites nobilis -var. Sismd. I. c. pag. 48. lab. 3. fig. 7. 

Nella Monografia succitata considerai questa ed altre punte di 



DEI. D0TTORE E. SISMONDA 38o 

Cidariti non come identiche, nia come varieta di specie o giurassirhe o 
cretacee gia conosciule, e fin d'allora osservai che esse potevauo forse 
appartcnere a specie incognito, ma che per la mancanza del risuettivo 
guscio non osava isolarle , cd era costretto considerable come scmplici 
varieta di quelle , con cui ronservavano maggior somiglian/.a ; e ci6 io 
faceva con quella persuasionc , clic mi veniva dal vedere il Goldfuss 
sotto le istesse specie (Cidarites nobilis, Cidarites Blumcnbachii ecc. ) 
comprendere una scrie d'aculei tra loro molto piu different! , che non 
lo erano i mici in rapporto con quelli del grande Autore. Ora per6 ve- 
dendo che Acassi/. Delia pubblicazione della seconds parte del suo pre- 
ziosissimo lavoro sugli Echinidi della Svizzera non solo non dnbito di 
fondare moltissime specie sopra basloni di Cidariti, il cui guscio e tut- 
tora sconosciuto, ma che riducciulo a piu naturali confini i limit! delle 
Cidarites nobilis (i), Blumcnbachii (2), vesiculosa (3) ecc. non gli lascia 
piu capire la variata serie di punte figurate dal Goldfuss con questi 
nomi , e quindi tanto meno vi si polranno ancora riferire le varieta, 
ch' io vi aggiungeva , descriverb questa e le seguenti come specie 
uuove , non cssendo a mia notizia che ne sieno state finora pubblicate 
d' idenliche. 

La Cidarites hlrta hisicme alia C. signata descrilta gia dal sig. Mi- 
chelotti come un zoofito del genere Antlpath.es , venne poi dal medesimo 
riconosciuta per una vera punta di C'ularite, c giudicata senza specifica- 
zione simile (4) a qualcheduna di quelle figurate a Tav. 39 ncll' Opera 
del Goldfuss. 



(1) II est evident, quo les divers piquans quo Golfifuss rapporle au C. nobilis, ne sonl 
pas de la meinc espece. Jc n'en ai encore rencontre aucun qui put elre envisage commc iden- 
lique avee 1'une on l'aulre de ces figures ( Ac. descript. des cchin. foss. de la Suisse. 2. e pari, 
pag. 05). 

(2) Lcs caraclercs spe'eifiques qui distinguent celto espece de plusicurs de ses conge'neres , 
rcposent sur des particularites de structure quelquefois peu apparentes et tres-difliciles a saisir. 
C'est ce qui me fait penser que Ton a jusqu'ici confondu plusieurs especes sous le nom de 
C. Blumcnbachii i et e'est sans doute a tort, que Goldfuss pretend que la memo espece sc 
retrouve dans le calcairc a grypliites de la formation liassique de Prcsfcld el Tlieta ( Ac. 1. c. 
pag. 56 ). 

(3) Parmi les piquans d'oursins que Goldfuss a figures sous ce nom ( C. vesiculosa) , mais 
qui evidrmnient ne sont pas tous specifiquemenl identiques etc. ( Ac 1. c. pag. 66 ). 

(4) Vilrea fractura, ac ramorum dispositio, quae in Aniipathe adest , ex pcculiari stratomm 
natura effecit , ut Echinomm aculcos pro Antipatuibus habuerim. >'i longiusculam partem nuper 



3t)0 APPENDICE AI.I.A MOKOGRAFIA DEGLI ECHINID1 FOSSILI ECC. 

Prescnlasi sotto forma ili lunghi e piccoli bastoni cilindrico-coinpressi , 
tl'aspetto vetroso , bianchissimi , longitudinabnenle slriati, porlauli dellr 
spine acute rivolte in su, e disposte in seric linearc uou sempre re- 
gohre , e tra loro alternanti. Verso 1'estremila libera le spine fannosi 
piii eonuuenti; a cpicsta circostanza dcesi la creazionc dell' ' Antipathes 
sefiaUs del ^Iicuei.ottt (C. ltirta m\\\\), clie in realta non diversifiea 
.hill" Hiita rlie pel magginr numero di spine dovulo nnicamenle a elie 
queste ncir istesso individuo sogliouo aumentar di numero verso restre- 
mila non arlicolare. Finora non rhwenironsi clie pezzi rolti , e tnlti 
privi di base. 

Abita fossile ncl tcrreno terziario supcriorc (plioceno Lyei.i-) 

ileir Vsliciana , e nel medio di Tortona. 



CIDARITES SIGNATA mihi. 

Cidarites aculeis cjlindricis , novcm-coslatis ; costis longitudina- 

libus , serialiter spinosis , spinis alternis , lineola coniugalis. 

Cid*rites kobilis var. Sismd. I. c. pag. 48. tab. 3. fig. 6. 

Qucst'aculeo rappresenta , direi, tin prisma a base enneagona. Per 
la forma e disposizionc dei tubercoli spinosi molto si avvicina alia figma 
ehe ci da il Goi.dfuss a Tav. 3g , Fig. 4- f- pd C.nobilis, da cui non 
va dislinto che per la minor taglia, e l'alternanza de' tubci'eoli. Lo spazio 
interspigolare e segnato di finissime strie; il collo e levigato, lungo; 
ui-l nostro esemplnrc manea la parte arlicolare. 

Abita fossile nel terreno terziario medio della colliiia di 

Torino. 



ioTenissem , (|uac milii prohavil vcros aciilcos , sen spinas Echinodcrmatuiu uti loqul amat bo- 

lerlissimns zoologiae cullnr A. Agassiz , pularcm adliuc antipathes seriahm , hiriam , si- 

ynatitm , qnam pracseferanl adiuncla verao antipatkis , liuius generis partem consHlitete. Qi»ae 
im-ni fragmenta confirmanlur tab. 39 penes Gold£ Mini. Speo. zoophit. diluv. pag. ii'> 



vtt dottore e. sismonda 391 

CIDARITES DESUOULINII mihi. 

Ciilarites aculeis cjlindraceis , tcretibus , luberculis minimis , 

conjlucntibus , htaul scrialibus, unilicjue exaspercttis ; collo laevigata, 
constriclo , basi subcrcnulata. 

Cidarites BlcmeKBACHII var. Sismd. I. c. pag. 49. tab. 3. fig. 11. 

Sono bastoni prcssoche cilindrici , copcrti d'una fittissima granulazionc 
seminata alia rinfusa, e lion in scrie lineari, alnieno distinte. Collo liscio, 
Stretto ncl mezzo; faccia arlicolare dentellata all' intorno. La flgura che 
citiamo c poco csatla ; i tnbercoli ncll'oi'iginale toccansi l'un l'altro. 

Abita fossile nei scdimenti terziari superiori dellAstigiana. 

CIDARITES ZEA-MAYS mihi. 

Cidarites aculeis parvis , subventricosis , tuberculis planis , in 

series lineares strictissime confertis , undique notatis ; collo laevi, bre- 
vissimo , basi concava , circumcrenata. 

La somiglianza di epiesta punta colla pannocchia del grand turco 
me ne suggeri il nome. E piccola, corta , leggiermente fusiforme. 1 tu- 
bercoli- sono piuttosto grossi , cpiasi schiacciati, e toccansi a vicenda , 
lasciando perb vedere una disposizionc longitudinalmenle seriale. 11 collo 
e liscio , breve , susseguito dalla snperficie articolare fatta per una faccia 
gleooidale colla periferia tagbuzzata. 

Abita fossile nel terreno lerziario medio del colic di Torino 

CIDARITES INCURVATA mihi. 

Cidarites aculeis incurvatis , subfusiformibus , longitudinalitcr 

vix granulato-sulcosis , apice perforatis. 

Cidarites vesiculosa var. Sismd. 1. c. pag. 30. tab. 3. fig. 10. 

Non e che dietro un minutissimo esame, trattandosi di soli aculci, 



3g3 APPENDICE ALLA MONOCRAFIA DEGLI ECHINIIU FOSSIH ECC. 

che questa specie puossi riferire al generc Cidarites. La sua granulazione 
e cosi poco apparcntc da scambiarla facilissimamcnte con un Hemicidaris. 
La figure citata e inesatta, raassime nel rapprescntare la porzione arti- 
colare. Intanto crediamo poterla distinguere pei caratleri seguenti: corpo 
cilindrico j curvo, gonfio nel mezzo, vuoto intcrnamcnte, come vedesi 
all'apice buchcrato ; molte costoline longitudinali leggiermente granulosc, 
collo appcna segnato , faccia articolare cosi piccola da farci supporre che 
quest'aculeo copriva un tubercolo minimo. 

Abita fossile nel terreno terziario medio del colle di Torino. 

CIDARITES VARIOLA milii. 

CiJarites aculeis cjlindraceis , elongatis , verrucis obtusis, 

sparsim exasperatis. 

ClDARITES FUSTULIFERA var. SlSMD. 1. c. pag. 30. tab. 3. fig. 9. 

Finche non possedeva di cpesta specie che l'estremita libera d'un 
aculeo, credetti poterla considerar analoga alia Cidarites pustulifera Ac 
da cui non diversifica che pel minor numero di tubercoli , cosa che non 
mi parve bastante per distinguernela specificamente. Ora ne ho trcvato 
uu pezzo colla porzione articolare; e questa tanto differente da separar- 
nela per se sola. Infatti ha il collo brevissimo, e, superato cpieslo, allar- 
gasi tosto in una supcrficie glenoidale pari in diamelro al corpo dell'a- 
culeo. I tubercoli sono mozzati , ottusi , rari , irregolarmente sparsi. 
Abita fossile nella collina di Torino. 



CIDARITES MUNSTERI mihi. 

Cidarites aculeis cjlindrico-compressis , longitudinalitev tu- 

berculis elongatis , serialibusve muricatis. 

Cidarites margimata var. Sismd. I. c. pag. 49. tab. 3. fig. 8. 

Come nel Cidarites Blumenbachii Ac. i tubercoli sono in questa 



DEL DOTTOAE E. S1SMONDA 3 q 3 

riuniti tra loro in senso vcrticalc per un filetto intermediario. A differenza 
pert da tutte lc specie congeneri la Cidarites Mimsteri ha il corpo schiac- 
eiato, non claviforme, e i tubercoli allungati. 

Abita fossile nella collina di Torino. 



ECHINUS ASTENSIS mihi. " 

Echinus hemispliaerico-depressus , ambitu subpentagono , ore quinquan- 
gidari, decies inciso ; fasciis porosis Jlexuose dispositis ; pororum 
paribus transverse ternis ; are is omnibus verrucis mammillaribus , 
fuseriahbus , minoribus mixtis , undique scabris. 

A questa specie io credo chc alludesse 1'All.om nel suo Orjctographiae 
pcdcmontanae specimen pag. , 9 , N.° 4 (,), quantunque lc figure di 
Kle, n ( 2 ) Tab. ,. B. C. D. cui 1'Alliom riferisce gl'individui di cui 
parla, non sieno che analoghe alia specie in discorso, la quale per la 
singolare d.sposizione de'fori ambulacrali, e dei tubercoli, non che per 
la figura del penmetro giudico specificamente distinta da qualsiasi altra R i-\ 
conoscuta. V Echinus dubius Ac. e forse quello, che piu le assomiglia; 
offic anchesso due serie di tubercoli mamillari per ciascun'area , anche 
esso ha la bocca di mediocre grandezza e con dieci incisioni, il disco 
pentagonale ecc. Ma naff Echinus astensis vedesi a dilTcrenza la superficie 
dorsale meno elevata , ed un infinite numero di tubercoli piccoli c senza 
capezzolo, disposti in guisa da coronare bellamente i maggiori. 

Ablta fossile nel terr e"0 terziario superiore dell'Astigiana. 

SuU'autorita di Borson (3) ho nella Monografui citato come del Pie- 
monte X Echinus lineatus Goldf. Dubito fortemente d'ayere in cio seguitato 



Tab / rr'' 11,US DCrl0nCnsiLus -I—'" *•* ■•pidcf.C. Echini depic.i iiUcra D. (Km, 

(i) Nalur. disposil. Ecbinod. 

(3) Calal. raisonn. pic. nae. C99 N ° I'l B_|.:_: i • , 

.oral! ,.- r n , Ecl '"" l ' CID 'Srl'acr,c, > complanali , minorcs obli- 

Serie II. Tom. IV. 



3i)4 APPF.NDICE AI.I.A MONOi.RAFIA DEGLI ECniKIDI FOSSILI ECC. 

.un errorc di loi-alita , crrore facilissimo a commeltersi da chiunqtie im- 
luviula , come il Borson fere, a determinate la rispetlna palria d'oggelti 
innumerevoli, e di proveiuenza lanlo disparata. Massali lal dubhio quaudo 
descriveva quella specie, ma solo perdu- mi Irovava cosi in opposizione 
con ccrti principii geologici ; le osservazioni pero dei signori Verneuil, 
De Buch , Pusch , Hisinger , Bronn ecc. (1) tendenti a provare trovarsi 
de'fossili comuni a terreni d'eta anchc molto diversa, mi parve che con- 
dannassero il mio diflidarc. Comiuiquc sia , ora che ebbi campo d' incon- 
traie nel calajogo del Borson allri simUi scambi, e clue bo quiudi piu 
ser'miuente esaminato il terreno dell' Echinus I incatus iuquestione, dico 
che quesla specie uou appaitieuc al Picmonte, od ahucjio che non \i \isse 
all'cpoca terziaria, lasciando cosi aucora la liberta a quelli che il voles- 
sero , di crederla cpii trasporlata come ciottolo , nel qual caso pero non 
sarebbe forse piu riconoscibile. 

Cio posto conchiudiamo che il Piemonte non presenta vcrun falto in 
opposizione alle sentenze dei signori Deshayes pei Molluschi_, di Agassiz 
pei pesci, e pei Radiari , di Desmotjlins pei Radiari, di Milne-Edwards 
pei Zoofiti, di Adolfo Brongniart per le piante, che cioe ciascheduna 
classe d'esseri organizzati offre delle divisioni in rapporto coll 1 antichita 
relativa del terreno , e che nissuna specie trovasi comune a due forma- 
zioni diverse. 



(1) Bullet, de la Soc. Geol. de France. Tom. pag 185. 



DISF0SIZI01E ZOOLOGIGA 

DEGLI ECH1NIDI FOSSILI DEL PIE MONTE 



3y5 



GENERE E SPECIE 



SINOMMIA 



auitaziom: 



TERI'.KXO TERZIARIO 



S'JRATO 



LUOGO 



SIMTAXGUI 



SCUYZASTEU Ac lEcliinocardium V. Phei.s e( 

I GRAY. - Spatanqus Auct 
canaliferus Ac . . ISpatantjus canati/erus Lam 



EURYNOTUS? Ao. . 
ACASMllI inilil . . . 

Genei mihi 

Borsoism milii . . . 
Gratei.ouimi mihi 

1NTERMKD1U.S Ittilli 

o\ \tus mihi .... 

SPATANGUS Ac 

pdrpureus Lam.. . 



LATERALIS AG. . . . 

cniTOKOsus mihi . 



uoh Auctor. 



Mnri d' Emopa e 
d' America .... 






Oceano d'Europa, 
mari del ISord , 
Mediterraneo ? 



medio c superiore 

medio 

superior© 

medio 
superiore 



medio e superiore 
medio 



Torino , Asti 

Torino 

Asti 

Torino 

Asti 

Torino , Asli 
Torino 



CL1PEASTKI 



ECIII>OLAMPAS Gray 

AFFINIS AG 

SIMIL1S AG 

STUDKRI AG 



FIBULAIUA Lam. 



STUDF.ri mihi . 
CLYPEASTER Lam. 



rosaceus Lam. 



ai.tus L\m 

c.nA.ssicoSTATUS AO. 
AMBTGENUS DE - Bl,. 

Hi: w Mo.vru mihi . 



Echinatithus Leske. - Cly- 
peastcr et Galerites Lam 
CltjpcasUr affinis GOLDF. 



Chjpeasler hemisphaericus 

L\M. ? 

Echirwcyamus Leske- Echi- 

rioneus GOLDF. 
dtuuttr Studcri SlSMD. . . . 
Echitumtkui Breyiv et Gray 

- Echinorhodum et echi- 

notlistus V. Phels. - La~ 

garni Gr. De-Bl 
Ec/tiuaiithus humilis Leske 

var. a 

dypeattar granili/lorus Br 



Scutella ambigena Lam. 



Grandi Antillo, e 
Indio i iirni.ili 



Antillo ? (Desm.) 



cinvstica 



CIDAR1TES I. vm 

niRTA mihi 

juiMTi mihi . . . . 
Desmoui.wii milii 
SEA-MAYS mihi . . . 
INCURVATA mihi . . 
variola mihi . . . . 
MuNSTKRi mihi . . . 

ECUINIS Linn 

astensis mihi 



Anctor. 



Auclor. 



medio 
superiore 

medio 



medio e superiore 
medio 



medio e superiore 

medio 

superiore 

medio 



superiore 



Torino 
Asti 

Torino 



Torino , Asli 
Torino 



Asti , Tortona 
Torino 

Asli 

Torino 



Asli 



SCIIVZK 

MORALI STORICHE E FILOLOGICHE 



MEMORIE 

DEI. I. A 

REALE A C C A D E M I A 

DELL E SCI ENZ E 

DI TORINO 



SER1E II. — TOM. IV. 



SC1ENZE MOKAU STOUICUE E FILUI.OiiM lit 



TORINO 

STAMPER1A REALE 

MDcrcxi.ii. 



MEMORIE STOIUCHE 

DEI TIZZONI CONTI DI DESANA 

E 

NOTIZIA 

DELLE LORO M O IV E T E 

DI COSTAXZO GAZZERA 



Lett* Heltt Adunanst JH 9 e S3 dicembfe IS4I. 



PROEMIO 



Non pochi sono gli scrittori che ricordarono i Conti di Desana 
che parlarono della zecca per essi ivi istituita, o che descrissero 
alcuna delle moncte nscitc da quella officina monetaria. Ma lc no- 
tine che ne vennero da essi fornite sono scarse, e niiste, per 
soprappxu, di iaesattezze e di errori. La piccolezza del feudo posto 
frammezzo alle terre possediite dai Duchi di Savoia e dai Mar- 
ches, di Monferrato, e il non avere i suoi Conti presa parte ve- 
runa attiva nolle diverse fazioni che si dibatterono frequent! nei 
secol. xv e xvi in questa parte deir Italia, e stata ca?ione, cred'io 
che non si avessero troppe occasioni di far inen/.ioiie di essi ' 
Serie II. Tom. IV. 



2 MEMOIUE STOIUCIIE DEI TIZZON1 CONTI ])I DESANA ECC. 

e che la serie successiva iloi Conti feudatarii non fosse mai abba- 
stanza dichiarata e distitita. Le sole moucte uscite dalla loro 
zeeca, che s'incontrano nei priuoipali niusci italiani, ne potevano 
I'ornire il modo: ma o sia clie gli scrittori di monetogratia ita- 
liaua maucassero dcgli opporluni documenti, o che non credes- 
sero di dover spenderc tempo e ricerchc ncl procmarli, poco si 
trattennero intorno a quelle monete; e quanto ne dissero, rimane 
certa prova della loro intiera ignoranza su questo punto. I nostri 
stessi scrittori , ai quali piu che a tutti gli altri corrcva l'obbligo 
di arricehirci di ampie e sicure notizie di cotesta famiglia dei 
Tizzoni, che fu pure grande ed onorata parte di questa patria, non 
furono ne piii abbondanti , ne piu esatti. Qual maraviglia quindi 
che i piu chiari moifetograli nostri Muratori, Carli, Argelati , 
Zanctti, Bellini abbiano tutti smarrita la via, e che nessuno o poco 
fondamento sia da fare di quanto ne vengono dicendo sia dei Tiz- 
zoni di Desana che delle loro monete. Cosi tanto il Muratori (1), 
che il Carli (2), l'Argelati (3) ed il Bellini (1), copiandosi gli uni 
gli altri, altribuiscono tutti al primo signor di Desana Lodovico 
Tizzone, il cancelliere del Marchese Teodoro Paleologo di Monfer- 
rato, che non fu mai ne Conte di Desana, ne Vicario Imperiale, 
una moncta d'argento, da essi veduta, col nome del Conte Lo- 
dovico Tizzone. Eppure Fattento esame del documento deiranno 
fill, citato dal Muratori, e che si legge per disteso nella cro- 
nica del Monferrato di Benvenuto di S. Giorgio, era sufliciente 
a bene indirizzare la loro opinione; se non lo doveva pure la 
natura del conio di essa , che non accusa si grande antichita. 
Impcrciocche quesfaltro Lodovico che primo fu Conte di Desana, 
c al quale venne pel primo conceduto il titolo di Vicario Impe- 
riale perpetuo, non incomincio ad aprir zecca fuorche un buon 
secolo dappoi , e posteriormente all' anno lolO. Quanto alio 



(I) Anliq. ital.med. acv. vol. 2. p. 675. 

(J) Opere vol. 3. pag. 131. 

(3) Monet, ital. vol. 1. pag. 59. 

(i) Dc mon. ital. med. aev. nond. vulg dissert sccund. p»g. 38. 



DEI. CAV. COSTANZO GAZZFRA. 3 

Zanetti (1) rcca esso bensi due monctc appartcnenti a Desana, ma 
non fa motto ne dei Conti Tizzoni, ne delta loro zecca. 

Disegni di mouete di Desana si ritrovano impressi non che nei 
suddetti libri di monctografia italiana, nella sontuosa opera del 
museo numismatico di Vienna, nella tariffa di Anversa dell'anno 
1580, in alcune tarilTe volauti dei nostri Duchi, e nella raccolta 
di editti del Borclli (2). 

Novellamente il signor Giulio Friedlander, dotto giovine Beili- 
nese, neH'operetta , teste useita alia luce, col titolo di Numismata 
inedita commentariis ac tabulis illustrata in-. 4°, consacra alcuni 
paragrali alia iilustrazione di monete di Novara, di Asti e di De- 
sana. In questo le notizic concernenti al feudo , ed ai Conti 
Tizzoni sono e piu abbondanti, ed in parte, d'assai piu esatte 
di quante ne furono date per lo innanzi dai nostri stessi scrit- 
tori. Vero e cbe l'autore si valse per cio di uno scritto inedito del 
gia nostro collega, l'illustrc Conte Napione, del quale scritto parle- 
remo fra poco. Primo il Friedlander seppe assegnare al vero Conte 
Lodovico le monete di Desana che, con tal nome, uscirono di quella 
zecca, sia cbe ne deducesse la notizia dalla qualita del conio che 
non segna tanta antichita, quanta sarebbe mestieri, onde poter 
ascendere al primo Lodovico ed alPanno 1411; che dal leggere, 
nello scritto del Napione , indicata una nuova donazione del 
feudo di Desana, eretto in contea , ad un altro Lodovico, al 
quale, perche piu giovine di forse cenfanni , maggiormente con- 
vengono le predette monete. Sbaglia poi allorche dice che Desana 
venne dichiarata contea in favore di Francesco Tizzone figliuolo 
del primo Lodovico : iinpercioccbe e noto che essa non lo fu che 
nelFanno 1310, ed in pro del Conte Lodovico II. Nessuno poi dei 
Conti legittimi, od illegittimi di Desana port6 il nome di Enrico: 
onde quella moneta che, sulla fede altrui, assegnb dubitativamente 
ad un Conte Enrico, vuole essere ascritta al Conte Agostino. 

Non possiamo inline conscntirc coll'egregio autore allorche 
asserisce, cbe al Vicariato Imperiale andava annesso il diritto di 



(1) Nuov. Uac. vol. 2. p. 81. 

(2) F.dilli Qntichi e Duo\i ue' (ii-incipi <li Savour Tor. 1G81. I'ol. 



4 MEMORIE STOIUCTIF. I>F.t TIZZONI CONTI DI DESANA ECC. 

coniar moneta. Imperciocche era questo, come e noto, tra tutti i 
diritti rcgali, il pin insigne, o che indicava, in chi ne faceva uso, 
quasi potesta sovrana ,• pcrelie potesse supporsi concesso implicita- 
mrntc, e senza chc di esso fosse fatta espressa menzione , o data 
speciale facolta. Tan to grande favore era riputato questo diritto di 
zecca, che nella capitolazione dell'Imperator Rodolfo II, e conti- 
nuata ne' suoi successori , inter auspieia imperii, era loro pre- 
scritto ne cui sitie consensu collegii electoralis nova concedant 
monetarum privilcgia. Nella holla d'oro poi di Carlo IV Imperatore 
cotesto diritto regale fu , come singolare prerogativa, conceduto 
ai Principi elettori. Non sara quindi da maravigliare, che nonpochc 
citta libere italiane ne consacrassero il benefizio ricevuto, col 
rammentare sulle monete il nome del Re o dell' Imperatore, dal 
quale erano state graziate. Cosi le monete del comune lihero d'Asti, 
e quelle della repuhhlica di Genova segnarono, per alcuni secoli, 
il nome di Corrado, altre quello dell'Imperator Federico ecc. E 
hensi vero che difficilmente veniva negato, cotesto benefizio della 
zecca, a chi gia era investito della qualita di Vicario pcrpetuo 
deirimpero; sempre che all'autorita della persona fosse congiunta 
Tampiezza ed indipendenza di dominio; ma l'uno non era, ne poteva 
essere , la conseguenza deU'altra. Quando cio fosse stato; invano 
allora ed ingiustamente, per comando dell'Imperator Rodolfo, dalla 
Camera fiscale aulica sarebbe stata mossa querela , pel fatto della 
zecca, al Conte Delfino Tizzone Vicario Imperiale, ed ingiunto di 
•lover indicare per quale facolta, o privilegio fosse da esso coniata 
moneta: inibendoli frattanto l'esercizio della medesima sino a 
che fossero appurati i titoli in virtu dei quali n'era investito. 
Non si prevalse gia il Conte nella risposta, od invoco il prcteso 
diritto annesso al Vicariato Imperiale, che non lo avrebbe po- 
tuto; ma nelTimpotenza di allcgare speciale facolta o imperiale 
concessione, appigliossi al solo partito che li rimaneva, quello d'in- 
vocare la consuetudine di padre in figlio, la quale da esso Del- 
lino risaliva sino alia istituzione del comitato, 1310, nella per- 
sona del Conte Lodovico, che primo aveva aperta la zecca in 
Desana. Ad ogni modo stimabilissimo e il lavoro del sig. Fried- 
lander, e li dobbiamo molta riconoscenza eziandio per avcrci 



DEI. CAV. COSTANZO CAZZERA. 5 

fbrniti della cognizione di alcunc moncte di Dcsana che ci crano 
ignoto. 

Molti studi aveva fatti Monsignorc, jioscia Cardinale dclla Mar- 
mora, intorno allc monete dei tempi di mezzo, e di quelle so- 
prattutto che uscirono dalle zecche delle repubbliche, dei Mar- 
chcsi , dei Conti, c signori di feudi in Piemonte, Monferrato, 
Saluzzo, Alessandria, Asti , Tortona, Messcrano, Desana, S. Be- 
nigno, Montanaro, Ivrea , Cocconato, Frinco , Cisterna e Mon- 
tana. Intiefa era la serie, per esso ordinata, delle moncte latte 
coniare in Messcrano e Crevacuore dai Marclicsi indi Principi 
di Messerano; e grandi pure, e si pud dire compiuti, i materiali 
scritti, die con assidue cure e fatica di oltre a 50anni, era riu- 
scito a potcr raccorre, nell' intcnto che avessero col tempo a 
servire per la compilazionc di una storia di quel principato; e lc 
unc e gli altri , che sono, credo, conservati tuttora nella sua 
il lustre famiglia, aspettano una mano benelica che valga ad or- 
dinarli in istorico lavoro, il quale non sarebbe certo privo ne 
d'intcresse ne di novita. Molte crano altresi Ie carte raccolte 
concernenti al feudo ed alia zecca di Desana , di molte delle 
quali ci fu dato di poterci servire. Soprattutto prezioso e il vo- 
lume , caduto nelle nostre mani, per dono del caro ed infelice 
amico, Tavvocato Lodovico Costa, nel qual libro sono riunite tutte 
le deliberazioni, i conti e le altre note concernenti all' esercizio 
della zecca, dallo stesso Cardinale riunite in un sol corpo, ed 
alcune anche copiatc di proprio pugno, dall'archivio del Marchese 
di Roddi. 

A questa zecca pure aveva rivolto l'animo, e di buon'ora erasi 
proposto di destinarvi uno speciale lavoro, il dotto Giuseppe Barone 
Vernazza, che di esso parla in molti de' suoi scritti a stampa. Al- 
cuni mesi prima della funesta sua morte, accaduta in maggio 
dell'anno 1822, erasi accinto all'opera con uno scritto, che vo- 
leva intitolato Monde di Desana coniate da nsmyatori, il quale, 
per grande sventura, non venne condotto oltre alle quattro pa- 
gine esistenti presso di me. Dal titolo, e dal poco che aveva mcsso 
in carta, s'impara che solo scopo dello scritto era quello di par- 
lare delle moncte fatte battere in Desana, dai fare usurpalori del 
feudo, Tornielli, Berardi e Momoreo. Intorno ad una moneta di 



G MEM0H1F. STORICHE DFf TIZZONI CONTI DI DESANA ECC. 

quesfultimo avcva appunto letto una notizia all'accadcmia, il so- 
pra lodato Conte Napione, nella quale, oltre ad alcunc conside- 
razioui gencrali, entrato a pariare del Alomorco usurpatore did 
i'cudo di Dosana, rcca un brano della convenzione passata in 
M i l.i i hi tra il Tornielli cd il Bcrardo della Focaudiera, die noi 
diamo intiera neU'appcndice ; ma lion estese le sue rieercbe ol- 
tre a quel solo oggetto. Copia di questo scritlo del Napione venne 
alle niani del Friedlander per cura , cred'io, di un altro dotto 
giovine Berlinese il sig. Doenniges, clie aveva passati molti mesi 
in Torino, studiando negli arcbivi nostri di Corte. 

Ai sussidii sin ora indicati, non certo abbondanti, s'aggiun- 
scro <iuelli molto maggiori per ogni aspetto che ne vennero ap- 
prestati dalla gentilezza senza pari del sig. Marchese Enrico della 
Chiesa di Cinsano, Maggiordomo di S. M. Non dubito questi di 
aprirci il domestico archivio, e di fame copia dei documenti 
original! importantissimi, cbe in gran numcro vi sono conser- 
vati, concernenti al feudo di Desana. Pervennero questi nella il- 
lustre sua famiglia pel matrimonio contratto da un suo antenato, 
il Marcbese Filippo della Cbiesa di Cinsano, colla damigella Eleo- 
nora Camilla, sorella primogenita delle tre sole figliuole superstiti 
ed eredi deirultimo signor di Desana, il Conte Carlo Giuseppe 
Francesco Dellino Tizzone Marcbese di Roddi. Non pochi di questi 
documenti saranno pubblicati nell'appendice. 

II metodo per noi seguito in questo lavoro, e quello stesso cbe 
venne praticato in altro nostro scritto numismatico, il metodo 
storico (1). Non e di fatto, a parer nostro, cbe per via di tali 
storiebe disquisizioni intorno alle famiglie, le quali nei secoli di 
mezzo fecero coniare moneta nei proprii l'eudi, cbe queste, quali 
monumenti storici soltanto, possono oggimai avere qualcbe pre- 
gio, od essere di qualcbe utiuta. Rozze, scarse e miste d' infimi 
metalli, non e cbe per lusso di scienza cbe si vorrebbcro pren- 
dere in uguale csame, od equiparare con quelle nitide di conio, 
e sincere di peso c di bonta, cbe uscirono dalle zeccbe regali o 
cesarce. Le monete baronali si bene, per la natura e varieta dei 



(1) Discorsi lolorno alle zccclie c a«l alcuao rare moiieti 1 Jc' !Harch03i di Cova ecc. 



DF.I. CAV. COSTANZO CAZZEIIA. * 

tipi e dcgli iinpronti, per le iscrizioni e per i motti cbe vi si 
leggono, oltre all'istiuirci inlorno alia esistenza cd alia genealo- 
gica discendenza dei signori che le fecero coniare , ne daimo 
eziandio, e bene spesso, la ragione di alcuni fatti, o ne svelano 
avvcnimeali arcani, non inai o iiialamcutc spicgati per lo avanli, 
con vantaggio della storia e delle famiglie. Cosi per rispetto ai 
malevoli, cred'io, o a coloro che contestavano ai Tizzoni il diritto 
di zeeca , il Conte Gio. Bartolommeo fece porre in uno suo 
testone il motto Cacsaris Maximiliani mumis, ed il conte Anton- 
Maria Taltro sub umbra alarum tuarum, ondc fosse manifesto 
che dagli Impcratori ne ripetevano essi la facolta. In alcuni zec- 
chini o ungari fatti coniare dal Conte Carlo Giuseppe, volendo esso 
alludere alio stato delTanimo suo, per le traversie e molestie cbe 
I'erano suscitate nel feudo, si leggono i motti; in uno, non timebo 
jnala quia tu mecum cs, ncll'altro non semper depressus Comes 
Decianae. 

Del rimanente lo scopo precipuo dei piccoli signori coH'otte- 
nere, o coll'iisurpare la facolta di aprir zecca ne 1 loro feudi, ol- 
tre a quello di soddisfare alia vanita, ostentando potenza di prin- 
<"ipe indipendente e sovrano, era onninamente rivolto ai gua- 
dagno; ne potendo qucsto essere proporzionato alPavidita ed al 
bisogno, per la piccolezza del territorio e della giurisdizione, s'ap- 
pigliavano quasi cbe tutti al partito di lasciare cbe fossero co- 
niate monete simili nel tipo a quelle dei grandi Stati, ma scarse 
e di inferiore bonta,con immancabile incaglio alio sviluppo della 
industria e del commercio, e grave danno dei popoli. Tanto piu 
poi, cbe gran parte di queste monete dei piccoli feudatarii erano 
tra loro somiglianti pel conio, per le figure cbe vi sono impres- 
se, e pei motti o leggende, se non ancbe per il peso e per la 
bonta. Qucsto scontro di tipi uniformi in monete uscite da zec- 
cbe diverse di luogo e di padroni, non £ di dillicile spiegazione. 
Le zeccbe haronali , per quanto attive si vogliano credere , non 
erano tali peio da poter produrre sufliciente guadagno, onde som- 
ministrare tanto di lucro da supplire ai bisogni delli zeccbieri cbe vi 
erano preposli; quindi la necessita per qucsti di dirigere varie zeccbe 
contemporancamente, o in difctto di cid, di passare dalPuna al- 
I'altra, a seconda del maggiore salario cbe ne speravano. Muniti 



8 MEMOME STOIUCHE DEI TIZZOM CONTI Dl DESANA. ECC. 

di mi dato c ristretto nunicro di matrici, o di pun/.oni, quelli por- 
tavano seco in ognuna dcllc varie zecchc nolle quali erano chia- 
mati maestri. E o sia che dirigessero l*olIicina monclaria degli 
abati di S. Benigno a Montanaro , qnella dei signori di Messe- 
rano a C re vac no re , l'altra vescovile dlvrea, l'imperiale di De- 
sana, o quelle anche piu important] dei Duchi di Guastalla o di 
Monl'errato, in tutte adoperavano que'punzoni stessi, e di ognuna 
di tali zecchc si conoscono monete che si rassomigliano in ogni 
parte, fuorche nel nome del feudatario e nella bonta, la quale 
e varia sempre, ma non sempre in pregiudizio della zecca 3 
cbe le coniava. LTaver dunquc quasi ovunque abolito 1'esercizio 
dclle zecchc signorili, vorra essere tenuto per sommo beuelizio; 
le quali ristrette oramai nei soli Principi sovrani , e di gran 
Stato, non lasciano dubbio sulla bonta e sincerita del dauaro 
che n'e coniato, e viene per tal modo aperto il libero corso alle 
moltiplici operazioni del traftico e del commercio, i'ontc certa cd 
inesausta di agiatczza e di ben essere dell' universale. 

Non occorre adunque, per queste monete baronali, di venire 
istituendo csami e confronti sulla loro bonta , sul loro peso e 
valore , non che sul rapporto di esse cogli elementi tutti del vitto 
e del vestito o colle derrate, i quali esami non potrebbero non 
essere ognora incsatti, e non condurne a conseguenze menu 
certe e fallaci. Non cosi per le zecche dei grandi Stati; in que- 
sti le buone rcgole di governo, ed il proprio loro interesse in- 
duce i Principi a vegliare attentamente sulla moneta , ed a che 
non esca danaro dalle loro officine monetarie, il quale non si 
trovi conforme al peso, alia bonta ed al valore prescritto dalle 
leggi- 

1 disegni da noi pubblicati non derivano tutti dalle monete 
eflettive ed esistenti tuttora, e passate sotto i nostri occhi. Non 
pochi si sono copiati dalle gride , dalle tarille antiche , e dalle 
opere di monetogralia dei sovraindicati autori. Alcuni ci vennero 
inviati dalla cortese benivolenza del Cavaliere D. Michele Lopez 
direttore del museo numismatico di Parma. Altri ne furono co- 
municati dal museo imperiale di Vienna per oi>era deinilustre 
e dotto archeologo il Conte Benedetto Giovanelli podesta di Trento, 
procuratici dal custode di cruel dovizioso museo, il sig. Bergman. 



DEI. CAV. COSTANZO CAZZERA. g 

II gia da noi lodato eruditissimo giovine, Giulio Fricdlaiuler, ci 
l'u cortese di alcuni pure, da esso fatti ricavare per noi, da opere 
ia lingua tedesca ignote allTlalia, e dal suo domeslico inuseo. 
Tutti gli altri, e sono i phi, furono copiati sulle monele stearic 
conservate, in sufliciente copia, nel cabinetto numismatico delle 
inonete italiane proprio di S. M. , per soninia grazia del custode 
c creatore del niedesiino, il eollega nostro Cav. Domenieo Promis 
bibliotecario della Maesta del lie, e dal inuseo munismatico Lavy 
dell'aceadcmia nostra delle Seienze. 

I document! delTappendice non servono soltanto a prova di 
quanto vienc detio nel corso della narrazionc, ma valgono a for- 
nire altresi non poche altre notizie, delle quali si potra giovare 
la storia tanto politica cbe civile e letteraria di queste parti del- 
l'ltalia occidentale, per lo spazio di oltre a due secoli. Tali docu- 
menti si compongono di diplomi, lettere patenti, investiture dei 
varii Imperatori, che sederono sul trono dei Cesari, da Massimi- 
gliano I a Leopoldo I, non che di altre lettere, giudicati, sen- 
tenze di Principi e signori italiani di quelPeta, da noi copiati 
sugli originali. S'aggiungono molte lettere cesaree dallTmperator 
Massimigliano I indirizzate al Conte Lodovico , colle risposte di 
questo allTmperatore , lettere che si vogliono chiamare di argo- 
niento anzi i'amigliare die pubhlico. Seguono altre cpistole di va- 
rii illustri cultori delle lettere, conteinporanei dello stesso Conte 
Lodovico, del quale, per la fama che correva della somma sua 
erndizione edottrina, era ricercata la corrispondenza c rainicizia. 

Bel monumento del sapere c dell'amor per le lettere di questo 
primo Conte di Desana rimane in un grosso codice membrana- 
ceo della hiblioteca deiruniversita (1). II codice £ autografo per 
quanto pare, e di oltre mille pagine in foglio piccolo, di bella 
e nitida scrittura del principio del secolo xvi. Registrava in que- 
sto codice il Tizzone , quanto ne" suoi studii credeva potesse tor- 
narli prolicuo per il progresso dei medesimi. Quindi lunghe note 
e trattatelli eziandio, sulle varie parti del sapere uniano, sulla mi- 
tologia greca e roniana, sulla geografia, sulla storia, sulle arti 



(1) Se^nato L. iv. 22. 

Seiue II. Tom. tV. 



10 MEMORIE STORICIIE DEr TIZZONI CONTI DI DESANA T.C.C.. 

e sulla filosolia degli antichi, platonica singolarmcnte; che mollc 
lottere ed operette di I\Iarsij;lio Ficino, c di Pico delta Mirandola, 
ristauratori di tale lilosofia in Italia nel secolo xv, sono ivi pure 
da esso per disteso trascritte. Da questo codice abJ>iamo ricavate 
le varie lettere reciproche deirimperatore e del Contc, non che 
le altre dei letterati alio stcsso Tizzone poste nell'appendice. Oltre 
a quanto abbiaino piu sopra indicato, trovansi cziandio nel co- 
dice tizzoniano varii scritti , e non poche originali produzioni 
letterarie del Contc stcsso, delle quali cose tuttc abbiamo piu 
ampiamentc parlato nel corso del nostro lavoro, il quale, senza 
piu, raccomandiaino alia benignita dei leggitori. 



DEI. CAV. COSTANZO CAZ/.KJIA. 



I I 




FAMIGLIA DE TIZZOM. 



Ant.ca e posscnte famiglia della citta cli Vercelli furouo i Tizzoni- e.nuli 
d, quelle degli Avogadri,. degli Arbori e degli Alciati che ostentavano 
uguale ant.chua e pari possanza, non si restarouo che non giun-cssero 
a poterne equiparare il credito e l'autorita, siccome ne pare^iuvano il 
valore e le ncchezze. Ma come accadc ognora , dalla emulazione naccpe 
la nval.ta, e quesla genero le gare, le inimicizie e gli odii, i quali ac- 
Ortscait! posc.a per la sovraggiunta peste di setta e di parte , i Guelli 
cd i Ghiballioi, furono cagione di.orride dissensioui, di oflese, e di niorti 
Qhfl eon danno reciproco, e per lunga serie di anni , lacerarono cnula- 
niciite il scno della patria. 

Senza volere che la casa Tizzone, con ridicola discendenza, e in retta 
hnea, proccda da quel Ticio tribnno military, ucciso alia battagBa di 
Ravenna, v.nta da Belisario sopra Vitige, del cui valore, in una lettera 
dellnnperalor Gius.iniano a Narsete patrizio" si fiumo giusti elogi; era 
essa di gia Ulustre assai nel secolo duodecimo; ed un Tizzone si scor-e 
podesta dclla sua patria nel ,,83, tempo della pace di Costanza, e moUi 
altn del mederimo casalo sono menzionati per que' tempi, ne' n.onumenti 
di qnella c.tta , per ambasceric sostenute, e per altre cariche pubbliche 
>» patria e fuori di essa. Nulla poi .neglio prova il lustro c lo splendor* 



I 3 MEMORIE STORICIIE DKI TIZZONI CONTI PI DESANA ECC. 

di quests famiglia, quanta lo scorgcrc come, nel seeolo decimotcrzo, 
Fosse salita ;i tale grailo di forza, di ricchezze e tli potere, da dominare 
la citta c repubblica vercellese, e da scacciarne e tencrc lonlaiii gli odiali 
rivali (i). Pari alia polenza crano le ricchezze, sc qnestc valsero a dare 
origine a tre contadi, in tee rami della slessa famiglia, tjuali furono i 
Tizzoni conti dclle Rive, i conti poi marchesi di Cresceiuino, ed i si- 
gnori in pria, poscia conti di Dcsana. A quest 1 ultimo ramo della casa 
Tizzone noi abbiamo indiritti i nostri studi, siccome qucllo die innal- 
zatbsi di buon'ora all'allezza del principato, tenne per quasi tre sccoli 
nella propria casa, e in mezzo a disguslose e frequenli vicende di guerre 
ed iuvasioni nemiche, di lunghe ed accanite discordic domestiche, e cir- 
condato da avidi, gclosi e potenti ncmici , il dominio del conlado di De- 
sana; al quale ramo solo fu conferito il vicariato pcrpetuo del romano 
impero, e il solo che istituisse la zecca nc' proprii dominii, della quale 
non feccro uso solo tutti i Tizzoni che succederono nel contado, sino alia 
cstinzione della liuea maschile nel i6g3, ma si servirono pure alcuni e- 
stranei, che le vicende di guerra e la prepotenza e l'usurpazione spinsero 
ad impadronii'si di quel castello. 

Desana e nobile borgo posto nella diocesi di Vercelli e snlla strada 
che da questa citta conduce al luogo di Trino. I confini del suo terri- 
torio, in una pergamena originale di procura di Lodovico TI per ricevere 
l'iuvestitura di Desana, 17 giugno i485 , sono descritti come segue — 
Coherent ab una parte fines loci Triumccrrorum mediante aqua gar- 
i/ina , ab alia parte Jincs loci Auxiliani , ab alia fines loci Lignane , et 
alia parte fines loci Ronsi/ii, et ab alia locus Lavizate. — Quesli luo- 
ghi di Trice.ro, Aziliano, Lignana e Ronseeco, sono tutlora i confini del 
borgo di Desana, Taltro di Levizate essendo slato annullato per I'edilto 
10 novembre 1818. Desana fu dato, da Arduino marchese dTvrca c re 
d'llalia, al suo parziale e cancelliere Cunibcrto , preposto della chiesa di 
S. Eusebio di Vercelli. Passalo quindi in proprieta del coinune di Vei^ 



(1) Verum in dies crcscenlc discordia chili oh dissidia Advocalorum ct Tilionorun}, el pn^oante 

ipso Man liM.ni- ( Monlisfcrrati ) proTilionis anuo 1277 ciccti e civilale Ad\ocali Titioni 

morte Napoteoni della Torre ct adliaerenlia Ouillclmi niarcliionis Montisforrali audacion s effecli, 
ipsum (fiilliclimim prirao enpitanenm popult Verccllensis constiluerunt , mox Advocates et Ar- 
borienses cum eorum amicis ct seguacibus c civitale eiecerunl, et quos in carcercm delruscrunt 
el foeda depopulatione turn Advocati turn Tilioni vaslaules per decern furc annos tolani reyioneiu 
lacruni? cuncta implcvernnt ccc. Durandi, Murca d'lvrea, pag. KWJ-7. 



dpi. cav. r.osTANzo c.Azzriu. jvn3 

colli, da Ugolino Gonzaga, capitaoo al servizio del marchese di Monfcr- 
ralo , al dire di Pietro Azaiio, (i) fu jircso ncl 1 3 1 "j , ed inlicranienlc 
disfatto; c cosi rimase dipoi sino all'anno i4'i> ncl quale passu, conic 
vedremo, nclla signoria dei Tizzoni. Non e gia clie questi fosscro afTalto 
cstranei in tal borgo, e che per la ottenuta donazione soltanto avessero 
i -v i clie fere i Tizzoni. Vaste possession i posscdevano essi, e da tempi anti- 
chi, in qlie' dintorni , ed erauo ivi pure gia assai potenti, qnantunquo 
per uiaueauza di lilolo legiltiuio non potessero escxeirvi dominio o si- 
guoria. Tauto appare manife.stanicntc da una parlicclla di tcstamento 
dell'anno 1142, di nn Tizzone figliuolo di un All>erico, pel quale a Gio- 
\anna sua mogtte; figliitola di un Guglielmo Malaspina, fra le allre rose , 
lega rusufrulto de'beni suoi Castri Decianc (2). 

La costanza e la fennezza di questa famiglia nella pnrte (jhihellina , 
1'u, piii clie nessun'altra , eagione dell' aver avulo essa ehe fare coi duchi 
di Milano c coi marchesi di Monferrato ; i quali ultiini, quautunque sn- 
vcnle, ed a norma dei loro interessi o capriccio, saj>essero cangiare parte 
e colore, tuttavia inclinavano ognora e maggiormente verso i Ghibellini. 
Inoltre i Tizzoni possedevano vaste tenule negli stati di Monferrato, in 
Trino , Crcseenlino, Ponzano ; ed il luogo stesso di Desana, ove, come 
abbiamo osservato , avevano pure non pochi possessi, dopo la conquista 
fat tanc dal Gonzaga , era rimasto sempre in potcre del marchese di Mon- 
ferrato. Quindi non fara maraviglia se i Tizzoni cercavano con ogni ma- 
niera di servizii e di ossequio di tenersi nelle buone grazie di questi 
marcliesi; e se noi scorgiamo in ogni tempo propensi i Tizzoni e faulori 
degli interessi e della prosperity dei medesimi , i quali eziandio ne favo- 
rirono ognora le parti , e molti sempre di questa famiglia Tizzone obboro 
al loro servizio. Ma niuno tra questi giunse mai a pin alto grado di fa- 
vore e di carica, quanlo nel secolo decimoquinto un Lodovico presso 
il marchese Teodoro Paleologo , che creatolo successivamente senatore , 
eonsigliore , e per fine gran caneclliere del marchesato , lo adoperava in 
niodo, che nulla si meditava o faceva, da quello svegliato e possente mar- 
chese , senza il consiglio e 1' intervento del Tizzone. 



(I) In chron. pap. 183. Medial. 1771. 4." 

(21 F.jjo Ticiomis tilius Alhenci volo quod Inlianna uxor moa halipal sua bona dolalia mili't rcssa 
a Willclmo, inarch'uinc do Malaspina eins palre , et prelorca \olo paritiT quod lialieat usum- 
f'mcliini bonorum incorum Caslri Dceiani*. 



1 4 MEMORIE STOIUCI1E DEI TIZZONI CONTI DI DESANA ECC. 



LODOVICO I. 



Da cjuesto Lodovico Tizzone appunto incomincia la seric dei signori 
e poscia conti di Desana, dei quali abbiamo deliberato di raccorre le 
memorie , e di render pubbliche e dichiarare le monete uscite dalla 
zecca per essi aperta in cpiel borgo. Jl lungo e fedele servizio prcslato 
da Lodovico Tizzone al marchese Teodoro , 1' alto grado di onore al 
quale era giunto , ed il soinino favore di cui godeva presso di lui ; il 
pensiero inoltre di vanlaggiare la propria famiglia e di mantenerla nello 
splendore stesso, anche nell'avvenire, e dopo il suo decesso, tutto concorse 
a destare nell'animo del Tizzone il desiderio di poter percio otteneie una 
qualche stabile signoria. Gettati quindi gli occhi sopia il borgo di De- 
sana, centro de' suoi possessi , e scorgeudo come quello rimanesse devastato 
e derelitto, e di quanto utile sarebbe per ridondare a se ed al marchese 
suo signore, se fosse ristaurato, fortificato e popolato; die si avrebbe cosi, 
e ad ogni evento, un luogo chiuso e forte, posto sul confine del comune 
di Vercelli e degli stati marchionali , il quale inoltre servirebbe d'assai 
alia sicurezza della strada che da Vercelli tende a Casale, sia pel tras- 
porlo de'viveri e delle mercanzie, che per ogni maniera di comunica- 
zione e di cominercio; si fece anhno il Tizzone, ed esposti al marchese 
Teodoro i prefati vantaggi e il desiderio suo , lo supplico a volerli concedere 
per quanto stava in lui, e procurarli dal comune di Vercelli, il rclto domi- 
nio di quel luogo , che si assumerebbe percio il peso di ristaurarlo , rifarne 
le mura, e popolarlo, le quali cose si sarebbero difficilmente potule conse- 
guire, se non da chi ne fosse dichiarato vero e legittimo padrone e signore. 
Accolte favorevolmente e con benignita dal marchese le suppliche del 
suo cancelliere, sia che vi scorgesse di fatto tutti que' vantaggi che se 
l'erano indicati, o meglio forse per gralificare i lunghi ed important! 
servigii del suo fedele ; rinunzio esso non solo e di buon amnio a tutti 
i diritti che li potevano, per la conquista, spettare sul borgo di Desana, 
ma s'indusse eziandio a scrivere , in data i5 settembre 1 4 * f > una l et ~ 
tera di richiesta al podcsta ed al geneiale consiglio di Vei'celli, onde in- 
durli a conccdcie al suo cancelliere e loro concittadino Lodovico Tiz- 
zone la tntiera proprieta c I'assoluto douiinio del borgo predelto di 



DEL cav. costvnzo cazziiu. i5 

Desana (i). Riccvulo qiiost'iiflizio del niarchesc Teodoro, il comunc tli 
Vercclli ordino che iiinnauiiiu-iitc si convocasse il generate consiglio : il 
quale adunato, in numero di quaranladiie crcdendarii, per ordine c sotto 
la presidenza di Guidino da Muraun professore di leggi , vicario e luogo- 
tenenle di Guidetto di S. Giorgio de' conli di lMandrate podesta , e lelta la 
comincndatizia del marchese, il Consiglio unaniine, iiemine discrepantc , 
mice et nomine totius communilalis , el universitatis civitalis I'ercellarum , 
feccrunt et faciunt puram , meram , simplicem et irrevocabilcm dona- 

tionem ad prcsens et inter vivos nominative de loco, burgo , po- 

derio et territorio ac Jinibus Desanae districtus f^ercellarum , al pre- 
detto Lodovico Tizzone presente ed acceltante, con il mcro e misto im- 
pero, e totale giurisdizione , Jiomagiis,fidelitatibus ,Jictibus , furnis , mo- 
lendinis , pislis , follis, venadonibus, piscationibus , pascuis, vajrdis, dacitis 
oneribus realibus , personalibus , ac mixtis , angariis et perangariis, 
aciuis , aquarum decursibus , ecc. ; la cpial donazione doveva valere per 
se, pe' suoi eredi e succcssori maschi , nc mai passare in alcuna fem- 
nii na , nullo modo transeat vel transire possit in aliquant feminam, 
ma rimanere perpetuamenle ne' maschi dell'agnazione de' Tizzoni , re- 
mancat et remanere debeat in masculos dictae agnationis Tizonum. 
Deputarono inoltre i nobili Succio de' Savomonti e Giorgio de' Cagnoli, 
sindaci del comune, a doversi rccare a Desana onde porre in possesso 
il predetto Lodovico (2), il che fecero il giorno dopo. 

Curiosa, e degna di essere notata, e la fonnalita osservata in tale occa- 
sione di presa di possesso. Giunti sul luogo di Desana, i due sindaci, in 
compagnia de'tre teslimoni nobili Vercellesi, Franccschino de Agaciis , 
Gualino de Septimis, e Bartolommes de Tronzano, unitamente al notaio ed 
altre persone del seguito del Tizzone, e di alcuni abitanti del luogo stesso , 
accipiendo ipsum nobilem Ludovicurn per manum dextram eundem in- 
troduxerunt et posuerunt in corporalem possessionem et tenutum dicti 
loci et burgi Dexanae. Ponendo nelle mani del medesimo signor Lodo- 
vico clausuras portarum et introituum ipsius loci , ipsas aperiendo et 

claudendo , ac dando ipso Ludovico de terra , Jterba et frondibus 

in manibus et gremio ipsius, et sic successive ducendo ipsum per vias 



(1) Itcnv. S.Giorgio cronica 999. 
(i) Bcnv. S. Giorgio. I. c. 



it) MI'.MlllUE STORIdlE BE] TI/.'/.ONI CONTI DI DESANA ECC. 

magistras ad platens et ad furnum poncndo de lapidibus et tcgulis 

in ipsis et super ipsis cxistentibus in manibus ipsi/is nobilis Ludovici 
faciendoque amplecti muros ipsavum platearum etfurni (i). 

i'reso cost il possesso della nuova signoria , c nel inentre die atten- 
deva seriainente e Java opera a restaurare il borgo, 11011 si tenne tal- 
mente sicuro dell'acquisto fatto,chenon desiderasse torre ogni ulteriore 
ostacolo die potesse opporli il Viseonti di Milano , supremo signore di 
Vercelli in quel tempo , dal quale poteva esserli coutestato il dominio. 
S' indirizzo quindi al duca Filippo Maria Anglo , il quale , medianle i 
buoni uflizi e la raccoinandazione del marchese Teodoro , con diploma 
dato da Pavia il di t di marzo i48a, gliene fece solenne ed intiera con- 
lerina (3); il quale Filippo Maria poscia, con altro diploma di salvaguar- 
dia , glicla conferino in ampia forma , prendendo inoltre ipsum Ludo- 
vicurn cum dicto loco sub nostri recomandatione et protectione (3). 

Ne contento a cio il Tizzone , nou ebbe posa sino a clie non li venne 
ottenuto che 1' insigne donazione fosse meglio ancora corroborata, col ve- 
nire ammessa nel uovero dei feudi di nomina e concessione imperiale. 
\ alulosi quivi pure della costante parzialita e protezione del marchese 
Teodoro , fece ricorso all 'imperatore Sigismondo , il quale con diploma 
da Lodi , 16 dicembre i4i3 , non aderi solo alia fatta donazione del 
comune di Vercelli , ma inoltre considerantes , dice il diploma , atten ■ 
tius magnae fidditatis et devotionis obsequia que praefatus Ludovicus 

nobis et imperio sacro exhibuit ecc sibi suisquc haeredibus legi- 

timis praefatum locum cum omnibus et singulis suis iuribus in 

feudum nobile paternum avitum et praeavitum dedimus , concedimus et 
damus et concedimus per praesentes (4)- 

Morto poscia nell'amio 14 18 il marchese Teodoro grande beiiefaltore 
del Tizzone , non li venne meiM> percib ne la buona grazia , ne la pro- 
tezione del nuovo marchese Gian Giacopo , presso il quale continue) ad 
occupare tuttc le cariche delle quali era investito, e quella singolartnente 
di gran cancclliere del marchesato. Inlcnto quindi a voler porre se ed il 



"(i) Appoml. n. I. 

(2) Append, n. 2. 

(3) Append, n. 3. 

(4) Appc-ud. u 1. 



BEL CAT. C0STAKZ0 GAZZKRA. in 

I'c-iulo al coperto delle evenlualita, a cagione delle guerre che non ccssa- 
vano in que' tempi; impetro clal niarclicse Gian Giacopo, e in data del 6 
di gennaio i4ag, ottenne unampia salvaguardia, per la quale prende esso 
Tizzone, il feudo e gli uomini del medesimo sotto la speciale sua prote- 
zionc , proinettendo di far si clie venga incluso in omni contractu pads , 
treguarum seu altcrius generis per nos celebrundo pro raccomandato et 
adharente nostro (i). 

Assicurato per li sovra indicali diplomi c salvaguardie della perennita 
della signoria otlenula , non cesso il Tizzone di pone ogni cura afline 
di mettere il borgo in buon essere , restaurando i caseggiati diroccati , 
forlilicaudo la rocca e cuigcndola di forti mura. Ma indarno avrebbe 
cio fatlo se la terra fosse dovuta rimanere scarsa di abitanti. A tanto 
iatese il prowido Lodovico, che alleltati con doni e con privilegii gli 
abitatori delle terre vicine, inolli concorsero a stabilirvi il loro domicilio. 
Consta di fatto per l'istromento di fisdelta, 17 ottobre i45g, prestato 
dal comune e dagli uomini di Dcsana a Francesco Tizzone, nipote di 
Lodovico primo signore del luogo, che questi non aveva solo accresciuta 
la popolazione del borgo , ma innalzatolo alia dignita di vero comune , 
con podesta, consiglio generale; e median te eziandio certi patti e conven- 
zioni consentite a vicenda, coucedute inoltre immunila, esenzioni e fran- 
chigie, delle quali, nellatto medesimo, si chiede al nuovo signore conferma 

ed osservanza: praefati consiliari sitis nominibus propriis et vice et 

nomine (otitis communitatis hominum et singidam personam dicti loci 

cum instancia debita supplicarunt D. Francisco domino suo qua- 

tenus placeat confirmare et homolagare ac de novo concedere pacta, 

immunitates , exemptiones , com-entiones et franchisias quas habebant 
cum praejato bonae memoriae D. Ludovico avo suo et per ipsum sibi 
concessas. Sc con questi savi c giudiziosi ordinamenti era riuscito ad ac- 
crescere la popolazione, a procacciarc L'amore e la riconoscenza dei po- 
poli della sua signoria, le molte e gravi spese incontratc per l'assesta- 
mento del borgo c della fortezza ne avevauo csaurito l'erario per modo, 
che ne il reddito dc'suoi possessi, ne futile delleniinente carica di gxan 
cancellicrc di Monfcrrato, che non aveva niai dismessa, valcvano a porlo 
in grado da far - froute. a uuovi occorrcnLi bisogni. Gondotto a tali slret- 



(1) Append, n. 5. 

Sep.ii: n. Tom. IV. 



l8 Ml MORIE STOIUCFIE DEI TIZZOM CONTI DI DESANA ECC. 

Une il Tizzonc , ne volendo lasciare iiiiperfetle tante operc si bene av- 
\iate, peasb di potcr alienate i rcgali del feudo, per 1' asscstaincnlo del 
quale aveva incontrato Lb maggiori spese. Ma quest'alienazione faita con 
daimo suo, c senza il permesso della camera imperiale , da cui rilevavano , 
venue annoverata tra le precipue cause , in tempo posteriore , per cui 
I'impecatore Massimigliano aveva a se avocato il feudo suddetto. Tanto 
COIlSta dal diploma deUimperalore slesso, in data del 3 di luglio i5io, da 
Augusta, col quale concede nuova inveslilura o concessione del feudo di 
Desana al conte Lodovico , nel epiale sono le seguenti parole : Scientes 
plane, dice 1' iinpcratorc , et p/enissime cognoscentes castrum et biivgum 

sen locum Dcciu/ie cunt territoriis et prediis apertum et devolu- 

tuin fuisse et esse ad nostram imperialem camevam ob neglcctam, etc. . . . 
ac etiam ob alienationem in iacturam imperii per Ludovicum praesentis 

Ludovici ai'iun paternum sine scitu et nostra speciali licentia de 

communibut zerbis, funds , molendinis , pascuis nemoribus datiis etc. 

Fraltanto le vicende di gucrra in Italia e la leggiera ed incoslantc na- 
tura di Filippo Maria duca di Milano, l'avevano a tale ridotto a dover 
non poco travagliarsi onde poter riuscire a rappacificarc i molti neniici, che 
nel corso deU'anno 1427, se gli erano collegati contro , fi'a quali il duca di 
Savoia Amedeo YIII. Condizione di pace con quest' ultimo fu la ces- 
sionc faltagli da Filippo Maria della citti di Vercelli, stipulata in Torino 
il 2 di dicembre di quest'anno stesso. NeU'istromento di cessione essendo 
compresa non la citta solo di Vercelli col suo territorio e distretto, ma 
si pure tulle le lerrc, borghi e castella die da essa dipendevano; quindi 
anelie il luogo di Desana si trovo di fatto, e da quel tempo passato sotto 
lallo douiinio della casa di Savoia. Una clausula del contratto colla quale 
il duca di Savoia si obbliga, omnes et singulos cives praediclae civitatis 

eius districtus tarn nobiles quam plebeos et rusticos elementer , 

gratiose , atque benigne tractare , fa onorevole e speciale , anzi uuiea 
menzione dei Tizzoni dicendo, et maxirne omnes nobiles de Titionibus. 
Non apparc tuttavia e dojio cio, die giammai dal signor di Desana sia 
slato prcstato omaggio o particolar atto di vassallaggio al nuovo padrone; 
ossia die si credesse dispensato per la natura del feudo suo di ragione 
dellimpero, o che i stretti vincoli, la servitu e 1'incessante dimora ed 
impiego suo presso il marchese di Monferrato l'avessero indolto a volersene 
dispensare: ad ogni modo giammai i duchi di Savoia cercarono in modo 
alcuno d'intorbidarlo nel pacifico posscsso della signoria, e sino alia sua 



DEL CAV. C0STANZ0 GAZZERA. IQ 

mortc , non consta chc altra traversia vcnisse a funestare la vita del Tiz- 
7.one, chc condussc sino ai 10 di agosto dcllaniio 1 4^9 , nel quale passo 
agli clerni riposi in Vercelli, come pare, e scpolto nella cliiesa di S. Fran- 
cesco, ovc si leggeva il segucnte epitafio rccato dal Bellini (i), e che 
sappiaino essere lavoro deU'Antonio Astesano, rilrovandosi tra le poesie 
inedile del medesimo, conservate nel codice autograft) della pubblica 
hil)lioteca della citti di Grenoble. 

Qui fuerat clara Titionum stirpe creatus, 

Hac Luilovicus nunc rcquicscit Immo. 
Cuius Lumbardas late vulgata per oras , 

Inviolata suo tempore fama fuit. 
Montisferrati norat secreta senator, 

Principis, eloquio consilioque valens. 
Cultor iustiliae, patriae totius amator , 

Publica privatis praetulit ipse bonis. 
Quod patuit, nam cum rupuerunt fila sorores , 

Defflevit mortem palria tota suam. 

1439 die 10 augusli. 

Lascio due figliuoli maschi Antonio e Giovanni, il primo de' quali non 
fu solo erede del feudo di Desana , ma per la morte del fratello, acca- 
duta nell'anno 1 447 ) r ' un%l esso s °l° tutte le sostanze del padre suo. 

II Muratori ed il Bellini (2) altribuirono a questo Lodovico, primo 
signore di Desana, una moneta che porta di fatto il nome di Lodovico 
di Desana. Ma se avessero posto mente che in essa e negli allri diversi 
esemplari che noi pubblichiamo Lodovico e detto comes Decianae et 
vicarius imperialis, e che nessuno dei tre primi signori di Desana fu conte, 
e molto meno vicario imperiale, ma soltanto signore, come appare dalla 
donazione e dalle confermc del duca di Milano, e dell' imperator Sigis- 
mondo, si sarebbero accorti di leggieri, che essa non se li poteva ascri- 
vere , ma si bene al secondo Lodovico, che ditTatlo dairimpcralor Mas- 
simigliano ottenne con la conferma del feudo il titolo comitale ed il 
vicariato deH'iinpero. 



(1) fertellcsi Illustri m5. presso it sig. cav. Fhiviann CafiannT.i di Verceili. 

(2) Antiqu. med. acv. to! II. col. 675. Bellin. do monctis Ilaliac mod. aevi disscrlal norisnou. 
Forrar. 1779.4." pag. 93. 



ao memorik STonicnF. j>ei tizzoni conti di desaka ecc. 



WTONIO. 

Poche sono le notizie che ci sono rimaste di questo Antonio signor 
di Desana, figlio c successore di Loilovico, morto, come abbiam detto , 
ai 10 di agosto del i/|3c). Pare che col feudo eredilasse Antonio le stret- 
tezze pure che avcvano obbligato il padre suo a dover alicnare i rcgali 
tutti del medesimo. Imperciocchc nel diploma dcll'imperatore Fedcrico, 
del 1 5 novembre i485, col quale autorizza e comanda a Lodovico IT 
ili instaurare il feudo tibi Ludovico Ticlono . . . com.mitti.mus ac pre- 
cipiendo mandamus quatenus dictum feudum nostrum instaures ac in 
integrum rcstiluas da' suoi predecessori leso e diminuito , tarn per Lu- 
dovicum quam per Antonium eius fdium multis modis dictum feu- 
dum Dexanae diminutum sit ac lexum, si pub scorgere che se dal pa- 
dre suo crano stati alienati i rcgali , ad esso Antonio solo si dovra al- 
tribuire quanto ivi si dice concessiones et pacta concessa communitati 
Dexanae , in maximum nostri et died feudi praeiudicium. Cib meglio 
si eonferma da quanto si legge nello stromento di fedelta, dai Desanesi 
prestata a Francesco suo figlio, 17 ottobre i45g, in cui e detto ch'cssi 
lo riconoscono per lor signore e padrone, non tanto per il decesso del 
padre suo, del quale esso e erede e successore, quanto eziandio ex or- 
dinatione et ratificatione pactorum et coiwentionum inter prelibatum 
quondam D. Antonium palrcm dicti Francisci et dictam communitatem 
ipsius loci Dexane ecc. Patti e concessioni dall'Antonio fatte e -vendute 
a peso d'oro , le quali pure e a dir vero, se lo furono in daimo dell'im- 
pero e del feudo , tornarono all' incontro a sonnno vantaggio e sollie\o 
della popolazione del borgo e di tutto il feudo. Oltre di cib si sa, per 
l'altro diploma del i5io deU'imperator Massimigliano , che esso Antonio 
non si era curato di domandarne e riceverne l'invcstitura, forsc per la 
nialvagita dei tempi e per la lontananza dcgli imperatori germanici dal- 
1' Italia. Era esso succeduto altresi nella carica del padre, il gran can- 
cellicrato di Monferrato , della quale e noto che nel i452 era rivestito. 
Nel i456 si scorge nel chioslro di S. Eusebio di Vercelli , in alto di 
, ■■„.,. vere, dal vescovo di quclla chiesa, rinvestitura delle due terze parti del 
feudo nobili, antiquo, honori/ico, avito in loco et finibus trium cerrorum. 
>i>ii pare che prolungasse la vita oltre all'anno j 4 5q , sul finir del quale, 



DEL C.AV. C0STANZ0 CAZZEIU. 2 1 

ai 17 di ottobre, dal comunc di Desana c preslata fcdelta al figliuolo suo 
Francesco. Bisogna credere clie Antonio Tizzone morisse non molto vec- 
ehio, o che si ammogliasse assai tardi. Imperciorclie, ncll'atto sovra in- 
dicato di fcdelta degli uomini di Desana, Francesco si scorge minore di 
eta , dicendosi che Francesco non vorra opporre alcun ostacolo allc firttc 
promesse coll'invocare la sua eta tninore ncc illiquid opponere contra ipsa 
sic promissa racione minoris etatis, ecc; e si sa d'altra parte clfosso aveva 
per proprio curatore il cngino suo Gioanni Andrea Tizzone, figliuolo di 
Riccardo, fratcllo di Lodovico primo signore di Desana. 

FRANCESCO. 

Non molte pure sono le cose che avremo a dire di questo tcrzo signore 
di Desana, il quale successe al padre suo in pupillarc eta, nellanno i45g- 
Dall'atto sovracitato del 17 ottobre, pel quale Francesco Tizzone viene 
rtconosciuto dal commie e uoniini di Desana per loro vero signore e 
padrone (i), si pub scorgcrc eziandio come nei poem anni della signo- 
ria di questa famiglia sul luogo prcdetto di Desana, del qual luogo si 
possono chiamare anzi fondatori , che non restauratori, quel comune 
avesse gia tanto acquistato di libcrta c tli franchigie sino a porre dei li- 
miti e delle condizioni alia ricognizione del loro signore stesso. DilFatto 
e detto in quell' atto, the i consiglieri del comune, i credendarii e 
1'universiti tutta del luogo, non tanto li fanno atto di fedelta e ricono- 
scono qual vero e legittimo signore , perche figliuolo del defunto Antonio, 
che fu eziandio signor loro , ma si pure e in ragione pactorum inter 
spectabilem quondam dominion Ludovicum et communitatem ipsius loci 
Dexane , quod etiam de ordinatione et ratificatione pactorum et conven- 
tionum inter prelibatum quondam dominum Anlhonium patrcm dicti Fran- 
cisci et dictum communitatem , ecc. 

Non e poi difficile il render ragione di tale accrescimento di autorit;i. 
c delle anzideltc franchigie di un comune nuovo, se si rifletta alia ron- 
dizionc del primo Lodovico, il quale per bisogno di danaro non fu solo 
obbligato alia vendita dei regali tutti del feudo, ma si pure, e per lo 
stesso motivo , a concedere al borgo buona parte di quanto costituiva 



(I) Append, n. 6. 



33 MKM0RIK STOIUCTIE DEI TIZZONI COMTI DI DESANA ECC. 

I'essenza dcioomuni liberL Avvezzo il comunc a tali libcrla, 11011 lascio mezzo 
intentato per accresccrle ed allargarle, favorcndolo in cio ollremodo la 
non residents dei signori, obbligati che erano, per cagione di carica, a 
rimanere presso la cortc dei marchesi di Monferrato. La mal ferina sa- 
lute poi di Antonio, c le stesse cause di disagio nelle finalize gli ot- 
tennero que' patti e quelle condizioni sovra mcnzionate, delle quali al- 
tamente si dolse 1' impcratore Massimigliano , e spinsero pose ia il primo 
rente di Desana Lodovico a chiedere la revoca all' impcratore ncll'anno 
i5io. E a credere che Francesco non molto dopo uscisse di tulela c 
fosse chiarito maggiore, giacche in una carta del 30 luglio 1464, per la 
quale, in Casale cd alia presenza del marchcse Gugliclmo di Monferrato , 
prende da csso l'inveslitura di alcune parti del feudo di Ponzano, e delle 
giurisdizioni di. Castellazzo e Serralunga , e dell'uflizio della podestaria del 
luogo di Tricero, lanto a nome suo, quanto a quello dei suoi due fra- 
telli minori Lodovico ed Antonio, promettendo esso per se medesimo, e 
rispondendo per i fratelli minori, coll' impegn are i suoi slessi beni, a- 
gisce in nome proprio , e qual persona che gode di ogni suo dirilto. 
Bisogna dire che fosse di gracile temperamcnto e non godcsse di prospera 
salute, se gia nel i^S, fatto il suo testamenlo, lasciava il feudo di De- 
sana al suo figliuolo Lodovico, ed il restante de' suoi beni da essere di- 
visi col fratel miuore Antonio. Ma prolungalasi la vita sua per altri dieci 
o dodici anni, forse per la morte accaduta de' suoi due figliuoli, con 
atlo inter vivos del 28 giugno i483, fece donazione del feudo di Desana 
al fratel suo secondogeuito Lodovico, che 11c prcse immediato possesso, 
non ostante che Francesco non mancasse di vita che forse due anni dopo 
nel i485. 

E inutile il far ricerca se di quesli due ultimi signori di Desaua esi- 
stano monele uscite dalia zecca di cpiel borgo , se come abbiamo av- 
vertito , cpaesta non fu istituita che dal successore Lodovico II primo 
conte , del quale entriamo a parlare. 

LODOVICO II 

PRIMO CONTE DI DESANA. 

Lodovico Tizzone figliuolo secondogeuito di Antonio signore ili Desana , 
nato inlorno all' anno i45G, era in pupillare eta alia morte del padre 



DEI. CAV. C0STANZ0 CAZZERA. 23 

suo , nel 1 4^9, e lo era tultora nel 1 4^4 , allorclic il fratello suo maggiore, 
Francesco siguor di Desana , prase 1 invcstitura del ieutlo ili Poiizano , a 
nome suo e ilei due fratclli minori. Crcsciuto in eta e dotalo di robusta 
e svelta cosliliizionc , \emie educato nell'esercizio delle arti cavalleresche , 
e ne' bnoni studi. Giunto all'eta virile, il fratello suo Antonio, che, ab- 
bracciata la carriera ecclesiastica , era rcttore della chiesa di Desana , 
con alio dcll'8 di inarzo 1482 , li fece donazione spontanea ed intiera 
di ogni suo diritto alia parte della ercdila paterna , e con atlo del sc- 
guenle anno, ed ai 28 di giuguo , qucsto fralel suo, Francesco, per do- 
nazione inter vivos , gli l'ece cessione di ogni suo diritto sul feudo e 
sulla siguoria di Desana , spogliandone i propri figliuoli Lodovico ed 
Antonio, se e vero ch'essi fossero vivi tultora nel 1488 , siccome ritrovo 
notalo in alcune scheile niaiioscrillc , ovvero , e forse meglio , per la 
scguila immatura niorle di essi. Foslo al possesso della signoria non e 
tutlavolta die due anni dopo, ai 17 giugno i485, the penso di dover eliic- 
dcre V invcstitura iinpcriale , il che non aveva eseguito prima per rispetto, 
cred' io , del fratello \ivente , il quale deve esser mancato di vita in 
quest'anno stesso. Stando dunque Lodovico in Milano, sped! procura in 
favore del dottore di leggi Barlolounneo del Signorio di Capriate , au- 
torizzandolo a doversi recare alia corte dell' iinpcratore Federico , onde 
inipetrare nuova investitura del feudo a nonna di quclla precedente dal- 
l'imperator Sigismondo, spedita a favore di Lodovico I, e ad supplican- 
dum el quaslibet suppiicationes et quaslibet preces porrigendum preli- 

bato Serenissimo imperatori ac Sacratissima Maiestate impetrun- 

duni quodlibet rescriptum donationem gratiam con- 

cessionem investituram recognilionem conjirmationem 

stipidandum et recipiendum de loco burgo et terrilorio Dexane 

et iuribus et preeminciis suis ecc. Giunto il Signorio ad Inspruch, ove 
risiedeva 1' imperatore , ed esposte le preci e le istanze del Tizzone ; 
Federico, con diploma dcllo stesso luogo , 8 luglio i485, ne confermo 
la concessione , e diede nuova , piena ed intiera investitura. Imperiali 

auctoritate concedimus tribuimus ac investimus omni meliori modo 

et via memoratum Ludouicum in loco et castro Dexane 

et in feudo nobili patenio , libcro , auilo et proauito cum omni- 
bus iuribus, ecc. (1). Ma non bastava al nuovo signore di essere tran- 

(I) AppioJ. n. 7. 



24 MKM0IUE STOIUCHE DEI TIZZONI CONTI DI DESANA. ECC. 

([iiillo posseditore del feudo se da esso, depauperato d' ogni sua dote, 
a di tulli i privilegi ed immunita che lo rendevano proficuo, csono inerenti 
alia signoria , noil poleva ricavare alcuno benche inininio provento o 
reddito , ne li rimaneva mezzo onde governarlo c farsi obbedire. Posto in 
tale frangente , ebbe di nuovo ricorso all' imperatorc , il quale , con 
diploma del a5 aprile deU'anuo stesso, avuto riguardo che turn per Lu- 
doviewn quondam loarmis quam per Anthonium et eius fdium Franci- 

scum multis modis dictum feuduin diminulum sit ac lexuin ; or- 

dina al nuovo signore Lodovieo di dover rcstaurare c ridurrc nel suo 
intiero il feudo, procedendo contro i detentovi, non avuto riguardo alia 
prescrizione, ue a qualuncpie allra legge, statuto, o decrcto, o consuetu- 
dine in conlrario. Tibi Ludouico Ticiono quondam Anllioni moderno 

Dexanae domino committimus ac precipiendo mandamus quatenus 

dictum feudum nostrum instuures ac in integrum restituas nullo prescri- 

ptionis tempore non obstante ac nullis legibus, statutis , decretis 

ac consuetudinibus ecc. (i) ; approvando sin d'ora qualunque 'accomo- 
damento , patto , o transazione sara per fare a tal fine. Sicuro in tal 
modo Lodovieo di poter por mano a ripristinare il feudo coll'acquisto 
della pristina autorila e rendite del uiedesiino, pose ogni piu diligente 
sollecitudine a far si che, con minor danno dei soggetti , venissero ri- 
coverati i regali dai suoi antecessori improvvidamente distratti , e vi 
riusciva , senza che per cio scapitasse neli'alTezione de' suoi sudditi , che 
iu ogni teui|x> ed occasione si fece per esso manifesta. 

Quantunque non consti che Lodovieo non mai copi'isse "veruna carica 
nelle corti dei duchi di INIilano , o dei marchesi di Monferrato , tutta- 
volta esso era frequente in amendue , ma piu che non in quella di Mi- 
lano , spesseggiava nell' altra di Monferrato , ossia per la maggior vici- 
nanza , per gratiludine e per un reslo dei vincoli dal padre suo e dal- 
l'avo contratti , o pcrche cosi esigessero gli interessi suoi e del feudo. 
Ne i marchesi, conoschita per tempo 1' indole sua gencrosa, ed il valor 
suo, tralasciavano di valersi dell'opera e de' consigli di lui. Tanto apparve 
piu. specialmente allorche eletto a Ponteficc il cardinal Borgia , il mar- 
chese Bonifacio, come costnmavasi in allora dai piccoli principi italiani , 
delibero d' inviare a Roma una solenne ambascieria , onde riconoscere 



(1) Append, o. 8. 



DEL CAV. COSTANZO GAZZF.P.A. 3 

c prcstare obbedienza al miovo ]>onteficc Alcssamlro VI. Impcrciocche 
dci piu distiuli personaggi cni a (Tula re uua tale onorifica incumbenza , 
terzo fu il nostro Lodovico, il Quale unilamciite a Bcnvcnuto cli S. 
Giorgio , e ad Andrea Novello vescovo di Alba, fu prescelto dal mar- 
chese. Recalisi al Vaticauo, vi comparvero con tale inaestosa e prestante 
dignita , e con lanto sfoggio di rieche e preziose vesti e livree, da trarre 
lo sguardo ed eccitare 1' ammirazione di una corte usa pur troppo in 
que' tempi , alio sfarzo ed alio scialacquo delle ricchezze, ed al piu intem- 
perante lusso. II Faerno, che in Roma fu prescnte al ricevimento dei 
legati di Monferrato , cost scrisse , tra gli altri , del nostro Tizzone : 
Liulo\'icus Ticionus vir praeclarus apud Marchionem suum facilis ac 
praedives : cue toga argentea in talos usque diffundebatur : dipiois ex 
serico muriceo tonsa subradiabat: breuis alius ex serico villoso sine- 
ragdino inlermicabat amictus : ambobus aureae torques liamis ampUori- 
bus largum splendorem dispargebant in consistorio. L' orazione venue 
detta dal Sangiorgio , e stampata nell'anno stesso , 1 494 ? ln Roma , co- 
inuncpie l'Irico abbia scritto in contrario (i). Ma non a vana e frivola 
oslentazione e per sfoggio di fasto e di opidente grandezza fec ? egli ser- 
vire il suo soggiorno di Roma, che servendo anzi al suo genio per ogni 
maniera di buoni studi, e per qucllo in singolar modo dell'antichita, pote 
dare ad esso il piu • ampio e proficuo sfogo. Introdotto nell' amicizia di 
Pomponio Leto , con Tniuto cd assistenza di lui , fece ampia messe di 
Ogni maniera di anticluta , copiando iscrizioni , trascrivendo codici y e 
conversando con i savi e dotti personaggi che convenivano in casa del 
Leto , e diedero origine alia si rinomata Accademia Pomponiana. Di un 
intiero codice di Publio Vittore de regionibus urbis , con l'aggiunta di 
non poche annolazioni prese da gravissimi autori greci e latini , concer- 
nenti alia dignila e grandezza di Roma parla il nostro Lodovico , in una 
sua lettera indiritla a Giovanui Collovero , segretario dell' imperatorc 
Massimigliauo , da Desana aG aprile i5o^: Retulit mihi Iohannes Bar- 
tholomcus in manibus luis uctuslissimuni deurnissc librum inultarum an- 
tiquitatum refertum , in quo inter caetera Publius Victor de 1 4 urbis 



(1) II Sangiorgio slcsso ncl Cronicon , pag 410. cd. Taur. , cosi dice di qursla legazione. Ad 

Aiexandrum I' I tjui tunc primum pontificntum ingressus ftterat tres ornatissimos trammisit 

oraloriii , miliiijue haud satis crudito t orartdl munus demaiidits'it. 

Seiug II. Tom. IV. 4 



aG HEMORIB STOIUCHE DEI T1ZZ0NI CONTI DI DESANA ECC. 

regionibus continctur. Si integer est sat est. Si non a me integrum ha- 
bebis cum nonnullis de urbis magnitudine ac dignitate annotationibus, a 
gravissimis auctoribus turn graecis turn latinis. Ed ;illo stcsso Collovcro 
stuilioso di'llc cose anliche , niaiula pure in dono mi libro ripieno di 
mollc anticliita da esso raccolte , dic'egli , allorchc si Irovava a Roma 
legato del marchesc Bonifacio di Monferrato, c di numerose iscrizioni co- 
j)iate la pin parte da esso stesso dai sepolcri , da fraiiiinenti di inarmi 
antiehi , dagli ac([iiedolli e dagli archi di trionfo , non che altre non 
poche tratte dalla Sicilia ed altre parti dell' Italia a lui regalate dal lel- 
teratissimo ed aiuatissimo di tali studi Pomponio Leto. Libellum mul- 
tarum antiquitcUum refertum tibi dono mitto : quas dum apud Ale- 
xandrian FI Pontijicem max. , pro Bonifacio Paleologo Montisferrati 
Marchione, Legationis munere Romaefungor, Pomponio duce , viro litte- 
ra ssimo ac reverendae antiquitatis obseivantissimo , a scpulchris , a 
vetustorum marmorum fragmentis , ab aquaeductibus , a triumphalibus 
arcubus propriis manibus excerpsi. De nonnullis etiam ipse Pomponius 
mihi copiam fecit, quas e Sicilia, et ab aliis Itcdiae urbibus, ut summits 
antiquittiUs investigator erat , conquisierat. Malta in te erunt quae le 
oblectabunt , et frequenti lectione digna (i). 

Ma non aveva appcna fatto ritorno alia patria che incominciava per 
Lodovico quella iliade di disturbi , di peripezie e disavventure , che 
funostarono , si pu.6 dire, il restante corso del viver suo. La calata di 
Carlo VIII in Italia se non fece nascere , fortifico d'assai le pretensioni 
di dominio de' Francesi sull'Italia, e non tanto sid regno di Napoli , ma su 
molte e varie parti di essa , sulla Lombardia , su Genova, e sul Piemonte. 
Onde selibeue non avessero questi poscia mai stabile e ferma sede in 
nessuna delle sue provincie , non ne dismessero per6 mai il pcnsicro , e 
cercarono ognora l'occasione od il pretesto di volersi miscliiare negli af- 
fari della Peuisola. Quitidi le continue viccnde di guerra accadule per 
oltre un mezzo secolo , cpiindi gli spogli , gli incendi , le devaslazioni , 
e piu di tutto cio, lc parti e le sette imperiali e francesi, che divisi gli 
animi , come sempre , dcgl' Ilaliani , furono cagione piu che ogni altra 
potente di incessanti guai , di odi , di vcudette, e la rovina di intiere 



(I) Append, n. 9. 



DEL CAV. COSTANZO GAZZF.RA. 2" 

fainiglie. Lodovico Tizzone , per cagione del fcudo suo dipendente dal- 
1' impero , per i legami che da molto tempo la sua famiglia aveva stretti 
con il medesimo, per le rimembranze sue ghihelline , e spitito altresi 
per una insuperabile sua inclinazionc , erasi dimostrato sempre cd aper- 
tamente impcriale. E di vero dice esso stesso , csulc in quel tempo , c 
spogliato d'ogni suo avere , ed ospite del contc Yalpcrga di Masino , in 
una lettcra all'iinpcratore Massimigliano, 2 dicembrc i5i5, obiicitur quod 
imperialis sum ac teutonicus; sum equidem ac esse volo, et in hue opitnone 
lieresique men ultimosque dies meos finire deevctum est (i): ed in nn'altra 
da Crescentino, 20 settembre i5i6, alio stesso imperatore, lamentando 
la sua miseranda sorte di essere privo di ogni cosa , ed avere il feudo 
e patrimonio suo occupato e devastato dai nemici, e ridotto esso stesso 
a non trovar (piasi piu in Italia ricovero cd ospitalita, accusando di ci6 
le minaccie dci Francesi e quelle de'suoi partigiani, dice pero che potissima 
Iiorum malorum est causa quod fere nulli his regionibus , aut saltern 
paucissimi, reperiuntur imperiales (2). Non e tpiindi da maravigliare sc 
nclle spesse e successive invasioni francesi ebbe a sofFrire persecuzioni 
ed angarie di ogni maniera , delle quali si lagna apertamente in molte 
lettere sue scritte a Massimigliano e Carlo V. Ne l'attaccamento e la scrvitii 
di Lodovico verso 1' imperatore e l'impcro consisteva solo in voti di sterili 
parole, in proteste d'ailetto, nel sofferire e sopportare con ecpianimita i 
disagi e le persecuzioni che per tal cagione gli erano intentate; che 
parte piu attiva prese altresi nelle emergenze d' Italia , e piu spezial- 
mente nell'occorrenza della lega di Cambrai. 

Gia sino dall'anno i5oo aveva esso inviato in Germania, ed al servizio 
di Massimigliano, il figliuol quartogenito e suo prediletto Giovanni Bar- 
tolommeo , il epiale , per le belle doti di cui era fornito , venne assai 
amato da Cesare , ed adoperato poscia in varie cariche di govemo ed 
importanti ambascierie. Ultimamcnte cola inviava eziandio il cmintogenilo 
Caio Cesare , al (piale 1' imperatore aflido il comando di un' ala di ca- 
valli. Risoluta uell' anno 1309 la calata in Italia dei Tedeschi , onde as- 
saltare allc spalle i Veneziani ; 1' imperatore spediva innanzi i due fratelli 
Tizzoni accib,sulle terre del padre e dei principi circostanti, facessero opera 



(I) Append, n. 10. 
(J) Appcud. a. II. 



38 miuoiue STonirnE nni tizzoni coim in desana ecc. 

di raccogliere una buona frotta di gcntc d'armi c di cavalli, per andar 
jioscia con cssa'a raggiuugerlo sulle terre venete : seruiuit nobis fideliter 
et diligcnter , dice V imperatore nella lcttera del 6 di giugno 1809, 

Ioannes Jiartholomcus filius tuns sed uolumus stent liactenus nos 

bene seruiuit , qnod ctittui in hac nostra expeditione itatica una cum al- 
tero filio tuo fratre suo etiam nobis seruiat. Jdeo dedimus eis condu- 

ctam ambos igitur pro tua fide ad nos bene expeditos et 

instriwtos bona socictatc et eqnis transmittas. Onde poi cpiella leva o 
spedizinne di uomini e di cavalli non incontrasse ostacolo per parte del 
duca di Savoia , e del marchese di Monferrato , lo stesso Massimigliano 
scrisse ad amenduc i principi la stessa lettera, nella epiale gli esorta , 
ed occorrendo , ordina loro di non volcr inipodire che dai fratelli Tiz- 
zoni si possano scrivere genti dei loro stati , e di non frapporre osta- 
colo alia loro dipartenza. Hortamur et requirimus te , ut pro tua fide 
et observantia nedum ipsos ( Ioannem Bartholomeum et eius fratrem ) 
in dominio et iurisditione tua patiaris conscribi dictas gentes ecc. (1). 
Qnindi, in data del 22 di luglio, il conte Lodovico pote scrivere all'im- 
peratore : Mitto C. Caesarem filium equis armisque pro tempore satis 

instructum Ducit leuis armature equitum alam Habebit 

Maiestas tua quinquaginta iuvenes equo pedeque pugnare aptos ac pro 

Maiestate tua quaequmque pericula ac mortem ipsam subire 

paratos (2). 

Partilo di fatto Caio Cesare seco conduceva una piccola e scclta frotta 
di genti a cavallo , in mnnero di 32 uomini e di cincpianta cavalli , 
gente determinata ed armigcra, nativi tulti dei paesi che fanno ora parte 
degli stati piemontesi , dc'quali il conte Lodovico ci ha dati i nomi che 
si troveranno notati nelTAppendice (3). Giungeva (Riindi co' suoi compa- 
gni al campo imperiale allora appunto che il general vencziano Lucio Mal- 
vezzo, coU'aiulo degli abitanti , aveva fatto prigione Francesco Gonzaga, 
marchese di Mantova, nella cosi dctta Isola della Scala; ne cpiantiuupie 
riunitosi Caio Cesare con Ludovieo della Mirandola, che pure militava per 
Massimigliano , tentassero di conserva di liberare il Gonzaga , non vi riusci- 



(1) Append, n. 13. 
(i) Append, n. 13. 
(.1) Append, n. 14. 



DF.r, CAV. tOSTAKZO CAZZEKA. 29 

vano; che gia era stato tradolto a Venozia. Cio saputo si rilirarono qucsti 
a Verona , ove giungeva pure , e poco poi , Odone marclicsc d' Incisa con 
una buona mano di sohlatesca, d'ondc e neH'intento d'incutcrc terrore in 
chi volcsse imitare i tcrrazzani dell'isola ncl tradimento , avanzatisi verso 
la medesima isola, se ne impadronirono , e dopo averla saccheggiata, le 
posero il fuoco. 

Non era poi tanto inteso Lodovico ai \anlaggi cd alia gloria delle 
.linn imperiali , clie inettesse in dinicnticanza i suoi veri interessi , tra 
i quali il maggiore era pure (piello di vedcre consolidato il suo domino , 
e confermali con ogni piu solida forma e maniera i diritti suoi feudali 
sopra Dcsana , che non ignorava poter essere dalla camera imperiale con 
assai di ragione contrastati per la mancanza di alcune formalita di rico- 
gnizione e di omaggio , non curate da' suoi antecessors Ncl mentre che , 
come abbiam detto , inviava nel iooo il figliuolo suo Giovanni Barto- 
lomeo ai servigi di Massimigliano , lo muniva eziandio di ampia e spe- 
ciale procura , e lo costituiva suo certo messo, nunzio c procuratore , 
onde preso il destro ed H piu favorevole istante , oltre di prestar all'im- 
peratore il giuramento di fedelti , secondo la vecchia e nuova fonna , 
fosse in grado di fare ogni altra cosa che scorgesse poter riuscire utile 
a se, al fendo, ed alia famiglia dei Tizzoni. 

Recatosi , coine dissi , Gioanni Bartolomeo presso Cesare , non venue 
soltanto bene accolto , ma beneviso , trattenuto ed impiegato a corte , 
ove 6ervi per segretario alia impcratrice Bianca, e spesse fiatc alio stesso 
imperatore. Mosso quindi Massimigliano dalle istanze e dai meriti di tpiesto 
suo segretario e del fratello suo Caio Cesai-e , e dalle prove senza numero 
di alfetto, non che di devozione e di premura per i suoi interessi, del padre 
loro Lodovico , con ampio diploma, dato da Augusta il di 3 di luglio i5io; 
Considerato attentamente, dice, e con occhio di gratitudine i grandi ed 
egrcgi ossequii di fcdelta in Italia prestati contro i nemici e ribelli del 
sacro impero , e continuati con indefessa e stabile costanza dalla fami- 
glia ed agnazione dei Tizzoni, c particolarmente dagli anteccssori di Lo- 
dovico : e con ma^gior ragione e prontezza di gratitudine, memore delle 
gesta del modcrno Lodovico figliuolo di Antonio , il quale non temendo 
vernn impeto ostile , con soinma fede c costanza si e renduto non jioche 
volte benemcrito di noi e del nostro romano impero; ed avuto riguardo 
eziandio alia diligenlissima e fedel servitu dei due suoi figliuoli Gioanni 
Bartolomeo e Caio Cesare , i quali continuano di notte e di giorno ad 



30 MEM01ME STOIUCHE DEI TIZZONI CONTI DI DESANA ECC. 

impiegarsi per noi c pel sacro romano impero , il primo nel ministero 
di scgretario , I'altro al comando di un'ala tli cavalli; non avuto riguardo 
alia scadeuza del feudo incorsa per mancanza d' investiture trasandate 
dagli antecessori , e per le alienazioui fatte dai medesiini in danno nostro 
e della camera nostra imperialc : De nostre Romane imperatoric Ma- 

ieslatis plenitttdine , donationem puram , mcram et inrevocabilem 

ipsi Ludovico licet absenti et tibi lohanni Bartholomeo eius nuntio et 

procurators fecimus et facimus de burgo , castro loco territorio 

et prediis Decianc ut supra coherentialo. Ne cio bastando alia bonla del- 
1' imperatore , e per niaggiormente gratificare i servizi di questa fainiglia 
e darle un anche piii onorifico ed illustre pegno della sua gratitudine , 
lo rivcstisce della dignita comitale e militare per se e per i figliuoli suoi 
maschi e nati di legiltimo matrimonio, con la facolta di eleggere fra essi 
quello che giudichera meglio dover essere il successore nel contado. VI- 
terius ex nostra Cesarea benignitate et gratia , dignitate Comitatus et 
militie illustramus prefatum Ludouicum et ex eo de legitimo matrimonio 

natos et nascituros et processuros heredes masculos videlicet 

ilium solum dumtaxat ex ipsis rnasculis quern ex pluribus supervenien- 
tibus ipse Ludovicus et post ipsum successive sue posteritatis descen- 
dentes inter vivos vel ultima voluntate expressa ad hanc in scri- 
pt's elegerit dignitatem ecc. Degnandolo in ultimo, e per ulteriore onori- 
ficenza e decoro, della dignita di vicario suo generate e del sacro romano 
impero, nel borgo di Desana, esso ed i successor! suoi in perpetuo, con 
tutti i diritti ed azioni che spettano o possono spettare ad esso ed alia 
sua Cesarea maesta e camera sua imperiale. Et insuper eundem Ludovicunt 
et successores suos ut supra in dicto burgo Deciane sacri Romani im- 

peri Vicarium Generalem in perpetuum creamus , consliluhnus 

et deputamus cedentes et transferentes in eum Ludouicum 

omnia iura omncsque actiones spectantes nobis nostreque imperiali 

Camere seu Ccsaree Maiestati (i). 

Questa ampia, illustre, e spontanea testimonianza della sincera predile- 
zione , che 1' imperatore Massimigliano nutriva verso di lui , ed i nuovi 
ed onorevoli titoli de' quali lo rivestiva , cui erano pure annesse alcune 
particolari prerogative e giurisdizioni , per le cniali veniva innalzato al 



(1) Append, i). li. 



DEL CAV. f.OSTANZO CAZZERA. 3 1 

grado di possanza c di autorila dci principi sovrani, non e a dire quauto 
rallegrassero 1' animo del conte Lodovico , che in essa mirava un vero 
compcnso a tutte le sollccitudini ed ai disgusti paliti per la causa impe- 
riale, nel tempo die lo rendevano maggiormentc disjwsto ad incontrame 
degli altri, che di vero, non si fecero lungamente aspettare. Parve ad alcuni 
die il titolo comitate conferito al nostro Tizzone , con il sopra indicalo 
diploma del i5io, anziche nuova concessione dovesse ineglio essere chia- 
mato conferma di un titolo del quale gia era insignito. Imperciocche in 
molte delle letterc ad esso indirizzate da Massimigliauo negli anni i5o6-^-g, 
ed in alcune altre de' suoi segretari Gadio, Collavero, Banissio , le quail 
sono registrate nel codice Tizzoniano della rcgia Universita , delle quali 
varie sono da noi pubblicate , Lodovico si vede distinto col nome di conte 
di Dcsana. Nobili rmstroet Imperiifulcli dilecto To. Aluuisio Comiti Deciane 
e l'ordinario indirizzo delle lettere scrittegll dallimperatorc. II Collavero 
poi suo scgretario, nel rispondere ad una lettera di Lodovico, in data del 
di 4 aprile 15c-, si serve del seguente: Iohannes Collauer iuris utriiisque 
Doctor Magni/ico Domino Ludouico Ticiono Comiti Deciane , salutem. 
Ma a noi pare il contrario. Nel diploma, il titolo Militare e Comitate si 
scorge essere per la prima volta , unitamente al vicariato imperiale, con- 
ferito , non una conferma di titolo gia posseduto. Per cib poi che spetta 
all'esscr chiamalo Conte di Desana negli indirizzi delle lettere sopracci- 
tate, e ovvia una facile spiegazionc, dicendo che il conte Lodovico, nel 
copiare esso stesso nel codice , o nel dettare quelle lettere , il che fa- 
ceva un ill i anni dopo, come si scorge per le date di altre posteriori di 
forse dieci 012 anni, e in tempo in cui gia era in possesso del contado, 
per una anticipazione, pose il titolo comitale a quelle eziandio che l'erano 
state scritte quando